Oggi ultima a Torino

E niente, in questa città ci torno sempre volentieri a lavorare e sempre la lascio con dispiacere e con la sensazione che si poteva restare ancora qualche altro giorno. Spettacoli che vanno sempre bene, un pubblico sempre attento e competente e quegli applausi finali sempre sinceri che ripagano il cast e noi tecnici del lavoro svolto.

Unica cosa strana è che mai di questi tempi a Torino ho sentito così caldo. È irreale… Ora dicono arriverà il freddo vero di un inverno in ritardo. Vedremo. E niente, tra poco ultima replica e poi si sbaracca: arrivederci Torino!

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Comunicazione…

Qualche giorno fa ho avuto mio malgrado uno scambio di vedute con una delle ragazze della produzione. Sorvolerò sul fatto che ai miei tempi un me ragazzino non si sarebbe mai sognato di rispondere con certi toni ad una persona non solo semplicemente più grande ma di molto più grande: va beh…i tempi sono proprio cambiati e quella forma di rispetto intrinseco che ci era stata insegnata è sparita chissà dove…

L’oggetto di quello che poi ha scatenato tutto il mio sarcasmo che spesso non viene capito ma considerato come un attacco personale, con conseguente risentimento, è stata per l’appunto la comunicazione. Ora…amo la tecnologia e tutto ciò che con essa può semplificarci la vita. Ci mancherebbe. E ci sta che tu azienda o persona che debba comunicare cose a più soggetti lo faccia servendoti di e-mail “ufficiali” o whatsapp o altro.

Ma, c’è un grande MA che dovrebbe sempre essere considerato: nel mondo la fuori si possono verificare imprevisti , contrattempi per cui uno semplicemente può non avere letto quella tua fottuta mail ufficiale! Perché mentre tu passerottina te ne stai al calduccio nel tuo ufficio a cliccare su una tastiera c’è chi al freddo lavora per mettere su uno spettacolo risolvendo problemi, stando anche male per giunta.

Poi possono esserci altri motivi, può non prenderti il telefono, può essere scarico, rotto o semplicemente puoi non avere avuto nemmeno un minuto di tempo nemmeno per andare a pisciare e non ti è proprio interessato di controllare la posta. Quindi se a voce ti chiedo una determinata cosa e te mi rispondi: devi leggere la comunicazione ufficiale … ecco a me viene voglia di scaraventarti giù dalla torre più alta e, non gridate al desiderio di femminicidio perché farei lo stesso anche con qualsiasi uomo mi rispondesse così!

Ma che avete nella testa? Se l’informazione che ti chiedo non la sai mi dici: scusa, non lo so e bon, finisce lì. Chiederò a un’altro. Ma se mi rispondi in quel modo, come a voler mettere distanza tra te e me allora hai capito un cazzo della vita in generale. Perché ok l’elettronica e tutto ma cazzo, in sto mondo si è proprio smesso di comunicare a voce guardandosi in faccia con gente nella stessa stanza che si parla con smartphone o portatili! Beh, per me state fuori.

Fatto sta che a me se un collega mi chiede un che so…a che ora si parte domani io se lo so gli dico l’ora, se non lo so gli dico che non lo so ma mai e poi mai mi sognerei di rispondergli con vatti a leggere la comunicazione ufficiale! E checcazz, va bene tutto ma questo a mio modo di vedere è un modo errato di usare la tecnologia dove il risultato è solo una disumanizzazione dei rapporti. Sarò pure un v.d.m. ma penso che si stia esagerando.

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Google che spara cose a caso…

Ok, diciamo che non mi dispiace essere “spiato” da Google o meglio, so che useranno tutti questi dati per profilarmi ecc ecc e che su queste statistiche ci fanno soldi. Esiste una alternativa per poter usare uno smartphone che in cambio ti dia diversi servizi in cambio del loro voyeurismo? Non mi pare a meno di non andarsi a complicare la vita con paranoie. Quindi ok…sono conscio della cosa e pazienza…

E però, come faccio a non notare che, mi pare evidente che questi voyeur informatici a me danno l’idea di essere parecchio miopi e caciaroni e che probabilmente, quando rivendono sti dati…vendono anche tanta fuffa inventata! Chi li compra lo sa ? Boh…contenti loro! Ad ogni modo, guardando le mie statistiche del mese scorso mi è venuto da ridere guardando due voci: km percorsi in moto e km percorsi in bicicletta!

Ok…glielo dite voi al signor Google che io non ho una moto…non ho neppure la patente per la moto e a dirla tutta non so neppure guidarla? E tra l’altro non ho neppure amici motociclisti e l’ultima volta che sono salito su una moto sarà stato trent’anni fa o anche più! Per la bicicletta stesso discorso: non ce l’ho e non ci salgo da secoli! Li però ci so andare! 🤷‍♂️

Ecco…mi viene in mente la scena de Il Marchese del Grillo quando il carbonaro chiede di vedere i conti e fatte due somme dice al contabile che è un ladro perché…se mi stai a fregare su questo…allora mi stai a fregare su tutto! E così Google…se ha toppato su due voci… avrà toppato anche su tante altre cose! Ma come ho detto prima…loro vendono…altri comprano…e magari qualcuno inizia a mandarmi pubblicità di moto e caschi o tute convinto di aver trovato il suo motociclista da spennare! Contenti voi…

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È tutto un giramento!

E già, abbiano completato l’ennesimo giro attorno al nostro sole. Tutti a festeggiare e per carità…non critico nessuno davvero ma io boh… sarà che nemmeno il mio compleanno mi ha mai entusiasmato, sarà che le feste dove bisogna divertirsi per forza non mi sono mai andate a genio ma ecco…non ho nessun entusiasmo per la fine di questo anno e non ho alcuna aspettativa per quello nuovo. Sarò strano ma che ci posso fare?

Si torna al punto di partenza anche se, in realtà non è nemmeno così poiché un po’ tutti abbiamo in mente lo schema semplificato del sistema solare dove la giostra gira e ogni pianeta ha i suoi tempi ma la realtà invece è un po’ più complessa visto che, anche il sole gira attorno al centro della nostra galassia e si trascina dietro tutto il resto così che, dopo aver compiuto l’anno la nostra palletta blu in realtà si troverà in un’altro punto dell’universo!

Insomma, se un tempo addirittura si credeva che la terra fosse fissa…poi si credette che era il sole ad essere immobile oggi sappiamo che tutto si muove a velocità folli e le stesse galassie sono in movimento per cui, la realtà ci dice che noi tutti siamo parte di un viaggio incredibile nel cosmo! Peccato solo che non sappiano né dove stiamo andando e nemmeno vedremo un porto o una stazione di arrivo!

Va beh, insomma è tutto un giramento di palle e questa è l’unica certezza! A dire il vero guardando ai fatti di casa nostra ormai sta diventando una certezza anche il fatto che su questo pianeta l’intelligenza non sia poi così tanta se guardiamo a tutto ciò di cui siano causa e che è estremamente autolesionista. Quindi che dire? È capodanno ed allora tanti auguri a tutti lo stesso anche se, l’unico augurio che davvero mi sentirei di fare è quello di diventare tutti un po’ più intelligenti se non altro per far tacere eventuali osservatori extraterrestri! 🥂

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Non sono un uomo facile

No, non sto parlando di me sebbene non sia certo il prototipo della persona ideale! Invece il titolo è quello di un film di qualche anno fa che solo ieri è capitato di vedere. Non sono un uomo facile gioca sugli stereotipi sociali partendo proprio da quella ultima parola ma di solito usata al femminile. Donna facile, un tempo vi si aggiungeva “di facili costumi” per indicare una donna che aveva molteplici uomini.

In pratica un velato insulto sostitutivo dei termini più comuni come puttana, troia, zoccola ecc ecc. Palese stigma di una società palesemente declinata al maschile dove i ruoli standard sono cuciti dalla società affinché la donna sia quella che arriva vergine al matrimonio, sia madre, santa, cristiana of course e angelo del focolare. Le scappatelle o le frequentazioni seriali erano invece prerogative maschili. Più donne avevano e più erano ammirati.

Termini come dongiovanni, sciupafemmine, tombeur de femmes sono l’equivalente maschile di donna facile ma mentre per la donna è un insulto per l’uomo è quasi una medaglia di cui fregiarsi e vantarsi. Certo, va detto che qualcosa è cambiato e molte donne hanno imparato a fregarsene però, in certi contesti lo stigma sociale resta: pensate ad una insegnante e ditemi se lo scoprire la sua vita sessuale non porta a sussurri…brontolii e altro.

Bene, il film di cui parlo ribalta tutto ciò ed immagina una società costruita specularmente alla nostra: le donne comandano, ricoprono posti di potere e decisionali, lavorano, collezionano uomini, non si preoccupano del loro aspetto. Gli uomini per contro sono a casa a badare a casa e famiglia, si depilano per risultare attraenti, vestono short mostrando le gambe, vengono molestati di continuo e tutto il resto!

Ecco, sebbene alla fine credo che il film poteva osare di più l’idea di fondo l’ho trovata davvero carina per far riflettere molti uomini (ma anche tante donne) su tante cose. Il che poi non significa affatto azzerare le differenze sessuali ma agire semplicemente con rispetto reciproco ammettendo che, ancora ad oggi ci sono troppe disparità di trattamento. Non credo che riconoscere ciò sia un segno di decadenza come vorrebbero far credere quelli contro fantomatiche teorie gender. Quel che sarebbe invece giusto è che persone diverse siano tutte sullo stesso piano.

Del film non vi parlo, se volete lo trovate facilmente in rete così come trovate recensioni e commenti. A me piaceva solo l’idea di poter prendere spunto dal film per fare due chiacchiere! Tra l’altro mi ha riportato alla memoria un elenco di frasi che circolava qualche anno fa che ironizzava proprio sul linguaggio e su come non è che ci sia poi tanta giustizia neppure nel linguaggio:

Cortigiano: gentiluomo di corte
Cortigiana: mignotta
Massaggiatore: chi per professione pratica massaggi
Massaggiatrice: mignotta
Il cubista: artista seguace del cubismo
La cubista: mignotta
Uomo disponibile: tipo gentile e premuroso
Donna disponibile: mignotta
Segretario particolare: portaborse
Segretaria particolare: mignotta
Uomo di strada: uomo duro
Donna di strada: mignotta
Passeggiatore: chi passeggia, chi ama camminare
Passeggiatrice: mignotta
Mondano: chi fa vita di società
Mondana: mignotta
Uomo facile: con cui è facile vivere
Donna facile: mignotta
Zoccolo: calzatura in cui la suola è costituita da un unico pezzo di legno
Zoccola: mignotta
Peripatetico: seguace delle dottrine di Aristotele
Peripatetica: mignotta
Omaccio: uomo dal fisico robusto e dall’aspetto minaccioso
Donnaccia: mignotta
Un professionista: uno che conosce bene il suo lavoro
Una professionista: mignotta
Uomo pubblico: personaggio famoso, in vista
Donna pubblica: mignotta
Intrattenitore: uomo socievole, che tiene la scena, affabulatore
Intrattenitrice: mignotta
Adescatore: uno che coglie al volo persone e situazioni
Adescatrice: mignotta
Uomo senza morale: tipo dissoluto, asociale, spregiudicato
Donna senza morale: mignotta
Uomo molto sportivo: che pratica numerosi sport
Donna molto sportiva: mignotta
Uomo d’alto bordo: tipo che possiede uno scafo d’altura
Donna d’alto bordo: mignotta (di lusso, però)
Tenutario: proprietario terriero con una tenuta in campagna
Tenutaria: mignotta (che ha fatto carriera)
Steward: cameriere sull’aereo
Hostess: mignotta
Uomo con un passato: chi ha avuto una vita, magari sconsiderata, ma
degna di essere raccontata.
Donna con un passato: mignotta
Maiale: animale da fattoria
Maiala: mignotta
Uno squillo: suono del telefono o della tromba
Una squillo: mignotta
Uomo da poco: miserabile, da compatire
Donna da poco: mignotta
Un torello: un uomo molto forte
Una vacca: una mignotta
Accompagnatore: pianista che suona la base musicale
Accompagnatrice: mignotta
Uomo di malaffare: birbante, disonesto
Donna di malaffare: mignotta
Prezzolato: sicario
Prezzolata: mignotta
Buon uomo: probo, onesto
Buona donna: mignotta
Uomo allegro: un buontempone
Donna allegra: mignotta
Ometto: piccoletto, sgorbio inoffensivo
Donnina: mignotta

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Grande politica…

Io la immagino così: allora…cosa possiamo fare per peggiorare le cose?Mmmm…ideaaa…eliminiamo lo SPID! Siii…bravooo…geniooo… facciamolo! E così iniziano le prime dichiarazioni, le interviste… ovviamente che oltre 30 milioni di persone usino questo sistema non viene preso in considerazione! Anzi…si dice che si fa tutto per semplificare! Per aiutare la vecchietta poco avezza ai mezzi tecnologici!

E quindi si propone di sostituire tutto con la CIE, la ca unrta d’identità elettronica! E certo perché così, la vecchietta, che dovrà dotarsi di un lettore di schede da connettere al PC previa installazione dell’opportuno software ( o di uno smartphone), sì che sarà finalmente felice e operativa! Ma che geni! Fenomeni proprio!

Ma dato che questi mica si fermano altra genialata: apriamo la caccia in città e nei parchi senza limiti e senza orari! Ma che bravi! E quel che prima, per quanto riguardava gli abbattimenti controllati di animali in sovrappopolazione, era di competenza delle guardie venatorie e dei forestali ora sarà di competenza dei cacciatori dopo opportuna…formazione!

A sto punto c’è solo da augurarsi che non vi siano incidenti magari mortali ma, se proprio ci dovranno essere speriamo almeno che si sparino tra loro questi geni! E niente, poi c’è l’altra sciroccata che senza che un solo giornalista le abbia detto che stava dicendo un mucchio di stronzate se n’è uscita candidamente con le spiagge libere sono piene di tossici e rifiuti. No davvero… Siamo ad un livello di cialtronaggine e incompetenza mai viste!

Il cazzaro verde per non essere da meno insulta chi paga con la carta il caffè (e per fortuna qualcuno in Europa gli ha bloccato la manovra sul POS!) e al solito si getta come un avvoltoio su una disgrazia per sproloquiare sul fatto che fossero in sette su un mezzo senza capire che quello era un mezzo omologato proprio per sette persone! Ed ha il dicastero per i trasporti…’namo bene…

Cosa possiamo fare per questi giovani? Ma ovvio…facciamogli provare l’ebbrezza di una mini naja! Bravooo… geniooo…leviamogli tutti sti grilli per la testa a sti fannulloni che vorrebbero lavorare ed essere pure pagati in regola! Calci nel culo perché si sa che, un vero sistema pedagogico educativo, parte dalla umiliazione e dall’educazione a tacere, ubbidire e agire! Della serie muti e rassegnati!

Nel frattempo, cambio del codice degli appalti che a noi mafiosi così ci piace! E facciamola girare questa economia e questo contante! Fare e spendere… Anche a CDC e basta con questi professori che stanno sempre a dire di no se vuoi costruire dentro un fiume o su una frana o in un territorio a rischio idrogeologico! Ambientalisti che non siete altro…ormai lo si usa come un insulto. Al pari di comunisti, femministe, pacifisti: tutta gente con troppi grilli per la testa… Qui si ha da lavorare tutti muti…noi si che sappiamo come si governa!

Saranno cinque anni lunghissimi…poveri noi…

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Donne

Siamo alla fine dell’anno 2022 eppure quel che sarebbe dovuto essere un millennio proiettato nel futuro, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani, è iniziato (continuato) come peggio non si poteva se si guarda alla condizione femminile nel mondo. E con buona pace di chi parla di certa superiorità culturale nel nostro paese c’è solo da tacere visto che certi atteggiamenti tribali e medioevali sono presenti più che mai anche alle nostre latitudini visti i continui assassini di donne oltre ad altri soprusi vari.

Leggendo delle ultime vicende afghane, dove viene impedito alle donne di studiare prima alle superiori ed ora all’università ( qui la notizia) si resta basiti per tutto ciò come per le assurde vicende iraniane e di altri paesi in cui uno stupido credo religioso si è imposto come legge superiore che comanda la politica e governa la società in base ad un concetto idiota: la donna è subordinata all’uomo.

Ma come dicevo, analoghe spinte retrograde sono presenti anche da noi con sempre più imbecilli che credono che per accaparrarsi voti sia utile e necessario esibire patenti di cristianità dimenticando il principio fondamentale di ogni democrazia in base al quale uno Stato è L-A-I-C-O e che, se c’è una superiorità sociale e culturale questa non ha nulla a che vedere con radici cristiane ma è dovuta in primis all’illuminismo ma soprattutto ai movimenti socialisti e comunisti e soprattutto al movimento femminista.

Questi movimenti hanno migliorato la condizione umana ed i diritti e non altro. Sarebbe bene ricordarlo. Sarebbe bene ricordare che col cristianesimo si finiva sotto tortura. Si finiva al rogo. Che il loro dominio culturale in Europa ha prodotto disastri culturali inenarrabili con libri bruciati e scienziati limitati nel proprio pensiero come la vicenda di Galilei dovrebbe insegnare. Ma ancora solo recentemente, in uno Stato laico era ancora presente nell’ordinamento giudiziario il delitto d’onore che di fatto giustificava l’omicidio di una donna a tutela dell’onore maschile.

Quindi, ripeto, se sulla carta c’è una evidente superiorità culturale verso nazioni come Iran, Afghanistan, Arabia Saudita, Yemen per non tacere del Quatar ed altri stati simili bisogna ricordare che qui, c’è gente che anela a fare altrettanto riportando le lancette dell’orologio indietro di secoli. E sta gente è maggioranza. Quindi andrebbe detto chiaro: il problema è dato dall’uso politico della religione e non è che se ne sostituisci una con un’altra sei migliore. Vanno tutte estromesse in egual modo dagli Stati. Restino un fatto personale e privato.

Detto ciò mi chiedevo: ma quanto sarebbe bello se, in ogni paese del genere tutte le donne di colpo, facessero i bagagli e in massa scappassero altrove! Me la immagino una nazione di soli uomini…ah…che bello sarebbe…tempo tre generazioni e una intera massa di coglioni morirebbe con tutte le loro tradizioni e le loro idiote credenze. Che bello sarebbe se gente come i nostri Pillon e Adinolfi così simili ai talebani si recassero a vivere lì insieme al cazzaro verde!

Ed altrettanto bello sarebbe se, la si smettesse di fare affari con costoro isolandoli completamente da ogni evento, commercio e interazione. Vediamo quanto ci metterebbero a capire che non esiste nessun essere divino immaginario che correrebbe in loro aiuto e che, forse, dovrebbero solo iniziare ad avere la consapevolezza di essere solo una massa di fottuti idioti affetti da enormi disturbi mentali.

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Lacci e lacciuoli…

Ma quante volte ho sentito dai n̶o̶s̶t̶r̶i̶ (vostri perché io non li sento miei) politici questo mantra basato sul laissez faire inteso a far credere alla gente che solo in quel modo gli imprenditori potranno aumentare i loro affari e di conseguenza si creerà occupazione e tutti ne trarranno beneficio?

Beh, se ancora non ve ne siete accorti questo è lo spirito neoliberista che è nato alla fine degli anni ottanta grazie al duo Tatcher-Reagan e che ha portato all’attuale situazione. Politica che ha ridotto i diritti dei lavoratori, ha lasciato mano libera al mercato, eliminato di fatto il dissenso riducendo libertà di stampa, diritto allo sciopero, trasformando partiti e sindacati in passacarte del potere e via dicendo.

Se non ve ne foste accorti, mentre li si lasciava liberi di fare aspettando i miracoli promessi, i più ricchi sono diventati spaventosamente più ricchi e al contrario le classi benestanti si sono impoverite. Eppure niente… ciò non è bastato e di nuovo si è lasciato il potere a chi dice: lasciamo liberi gli imprenditori e gli amministratori di fare rapidamente come gli pare!

Detto fatto, gli illusionisti incantatori avevano promesso pensioni più alte, accise azzerate, posti di lavoro a milioni, dentiere e chi più ne ha più ne metta…soldi a chi si sposa in chiesa, soldi alle madri…ricchi premi e cotillon…venghino siori e siori…e ancora una volta ci sono cascati!

La cosa stupida è che quella base elettorale che davvero è convinta di tutto ciò, anche perché, diciamolo chiaramente, molti sono proprio quei piccoli imprenditori/commercianti che senza regole e controlli prosperano, pensa davvero che la libertà consista nel fare quel cazzi che gli pare. Questa gente vorrebbe davvero vivere in un mondo basato sul caos un po’ come mostrato magistralmente dal seguente video:

Bello eh? C’è una pandemia? Sti cazzi, niente regole, niente mascherine, a chi tocca tocca! Appalti? Magno io e magni pure te…come? C’è un vincolo? Non si può costruire? Sti cazzi, poi condoniamo! Pos e stretta sui contanti? Non scherziamo…col nero mi ci compro la macchina nuova e la collana in Svizzera per l’amante! Regolarizziamo l’immigrazione? Ma che siete matti? A noi ci servono irregolari, ricattabili e a buon mercato!

Inutile fare finta che non sia così. Questa è la nazione che vogliono dove le eventuali regole valgono solo per gli altri ma non per chi può permettere di pagare o sa come aggirare il sistema. Tutto molto bello…pensare a quel video… tutti passano…niente regole…la vera libertà! Si certo… fintanto che non accade nulla perché se poi invece accade qualcosa…a beh…colpa dello Stato che non fa nulla!!

E allora giù lacrime e interviste fiume a esperti…vai di polemiche e accuse (ha stato la sinistra!!!) e per far vedere che si fa qualcosa si fa una qualche stupida regola che puntualmente verrà inficiata il prima possibile e, passata la buriana, tutto tornerà ad essere esattamente come prima! Intanto, giusto per far capire meglio in quale direzione andare:

Appalti pubblici: approvata la riforma del codice dei contratti

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Sono una bruttissima persona

E non lo nego. Il fatto è che io spesso leggo o ascolto frasi e ragionamenti di persone che riescono ad essere peace & love sempre e comunque con chiunque. Sia ben chiaro…io vi ammiro ma… c’è un ma…io semplicemente non ci riesco. Non ne sono capace.

Credo che bisogna essere fatti in un certo modo ed io evidentemente non sono fatto così. Io sono di quelli che invece scelgono sempre una parte in cui stare. Di quelli che magari sbagliano anche e che, nel caso, sono anche pronti a rivedere le proprie posizioni. Ma che però se qualcosa o qualcuno non piace lo dicono. E ci si schierano contro se serve.

No, non riesco a stare nel “mezzo” , non riesco a giustificare o fingere. Certe persone proprio non le digerisco e se il mio non è proprio odio diciamo che nei miei sogni un mondo senza certa gente sarebbe migliore. Auguro loro la morte? Mmmm…forse in qualche caso estremo sono arrivato anche a tanto. Del resto l’ho detto che sono una cattiva persona no?

Ne avessi la possibilità li eliminerei? Mmmmmm mettiamola così… sull’orlo di un precipizio ci sono due persone indefinite appartenenti a due gruppi distinti. Due di loro a caso si trovano in quella situazione ed io mi trovo lì e ne posso salvare solo una.

In un gruppo ci sono tutta casa Pound, fascisti, nazisti, razzisti, suprematisti, fanatici religiosi, mafiosi, politici corrotti, altra gentaglia simile, idioti vari, Pillon, Adinolfi, Meloni, Renzi, Salvini, Berlusconi, Veltroni, Minniti, Rutelli e compagnia bella, stupratori, guerrafondai ecc ecc… è un gruppo parecchio numeroso…sicuro ne dimentico qualcuno.

Nell’altro gruppo invece ci metto il mondo normale, bianchi, neri, gialli , verdi, uomini, donne…chiunque sia semplicemente un essere umano che voglia vivere liberamente in pace con chiunque altro senza alcuna distinzione. Ecco, anche tu e tu e pure tu.

Bene, come ho detto dai due gruppi due persone me le trovo sul bordo del precipizio ma una la posso salvare. Ecco…io non avrei alcun dubbio ne esitazione sul come procedere! Ma non avrei poi neppure alcun pentimento! Ma la mia cattiveria è ancora peggiore! Il fatto è che continuerei a tornare e tornare su quel dirupo salvando tutti…e pazienza se alla fine uno dei due gruppi resterebbe del tutto vuoto…🤷

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Odio dire io l’avevo detto…

Il taglio dei parlamentari non ha portato i risparmi sperati

Nel corso di questi ultimi trent’anni spesso, per non dire sempre mi sono trovato controcorrente ed in minoranza rispetto quelli che erano gli argomenti caldi del momento e che hanno poi portato a prendere decisioni che io reputavo e reputo tutt’ora scellerate.

Il problema di fondo è sempre stato uno: mancanza di lucidità e incapacità di affrontare eventuali problemi nella maniera migliore. Che per quanto mi riguarda significa: capire il problema e fare in modo di migliorare le cose aggiustando ciò che non va.

Per intenderci invece di solito è andata così: ho una finestra rotta. Bene, che facciamo? L’aggiustiamo? La cambiamo? Nooo…abbattiamo tutta la parete e ricostruiamola senza finestra così non si romperà più!Ma perché tiri giù anche il tetto? Così ne facciano uno più bello! Geniale! Siii…facciamo così che noi siamo quelli furbi!

E così è successo per tante di quelle cose fino ad arrivare all’ultima questione di tendenza: il RDC. Ok, ci sono persone che ne hanno usufruito senza averne diritto? Che facciamo? Aumentiamo i controlli per rendere ciò più difficile? Alziamo le pene per chi truffa?

Ma nooo…togliamolo così nessuno potrà più fregare lo Stato! E facciamo credere che siano tutti dei fannulloni così vedi se tornano a lavorare in nero per due spicci! Siii…geniale… facciamo così! E così faranno con buona pace di tutti quelli che invece grazie ad esso avevano un minimo di sopravvivenza garantita… Così è se vi pare…

Ora anche sul taglio dei parlamentari io ero contrario per tante ragioni: il risparmio sarebbe stato insignificante, a fronte di un taglio cospicuo di fatto si indebolisce il potere del Parlamento e per estensione del popolo da esso rappresentato e per assurdo, se si crede che il Parlamento sia di fatto inutile tanto vale allora eliminarlo tutto ed affidarsi ad un dittatore o un re o un papà: che bello …risparmiamo tantissimo…paghiamo un solo stipendio e vedi come le leggi di fanno in un attimo!

Oltre al fatto che, conoscendo l’avidità di certa gente era semplice da immaginare che, la dove c’è una torta, più gente c’è e meno si mangia! Per cui era abbastanza ovvio che avrebbero mantenuta la torta invariata e diminuito i commensali! Altrettanto ovvio era che forse la strada da percorrere era un’altra…

Inutile dire che è un modo di ragionare che in questi anni non ha prodotto nessun miglioramento anzi…dal federalismo alle privatizzazioni passando per l’abolizione delle elezioni delle province all’inglobamento del corpo forestale nei carabinieri, il finanziamento pubblico ai partiti, alla stampa e altre cosiddette riforme, anche costituzionali dopo anni hanno solo peggiorato le cose col risultato che c’è meno democrazia, meno libertà di stampa, meno controllo, più disuguaglianza e più potere da parte dei soliti noti.

Prossimi obiettivi dichiarati oltre al già citato RDC saranno l’indipendenza della magistratura con la separazione delle carriere. Nella loro testa, questi geni, vorrebbero il giudice eletto un po’ come negli USA. Bell’affare proprio! E se non bastasse visto che già si è tolta la dicitura “pubblica” dal dicastero ministeriale della scuola l’obiettivo nemmeno tanto segreto è di avere scuole di eccellenza, magari private, dove privilegiare il merito ( cioè nascere ricchi…) e scuole professionali che istruiscano lavoratori per tutti gli altri che appunto è quello che meritano!

Della Sanità neppure parlo perché è sotto gli occhi di tutti quel che hanno fatto e stanno facendo: dico cazzate? Provate a prenotare una qualsiasi visita o esame specialistico e venite a dirmi se riuscite a farlo in pochi giorni o se al contrario dovrete attendere mesi per cui andrete a farlo a pagamento in strutture private…

Ecco, questa è la situazione dove c’è gente che continua a prendervi per il culo considerandovi pure come dei tossicodipendenti se al mare andate in spiaggia libera per cui…ça va sans dire…privatizziamo pure le spiagge! Ora…io capisco tutto…la furbizia (faccia da culo) di certi personaggi…capisco la loro cattiveria che li porta a voler sempre di più ma continuo a non capire perché la maggioranza di questa sgangherata nazione continua a farsi prendere per il culo…

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Tutto e subito

Questo è quello che la maggior parte della gente vuole. Aggiungendoci anche in modo facile. I nostri modelli di società se ci pensate sono costruiti su questa illusione e tranne quella piccola percentuale umana che, grazie al proprio potere riesce ad avere di tutto e di più e lo fa facilmente e velocemente, gli altri invece vivono in questa perenne illusione.

Fare sacrifici? Demodé…il solo parlarne è da “sfigati”! Accontentarsi? Nooo…tutti vogliono il massimo… Avere un grande stipendio? Viaggiare? Vivere nel lusso? Nooo…non basta se posso avere anche facilmente un bel sacco colmo di danaro! La logica è questa. A tutti i livelli. La politica lo sa e ovviamente cavalca abilmente la cosa proponendo di tutto e di più ad ogni tornata elettorale.

E si va avanti così tanto che ormai nessuno più è abituato a ragionare su tempi lunghi. Tutto e subito! Naturalmente ciò il più delle volte porta a prendere decisioni di “pancia” che saranno sbagliate e controproducenti. Manca la serietà a tutti i livelli. È evidente. In questi due giorni ho letto diversi articoli e commenti vari a proposito del progetto di fusione a confinamento inerziale svoltosi negli Usa.

Ho individuato due macro categorie di persone. Da una parte quelle del facile entusiasmo perché convinte che entro breve avremo tutto e subito facilmente. Dall’altra parte invece quelli che proprio perché non si avrà domani tutto e subito e facilmente denigrano queste ricerche reputandole inutili, una perdita di danaro e di tempo che potrebbero invece essere impiegati per avere tutto e subito altro.

Insomma in entrambi i casi non si tiene conto del fatto che i progressi sono sempre graduali e diluiti nel tempo. La tecnologia non è qualcosa di “magico” ma è qualcosa che richiede tempo, studio, passione, errori, sacrifici e si, anche danaro. Ma se quando venne realizzato il primo motore ci fossero stati i social ve li immaginate i commenti? Ma a che serve? Fa solo rumore! Consuma! Ma il cavallo è meglio! Tra qualche decennio tutti si muoveranno con le auto? Che fantasia! E così via.

Stesso esempio lo potete avere con qualsiasi cosa qualcuno abbia realizzato in passato…il primo transistor, la prima radio, il primo telefono, il primo aereo, il primo laser, il primo PC, il primo vaccino. L’elenco è infinito eppure per ognuna di queste cose si è partito da qualcosa di grossolano, di grezzo, con risultati all’apparenza scarsi ma che visti in prospettiva avrebbero cambiato il mondo. Ma non certo subito e non certo facilmente.

Ecco, bisognerebbe tornare a capire che i progressi avvengono in decenni e se qualcuno parla di venti/trent’anni per ottenere risultati concreti è semplicemente perché quel qualcuno è gente seria che non fa promesse a vanvera come i nostri politici. A problemi complessi si applicano metodi complessi che generano risposte complesse. I miracoli non esistono. Bisognerebbe iniziare a diffidare da chi fa facili promesse eppure più si va avanti e peggio è: non stupiamoci se in concreto non cambierà nulla se non in peggio…

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Il genere poliziesco

Da quando ho memoria indubbiamente uno dei generi cinematografici più trattati da cinema e TV è indubbiamente quello poliziesco. Il genere poi ha almeno tre sottogeneri se così possiamo definirli che sono il thriller , le indagini di detective e gli action movie.

Nei primi ci sono storie di serial killer o psicopatici, i film sono più lenti e cercano di mostrare scenari, modus operandi e vittime mentre i buoni cercano di capire con chi hanno a che fare. Esempi sono “Il silenzio degli innocenti” o “Il collezionista di ossa”. Ci sono tanti bei film ed il genere in fondo non mi dispiace.

Poi ci sono i film e le serie sui detective e qui nel tempo si sono affermati tanti personaggi: Sherlock Holmes, Poirot, Colombo, Maigret , Ellery Queen, Party Mason , Marlowe fino alla signora in giallo e tanti altri. Tranne rare eccezioni non amo troppo il genere perché richiede troppa concentrazione su indizi che portano inevitabilmente a fare congetture! Troppo faticoso!

Infine c’è il genere d’azione e anche qui c’è una infinità di titoli e personaggi che possiamo riassumere tutti in un titolo soltanto come Die Hard, duri a morire! O se vi fa più piacere anche in Arma letale o ancora l’ispettore Callaghan. Insomma il genere è quello del poliziotto che s’incazza e li fa fuori tutti!

Ora…se ci penso e se dovessi scegliere, questo è un genere che eviterei di guardare eppure…o quando in TV proprio non c’è alternativa o perché su Netflix o Prime mi sono già guardato tutto quello di cui valeva la pena guardare, niente…prima o poi se ti vuoi passare una oretta e mezza senza pensare questo genere di film te lo becchi. E io non faccio eccezione.

Sono inverosimili, stupidi, hanno trame copincolla eppure li guardo! Ma perché? Non riesco a spiegarmelo! Fatto sta che ogni volta che mi capita di farlo penso a tutte le incongruenze che hanno oltre al fatto che, poi penso anche che, di mio, non amo nella realtà la categoria che, salvo eccezioni, ritengo mediamente poco rispettabile e con troppi scheletri nell’armadio per non meritare disapprovazione.

Insomma, se nella realtà i poliziotti poi sono quelli di certi pestaggi o di certi interventi contro persone spesso inermi e pacifiche con sempre più spesso orientamenti di estrema destra che mal si addicono a chi dovrebbe difendere la democrazia nei film invece sono quasi sempre rappresentati come eroi senza macchia e senza paura.

Vero che negli ultimi anni vengono anche rappresentati poliziotti corrotti e criminali ma poi c’è sempre l’eroe buono ed il finale dove i cattivi perdono e finiscono al gabbio o sottoterra mentre nella realtà per ogni fratelli Savi che finisce all’ergastolo, abbiamo invece visto come, al massimo, c’è stato in qualche caso un trasferimento o in tanti casi abbiamo visto promozioni come per quelli coinvolti nella macelleria genovese del G8.

Insomma, la realtà è una cosa e la finzione è un’altra. Nella finzione poi avvengono ste cose senza senso come le seguenti:

1) I poliziotti non dormono, non fanno pause, non hanno una vita, seguono un caso e lo fanno H24. Se per caso hanno una moglie o una donna gliela fanno fuori entro la prima mezz’ora! Trovare dove abita un poliziotto è facilissimo!

2) I poliziotti se ne fregano del carrozziere! Se devono fare un inseguimento si buttano a capofitto con la loro auto e se ne fregano di ammaccare l’auto, farsela crivellare di colpi o altro. Forse i carrozzieri americani costano davvero poco…

3) Negli inseguimenti se ne fregano di ogni cosa che non sia il mezzo che inseguono. Pur di stargli dietro distruggono case, auto, mercatini, vetrine ma va tutto bene e nessuno si fa mai del male neppure se a 200 all’ora gli attraversi il soggiorno di casa!

4) il numero di munizioni e caricatori che hanno nelle tasche è infinito ma, nel caso, ogni bravo poliziotto ha sempre un bagagliaio da cui prelevare un lanciagranate o una stanza segreta in casa dentro cui attingere a ogni tipo di arma in commercio.

5) questi non sentono dolore! A chiunque di noi arrivi non dico un calcio nelle palle che ti stende all’istante ma anche solo una manata o una pedata sugli stinchi vede più stelle di Hubble e Webb messi insieme. Questi ricevono coltellate, proiettili, pugni in faccia a ripetizione, cascano da scale, finestre, treni in corsa, volano con bombe che esplodono a pochi metri senza per altro restare sordi/rintronati e…nulla…trovano pure il modo di essere spiritosi. E non vanno mai giù. Nella realtà c’è gente che si mette in malattia per un unghia incarnita loro no… hanno il sangue che esce da ogni cm ed ematomi vari ma corrono indomiti…

6) hanno sempre ste scene in cui incontrano il cattivo di turno faccia a faccia e gli dichiarano le intenzioni: un po’ come se un maresciallo prima di arrestarlo fosse andato che so da un Cutolo o da un Reina e gli avrebbe detto: io ti inchioderò! Ve la immaginate la scena?🤦

7) Il sistema immunitario di sti tipi è oltre ogni immaginazione: si ricuciono con ago e filo, le ferite non si infettano neppure se sono immersi nelle fogne, i proiettili entrano ed escono senza lacerare organi vitali : bucano lamiere ma loro se sono dietro un divano ne escono incolumi…

Va beh, altre cazzate ora mi sfuggono ma il concetto è quello! Insomma, sono film talmente idioti e privi di ogni realismo che non dovrei guardarli eppure, boh, non so perché ma ne ho visti davvero tanti. Ora, ripeto, a volte voglio solo passare del tempo senza star troppo a pensare e però…un minimo di sforzo per presentare al pubblico delle storie un po’ più realistiche potreste anche farlo cari autori… insomma caro babbo natale, per l’anno prossimo meno John McClane e più ispettori Coliandrio!

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Giustizia bendata

Qualche giorno fa ho letto una notizia che mi ha colpito molto su una audizione per un’orchestra sinfonica fatta alla cieca in modo che il giudizio finale non fosse in alcun modo “sporcato” dalle apparenze, dal sesso ecc ecc ma solo attinente alla reale performance. Il risultato è stato sorprendente: sono state scelte più donne del solito!

La New York Philharmonic e le audizioni alla cieca per andare oltre le apparenze.

Da qui ne è scaturita una riflessione ancora più ampia sulla giustizia. Bene, mi sono chiesto cosa ne viene fuori se alla maggior parte delle persone venga posta la domanda: ritieni la giustizia “giusta”? O ancora: condividi quel “La legge è uguale per tutti” che troneggia in tutti i tribunali?  Ecco, dubito che le risposte siano positive.

Personalmente almeno la mia percezione è negativa. Certo, ammetto che rispetto a qualche secolo fa c’è stato un netto miglioramento eppure forse si potrebbe fare di più. Le mie considerazioni va detto, sono appunto considerazioni, non ho alcun titolo per elevare la questione nel merito del diritto o di questioni tecniche quindi tutto quello che dico è solo un pour parler, nulla di meno nulla di più.

Una considerazione fondamentale riguarda anche il chi dà una opinione sulla giustizia: per una persona umile e sventurata che magari per un errore o per un caso si è trovata ad aver a che fare con ciò magari scontrandosi con persone ricche o influenti inevitabilmente la giustizia risulterà carente perché i famosi piatti della bilancia saranno sempre sbilanciati.

Altresì, persone di dubbia moralità o abituate ad aggirare le leggi la giustizia sarà percepita come un qualcosa di limitante alla propria libertà di fare. Quante volte lo abbiamo sentito dire da “imprenditori” e/o politici? Lacci e lacciuoli li chiamano e ogni qualvolta che vi hanno a che fare parlano di magistratura ad orologeria o komunista ecc ecc.

Ecco, per ragioni diverse nessuno è contento. Lo sento da anni. E non sono contenti neppure i diretti interessati per altre ragioni che vanno dalla mancanza di mezzi, alla lunghezza dei processi e non ultime questioni puramente umane come le carriere e l’appartenenza a quella piuttosto che a quell’altra corrente politica e di pensiero. Insomma tutti decisamente scontenti.

Pensando a tutto ciò ed alla notizia delle audizioni mi sono chiesto: e se anche i processi venissero svolti alla cieca? In totale anonimato! Solo accusa e difesa conoscono la tua identità ma, questa viene celata al giudice che a quel punto senza sapere chi abbia davanti, dovrà giudicare solo ed esclusivamente i fatti. Giudice che andrebbe sorteggiato e che quindi non dovrebbe essere in grado di essere influenzato nel bene e nel male da nulla che non sia prettamente fattuale.

Ve lo immaginate? Io spesso leggo di persone che sono in carcere per reati anche lievi o che magari neppure lo sono. Penso a quella signora settantenne (mi pare) in carcere perché protestava contro la Tav. Poi invece penso a tanti politici o imprenditori famosi che…ops…arresti domiciliari o che il fatto non sussiste o che ops… è passato il tempo quindi prescrizione! E così via. Se fossero tutti giudicati alla cieca…siamo sicuri che le cose andrebbero ancora così?

Non so, magari c’è qualcosa nel mio ragionamento che mi sfugge o che non vedo per mia ignoranza nella materia eppure, continuo a credere che, per avere una legge uguale per tutti servirebbe che tutti, di fronte a quella legge, vi si recassero con le stesse possibilità, ricchi e poveri, potenti e cittadini comuni, uomini e donne. E nei casi di persone famose… che le voci siano artefatte in modo che neppure quelle siano riconoscibili.

Chissà se a qualcuno, nel paese del lei non sa chi sono io, verrà mai in mente di osare così tanto in un settore palesemente così ingiusto dove da una parte innocenti o semplici persone che hanno anche magari sbagliato pagano tanto ed altri invece non solo godono della totale impunità ma addirittura sono in Parlamento a fare le stesse leggi che potrebbero loro dare fastidio! Secondo me una cosa del genere non accadrà mai, però…come fantapolitica non sarebbe male vero? O no?

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Noi che siamo fessi…

Ecco fresco fresco un esempio di come funziona questo paese: per posta arriva a mio padre una lettera. La apre e trova una notifica di pagamento. Tari anno 2018. Mio padre sa di averla pagata…cerca le ricevute ed infatti trova le due ricevute 2018. Bene… fiducioso si reca al comune per chiarire l’equivoco…

Ma al comune gli dicono: eh no, sulla ricevuta che ha lei manca il timbro di “PAGATO” come invece sta nell’altra…vede…e a noi non ci risulta…cazzi tuoi…ti attacchi e paghi o fai ricorso e paghi un avvocato ovviamente! Ecco… sconsolato lo incontro che torna a casa e gli chiedo: risolto? No…devo pagare di nuovo!

Ora…poi dice che a uno non devono volare santi, madonne e suini vari. Ma come si fa? Come fai a non ritrovarti coi coglioni girati sapendo poi che, tu hai sempre pagato tutto e da poco c’è il nuovo governo che, tra le prime cose urgenti che ha fatto? Ovvio, ha stracciato le multe di chi invece normalmente non paga mai…

Mia amica mi dice: se non la paghi per tre volte torna indietro all’agenzia delle entrate e dato che 86€ è sotto i mille euro ti verrà condonata. Ecco…noi questo modo di fare proprio lo disconosciamo… Non è nelle nostre corde però…ok…quelli come noi chiamateli pure fessi, fessi e stronzi che pagano e ripagano anche però, occhio…prima o poi le corde si spezzano e di fronte all’ingiustizia non è detto che dovrà sempre andare così.

Come ho detto, alla fine pagherò di nuovo, sia perché non ci va proprio di vedere il nostro nome associato all’agenzia e sia perché non ci va di perdere tempo e soldi con un avvocato. Però una cosa mi piacerebbe dirla: andassero tutti a fare un culo, il governo, chi li ha votati, tutti gli evasori, i ladri, il comune, l’impiegato comunale e tutta sta merda di gente parassita che ogni mese ha un cazzo di stipendio solo perché milioni di fessi come noi glieli pagano. A morì tutti ammazzati dovreste andare…

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Il primo libro scritto da un’IA (e Rocco Tanica)

Si intitola “Non siamo mai stati sulla Terra” ed è il primo esperimento italiano di creatività letteraria con un’intelligenza artificiale. Il risultato? Un romanzo stravagante e ironico. È l’inizio di una nuova era nella collaborazione uomo-macchina.

Qui trovate l’articolo davvero molto interessante.

Da appassionato di tecnologia, fantascienza e futuro non posso che restare affascinato dai progressi compiuti in questi ultimi anni nei settori delle AI, della robotica, della computer grafica e di altre tecnologie futuristiche sviluppate in ambiti medici o spaziali o altro ancora come i classici programmi di gioco degli scacchi.

Insomma ce n’è davvero tanto di cui parlare e di cui restare ammirati. Eppure, come già in altri post del genere ho detto, credo che di fronte a tutto ciò ci si debba anche interrogare e fermarsi a riflettere sulle possibili conseguenze di possibili scelte ( o non scelte) compiute dall’uomo per gestire tutto ciò che, inevitabilmente verrà.

Ora, per farla semplice penso al classico esempio dove oggi, voi, telefonate a qualsiasi azienda e…parlate con una macchina. Bene… cioè male…non so voi ma a me la cosa non piace affatto. Ok, non piaceva neppure parlare con esseri umani scortesi o palesemente incapaci di risolverti un problema ma…siamo sicuri che la soluzione migliore fosse quella di eliminare gli esseri umani?

Certo, tali aziende risparmieranno aumentando i propri profitti, in qualche caso magari aumenteranno anche la qualità del servizio ma siamo sicuri che questo poi sarà un mondo dentro cui vivere che ci piacerà? Lo immaginate un mondo dove vai alle poste e non ci sono più operatori, idem in un negozio, al supermercato, un mondo dove tutto si fa interagendo con macchine, software e App?

Un mondo dove le interazioni sociali saranno sempre meno? Non so voi, ma ad un asociale come me un po’ tutto ciò inquieta e non credo sia una contraddizione. Anche perché sono asociale contro persone scortesi, maleducate, cafone, cattive ( in aumento) ma tollero benissimo tutte le altre! E tutto sommato se evito il peggio riducendo le interazioni lo faccio solo perché mi piacerebbe solo vivere in un pacifico mondo migliore ma vorrei che per ottenere ciò cambiassero le persone e non che venissero sostituite a prescindere!

Ripeto non sono contrario tout court però credo che debbano esserci dei limiti. Della serie, tu azienda puoi mettere uno sportello automatizzato ogni dieci persone. Anche perché se automizziamo tutto qualcuno poi mi spiega che cazzo fanno 8 miliardi di persone ( in aumento…dove sono i complottisti della riduzione della popolazione tramite covid, 5G e scie chimiche??) su un pianeta in cui il lavoro sarà sempre di più una chimera o una roba da schiavi?

A tal proposito proprio ieri ho guardato un film, “E noi come stronzi rimanemmo a guardare”, che trovate su Prime e che tratta proprio dell’argomento raccontando una storia surreale su come potrebbe evolvere la società partendo dal presupposto che già ha preso quella direzione. Frase emblematica pronunciata nel film da quello che potrebbe essere un Elon Mask o un Bezos o un Bill Gates con le movenze di uno Steve Jobs è (cito il senso): noi non vi abbiamo preso la libertà, siete voi che volutamente ce l’avete affidata ed ora noi ce la teniamo stretta!

Qui una recensione

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Una storia interessante

La storia seguente l’ho letta ieri e la riporto qui copiandola perché merita. È la classica storia che ci ricorda che, molto spesso niente è come sembra e che noi tutti, spesso commettiamo l’errore di giudicare cose senza realmente conoscerle. Dato che non ne sono immune e che ricordo anche l’episodio descritto ed ero fra coloro che risero e derisero, a mio modo, citando questo post, chiedo scusa e rendo giustizia.

Joseph Mwepu, la famosa punizione al contrario

QUATTRO STRONZI

Me lo ricordo quel pomeriggio.

Doveva essere sabato pomeriggio; un sabato pomeriggio di metà anni novanta, con noi poco più che diciottenni che facevamo cose da poco più che diciottenni degli anni novanta: stavamo a casa di chi aveva “casa libera”, bevevamo, fumavamo, cazzeggiavamo.

Non c’erano gli smatphone, né i pc. Non c’era nemmeno internet, né you tube; però in qualche modo -parrà strano- ci divertivamo lo stesso. C’erano le sigarette che facevano ridere, e c’erano le videocassette.

E quel pomeriggio P. aveva tirato fuori una videocassetta tipo “Top 20 punizioni della storia del calcio” e buttati sul divano ci godevamo una serie di prodezze balistiche in bassa definizione, o addirittura in bianco e nero, con un sottofondo di una musichetta improbabile. Ad un certo punto le immagini si fanno sgranate, e una didascalia con pixeloni enormi spiega che siamo ai mondiali del ‘74, partita Brasile – Zaire.

Punizione a favore del Brasile poco fuori area, appena decentrata sulla sinistra. Il 10 del Brasile (che scopriremo poi essere Rivellino) si appresta a calciare; di fronte a lui il muro verde della barriera dello Zaire. L’arbitro fischia, ci aspettiamo tutti l’ennesimo capolavoro che aggira la barriera e si infila nell’angolino. E invece a sorpresa un difensore si stacca dalla barriera, corre come un pazzo sulla palla, la colpisce con ignoranza e la scaglia lontanissimo. I Brasiliani sono increduli, e mentre noi impazziamo sul divano, l’arbitro lo ammonisce.

Abbiamo riso fino alle lacrime, abbiamo rivisto la scena decine di volte, avanti, indietro, a rallentatore, poi una pietosa citofonata della mamma di P. ci ha costretti ad aprire le finestre e ripulire in tuta fretta le tracce del nostro vizioso pomeriggio, per poi salutare la padrona di casa e ritirarci con la coda tra le gambe, ancora sghignazzando per la prodezza dello Zairese.

E nei mesi successivi “l’africano che non sapeva le regole” è stato un leitmotiv di battute e scherzi, poi pian piano la cosa è passata nel dimenticatoio.

Fino a qualche tempo fa, quando nel giocare a tirare le punizioni con mio figlio Fabrizio mi sono ricordato dell’episodio e gliel’ho raccontato, per farlo ridere. Naturalmente -essendo lui un nativo digitale- mi ha chiesto di vedere il video, e in effetti dopo una breve ricerca ho ritrovato su you tube quel filmato che avevo visto l’ultima volta in VHF quasi trent’anni fa.

E insieme al video ho trovato la storia.

La storia della Repubblica Democratica del Congo, che dopo un colpo di stato militare propiziato dalla Cia si è trasformata in Zaire, guidata dal Colonnello Mobutu;

La storia di Mobutu, passato alla Storia come uno dei dittatori più sanguinari e corrotti della tormentata Africa, tanto da assurgere ad emblema del tipico “dittatore africano” e da far definire per la prima volta il suo governo col poco lusinghiero epiteto di “cleptocrazia”, o governo della corruzione;

La storia della prima squadra di calcio dell’Africa nera a partecipare ad un Mondiale di calcio, partita nel 1974 dallo Zaire alla volta della Germania con aspettative propagandistiche da parte del suo dittatore, e sconfitta per 2-0 all’esordio contro la Scozia, e addirittura 9-0 alla seconda partita contro la Jugoslavia, e che alla terza ed ultima partita del girone avrebbe dovuto affrontare il Brasile;

La storia di un jet privato atterrato in Germania con a bordo le guardie private di Mobutu, che hanno preteso un incontro a porte chiuse con la squadra e hanno detto senza mezzi termini ai giocatori che le loro famiglie rimaste in Africa erano ostaggio dell’esercito, e che una sconfitta contro il Brasile per più di 3 a 0 sarebbe costata la vita ai giocatori stessi e ai loro familiari, così come qualunque tentativo di fuga o di denuncia;

La storia di undici uomini terrorizzati che hanno giocato un’intera partita contro i Campioni del Mondo uscenti del Brasile (che per qualificarsi doveva vincere con almeno tre gol di scarto) lottando su ogni palla; undici uomini che con la forza della disperazione sono riusciti a mantenere il punteggio sul tre a zero fino all’85 minuto, quando venne assegnata quella punizione dal limite a Junino;

La storia di Joseph Mwepu Ilunga, numero 2 dello Zaire, che all’85 minuto è in barriera e sa che per salvare la sua vita e quella dei suoi cari da una morte atroce deve resistere per altri cinque minuti, cinque maledetti minuti; e vede sulla palla Rivellino con la maglia del Brasile e il numero 10 sulle spalle, e sa che quel pallone può essere la sua condanna a morte, e ha paura, ha una fottuta paura, e sa che deve fare qualcosa, che Rivellino con i suoi piedini fatati quel pallone non lo deve toccare. E quando sente il fischio dell’arbitro si lancia su quel pallone e lo colpisce con tutta la forza del suo terrore e della sua disperazione, per mandarlo il più lontano possibile.

La storia dei giocatori del Brasile, che da quel gesto apparentemente folle rimangono spiazzati e, ormai qualificati, praticamente smettono di giocare fermando il risultato sul 3-0;

La storia di tutto il mondo che per anni ha riso di Mwepu, l’africano che giocava al Mondiale senza sapere le regole, e che ha celebrato il momento come “la punizione battuta al contrario”

La storia di un giornalista, che nel 2002, dopo la morte di Mobutu e la caduta della dittatura, ha ricostruito l’intera vicenda, rivelando una delle pagine più drammatiche della storia del calcio consumatasi sotto gli occhi ignari di tutto il mondo;

La storia di noi quattro, che eravamo davvero quattro stronzi.

La Storia del mondo, che è fatta dalle storie degli uomini, e in queste trova un senso e un compimento.

Storie drammatiche, ridicole, tragiche, miserabili, nel loro piccolo meravigliose.

Post di goodbearblind

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Facciamone una ragione…

A me tutta sta storia ricorda un po’ quelle storie di quei cani randagi che non hanno un pedigree. Quei cani che sono magari bruttarelli, un po’ sporchi e che per questa ragione nessuno vuole. Nessuno li ama anzi… vengono schifati o presi a calci così che poverini alla fine che fanno? Ovvio, si arrangiano! Finiscono per incattivirsi e per sopravvivere approfittano delle occasioni rovistando nella spazzatura o rubando le galline.

Ecco, la verità è che molti italiani sono razzisti. Migliaia di profughi ucraini? Ma si…venghino pure…meglio ancora se sono strafighe ucraine che magari le metti in azienda e fanno pandant con l’ultimo suv comprato e intestato al filippino che non capisce un cazzo perché una sana evasione ci vuole per far girare l’economia di resort, spa e aperitivi! Ma tutti sti neri? E no, quelli non piacciono…rovinano il panorama!

Questa è la verità. l’Italia è un paese razzista. Certa gente la schifa a prescindere. Non concede loro alcuna possibilità. Se hai una casa da affittare e devi scegliere tra un bianco nordico o dell’est ed uno nero la scelta è ovvia. Come è ovvio che, se a questa gente non fornisci opportunità lavorative, una casa, un permesso di soggiorno, accesso a servizi ecc ecc li butti in mezzo alla strada e li costringerai a vivere in tuguri o in baracche e a finire in pasto a gente senza scrupoli che li sfrutta o alla criminalità.

Non ho verificato queste statistiche ma grosso modo ne ricordo altre analoghe. I numeri credo siano quelli. Altri paesi negli anni passati hanno avuto flussi migratori molto superiori ai nostri. La verità è che in tutti questi anni non si è voluto fare nulla per gestire questa cosa ed anzi si è fatto di tutto per emarginare chiunque fosse nero ben sapendo che, uno , così facendo si amplificava un problema ma si allargava un certo consenso elettorale e due, di certo, nessuno sano di mente, può credere davvero di isolare una nazione dal resto del mondo…

E niente, passano gli anni, il Mediterraneo è sempre più un cimitero, la criminalità prospera e i bravi cristiani, sempre prodighi di buone parole e buoni propositi, sempre pronti a difendere la vita embrionale si girano dall’altra parte quando hanno di fronte persone dalla pelle nera che come certi cani sono fastidiosi da vedere e quindi…ma siii… che restino nei canili magari libici, e se proprio devono venire, che si schiariscano e si faccino biondi e imparino a memoria la divina commedia sti buzzurri brutti sporchi e cattivi che Natale si avvicina e l’italiano vuole fingere di sentirsi buono e cristiano purché nella sua confort zone, dove tutto è bello, bellissimo, perché questo è il paese più bello del mondo e i neri non ce li vogliamo…

Per approfondire sui dati

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Web esasperante

Questa immagine credo renda bene l’idea di quel che accade oggi a chiunque di noi provi ad andare un po’ a zonzo per il web rincorrendo notizie o curiosità o siti di approfondimento che sembrano interessanti.

Forse però questa difficoltà è più accentuata sugli smartphone che non da PC o almeno questa è l’impressione mia. Da PC probabilmente riesco a gestirla meglio ma da smartphone a volte è così esasperante che lascio perdere.

E tutto ciò senza dimenticare la pubblicità che ormai è diventata così invasiva che di sto passo uno finirà per aprire una pubblicità cercando al suo interno qualche notizia! Ora, la domanda che mi pongo è: ma davvero credete che questo sistema funzioni?

Non so voi ma io se trovo una pubblicità invasiva, di quelle che ti aprono mille pop-up al minuto, di quelle che ti interrompono un filmato facendoti perdere il filo e così via…ecco io sono fra quelli che NON compreranno MAI quel prodotto neppure se me lo regalaste! Quindi… boh…fate un po’ voi!

Invece per tutte le altre informative… privacy… trattamento dati…avvisi…e bla bla bla…posso dirlo che ci avete frantumato i coglioni? Ma se proprio dovete, non ne potete fare uno, ad ogni avvio di sessione con un browser che ti dice ehi…bla bla bla…ritieniti avvisato…ok…ho capito…e basta…invece di ripropormi sta manfrina per tutti i siti?

E niente, connessioni e dispositivi sempre più veloci ma più continua così e più rimpiango quella bella internet degli albori dove, si le connessioni erano lente, si i siti erano grezzi e pesanti, si non c’erano tante cose ma quello che c’era era tanto e uno se lo godeva in santa pace…dialer maledetti a parte…ma quello è un altro discorso!

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Pezzi di merda…

Faccio davvero tanta fatica a comprendere un certo tipo di persona. Quello di cui voglio parlare è una notizia di cui alla fine metterò anche il link. Ma probabilmente ne avrete già sentito. E del resto questo è solo l’ennesimo caso simile a tanti altri. Vero che siamo fatti tutti in modo diverso ma determinate persone a me fanno semplicemente schifo. Mi fanno schifo quelle persone che fanno dell’avidità il fulcro della loro esistenza. Persone che per quella stessa avidità spesso sono del tutto prive di altri semplici valori come l’umanità o l’empatia o semplicemente l’onestà. Persone che per il danaro passerebbero sopra chiunque convinte che tutto abbia un prezzo e che più danaro possiedi e più sei rispettato. E del resto in uno dei soliti tweet una recente neo ministro dichiarò candidamente proprio ciò:

Il denaro è l’unico vero strumento di libertà. I soldi servono ad essere liberi. Il mio papà ha insegnato a me e ai miei fratelli che chi paga comanda, pagare i propri conti vuol dire comandare. Il denaro è un grande strumento di libertà”

Ecco, giusto per capirci di che genere di persone io abbia schifo. Ora, premetto un paio di cosette, giusto per capirci: non ce l’ho tout court con chi diventa ricco ma con chi lo fa in maniera disonesta. E premetto anche che, prima che mi si accusi di essere invidioso, io potevo essere uno di quelli che girano con un bel Mercedes, vestito di tutto punto che si gode vita e soldi. Un Light designer medio oggi guadagna dai 5 ai 10mila euro a progetto, quelli bravi e quotati (parliamo di gente che firma le luci per gruppi come U2 o Ramstein o Muse insomma tour mondiali con enormi budget) molto di più. Ecco, se avessi voluto, se fossi stato ambizioso, se mi fosse importato qualcosa del sapermi vendere avrei potuto far quello e alzare almeno un cinquantamila l’anno. Si potevo.

Potevo perchè ero bravo, quando ho iniziato ho subito colto al volo le novità tecnologiche. Ho insegnato il lavoro a tanti che oggi sono bravi e famosi. Ogni tanto incontro qualcuno che ha conosciuto qualcuno di loro e che mi dice che si ricordano di me perchè gli ho insegnato tutto. Ecco, queste sono soddisfazioni che mi fanno piacere. Sto vantandomi? No. Solo per dire che potevo ma non sono mai stato il tipo. A me bastava poco. Bastava divertirmi, andare in giro per il mondo. Vivere ogni giorno in modo diverso. Di avere un nome non me ne è mai fregato un cazzo. Ecco, quindi no, non ho nessuna invidia per chi è ricco. Potevo esserlo anche io se solo avessi voluto. Certo non un milionario ma di sicuro uno senza problemi economici con tutto il pacchetto auto, villa, vacanze. Quindi invidioso decisamente no, magari potrete dirmi che sono stato uno stronzo e su questo magari vi do anche ragione. Mai detto di essere uno normale:sono fatto male e stop.

Bene, dopo questa doverosa premessa voglio parlare invece di un medico. E già la professione di per se non è proprio quella di un poveraccio che lavora in fabbrica per 1200 euro. Giusto? Un medico nel settore privato guadagna già di default un bel mucchio di soldi no? Ok, diciamo che se li merita. Diciamo che dopo i sacrifici dello studio, della laurea, di master, specializzazioni, convegni all’estero ecc ecc quei soldi che ora guadagna sono sacrosanti. E diciamo che un medico specialista, in oncologia ad esempio, mediamente sta sugli 80 mila l’anno ma quelli affermati o quotati superano anche i 300 mila. Non male eh? Quante cose che ci puoi fare! Altro che una sola auto!Due! Tre! Villa? E una al mare no? E una in montagna? E un appartamento per l’amante?

Probabilmente anche se ti fai di coca tutte le sere qualcosa ti rimane ma non certo rischi di non arrivare a fine mese e non certo ti stai a preoccupare che ti è aumentata la luce o aumenterà il gas. Insomma…possiamo dire che già di default fai una bella vita e che la tua vita non è certo paragonabile a quella di milioni di persone che invece devono stare attente anche alle cose più banali e che, se si rompe l’auto o devono fare una visita medica o hanno altri imprevisti tipo rifare un bagno perchè a quello di sotto cade l’acqua in testa considerando che hanno mutui e devono pure mangiare…ecco…senza che qualcuno mi dia del komunista assassino direi che tutto ciò è difficile da smentire ok?

Ma, qui arriva il bello…perchè come detto, subentra poi l’avidità e non ti basta tutto ciò. Nooo…vuoi di più e per averlo che fai? Ma ovvio! Passi sui cadaveri viventi di persone che per l’appunto hanno vite al limite della sopravvivenza ed a loro chiedi danaro extra, danaro che non ti è dovuto, prendi dei farmaci che tu spacci per miracolosi e che a te non costano nulla e li dai a questa gente facendoglieli pagare a caro prezzo! E tu non sei un pezzo di merda? Si lo sei e l’unica cosa che posso augurare a questo genere di stronzi è di vivere male il resto dei loro giorni perchè il carcere è e sarà sempre poco. E giusto per la cronaca ad uno di questi pezzi di merda, di quelli che oh che brava e rispettabile persona…ecco ad uno di questi hanno sequestrato, dopo esser stato arrestato, beni immobili per circa 3 milioni di euro oltre a quasi due milioni di euro in contanti. Ora, vero che non si è colpevoli fino all’ultimo grado di giudizio ma di casi analoghi come ho detto ce ne sono tutti i giorni tra politici, imprenditori, professionisti ecc ecc o no?

Eh già, ma il problema in Italia sono i migranti o le 500 euro per mangiare date a chi non ha nulla! Il problema è aiutare con dei condoni chi le tasse non le paga semplicemente perchè, come questo pezzo di merda i soldi se li vuol tenere tutti per se stesso, magari nelle intercapedini dei muri o in banche in paradisi fiscali o in millemila altre cose che sono comunque superflue. Tutti uguali, tutti ugualmente avidi, tutti disposti a tutto pur di arricchirsi senza vergogna e dignità. Gente a cui il danaro non basta mai ed allora lo ruba a chi è già in disgrazia come a dei malati di cancro ad esempio. Ma quanta ce n’è al modo di questo genere di persone? Ma quanto schifo fanno? Beh, non so a voi ma a me tanto e sapete che vi dico? Fanculo il rispetto per la persona ma io ad uno di questi gli appenderei un bel cartello con su scritto sono un pezzo di merda, schifatemi e lo farei andare in giro cosi…giusto per insegnare ad altri come lui che no, i soldi non sono la cosa più importante e che forse, avercela una dignità, quella si che rende le persone degne di stare al mondo.

Ecco la notizia

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Se questo è l’inizio…

Sono rimasto un po’ in silenzio poiché credo che non ci sia altro da dire o ad aggiungere a quello che è stato il mio pensiero in tutti questi anni. Però le vicende politiche nazionali ed internazionali le seguo sebbene da tempo ho imparato a distaccarmi da quelli che diventano poi flussi momentanei di notizie di cui tutti, in quel momento, sembrano essere i maggiori esperti.

E ho imparato anche a non accodarmi alle informazioni per determinati fatti di cronaca anche perché, spesso poi accade che successivamente si scopre che le verità sono altre. Insomma diciamo che pratico un vigile distacco ma seguo. Oggi, in odg, c’era l’insediamento delle Camere e la votazione per le due cariche istituzionali più alte dopo quella della presidenza della Repubblica. Ok.

Sinceramente non mi aspettavo nulla di diverso anche perché i nomi quelli erano e mai come in questo caso uno valeva l’altro. Al Senato l’ha spuntata uno il cui pedigree lo conoscono tutti. C’è poco da strapparsi i capelli. Invece, ed il titolo del post è riferito proprio a questo, ovunque mi giri nel campo avverso, è un proliferare di piagnucolii, brontolii e post come il seguente:

Bene…volete sapere cosa mi dà più fastidio tra l’elezione di un topodifogna e questi post? Ebbene sì, mi danno fastidio questi post e non tanto perché non abbiano ragione, anzi, ne hanno da vendere e vedere una vittima come Liliana Segre dover consegnare la presidenza del Senato a quello lì fa indubbiamente male.

Ma quello che fa più male è aver visto la maggioranza del paese fregarsene e non riuscire a trovare una sintesi elettorale che producesse un partito realmente alternativo a tutto ciò. Ecco, questo fa male. Fa male sapere che chi difende certi interessi sia riuscito a sedersi e far finta di essere unito e d’accordo per vincere le elezioni mentre la stragrande maggioranza del paese no. Loro sono uniti anche se non è vero, anche se si accoltellano mentre si sorridono a vicenda. Uniti per finta ma uniti.

Ecco perché ora mi incazzo. Perché non è tanto loro che hanno vinto quanto siamo tutti gli altri ad aver perso. Ed ora più che lamentele, piagnistei, accuse di essere fascisti (lo sono, lo sappiamo ma credete che a loro importi?), di essere corrotti, collusi, mafiosi, pregiudicati e chi più ne ha più ne metta… ecco, invece di vedere tutto ciò vorrei vedere ben altro. Perché tutto ciò lo conosciamo. Lo sappiamo. Hanno la faccia come il culo: non c’è bisogno di rimarcarlo tutti i giorni.

E non mi riferisco certo alla opposizione parlamentare che pur se ha perso ha molti più tratti in comune con gli altri che con me. No, mi riferisco ad intellettuali (ce ne sono ancora?), teste pensanti, organizzazioni civili , sindacati, ONG e tutti coloro che non sono minimamente rappresentati (se non in una minuscola parte) in questo Parlamento.

E tra costoro che vorrei vedere gente che si unisse per costituirlo un nuovo partito, con uno statuto chiaro, senza ambiguità. Gente che invece di lagnarsi iniziasse a costruire, a ragionare su qualcosa di diverso, a cercare alleanze in Europa tra altrettanta gente che vive la stessa situazione. Questo vorrei vedere ed invece si fa quasi festa perché un rimbambito manda affanculo uno e si litiga per mettere una tipa a quel ministero e trovare un posto ad un altro coglione.

La notizia è che tutto ciò, critiche, denunce, blog, articoli ecc ecc non cambierà di una virgola nulla. Loro hanno la maggioranza, litigheranno , faranno tutto ciò che è in loro potere per far contenti i loro elettori e incapaci come sono non è neppure sicuro che ci riescano. Ma intanto per cinque anni resteranno lì. Certamente la situazione del resto del popolo peggiorerà.

Ora la domanda da farsi è: gliela vogliamo dare una voce a tutta quest’altra gente o ogni giorno dobbiamo star lì a piangere che stanno al governo loro? No perché di questo passo ci resteranno anche più a lungo. Ma dire che fanno schifo, che sono moralmente impresentabili, che hanno dei passati (e dei presenti) così e colà non risolverà nessuno dei problemi di chi ha ben altri problemi tipo riuscire a sopravvivere con stipendi/pensioni bassi, inflazione alle stelle, recessione alle porte, rischio guerra e pubblica amministrazione sempre più devastata sempre contando sul fatto di essere in salute e non aver a che fare con visite esami e ospedali…

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Ma quale sinistra?

Puglia, Consiglio regionale boccia proposta di legge sul fine vita. Cappato: “E non è successo in una regione in mano alla destra”

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Ora, ancora c’è qualcuno che pensa che il PD sia un partito di sinistra? Ancora c’è qualcuno che si meraviglia del fatto che molta gente non ha votato? A cosa serve prendersela con l’estrema destra vincitrice se poi, sui temi naturalmente di sinistra la controparte perdente in realtà, in questi anni, ha messo in atto politiche ugualmente di destra?

Almeno all’estrema destra gli va dato atto di non nascondere ciò che sono. Sono di estrema destra e coerentemente fanno ciò che dicono. Ma gli altri? Gli altri sono subdoli. Si spacciano per centro sinistra, fanno tante finte battaglie ideologiche, molte solo per partito preso ma comunque di facciata e poi…serve che faccio l’elenco di tutto ciò che un finto partito di sinistra ha fatto in questi anni? Non credo…

Quindi finiamola di menarla con sta storia che la sinistra qua e là sinistra la perché ancora una volta, i fatti, dicono che la sinistra in Italia NON ESISTE. Questa è la realtà. Ci sono due schieramenti di destra che si contendono il potere e stop. Che poi in uno dei due esista anche qualche brava persona realmente di sinistra purtroppo è ininfluente e insignificante.

E chiudo con una certezza: se a questa tornata elettorale ho cercato davvero facendomi del male di votare il meno peggio, intendendo con ciò di contrastare il fatto che venissero rieletti pregiudicati, ladri, corruttori e quant’altro alle prossime, se le cose non muteranno tornerò a votare una bella nulla e fanculo al voto utile.

E per riavere la mia attenzione occorre che nell’ordine nasca da zero (non un rifacimento di facciata o una fusione o una alleanza!) un partito che innanzitutto sia proprio un PARTITO e non un movimento o una qualsiasi altra cosa perché deve essere sin da subito chiaro che deve rappresentare UNA PARTE, esattamente quella che in questi trent’anni non ha più avuto nessuna possibilità di essere difesa.

E poi deve essere assolutamente, senza ambiguità di sinistra, collocato nelle socialdemocrazie europee, progressista e moderno nel linguaggio e nel pensiero perché se continuo a sentire cose come piattaforma programmatica o tavolo delle concertazioni o altre minchiate del genere francamente già partirebbe male. Ed inoltre deve essere una formazione che sviluppi un pensiero che la gente possa seguire e non un’accozzaglia di incapaci che inseguono sondaggi o quel che risulta comodo nell’immediato.

È sperare tanto? È utopico? Non lo so. Forse si. Ma per quanto mi riguarda o vedrò nascere un partito del genere che inizi a pensare a come ridare potere agli Stati e toglierlo alla finanza, che difenda poveri, operai, diritti, lavoratori precari, scuola, sanità e ricerca e che se ne freghi se esiste ancora il Vaticano oppure mi schiererò di nuovo tra gli altri e fanculo a tutta la destra…

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Donne…

Non so bene neppure io cosa voglio dire con questo post. Non credo di avere né giudizi né risposte. Però sono abbastanza perplesso ecco. Tutto nasce da uno scambio di messaggi con una mia amica che si sovrappone a diversi fatti di cronaca recenti. Non so se c’è una relazione, una morale o qualsiasi altra cosa.

Ho estrapolato solo alcuni momenti che riassumono lo scambio: mia amica porta figli a scuola e incontra donna con cui parla incuriosita dal vederla con tanti bambini e salta fuori che ha 10 figli. Lei che è sempre stressata e di corsa la guarda con ammirazione e la invidia. Per contro io invece le dico che la vedo diversamente e che non credo che la sua sia una vita invidiabile e che non mi piace il concetto di donna totalmente dedicata alla riproduzione. Ma dico anche che se è contenta così va bene.

Ecco, tutto questo segue una settimana in cui in Iran delle donne protestano per una stupida imposizione religiosa e c̶u̶l̶t̶u̶r̶a̶l̶e̶ a causa della quale due di loro hanno perso la vita per mano di uomini trogloditi che considerano invece la donna come mera proprietà maschile a cui imporre ogni cosa sotto la benedizione di un dio e di una patria che in genere utilizzerà tale prole per andare a morire su qualche campo di battaglia.

Che poi è la stessa identica retorica usata dal papa ortodosso per benedire la carne da macello russa mandata a morire in Ucraina e ad ammazzare nel nome di dio, patria e famiglia altre persone di un’altra patria. Insensato eppure nel 2022 accade ancora ciò così come accade che, in un’altro paese, vinca le elezioni una donna che usa lo stesso paradigma trinitario di dio (cristiano in questo caso), patria e famiglia. Annamo bene…

Nazione dove per altro vi sono tentativi sempre più reiterati di togliere alle donne quel controllo sulle nascite che è stato giustamente causa di una manifestazione di altre donne che quel diritto giustamente lo difendono in virtù del fatto che il corpo non è di nessun essere immaginario, né della società, né della patria né degli uomini e nel 2022 dovrebbe essere abbastanza chiaro.

Stessa nazione che invece ha una donna che, ha competenze straordinarie ed in virtù di esse, è la prima donna europea ad essere comandante della stazione spaziale Internazionale e che, come al solito, trova a terra, nella sua Italia la solita manica di idioti ed imbecilli che ne sminuiscono il suo lavoro in virtù del fatto che, dietro una tastiera o uno smartphone anche il più sfigato imbecille frustrato si sente Einstein credendosi stocazzo.

Ecco, come ho detto, non so esattamente trovare un filo tra queste varie cose però personalmente mi trovo nella condizione di chi, se per una qualche infinitesima probabilità, dovesse mai rinascere donna mi augurerei di poter essere libera come la Cristoforetti e di non nascere in una società dove è qualcun’altro a stabilire chi tu sia, cosa tu possa fare, come tu debba vestire e quanti figli avere.

Ora, per carità, se ne vuoi dieci e pensi sia giusto così va benissimo ma a me resta il dubbio che una vita così non sia tutto sommato interessante e che forse una scelta del genere non necessariamente è voluta a dispetto delle apparenze. Inoltre, ma questa è una mia personale opinione forse sbagliata (non ho figli) , dubito fortemente del fatto che, in questo momento storico con un futuro sempre più incerto sia il caso di mettere al mondo figli. Non così tanti per lo meno.

Poi certo, leggevo che nel 2050 il nostro paese sarà totalmente pieno di persone come me, sole, vecchie ecc ecc e nemmeno questa mi sembra una bella prospettiva. Insomma…resto perplesso ma forse con la consapevolezza di appartenere ad una generazione che ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare che vive in un mondo sempre più difficile da comprendere e con un futuro decisamente sempre più ostico ad attenderci.

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Frugando nello scantinato…

Negli ultimi giorni mi sono messo a fare un po’ di pulizia tra garage e scantinato dove negli anni, sotto la polvere si era accumulata davvero tanta, troppa roba che, ok, sono ricordi ma quando è troppo è troppo! E così ho fatto diciamo una cernita conservando qualcosa e buttando il resto. Risultato? Sei viaggi con la macchina carica verso l’isola ecologica! Direi un buon risultato!

Mentre facevo tutto ciò ovviamente mi sono messo a spulciare tra gli scaffali e tra le vecchie cose più vecchie tutto il mio armamentario scolastico delle elementari/medie con i quaderni, i libri, la cartella (oggi non si usano più mi sa!) e i quaderni! Ma anche tanto altro come un viaggio a ritroso nel tempo e dei vari periodi. Ripercorrendo un intera epoca che non c’è più!

Il cestino dell’asilo!
Quaderni di scuola.Anni 1975 e 1976…li ho paragonati a quelli di mia nipote e altri ragazzini di oggi…non c’è paragone…
La cartella delle elementari!
Vari diari!
Vecchi fumetti, per la maggioranza Topolino ma anche Diabolik, Guerra d’eroi,Braccio di ferro, Tex
Una radio AM di prima ancora che nascessi!
Un registratore a nastro… preistoria vera!
Il vecchio telefono a disco: tra l’altro l’ho provato e funziona ancora!
Ben nascosti sotto pile di libri nello scaffale più alto: l’educazione sessuale di un quattordicenne!PS gli ho dato un’occhiata: quanto pilu! Ma che è successo nel frattempo per essere diventate tutte uguali senza pilu?
Vecchie videocassette VHS: queste devo digitalizzarle. Ma prima devo procurarmi un videoregistratore funzionante. Il mio è kaputt!
Il mio primo PC! Uno di sti giorni voglio riaccenderlo!
Con questo una volta finii sotto un camion… l’autista appurato che ero vivo voleva uccidermi lui…
Qui siamo alla follia geniale di ragazzi che si autocostruivano delle centraline di controllo per le luci e si guadagnavano soldi facendo feste di compleanno o veglioni in un contesto dove non c’erano neppure discoteche! Non avevamo neppure ancora macchina e patenti! Ci venivano a prendere padri/fratelli di festeggiati e noi si trasformava vecchi garage in discoteche!

E niente, suppongo che, ciò stia definitivamente certificando che io sia vecchierrimo!

Vecchi telefoni, ne manca qualcuno…

E niente…un bel tuffo nel passato e nei ricordi. Molte cose come ho detto le ho buttate, qualcosa ho tenuto come il vecchio PC, il telefono, la radio e quel registratore a nastro. Almeno per ora. E voi? Anche voi avete cantine/garage/soffitte piene di ricordi e cianfrusaglie varie?

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Astensionismo

Come in tutte le recenti elezioni anche le prossime saranno certamente caratterizzate da un ampio numero di elettori che non andranno alle urne. Non ho intenzione di giudicare nessuno ma vorrei solo riflettere sul perché accade sempre più spesso che si rinuncia al diritto (dovere) del voto.

Ora le motivazioni portate a giustificazione di chi non va ai seggi sono diverse: tanto sono tutti uguali, tanto non cambia nulla, tanto è tutto deciso e via dicendo fino alle più fantasiose o menefreghiste. Alcune di queste “argomentazioni” per altro sono anche comprensibili e condivisibili.

Personalmente però ho sempre preferito comunque esercitare un mio diritto e da quando non ho avuto più un partito per cui votare ho semplicemente annullato la scheda. Non è un bel voto neppure questo ma penso che sia più eticamente giusto alzarsi, uscire, andare in sezione e certificare una scelta di protesta o di non condivisione piuttosto che starsene a casa o andare al mare.

Ad ogni modo non è di questo che volevo parlare ma del fatto che, se c’è una disaffezione così grande verso la politica vuol dire che ci sono anche delle cause profonde e se ci sono delle cause magari si potrebbe pensare di risolvere il tutto…alla radice. Ora, al netto del fatto che voi siano politici incapaci o corrotti o ladri o ognuna di queste cose è anche vero che invece ci sono anche politici che lavorano seriamente solo che…ecco…non lavorano per voi. E questo credo che sia il vero grande enorme problema.

Negli Usa le chiamano lobbie e sebbene siano trasparenti e regolamentate per me sono comunque il male assoluto e sono la ragione profonda che trasforma una democrazia in un qualcosa di molto diverso. In Italia le lobbie ci sono e regolarmente hanno i loro politici che lavorano costantemente per proteggerne gli interessi.

Da Confindustria a Confcommercio passando per la Chiesa e arrivando a quelle settoriali ( tassisti, albergatori, ristoratori, agricoltori, allevatori, autotrasportatori ecc ecc) tutte loro sono sempre ben rappresentate tanto è vero che, ogni volta che si è tentato di modificare qualcosa… puntualmente si sbatte contro un muro.

Ora accusare i politici che difendono questi interessi di non saper fare il proprio mestiere mi sembra un errore. Ricordo ad esempio che il pregiudicato di Arcore quando servì fare delle leggi per salvaguardare se stesso e le sue aziende le fece tutte e rapidamente. Insomma, questa gente qui le cose le fa eccome ma come ho detto non lavora certo per i vostri interessi.

Ed ecco il punto. Quando scrissero la Costituzione una delle preoccupazioni dei costituenti fu quella di garantire a ogni cittadino di poter fare politica attraverso il finanziamento pubblico. Nel frattempo cosa è successo? Semplice, questo diritto è stato cancellato ed a furor di popolo anche! Bravi come sempre nel darsi la zappa sui piedi!

Il risultato è che la politica che costa è sempre più una questione per ricchi o per chi rappresenta gli interessi di chi ha i soldi per pagare. Perché i cartelloni giganti che poi in Sardegna qualcuno ti strappa costano, gli spot costano, le manifestazioni organizzate costano, gli staff costano. Ed ecco perché attualmente in Parlamento (ma il prossimo sarà uguale) abbiamo rappresentati solo gli interessi delle lobbie e si va dal centrodestra all’estrema destra.

Ora, credo che, se quella enorme massa di gente che non vota oltre a quelli che votano nullo si mettesse insieme per una cosa sola come cambiare questa cosa rendendo illegale da parte delle lobbie finanziare la politica e desse l’ergastolo come pena massima sia per chi finanzia che per chi eventualmente riceve soldi magari la politica tornerebbe ad essere un qualcosa che riguarda tutti. Magari si tornerebbe a fare politica pulita.

Utopia vero? Ne sono conscio così come sono anni che vedo come abilmente non viene fatta una legge sul conflitto d’interesse. Che però ripeto non basta. Quello che dovrebbe essere proprio eliminata è la disuguaglianza tra chi può gestire enormi flussi di danaro e chi no. La politica invece dovrebbe essere totalmente pubblica, un tot di manifesti a testa, di spot a testa, di comizi a testa e tg depoliticizzati.

Ecco, una volta era utopia anche il suffragio universale…magari una nascente sinistra potrebbe iniziare a raccogliere consensi tra questi disillusi della politica prospettando loro un sogno nuovo: quello di una politica pulita dove tutti hanno le stesse possibilità di essere eletti e a quel punto contano le idee e non i soldi. Poi fate voi…io una mezza idea almeno l’ho tirata fuori…

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Carta e realtà…

Credo che un matematico ne potrebbe ricavare una teoria o un assioma o quel che è. Tra ideare un qualcosa sulla carta e mettere poi in pratica quelle idee ci passa un mare di bestemmie che credo vadano con il quadrato della distanza moltiplicato per il numero delle stanze. Non si scappa.

Il piano sulla carta era di una semplità elementare: staccare la presa telefonica tripolare in cucina, sostituirla con una doppia presa RJ 11 , portare un cavo ethernet dalla cucina allo studio e un cavo telefonico da una delle due prese RJ 11 all’altra presa telefonica in sala. Il cosiddetto ribaltamento della linea. Un lavoro di un paio d’ore…pensavo…

Ovviamente sbagliavo! Perché sulla carta è sempre tutto facile! Nella realtà invece una marea di problemi e di scoperte assurde che, io credo e spero, dopo 50 anni l’elettricista che fece questo impianto spero sia già morto e sepolto da un pezzo e spero anche male accidenti a lui. Ma se fosse ancora vivo…gli fischieranno le orecchie…come minimo!

Prima scoperta…dalla cucina io davo per scontato che il tubo corrugato andasse alla derivazione in sala. Chiunque con un minimo di logica avrebbe fatto così. Invece scopro che no, il corrugato, mortacci sua, dalla cucina va prima alla scatola di derivazione nelle scale fuori dalla porta di casa e da lì poi rientra e va in sala. La prima ora se ne va così…

Inoltre il corrugato era piccolo e già questo mi ha fatto saltare il piano originario di portare anche un secondo cavo LAN in sala. Va beh, sarebbe stato un di più. Mi basta quello che va nello studio. Fatto sta che passando insieme cavo LAN e doppino telefonico ad un certo punto si stacca la testa della cordina 🤬 quindi… ritiro fuori tutto, reintesto la cordina e passo un cavo alla volta. Ce la faccio. In sala arrivo con entrambi.

Da lì in poi devo passare solo il cavo LAN. Arrivo fino ad un’altra stanza da cui poi c’è il tratto finale. E invece no, proprio tra le due ultime prese telefoniche c’è una qualche strozzatura. La cordina non riesce a passare. Torno indietro ad una scatola di derivazione. Vicino ce n’è un’altra elettrica. Decido di passare da lì. Arrivo all’ultima stanza ma…dalla penultima presa di corrente all’ultima dove dovrei far uscire il cavo niente da fare. Cordina non passa.

E niente, esasperato decido per fare uscire il cavo fuori, buttarlo dietro un armadio e quindi farlo camminare in una canalina esterna lungo il battiscopa fino al PC. Non c’era altra soluzione a parte rompere il muro e fare delle tracce nuove. Da un lavoro di un paio d’ore ci sono stato tutta la giornata di ieri e quella di oggi. Allucinante. Questa è l’ultima volta che metto le mani all’impianto: se in futuro mi servirà qualcosa chiamerò degli elettricisti…cazzi loro!

Che se la prendano col loro collega che fece l’impianto! E che ragionino sul fatto che, se fai un impianto per come la vedo io, ci dovrebbe sempre essere della ridondanza e prevedere che, un domani potrebbero nascere nuove esigenze. Certo è che mettere in corrugato così piccolo è da criminali. Almeno raddoppiali! E ste scatole di derivazione poi…piccole…assurdo.

Ad ogni modo, anche se tecnicamente è venuto un lavoro di merda e non come volevo almeno funziona tutto e mi devo accontentare. E tra due tre anni (almeno spero!), quando spero mi arriverà la fibra vera invece di sta FTTC misto rame mi ritrovo già tutto fatto. Certo, mi chiedo se il cavo della fibra riusciranno a farlo passare…

Facile, che ci vuole…ma non a casa mia…

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Stanno lavorando…

È un periodo in cui evito accuratamente di guardare qualsiasi programma televisivo che “parli” di politica per diverse ragioni che potrei riassumere così:

  • La qualità dei giornalisti è così pietosa da impedire all’ascoltatore di veder poste domande scomode e intelligenti del tipo hai detto questo ma ieri hai detto il contrario…come la mettiamo?
  • La qualità dei politici è anche più scadente: vanno tutti lì col copione scritto da altri a ripetere sempre le stesse stupide cose di cui è evidente non sappiano nulla ma, non avendo giornalisti veri a smascherarli ne escono sempre come grandi personaggi e statisti. Vergognoso.
  • Educazione questa sconosciuta. Se parlo io tu taci ascolti e poi rispondi. No, si parlano sempre sopra, concetti (va beh, si fa per dire) iniziati e mai finiti. Cosa dovrebbe capire l’ascoltatore?
  • Par condicio. Una delle norme più idiote introdotte che impedisce a chi potrebbe di fare il proprio lavoro (informare, far riflettere) poiché deve sempre esserci un contraddittorio. Anche quando non è necessario. Ecco che se inviti uno scienziato, un fisico, un biologo per parlare di cose che riguardano tutti (quindi politiche) devi anche invitare la sciampista, il cantante e il barista che ovviamente ne sa molto di più dei primi.
  • La pubblicità che incombe. Uno miracolosamente finalmente sta parlando e un momento, la devo interrompere, riprendiamo dopo la pubblicità. Ma non succede mai. Non saprai mai cosa voleva dire.
  • La velocità. Vietato esprime concetti complessi che diano spiegazioni esaurienti. No. Si deve parlare per slogan e frasi fatte. Oltre le 5 parole la telecamera inizia ad inquadrare altri che sbuffano, sbraitano, fanno facce al che l’intervistatore (o altri) interrompono…

Insomma la cosa è deprimente e nulla c’entra il fatto che si sia in campagna elettorale poiché è sempre così visto che di fatto qui si è sempre in campagna elettorale. Ecco, come ho detto evito tutto ciò essendo film già visti. Ovviamente evito anche i tg che sono scandalosi. Al loro confronto anche Novella 2000 fa una figura migliore.

Invece passo tempo a leggere articoli on line e blog. Li trovo leggermente più interessanti. E spesso mi suscitano pensieri e riflessioni. Ma, raramente intervengo a dire la mia: troppo spesso c’è il rischio di ritrovarsi impelagati in discussioni inutili o sterili e troppo spesso poi, sono in disaccordo con quasi tutti, anche con quelli che in teoria dovrebbero essere vicini alle mie idee.

Idee di sinistra, non l’ho mai nascosto. E no, non equivale a dire che sono dei PD visto che non ho mai votato per loro in quanto già da Veltroni segretario si capiva ciò che non erano. La presenza poi di gente come Franceschini, Rutelli, Binetti, Adinolfi, Minniti, Renzi, Boschi, Letta ed altri mezzi uomini del genere non fece altro che confermare le impressioni iniziali: ci avevano rubato l’ultimo partito di sinistra ed al suo posto ci avevano messo una nuova Democrazia Cristiana.

Orrore. Ma le cose stanno così. È un partito di centro, orientato a destra in fatto di economia e referenti istituzionali (banche, finanza, Confindustria), permeato da un cattolicesimo perbenista e moralista ma molto propenso agli affari in tradizione CL e finto progressista su alcune questioni sociali che difende solo a parole ma mai nei fatti. Inoltre è un partito che ha sposato il liberismo, le privatizzazioni e la macelleria costituzionale a cominciare dalla sciagura del federalismo regionale.

Insomma, non chiamatelo di sinistra e non offendetemi dicendo che sono dei PD.Ad ogni modo chi vincerà sta volta è l’estrema destra. C’è poco da fare. In cosa differiscono? Beh, lo vedrete presto. Quello che lascia le persone come me basite è che in questo paese manca un partito di sinistra vera che rappresenti lavoratori, operai, studenti, pensionati e precari. Purtroppo un partito così non c’è. E se non c’è è gioco forza che tutti gli interessi rappresentati dalle attuali forze saranno tutelati. I miei e quelli di milioni di italiani no.

E qui apro una parentesi. Ci sono tante ragioni per cui questo partito non esiste ma ce n’è una che è tra le più importanti: la sinistra non sa fare gioco di squadra. Su ogni questione, qualsiasi davvero, si dovrà sempre dividere in mille rivoli. Sempre. Vuoi parlare che so, del problema energetico?

Bene, ci sarà chi dice facciano centrali eoliche, chi invece dirà che no, rovinano il paesaggio, allora facciamo il solare, no il riciclo inquina, allora spegniamo la luce, no, i rigassificatori, ma no sei pazzo…ok, auto elettriche, ma no, a idrogeno, ma no, monopattini e biciclette, vai col pellet che è naturale…no inquina…facciamo un gasdotto…ma no, sei pazzo i terreni devastati…ok, e alla fine non si arriva a nulla.

Su ogni questione è così. Non c’è una visione d’insieme. Per la destra è facile, loro dicono meno tasse e via… significa che loro ne pagheranno meno tu di più. Fine discussione. La sinistra invece per ogni questione ha mille voci discordanti. Alla fine finisce che si litiga più con quelli di sinistra che con quelli di destra. Insomma non c’è speranza. Eppure un tempo la sinistra aveva la capacità di fare sognare un mondo diverso, migliore, innovativo, progressista dove non c’era la paura di innovare.

Che fine abbia fatto tutto ciò non lo so. Fatto sta che di fatto ci siamo ritrovati in un paese completamente spostato a destra dove o voti centrodestra o voti estrema destra. E metà dell’elettorato resta a guardare. Loro lavorano per i loro interessi e lo fanno benissimo. Non è un caso che in questi ultimi trent’anni i ricchi sono diventati sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Non è un caso che i primi controllano i mezzi d’informazione ed abbiano portato gli altri a prendersela con altri poveri e a lodare e ammirare i primi.

Siamo al paradosso che se uno ruba, corrompe, evade e fa la bella vita su yacht spaziali è visto con ammirazione. Se questi dicono che i giovani non vogliono fare sacrifici ( cioè lavorare gratis o quasi senza diritti) la gente da loro ragione. Non so ma tutto ciò è davvero sconfortante. Sembra di vivere in un mondo di una fiaba dove è stato fatto un immenso incantesimo e nessuno ha il potere per annullarlo. Servirebbe un potente Merlino. Servirebbe una nuova prospettiva di sinistra ma, se un tempo c’era il sole dell’avvenire oggi c’è la più lunga eclissi mai vista. E temo sarà buio ancora per tanti anni a venire…

Politici ed elettori
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Dove sta l’interruttore?

Sempre che ne abbia uno perché forse sono decisamente difettoso. E sì perché mentre archivio l’ennesima notte insonne ripenso a tanti amici e conoscenti che di questi problemi non ne hanno. Loro l’interruttore per spegnersi ce l’hanno eccome: un attimo sono svegli e quello successivo dormono che è una bellezza. On Off e senza alcuna difficoltà incontrano Morfeo. Una volta ho visto un collega dormire in piedi. Invidia totale!

A me no. L’interruttore di spegnimento non c’è. Non c’è mai stato. C’è una sorta di valvola che ogni tot giorni di stanchezza accumulata interviene. Di solito mi rotolo nel letto illudendomi che sia la ricerca di una posizione adatta il problema ma è appunto solo una illusione. No, non datemi consigli…le ho provate tutte e non ho intenzione di farmi ricoverare in qualche clinica del sonno per cercare una soluzione!

Che una poi che funziona bene c’è anche ma… l’hanno resa illegale e a me non va né di cercarla né di arricchire la malavita. Né tantomeno di finire in qualche retata e ritrovarmi nei guai o con uno stigma sociale dove uno che si fuma un po’ d’erba è considerato come il peggior criminale da evitare. Lascio perdere. Ogni tanto capita che sul lavoro qualche giovane collega me ne faccia omaggio e nulla, so che quelle rare notti dormirò bene e mi sveglierò fresco e riposato. Amen… succederà 2/3 volte l’anno.

Troppo poco ma come ho detto non c’è molto da fare. Fanculo a Salvini & company. Gente che non capisce un cazzo e parla. Va beh, la regola è invece dormire poco e male. Ogni notte è una battaglia tra me e il mio cervello che non smette di pensare. Non si spegne. Ho però dei micro crolli. Come stanotte. Qualcosa ho dormito se non che, erano le due che mi sono ritrovato in un sogno: stavo andando in una pizzeria che tutti consigliavano e dove c’era la fila per andare.

Questa era situata in cima ad palazzo le cui scale sembravano non aver fine ed avevano la caratteristica di stringersi sempre di più tra due pareti tanto che, ad un certo punto la fila di persone davanti si è bloccata ed avevo la fila di persone dietro che spingeva ed io ero di fatto incastrato lì e…mi sono svegliato! Guardo l’ora…parte la madonna d’ordinanza e riprovo a dormire…

Gira e rigira come il cestello di una lavatrice…di nuovo pensieri che arrivano e vanno e mi ritrovo di nuovo in un dormiveglia. Altro pseudo sogno. LStavolta sono in auto e percorro una strada in discesa con una certa pendeza in mezzo ad una strana città. Perplesso sono lì che dubito del navigatore e del fatto che questa stradina conduca da qualche parte. E del resto si stringe sempre di più, ormai ho i muri a solo pochi centimetri dagli specchietti…

Guardo avanti e ho la netta sensazione che si stringa ancora…lo sapevo…mi fermo…metto la retro e inizio la lenta risalita…mi viene il terrore di restare lì inchiodato da non poter neppure aprire la porta. E mi sveglio di nuovo! Ok, alle tre secondo giro di madonne. Realizzo che è meglio che non finisca in luoghi stretti ed angusti. Fortunatamente non sono uno speleologo…come cazzo fanno quelli? E ricominciano pensieri così…

Domande di questo tipo che mi si inchiodano in testa. Pensieri, riflessioni. Ma chi le vuole? Voglio solo dormire…nulla…sono le quattro, qualcuno nel condominio ha appena tirato lo sciacquone, fuori è passato un camion, il rumore di una tapparella…sento ogni rumore…mi torna in mente che mettendo una chiavetta USB nel nuovo router con dei film posso vederla dalla TV.

Ma se posso vederla dalla TV allora posso vederla anche dal PC o dal cel! E allora inizio a cercare come fare perché già so che quel pensiero non se ne andrà se non gli do una risposta. Quasi le cinque, so come fare, domani lo farò. Provo a dormire quel poco che rimane prima che la sveglia suoni. Ma che…cani che abbaiano, uccelli che cantano, porte che sbattono, tapparelle che si alzano, auto che si mettono in moto, rumore di tubature, di sciacquoni, mi giro e rigiro…il gatto borbotta che non lo faccio dormire…

L’ultimo micro crollo ma non dura molto, mezz’ora scarsa di un ultimo dormiveglia dove già la luce inizia a penetrare nella stanza e nel frattempo sento l’erezione del mattino che reclama il suo spazio e stare a pancia giù non è più possibile, è duro, preme e fa male. Va beh, se non altro sorrido al pensiero che la sotto sia tutto a posto, vediamo il lato positivo va. Oddio, non che ormai mi serva a molto…no no, via brutti pensieri…che ora è? 10 minuti alla sveglia, va beh, anche stanotte è andata… Scrivo sto post idiota, mi alzo e vediamo se trovo energie per correre un po’ almeno mi sfogo…

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Senza parole…

Catanzaro, avevano fondato un falso Stato in Antartide che prometteva tasse al 5%: 12 ai domiciliari, anche ex generale della Finanza – Il Fatto Quotidiano

Almeno 700 le persone che avrebbero preso “la cittadinanza” nello “Stato Teocratico Antartico di San Giorgio”, attirati dalle basse aliquote (tasse al 5%) e dai privilegi promessi. Gli indagati avrebbero raccolto illecitamente almeno 400mila euro che poi sarebbero stati riciclati a Malta

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/18/catanzaro-avevano-fondato-un-falso-stato-in-antartide-che-prometteva-tasse-al-5-12-ai-domiciliari-anche-ex-generale-della-finanza/6766114/

Truffa del resto neppure nuova! Infatti nel 1820, Gregor MacGregor, un avventuriero e truffatore britannico che si diede da fare combattendo varie guerre d’indipendenza in Sudamerica, rientrò in Inghilterra e si inventò uno Stato inesistente dell’America centrale facendo credere di esserne il principe. Allo scopo produsse vari documenti falsi con cui truffò diversi investitori offrendo loro titoli e terre da colonizzare!

Qui potete trovare la storia completa! Che dire? Certo allora il continente americano per tanti era un sogno e di certo non c’erano le opportunità di oggi riguardo la possibilità di informarsi! Insomma che allora ci cascassero era anche giustificabile ma oggi? Stato teocratico dell’Antartide?? Dai…a me viene da ridere al solo pensiero che esista gente tanto stupida e tanto avida da bersi praticamente qualunque cazzata. Prossimi stati su Luna e Marte?

Che poi, non per insistere sul valore di una scuola che dovrebbe firmare cittadini istruiti ma…ecco…se solo avessero studiato un minimo avrebbero saputo che sull’Antardide vige un trattato internazionale che esclude ogni possibilità di rivendicazione territoriale da parte di chicchessia e ne consente solo la presenza per fini di studio e ricerca scientifica…

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Non so se ridere o piangere…

Mi sono imbattuto in alcuni video. Ne vedo diversi e sempre più spesso. E del resto cose del genere le sento un po’ ovunque in TV, le leggo sui giornali, sui social, le ascolto dai politici e da tutta quella gente pagata come…opinionista che affolla radio e programmi TV e naturalmente la rete, da YouTube a Tick Toc e altro. È uno tsunami di stupidità che ci sommerge e pare inarrestabile.

Questi sono gli esportatori di democrazia, quelli la cui nazione col più potente esercito del mondo è stata messa in mano ad uno come Trump per poi finire ad uno come Biden: se mettevano Gianni e Pinotto era uguale. Gente che fa la guerra senza neppure conoscere chi combatte, dove vive e cosa pensa.

Non che in Russia poi stiano meglio con gente convinta di essere stata attaccata…

E naturalmente noi…certo non sfiguriamo. C’è da ridere o c’è da piangere? O forse c’è solo da incazzarsi? Non so, intanto rifletto e penso che un po’ tutto l’Occidente a me pare messo davvero male. Avrà avuto anche benessere, salute e surplus di ricchezza ma a me pare che in cambio si sia globalizzato l’analfabetismo funzionale. Perché stupirsi poi se al potere va gente come Putin o Trump o Berlusconi ( va beh, da noi la lista è lunga…) se la popolazione non sa neppure quelle cose che un tempo erano studiate alle elementari?

Cosa pesa di più? Un chilo di piombo o di piume? Giochetti che si facevano alle elementari. Ma alle elementari non votavi! Invece sta gente vota, ricopre incarichi, occupa posti di lavoro anche rilevanti. Troppe cose sono decisamente andate storte. Tra le tante l’affossamento della scuola è sicuramente una delle più importanti.

Ora, qui vado a sensazione, magari sbaglio, non ho elementi per avere certezze ma, ho la sensazione che, questo livello medio culturale sia abbastanza in fotocopia in gran parte dell’Occidente mentre in Oriente ed in Cina in particolare mi sa che non è così. Ripeto, magari sbaglio però se fosse così, anche questo spiegherebbe il successo in tanti settori della Cina. Ripeto, è una sensazione ma a naso mi sembra che lì siano meno inclini all’analfabetismo funzionale.

Magari sono più condizionati ideologicamente, più propensi a digerire bugie di Stato ma, secondo me, su cento cinesi se chiedi dove sta l’Italia o chi ha fatto l’autoritratto di Renoir almeno 99 ti ridono in faccia rispondendo come si deve. Qui e nel resto dell’Occidente le percentuali sono decisamente più basse. E questo mi porta a fare una considerazione: non è che forse sarebbe il caso di rendere la scuola un posto leggermente più “difficile” e impegnativo come del resto era?

E non è forse il caso di eliminare l’obbligo alle superiori consentendo e garantendo però il libero accesso a chiunque a patto che dimostri di volerci stare davvero? No perché se l’obbligo significa dare diplomi a tutti e il risultato è avere questa gente qui, a me, non pare che sia una gran cosa. Vuoi studiare? Bene, libri gratis, classi con poche persone, insegnanti motivati e uno studio reale dove impari anche a fallire per poi riprovare. Una scuola che ti prepara alla vita. Insegnanti che ti accompagnano nella maturazione e nella crescita.

Non vuoi studiare? Bene, non sei obbligato ma sappi che, perdi delle corsie preferenziali: se non ti diplomi non puoi andare all’università, non puoi votare e non puoi neppure prendere la patente. Però, a qualsiasi età potrai sempre ripensarci e lo Stato ti fornirà l’aiuto ma…senza regalarti nulla. Ecco, sto esagerando? Forse si. Forse no.

Eppure penso che ridare prestigio ad un diploma sia un passo necessario per avere un futuro un paese realmente moderno. Di sicuro così com’è non va e questo obbligo unito al fatto che sia tutto evidentemente troppo facile nemmeno. Intervenire sulla scuola significherebbe anche un domani non avere più una classe politica di un così basso livello. E finiamola con ste minchiate da psicologi da due soldi secondo cui poverino se un ragazzo prende un brutto voto o viene bocciato poi va in depressione per tutta la vita.

E finiamola anche col permettere ad alunni e genitori di far carne da macello degli insegnanti perché ho come l’impressione che si sia passati da una scuola di sergenti di ferro senza cuore ad una scuola dove alunni e professori scaldano le sedie e sfornano ste cime. Ovviamente so benissimo che ci sono insegnanti appassionati e competenti ma credo siano sempre meno e del resto se il livello è questo un problema deve esserci o no? Magari una vita di mezzo…

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Flat tax, come andrà

Leggevo questo articolo sul mantra del momento con cui l’estrema destra sta basando la sua campagna elettorale. Io non sono un economista né ho la capacità di leggere il futuro però, qualcosa mi dice che, a livello statale diminuirà il gettito , ovviamente i ricchi ne trarranno vantaggio e i poveri all’apparenza si troveranno qualche cento euro in più in tasca.

Ma…quello che nessuno dice è che finirà molto probabilmente così: per compensare la diminuzione di gettito Comuni e Regioni alzeranno il costo dei servizi erogati. Indovina dove finisce il cetriolo? E la cosa lampante è che, non si ha ben chiaro, in questo paese, la differenza tra imposte e tasse.

Ora, mentre l’estrema destra vuole ridurre le prime quindi per intenderci l’IRPEF che, secondo i dettami costituzionali è progressiva quelle che invece aumenteranno sono le tasse, come per esempio la TARI e per l’appunto tutte quelle tasse che finanziano direttamente dei servizi. Invece le imposte finanziano la cosa pubblica, cioè sanità, pensioni, infrastrutture, scuola, forze armate, sicurezza ecc.

Diminuendo il gettito come sarà prevedibile per forza di cose si dovrà tagliare il resto o, per l’appunto aumentare le tasse scolastiche, universitarie, i ticket sanitari ecc ecc . Ecco…ora riuscite a capire che quel centinaio di euro che risparmierete in busta paga in realtà poi lo dovrete ricacciare fuori con gli interessi per tutto il resto? E lo capite che, le tasse sono inique perché te che guadagni 1000 alla fine paghi come quello che guadagna 10 volte tanto solo che a lui non peserà tanto mentre a te si.

Ecco, questo è…mentre si parla del fatto che siano fascisti ( cosa per altro ovvia) non si sta parlando di questo. Se invece di avere una coalizione di centro destra (che si contrappone a questa di estrema destra) avessimo una coalizione di sinistra, invece di gridare ovvietà sul fatto che siano postfascisti si spiegherebbe agli italiani il pericolo del grande cetriolo che gli sta per arrivare nel culo.

Va beh, tanto io non sono nessuno e non conto nulla. Fate come cazzo vi pare. Per la cronaca questo di seguito era l’articolo che stavo leggendo e che, ovviamente è incompleto proprio perché non spiega una beata sega di quel che realmente succederà. Ma soprattutto nessuno sta spiegando che quello che è iniquo è il fatto che un operaio paghi le stesse tasse (spazzatura,acqua ecc) di un briatore qualsiasi ma, vi stanno convicendo che, il problema è che quest’ultimo paghi troppe imposte…

Flat tax, com’è andata nei Paesi che hanno introdotto la “tassa piatta”? I vantaggi solo per i più ricchi. Penalizzati redditi bassi e giovani

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/12/flat-tax-come-andata-nei-paesi-che-hanno-introdotto-la-tassa-piatta-i-vantaggi-solo-per-i-piu-ricchi-penalizzati-redditi-bassi-e-giovani/6757530/

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Lenti progressi…

Certo, ne sono passati di anni da quando, avendo il mio primo PC lo scambio di dati con altre persone avveniva di fatto a mano o meglio, copiavi dati o programmi su dei floppy disk e fisicamente li portavi a mano ad un amico! E del resto anche quando finalmente internet fu disponibile e le connessioni telematiche furono possibili queste costavano uno sproposito e non è che tutti potevano permetterselo!

Ma ci arrivai ed ebbi il mio primo modem. Velocità? Praticamente ancora si faceva prima a portarli a mano i file! Connessioni lente, per aprire una pagina ci volevano secoli e, se qualcuno alzava il telefono a monte del modem… semplicemente cadeva la connessione! Ma il fascino di sentire quel rumore mentre il modem 56k si connetteva al mondo era senza eguali!

Comunque di lì a poco ci fu finalmente un passo avanti: la linea ISDN che in pratica consentiva di avere sia il telefono e sia internet in contemporanea! Evviva il progresso! E passai anche a quella fase che dai 56k arrivava a 128. Nel frattempo il progresso non si arrestava e già all’orizzonte si profilava la rivoluzione della ADSL che prometteva connessioni veloci e avrebbe rappresentato il preludio alla rete globale di massa.

Ovviamente, all’inizio anche quella costava uno sproposito per cui, per averla aspettai la fine del monopolio SIP/ Telecom e, non appena i prezzi furono abbordabili passai anche a quella nuova era. Era però, di fatto una tecnologia già vecchia perché la terra promessa era la fantomatica fibra ottica! Ma sappiamo come andò…qualcuno decise di affossarla e ad oggi ancora ne paghiamo il ritardo. Vent’anni circa dove solo le grandi città videro realizzate le infrastrutture e il resto ciccia.

Poi piano piano anche grazie agli investimenti pubblici di Open Fiber qualcosa si è iniziato a muovere. Nella mia piccola città hanno dapprima cablato tutto il centro e successivamente le periferie. I lavori ad oggi procedono ancora ma, nella mia solita fortuna, gli scavi nella mia strada non saranno previsti fino al 2024. Che culo!

E niente, in attesa di avere anche io una FTTH, ovvero la fibra direttamente a casa, ho appena fatto quello che è un passaggio intermedio se non altro perché pagherò meno della vecchia ADSL che nel frattempo era diventata ADSL 2 con il miraggio di una connessione a 20 Mega. E così sono passato alla FTTC ovvero una finta fibra nel senso che arriva fino alla cabina ( ad una chilometrata) e da lì resta nel vecchio doppino di rame vecchio di cinquant’anni.

Miglioramenti? Mah…direi appena appena, forse più stabile ma, ben lontano dai 100 mega promessi e sbandierati. Unica cosa è che però essendo ora il router all’ingresso e il PC lontano, per navigare uso un extender WiFi e sicuramente pago pegno in termini di prestazioni. Per cui ora ho in programma di portare un cavo di rete dal nuovo router al PC sfruttando il corrugato della linea telefonica. E dovrò anche fare il ribaltamento della stessa.

Questo perché da ora in poi le telefonate saranno in VOIP cioè, se prima la voce era analogica ed arrivava a casa sul doppino quasi (non esattamente) in diretta dall’altro capo, ora invece viaggia tutta digitalmente rimbalzando tra i server della rete internet ed in pratica è finita un’era! Il problema è che ciò comporta che se prima potevi avere i telefoni in varie stanze in cascata ora li devi fare uscire dal router. E quindi tocca fare pure questo.

In attesa che, fra due tre anni, mi aspetta l’ennesimo cambio di tecnologia e di router sempreché, non finisca che nel frattempo, la tecnologia del 5G e la futura 6G non soppiantino del tutto le reti cablate o invece torneremo a comunicare coi piccioni viaggiatori quindi…boh… chissà…to be countinued…

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Nere riflessioni

Trovo la lettura di Luis Sepulveda sempre interessante e stimolante. Un po’ come in generale quella degli autori sudamericani ed in particolare di tutti quelli che, nel proprio paese hanno patito la dittatura, imposta e caldeggiata dalla più grande esportatrice di democrazia della galassia. E questo non è più neppure un qualcosa di opinabile viste le recenti dichiarazioni di John Bolton, ex consigliere per la Sicurezza nazionale di Trump.

Comunque, dicevo che mi piacciono gli scrittori sudamericani perché trasmettono un calore umano unico che trae origine dalla sofferenza e dal lottare contro tutto e tutti, subendo ingiustizie, rischiando in prima persona senza mai intaccare la loro convinzione di essere dalla parte giusta della storia. Mi piacciono perché sebbene spesso disillusi da questo mondo restano lucidi e coerenti. Ieri leggevo questo passaggio sul razzismo e l’ho trovato di una attualità unica:

Sono nato in Cile e in Cile non ci sono neri, ma chiamiamo con affetto gli amici negros; la gente umile, la mia gente, nel suo linguaggio affettuoso si dà del negro: «Che cosa vuoi mangiare, negrito?», «Quello che mangi tu, negrita». Invece le classi abbienti, e cioè i sostenitori di Pinochet mascherati da centrodestra, usano questa parola come un insulto: un operaio che chiede un salario migliore è un negro de mierda. Malgrado tutta questa confusione, in generale i deni amano i neri e li chiamano negritos. Se i peruviani, i boliviani e gli ecuadoriani, che sopravvivono in Cile facendo i lavori peggiori che iobkznquitos cileni si rifiutano di svolgere, fossero neri, non subirebbero tanto disprezzo e razzismo.Non facciamo fatica ad amare i neri e ne abbiamo motivo: l’uomo più brillante del xx secolo è un nero, Nelson Mandela. Uno dei personaggi cinematografici più nobili è stato impersonato da un nero: Sidney Poitier. Uno dei migliori romanzi che abbiamo letto è stato La capanna dello zio Tom, il più grande sportivo della storia si chiama Muhammad Ali, la voce perfetta per cantare l’amore era quella di Bola de Nieve, i migliori musicisti del secolo scorso si chiamavano Charlie Parker, Louis Armstrong e Miles Davis.Non facciamo nessuna fatica ad amare i neri, ma disgraziatamente ci sono neri che non si fanno amare. Come amare Michael Jackson? Un nero scolorito dalle pessime abitudini. Chi potrebbe amare Condoleezza Rice, la nera nascosta dietro modi Wasp che ha fatto carriera in politica vendendo la sua razza, rinnegando l’eredità di Martin Luther King, Miriam Makeba e Malcolm x? E chi diavolo proverà affetto per Colin Powell, il nero che è arrivato a impallidire in un consiglio di sicurezza dell’ONU mostrando un barattolino di sali da bagno e assicurando che era «un’arma di distruzione di massa irachena», il nero dai modi bruschi che con il suo sex appeal ha fatto impazzire Ana Palacio e che, pur potendo scappare nelle praterie dell’onestà come ogni degno schiavo fuggiasco, preferisce portare avanti il suo triste ruolo di servo della mafia di Bush?Forse è giusto dire che ci sono bianchi, neri e «gente di colore». Mandela è nero, splendidamente nero, luminosamente nero, invece Condoleezza Rice, Bush, WoIfowitz, Cheney, Rurnsfeld, Negroponte, Aznar, Berlusconi, Blair, Powell e Le Pen sono «gente di colore». Di un colore dubbio.

Tratto da Il potere dei sogni di Louis Sepulveda

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Simboli

Sarà perché sono sempre stato un solitario e sarà perché ho sempre pensato di appartenere a tutti e nessuno nel senso di non essere mai stato uno che per sentirsi qualcuno avesse la necessità di sbandierare una propia appartenenza che fosse una ideologia o una fede o una squadra o un gruppo o qualunque altro tipo di aggregazione che si identifichi in un simbolo o come i più moderni direbbero in un logo o meglio un brand.

Sarà per tutto ciò ma, ho sempre pensato che farlo non avesse senso e, talvolta fosse anche ridicolo. Un po’ come quella moltitudine di persone che sui social mostrano la loro italianità con il tricolore, che spesso tra l’altro è quello irlandese ma va beh! Ma a me non piace neppure l’alternativa arcobaleno della pace o del movimento LGBT. Non che io sia contro la nazione o la pace o i diritti…anzi…voglio bene alla terra in cui vivo, credo nei valori della convivenza civile tra popoli e persone e va da sé che sono contro le discriminazioni tout court.

Eppure non sento di dover indossare divise o bandiere. Mi piace la Nutella e pure la figa ma non per questo sento il dovere di doverlo rimarcare in continuazione a tutto il mondo e del resto non capisco perché al mondo dovrebbero interessare quelli che sono i miei gusti o le mie passioni o idee. Sono cose personali che posso eventualmente comunicare ad una ristretta cerchia di persone ove ve ne sia una occasione specifica di discussione. Ecco, trovo questo continuo desiderio di dire a tutti ciò che siamo ( o crediamo di essere) un tantino eccessivo.

Uno dei primi motivi di attrito con la sinistra a cui visceralmente mi sono sempre sentito di far parte pur conservando il mio spirito critico, era questo ricorrere continuamente ad una simbologia che non ritenevo utile. Non so se riesco a spiegarmi ma ho sempre creduto che, se stai facendo uno sciopero per i tuoi diritti l’obiettivo sono i tuoi diritti e manifestare con la kefiah, la bandiera della pace, la stella a 5 punte e la bandiera dell’URSS non fossero pertinenti e alla lunga indebolissero certe lotte proprio perché poi si finiva a parlare di altro.

Trovo insomma che usare per forza dei simboli non sia poi così tanto utile e spesso neppure intelligente. Ma credo anche che altrettanto spesso si tenda ad esagerare nel colpire i simboli ignorando poi i comportamenti. Un esempio riguarda una decisione della Finlandia che pare avrebbe cambiato il suo storico logo in quanto questi era una svastica e in tempi di battaglione azov e denazificazione putiniane pare che sto simbolo non vada più bene. Ultima polemica quella sul numero 88 delle maglie degli sportivi…va beh…

Ora, premesso che fascismi e nazismi non avrebbero proprio ragione di esistere a prescindere, quello che a me interessa, non è eradicare dei simboli ( che per altro hanno, spesso, profonde radici storiche e spesso anche nobili) ma la cultura distorta che si appropria di certa simbologia e che, proprio per mezzo dei simboli aggrega personaggi che, è evidente, non hanno una testa pensante capace di autosostenersi. In gruppo tutti si sentono più forti. Un’altro dei motivi per cui non ho mai amato questo genere di aggregazione…

Un’altro dei simboli che trovo orribile (e su cui credo in pochi realmente vi abbiano seriamente riflettuto) è il crocifisso. Sbandierato ovunque, brandito da politici di quart’ordine con velleità di comando, imposto nei luoghi pubblici ed esposto da chiunque tanto da ostentare anche il segno prima di un rigore, di una gara, di un comizio o di qualunque cosa tanto che, uno poi si chiede (cit.) se, in una gara, tra un credente e un ateo, qualora vinca il primo il secondo non debba denunciarlo per doping religioso! Cazzo, hai vinto con l’aiuto di terzi… Non sei sportivo, non vale! (Cit. ma non ricordo di chi!)

E se perdi? Che significa? Va beh, ci sarebbe tanto da dire ma l’altro giorno da qualche parte avevo letto sta cosa che mi ha fatto sorridere: fortuna che i romani i propri condannati li mettevano in croce…li avessero impalati che simbolo usereste ora? Un palo? E se l’avessero impiccato o ghigliottinato? Un cappio, una lametta? E fortuna anche che non c’era l’elettricità perché la simbologia di una sedia elettrica non so se sarebbe stata così efficace: invece del segno della croce che si faceva? La simulazione di una scossa?

Insomma, davvero, forse sono io che sono incapace di capire ma davvero trovo tutta sta simbologia inutile e spesso ridicola. Ma la trovo anche fine a se stessa e deleteria tanto che spesso i simboli finiscono poi per diventare negativi o inutili o dannosi o peggio ancora il pretesto per qualcuno di mettere al bando interi popoli come la stella di Davide lo fu per gli Ebrei nei campi di sterminio.

Simbolo che però è finito invece per diventare oppressivo verso un’altro popolo. E i triangoli massoni? Anch’essi oggi sono visti con sospetto eppure tutto il Risorgimento italiano vi poggia sebbene poi con la P2 abbia finito poi per incarnare tutt’altra valenza. Quindi, in conclusione quello che vorrei dire è che credo che non è tanto la simbologia ciò a cui si deve guardare ma alla cultura che di volta in volta si cela dietro a questi simboli: ed è questa cultura che spesso può essere deleteria e sbagliata.

Noi credo che, come individui, più che nasconderci dietro dei simboli abbiamo il dovere di tornare ad essere teste pensanti individuali che poi si aggregano sulle idee e non per la semplice appartenenza. Oggi ciò che manca è questa capacità e sbandierare una appartenenza non risolve alcuno dei nostri problemi mentre un aiuto ed un punto di partenza sarebbe comprendere quali sono quei problemi. Il resto poi…spesso è solo pura fuffa propagandistica, ben usata da chi sa come manipolare ed utilizzare grandi masse.

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Ricapitolando…

Non c’è alcun cambiamento climatico e seppur ci fosse è naturale e giammai causato dall’uomo! E del resto nel millenovecentodiciassei c’era stata una temperatura record quindi…tutte balle dei poteri forti per controllarci! Occheiii

Covid? Già prima non c’era e se c’era era un raffreddore o poco più e negli ospedali c’erano degli attori. Oggi? Come prima…nessun problema sono sempre gli stessi poteri forti che ci vogliono terrorizzare…buuu…pauraaaa…occhei…

I vaccini? Un gigantesco esperimento sociale dei poteri forti per vedere l’effetto che fa e controllarci tutti col cinqueggi quasi sei e a random ammazzare un po’ di gente che non lo vedi come muoiono da tutte le parti sti vaccinati che di colpo si accasciano e i poteri forti si divertono? Occheiii!

La guerra in Ucraina non c’è! E se c’è è perché l’Ucraina nazista ha invaso la Russia di quel sant’uomo di Putin! È tutto un film girato dai poteri forti per terrorizzarci al pensiero di spegnere condizionatore e riscaldamento! Occheiii

Sulla Luna ovviamente non ci ha mai messo piede nessuno perché ti pare che ci andavano che non c’avevano i PC adatto! E poi la Luna non esiste, è solo una proiezione dei poteri forti per farci dormire la notte e tenerci buoni!

La terra è piatta che lo ha detto il cugggino dell’amico del figlio del padre che lavora nei poteri forti ma è un segreto mi raccomando!

L’inquinamento? Ma va, altra bufala…lo dicono per terrorizzarci acque di mare sono buonissime anche da bere! E non raccontateci che non c’è acqua nei fiumi…l’acqua c’è ma i poteri forti la tengono chiusa nelle sorgenti ma noncelodicono!

Greta, la famosa bambina ormai ragazza guadagna ottanta milioni di dollari perché la gente che le crede non ha capito che lei lavora in realtà per i famosi poteri forti e lo fa con l’unico scopo di terrorizzarci tutti per controllarci! Occheiii!

I poteri forti anzi fortissimi comandano e controllano tutto loro…i governi? Li fanno loro! Il campionato di calcio? Lo decidono loro! Tutto loro fanno! Per fortuna ci siete voi, supreme menti illuminate che tutto avete capito e a cui nulla sfugge!

Mi resta solo un piccolo piccolissimo dubbio da chiarire: ma se sono così forti, così potenti, così dannatamente furbi, così attenti come mai non si curano del fatto che voi li avete smascherati e avete capito tutto del mondo e della vita perché voi siete liberi e noi siamo solo dei caproni illusi? Mah… vediamo se mi telefona un potere forte per spiegarmi tutto e dirmi cosa devo fare!

Che poi, ne ho anche un’altro di dubbio: ma com’è che tutti questi illuminati geni che, tutto sanno e tutto hanno capito, ogni qual volta che c’è una misera possibilità di colpire quei gruppi di potere, ad esempio con una patrimoniale o leggi sulla concorrenza o misure contro l’inquinamento ecc ecc…ogni volta questi geni compatti si schierano proprio con quei partiti che si oppongono a tutto ciò? Mah…misteri dell’intelligenza…

PS certo che ne girano di cazzate e di grandi pensatori!

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Maleducato a me?

Per fortuna non sono un violento e per fortuna anche se in certi casi sogno di poter disporre di un’arma fantascientifica tipo disintegratore molecolare da applicare in tutti quei casi in cui mi imbatto, mio malgrado, in un/a imbecille o peggio prepotente o convinto di essere il padrone del mondo e poter fare quel cazzo gli pare, alla fine, il più delle volte, lascio proprio perdere evitando discussioni e tirando dritto.

Stamattina avrei fatto lo stesso. E invece no, stavolta mi sono fermato…contato fino a 10 e risposto, tutto sommato anche con una certa classe credo. Ma quel maleducato detto a me proprio non potevo lasciarlo passare. E quindi alla signora in questione le ho risposto:

“vede signora, il fatto che io non mi sia spostato non è maleducazione, quella maleducata semmai è lei col suo comportamento. Il fatto che io cammini mantenendo la destra non dipende dalla mia volontà di essere prepotente né dal fatto che sono più grosso ma semplicemente dal fatto che in strada io segua delle regole e la regola dice che si tiene la destra. Punto. Lei è inglese per caso?

Se ognuno facesse come gli pare non si potrebbe avere un criterio per dire chi abbia torto o ragione invece così c’è. Il fatto che lei mi dia del maleducato perché seguo una regola invece indica che lei vuole fare come gli pare quindi in questo caso è lei la prepotente e no, il fatto che sia donna non significa proprio nulla e non le dà il diritto di pretendere che altri le cedano il passo solo per il suo sesso.

Penso di essere stato chiaro…ci rifletta. Arrivederci!” E vaffanculo ( ma questo non l’ho detto anche se l’ho pensato!) E così ho ripreso la mia corsa lasciandola lì a mugugnare sa cazzo che cosa. Il punto è che di tipi così ne incontro a tonnellate, sia a piedi e sia in auto e a quanto pare, sempre più gente è convinta che non esistano regole condivise ma esiste solo la legge del più furbo/forte/paraculo/stronzo.

Beh, a me iniziate veramente a starmi sulle palle. Specie se volete pure avere ragione facendo le vittime. E vediamo se almeno una sono riuscito ad educarla perché domani, se ti ritrovi di nuovo contromano non mi fermerò di botto come oggi venendo quasi allo scontro ( io faccio pur sempre 100kg e non è che mi fermo proprio all’istante…) nooo…ti passo proprio sopra! E vediamo un po’ se imparate a stare al mondo…

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Er nemico



Un Cane Lupo, ch’era stato messo
de guardia a li cancelli d’una villa,
tutta la notte stava a fa’ bubbù.

Perfino se la strada era tranquilla
e nun passava un’anima: lo stesso!
Nu’ la finiva più!

Una Cagnola d’un villino accosto
je chiese: – Ma perché sveji la gente
e dài l’allarme quanno nun c’è gnente? –
Dice: – Lo faccio pe’ nun perde er posto.

Der resto, cara mia,
spesso er nemmico è l’ombra che se crea
pe’ conserva’ un’idea:
nun ce mica bisogno che ce sia.

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Trilussa – Er nemico
TRILUSSA
Trilussa – Er nemico
Poesie scelte: TRILUSSA, Sonetti romaneschi (Roma, Enrico Voghera, 1909).

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Individui violenti

Solo ieri sera avevo guardato le immagini terribili di un degenerato (chiamarla persona o uomo quella cosa lì mi è difficile) che ha tolto la vita ad una persona in mezzo alla strada ed in mezzo alla gente, senza che ciò rappresentasse un ostacolo e senza che nessuno intervenisse. La vittima tra l’altro anche menomata visto che è stata picchiata usando la sua stessa stampella.

Ora…a differenza della solita stampa idiota non starò a parlare delle cause e dei pretesti come se una qualunque causa potesse rappresentare una giustificazione per l’assassino ed una aggravante per la vittima secondo il consueto canovaccio usato nei casi di stupro del “e ma allora se l’è cercata”… Ecco, se anche ci fossero cause e pretesti resta il fatto che un’assassino ha lasciato senza vita un uomo.

Ancora con quelle immagini in testa poco fa ne vedo altre simile ma per fortuna in questo caso non c’è stata alcuna uccisione anche se non sono meno cruenti. Ma la dinamica è la stessa: un imbecille aggredisce violentemente una donna in una palestra. Anche in questo caso evidentemente nessuna paura o remora su eventuali conseguenze o sul trovarsi tra altra gente.

Fanpage.it: Calci e pugni a una donna in palestra, ripreso da telecamere ma è libero: Intervenite o sarà tardi. https://www.fanpage.it/attualita/calci-e-pugni-a-una-donna-in-palestra-ripreso-da-telecamere-ma-e-libero-intervenite-o-sara-tardi/

La domanda che mi faccio, appurato che individui del genere sono palesemente degli idioti privi di cervello e raziocinio, è la seguente: ma questi esseri quanta cattiveria e quanto odio hanno dentro di loro e che razza di educazione hanno avuto per poter credere di poter risolvere qualsiasi diverbio o problema con la violenza?

Ho l’impressione tra l’altro che, questa gentaglia, manco a dirlo, sia sempre ben schierata politicamente da una certa parte e che viva costantemente nel mito del superuomo convinta di essere al di sopra della legge, ben voluta da un dio che evidentemente considera come razzista, misogino e sovranista ca va sans dire. E, guardando a questa ultima aggressione direi che hanno anche ragione a pensarlo.

Si perché, a quanto pare questi prodi eroi urbani che combattono contro la degenerazione, per la patria, la razza, i costumi, dio e tutte quelle stronzate lì, che le donne non le vogliono assolutamente col velo però meglio che stiamo a casa a figliare e cucinare e in silenzio a prender botte, questi esempi virili possono fare quel che vogliono a patto di non ammazzare che se per caso succede, mannaggia mannaggia qualche po’ di carcere te lo fanno fare ma tranquilli poi diranno che eri un bravo ragazzo!

Se invece le persone aggredite non crepano tutto a posto! Liberi di continuare a menar le mani. Che bello il loro mondo…possono prendere la gente a pugni, a sprangate, spezzare ossa, massacrare, menomare e nulla, se non ci scappa il morto a sti qua non succede nulla. Denunce? Diffide? Ma vaa…a loro tutto è consentito. Se poi come sempre più spesso accade indossano anche divise allora è il top, impunità quasi sempre garantita.

E niente, non so decidermi se questi tipi di soggetti mi facciano più pena per la loro evidente menomazione mentale (dentro la scatola cranica devono avere dei letame in fermentazione) o più schifo per la certezza che respirino la stessa mia aria e che sono ovunque ed in costante aumento e ognuno di noi potrebbe imbattersi in uno di loro. Il dubbio rimane ma intanto ho una certezza: senza costoro il mondo sarebbe senz’altro un posto migliore e meraviglioso…

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I clichè dei film

Non ce la posso fare… è più forte di me! Ci sono certi film che, tu sei lì che guardi e di colpo ti assalgono istinti omicidi verso gli attori, il regista e chiunque abbia avuto voce in capitolo. Mi riferisco a quelle scene senza senso o senza criterio per cui te, nei panni del protagonista dici: ma che sei scemo? Ma non funziona così! No dai…ma che cazz…e non puoi continuare a guardare perché ormai la magia è compromessa!

La lista delle cose che trovo irritanti è infinita. Tra le peggiori quelle scene dove i protagonisti entrano in una stanza buia, di solito un magazzino o un qualche laboratorio. Oh, appena accendono le luci c’è sempre quel rumore tipo tonfo di qualcosa e ste luci che si accendono un po’ alla volta. Ma che cazzo di interruttori hanno in America? Non lo sopporto.

I film americani poi sono sempre pieni di gomme che stridono…ma perché? E nelle scene di inseguimento? Oh, ma possibile che le auto li stanno sempre a decollare? Da noi si accartocciano…li appena si scontrano decollano! Poi, le esplosioni…se c’è un film americano quand’anche fosse ambientato nella preistoria prima o poi ci deve sempre essere qualcosa che fa il botto con enormi fiamme!

Ma che è? La lobbie degli effetti speciali non ti lascia girare un film se non ci metti almeno una esplosione? Va beh, sorvolo sulle armi da fuoco automatiche che possono bucare una corazza ma l’eroe si ripara dietro un tavolino e ne esce illeso! No no, lasciamo perdere perché ci sarebbe troppo da dire!

Scene e percorsi obbligati nei film orror/ thriller: scappano sempre verso il tetto (ok genio…arrivi sul tetto e poi? Voli?) o si infilano in tunnel misteriosi bui. Prendere e andarsene tra la gente no eh? Va beh…poi ci sono gli intrighi dove c’è sempre lo sfigato di turno coinvolto in qualcosa: oh, hanno sempre un amico haker capace di violare anche il pentagono, la Cia e qualsiasi satellite!

Oppure in alternativa hanno sempre l’amico ex truppe speciali di qualcosa nella cui casa ci trovi tutte le armi che vuoi incluso magari un carro armato in garage! Gente che sa fare tutto, dal pilotare un aereo o fare un intervento chirurgico o costruire la qualsiasi partendo da due graffette e del nastro adesivo! E non parliamo delle amiche…sempre gnocchissime all’ennesima potenza. Chi non ha amicizie così??

Poi ci sono le scene d’amore che sono di due tipi! Quelle caste dove scopano vestiti e zacchete, in un attimo senza che si siano levati o aperti nulla sono lì che ansimano come degli zulù e appena finito sono lì, vestiti e trucco e capelli impeccabili. Per non parlare delle scene sui tavoli dove…via… tutto giù per terra…che se hanno un portatile, lampade o altri oggetti che cadendo si distruggono a loro che gli frega…

Le altre invece prevedono la passione estrema…camice levate facendo saltare i bottoni, una furia che non prevede esitazioni, tessuti strappati che tu pensi: ma se lo avessi fatto io ad una che, ha speso cento euro dal parrucchiere, ha speso soldi per vestirsi carina per te comprandosi che so, un Valentino, che sotto indossa un intimo per cui ha fatto un mutuo trentennale…arrivo io e gli strappo tutto…ma quella minimo mi strappa le palle e di sicuro non me l’avrebbe data neppure fossi stato l’unico uomo dell’universo!

No dai, scene del tutto scollegate dalla realtà. E queste che si svegliano al mattino fresche come rose, capelli perfetti che tu dici: ma solo io mi svegliavo sempre con accanto una persona diversa da quella con cui ero andato a dormire la sera prima? Boh…capisco che la finzione è finzione ma dai…un minimo sindacale di realismo…non chiedo poi così tanto!

Poi ci sono i film in cui c’è sempre una squadra…e naturalmente sono sempre i migliori in quel che fanno! Cosa potrebbe andare storto? Beh ovvio… c’è sempre il traditore…e c’è sempre lo schizzato che se c’è un piano da seguire lui fa come cazzo gli pare! E c’è sempre un ex o una ex che ovviamente per magia diventano inseparabili perché se prima si erano lasciati non era mica perché qualcosa non andava!

Vogliamo parlare delle botte poi? Io capisco tutto…capisco che sei n superfisico campione di MMA, Kung fu, karatè e chi più ne ha più ne metta però…ti hanno sparato, ti hanno accoltellato, ti hanno tirato bombe a mano, hai sangue che esce a litri da ogni dove, hai preso ottocento cazzotti, testate sul naso, sediate e bottigliate in testa, sprangate e tu sei ancora lì in piedi? Possibile che solo io se prendo una sberla sto lì dolorante per una settimana? E dai su!

Altre cose poi riguardano la facilità nel trovare la password di un qualsiasi PC o sistema complesso…la facilità di trovare sempre un’auto aperta e con le chiavi vicino…la facilità di entrare nei posti più impenetrabili, di entrare nelle case altrui che a quanto pare le case americane sono tutte così: ingresso tutto blindato, videocamere ecc ecc ma tu fai il giro da dietro e c’è un cancelletto che ti porta a una porta che ovviamente è aperta!

Beh, a me inizia davvero a venire il dubbio che, le sceneggiature dei film le scrivano i tre di Boris altrimenti non si spiega! F4…invio…va in automatico…

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Scultura di Jago e ragazzi che la prendono a calci.

Sottotitolo: mi sono sentito piccolo piccolo

Devo fare qualche premessa. La prima è che, non conoscevo la persona che mi ha ispirato queste riflessioni e questo mi porta a credere che, sebbene io mi reputi una persona mediamente informata evidentemente non lo sono abbastanza. Potrei anche dire che forse è anche l’informazione a non fare il proprio mestiere e sappiamo tutto di Ilary e Totti ma tante altre cose non arrivano: forse è vero ma ciò non toglie il fatto che evidentemente ho delle lacune.

Un’altra considerazione riguarda sempre la mia persona. Non ho una formazione specifica in ambito artistico per cui tutto quel poco che conosco lo devo a quelle ore di educazione artistica fatte alle medie, quel po’ di storia, le visite fatte ai musei ogni volta che ne ho avuto la possibilità e qualche lettura sporadica qui e la o qualche documentario in tv. Insomma il mio approccio al mondo dell’arte è fatto in totale umiltà, non sono né un esperto né un critico e pertanto posso solo avere un personale approccio del tipo mi piace/non mi piace.

Detto ciò, l’altro giorno cercando altro, ad un certo punto, mi sono imbattuto in questo artista, uno scultore che mi ha da subito incuriosito: Jago. Non lo conoscevo, non sapevo della sua fama internazionale, non sapevo neppure avesse (grazie all’astronauta Parmitano) messo in orbita una sua scultura e non sapevo ovviamente che fosse italiano.

Immagine presa da: https://www.famigliacristiana.it/articolo/la-mia-pieta-volata-nello-spazio.aspx

E quindi incuriosito mi sono messo a cercare altro su di lui e direi che la mia curiosità è stata appagata. Ora, come detto nella seconda premessa, non ho alcun titolo per giudicare il suo lavoro, valutarne la tecnica o altro. Nessuno. Quello che posso dire è che quel che ho visto mi piace molto e mi ha portato a pensare che, se un artista moderno e contemporaneo fa qualcosa di bello o che a me piace evidentemente è perché ciò che ha prodotto è bello!

Potrebbe essere una banalità questa e però (anche se magari lui per primo non sarebbe d’accordo col mio pensiero) io penso ad altri artisti contemporanei che fanno opere e che…dite ciò che volete ma a me non dicono nulla. Non mi suscitano emozioni. Nulla. Opere che per “capirle” necessitano di qualcuno che ti dica che l’artista mentre sbatteva il mignolo del piede una mattina appena sveglio ha esclamato eureka e ha messo a muro con un cerotto un cetriolo per immortalare le sue emozioni!

Ecco, ripeto, con tutta la mia umiltà credo che l’arte diventa immortale e bella quando a chiunque suscita emozioni senza una spiegazione colta a latere. Poi, tra chi ne ha gli strumenti, magari l’opera la analizzi, valuti come hai dato una pennellata, come hai picchiato sullo scalpello ed altre varie ed eventuali ma, prima di tutto ciò che deve arrivare è una emozione. L’arte attuale, tranne rare eccezioni a me non dice nulla.

Vi starete chiedendo che c’entra il titolo a questo punto. Perché è ovvio che non è certo per questo che mi sono sentito piccolo. No no, semmai di fronte a queste persone eccezionali capaci di produrre bellezza mi sento fortunato a poterli ammirare. E penso che sarebbe bello se anche altri artisti esaltassero il bello che c’è: in questo momento storico ce n’è bisogno.

Invece, mi sono sentito piccolo e anche parecchio sbagliato quando, sempre cercando materiale su Jago mi sono trovato di fronte a questo:

“Jago e la sua scultura presa a calci a Napoli”

Segue il video che consiglio per farvi capire meglio;

Non ci giro troppo attorno: appena ho letto il titolo e appena ho visto le immagini mi sono trasformato in Hulk e se avessi potuto avrei preso a schiaffi ognuno di quei ragazzini. E scommetto che analoga reazione l’avrete avuta anche voi che leggete questo post. O almeno la maggior parte: dunque diciamo che siete in 10, almeno 9!

Poi però ho sentito le sue parole e visto cosa ha fatto dopo. Ed è lì che mi sono sentito un piccolo uomo meschino che, in fondo non è tanto diverso proprio da quei ragazzi pur con tutte le mie giustificazioni e motivazioni. Invece il gesto e le parole di questo artista sono state esemplari: quei ragazzi sono così perché nessuno li ha educati ad essere in modo diverso. Ecco, lui con il suo gesto credo abbia fatto qualcosa per cui quei ragazzi si saranno posti delle domande.

Più che la punizione (e non dico che comunque, specie in azioni più eclatanti non serva) quello che in questo periodo storico serve sono esempi ed esempi credibili ed autorevoli. Dire ad un ragazzo che ti ha preso a calci una tua scultura un ehi…vieni qui, prendi in mano lo scalpello e batti tu stesso sulla nuda pietra ha un valore incredibile. Quello uscito da lì avrà capito la fatica, la pazienza, il lavoro, la creatività ed imparato a rispettare tutto ciò.

Forse e dico forse, se al mondo vi fossero più esempi positivi e persone del genere il mondo sarebbe un posto migliore. Invece ci sono tante altre persone come me o anche peggio che forse pur essendo nel giusto di fatto agiscono nel modo sbagliato. Non so, io ho questo dubbio e se da un lato è vero che da ragazzino non avrei mai fatto nulla del genere è anche vero che questo periodo è diverso e forse la mia generazione e quella precedente non è stata in grado di essere da esempio. Io faccio il mio mea culpa e ammiro ancora di più questo artista che ho la vaga sensazione che sia anche un grande uomo.

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Un’altro di quei sogni assurdi

Era un bel po’ che non mi capitava di ricordarne uno visto che generalmente la mattina raramente ho traccia di quel casino che la mia capoccia combina la notte. In genere, quelli che poi ricordo sono sempre assurdi e naturalmente questo non poteva essere certamente diverso. Unica cosa è che stavolta non c’è stata alcuna traccia di erotismo neanche solo abbozzata.

Sarà anche questo un altro segnale del fatto che sto proprio invecchiando e neppure nei sogni c’è più spazio per fantasie del genere? Va beh, ad ogni modo resta l’assurdità di situazioni del tutto impossibili ma percepite come reali tanto da lasciarmi con diverse emozioni e perplessità come quando ci capita di fare qualcosa di non voluto e inebetiti chiederci poi: ma che sto facendo… speriamo non finisca male!

Comunque, ero in questo luogo non luogo, sempre posti indefiniti e c’era sta casa da cui , dalla vetrata della finestra vedevo un gatto, un gatto bianco che a sua volta mi fissava. Allora mi sono avvicinato alla porta di quella casa e, senza bussare o suonare ho afferrato la maniglia e…la porta era aperta per cui sono entrato! E già sta cosa nella realtà per me sarebbe impossibile! Ad ogni modo, una volta dentro quella casa, sono andato incontro al gatto!

Non mi sono preoccupato se ci f fossero padroni o altre persone. Vado dal gatto e, da uno zainetto che avevo tiro fuori una scatola di cibo per gatti così…come se normalmente io me ne andassi in giro con scatolette! Al che mi siedo accanto al gatto che evidentemente ha gradito il pensierino e, mentre sono lì che lo accarezzo di colpo si apre la porta e…entra la padrona di casa!

Questa, che certamente non conoscevo non fa una piega! Non urla…non si spaventa…non chiede chi cazzo fossi e perché fossi entrato senza permesso in casa sua…non si spaventa! Nulla di nulla! Semplicemente mi fissa con un misto di stupore, curiosità e incredulità e non dice nulla. Io per contro sono terrorizzato! Ho paura che chiami qualcuno che mi picchi o mi spari o che chiami la polizia. Sono impietrito e incapace di dire nulla. Unica cosa che percepisco sono le fusa del gatto!Rrrrr…rrrrrr…Rrrrr

La signora, per altro bella donna che in altri sogni passati certamente avrebbe indirizzato il sogno verso altri finali ad un certo punto esce dalla stanza…eccallà mi dico…mo so cazzi miei…ma resto lo stesso immobile incapace di scappare per la vergogna di aver fatto una cosa del genere! E mentre sono lì che penso a un avvocato da chiamare la bella signora torna con tè e biscotti! E mi sono svegliato.

Che dire? Un po’ ho letto sui meccanismi della mente ed il perché sognamo. In effetti ripensando alla giornata di ieri c’erano state diverse informazioni immesse in memoria. Una ad esempio era un video su YouTube di un ragazzo americano che rispondeva a domande sul loro stile di vita, sul perché nei film le loro case fossero sempre aperte e questa deve essere stata la base di partenza.

Poi avevo letto sta notizia sull’Iran e sul fatto che avessero fatto una legge per punire il possesso di cani e gatti perché giudicati una corruzione occidentale e che aveva prodotto il ban commerciale sulla importazione di cibo per animali con un incremento del mercato nero. Secondo tassello! La signora non so da dove fosse uscita ma forse era la tipa della banca di mio padre con cui avevo parlato qualche giorno fa.

Insomma…da sti tre/quattro elementi la mente ha poi elaborato tutta sta storia assurda che però davvero sembrava reale o per lo meno lo erano tutte quelle emozioni che sentivo. A quel punto però ero sveglio, ho guardato l’ora ed erano quasi le sei… sapevo che non avrei più ripreso sonno e così mi sono alzato, fatta veloce colazione e me ne sono andato a correre.

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Sette ore

Appena terminata la EVA (attività extraveicolare) che ha visto protagonista la nostra astronauta italiana Samantha Cristoforetti. Il termine usato in genere è quello di passeggiata spaziale mutuato dallo space walk americano. Il termine però a me non piace perché, sebbene sia affascinante la parola passeggiata richiama qualcosa di leggero, quasi un ozioso divertimento.

Ed invece è tutt’altro che qualcosa di divertente e, sebbene è sicuramente una esperienza unica (e per pochi!) è un lavoro estremamente difficile oltre che pericoloso e rischioso dove ogni minima disattenzione può causare un disastro. Ora, immaginate di restare per sette ore dentro una tuta spaziale che, lasciando stare i film, pare più un sarcofago e forse potete iniziare a farvi una idea.

Mi sono guardato la diretta NASA e una idea me la sono fatta: sette ore li dentro, fuori nello spazio insieme al collega russo, parlando russo e mantenendo sempre la massima concentrazione. Sette ore durante le quali non è che ti fai una pausa se ti stanchi…niente pausa caffè o sigaretta…se ti viene da grattarti il naso non lo fai…un pannolone dentro la tuta e se devi fare plin plin te la fai inside!

No, decisamente non è per tutti. Oltre le doti fisiche e di preparazione tecnica (il suo ruolo è di ingegnere della missione) occorrono delle doti di infinita pazienza. Nulla a che vedere con quei film dove inevitabilmente c’è quello che sclera e inizia a sproloquiare! No, questa è gente con i nervi d’acciaio e una capacità di lavorare in gruppo fuori dal comune.

Il lavoro che dovevano fare prevedeva diverse cose a cominciare dal lanciare a mano 10 nanisatelliti per un esperimento di trasmissione radio. Poi dovevano assemblare un braccio robotico dell’agenzia europea e sistemare degli schermi protettivi. Hanno fatto quasi tutto perché il braccio robotico ha portato via più tempo del previsto. Dovranno quindi riuscire.

Un’altra cosa che mi ha molto colpito è stato il gran numero di moschettoni a cui ogni cosa è legata (loro inclusi) a filo doppio. In pratica, ogni azione è frazionata in metti gancio, togli altro gancio, spostati, ripeti operazione, prendi oggetto, togli gancio, metti gancio e così via! Tutto perché, mentre sei a 400km di altezza e viaggi a 36mila km/h, l’ultima cosa che vuoi è perderti qualcosa o finire nello spazio.

Quindi tutti movimenti lenti per altro fatti con quegli scafandri dove sì, nuovi braccia e gambe ma i movimenti sono limitati. Il casco ad esempio ti impedisce di piegarti: davanti o ai lati non vedi infatti hanno degli specchietti sulle maniche per ovviare al problema. E poi…hanno quei guantoni che mi chiedo come facciano ad avere la sensibilità del tatto e del tocco!

Insomma, è davvero un lavoro duro ed estremo considerando che sei nello spazio e solo pochi millimetri di quella tuta ti separano dai -100° all’ombra o 120° al sole che ci sono fuori. Tra l’altro, a differenza di Parmitano che usò una tuta americana e rischio di annegare per un problema del casco lei ha usato invece una tuta russa per cui non vedrete sue foto con la classica tuta tutta bianca.

Ah, altra cosa che stavo dimenticando: al tempo di lavoro fuori extraveicolare va aggiunto il tempo all’inizio ed alla fine in cui come per i sub fanno l’adattamento alla pressione che ci sarà nella tuta prima (dove respirano solo ossigeno) e nella stazione poi quando dovranno tornare a respirare aria. Quindi il tutto dura ben più di sette ore. Detto ciò, il primo Pirllon che mi viene a dire che le donne non sono adatte per le discipline tecniche direi che vince un vaffanculo tecnico senza ritorno: li vorrei proprio vedere certi fenomeni al posto della Cristoforetti!

Bene, ultima considerazione, giuro, ma considerando che è stata la prima donna europea a fare un lavoro del genere il mio entusiasmo direi che ci sta tutto e mentre qui a terra insulsi personaggi giocano a fare i grandi li, nello spazio c’è chi rende orgogliosi di sapere che esistono anche persone così che fanno la storia con i fatti e non a chiacchiere. Infinita stima per questa donna.

Dalla NASA
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Paragoni impietosi…

Ci sono stati diversi personaggi storici di grande spessore che, hanno, ad un certo punto della loro vita, magari per sottolineare un momento o per incitare ad una svolta, pronunciato delle frasi che sono rimaste nella storia e che sono addirittura diventate parte integrante del linguaggio come ad esempio “il dado è tratto” detto da Cesare o ” avrete lacrime e sangue” pronunciato da Churchill.

La storia direi che è piena di queste frasi celebri e citerò giusto quelle più famose che tutti conoscono:

  • È un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità.(Neil Armstrong)
  • Parigi val bene una messa (Enrico IV)
  • L’unica vera saggezza è sapere di non sapere nulla.(Socrate)
  • Qui si fa l’Italia o si muore (Giuseppe Garibaldi)
  • Io non so con quali armi sarà combattuta la terza guerra mondiale, ma so che la quarta sarà combattuta con pietre e bastoni.(Albert Einstein)
  • Chi ha mai sentito parlare di una rivoluzione in cui ci si prende tutti per mano e si canta “We Shall Overcome”(Malcom X)
  • Chi comanda dev’essere conciso, preciso. E sempre saldo al timone.(Charles de Gaulle)
  • Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.(Mahatma Gandhi)
  • Il fascismo non è un’opinione, è un crimine.(Sandro Pertini)
  • La patria è dove si sta bene(Marco Tullio Cicerone)
  • Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola(Giovanni Falcone)
  • Un’ingiustizia commessa in un solo luogo è una minaccia per la giustizia in ogni luogo(Martin Luther King, Jr.)
  • Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese(John Fitzgerald Kennedy)
  • Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto.(Thomas Jefferson)
  • Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto.(Nelson Mandela)
  • Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.(Winston Churchill)
  • Se non noi, chi? Se non ora, quando?(John Fitzgerald Kennedy)
  • Fa ciò che senti giusto nel tuo cuore, poiché verrai criticato comunque. Sarai dannato se lo fai, dannato se non lo fai.(Eleanor Roosevelt)
  • Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.(Jurij Gagarin)
  • “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela”.(Enrico Berlinguer)

Direi che basta così… Ognuna di queste frasi, detta da chi la pronunciò suona in un modo autorevole, carismatico perché quelle persone, ognuna di loro, avevano determinate doti, avevano competenza in ciò che facevano ed avevano indubbiamente una enorme caratura morale. Bene, credo che su questo possiamo tutti essere d’accordo giusto?

Ok, veniamo ai giorni nostri…

  • Gli oceani si stanno alzando? Avremo qualche casa vista mare in più». (Donald Trump)
  • Fine della citazione, ripeti la frase (Joe Biden leggendo il gobbo)
  • Cosa preferiamo la pace oppure star tranquilli con l’aria condizionata accesa tutta l’estate? (Mario Draghi)
  • La millenaria democrazia francese… ( Luigi di Maio)
  • Preferirei non avere un figlio gay. (G.Meloni)
  • Alla costruzione del tunnel tra il CERN e i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento…( Maria Stella Gelmini)
  • Macron piace a tutti quanti voi come se fosse Napoleone ma almeno quello combatteva sui campi ad Auschwitz e non nei cda delle banche d’affari”( Alessandro di Battista)
  • Vi porto i saluti di uno che si chiama… uno abbronzato… Ah, Barack Obama (Silvio Berlusconi)
  • Certo sono stata in Inghilterra, sono stata a Dublino…(Giorgia Meloni)
  • Qui le condizioni di un neo-rinascimento. Sono invidioso del vostro costo del lavoro (Matteo Renzi)
  • Io sono con Berlusconi: Berlusconi mi dice quello e io faccio quello. Io sono… Io sono un fan, dipendente e fanatico, ehm, chiamalo come vuoi (Antonio Razzi)
  • «Sono donna, madre e cristiana e non me lo toglierete»(Giorgia Meloni)

Ok… direi che può bastare no? C’è poco da aggiungere, il livello è questo. Potrete anche andare a votare una settimana sì e l’altra pure ma se vai in un campo di rape e ti aspetti di raccogliere orchidee la vedo difficile…

PS. Avrete notato che tra i grandi personaggi del nostro tempo non c’è neppure una citazione di mastro ciliegia alias felpa pig, colui che addirittura è entrato nel dizionario Treccani con il termine salvinate…roba di alto livello! Vero…ma che dire…mi sono trovato in difficoltà a sceglierne qualcuna tra le migliaia di salvinate appunto sparate ogni giorno: più che un post servirebbe una enciclopedia quindi umilmente ho lasciato perdere…

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Desideri inutili

L’altra mattina mentre correvo invece di metter su la mia playlist negli auricolari ho avviato l’app delle radio giusto per sentire qualcosa di diverso ogni tanto anche se, poi, di fatto, Virgin trasmette molta della musica che ho salvata. Ma va beh, ogni tanto qualche variazione c’è! Unico problema è che, anche se poca trasmette anche della pubblicità…

E così, ad un certo punto ascolto questo dialogo che riporto a memoria ma grosso modo uguale:

Dai caro, muoviti che andiamo da pincopalla! C’è la nuova promozione al 40% su tavolini, sedie e accessori da giardino! E lui che risponde: ma noi non lo abbiamo un giardino! Abbiamo solo un balconcino! ‘Ndo cazzo la mettiamo tutta sta roba! (Questo era implicito!)E la tipa di rimando: ma che ti frega, c’è la convenienza e poi c’è anche il balcone dei tuoi!

Ecco, mentre ascoltavo e correvo pensavo che dietro questo insulso dialogo c’è la perfetta fotografia di questo tempo dove le nostre vite sono vissute all’insegna del consumismo più insensato. Di pari passo c’è una corsa alla produzione che porta a produrre sempre di più nel minor tempo possibile affidandosi ad un marketing che crea desideri e bisogni spesso inutili.

La gente poi ne resta come ammaliata e scattano meccanismi anche di invidia perché se l’amico, il parente o il vicino ce l’hanno allora dobbiamo averlo pure noi ma migliore, più grande, più bello, più più più. Del fatto che di una determinata cosa non ne abbiamo realmente bisogno…non interessa…in fondo se ti dicono che te lo stanno vendendo al 40 o 50 o 80% di sconto è un affare!

Un affare del genere è un regalo e si è mai visto qualcuno rifiutare un regalo? E così, si continua a comprare e si continua a produrre per avere beni non necessari mentre, di pari passo, sempre più grandi fette di popolazione fanno invece fatica ad accedere ai beni primari e necessari dove, nessuno fa sconti tanto si sa…certe cose le devi comprare per forza.

Questo è il nostro tempo. Tutto basato su desideri indotti. Ed io mi sento sempre più lontano da tutto ciò con la mia auto del ’98, il mio portatile del 2012 e un armadio che, quando vi entra qualcosa di nuovo indice festa nazionale! E se non fosse che, oggi, tante cose sono congegnate per non durare o non essere riparate continuerei ad usare tantissime altre vecchie cose perché, sarò pure antiquato per certi versi ma finché qualcosa funziona e non è rotta o prossima a farlo non vedo perché cambiarla!

Certo, magari qualcosa ogni tanto mi piacerebbe anche averla però, valuto sempre attentamente se davvero mi serve. Di sicuro sono fuori target per i pubblicitari…potete ammaliarmi quanto volete ma con me non attacca anche perché non sono un invidioso e nemmeno amo esibire cose o vestiti. Uso ciò che mi serve e punto. Ora mi si dirà: ok, ma se tutti facessero come te l’economia crollerebbe! Mmmm…si… forse…ma siamo sicuri sicuri che questo sarebbe un male?

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Ma fatela finita!

Sembra che siamo diventati tutti bravissimi a polemizzare contro quelle che sono a tutti gli effetti polemiche inutili, spesso strumentali e altrettanto spesso ipocrite e inutili. A mio avviso il meccanismo sembra essere quello di chi, accetta di “schierarsi” con quella che al momento sembra essere la causa delle cause per cui alla fine ci si sente dalla parte giusta e via…che bello…coscienza a posto e passiamo alla prossima!

La grande causa del momento è quella di dare addosso a quell’evento itinerante che si svolge (orrore!) sulle spiagge italiane e che a quanto pare è quanto di più dannoso vi sia per l’intera umanità e la natura! Del cambiamento climatico, delle emissioni di CO2, dell’inquinamento, dei rifiuti, dei roghi (vedi Roma), di un modello di sviluppo incentrato sulla crescita continua, della salvaguardia vera del territorio con la realizzazione di strutture, della manutenzione degli alvei dei fiumi o dell’adeguamento antisismico, della costruzione di edifici abusivi ecc ecc diciamoci la verità: non frega un cazzo a nessuno!

Ma guai a creare un evento sulla spiaggia…signoraaaaaa le tamericiiii!! E già, come se poi non fossero sotto gli occhi di tutti le nostre città dove quegli stessi spazi per cui, a seguito di questa polemica, ci si strappa le vesti, non fossero lasciate naturalmente all’incuria ed al degrado e non fossero ricche di rifiuti abbandonati, di lerciume e di ogni cosa possibile ed immaginabile. Gente che nemmeno conosceva il nome di una pianta endemica che improvvisamente è diventata esperta botanica quando fino ad ieri, su quelle stesse piante al massimo ci lasciava una pisciata o ci portava il cane a cacare!

Ora, a me di Jovanotti non può fregar di meno. Non mi è mai piaciuto e ci sta perché ognuno di noi ha i suoi gusti. E ci mancherebbe. Però non è che ogni volta che qualcuno che non amiamo fa qualcosa bisogna dargli addosso per partito preso. E’ un comportamento simile a quello degli haters. Ho letto post ed articoli sulla vicenda nonché commenti e il meccanismo è sempre lo stesso: il punto focale è “l’artista” che non sa cantare, che si crede stocazzo, che fa il filosofo, che parla di ambiente ma poi lo calpesta e via dicendo. Cosa non ho mai trovato?

Non ho mai trovato fatti. Non ho mai trovato foto e video che documentino il prima ed il dopo del suo passaggio. Ho sempre invece trovato tutta una serie di accuse o di dubbi che sarebbero anche legittimi e giustificati se però posti in una maniera intelligente. A me non è sembrato che fosse così. Mi sono sempre sembrate polemiche fatte per partito preso. E non mi piacciono. Come non mi piacciono gli usi di determinate parole come ad esempio scempio, devastazione, distruzione ecc.

Avrei per altro capito gli allarmi se questi eventi si fossero svolti in aree protette e davvero delicate ma…cazzo…si svolgono in aree normalmente frequentate da gente che per altro normalmente si comporta da incivile lasciando monnezza ovunque. L’uso delle parole è importante. Io se uso la parola devastazione penso ad un evento traumatico di portata consistente. Un bombardamento, una esplosione, un grande incendio, un sisma, una alluvione sono tutte manifestazioni naturali e non che, cambiano radicalmente il territorio lasciandolo appunto devastato perché irriconoscibile.

In coscienza mi chiedo se dopo un evento del genere si possa davvero usare quel genere di parola soprattutto in un conteso dove mi pare ci abbiano messo la faccia dicendo che subito dopo puliranno e risistemeranno l’area. Cosa che per altro non avviene nella maggioranza di altre situazioni quotidiane. Ecco…questo è semmai da vedere dopo (non prima) ed eventualmente dire: ehi…hai raccontato un sacco di cazzate…guarda qui e qui…come la mettiamo? Invece non mi pare sia accaduto nulla di tutto ciò.

Certo, quando una moltitudine di persone si muove per eventi di massa, che siano concerti, eventi sportivi, religiosi, politici l’inciviltà spesso la fa da padrona e subito dopo resta lo schifo ovunque. Ma questo da chi dipende? E visto che ciò vale per ogni tipologia di evento di massa che facciamo? Li vietiamo tutti? O iniziamo ad imparare a gestirli? Oltre che a comportarci meglio! Gridare al lupo al lupo solo in determinate situazioni a me pare pretestuoso. Oggi con i social si montano in un attimo polemiche che sono spesso assurde. Ma ve lo immaginate se ci fossimo trovati nel 1969 a Woodstock o nel 1969 all’isola di Wight? Probabilmente quegli eventi memorabili non ci sarebbero stati…

Credo che si stia esagerando. Troppe polemiche farlocche. Non pretendo di avere la verità in tasca e magari qualcuno mi smentirà mostrandomi cose che non conosco però…non raccontatemi cazzate dicendo che una spiaggia normalmente aperta al pubblico dove avviene di tutto per mesi mette in pericolo quella tal specie o quella tal fauna perché non è credibile. E queste battaglie a me sembrano invece deleterie per la causa vera di cercare di avere un mondo migliore anche prendendoci davvero cura del nostro ambiente ad un livello macroscopico e non di qualche centinaio di metri quadrati che, non sono certo una riserva naturale o un area protetta.

Ma a quanto pare in questa epoca queste sono le grandi battaglie da social che prendono piede. Come l’altra finta polemica sui Maneskine ed il Covid. Polemica che ha ignorato mesi di riaperture di tutto, stadi, palazzetti, processioni, chiese, pali, eventi in ogni dove, campagne elettorali, comizi…Di colpo sembrava che il Covid fosse tutto concentrato lì al Circo Masimo! Ripeto,fino ad ora c’è stato di tutto di più ma il problema erano 4 ragazzi che, mica sono i Led Zeppelin o i Beatles! E grazie al cazzo che non lo sono! Gente che non ha fatto nulla, che fa solo cover! E allora? Anche i miti del rock prendevano spesso spunto coverando o riarrangiando brani della tradizione popolare e blues. Lo stesso Paul McCartney parlando dei Rolling Stones all’epoca disse “sono solo una cover band blues”! Per dire…

Insomma anche qui comportamenti infantili da haters e polemiche per partito preso. Ripeto, come Jovanotti a me nemmeno dei Maneskin frega nulla come non mi interessa della trapp o di altri generi ma non per questo mi sento in dovere di attaccare tutti loro ogni qual volta c’è un pretesto per farlo. Ignorarli va benissimo. Se uno mi chiede cosa preferisco dico la mia, se mi chiede un giudizio su queste persone dico la mia ma poi stop…la cosa finisce li dopo che ho argomentato. Non vado sui social a spargere veleno.

C’è ovviamente da dire che a tutto questo gioco si presta la solita stampa su cui stenderei un velo pietoso: da una parte alimentano a loro volta queste polemiche e dall’altra le creano e cavalcano quando o non c’è un cazzo da dire (perché prima o poi anche bevete tanta acqua e state all’ombra stanca!) o perché interessa alzare polvere e fumo per distrarre da altro cosa in cui siamo sicuramente campioni del mondo. Ecco, questo post sarà sicuramente impopolare ma sticazzi…io credo che sarebbe davvero il caso di farla finita di giocare al dagli addosso al capro espiatorio di turno…

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Io come Brad Pitt

No, non ho sicuramente il suo conto in banca! Non ho sicuramente la sua fama! Non ho certamente la sua (o meglio le sue!) casa! Non ho il suo fisico e il suo sex appeal! Non ho nemmeno una ex moglie come Angelina Jolie ed una storia con un’altra strafiga come Lykke Li o altre frequentazioni altrettanto gnoccherrime! No, nulla di tutto ciò! E allora? Cosa mi accomuna a lui?

Bene, a quanto pare in comune con lui ho una “malattia” o, per meglio dire una disfunzione (che a quanto pare non è stata però ancora diagnosticata) legata alla memoria visiva. Infatti leggevo che ha affermato di avere questo problema che lo mette in condizione di non riconoscere i volti delle persone:

ROMA – “Non riesco a riconoscere il volto delle persone“. A parlare è Brad Pitt, che in una lunga intervista a GQ si è aperto sulle sue condizioni di salute. L’attore ha raccontato di soffrire di prosopagnosia, un deficit percettivo che, in realtà, non gli è stato ancora diagnosticato. “Nessuno mi crede“, si è sfogato. La sua paura è quella di aver fatto la figura dell’uomo distaccato e superbo quando in passato ha ‘ignorato’ persone conosciute a causa del suo disturbo.

Qui l’articolo

Ecco, forse la sua forma è più grave della mia visto che, io almeno le persone a me vicine le riconosco! Ma con le altre è un casino. E la cosa mi ha sempre creato molto imbarazzo. Per me funziona così: se una persona la vedo sufficientemente spesso allora la “fisso” nella mia mente e non ci sono problemi ma se ciò non accade semplicemente il suo volto diventa nebuloso.

Se mi presentano una persona che, può essere una nuova conoscenza o un collega o una donna, anche conoscendone il nome se per caso la incontro dopo qualche giorno è molto probabile che io non la riconosca per cui, magari sto camminando per strada, incrocio la persona e…tiro dritto! Ovviamente chi non mi conosce bene potrebbe restarci male e pensare: ma guarda sto stronzo…mi ha visto e fa finta di non conoscermi!

Un’altra cosa che ho notato è che io tendo a contestualizzare le persone a determinati luoghi per cui è come se nella mia memoria potessero esistere solo in quei contesti! Al di fuori di essi è come se non mi aspettassi che qualcuno possa vivere per cui semplicemente non lo vedo. Un collega può esistere solo in un teatro, una conoscenza fatta che so in un pub può esistere solo lì e così via.

Ad esempio, quando vado a correre ai mattino incontro svariate persone a cui ho affibbiato dei nomignoli. Lì, in quel luogo riconosco sempre tutti perché sono volti quotidiani. Ma se qualcuno di loro lo incontrassi al supermercato o altrove 9 volte su 10 non lo riconoscerei anche perché poi subentra il fatto che lì, nel loro contesto, riconosco come sono vestiti. Ma magari, una donna che lì ha una tenuta sportiva se la incontro altrove, fuori dal contesto, vestita normale, magari truccata e pettinata…beh…allora nulla, vuoto totale!

Ho anche l’aggravante ulteriore che sono leggermente miope per cui, magari in un momento non ho gli occhiali, qualcuno mi saluta da lontano e io…faccio la figura dell’imbecille perché resto lì impalato a cercare di capire chi cazzo sia! Poi magari la persona si fa sotto e, pur vedendola bene non succede nulla…non la riconosco, il mio data base non fa la dovuta associazione viso-nome-altre informazioni. Insomma…figura di merda garantita!

Ovviamente non riesco neppure a riconoscere persone famose proprio perché se decontestualizzate dal loro ambiente naturale non esistono! E negli anni figure di merda colossali ne ho fatte a josa come quando non riconobbi Selen (la pornostar) e mi ci misi a parlare chiedendole come si chiamava tra le risate dei colleghi. C’è da dire che da vestita era proprio diversa! O quando scambiai Nicola Savino per un cameriere chiedendogli se mi portava del formaggio che naturalmente…mi portò tra le risate di tutti!

Che dire, negli anni la cosa è stata davvero imbarazzante. All’inizio cercavo di fingere…ciaoooo…come stai? Che ci fai qui? Da quanto tempo… aspe’dove ci siano visti l’ultima volta? Ecco…erano tutte domande di circostanza che a me servivano per dedurre chi cazzo avessi davanti! A volte ci riuscivo perché magari veniva fuori il nome di qualche conoscente comune oppure di una città e allora scattava quel clic che mi sbloccava tutto il data base!

Altre volte invece… buio assoluto! Dissimulavo ma mi sentivo una merda. E quando la persona andava via semplicemente restavo li come un ebete a chiedermi chi fosse quella persona senza ovviamente riuscirci. Brutto davvero. Poi c̶r̶e̶s̶c̶e̶n̶d̶o̶ invecchiando ho cambiato modo di fare. In fase di presentazione o di nuove conoscenze faccio subito la mia dichiarazione: oh…se mi vedete e non vi saluto è perché non riconosco le facce quindi…non prendetevela e se volete siate così gentili e pazienti da farlo voi!

Se invece sono persone magari marginali ma che magari mi riconoscono per qualche ragione (soprattutto in ambito lavorativo) allora, nel caso di un inizio di conversazione chiedo subito, spiegandone le ragioni, chi siano e dove mi hanno incontrato/conosciuto. Mi sembra più giusto e rispettoso fare così oltre al fatto che, mi evita di star lì a scervellarmi per ore senza arrivare a nessuna conclusione! In alternativa, se vedo qualcuno che non capisco chi sia e ci sono altre persone allora chiedo a loro.

E niente…caro Brad ti capisco! Ho letto che vorresti incontrare qualcuno come te…beh… fratè…eccomi qua…io ci sono… C’è solo un piccolo problema: è molto probabile che io non ti riconosca! Non è che poi ci resti male? Facciamo così, per non sbagliare diamoci appuntamento in un ascensore ok?! E oh…offri tu il pranzo naturalmente!

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Diabolik

Ho amato i fumetti ed i suoi personaggi. Ne avrò letti quasi 800. Un capolavoro ad opera di due donne, le sorelle Giussani, che hanno creato un genere in un’Italia che, negli anni 70, era così permeata di quel bigottismo e finto perbenismo borghese che il fumetto era sottoposto alla censura ed era vietato ai minori!

Ci furono tante polemiche ad opera dei soliti moralizzatori benpensanti ma, quelli, non mancano neppure ora! Gente così ottusa ed incapace di comprendere che, un opera, sia essa letteraria, cinematografica o appunto un fumetto rientra nel campo della fantasia e, sarebbe bene chiarirlo una volta per tutte, non ha nessun dovere educativo.

Un opera può piacere, può non piacere ma non può esserci nessun ente, stato, persona o organizzazione che debba decidere chi possa o non possa usufruirne. Va bene, questi preamboli per raccontare ciò che rappresentò Diabolik in quella Italia. Quello che invece in molti non hanno saputo cogliere è stato come questo fumetto abbia fotografato il cambio di costume di quell’Italia.

Partendo dai primi fumetti fino ad arrivare agli ultimi, si vede tutto ciò perfettamente. Un personaggio soprattutto è quello che si evolve ed è Eva Kant. Sebbene sin da subito la sua comparsa ha disegnato il carattere di una donna forte, intelligente e astuta all’inizio era praticamente di contorno, molto in secondo piano rispetto a Diabolik. Ma via via che passavano gli anni è diventata sempre più presente e protagonista cogliendo in pieno l’evoluzione della donna italiana.

E del resto erano gli anni del post sessantotto, del femminismo, delle lotte per il divorzio, l’aborto, contro il delitto d’onore e contro un certo conformismo che si rifletteva nel vestiario ad esempio. Insomma è stato un fumetto che fotografava un cambio. Bene, tutta questa premessa da appassionato per parlare invece del film dei Manetti Brothers che ho visto ieri.

Lo dico subito: nel complesso benino ma con un neo. Il protagonista. No, lui, Luca Marinelli, non mi è piaciuto per nulla. Semplicemente non ci azzecca con quello che è il volto ed il carattere del fumetto. Già quando presentarono il progetto la scelta la trovai azzardata però mi dissi che magari poi lo avrebbero truccato a dovere. Invece no. Delusione!

Ma anche la recitazione…eddai…stai interpretando un criminale leggendario, uno sicuro di sé, freddo come l’azoto liquido e te me lo interpreti con quell’aria da coniglio bastonato? Decisamente bocciato. Invece Miriam Leone nella parte di Eva Kant è perfetta e devo dire che è stata una bella sorpresa perché ha incarnato perfettamente il personaggio.

Bravo anche Mastandrea nel ruolo dell’ispettore Ginko. Non proprio somigliante nell’aspetto ma almeno ben caratterizzato anche se, va detto che l’ispettore originale è un po’ più deciso mentre Mastrandrea lo rende più compassato. Ma ci può stare. La fotografia non presenta quelle caratteristiche dei film d’azione patinati ma è più fumettistica e tutto sommato questa scelta non mi è dispiaciuta.

Sicuramente non era facile fare questa trasposizione però, protagonista a parte che proprio non digerivo,come ho detto, alla fine il film tutto sommato funziona e si è lasciato guardare nonostante conoscessi già la storia apparsa nel terzo fumetto. Credo si potesse fare molto meglio dal punto di vista dei dialoghi e della recitazione anche degli attori comprimari. Forse anche il ritmo poteva essere migliore. Insomma, a dargli un voto arrivo ad un sei meno meno. In definitiva però mi aspettavo di più nel senso che potenzialmente era un film da nove ed è stata un’occasione mancata.

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Auto nuove

Leggevo questi articoli sulla nuova normativa europea che dal 6 luglio obbliga i costruttori di auto ad implementare anche il sistema di controllo dei limiti di velocità e…ho maturato alcune perplessità in merito.

Ora, sebbene sia un vecchio automobilista vecchio stampo con alle spalle talmente tante migliaia di km percorsi che ormai pur di non mettermi più al volante farei guidare anche il mio gatto non sono affatto contrario a tutte quelle innovazione tecnologiche per aumentare la sicurezza che nel tempo si sono via via succedute.

Dal controllo della frenata (ABS) a quelli del controllo del mantenimento della corsia, della trazione, della frenata d’emergenza per ostacoli improvvisi ed altri che avendo un’auto vecchia neppure conosco li trovo utili. Qualcuno come l’assistente al parcheggio o alla partenza in salita li trovo per me non necessari ma ok, ci sta.

Non so se riuscirò ad abituarmi al cambio automatico quando prima o poi dovrò prendere una nuova auto ma, sarò contento di trovare tutta quella tecnologia sulla sicurezza che ora non ho. Ora però ho dei seri dubbi su questo nuovo dispositivo (ISA) che appunto interviene se, l’auto si accorge che hai superato i limiti di velocità.

Ora, qui apro una parentesi sul fatto che i limiti di velocità spesso sono assurdi perché probabilmente pensati per chi guidava un calesse. Altre volte invece sono cervellotici…50-70-80-50 tutto in magari mezzo chilometro! Altre volte sono delle vere e proprie trappole per fare cassa con gli autovelox ed altre volte ci sono ma non ci sono perché abbattuti, inghiottiti dalla vegetazione o sbiaditi. Insomma sono un casino.

Detto ciò leggendo di questo sistema che prima ti avvisa, poi ti fa vibrare il sedile e/o il volante e poi se sei restio interviene sul pedale dell’acceleratore spingendo al contrario… ecco…a me sta cosa non mi dà tanto motivo di vederci un aiuto alla sicurezza. Anzi…

Ora potrei sbagliare, potrei non aver capito e magari il dispositivo abbinato ad una AI riuscirà a valutare la cosa nel modo giusto però mi chiedo cosa succede se, su una strada statale o similare (non autostrada insomma) io inizio un sorpasso. Mettiamo che il limite sia 80. Il tipo da sorpassare mi va a 78! Io se lo passo a 80 ci metto una eternità! Allora accelero diciamo fino a 100!

Lo faccio per due ragioni: la prima è di concludere il sorpasso il prima possibile e quindi levarmi da una situazione di potenziale pericolo e la seconda perché magari nella corsia opposta sta sopraggiungendo un altro mezzo per cui meno ci metto e meno c’è il rischio che quell’altro mi si spiaccichi contro! Mi pare ovvio no?

Bene…se ci sarà questo sistema che succede? Volutamente mi rallenta fino a portarmi agli 80 per restare nei limiti? Se davvero lo facesse mi metterebbe in pericolo perché la mia valutazione della strada, del veicolo da superare e di un eventuale veicolo in lontananza sarebbe falsata non avendo più io alcun controllo.

Ecco, mi piacerebbe sentire qualche parere a riguardo. In attesa delle auto a totale guida automatica…a quel punto…uno alza proprio le mani e amen…fate vobis! Dubito che ne avrò mai una ma di certo quello sarà il futuro. Per ora però abbiamo queste e, sarebbe giusto che la gente sapesse guidarle…

https://tecnologia.libero.it/cos-e-isa-intelligent-speed-assistance-obbligatorio-6-luglio-2022-58672

https://www.repubblica.it/tecnologia/2022/07/05/news/obbligatorio_il_limitatore_di_velocita-356648901/

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Silvia, Beatrice, Lucia e le “brave ragazze”…

Le avete notate le virgolette? Spero di sì perché prendendo spunto da un post (questo) sulla pallosità di una figura femminile manzoniana come Lucia Mondello mi sono imbattuto poi in alcuni commenti in cui, parlando di donne è saltata fuori la frase “brave ragazze” che è indubbiamente un concetto distorto e legato a doppio filo alla religione e che per tanto a me proprio non piace.

Nella nostra letteratura la Lucia nazionale, così sottomessa e timorata di dio ( le manca solo di indossare un burka) non è sola e, non meno famosa, è la Silvia leopardiana che, è descritta come una spensierata fanciulla che cresce intenta a fare i tipici lavori femminili di casa per cui ovviamente è contenta sapendo anche che è quello il suo futuro! E vai, altre schiave ne abbiamo?

La Beatrice di Dante rappresenta la purezza dell’amore ideale ed etereo e quindi senza sesso mentre per contro una donna vera, perché sanguigna e passionale come Francesca è sbattuta senza se e senza ma all’inferno segno che, se appena appena sei sospettata di essere un po’ zoccola e di essertela cercata, certamente non sei una brava ragazza.

Ora se queste sono le donne su cui poggia la nostra letteratura a me verrebbe tanta voglia di costruire una macchina del tempo per darglieli due schiaffoni a queste menti illuminate e illustri! O in una fantasiosa intrusione entrare nel romanzo, chiamare Renzo e dirgli: a zii…lassa perde, quella tanto non te la da e pure se te la desse…non ne vale la pena!

Ma ci sarebbe anche da prenderle una per una e dire a ste ragazze: ahooo…ma che state a di, che state a fa? Non dovete essere per forza così, non siete obbligate ad essere ciò che gli altri vogliono! Sentitevi libere e, siate voi stesse! E se vi viene voglia di farvela ‘na scopata fatevela che non per questo vi dovrete sentire sporche o cattive ragazze! E a questi uomini, al Papa, ai Pillon o Adinolfi di turno mandateli semplicemente affanculo!

Ora, per carità, capisco che erano tutti scrittori immersi in tutt’altra epoca dove la differenza tra noi ed i talebani o i sauditi o certi statunitensi non era poi così tanta e però…sicuramente nessuno di loro ha fatto nulla per cambiare di una virgola la condizione femminile. Nulla. Quindi, vero che quella era la realtà, quella la cultura ma anche loro un bel po’ maschilisti lo erano.

Che poi, io non ho mai capito questi uomini che hanno questo desiderio di controllo e anelano ad una donna sottomessa, inadatta per certi lavori, istruita nelle faccende di casa e come si diceva un tempo senza tanti grilli per la testa! Della serie volete delle bambole praticamente? Donne soprammobile che dove le metti stanno? Boh…ma non sarà che questo rispecchia solo il fatto che siete ottusamente limitati e intellettualmente castrati?

Non so, forse sono io che vedo tutto diverso ma io una come Francesca, vittima di femminicidio tra l’altro, fossi stato in Dante l’avrei collocata nel paradiso e magari nel posto più alto e all’inferno ci avrei mandato ben altri peccatori a cominciare proprio dal Boss! Sarai pure il creatore ma hai una mente malata e sadica se per te una scopata vale l’inferno e in terra lasci che ci si distrugge da milioni di anni e spesso in tuo nome!

All’inferno ci dovresti essere tu a bruciare e non Giordano Bruno o tante donne accusate di stregoneria! E va beh, sto bestemmiando lo so ma per chiarimenti se esisti sai sempre dove trovarmi! Nel frattempo te spiegami perché impedire l’aborto è una tua volontà con la scusa della salvaguardia della vita mentre gli stessi che hanno pronunciato quelle parole altre vite le spezzano. Ecco, quando mi avrai spiegato o avrete spiegato questa logica poi ne parliamo.

Fino ad allora continuo a credere e pensare che, una brava ragazza non debba essere come tradizione vuole ma brava ragazza lo è chiunque usa la propria libertà e la propria testa per vivere la propria vita al meglio delle proprie possibilità senza causare danni ad altre persone o a cose. Esattamente lo stesso principio che vale per il genere maschile. Questo è essere brave persone. La religione, la “purezza” sessuale non c’entrano proprio nulla. E sarebbe anche ora di fissarlo una volta per sempre questo concetto.

Di sicuro ecco, rimpiango il fatto che, ai tempi della scuola non avevo né la giusta sfrontatezza, né la giusta testa, né la giusta arguzia per presentarmi ad una interrogazione e ad una domanda su Lucia o Silvia o Beatrice e aver il coraggio di rispondere: queste donne sono una palla! Una donna così non la vorrei mai. Una donna così di ideale non ha nulla se non quello di un concetto distorto che è basato su un rapporto di subalternità dove, la donna è in una teca, su un piedistallo, da proteggere, ammirare ma pur sempre madre, santa e angelo. Una donna così rispecchia solo una visione maschilista che per secoli è stata tramandata come unica possibile.

Ora mi chiedo solo quanti professori di fronte ad una risposta del genere avrebbero premiato quel ragazzo! Secondo me nessuno o in una piccolissima percentuale. Non sarà anche per questo che la scuola non è in grado di insegnare a sviluppare un proprio pensiero autonomo? Non sarà che anche perché ci si aspetta che vi siano solo delle risposte preconfezionate che poi, di fatto, questa società rimane ineluttabilmente impaludata ed incapace di progredire ed anzi, sembra sul punto di tornare clamorosamente indietro?

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L’amor che move il sol e l’altre stelle…

Da due giorni ero al corrente di questa cosa visto che la produttrice mi aveva chiamato e mi aveva detto: Clà, sabato ci hanno chiesto di far leggere a fine spettacolo una lettera a cui sarebbe poi seguita una richiesta di matrimonio. Vedi un po’ di fare qualcosa: poi ti dico i posti dove staranno seduti. Occhei, e facciamo sta cosa!

E così sono passati due giorni in attesa dei quali è partito il toto scommesse! La poveraccia accetterà? E se non accetta? Miii…che sputtanamento per lui! E tutti a cercare di immaginare la situazione e che tipi fossero sti due! Di sicuro è una cosa inusuale: di solito ai saluti, sipario e tutti corriamo via per andare a cena e considerando che già andiamo tardi questa cosa avrebbe ritardato il tutto ulteriormente.

Va beh, alla fine è andata! Ora dire se sia andata bene o male non lo so nel senso che io di matrimoni che durano ne vedo sempre meno e l’incognita di ritrovarsi a vivere con una persona che solo poi inizierai a conoscere davvero è bella grossa! Certo, da orso asociale refrattario a tutto ciò gli auguro ogni bene.

Poi però penso anche che io non riuscirei mai a fare qualcosa del genere. A parte la mia naturale mancanza di ogni briciolo di romanticismo o quel che è (ve l’ho sempre detto che sono una brutta persona!) si sarebbero comunque sommate una certa dose di timidezza, di ritrosia nel condividere qualcosa che, nel caso, riterrei strettamente personale!

Inoltre ci sarebbe anche quella sorta di timore di ricevere un no e rimanere lì come un fesso cercando il modo di dimenticare il più in fretta possibile una serata che avrei voluto finisse diversamente! Insomma ecco…ste cose non fanno per me! Poi tra l’altro avrei avuto ah anche remore nei confronti della compagna: e se non le piace la sorpresa?

Insomma, probabilmente tra le tante ragioni del perché io sono rimasto single questa è una di quelle: difficilmente una donna potrebbe aspettarsi una sorpresa da me e, del resto, ogni volta che ho fatto qualcosa del genere è intervenuta la legge di Murphy a rovinare tutto oppure la lei di turno aveva altri piani!

E niente, alla fine però come avete visto la lei ha detto sì e il seguito dovrebbe essere un e tutti vissero felici e contenti! Come ho detto glielo auguro. A me però lei è sembrata un po’ fredda che pure io sono più espansivo ed è tutto dire! Insomma…ok il covid ma che cazzo ormai la frittata l’avete fatta e un bel bacio bocca su bocca senza mascherina ve lo potevate anche dare! Mmmm…ok tutta sta sceneggiata però mi auguro che a letto facciano più faville di così perché ahooo… l’amor che move le stelle ok, sì va bene però alla lunga quello sfuma!

E niente, chissà cosa ne pensate voi! Io inizio a pensare che oggi è l’ultima replica e da Firenze è tutto: a seguire si smonta e domani si torna a casa: un paio di giorni di ricarica e via si riparte di nuovo per un trittico che sarà impegnativo e faticoso più del solito.

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On the road again

Bello tornare a vedere le sale piene, bello tornare a lavorare a pieno regime, con tutta la passione che ci contraddistingue, con tutte le bestemmie di chi continuamente risolve problemi ma che poi trova sempre il modo di tornare a sorridere.

Ancora tre repliche e lasciamo anche Torino. Mi piace questa città, un po’ meno il teatro che come la maggior parte dei teatri italiani andrebbero ristrutturati o ricostruiti da zero ma tanto non frega un cazzo a nessuno e lo sappiano. Ieri sono riuscito anche a fare il turista avendo finalmente una mattina libera. Sono anche andato al museo egizio e me ne sono andato a zonzo. Volevo salire anche sulla Mole ma c’era troppa gente ed io odio le file.

Mi è piaciuto ritornare al museo. Ci ero stato tanti anni fa da bambino in una gita scolastica ma devo dire che rispetto ad allora questa è tutta un’altra cosa. C’è stato un ottimo uso della tecnologia per dare molte più informazioni. Inquadri un QR code col cel et voilà sai tutto!

Comunque bella città davvero. Mi piace il suo ordine architettonico, i suoi palazzi del centro e quei lunghi viali. Una delle mie preferite in cui torno sempre volentieri. Altri due giorni ancora e si ritorna a casa per ripartire di nuovo, si ricomincia…on the road again.

Altre foto…

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14 anni?

Ma che davvero? Miii…14 anni… quattordici…XIV anni…ma dove sono finiti? Il tempo passa e io non lo percepisco, resto sempre sospeso in un presente in continuo divenire dove passo da un ieri ad un domani senza rendermi conto che quel ieri è spesso riconducibile a mesi fa o appunto anni…

E niente, il tempo vola, non me ne accorgo e di colpo vedi questi annunci e ti ritrovi vecchio a domandarti come sia stato possibile. Va beh, andiamo avanti, oggi è un’altro giorno e passerà in fretta come tutti gli altri pure lui.

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