Condivido questo pensiero…

Non vi dirò subito di chi sono le dichiarazioni che citerò. Non lo farò perché in questi casi si sa che il preconcetto in questa nazione viene sempre prima della capacità di analizzare cosa si è ascoltato e soprattutto di comprenderne tutti gli aspetti. Non è mancanza di fiducia verso chi legge ma diciamo che è un esperimento per vedere se condividete il discorso al di la di chi l’ha formulato!

Tra l’altro, ho trovato questo intervento, certamente provocatorio e forte si, ma anche ben articolato, in un italiano che i politici che abbiamo possono solo sognare se solo ne avessero anche la capacità. Ma per chi ha investito tutto la propria immagine sul perenne odio e sul perenne scontro da campagna elettorale sognare (e sognare un mondo migliore) credo sia qualcosa di totalmente improbabile.

Ad ogni modo ecco l’intervento di cui mi sono innamorato soprattutto perché, oltre a coincidere con il mio sentire politico è esattamente tutto ciò che nessun leader politico di area progressista è stato capace di fare in questi ultimi trent’anni. Lei, perché di una lei si tratta lo ha fatto così:

Sono stata ‘stuprata’ da Salvini. Sono stata ‘stuprata’ da Salvini perché al di là di aspetti anche condivisibili (che pure ci sono) delle sue scelte concrete, e al di là del fatto che molte responsabilità non sono solo sue, Salvini ha riabilitato la peggiore cultura identitaria nazionalista, quella rappresentata dalla triade Dio-Patria-Famiglia. Babbo Natale, la Befana, niente Ramadan, sì al panettone rigorosamente a Natale, la colomba a Pasqua, la cucina tradizionale, i gay sì ma la famiglia solo quella tradizionale, i crocifissi rigorosamente nelle aule, Dio nei discorsi degli esponenti politici e tutta la plebe unita comunitariamente dai vecchi ‘sani’ valori identitari nazionali tradizionali. Non so voi, ma questa io la chiamo cultura di sapore fascista. Ed è uno stupro culturale di proporzioni immani. La questione dell’immigrazione, al di là dei complessi aspetti pratici su cui non intendo dilungarmi (la mia opinione è che una gestione razionale dei flussi migratori è — e soprattutto sarà — necessaria), è una questione culturale. Io non voglio vivere in un paese con una cultura ufficiale unica, cattolica di destra, nazionalpopolare. Io voglio vivere in un paese ateo, multietnico, con un’identità culturale che affondi le proprie radici nell’Illuminismo e nel marxismo più illuminato, e che sviluppi queste ultime all’altezza della modernità contemporanea. Il linguaggio grezzo, i modi spicci e i toni al limite del violento, invece, ci riportano a una cultura tribale che produce una violenza contro il diverso (come abbiamo potuto vedere) simile a quella che si dà in molte specie di primati non umani. Rispetto a tutto ciò, il genocidio è qualcosa di differente solo per grado.

Da Il Fatto Quotidiano

E niente, per me è da applausi.

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Gli emulatori…

La Parents Television Council, un’associazione americana di genitori, ha chiesto a Netflix di rimuovere il film Bird Box dalla piattaforma: «Netflix non può più fingere che la sua programmazione non influenzi il comportamento dei suoi spettatori. Mentre da un lato si applaude all’avvertimento posto dalla compagnia, dall’altro questo non significa che non ci sia più un potenziale danno agli spettatori».

Quando leggo queste cose a me parte l’embolo. Divento intrattabile. Son quelle cose che su di me hanno un po’ l’effetto pozione del dottor Jekyll e mi scatta una irrefrenabile voglia di prendere tutta sta gente e spedirla nell’iperspazio o in qualche buco nero. 

Che cosa è successo? Nel film Bird Box, interpretato da Sandra Bullock, un misterioso contagio scatena una crisi di follia collettiva — e suicida — nella popolazione mondiale; una follia che si propaga attraverso la vista. L’unico modo per salvarsi è bendarsi e cercare una via di fuga. Sui social si sono diffusi molti video di persone, famiglie e persino motociclisti alla guida mentre vanno in giro completamente bendati, il tutto accompagnato dall’hashtag #BirdBoxChallenge.

qui il seguito dell’articolo sul Corriere della Sera

Ora…io vorrei sapere perché quando si tratta di emulare un comportamento o una azione altrui è sempre l’imbecille che va ad emulare un qualcosa di pericoloso o deleterio. Mai e dico mai viene emulata una azione edificante, un qualcosa di positivo.

Ed allora a me sorge un dubbio: ma non è che per caso se uno è così idiota da bendarsi ed andare in giro in moto o di fare una qualunque altra cosa sconsiderata contro la ragione e la logica quell’individuo merita non solo di farsi male…ma proprio di scomparire dal pianeta?

Perché mi chiedo io dovrei preoccuparmi che un imbecille ci lasci le penne emulando “per gioco” quella che comunque è solo una finzione scenica? Perché non si prende invece atto che se concorri ai Darwin Award tu e tutta la razza tua meriti di estinguerti?

Ed allo stesso modo, perché non si estinguono tutti questi comitati di censura che vogliono andare a salvare chi è evidentemente insalvabile? Ma non sarà che quei ragazzi emuli sono così tanto deficienti perché hanno a loro volta ereditato la deficienza da questi genitori così attenti e preoccupati per i contenuti di un film ma evidentemente così disattenti ed incapaci da non aver saputo educare i propri figli?

Certo, mi si potrebbe obiettare che chi con questi comportamenti mette a rischio la propria vita potrebbe mettere a rischio anche la nostra. Giusto. Ma quindi che facciamo? Rinunciamo a millenni di letteratura perché un coglione leggendo l’Orlando Furioso si mette un armatura e va a tirar fendenti a destra e manca? Eliminiamo il cinema ed il teatro e perché non anche i telegiornali ed i fatti di cronaca? Eliminiamo i libri di storia perché leggendoli qualcuno vorrebbe ripercorrere le gesta di Napoleone o Hitler?

No, la verità è che come ho detto, i vostri figli sono degli idioti e meritano di morire, al limite nel caso siano pericolosi anche per gli altri che li si metta in manicomio (e sono buono…) ma voi che ve ne uscite con queste iniziative meritereste nell’ordine un calcio nel culo, che vi si tolga la patria potestà, il diritto di voto, di parola e di residenza sul pianeta Terra perché siete ancora più idioti dei figli che volete proteggere censurando un cazzo di film!

E lo stesso discorso, sia ben chiaro vale anche per le idiote polemiche nate in seguito ai testi di un cantante nostrano (Sfera Ebbasta) che non conosco ma che a detta di questi scienziati inciterebbe all’uso della droga. Il discorso è lo stesso come ho detto, fermo restando che non conosco il genere e che non mi appartiene, cosa facciamo allora coi Beatles, Rolling Stones, i poeti maledetti, tutta la letteratura che parlava di oppiacei e compagnia bella? Un bel falò?

Ora, fermo restando che se uno è idiota resta tale sempre io lo ripeto: ma se proprio volete emulare qualcuno emulatelo in positivo! Pure Elon Musk in pubblico si è fumato una canna ma quello tanto per dirne una è un miliardario che sta costruendo un impero, giusto ieri il suo vettore spaziale ha messo in orbita altri 10 satelliti, progetta cose…ecco…emulate lui se ne siete capaci altrimenti non rompete i coglioni e levatevi dal mondo che nessuno ne sentirà di certo la mancanza e…lasciatemi guardare Sandra Bullock in pace!

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La neve di un tempo

Qui il rischio è quello di fare la solita parte del vecchio nostalgico (la posso usare ‘sta parola?) che parlando dei suoi ricordi finisce col dire il solito eh…ma ai miei tempi però! Il problema però è che in effetti qualcosa è cambiato. Ieri ero sceso e guardavo le figlie del mio amico di infanzia ormai pisano d’adozione tornato qui per le vacanze. Ha nevicato ed erano a giocare sulla neve.

Tenuta delle gemelline: tutina da neve livello Antartide con cappuccio aderente e fessura occhi di 4 cm tipo celata armatura medioevale e visibilità laterale pari a zero! Sotto avevano anche un cappello di un qualche materiale sintetico, scarponcini da montagna livello Himalaya, guanti impermeabili di tessuto spaziale e va beh, il tutto corredato da due bob da neve rossi in plastica dal peso a occhio e croce intorno i 3 kg circa o poco più!

Bene…ricordo la mia tenuta da neve più fantozziana forse ma anche a quei tempi abbastanza standard! Pantaloni in velluto marrone a righine strette (non so se mi spiego bene), maglioncino di lana a rombi (marrone e beige), giacchino stile eschimo con bottoni da 45 giri, capelli esposti agli elementi, polacchine grigio topo e guanti di lana che, alla terza palla da neve che confezionavi per lanciare, diventavano più fradici della topa di una vergine all’appuntamento con Rocco Siffredi!

Bob comprati? No, io lo avevo costruito utilizzando la lamiera bianca smaltata di una stufa buttata in qualche discarica abusiva con rinforzi di tavole di legno opportunamente segate a dare la forma di uno scafo per fare la parte laterale, ed altre tavole intermedie a rinforzare la struttura. Il tutto tenuto da chiodi arrugginiti recuperati qui e la in qualche casa in costruzione. La sagra del tetano praticamente! Lamiera che tagliava più della katana di Gaemon e peso totale dell’artefatto, comunque velocissimo, sui 20kg almeno!

Ecco…così ad occhio noto qualche leggera differenza! Ma oltre a ciò notavo anche qualche altra cosa. Quando ero bambino io, appena nevicava si scendeva tutti giù per strada (va beh, anche se non nevicava!) ed eravamo una mandria di ragazzini urlanti che si divertivano. Adulti? Banditi! Non c’erano! Non servivano! E nemmeno si preoccupavano di venire a controllare…cazzo dovevi controllare? I tempi di discesa?

Invece ieri, e anche oggi, osservavo le bimbe e qualche altro bambino ed ognuno di loro aveva il suo guardiaspalle. Bambini che comunque stavano tutti separati tra loro…guai a farli socializzare…e raggio d’azione limitato a pochi metri. Noi facevamo chilometri! E tra l’altro ricordo anche un altro fatto: allora le scuole non chiudevano! Ricordo una volta che uscimmo da scuola senza che nessun suv ci venisse a prendere tra l’altro con la neve che veniva giù a bufera. Visibilità praticamente nulla e in strada mezzo metro!

Ebbene, noi da scuola a casa, a farci, con i nostri abiti da neve di allora, i due chilometri da scuola fino alle nostre case. Era normale. Oggi per un allerta meteo di pioggia chiudono, per due cm di neve chiudono…i docenti dicono…se non riescono ad arrivare che fanno i bimbi da soli? Beh…io alle elementari avevo una vecchia maestra che anche con un metro di neve è sempre arrivata! Cazzo era Mary Poppins? Hilander?

Ma anche se per caso non fosse arrivata a noi ci avrebbero distribuiti tra le classi, al limite un bidello ci avrebbe dato una guardata col direttore che ogni tanto si sarebbe affacciato e nessuno avrebbe detto nulla…era la normalità. Tra tutti questi pensieri che facevo ad un certo punto ho visto le bambine tornare dal padre e dire: possiamo tornare a casa? Siamo stanche!! Siamo stancheeeee??? A Nove anni???

Ma a noi per riportarci a casa dovevano mandare una squadra della SWAT per recuperarci! Ci dovevano catturare vivi e con l’inganno…poi riscendi…ti ho preso la cioccolata…domani non vai a scuola! La stanchezza? E chi la sentiva! Ricordo che su questa strada dove ancora abito con una pendenza del 7-8% quando giocavamo a pallone su un terrazzo in cima e il pallone veniva giù…poi dovevi correre a riprenderlo!

E tornavi su e continuavi a giocare e di nuovo giù…e passavi d’estate ore e ore a correre. Oggi sento calciatori professionisti che dopo due partite in una settimana sono stanchi poverini…noi non ci stancavamo mai ma nemmeno se per qualche ragione stavamo male…e chi ci teneva! E per quella strada innevata facevamo sopra e sotto con i nostri slittini artigianali una continuazione…mani che diventavano d’acciaio resistenti al freddo, facce arrossate e corpi sudati e pantaloni e calzini bagnati ma noi…imperterriti non sentivamo nulla!

Noi non avremmo mai detto ad un genitore se potevamo rientrare a casa…primo perché il rientro non era contemplato…secondo perché sarebbe stato visto dagli altri come una resa o un tradimento e terzo perché noi eravamo semplicemente indistruttibili! Bambini come noi non ne nascono più! Unico rimpianto che ho è che a quei tempi non c’erano i cellulari e non ho nemmeno una foto ricordo a documentare tutto ciò. Ve l’ho detto…i genitori in mezzo a noi manco col binocolo venivano!

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Reddito di cittadinanza…per celiaci…

Io da tempo lo dico…sto paese è fottuto ma la colpa non è di nessun altro se non di una maggioranza di italioti che è in costante ed inarrestabile aumento. Ok…mi direte che sono il solito qualunquista…disfattista…con il complesso di superiorità e bla bla bla…forse avete anche ragione però, se dalle classifiche mondiali sull’analfabetismo funzionale gli italiani sono ai primissimi posti magari un motivo ci sarà no?

Ok, prima di venire al dunque, giusto per farvi capire come stiamo messi volevo darvi un piccolo antipasto riguardo ad un generale dell’esercito che, in una visita ufficiale ad un reparto schierato delle nostre forze armate è riuscito nell’intento di fare una figura di merda galattica arrivando a dare la mano indovinate a chi? Ad un manichino cazzo! E magari si sarà anche fantozzianamente offeso visto che quello la mano non gliel’ha data! Pare una notizia di Lercio ed invece…è vera!!

Ecco un sito che riporta la notizia: clicca qui

Va beh, questa era solo la premessa…ora…lasciamo perdere questo che in caso di guerra dovrebbe essere una volpe e garantire la saggezza e l’intelligenza di prendere giuste decisioni…lasciamo perdere le quotidiane figure da idioti che fanno i nostri politici al governo…ormai nemmeno si contano più e tutto il mondo ci ride dietro….sorvoliamo ok? Però….che cosa dire di 700 mila connazionali che vanno a cliccare su una pagina web palesemente fake che è stata fatta solo per burla ma che è stata presa realmente sul serio? A sto punto io darei il potere assoluto a Wanna Marchi e via!

La pagina la trovate qui…ho controllato ed esiste veramente però se non avete voglia nel video seguente troverete tutto spiegato nei dettagli! Vi dico solo che a partire dal nome del sito dove INPS diventa IMPS (Istituto Mondiale Provvidenza Solare!!!), e dalla descrizione della pagina in cui si offrono lavori come rubbish manager, private investigations, tower of greek dependent, boat rower, ecc… ed andando a cliccare sul tasto per gli immigrati dove il tutto viene tradotto con Reddido di giddadinanza…no…davvero…io riderei se non fosse che quei per adesso 700 mila che hanno lasciato i propri dati è gente che vota cazzo…e niente non so se piangere o bestemmiare o tutte e due insieme e passare ad un dignitoso suicido alla giapponese…

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T’illumino d’immenso ( parte seconda)

Il primo allestimento

Sulle indicazioni ricevute dal light designer , una volta che il materiale arriva nella sede designata per svolgere l’allestimento e le prove, si inizia il montaggio vero e proprio che, oltre allo schema del disegno dovrà seguire anche uno schema elettrico di distribuzione della corrente che da quel momento sarà sempre lo stesso. Infatti, per ottimizzare i tempi, verranno realizzate le cosiddette “fuste” ovvero dei cavi uniti insieme ad altri che formeranno dei serpentoni e che daranno alimentazione ai vari proiettori e che saranno facilmente individuabili nella zona cabina elettrica.

Ogni cosa verrà opportunamente segnata seguendo delle convenzioni che tutti possano capire. E già qui spesso vi sono incomprensioni…segnamo all’inglese o all’italiana? Gli inglesi infatti usano il metodo Stage Left/Right per cui tutto ciò che segnano lo fanno guardando l’audience cioè il pubblico. Noi al contrario guardiamo il palco dalla regia quindi la nostra destra diventa il loro stage left. Ma messi tutti d’accordo su ciò diciamo che ci si capisce!

In questa fase concorrono al montaggio diverse figure che poi ritroveremo anche in tour. Innanzi tutto i “riggher” che sono quelli che si occupano di tutto ciò che viene sollevato in quota per mezzo di motori elettrici. Questi sollevamenti vanno calcolati prima da un ingegnere strutturale in base al peso complessivo, ai tralicci utilizzati ed alla portata di ciò che dovrà sostenere il tutto. Se parliamo di teatri o strutture fisse queste dovranno fornire le opportune certificazioni ma in genere in un teatro ci puoi attaccare di tutto senza problemi perché ha delle graticce a norma di legge e realizzate per permettere un uso adeguato agli spettacoli moderni. Esistono però teatri che…sarebbe meglio chiudere o non aprire proprio…e questo è un altro discorso!

Se invece di luoghi al chiuso (quindi teatri, studi televisivi, sale convention, fiere) si lavorerà all’aperto o se il luoghi al chiuso non avranno la possibilità di poter appendere allora si dovranno realizzare delle strutture di supporto. Anche queste andranno dimensionate in base a calcoli fatti da ingegneri ed a seconda della tipologia andrannomontate da personale addetto, quindi scaffolder (montano le impalcature dette layer), sempre riggher con eventualmente l’utilizzo anche di gru o mezzi meccanici.

Ricreare un teatro in un palazzetto…

Che il disegno sia piccolo o grande alla fine si arriverà sempre al risultato finale di avere dei proiettori collocati in posizione che saranno “univoci” nel senso che ognuno di essi avrà una sua identità digitale ed apparterrà ad uno specifico universo DMX. E qui serve aprire una parentesi chiarificatrice altrimenti non mi seguirete!

Innanzitutto il proiettore può essere di diverse tipologie e servire per diversi scopi per cui è stato ottimizzato. Ogni proiettore ha dei “canali”che attraverso dei parametri ne determinano il funzionamento. Il numero minimo di canali è uno ed è ovviamente quello dell’intensità luminosa! Un proiettore per definirsi tale deve emettere luce e questa può avere diversi stati che vanno dallo zero (proiettore spento) al massimo (proiettore acceso al 100%) e i proiettori del genere (ad un canale quindi) a loro volta poi si differenziano per altre caratteristiche (fascio stretto, largo, fascio sagomabile ecc ecc) ed impiego d’uso (illuminazione zona, persona, fondale ecc ecc).

Capito che cosa intendiamo per canale e per parametri di controllo dello stesso veniamo ai proiettori che hanno più canali da controllare per cui, ad esempio, un proiettore oltre alla fonte luminosa avrà anche la possibilità di muoversi su e giù (tilt), a destra e a sinistra(pan) e a cambiare colori sia utilizzando una ruota di colori e sia utilizzando tre palette di colori con i colori complementari (ciano, magenta e giallo) da cui ricavare attraverso la loro miscelazione tutti gli altri. Altro metodo è usare i colori primari (rosso, verde e blu). Ognuno di questi colori quindi è un canale che come per il movimento ed il dimmer (luce) ha dei parametri che ne determinano il valore assoluto in un determinato momento. I proiettori che si muovono sono detti motorizzati e si dividono in proiettori a testa mobile e proiettori a specchio mobile.

Bene, dato che ogni proiettore può avere più di un canale come abbiamo visto, c’è da capire come fare per controllarli tutti! E qui entra in gioco lo standard USITT DMX (Digital Multiplex) che senza entrare nei dettagli fa si che per ogni linea (universo) ci siano a disposizione 512 canali ognuno dei quali è controllabile da 256 stati o valori. Questo numero è ottenuto dal fatto che i “pacchetti” di informazione digitale viaggiano a blocchi di 8 bit. Questo fa si che per ogni byte possiamo avere al massimo 2 elevato all’ottava quindi 256 stati che vanno da 0 a 255. Nel caso del dimmer, lo zero determinerà il fascio chiuso mentre il 255 il massimo della intensità.

Questo in breve per dire che i singoli proiettori ed i singoli canali dovranno essere controllati per mezzo di una consolle o di un software e che questi per poterlo fare devono sapere prima l’identificativo del proiettore ed il suo universo di controllo. Questa operazione in fase di pre allestimento viene fatta sulla consolle e si chiama patch. Il patch restituirà dei valori sequenziali che andranno assegnati a ciascun proiettore e per contro darà ad essi un identificativo numerico che permetterà di individuarli più facilmente. Questo viene in genere fatto attingendo a delle librerie che per ogni proiettore e marca forniscono l’opportuna fixture adatta.

Ora, supponiamo di avere 4 proiettori da un canale, 4 proiettori da 5 canali e due proiettori da 10 canali. Essi in totale andranno ad occupare 4 +(4×5) + (10x 2) = 24 canali quindi dato che un universo ne può contenere 512 ne resteranno liberi 488. Mettiamo invece che andremo a dover impostare 20 proiettori da 20 canali e 10 proiettori da 25canali otterremo la somma di 400 + 250 = 650 ovvero avremmo superatola soglia dei 512! Ecco, in questo caso bisogna giocoforza usare due universi e dividere i proiettori secondo la migliore soluzione possibile che può variare a seconda dei casi.

Quindi possiamo mettere 10 proiettori da 20 e 5 da 25 (325) oppure a seconda del disegno magari metterli tutti fino a che ci stanno e poi proseguire coi rimanenti sul successivo universo. Bene, ora che sapete cosa è un canale, un universo, i parametri di controllo, il patch capiamo anche l’assegnazione del singolo proiettore. Torniamo al primo esempio, quello più semplice…abbiamo i primi 4 canali a controllo singolo quindi da 1 a 4 abbiamo 4 proiettori singoli…e fin qui è facile! Il successivo proiettore quindi avrà, a disposizione la scelta di un numero che va da 5 (primo libero) a 512-5 (perché se per controllarlo ho la necessità di 5canali solo mettendolo ad un valore di partenza di 507 li avrà tutti a disposizione!

Diciamo che per praticità di esempio parto dal 5. Quindi il quinto proiettore ha come identificativo di partenza il numero 5. Il successivo partirà quindi dalla fine più uno di questo quindi dal numero 10. Il successivo ancora dal 15 e quello dopo dal 20. I due a seguire avranno quindi il primo assegnazione 25 mentre il secondo avrà assegnazione 35. Semplice no? Ecco, queste assegnazioni di fatto sono i nomi con cui l’operatore per mezzo della consolle “chiama” e controlla il tutto. In realtà in sede di patch ad ogni proiettore viene assegnato un ID identificativo per facilitarne l’uso!

Il patch determina una lista con il nome della fixture(proiettore) il suo Id, l’universo DMX a cui appartiene ed il numero di address(assegnazione ) Dmx.

Dalle librerie si sceglie la fixture adeguata controllando che i parametri siano uguali a quelli del proiettore da controllare

Il tipo di proiettore Mac 700 ha come prima fixture ID il numero 111 mentre l’ultimo della lista ha il 133. Questo perchè non necessariamente devono essere in sequenza ma devono rispondere a criteri di semplicità d’uso che l’operatore ritiene migliore. Il primo avrà DMX 1 , il secondo 32 e l’ultimo 249 e tutti sull’universo 2.

Una volta montate le strutture, i proiettori, cablata sia la corrente che le linee DMX di controllo, fatta l’assegnazione, sostituiti eventuali proiettori difettosi, provato tutto abbiamo terminato l’allestimento e i tecnici luce per il momento insieme ai rigger ed eventualmente agli scaff hanno finito l’allestimento. Ora si passa alla fase successiva, la programmazione.

continua….

T’illumino d’immenso (parte prima)

T’illumino d’immenso (parte terza)

T’illumino d’immenso (parte quarta)

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T’illumino d’immenso (parte prima)


Con questo post, che probabilmente dividerò in più parti, spero di poter raccontare un po’ del mio mondo e tutto quello che c’è dietro ad uno spettacolo riguardo la luce. Grosso modo possiamo individuare 3 fasi ben distinte che coinvolgono diverse persone e diverse competenze.Quando queste 3 fasi saranno concluse allora seguirà l’ultima fase ovvero l’evento o il tour che merita una spiegazione a parte.Vediamole dunque queste fasi:

  1. Il disegno luci
  2. Il primo allestimento
  3. La programmazione
  4. Il Tour

Il disegno luci.

Su questo aspetto non mi soffermerò molto visto che non è strettamente il mio ambito. Comunque in generale il disegno luci è il risultato ottenuto da una mediazione tra il regista dello spettacolo, tra uno scenografo/coreografo, quello che è il budget messo a disposizione dalla produzione e le disponibilità effettive di chi dovrà fornire il materiale (il service) visto che non sempre si ottiene ciò che si chiede e spesso ti danno del materiale e quello è arrangiati!

Il risultato di questa mediazione porta il light designer o il direttore della fotografia a redigere un progetto che darà come risultato finale una pianta con la disposizione dei proiettori e la loro tipologia unite ad altre eventuali informazioni che potranno riguardare eventuali filtri di colore da applicare.

Un esempio di disegno luce

Questa pianta ovviamente, in sede ideale, nel senso che a bassi livelli non è necessariamente così, è il risultato di uno studio preventivo da parte del light designer che, per mezzo di software 3D, simula prima quella che sarà poi la resa luminosa sul palco valutando in anticipo eventuali impedimenti, ostruzioni, ombre o punti ciechi. Un buon disegno luci insomma è di solito già metà del lavoro finale e garantisce una resa finale ottimale.

Esempio preso dal web
Esempio preso dal web

In pratica questi software sono dei veri e propri CAD  su cui vengono importate le piante delle location su cui si andrà a lavorare e su cui virtualmente viene realizzato quello che poi sarà l’effettivo impianto luci che andrà montato. Ovviamente questo passaggio, nel caso soprattutto di strutture complesse andrà verificato da un ingegnere strutturale ed eventualmente supportato da un architetto. Questo farà si che per rispettare le normative ed il corretto montaggio di parti assemblate ogni cosa sia stata valutata per tempo.

Video preso dalla home page di http://www.realizzer.com/

Il lavoro del LD inoltre consisterà nel proporre ai committenti o eventualmente agli artisti una sorta di bozza di idee che tramite dei rendering video mostreranno virtualmente lo show concept che si andrà a realizzare. Ovviamente, questa parte nel caso di show medio piccoli per questioni di budget non verrà mai presa in considerazione e diciamo che tutto si fa un po’ come viene fermo restando che, comunque esistono normative da rispettare e a quelle bisognerà attenersi. Naturalmente qui parliamo di strutture semplici, lineari e facilmente realizzabili.

Immagine presa dal web

segue…

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Cerco ingegnere per bussinessss!

Ok, tutti amiamo i bambini vero? Tranne quelli pestiferi, quelli rumorosi e quelli rompicoglioni! Giusto? Diciamo la verità…i bambini ci piacciono quando sono mansueti e uno li può osservare in tutta la loro innocenza! Ma…che dire quando ci si imbatte in Attila in persona redivivo? La voglia di disintegrare lui(lei) e tutta la sua famiglia è tanta, specie quando sei li che vorresti solo riposare!

Il guaio è che per una qualche stortura dello spazio tempo quantistico o per i più sempliciotti per qualche congiunzione astrale, capita che proprio in quei momenti, proprio quando sei stanco, proprio quando vorresti dormire, proprio quando magari hai mal di testa, proprio quando avresti bisogno di silenzio e concentrazione perchè devi fare qualche lavoro loro…si scatenano in tutta la loro perfidia! E’ vero o no? Capita anche a voi?

Beh, a me capita col figlio del vicino di casa. Certo, vivere in un condominio con le pareti di cartone non aiuta! Ma sono sicuro che anche qualora vivessi in un bunker a prova di ordigno nucleare l’Attila di turno riuscirebbe comunque a penetrare! Non c’è scampo…Attila vince sempre ed il guaio è che ogni Attila bambino ha anche una madre urlante (poverina dite? Un cazzo…lo hai messo al mondo te…sei la prima responsabile!) e la combinazione dei due è devastante!

Se poi Attila si sente anche Ian Anderson piccolino e comincia a “suonare” il flauto che gli hanno regalato (qui scommetto che la colpa è del padre…maledetto anche lui che tanto non sta a casa!) ed è tutto un trionfo di tuuuu….tuuuuu…fiuuuuu…fiiiiii….tuuuuu…fffffuuu….fiiiii….tuuuu…tuuuu….fiiiuuu…fiu…tiuuu…per ore e ore voglio vedere chi resiste! Sono convinto che pure Buddah in persona ad un certo punto si sarebbe armato di mitragliatore d’assalto ed avrebbe riportato ordine nel karma perchè la karma è la virtù dei forti giusto?

Mi direte che mi poteva andare peggio…potevano comprargli una batteria e sarebbe diventato John Bonham redivivo…ed allora anche i sismografi in Giappone avrebbero registrato i tuuum…tuuumm…ciafff…tooom…booom…bommm e via dicendo. Si lo so…poteva andare peggio! Ma anche così fidatevi…non è facile per nulla! Ed allora ecco la mia idea che se realizzata promette la pace eterna condominiale a tutta l’umanità oltre ad una potenziale vagonata di euro per la realizzazione della cosa e la sua commercializzazione!

In pratica tu hai un bambino casinista e gli vuoi comprare un cazzo di flauto? Beneeee…compra il mio che funziona così: il pargolo lo suona normalmente soffiando come un cobra reale ma lo strumento non emette alcun suono perchè il suono viene convertito in un bel segnale elettronico che, viaggiando in wi fi o bluethoot o pure con un cavo, finisce direttamente nella cuffia da incollare sulla capoccia del melodico pargolo!

E tutto il casino se lo sente lui cazzo! 😀 E lo stesso credo si possa realizzare per qualunque altro strumento infernale che genitore infingardo (e avventato!) possa regalare a qualsiasi nanetto infernale! Dai su…liberiamolo sto mondo dai rumori molesti!Va beh, io l’idea ve l’ho data…per il brevetto non c’ho un euro…come realizzarlo non lo so…fate voi…viregalo tutta la mia genialità incompresa…poi ahooo se diventate milionari grazie alla mia idea…passatevi una mano sulla coscienza e…non pretendo nulla ma regalatemi almeno un cazzo di flauto silenzioso che almeno avrò la soddisfazione di ficcare su per il culo alla madre!

 

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immagine presa dal web

 

 

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Il peso del basso

No, non sto per parlare di diete e nemmeno di Calderoli! Il peso in questione è squisitamente un peso artistico e quindi ovviamente soggettivo ed il basso relativo è lo strumento musicale che, spesso passa in sordina o è messo in secondo piano rispetto ai cugini della chitarra o ad altri strumenti più accattivanti come il sax o quei metronomi dei batteristi! Faccio però una premessa: ne parlo da ascoltatore e non da esperto quindi magari dirò delle inesattezze quindi nel caso correggetemi senza problema!

Ah, altra premessa è che mi riferisco alla musica rock perché il basso nel jazz e nel blues ha valenza differente così come ne hanno in un orchestra sinfonica le sezioni con il contrabbasso suo stretto parente. Se parliamo di rock invece con tutte le sue sfumature(hard rock, progressive, poprock, metal ecc ecc) a mio avviso c’è una evidenza lampante tra una band al cui interno vi è un grande bassista ed una in cui non c’è.

Ma se c’è, quando c’è e quando la creatività dell’esecutore sono libere di esprimersi quel suono ha un peso non indifferente e si sente eccome…non è un semplice accompagnamento ritmico che detta i tempi insieme alla batteria ma contribuisce attivamente a definire una melodia, a dare una impronta al gruppo ben precisa oltre a lasciare degli accordi che poi magari finiamo per fischiettare tanto si imprimono nelle nostre teste!

Ieri notte tra l’altro, non riuscendo a dormire mi sono guardato per caso un film (Band Aid) sulla storia di una coppia che non riuscendo a smettere di litigare ha trasformato le loro liti in musica con lui alla chitarra e lei al basso!Tra l’altro l’attrice (Zoe Lister-Jones) che non conoscevo ho scoperto essere realmente anche una bassista musicista quindi nel film ha un po’ interpretata se stessa! Di seguito un loro brano presente nel film:

Tornando ai bassisti, a quelli che diciamo hanno lasciato il segno (o che almeno hanno colpito me o che conosco io!) ve ne sono indubbiamente di grandissimi e carismatici, ognuno dotato di un suo stile ed una sua tecnica perfettamente riconoscibile. Tra i grandi impossibile non citare Sting che sia coi Police che da solista ha scritto pagine uniche come questa quando era coi Police (Every Breat you Take):

O come non citare questo brano dal ritmo incalzante e martellante dei Pink Floyd e del suo storico fondatore e bassista in Another Brick in The Wall ? Riuscite ad immaginarlo senza basso? Impossibile vero?

E sempre parlando di ritmo incalzante che ne dite di Psycho Killer dei Talking Heads e dello stile pizzicato della sua bassista Tina Weymouth:

Tra l’altro apro una piccola parentesi riguardo alle donne al basso che, sono spesso molto migliori di una buona parte dei loro colleghi maschi e hanno raggiunto il top. Qui ad esempio una carrellata di sole donne non necessariamente rock ma comunque vale la pena di ascoltarle! Tra l’altro, ricordo un episodio legato ad una bassista italiana molto brava (Camilla Missio) a causa di cui presi un gran cazziatone dal leader della band in cui suonava perché mi permisi di sottolineare con un cambio di luce un suo assolo e questa cosa fu ritenuta una specie di affronto di lesa maestà! Esauriti nostrani…

Va beh, questa ovviamente non voleva certo essere una classifica ma solo un omaggio ad uno strumento che come ho detto se c’è e suonato bene si nota! E lo concludo con il ricordo di un altro grande bassista che purtroppo non c’è più e che ebbi la fortuna di conoscere trascorrendo insieme a lui ed alla sua band piacevoli ore di chiacchierate! La storia della sua morte avvenuta proprio in quella occasione la racconto in questo post stranamente passato inosservato che ripropongo con un po’ di malinconia.

Tra le cose che ricordo di quella lunga chiacchierata fu il racconto di come iniziò a suonare il basso…prima con una corda sola, poi passai a due! Chissà, oggi ne avrebbe magari 16! Mark Sandman:

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Succede!

La scena che mi ha visto protagonista questa mattina mentre corricchiavo sarebbe stata davvero comica, una di quelle che, se ci fosse stato qualcuno a riprenderla e a piazzarla sul tubo probabilmente sarebbe diventata virale! Per fortuna vostra e mia, invece in quel tratto non c’era anima viva e, ancora ridendo, posso raccontarla senza che la vergogna dello sputtanamento planetario incomba!

In pratica è successo che…op op op…trotterellando allegramente ad un certo punto sento i pantaloncini che ops…di colpo mi vanno giù a metà coscia! O cazz…e che è successo mo? Li riafferro al volo prima che arrivino a terra aiutati anche dal peso del cellulare (che metto sempre in una borsa attaccata alla cintura perché non sopporto di averlo al braccio in quei cosi che vanno ora di moda e certamente non sopporto di tenerlo in mano! ) e controllo!

E niente…praticamente si è rotto l’incastro della cintura che blocca la stessa in posizione di chiusura. Cinta che ha (aveva…) questa sorta di fibbia in plastica e che di colpo si è spaccata lasciando che la forza di gravità facesse il resto. Poi, c’è da considerare che, qualche anno fa, quei pantaloncini mi andavano stretti (taglia 56!) e di fatto stavano su anche senza cintura! Ma ora ci sono almeno due taglie in meno che mancano e senza cinta scapperebbero via! Ed infatti ci hanno provato!

A quel punto c’era poco da fare, dopo essermi rassicurato con un rapido sguardo del fatto che non ci fosse il grande fratello a spiarmi, mi sono ritirato su i calzoncini e mi sono fatto un nodo alla cinta per tenerli su e me ne sono tornato a casetta pensando che, le cose si rompono come del resto si è rotta la lavatrice della mia amica. C’è poco da fare. Certo, si può, a volte, optare per scelte di maggior qualità, certamente più costose ma , alla lunga, tutto si rompe.

Nulla è eterno e gli oggetti sono tutti destinati a soccombere nella lotta contro il tempo,contro gli attriti, le variazioni di temperatura, traumi di vario genere e tutto ciò che deriva dall’uso quotidiano. A questo punto mi vengono in mente altre cose che di colpo cedono ma, non avendo ancora conseguito la laurea sul web in ingegneria mi astengo dal fare altri commenti e mi fermo alla constatazione che anche l’uomo non è immortale e questa forse è una dannata fortuna!

bty

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Il processo…

E’ un periodo strano, non scrivo tanto anche perché spesso le cose che avrei da dire “sento” essere inutili o semplicemente perché proprio non ho nemmeno tanta voglia di discutere. In compenso però leggo tanto, anche in rete e spesso trovo cose davvero degne di nota che certo non hanno il peso di uno stupido tweet ma che al contrario sono ricche di pensiero che in fondo è proprio quel che manca oggi.

Tra le tante cose lette ne voglio citare integralmente una che per il suo contenuto di fatto è coincidente con quello che è il mio pensiero e che è la mia visione del mondo e delle cose sebbene ormai sia una visione superata, datata e ostracizzata dal pensiero unico dominante. Pazienza…attendo tempi migliori e cercando “teste” affini, ormai sempre più rare pubblico questa citazione nella speranza che essa continui a circolare perché lo merita. Buona lettura…

Al suono delle campane che annunciavano le 8 del mattino, la signora scoppiò in singhiozzi tra le braccia dello sconosciuto.

“Mioddio, no. Ti prego, no, non voglio morire”.

L’uomo la consolò come poté, cercando nel suo ruolo di protettore maschile di farsi forza a sua volta. Quel giorno sarebbero morti tutti, probabilmente.

“Io non ero fascista. Non ho mai fatto del male a nessuno. Volevo solo…”
“Lo so… era quello che volevamo tutti. Quello che speravamo tutti. Che togliendo di mezzo immigrati e gay avremmo risolto i problemi del paese, che ci saremmo sentiti più sicuri, che saremmo tornati agli anni del grande boom economico”.

Ma ora, in quel momento, si sentiva stupido anche lui a ripeterlo. Il collasso economico seguito alle misure adottate dai cinque governi populisti aveva portato il paese alla miseria totale, le leggi sul porto d’armi libero avevano rapidamente trasformato la miseria in una guerra civile tra bande, e la ciliegina sulla torta erano state le epidemie di tifo e difterite dovute alla messa fuorilegge delle vaccinazioni. Il conteggio dei morti superava già i milioni, quando era avvenuto il colpo di Stato degli epistocratici. E ora, chi aveva contribuito al disastro, pagava.

L’accusa di fascismo, o di collaborazionismo col vecchio regime, se confermata in tribunale, portava ad un esito unico: la condanna a morte. Solitamente per annegamento in mare, per vendicare il genocidio perpetrato dai regimi populisti nei confronti di tutte le minoranze, cacciate dall’Italia su carrette del mare negli anni ’20, o rinchiuse in campi di concentramento, come misura definitiva per il risanamento dell’Italia bianca e cristiana.

“Rossi, Matilde” – la donna con un singhiozzo si strinse ancora più forte al suo compagno di cella, ma le guardie non si fecero intimorire, e la afferrarono per le braccia, trascinandola via. “No, vi prego. Vi prego, Dio no!”
Le urla proseguirono lungo tutto il corridoio, ma cessarono quando la donna fu scaraventata nella gigantesca aula tribuna. Di fronte a lei si stagliava la scritta “La legge è uguale per tutti”, restaurata dal regime epistocratico dopo gli anni del cosiddetto “privilegio di italianità”. Il giudice era assiso sul suo scranno, in silenzio.

Il pubblico ministero portava ben in vista sul petto il simbolo del Partito Epistocratico Socialista – la Falce e il Martello sormontati da un libro – circondati dal motto “La conoscenza è forza, la cultura è libertà”.

La donna fu portata al banco degli imputati e fatta accomodare.
Il giudice iniziò a leggere i capi d’accusa: “Rossi Matilde, lei è accusata di apologia dell’odio razziale, fascismo, propaganda genocida e complicità nello sterminio di milioni di stranieri, omosessuali e dissidenti. Come si dichiara?”.

“Non… non ho nemmeno diritto ad un avvocato?” – chiese Matilde iniziando a sentirsi schiacciata sotto il peso della situazione.
“La signora ha diritto ad un avvocato?” chiese il giudice. Un usciere immediatamente rispose proiettando sullo schermo bianco lo screenshot di un post di Facebook. Era di Matilde Rossi, del 2018: “Finalmente dei politici che parlano come mangiano no i professoroni che hanno solo affamato gli italiani con tutte le loro lauree”. Il 2018, l’anno del primo governo populista.
“Riconosce questo post signora Rossi?” – chiese il giudice. Matilde non poté far altro che emettere un flebile “sì”.
“In questo caso, visto il disprezzo che ha mostrato per i titoli di studio, gli avvocati laureati le sono preclusi. Può farsi rappresentare da un ciabattino, se lo desidera”.

Matilde rimase in silenzio per diversi secondi. Poi il giudice passò la parola all’accusa. Il pubblico ministero era un bell’uomo, sulla quarantina, probabilmente un ex-rivoluzionario: con le loro intelligenze superiori era stato facile per loro organizzare il golpe alle spalle dei servizi segreti, troppo occupati in missioni di sabotaggio contro le altre nazioni che spargevano scie chimiche sull’Italia. I membri del vecchio regime che avevano opposto resistenza erano stati uccisi e appesi in piazzale Loreto per dare l’esempio, ma la purga, dopo i politici, aveva preso di mira i cittadini.

Sullo schermo si formò un’immagine: era quella di una barca di migranti affondata nel mediterraneo. Vi erano immagini di uomini che recuperavano cadaveri di bambini: doveva essere anche quello del 2018, prima che venisse istituito il reato di soccorso in mare, prima che le navi provenienti dal nord-Africa venissero bombardate, e prima che si iniziasse a incarcerare chiunque difendesse la vita delle persone di colore.
A lato comparve un commento Facebook: era a nome Matilde Rossi: “Tanto sarebbero diventati spacciatori e stupratori a piede libero qua in Italia”.

Il pubblico ministero indicò a Matilde l’immagine: “Signora Rossi, riconosce quel commento?”. Matilde iniziò a piangere: “Io non volevo… io non intendevo”.
“Signora Rossi, non le ho chiesto cosa voleva o cosa intendeva. Risponda alla domanda: riconosce quel commento?”
Matilde annuì, continuando a lacrimare.

“Lei pensava che urlare la sua rabbia su Facebook fosse un’azione innocua? Senza conseguenze? Pensava che mostrarsi gradassa dietro una tastiera la rendesse una vera italiana?”
Sullo schermo partì un video, o meglio una serie di spezzoni di filmati: vi si vedevano persone subire ogni sorta di violenze e torture. Molti erano immigrati, lo si vedeva dal colore della pelle; molti altri erano bianchi però.
In sottofondo la voce dell’ex ministro dell’Interno, poi ministro dell’Italianità, poi Presidente Unico dell’Italia Bianca e Cristiana Matteo Salvini, ripeteva in loop: “gli italiani sono stanchi di tutti questi immigrati; vengono qua solo per delinquere e stuprare… è finita la pacchia”.

In uno spezzone si vedeva una donna coi capelli corti violentata da uomini in divisa. Le urlavano “lesbica buonista” mentre la colpivano a sangue.
“gli italiani sono stanchi di tutti questi immigrati; vengono qua solo per delinquere e stuprare… è finita la pacchia”

Altro spezzone, uomini smagriti e disidratati chiedevano acqua e si vedevano prendere a calci: “zitto, ricchione”
“gli italiani sono stanchi di tutti questi immigrati; vengono qua solo per delinquere e stuprare… è finita la pacchia”

Una motovedetta italiana navigava in mezzo ad un mare di cadaveri galleggianti. Soldati coi fucili sparavano ogni tanto per assicurarsi che non fosse rimasto vivo nessuno.
“gli italiani sono stanchi di tutti questi immigrati; vengono qua solo per delinquere e stuprare… è finita la pacchia”

Matilde iniziò a urlare. “Dio no. Dio no! Perché? Io non ho fatto questo”
Il video si fermò: “Temo di sì, signora Rossi. Lei ha fatto esattamente questo. Niente di tutto questo sarebbe avvenuto senza la legittimazione di un intero popolo; lei è colpevole di tutti questi crimini. Lei è colpevole di aver sostenuto i governi fascisti con i suoi post su Facebook e con il suo voto”.

“Io volevo solo che i governi pensassero anche a noi italiani poveri!”

“Signora, dai documenti in nostro possesso risulta che suo marito lavorasse in nero come autotrasportatore, e che lei fosse impiegata alle poste. Tra il 2010 e il 2020 siete andati in vacanza tutti gli anni dieci giorni nella casa dei vostri genitori al mare. Vostro figlio prendeva ripetizioni di matematica ed era iscritto a Basket, è corretto? E se è corretto, mi dica, ritiene che lo Stato avrebbe dovuto aiutare prima lei che persone in pericolo di vita?”

Matilde esitò. “Io volevo solo… qualcosa di più. Una vita più dignitosa”
“Signora Rossi, qual è il suo titolo di studio?”
“Maturità in un istituto tecnico”.
“Acquisita a 21 anni. E quello di suo marito?”
“Istituto professionale”
“A 21 anni anche lui. Mi dica, quanti libri avevate in casa?”
Silenzio. “Io… non saprei”.
Il pubblico ministero incalzò: “Qual è l’ultimo libro che ha letto, signora Rossi? Lo ha mai letto, un libro per intero? Sa almeno come è fatto, un libro?”
“Sì io… alle superiori. Quelli che ci dava l’insegnante per l’estate. Qualcuno”.
“Mi dica, signora Rossi, se in vita sua non è nemmeno stata in grado di leggere un libro da sola, cosa le fa pensare che avesse diritto a qualcosa di più di quello che aveva – che, le sottolineo, era comunque assai più di quello che avevano i disperati del cui annegamento lei era solita gioire?”.
Matilde tirò su col naso: “Ci dicevano che era colpa degli immigrati. Gli abbiamo creduto. Ci hanno ingannati”.

Il pubblico ministero si rivolse al giudice.
“Senza alcuna sorpresa, l’imputata ora incolpa i politici ai quali ha creduto. Ai quali ha scelto di credere. L’imputata non comprende che sono state proprio la sua stupidità e il suo razzismo a produrre quei politici. – tornò a guardare Matilde – signora Rossi, lei non è stata ingannata. Lei ha voluto ingannarsi. Lei, e milioni di italiani con lei, hanno voluto costruire dei mostri per non doversi guardare allo specchio, e i più codardi e i più astuti tra di voi, sono diventati quei politici che hanno distrutto l’Italia e l’Europa. Non siete vittime. Siete carnefici. E non solo degli altri… anche di voi stessi”.

Lo schermo proiettò un ultima foto, di fronte alla quale Matilde lancio un urlo straziante. “NO! Dio NO! Ditemi che non è vero!”.
La foto mostrava il fratello di Matilde, scomparso da anni, riverso a terra e coperto di sangue.
“L’abbiamo trovata negli archivi del regime. Suo fratello è stato accusato di buonismo per essersi rifiutato di sopprimere un bambino meticcio di 3 anni, e ha pagato per questo. A quanto pare lui non voleva credere che sarebbe necessariamente diventato uno stupratore o uno spacciatore, come invece credeva lei, signora Rossi. E questo suo dissenso gli è costato la vita; processo sommario, come si faceva durante il regime”.

Matilde piangeva e si dondolava sulla sedia, come in stato di shock. A quel punto non le importava nemmeno che la condannassero a morte.
Il giudice prese la parola: “In virtù dei poteri conferitimi, dopo aver esaminato le prove e le testimonianze, in nome della Legge, dichiaro l’imputata colpevole di tutti i reati, e la condanno pertanto al massimo della pena”.

Elisa emise un singulto, e nient’altro. “Signora Rossi Matilde, a partire da lunedì prossimo, lei sarà reintegrata nel suo precedente posto di lavoro, e tornerà ad abitare col suo precedente nucleo familiare. Alla sua famiglia sarà vietato l’utilizzo di Internet, un quarto dello stipendio suo e di suo marito sarà decurtato, e andrà in progetti per la ricostruzione del paese e per l’accoglienza degli stranieri. Dovrete inoltre leggere un libro al mese, pena la perdita del diritto alle vacanze”.

Matilde si riscosse. Non poteva credere a quello che stava sentendo.
“Come? Non mi ucciderete?”
Il pubblico ministero la fissò con tale disprezzo che lei si sentì trafitta: “Signora Rossi, per quanto inferiori vi siate mostrati, per quanto bestiali siano state le vostre azioni, rimanete esseri umani. E in quanto tali, avete alcuni diritti inviolabili. Noi non siamo come voi, siamo superiori. E non per il colore della nostra pelle o per la nostra religione, ma perché non ci comportiamo come voi. Usiamo il cervello”.

“Ma… allora, tutti quelli che avete ucciso in mare?”
Il pubblico ministero sorrise sarcastico. “Sono passati vent’anni dal primo governo populista che avete eletto. E ancora non sapete distinguere una notizia falsa da una vera”.

 

Luca Romano

 

 

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Superiorità?

Nei giorni scorsi tra le tante cose che ho sentito una mi ha abbastanza colpito tanto che diversi pensieri ne sono poi scaturiti. In particolare parlando delle ultime tornate elettorali, dei sondaggi e così via si parlava delle cause del perché la sinistra abbia perso e continui a sprofondare e tra queste ce n’era una che poi, è quella che strisciante si ritrova su tutti i commenti da social e le discussioni da bar ovvero l’addossare alla sinistra la grande colpa di sentirsi moralmente superiori, a tratti snob e costantemente lontana dal sentire comune.

Bene…su questa base inizio un lungo ragionamento basato su alcune premesse a cominciare dal fatto che, credo vada fatta drasticamente una separazione tra quella che a torto viene ancora chiamata sinistra (il PD renziano per intenderci e i suoi derivati) ed il popolo di sinistra che sono due cose che non necessariamente coincidono.

Ora…già vi sento con la prima obiezione per cui vi stoppo subito: non tiratemi fuori il solito Gaber e la solita litania di cosa è di destra e cosa è di sinistra e del fatto che sono concetti superati e che non esistono più queste separazioni perché non è così e ve lo dimostro anche facendovi riflettere su alcune questioni.

E per farlo partirò da un esempio concreto come l’ultima fattura di un lavoro per il quale su un compenso di 1900€ alla fine al netto di tutto riceverò 900 e rotti euro. Ok…ci sarebbe da incazzarsi ma ecco che vi spiego come le incazzature tra uno di destra (che comunque avrebbe trovato mille artifizi per pagare meno…) e me che forse sono solo fesso, variano molto.

Per uno di destra infatti il ragionamento di tipo salviniano è: io ho lavorato, io mi tengo quanti più soldi possibile e me ne fotto dello Stato…gli altri che si arrangino e se ti serve una cura te la paghi e se ti serve qualunque cosa idem o al massimo quando qualcosa mi servirà potrò sempre fotterla a qualcuno…

Per me invece l’incazzatura è la seguente: ok…tu-voi  Stato vi state prendendo i miei soldi con una sproporzione esagerata tanto che chi è di destra destra destra e guadagna tanto tanto tanto quei soldi se li ritrova alle Cayman o investiti o in uno yacht parcheggiato a Montecarlo intestato a non si sa chi mentre i miei pochi diventano sempre più pochi e sempre meno spendibili.

Ok…facciamo anche finta di non incazzarci per questo perché  la moda del momento si sa che non è quella di prendersela con chi ha tanto tanto tanto ma con chi non ha nulla nulla nulla e viene da un altro continente. Ma…a questo punto…dico…posso incazzarmi perché di quei soldi, mi piacerebbe che, una parte politica che mi rappresentasse, se ne facesse carico e li gestisse secondo una scala di valori e di priorità di sinistra? Posso incazzarmi per questo visto che non avviene?

Tra un cazzo di bombardiere (io la guerra non voglio farla a nessuno perché compro un bombardiere? A che mi serve?) ed un ospedale, posso decidere che mi è prioritario quest’ultimo rispetto all’altro e che, non per questo, io se condanno l’acquisto del primo risulto meno italiano e nazionalista rispetto alla costruzione o alla non chiusura di un ospedale?

Tra una nuova portaerei e delle scuole, degli asili, delle strutture sociali di intervento posso decidere che magari ritengo più inutile la prima? E quando sento il solito insulto ( ormai è usato a mo di insulto, un po’ come in tempi fascisti si usava il pietista per insultare…) del buonista seguito dal solito portateli a casa tua posso ribattere con un ragionamento del tipo: no, non me li porto a casa mia perché pagando le tasse, pretendo che vi siano strutture statali che se ne occupino.

Perché vedi…non è che se uno si ammala me lo devo portare a casa mia, non è che a casa mia debbano venire tutti i bambini e gli adolescenti a studiare, non è che se le strade sono piene di buche debba essere io a riasfaltarle, non è che se si rompe un treno debba correre io a ripararlo. Il concetto è lo stesso…si pagano delle tasse per fare in modo che per ogni settore della vita vi sia un intervento pubblico con personale che affronta i problemi.

Qui apro anche una piccola parentesi polemica con quelli che ti guardano e ti dicono schifati o ti rimproverano con il solito e tu che fai? Io per i motivi di cui sopra ed anche dei motivi personali (sono un asociale ok? Con la gente non ci sto bene ok?) non faccio nulla, non faccio politica, non faccio volontariato, non ospito senza tetto a casa mia. Da quel punto di vista sono spregevole ma…non per questo significa che se pago l’amministratore del condominio poi debba essere io ad occuparmi del condominio!

Posso anche solo viverci, pagandolo e magari non rompendo i vetri e non è che per questo se egli non fa bene il suo lavoro il coinquilino mi deve rimproverare con ma tu che cosa fai per il condominio? Nulla…non faccio nulla…però lo pago cazzo esattamente così come pago le tasse ok? Quindi se poi tu fai anche altro e pianti i fiori nell’aiuola io ti applaudo ma il fatto che io non faccia nulla non significa che devo disinteressarmi di come tu Stato gestisci i miei soldi. Chiudo parentesi….

E’ chiaro? A me pare di si…ma pare anche che nell’attuale panorama questi semplici discorsi non sia possibile farli poiché se li fai il minimo è ritrovarsi sepolti da insulti e vi è anche il rischio concreto di finire con una coltellata perché quando in giro è l’odio che prevale e nessuno vi si oppone allora nell’odio sguazzano proprio queste merde…mi pare anche questo ovvio…

Bene, cioè male ( va beh…) a questo punto vengo al punto focale di questo mio post che tratta appunto della superiorità. Ora…come ho detto lasciamo perdere la parte politica che ha perso non perché superiore ma perché era uguale se non peggio e che ha perso semplicemente perché alla fine anche quel 40% che l’aveva votata si è accorta che sebbene la si chiamasse sinistra alla fine non lo era. Ce ne hanno messo di tempo ma ci sono alla fine arrivati anche loro. Vediamo quanto ci metteranno a capire che gli attuali imbecilli al potere sono appunto degli imbecilli…

Comunque dicevo che lasciando perdere la politica e lasciando anche perdere il popolo di sinistra a nome del quale non posso parlare (anche perché spesso sono più lontano come vedute da qualcuno che si dice di sinistra che non da Alpha Centauri!), l’unica cosa che posso fare è parlare di me stesso ed analizzarmi per vedere se ho almeno una coerenza ed una capacità di comprensione di ciò che mi circonda per poter dare delle valutazioni. Voi lo fate? Io si, ci provo.

Ora attenzione, arriviamo al punto e citiamo un po’ di cosette lette , sentite, viste per cui io nel mio piccolo posso fare ben poco tipo eliminare gente dalla rubrica, dalla mia vita ed evitarli schifati. Vediamole di seguito:

  • quelli che i vaccini fanno male e ammazzano i bimbi o li rovinano o peggio ancora nel delirio più farneticante da TSO coi vaccini ti impiantano dei sistemi di controllo mentale…e che poi sfociano in quel che è accaduto al pallavolista Zaytsev con anche un bel tornatene a casa tua senza sapere che casa sua è Spoleto dove è nato…va beh…

  • quelli che le scie chimiche, la terra piatta, lo sbarco sulla luna mai avvenuto (uno così l’hanno fatto pure ministro…) e le torri gemelle che sono esplose con delle bombe e Soros e allora i Marò?

  • quelli che tornatevene a casa vostra sporchi negri

  • quelli che è finita la pacchia

  • quelli che è tutta una finzione, non sono morti davvero, guarda sono dei bambolotti, ma ti pare che dei bambini veri vanno in giro da soli? E comunque anche se fosse meglio che sono morti altrimenti diventavano delinquenti e terroristi…

  • quelli del ma se hanno tutti questi soldi da dare agli scafisti allora perché non prendono un aereo?

  • quelli che parlano a vanvera di invasione ma non si rendono conto che il paese si sta spopolando e che diventa sempre più vecchio e Boeri ha anche tentato di farlo capire ma per tutta risposta gli è stato detto che praticamente verrà sostituito…

  • quelli che incitano all’odio, che gioiscono per dei morti innocenti, che attaccano chiunque non la pensi come loro, che linciano ogni giorno Boldrini, Saviano, Argento e chiunque provi a ragionare discostandosi dal coro a spartito unico…

  • quelli che prima gli italiani invece del prima i bisognosi perché se sei umano e ti vanti anche di essere così cristiano da dover difendere il territorio da chi non lo è allora la tua priorità non dovrebbe essere mai quella di guardare una carta d’identità o un colore epidermico…

  • quelli del armiamoci tutti perché se sono armato ho diritto di ammazzarti se mi pesti un piede visto che non sei a casa tua e a casa mia comando io e ti ammazzo senza pietà però poi sono contro l’aborto perché una vita umana è sacra ed è dio che ce l’ha data…

  • quelli che devono decidere per loro, per me, per voi e che hanno una visione così ristretta della vita che il loro star meglio equivale a negare ad altri dei diritti così che se sei gay non puoi esserlo, se vuoi morire non puoi farlo e se anche sei nato in questo fottuto paese non puoi essere italiano per diritto di nascita se hai la macchia di due genitori che sono di altrove…

  • quelli che il pericolo mortale da combattere senza se e senza ma è una canna ma si imbottiscono di medicinali, di ansiolitici, di sigarette e di alcol ma chi si fuma una canna è un criminale mentre loro sono delle personcine così per bene…

  • quelli che sono senza se e senza ma sempre con le forze dell’ordine anche quando queste violano la legge in ogni modo possibile e che se ti hanno picchiato e magari ucciso è perché te lo meritavi

  • quelli del se l’è andata a cercare…

  • quelli che adesso anche i numeri arabi…

  • quelli che non vedono l’ora per linciare una persona anche quando quella persona sta combattendo una battaglia anche nel tuo interesse ed alla fine quella persona perde il posto di lavoro perché non si riesce nemmeno a scindere vita privata da vita lavorativa e tutti zitti a pecora…vietato esprimere dissenso…

  • quelli del fermiamo le ONG, blocchiamo i fondi a chi fa del bene, a chi fa ricerca, a chi va nello spazio a perdere tempo…

  • quelli che mi fermo perché la lista è lunghissima ed in continua evoluzione ed alla fine il succo è che, non voglio dire tutta sta gente, ma una buona parte sicuramente, alla fine ha permesso ad un personaggio squallido come Salvini di diventare ministro e che è la base elettorale di queste forze politiche di governo e non, con cui io (ripeto, parlo a titolo personale) non ho nulla in comune ma proprio nulla nulla nulla ma con la quale mi devo pur confrontare.

Ebbene, da questo confronto, contro tutta questa gente, contro tutto questo odio, contro tutto questo becero ciarlare, contro tutta sta marea di ignoranza spacciata per verità io come mi dovrei porre? Volete che ve lo dico? Ve lo dico cazzo e lo ribadisco senza problemi: io rispetto a tutta sta gente mi sento no superiore…di più e sapete che c’è? Non mi vergogno di esserlo nemmeno un po’. Potete insultarmi, darmi del comunista buonista frocio ebreo musulmano e tutto il cucuzzaro ma resta il fatto che ieri oggi e domani io sono superiore a tutti voi e che sebbene siate maggioranza il vostro atteggiamento generale è sbagliato ed un giorno lo capirete.

Resta da capire quando…magari crepo prima io di tutti voi ma resta il fatto che tutta sta merda che voi tutti state avallando permettendo ad un essere come Salvini di governare questo paese è decisamente, profondamente sbagliata ed io moralmente vi sono superiore. E non è snobismo il mio, non mi reputo chissà chi o cosa…tutt’altro…valgo poco ma tutta sta gente vale indubbiamente decisamente molto ma molto meno.

Mettiamo una scala da 0 a 10…probabilmente nella mia mediocrità e nella mia ignoranza generale sto su un 4-5 e sono conscio di ciò e guardo con ammirazione quelli che stanno sul 10 cercando di capire ed imparare da chi ne sa di più. Ma tutta sta marea? Beh tutta sta marea sta fuori scala…è sotto zero anzi è allo zero assoluto e a quella temperatura si sa che gli atomi si fermano, la materia si disgrega e nessuna forma di pensiero razionale potrà mai venir fuori.

Ecco perché vi sono superiore…tutto sommato i miei due neuroni ancora respirano e, da ateo che sono io senza dubbio posso ancora vantarmi di essere umano: voi di cosa potete vantarvi a parte gli insulti che lasciate in giro a profusione?

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I numeri delle bestie…

Non fatevi ingannare dal titolo e dal nick…non intendo mettermi a disquisire dell’Apocalisse e di simbologia cristiana! Il titolo nasce semplicemente dall’unione di due cose che sono tra loro inconciliabili un po’ come acqua e olio! Infatti avete mai visto un animale contare o fare calcoli usando i numeri? No, e difficilmente lo vedrete (se non magari in qualche scimpanzé addestrato) semplicemente perché in natura le bestie non hanno il concetto di numero un po’ come i bambini che tale concetto lo acquisiscono solo dopo qualche anno di vita.

I numeri del resto anche a livello umano sono una scoperta abbastanza recente. I primi uomini probabilmente iniziarono a contare in base dieci utilizzando le dita delle mani e ciò è rimasto a lungo fino a che qualcuno ha iniziato lo step successivo che è stato quello di associare dei simboli per rappresentare quel che si contava. Ora non vi faccio tutta la storia perché non voglio annoiarvi ma in epoca recente (rispetto ai milioni di anni dell’evoluzione) diverse culture hanno sviluppato diversi metodi per rappresentare i numeri.

Tra tanti metodi oltre la numerazione in base dieci vi sono state quelle binarie, ottali e tra diverse culture vi erano anche simboli diversi. I Cinesi per esempio avevano una sorta di sistema binario rappresentato da linee verticali ed orizzontali che a seconda della posizione esprimevano diverse grandezze. I romani invece usavano un metodo basato su valori univoci base ai quali sottraevano o sommavano altri valori così per dire quattro non essendoci il quattro si diceva cinque (V) meno uno (I) quindi IV ed allo stesso modo sei era VI. I romani però non avevano lo zero il che complicava parecchio determinati calcoli.

Non che comunque il resto fosse poi più facile. Ve lo immaginate a scrivere equazioni differenziali relative a grosse cifre in numeri romani? Da impazzire! Non che com’è adesso sia lo stesso facile (parlo per me!) ma insomma…poteva andare peggio! Va beh, tutta questa premessa per dire che ovviamente il bello della cultura e della scienza è che non stanno mica a guardare da dove arrivi una idea! Se una idea è migliore di un altra essa prevarrà senza dubbio. La cultura non è razzista e se oggi abbiamo delle conoscenze grande merito è di culture lontane e apparentemente diverse dalla nostra.

Ma l’ignoranza che c’è oggi in giro ci sta riportando a grandi galoppate verso l’estremo opposto a quello di esseri senzienti e colti ovvero al ruolo di bestie incapaci di comprendere. Un esempio di tutto ciò (ringrazio la mia amica Annamaria sempre sul pezzo e ispiratrice di molti dei miei post!) lo vediamo negli screen seguenti presi da un gruppo su FB in cui uno, con intento ovviamente scherzoso e provocatorio ha postato questa cosa:

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Ora…fortuna nostra vuole che non l’abbiano letta ne Salvini ne Di Maio altrimenti era facilissimo aspettarsi una valanga di Tweet e contro Tweet denigratori e fasciorazzisti per ribadire la cosa e prospettare, al popolo loro, che li ha elevati al rango di scimmie elette e pronte a governarci, dei sicuri punti programmatici per eliminare questa piaga dei soliti comunisti froci buonisti (e i marò?) che hanno svenduto la patria a questi terroristi islamici! E già che c’erano magari ci infilavano pure un divieto al Khebab e all’algebra (dall’arabo الجبر, al-ǧabr che significa “unione”)!

Ma se per fortuna i due volponi erano impegnati a fare altro qualcuno dei loro elettori questa cosa l’ha presa sul serio davvero ed ha risposto in modo convinto tanto che sul suddetto gruppo sono iniziati litigi e si sono evidenziati da un lato i razzisti ignoranti come bestie e dall’altro gente che ovviamente ci ha scherzato sopra visto che in certi casi forse solo una risata li seppellirà! Alcuni degli screen:

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quello dei Klingon mi ha steso!

 

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Archeologia del futuro

Avete presente quando guardate una qualche trasmissione che parla di antiche civiltà scomparse e di fronte al ritrovamento di alcuni manufatti il cui uso non è chiaro o la cui costruzione si presta a diverse interpretazioni? Avete presente quando vengono suggerite tesi che vanno a tirar fuori chissà quali complessità astronomiche o matematiche ma magari sono solo coincidenze?

Al riguardo a me ha fatto sempre sorridere la parodia di Marcorè su Alberto Angela quando parlando di cose del passato prova a dare risposte come dire…del tutto fantasiose! Come nel video seguente!

Beh, la parodia la trovo geniale proprio perché a volte trovo troppo forzate delle deduzioni che usano numeri, stelle , punti cardinali per dare un senso a cose che magari sono state fatte in un modo ma che non seguivano affatto certe regole che a noi sembra invece ci dovessero essere per forza!

Ora mi immagino tra qualche migliaio di secoli una Terra disabitata, la cui vita umana è svanita e la cui unica presenza vitale è quella animale e vegetale che hanno riconquistato il pianeta. Intere città sepolte sotto metri di terra e ricoperte dalla vegetazione con manufatti per lo più irriconoscibili se non quando per qualche condizione tipo eruzione o altri per altri fenomeni qualcosa potrà essere ritrovata quasi intatta.

Prendiamo per esempio questa immagine:

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Immaginate che arrivino degli archeologi da un altro pianeta, in mezzo alla vegetazione scoprono i resti di questa ferrovia, che va dritta verso il sole al tramonto…che penseranno? Una semplice coincidenza oppure che dietro vi si nascondesse chissà quale rito sacro di adorazione verso il sole perfettamente allineato?

Certo, il loro sarà un duro lavoro considerando che succederà qualcosa del genere:

Ma se questo li farà divertire nell’ipotizzare le più svariate congetture nulla credo sarà paragonabile alle spiegazioni che dovranno cercare rispetto a svariati oggetti di uso quotidiano alcuni dei quali già oggi per molti ragazzi credo siano oggetti misteriosi! Immaginate questi extraterrestri archeologi che ritrovano una casa intatta ma che ovviamente non possiede più energia elettrica per cui determinati oggetti resteranno proprio un bel mistero!

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Che sarà mai? Lo ritroveranno in tutte le case…un monolite piatto, nero, con sedie, divani e quant’altro orientati nella sua direzione. Tolta la polvere che inevitabilmente lo avrà ricoperto vedranno sto coso piatto e nero e…che sarà mai stato? Una sorta di altare?Schermata a 2018-05-09 12-47-49.pngE quest’altro, simile ma molto più piccolo? Sarà stata un arma? Uno specchio? Temo che non lo scopriranno mai!

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E a questa cosa che significato daranno? Considerando che solo le parti metalliche forse resisteranno al degrado del tempo…ma che strani esseri vivevano su questo pianeta!

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Ecco ad esempio qualcosa che già oggi dei bambini non potranno capire a cosa servisse…tra migliaia di anni arriva un extraterrestre e che dovrebbe ipotizzare? L’unica cosa sarebbe quella di potersi guardare dei film ma bisognerà che siano molto preparati in elettronica per poter determinare a quale tensione funzionino i dispositivi in questione! Inoltre con il passare del tempo anche i moderni dvd penso che potrebbero perdere le informazioni.

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Il cartaceo difficilmente sopravviverà e ciò che già oggi è memoria elettronica e che risiede su PC e vari server sarà difficile che sopravviva ma se lo facesse saranno in grado di accedere superando password, linguaggio ecc ecc e soprattutto saranno in grado di capire che quella stanza piena di strani armadi è un server che non solo va alimentato ma va poi saputo usare!

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Mmmm…la vedo dura quindi temo che la scoperta di questo pianeta e gli usi e costumi della civiltà che l’ha abitato resteranno un mistero ne più ne meno come gli Inca, i Khmer i Sumeri o gli etruschi per noi oggi!

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E questa roba qua cos’era? Forse una scultura? Un contenitore? Vi si deponevano delle offerte agli dei?

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E quest’altro con quegli strani simboli disegnati? E quel coso poggiato sopra attaccato a quel cavo?

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Qui impazziranno di sicuro! Un arma per andare a caccia? Chissà già oggi, in quanti sanno cosa sia!

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E che dire di questo strano oggetto? Un secchio bucato! Perché questi avevano nelle case dei secchi bucati? Davvero strani questi terrestri!

Il tempio del rugby Italiano ridotto a un campo di patate

E sta roba qui cos’era? Vi avvenivano cerimoniali sacri? Sacrifici umani? Quale culto vi si celebrava?

E che diranno di questi oggetti che ritroveranno nei cassetti di ogni casa? Dei feticci religiosi? Qualcosa a cui eravamo devoti ed a cui rivolgevamo le nostre suppliche?

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Poveri ufetti…mi viene da ridere al pensiero che in fondo non ci capiranno un cazzo di questa civiltà ma di sicuro capiranno che tanto sani di mente non dovevamo esserlo se siamo addirittura spariti dal pianeta!

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L’informatica nei film di Holliwood

Riprendo una cosa simpatica che gira in rete (a me è arrivata su whatsapp) che ho trovato divertente ma allo stesso tempo veritiera di come certi film tendano un tantino a distorcere la realtà delle cose spesso esagerando e altrettanto spesso arrivando a rasentare il ridicolo! A queste perle aggiungo qualche altra incongruenza notata da me ed ampio l’elenco originale di cui citerei l’autore se solo sapessi chi è!

  1. I virus sono sempre in 3D ed hanno una grafica talmente figa da far impallidire perfino il più innovativo gioco della Playstation 4!

  2. I virus oltre che fighi, parlano e ti avvisano che stanno distruggendo il tuo PC. Naturalmente il PC in questione ad un certo punto fa scintille e nei casi più spettacolari arriva proprio ad esplodere perché figuriamoci se in un film USA non ci sta una bella esplosione non sono contenti! Le metterebbero pure in un film di gladiatori…o forse l’hanno già fatto?

  3. Nessuno usa il mouse e tutti battono sulla tastiera alla velocità della luce senza respiro come se non ci fosse un domani, senza fare pause e ovviamente senza commettere mai un solo errore di battitura!

  4. Per aggirare la super protezione di un super server di un super ente federale qualsiasi basta semplicemente scrivere “bypass password” in una qualsiasi shell…basta poco che ce vò!

  5. se non hai almeno 10 monitor non sei nessuno!

  6. Una foto può essere ingrandita fino a vedere i più piccoli particolari. Non sgrana mai! Se sgrana hanno un pulsante magico che ricostruisce la foto! I serial killer li prendono sempre così!

  7. Sempre a proposito di foto, c’è sempre quello che mentre ne sta guardando 16369 contemporaneamente, scorrendole a velocità sostenuta ad un certo punto dice: fermi un po’…ingrandisci, zummalo li, isolalo…ecco…lui naturalmente ha visto già senza ingrandimento quello che nessuno avrebbe mai potuto nemmeno immaginare!

  8. Tutti sanno usare benissimo qualsiasi software anche se è la prima volta che lo vedono!

  9. Per trasferire millemila milioni di dollari basta premere un tasto sul cellulare! Tanto la banca non ti chiama per sapere che cazzo stai a fare! Il bonifico non esiste e non esiste nessuna procedura di verifica dell’utente tipo sms di conferma, codice OTP o codice dispositivo. Un click e via!

  10. Le transazioni bancarie avvengono in tempo reale e vedi i soldi che aumentano con il contatore e questo indipendentemente che sia feriale o festivo, giorno o notte, che tu sia a casa o in un isola sperduta dell’oceano!

  11. I PC di qualsiasi ufficio hanno sempre un software che ti mostra la piantina in 3D dell’edificio con i dettagli dei mobili e dei cessi e dei passaggi alternativi che non sono ovviamente presidiati! Ovviamente lì trovi anche le indicazioni per arrivare al computer centrale superprotetto che devi distruggere e la cui porta si apre semplicemente mettendo in cortocircuito la serratura elettronica oppure inserendo la chiavetta Usb nell’apposita fessura per fare un “brute force” in pochi secondi!

  12. Le donne Hacker sono tutte delle gnocche da paura!

  13. Gli Hacker sono esseri mitologici metà uomini e metà poltrona. Vivono in stanze scure senza mai togliere gli occhi dai 77 monitors tutti accesi e sincronizzati inframmezzati da apparecchiature di vario genere con lucine accese che in realtà deve essere l’impianto stereo! Non hanno una vita, non mangiano, non cacano, non dormono ma hanno sempre una amica supergnocca che chiede loro aiuto!

  14. Le password degli americani stanno sempre scritte sotto la tastiera e se non ci sono di solito si indovinano in 5-6 tentativi arrivando a quello finale che di solito è qualcosa tipo ciaotesoro! Non usano numeri o caratteri speciali!Questo spiegherebbe anche l’elezione di Trump del resto…

  15. Qualsiasi computer si accende in un decimo di secondo e con un solo tasto accendi PC, monitor, router, casse ed è immediatamente operativo già col software che ti serve pronto. L’ipotesi che una casalinga non abbia installato un software tipo che so io, un Cad avanzato piuttosto che un software di comparazione dei dati genetici di un qualche laboratorio federale non è contemplata! Ogni PC ha tutto, non devi installare mai nulla!

  16. Tutti hanno sempre un amico haker o nerd che ha la capacità di entrare nel computer centrale della Cia e di prendere facilmente il controllo di un qualche satellite!

  17. A scuola gli studenti cambiano i voti e trovano le risposte ai quiz semplicemente accedendo al computer del preside. C’est facile n’est pas?

  18. Quando qualcuno è in lotta con qualcun altro sfidandosi a colpi di bit su un computer ciò che viene visualizzato è sempre una sorta di campo di battaglia 3D in cui vi sono soggetti antropomorfi a rappresentare la lotta tra il bene ed il male ed ogni azione si ripercuote nel mondo reale con la possibilità che si spengano le luci a chilometri di distanza o impazziscano i semafori di New York. Con Napoli o Roma non funzionerebbe temo…

  19. Quando hai in mano l’ultimo prototipo super tecnologico avanzato di megaprocessore a calcolo iperparaculico a processi antanizzati con controllo di scappellamento pur se è la prima volta che lo vedi sai come collegarlo e di solito basta inserirlo nel tuo vecchio Commodor 64 per raggiungere il Nirvana!

  20. I computer sono sempre tuoi amici e basta far loro delle domande per sapere chi è la tua vicina, che taglia ha, se è sposata , vita morte e miracoli ed il suo QI oltre all’estratto della previdenza sociale che  quanto pare negli Usa è fondamentale!

  21. Gli ex agenti della Cia tengono sempre in garage o in qualche meandro sepolto da cianfrusaglie computer ed apparecchiature elettroniche all’avanguardia: loro non lavorano più da vent’anni ma le apparecchiature sono perfettamente in grado di lanciare un missile intercontinentale semplicemente inserendo un codice che di solito è 1234!

  22. Gli adolescenti americani non guardano i porno: sui loro computer si svolgono solo attività scientifiche da premio Nobel!

  23. Gli adulti americani sono sempre suddivisi in uomini e donne e fin qui nulla da eccepire se non fosse che i primi sui PC guardano i porno mentre le seconde maiiii e se beccano il marito a guardare un porno fanno espressioni schifate e scandalizzate da cui nascono litigi furibondi col marito che lascia casa con due scatoloni sotto lo sguardo di lei contrito e sofferente!

  24. I protagonisti dei film trovano una connessione wi-fi ovunque sempre e comunque, che siano nel bel mezzo di NewYork o tra gli igloo di un villaggio polare, in Himalaya o su Marte sono sempre connessi alla velocità della luce con connessioni stabili e sempre aperte! Oh, mai visto uno che dice…dove siamo?Ah ok, Stazione Termini…vediamo…cerca reti…wi fi station…connetti…ecco…mo si connette….si sta connettendo…ecco…no…riprova…si…ecco…metti il tuo numero di telefono…vai…sms….inserisci il codice….naviga…codice errato…rifai la procedura….cazzo…sta partendo il treno…ma vaffanculo va!

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La mediocrità al potere…

Per chi appartiene alla mia generazione ci sono buone probabilità di aver guardato almeno una volta uno di quei vecchi quiz televisivi come appunto Rischiatutto o Lascia e raddoppia. Sono passati tanti anni da allora eppure in quell’italia che certo non era priva di difetti e di cose da cambiare o migliorare va detto che una cosa sicuramente non c’era ed era la mediocrità. O meglio…c’era ma ci si vergognava ad essere mediocri quindi restava in disparte;e si dava atto a chi non lo era di essere degno di ammirazione!

Chi partecipava a questi quiz infatti, mediamente era di un livello culturale “superiore” al livello medio e chi non aveva determinati doti di certo non pretendeva di mettersi in mostra col rischio di fare delle figure pessime!Si aveva dignità e senso del ridicolo! Ma chi invece aveva le giuste qualità veniva giustamente applaudito e premiato col risultato che i “mediocri” guardavano al personaggio in questione con ammirazione e si, un pizzico di invidia ma di quella invidia buona della serie vorrei essere come lui!

In questi anni invece tutto ciò si è ribaltato. La mediocrità ha preso il sopravvento e con una sfacciataggine senza precedenti si è messa in mostra tanto che oggi si assiste spesso al paradosso di gente che non sa nulla di nulla che pretende di saperne di più di chi magari ha passato anni sui libri a studiare, sperimentare, evolvere la propria conoscenza e metterla al servizio dell’umanità. Umanità che per contro invece non apprezza affatto ed anzi, spesso denigra queste persone, convinte, nella loro misera mediocrità, di essere migliori e di saperne di più visto che loro hanno letto su FB o fatto una ricerca su Google…

Tutto questo ovviamente si riflette anche in politica. Un tempo se veniva intervistato un Pertini, un De Gasperi  o un Berlinguer qualunque c’era nel farlo sicuramente un po’ di soggezione ma era dovuta al fatto che sapevi che di fronte avevi persone eccezionali, preparate e che parlavano con cognizione di causa. Poi, certo, ognuno poteva avere le sue idee ma, tutti, sicuramente, prima di parlare sapevano come funzionasse la macchina dello Stato, cosa fosse un iter legislativo e come si presentasse una proposta di legge.

Erano politici di professione ed in questo non c’era assolutamente nulla di male perché la politica è e deve essere una cosa professionale che richiede si passione ma anche impegno assoluto e conoscenza oltre che un minimo di intelligenza… Il problema di questo paese invece (ma non solo del nostro, anzi direi che è in generale il problema di questo secolo) è che si è pensato che chiunque potesse essere in grado di fare politica. Senza pudore e vergogna.

Si è in pratica legittimata la mediocrità che è arrivata prepotentemente al potere sostenuta da milioni di cittadini altrettanto mediocri che, si sentono proprio rappresentati da chi percepiscono esattamente come loro. Se un tempo c’era soggezione e reverenza per rispetto a chi era palesemente migliore oggi si è passati all’estremo opposto per cui uno vale uno e chiunque crede di poter essere in grado di mettere bocca su tutto. Si è portato il bar al potere attraverso l’uso dei social.

Social che, come dimostra lo scandalo in atto riguardo FB (e non dite che io non l’avevo detto!) sono stati usati per influenzare e pilotare la mediocrità facendo in modo che trovasse gli sbocchi voluti. In definitiva…se ho elettori mediocri…avrò politici scelti da questi mediocri e sarà molto più facile manipolare gli uni e gli altri per chi gestisce interessi di parte  e detiene il vero potere.

Questo è quello che è successo…se lo dicevi prima ti davano del complottista…poi si scopre che è andata davvero così ed il mediocre figurati se si scompone…dirà al massimo che è la solita invenzione di quei buonisti della sinistra non rendendosi ancora conto che la sinistra è stata divorata proprio da quella mediocrità e che non esiste più da tempo!

E così niente, il mediocre è convinto di conoscere tutto…se parla uno scienziato il mediocre ne sa di più pur se non è capace nemmeno di risolvere una semplice equazione di primo grado! Il mediocre dibatte su tutto, e che si parli di vaccini o di relatività, di energia o di economia, di sanità o di calcio ridurrà sempre ogni questione a pochi assiomi fondamentali: è colpa degli stranieri e dei comunisti gay figli di ebrei che li hanno voluti a tutti i costi. Stop. Fine di ogni discussione.

Ora, con questo non voglio dire che uno non si deve informare su quante più cose è possibile. Per carità, informarsi ci sta. Internet va usato anche per questo. Ma, una legge zero dovrebbe essere implementata in ogni dannato cervello mediocre di questo mondo: informati quanto vuoi ma resta umile e conscio del fatto che quell’informazione ti può servire per comprendere cosa succede ma, a meno che tu non ti metta a studiare per anni ed anni c’è sicuramente chi ne sa molto più di te e di questo ne devi tenere conto mentre è altamente probabile che la notizia che ha messo su FB il salumiere non sia altrettanto valida specie se, nel dare certe notizie non vengono citati dati, fonti e persone.

E questa ultima cosa, questa legge zero, dovrebbe valere a maggior ragione per la stampa e tutti i mass media perché se è vero che vi sono state persone eccezionali come Ilaria Alpi che per cercare quelle informazioni ci hanno lasciato la vita è altrettanto vero che il panorama giornalistico attuale è desolatamente deprimente e pieno di una mediocrità assoluta. Ecco, il mio desiderio sarebbe quello di tornare ad ascoltare chi ne sa davvero e che soprattutto in politica tornassero a parlare persone che sappiano parlare non alla pancia della gente ma ai loro neuroni. Oggi più che mai c’è bisogno di questo, il resto è fuffa…

 

 

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Valentina

Certe notti arrivano all’improvviso, non le cerchi, non le crei ma ti piombano addosso quando meno te lo aspetti. Come ieri notte. C’era uno spettacolo teatrale in cui lavorano due vecchi colleghi con cui ho fatto diversi lavori in passato. Colleghi ma anche molto amici quindi quando ho saputo che venivano qui ovviamente sono andato a trovarli. E ovviamente mi sono anche visto lo spettacolo!

Dopo aver aspettato che finissero di smontare, verso l’una me li porto al pub nella speranza che uno fosse aperto e due facesse da mangiare visto che loro non avevano cenato! Ai due si aggiungono anche gli altri due del loro staff e cento metri dopo arriviamo al pub che è aperto ma…ha già chiuso la cucina. Nulla, qui di Martedì non saprei proprio dove portarli a mangiare quindi nulla…restiamo li e decidiamo di farci un giro di birra.

In tutto questo osservo una ragazza che da sola al bancone sta bevendo un bicchiere di un distillato che direi  whiskie ma potrebbe anche essere ruhm. Comunque sia, entrati, come da prassi del tecnico da manuale, iniziamo a far caciara ed ovviamente tutti si accorgono che non sono di qui quindi partono le domande…e le risposte …no io sono di qui, loro sono amici, stavano lavorando in teatro…la ragazza si gira e dice: io c’ero! Ero tra il pubblico! Bene…parte il brindisi, si unisce anche lei…si fa versare un altro whiskie….

Non male la tipa, tosta, anche carina, ha un piercing al naso, non mi entusiasmano ma tutto sommato le sta bene, mi ci metto a parlare …Valentina si chiama, mi racconta di lei, uno dei 4 va via, ha preso una botta in una guancia e col ghiaccio del bar torna in albergo. Gli altri 3 si ricompattano attorno Valentina e si conversa del più e del meno. Altro giro di birra, altro bicchiere di whiskye! Lo regge bene però! Ci dice che è il settimo della serata! Minchia!

Il pub chiude, ci spostiamo in un altro, altro giro…altro whiskye…un altro dei tecnici va via, restiamo io e i due miei amici e Valentina. Simpatica anche se ora la vedo appesantita, inizia a biascicare le parole, mi sa che l’ultimo bicchiere era di troppo! Poco dopo chiude anche questo pub…i miei due amici vanno via, ci salutiamo con pacche e abbracci, sappiamo che prima o poi ci rivedremo. Resto io e… Valentina.  Ci incamminiamo, più o meno mi ha detto da che parte abita, da quella parte ho lasciato anche l’auto…ti accompagno dai…

Ora la vedo barcollante, le porgo un braccio, ci fermiamo, parliamo ancora un po’, e ripartiamo ma ora è decisamente fuori controllo, non posso lasciarla da sola, le dico che l’accompagno fin sotto il portone, non vuole…le dico che non dormirei tranquillo a lasciarla andare sola così…certo…sei tosta …si…lo so…ma non è per te…magari passa un coglione con la macchina dai…ti accompagno! Ci rifermiamo…sono alla mia macchina ma la lascio li, in fondo mi fa bene camminare a piedi…un alcol test non lo supererei nemmeno io anche se sono cosciente e vigile.

Ridiamo, scherziamo, le dico che è la prima volta che in questa città mi capita di conoscere qualcuna così. In genere qui le donne sono diffidenti, i gruppi sono chiusi, c’è paura a parlare, conoscersi, lei è decisamente diversa, peccato mi abbia anche detto tra le tante cose che è fidanzata…con uno di Brescia che sta a Brescia e che ha 25 anni…lei ne ha 31. Va beh, ora quel che mi preme è di portarla sana e salva a casa. Mi prende sotto braccio e iniziamo una discesa…fa freddo…la strada è gelata…in un attimo me la vedo lunga e distesa per terra senza che io avessi avuto il tempo di afferrarla!

Ride…rido…la rimetto in piedi…inizia a far come se fosse una pattinatrice girandomi attorno…ride…rido…ridiamo…la imito…sembriamo due deficienti ma è un momento di spensieratezza da vivere ed assaporare. Per un attimo siamo due bambini. Il freddo però punge, mi afferra il braccio e mi dice: dai andiamo, dormi da me! Azz…le dico di si più per tranquillizzarla che per altro, il piano è sempre di lasciarla sana e salva! Arriviamo al portone…mi rinnova l’invito…cerca di infilare la chiave nella toppa ma non ci riesce…però l’ha riconosciuta tra una ventina…quante cazzo di chiavi hai!?

Apro io, tre piani, altra porta stessa storia…apro io, entriamo, so che ha dei coinquilini, cerco di non far rumore, andiamo in camera sua, bella camera, stile orientale, una katana, lettone con ideogrammi giapponesi…ci leviamo i giacconi, si mette seduta per terra…vorrebbe levarsi gli stivaletti…non ci riesce…ride…rido…gli levo il primo…gli levo il secondo, la sollevo e la metto a letto, le rimbocco le coperte…mi fa cenno di mettermi dall’altro lato…ok Valentina tanto ancora sono fuori norma anche io!

Crolla pressochè subito, la sento respirare leggera…mi ci provo a dormire ma…cazzo…devo pisciare! E mo? Dove vado? Mica la conosco la casa? E se apro la porta sbagliata ed entro in una stanza e qualcuna si spaventa? Magari pensa che io sia un ladro! Di sicuro so che non ce la faccio a trattenerla!Mi alzo…provo a esplorare…la porta da cui sono entrato di fronte ne ha una uguale e a sinistra idem…boh…nella stanza accanto vedo che c’è un altra porta…è chiusa a chiave…la apro c’è un atrio con tre porte ma una è diversa!Ha uno specchio! Vado dritto…è il bagno! Miii…stavo morendo…mi lavo le mani, in silenzio esco e…sbaglio porta!

Cazzo, c’è qualcuno che dorme!Miii…richiudo…non mi ha sentito…fiuuu ritorno a letto! Dorme beatamente! Mi metto in attesa di un sonno che non vuole arrivare…la invidio…invidio tutti quelli che dormono all’istante! Ho un mezzo crollo, la sento però che si alza…va in bagno anche lei! Torna ma manco fosse sonnambula ricomincia a dormire come niente fosse, ad un certo punto mi da un calcio (classico no?) ma è sempre profondamente addormentata. Sento il contatto del suo piede sul mio e le gambe che si sfiorano. Mi viene duro…ahooo non sono di legno!

Ma  mi controllo,  credo in un sesso condiviso e regalato , non in quello rubato o estorto, penso che si, mi piacerebbe scoparci ma non così, non sarebbe giusto ne etico!E poi cazzo, mi ha dato la sua fiducia, a certe cose ci credo io ed il rispetto viene prima di tutto quindi fratellino caro per stanotte stai a cuccia! Intanto sta venendo l’alba. Ora il suo sonno è pesante, russa anche un po’, ogni tanto le escono dei suoni come se fosse un vago pigolare, ormai so che non dormirò più e penso che prima delle otto devo andare a riprendere la macchina altrimenti li dov’è non solo prenderò la multa ma me la porteranno via! Resto ad ascoltarla ancora un po’ mi piace osservarla dormire.

Le sette e mezza, mi alzo, mi rivesto, le copro le spalle che si erano scoperte, la guardo per un attimo, mi fa tenerezza! Cerco un foglio di carta ed una penna, le lascio un bigliettino, mi scuso per esser andato via presto ma oggi avevo millemila cose da fare! Mi ha fatto piacere incontrarla e conoscerla, sembrava una storia di un qualche libro di Truman Capote! Lei comunque  è interessante, so dove lavora e andrò a trovarla, comunque le lascio anche il numero del cellulare, magari se vuole mi chiama. Il tre devo partire di nuovo, tornerò il 15…io di sicuro mi ricorderò di te e se ti rivedrò spero che tu farai lo stesso!Intanto tra un abbraccio e l’altro mi è rimasto addosso il tuo profumo ed è bello sentirlo ancora adesso!

 

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Parlare a vanvera…

Cito dall’Accademia della Crusca:

«Parlare a vanvera. Parlare a caso, senza considerare quel che si dica. Temere loqui. Dicesi anche: parlare in aria. Cioè: senza fondamento». Così scrive il poligrafo toscano, Francesco Serdonati, vissuto tra il XVI e il XVII secolo, alla lettera P dei suoi Proverbi (successivi al 1610, cfr. Fiorelli 1999). La presenza dell’espressione alla lettera P dei Proverbi di Serdonati è significativa poiché ci dice che, a quell’altezza cronologica, la locuzione avverbiale a vanvera veniva già percepita insieme al verbo parlare: «senza senso, a caso, senza fondamento, senza riflettere» sono i significati principali… –continua

Tutti credo che conoscano il significato dell’espressione ma quanti ne conoscono l’origine? Io l’ho scoperta qualche giorno fa, me la raccontava una collega mentre tra noi tecnici si socializzava cenando e bevendo alla fine di una lunga giornata di lavoro. La sua spiegazione mi fece sorridere perché raccontava di come derivasse dalle nobili veneziane del ‘700 che…letteralmente si davano delle arie (arie…intestinali!) ma, pur prendendola per buona mi sono comunque messo a cercare per approfondire ed effettivamente è proprio come l’aveva raccontata!

In pratica, il parlare a vanvera, equivale di fatto al parlare con il culo ovvero arrivare ad aprire la bocca solo per far uscire dell’aria che, per l’appunto, secondo l’origine dell’espressione veniva fatta uscire dai nobili del settecento veneziani ed incanalata in quella che veniva chiamata appunto vanvera e che poi, lontano dalle incombenze sociali, con discrezione veniva poi liberata in un secondo momento!

L’origine poi ho scoperto essere ancora più antica con gli stessi Borboni che usavano quella che si chiamava la “piritera” e che a differenza di quella veneziana emetteva, come se fosse un fischietto, il suono di un cinguettio e che, il principe, si divertiva ad usare in mezzo alla gente quando sfilava per la città…della serie, non siete un cazzo, non contate un cazzo, sono il principe e vi scorreggio in faccia mentre mi acclamate! In fondo non è un atteggiamento tanto diverso da quello degli odierni politici che comunque di parlare a vanvera e quindi, nel migliore dei casi di dire stronzate (vedete come tutto torna?) sono maestri!

Comunque, tornando ancora più indietro la storia ci racconta di analoghi usi tra i Faraoni ed anche tra i romani il cui tubo di scappamento si chiamava Prallo e, a forma di uovo, si inseriva in the ciappet ed al suo interno vi erano aromi e spezie profumate, della serie che dando fiato alle trombe profumavi pure l’ambiente e i deodoranti odierni per l’ambiente non sono certo una novità! Insomma, i veneziani ripresero solo qualcosa che già esisteva ma la locuzione nacque così!

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Qui, la vanvera e qui la piritera trovate descrizioni storiche e disegni dettagliati delle marmitte catalitiche di un tempo!

 

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Come ho fatto?

Se ripenso a quella che è stata la mia infanzia ma anche a quella dei miei coetanei questa domanda si manifesta spesso soprattutto quando vengono captate polemiche attuali che a me lasciano perplesso e sconcertato. Chi è l’irresponsabile? I nostri genitori o quelli attuali?

Sono (siamo) dei miracolati? Dei sopravvissuti? Come abbiamo fatto a sopravvivere noi che non avevamo questi genitori odierni così iperprotettivi e così pronti a proteggere i loro delicati pargoletti da aver, in questi anni, contribuito pesantemente alla promulgazioni di leggi e regolamenti che, ai miei occhi rasentano quasi la follia?

Noi che siamo stati tutti vaccinati senza problemi, noi che passavamo più tempo a terra che seduti raccogliendo più batteri e virus di chiunque altro! Noi che il sangue dalle ginocchia e non solo scorreva a fiumi e su una ferita spesso ci pisciavi sopra per disinfettarla! Noi che ci arrampicavamo dappertutto a cominciare dagli alberi alle case in costruzione!

Noi che il bullismo non sapevamo cosa fosse ma facevamo a botte ogni giorno prendendole e dandole e che a casa poi arrivava l’integrazione! Noi che ci inoltravamo per campi o per boschi e che miracolosamente siamo scampati a pozzi, dirupi e trappole varie!

Noi che il tetano boh…che siamo riusciti a schivare morsi di ragni, punture di api, vespe e calabroni, che neppure le vipere ci hanno mai fatto paura e che si, qualche cane ci ha morso anche ma, nessuno ci ha mai sbranati!

Noi che siamo caduti da ovunque, che fossero biciclette, carrozze, slitte, muri, skateboard ci rialzavamo sempre come, giocando a pallone, ci rialzavamo sempre, velocemente, senza sentire dolore perché la punizione la batto io…mica come i calciatori fighetti di oggi che appena li tocchi piangono come cicciobello contorcendosi in atroci sofferenze!

Noi che bevevamo dalla stessa bottiglia, che l’amuchina nemmeno sapevamo cos’era e che facevamo capanne con quel che trovavamo compresi simpaticissimi fogli di ethernit le cui polveri di amianto era solo polvere…Tanti ricordi, belli e brutti di una infanzia d’altri tempi…

E ascolto le polemiche di questi giorni, ne ho parlato con una mia amica insegnante e niente ripenso a me bambino che solo il primo giorno di scuola della prima elementare fui accompagnato a scuola. Non dentro. Al cancello. E’ li, vai. Stop. Entrai. Chiesi dove dovevo andare, me lo dissero ed entrai in classe sedendomi ad un banco.

Da allora sempre solo, sempre a piedi fino alla quinta, per due km, che ci fosse sole o vento o pioggia o neve o tutt’insieme noi si andava da soli o se incontravi qualcuno del quartiere si andava in due tre. Solo poi misero l’autobus e di buono c’era che ci si alzava qualche minuto dopo! Di sicuro nessuno chiedeva deleghe o autorizzazioni e nessuno si sognava di chiederle.

E di certo nessuno sano di mente si sarebbe sognato di denunciare uno dei nostri genitori per abbandono di minore! Era normale che fosse così. Era pedagogico e contribuiva alla nostra crescita. Sin da subito venivi responsabilizzato, affrontavi ed  abbattevi le paure.Ogni giorno che passava diventavi più grande di testa. Sbagliando e imparando.

E sempre noi che andavi al negozio di alimentari e ti facevi fare la rosetta col salame o la mortadella da portare a scuola o che sempre a scuola mangiavi la crostata o la ciambella che qualche madre aveva fatto e che le merendine nemmeno sapevi cos’erano! Noi cresciuti così, tra scuola e pomeriggi in strada, ogni giorno un avventura. Ogni giorno diverso.

Crescevi e rafforzavi la tua autostima, affinavi i tuoi sensi, sapevi che dovevi sempre stare attento alle macchine, sapevi che dovevi stare alla larga dagli sconosciuti, sapevi orientarti. Crescevi e imparavi anche a cavartela da solo. Oggi no, oggi non potrei essere lo stesso bambino di allora. Impossibile.

Oggi avrei il destino segnato con stupide regole, stupide protezioni, stupidi divieti…non andare, non fare, non uscire, non entrare…genitori preoccupati di proteggere i loro trofei da mostrare belli, precisi ed ordinati senza graffi e senza cervello perché quello viene fritto già da subito chiudendoli in casa con tv e tablet e giochi elettronici che in se non sono il male ma combinato al fatto che i bimbi non socializzano giocando con altri bimbi diventano concausa. Come lo costruisci un carattere così?

E penso che sono stato fortunato non tanto ad essere ovviamente sopravvissuto ma ad essere stato forse l’ultima generazione “autentica” che ha vissuto una vera infanzia. Penso ai ragazzini odierni e mi piange il cuore per loro visto che, quasi certamente, una buona parte di loro, avrà un futuro segnato e tante sedute dallo psicologo.

A tutto ciò aggiungo una sola considerazione: la dovete smettere ogni volta che accade una tragedia, un incidente, un qualsiasi evento nefasto di invocare e pretendere una legge ad hoc che impedisca poi il ripetersi della cosa. La vita non è così che funziona. Spesso non servono leggi ma serve solo una semplice cosa: serve avere buon senso.

Noi abbiamo costruito una società piena di leggi, tantissime leggi spesso anche in contraddizione tra loro e altrettanto spesso inutili o dannose. Ma, abbiamo ormai del tutto smarrito il buonsenso e la capacità di discernimento. Sarebbe bello ritrovare ciò…

ps ho letto questo articolo che mi trova ovviamente d’accordo!

 

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Considerazioni…e no comment.

Ah… we are never alone

No pity no pity
I don’t want no pity for me
in this filthy cell

I’ll see you in hell
see you in hell

Il secondo emendamento della Costituzione statunitense sancisce il diritto a detenere e portare armi per difendersi. Mi sfugge come un fucile mitragliatore d’assalto che per definizione è appunto d’assalto possa essere considerata un arma di difesa. Comunque, grazie a quella Costituzione negli Usa chiunque può facilmente comprarsi qualsiasi arma desideri, comprese granate, lanciarazzi ed altri giocattoli così.

Quando qualcuno prova a dire: non va bene così, ci sono troppe armi in circolazione (qui una esauriente statistica) e anche un pazzo può comprarsi un arma senza problema la potente lobbie delle armi si mette in moto e ribatte con sicura tracotanza che, se tutti fossero armati , tutti si potrebbero difendere quindi sarebbe più semplice eliminare la minaccia. Ok…

Ragionavo su quello che è successo al concerto Country. Forse al tipo non piaceva la musica. E se accadesse qui? Magari a uno non piace Gigi D’Alessio e fa una strage simile…va beh, non siamo drastici! Invece pensavo anche che, se tutti i quarantamila presenti al concerto fossero stati armati e tutti insieme avessero risposto al fuoco, posto che avessero prontamente individuato l’assalitore…ve lo immaginate quarantamila persone che sparano verso l’albergo contemporaneamente?

Tutti tiratori scelti? O qualcuno avrebbe colpito anche altre finestre, altri piani ed avrebbe coinvolto altre persone? E se quelle persone, sotto la minaccia di quarantamila persone che ti sparano alla finestra avrebbero avuto pure loro un arma ed avessero risposto al fuoco? E a quel punto che avrebbe fatto la polizia? A chi spari? Da una parte quarantamila che fanno fuoco su un albergo, da un altra parte il primo assalitore ed altri successivamente coinvolti che si difendono.  No comment…se avete qualcosa da dire ditela voi!

Io solo una osservazione sui fatti e sui media. L’autore del gesto è un maschio, statunitense, bianco, presumibilmente cristiano, pensionato (se si incazzano i nostri pensionati?) che fa una strage senza precedenti. Fosse stato un nero, magari  un islamico sarebbe immediatamente partita la macchina mediatica contro il terrorismo. Invece così…tutto regolare…nessuno si sogna di criminalizzare tutti i cristiani o di andarli a bombardare a casa loro. Eppure mi sembra un atto di terrore senza precedenti. No comment.

Cambio argomento e torno nel nostro paese. C’è stato un atto di una gravità assoluta, senza precedenti a meno che non si voglia tornare ai tempi della Ghestapo o delle polizie del blocco sovietico. In teoria dovremmo essere in una democrazia. In teoria ci sarebbe una suddivisione di poteri e di contrappesi per garantire le libertà individuali. E in teoria ci sarebbe una Costituzione atta a garantire tutto ciò. In teoria.

In pratica con un emendamento (guarda qui)  infilato frettolosamente senza discussione al Senato è passata una legge che fa carta straccia di tutti quei diritti di cui sopra e di fatto consente ad un (non so nemmeno come chiamarlo) diciamo ente di poter operare, senza alcuna autorizzazione da parte di un magistrato, un controllo sistematico di massa su TUTTI I NOSTRI DATI in rete. In particolare questo controllo da Ghestapo o Stasi o KGB sarà svolto dall’Agcom. Un “autorità” che dovrebbe tutelare il cittadino che diventa polizia informatica…

La scusa è quella di recepire delle fantomatiche normative europee volte al contrasto del terrorismo. La scusa appunto. In realtà, questa è una manovra che è palesemente anticostituzionale e che viola non so quanti articoli della Costituzione. Prima, se qualcuno voleva controllare un presunto terrorista o criminale doveva chiedere autorizzazione ad un magistrato fornendo prove indiziarie. Successivamente, quel qualcuno che erano comunque organi dello Stato potevano intercettare, controllare tabulati e ogni cosa.

Ora, un ente senza alcuna autorità costituita potrà fare tutto ciò senza chiedere permesso a nessuno. Ed in più, questi dati non si sa bene dove finiranno e quale protezione possano avere il che significa che potenzialmente potranno finire in mani terze che potranno usarli per scopi decisamente poco leciti come ricatti, eliminazioni politiche ecc ecc. Ma, anche il cittadino comune avrà solo da temere.

Mettiamo che vuoi farti una assicurazione, un mutuo o altro e mettiamo che dall’altra parte vengono a sapere che tu stai facendo che so, una cura per qualche malattia. Credete che le condizioni che vi faranno, violando la vostra privacy saranno le stesse che farebbero normalmente? Ma questa è solo una possibilità…mettiamo che fate domanda per essere assunti e mettiamo che qualcuno per fregarvi il posto scopre che siete Gay o che fate scambi di coppia o qualunque altra cosa che messa in circolo vada a minare la vostra credibilità…sarete assunti?

Inoltre va detto che, questa Agcom ( è una mia opinione…) è già al servizio delle grandi multinazionali del cinema, della musica e delle tv ed in questi mesi si è data da fare come non mai per chiudere siti ecc ecc sebbene, uno studio della Comunità Europea che è stato silenziato, abbia dimostrato ( qui anche questa notizia passata nel silenzio) come non vi è alcuna correlazione tra diminuzione degli introiti e pirateria sempre che sia giusto usare ancora quel termine che è del tutto fuorviante.

Ad ogni modo, prima, un magistrato poteva giudicare se quel che scaricavi per uso personale e non a scopo di lucro era appunto un reato oppure no. Ora questo ente può decidere in autonomia che tu sei un criminale punto e basta e, senza contraddittorio potrà comminarti sanzioni ed anche il distacco dall’Internet Provider. Insomma ce n’è da far rabbrividire: benvenuti al Grande Fratello e non parlo della stupida trasmissione. No comment.

Ieri ne parlavo con una mia amica. Ha pubblicato la notizia sulla sua pagina FB e mi ha detto: a Clà…pubblico delle stronzate …i mi piace e le condivisioni fioccano! Ho messo questa notizia e non se l’è cacata nessuno! Beh…ne ho messe tante altre anche io qui e fondamentalmente è andata allo stesso modo. Una notizia del genere dovrebbe portare tutti in piazza, dovrebbe far cadere teste e governi ed invece…nulla…non succede nulla. No comment.

 

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Se l’è andata a cercare?

Questo video è da Oscar e spero si diffonda alla velocità della luce perché il messaggio che manda è chiaro e dice inequivocabilmente una grande verità: cambiamola sta cazzo di mentalità!

E del resto quello che è il mio pensiero e che credo dovrebbe essere di tutti l’ho recentemente espresso in questo post (i suoi occhi) e in quest’altro (Non ho visto e non ho sentito) il cui sunto alla fine è questo: una vittima non è un complice, una vittima è sempre una vittima. Ficchiamocelo bene in testa!

 

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I suoi occhi

Erano belli, incredibilmente magnetici e profondi, di quella profondità che dentro ti ci perderesti. Lei anche era bella, tanto bella che non ci credevo. Non credevo che una così potesse stare con uno come me eppure era così e mi sentivo come forse mai mi ero sentito.

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Ed era anche intelligente, tanto, decisamente molto più di me ma non era saccente, tutt’altro, era ironica e non ne faceva un vanto. Anche questa cosa mi sorprendeva…come fa a stare con me , proprio con me? Eppure ci stava. Adoravo ascoltarla. Non mi hanno mai spaventato le donne estremamente intelligenti, anzi, di lei mi nutrivo.

Non conobbi i suoi genitori. Aveva un rapporto conflittuale soprattutto con la madre. Il padre da quello che mi aveva detto a cui voleva comunque bene era un militare, uno con cui certamente non sarei andato mai d’accordo e con cui probabilmente avrei litigato nemmeno 5 minuti dopo averlo conosciuto.

Conosco il tipo, militare di carriera, colonnello credo, uomo tutto d’un pezzo, di quelli che la patria, la famiglia, la chiesa e quando c’era lui. Uno come me non lo avrebbe mai potuto digerire…figuriamoci. Uno di quelli più interessati alla forma che al contenuto. Uno di quelli che avrebbero preteso il classico buon partito.  E invece lei conobbe me.

E il ricordo va alla prima notte che passammo assieme. Era davvero bella. Quasi non ci credevo e la guardavo perdendomi nei suoi occhi che da poco avevo scoperto essere verdi con sfumature dorate. Si perché lei fino ad allora li camuffava con lenti colorate castane ed io non ne capivo la ragione. La psicologa del resto era lei, io che armi avevo per capire?

Ma quella notte non riuscii a trattenermi e glielo dissi che quegli occhi erano di una bellezza assoluta. La foto probabilmente non rende giustizia ma se li avevi davanti era come avere davanti l’universo. E glielo dissi. E restai basito di fronte le sue lacrime. Iniziò a piangere, a tremare per un attacco di panico improvviso. Non capivo e non sapevo cosa fare. Che stava succedendo?

Una parte di me, quella superficiale iniziò a pensare: complimenti…prima notte…un successone…sei addirittura riuscito a farla piangere senza che nemmeno l’hai toccata! Bravo fenomeno! Ma in questi casi, per fortuna, come spesso accade, interviene quella parte di subconscio che è la parte sana e che subito pose fine a questi pensieri.

E si rivolse al cervello a muso duro: brutto coglione che non sei altro…stai zitto…taci…non dire nulla…non fare nulla…non pensare nulla…ti pare che la cosa più importante in questo momento sia che non hai scopato? Vergognati! Non vedi che ha un qualche blocco, che è paralizzata? Stringila forte a te e tienila così senza fiatare!

E così feci, l’abbracciai e l’uno stretto all’altra restammo così, tutta la notte. Lei si addormentò e stranamente pure io che di solito non prendo sonno se prima non ho fatto tutti i cicli di lavaggio e centrifuga girandomi e rigirandomi quella notte riuscii a dormire restando immobile come penso mai mi era accaduto.

Così ci svegliammo al mattino. E lei mi parlò. E mi raccontò. Mi raccontò dell’amico del padre, militare anche lui, classico amico di famiglia, classica persona per bene, classico uomo tutto d’un pezzo, rispettabile, di quelli che la patria, l’onore, la famiglia, la chiesa e tutto il cucuzzaro, di quelli che uno come me lo schifano, senza dio, senza patria, senza i loro ideali …figuriamoci..

Un giorno le piombò dietro all’improvviso, la immobilizzò e la violentò a casa, e mentre lo faceva le diceva che aveva perso la testa per i suoi occhi, che non poteva non averla e quindi se la prese li come ti prenderesti un biscotto mentre lei restò paralizzata, immobile come di sale mentre solo le lacrime le rigavano il viso.

Non disse nulla a nessuno. Si tenne tutto dentro come se nulla fosse mai accaduto. Come se sbatti un gomito e nemmeno ci fai caso al livido che si forma. Lo tieni e basta. Nemmeno pensi sia successo o cerchi di convincertene. L’amico del padre però aveva un conto aperto con la vita e di li a tre mesi morì per un tumore. Lo maledissi. Troppo poco aveva sofferto. In questi casi vorrei davvero esistesse un dopo. Bastardo.

Una storia come tante ne accadono. Troppe. Protagonisti spesso persone di cui ti fidi. Brave persone. Rispettabili. Di quelle che guai se gli tocchi il crocefisso perché loro credono, non sono dei senza dio come te. Loro devono avere qualcuno di inventato in cui credere per sentirsi migliori. Amici, parenti, a volte i genitori stessi. E tante violenze restano li, segrete, mai confidate per paura.

A volte per sempre. A volte vengono fuori. A volte ti segnano per tutta la vita. Qualcuna le supera. Qualcuna trova la forza di denunciare ma spesso ciò significa sentirsi anche dire che te la sei andata a cercare, che sei una poco di buono, che hai provocato. Ed infatti lei che ne era autoconvinta di aver provocato si nascondeva il colore degli occhi e non si truccava e si detestava per essere bella. Perché la società a questo porta: il problema diventi tu non loro.

Ed in questa fine estate dove le violenze le fanno anche gli stranieri il fatto messo in evidenza non è mai la violenza in se quanto appunto che a farle siano degli stranieri. Ma come si permettono a venire qui a violentare le nostre donne? Siamo benissimo capaci di violentarle per contro nostro…via, non vi vogliamo e giù di propaganda salviniana-fascistoide. Cose che danno il ribrezzo.

E così si allontana il vero nocciolo della questione che non è la provenienza di chi commette simili azioni ad essere importante. Cazzo me ne frega se vieni dal Burundi, dal Texas o da Ostia antica. Chissenefrega da dove vieni. Quello che è importante è ben altro. Quello che è importante è che bisogna smetterla di pensare in un certo modo.

Bisogna insegnare il rispetto per la persona ai figli. Fanculo i falsi valori in cui credete. Prima di tutto viene il rispetto per la persona, per la sua libertà individuale e la sua autodeterminazione. E se non cambiamo modo di pensare non cambierà mai nulla perché si, potrete anche linciare e castrare lo straniero ma poi, quelli che restano non sono affatto diversi ed è ora di finirla di fare gli ipocriti come questi qui.

 

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Il vincitore di oggi…

Il vincitore di oggi non è un vincitore abituale…anche se ad onor del vero di motivi per vincere l’ambito trofeo ne avrebbe avuti tanti in passato ma diciamo che, le circostanze della cronaca lo relegavano sempre giù dal podio. Ma evidentemente la costanza premia ed oggi ha meritato questo ambito premio che consiste in un vaffanculo di tutto cuore!

Di chi parlo? Parlo dei signori del Codacons che, per chi non lo sapesse, è una sorta di organizzazione che “dovrebbe” tutelare noi consumatori contro le frodi, contro gli abusi e contro i soprusi del libero mercato aiutando i cittadini consumatori a far valere le proprie ragioni intentando, qualora servisse delle cause e controllando il mercato.

Ora…che di tutto ciò non facciano praticamente nulla se non ogni tanto qualche blitz propagandistico credo sia cosa nota. Soprattutto nei confronti delle grandi case, delle grandi compagnie questi signori non fanno una beneamata ceppa! Ad esempio…dov’era il Codacons quando nell’ultimo anno le compagnie telefoniche hanno unilateralmente deciso che le bollette invece che essere mensili diventavano quadrisettimanali? Non è dato sapere…

Ed invece eccoli qui i nostri eroi che a braghe calate verso i potenti e riluttanti a fare il proprio mestiere a chi vanno a rompere il cazzo? Lo vanno a rompere ad Hugo Pratt, autore del celebre fumetto Corto Maltese (leggi qui) colpevole a loro dire di istigare la gente al fumo visto che il suo personaggio ha l’ardire di fumare! E qui iniziano a fumare le palle…

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Già recentemente avevo parlato di una analoga presa di posizione della ministra Lorenzin contro il fumo nei film (post letto da nessuno che trovate qui dove parlavo di film e di come vorrebbero che fossero in chiave ironica) e ancora più recentemente vi era stata un altra polemica sul personaggio Rocco Schiavone di cui avevo parlato qui  e che dimostra come la nostra società sia molto più talebana di quanto si creda!

Ora, dato che già mi girano voglio evitare di approfondire la cosa e magari lascio a voi la parola. Una sola cosa però mi permetto di aggiungerla ed è un ragionamento sul ricordo della prima volta che fumai una sigaretta. Perché ed in seguito a cosa arrivai a farlo? Perché avevo visto Corto Maltese?Per gli esempi sbagliati?

Perché avevo visto Via col vento? Perché sulle auto di formula 1 di allora la McLaren era un enorme pacchetto di Marlboro e la Lotus un enorme pacchetto di JPSpecial? Ma neanche per niente! Anzi…quelle pubblicità e quelle scene di film o altro non sono mai state una spinta a fare nulla.

La spinta me la diede, un giorno che non andai a scuola, (il classico filone, sega…non so come lo chiamate voi) in compagnia di una ragazza che ad un certo punto tirò fuori uno stropicciato pacchetto di Merit da 10 (miii che schifo quella marca!) e mi disse: vuoi?

Ed io volli provare e provai. Stop. Ho fumato la mia prima sigaretta per la figa e non per tutte queste puttanate del Codacons che ripeto…sarebbe molto meglio iniziasse a fare il proprio lavoro laddove serve e ci lasciasse guardare quello che ci pare e soprattutto lasciasse piena libertà ad un autore di fare quel che gli pare, altrimenti se ne andassero in talebania che li gente così starebbe benissimo!

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Non ci sono soldi…

In questo ultimo quarto di secolo, praticamente un giorno si e l’altro pure, qualche “autorevole” esperto o politico si è prodigato per avallare questa affermazione e farci credere che il nostro paese sia senza soldi e quindi, poiché povero e poiché (hanno detto) abbiamo vissuto (noi? Sicuro?) al di sopra delle nostre possibilità bisogna tagliare, ridurre, vendere, privatizzare, delocalizzare, fanculizzare e sacrificare. E alla fine uno ci crede…

Ma…a me sta cosa sembra parecchio falsa, un po’ come se si fermasse ad un semaforo uno tutto vestito Armani in Ferrari ed al pezzente che gli chiede qualche spicciolo risponde che non ha soldi! Forse, quindi, sarebbe meglio,prima di ogni altro discorso, distinguere tra lo Stato ed alcuni suoi cittadini. Sarò ignorante, sarà che di economia e soldini ci capisco ‘na cippa ma, i fatti sembra che mi diano ragione…povera sarà una parte della gente ma non di certo lo Stato italiano e, qualcuno mi deve spiegare perché se dicono che è povero succede ciò:

  • L’italia è nel mondo al terzo posto tra le nazioni tra quelle che hanno la maggior riserva aurea. Nella classifica (leggi qui) è dietro solo agli Stati uniti ed alla Germania mentre precede di poco la Francia e nazioni come Cina, Russia e Svizzera. In valori assoluti è al quarto posto perché è preceduta dalla quota posseduta dal FMI ma, va anche detto che in quel fondo vi è in proporzione la percentuale italiana come vi è nella quota detenuta dalla Banca Centrale Europea. Ma siamo poveri…Schermata a 2017-08-24 12-16-04E notare che unendo le riserve di italia, Germania e Francia si raggiungono le 8265,6 tonnellate d’oro il che significa che sono superiori a quelle degli Stati Uniti. Ma siamo poveri…Notare anche come questi 4 paesi da soli detengano praticamente più oro di tutto il resto del pianeta…ma siamo poveri…

  • Va detto che, per quanto esso possa sembrare tanto in realtà si stima che il totale dell’oro presente sul pianeta sia essere nell’ordine delle 170mila tonnellate con ancora un 50 mila tonnellate da estrarre. Di questo totale buona parte è in mano a privati e circa 30 mila tonnellate è appunto l’oro distribuito nei caveau dei vari stati quindi, la ricchezza controllata dai vari paesi non è solo aurea ma il “grosso” è distribuito su altri beni come riserve monetarie, buoni del tesoro ed altri tesori.

  • Tra le riserve monetarie, l’italia come parte dell’Europa di cui fa parte si colloca al terzo posto tra chi detiene più dollari statunitensi (leggi qui) ma siamo poveri…

  • Nella classifica aggregata (valuta+oro) l’italia è al quindicesimo posto (leggi qui) ma siamo poveri…

  • Tra i beni detenuti dal nostro paese come già detto, oltre alle riserve valutarie in dollari, yen,sterline ecc vi sono ovviamente i titoli emessi da altre nazioni e questi dati li trovate nel sito della Banca d’Italia. Non ho cercato la classifica ma a questo punto è fuor di dubbio che non siamo certo agli ultimi posti…ma siamo poveri…

  • Ma se questi sono “beni” diciamo immediatamente monetizzabili non possiamo dimenticare l’immenso patrimonio artistico e culturale anche se, qualcuno, qualche tempo fa ha provato a sminuire pure quello dicendo che con la cultura non si mangia! Ma noi sappiamo bene(vero?Lo sappiamo?) che un quadro in un museo genera introiti oltre al suo valore intrinseco di mercato. Questa possiamo dire che è una ricchezza o no? Ma siamo poveri…

  • Tra le ricchezze possedute vi è l’eredità (credo di pertinenza della presidenza della Repubblica) dei tesori appartenuti ai Savoia ed ai Borboni…ma siamo poveri…

  • Vogliamo poi dimenticare la ricchezza prodotta dal lavoro che determina il PIL e che di nuovo ci vede ai primissimi posti al mondo? Beh, siamo leggermente scesi è vero ma restiamo all’ottavo posto (leggi qui) ma siamo poveri…

  • E possiamo non citare le spese militari? L’italia primeggia anche li tanto che, tanto per fare un esempio, sta costruendo la sua terza portaerei  (più della Francia e più dell’Inghilterra che pure hanno ancora ex colonie sparse per il mondo da eventualmente difendere) mentre chiudono ospedali. Che cazzo ci dobbiamo fare con tre portaerei? Dobbiamo attaccare il Giappone? (leggi qui per i costi, circa 1100 milioni)…ma siamo poveri…

Ora…mi sembra ovvio che forse non siamo poi così poveri come nazione…o forse bisognerebbe ripassarsi il significato della parola e riaprire ad esempio il dizionario  Treccani:

pòvero agg. [lat. pop. pauperaum per il lat. class. pauperĕris, comp. di paucus «poco» e parĕre «procacciare, produrre»: propr. «che produce poco» (detto prob., in origine, della terra)]. Continua

Che produce poco…vi sembra questo un paese che produce poco? Magari tra il nostro e paesi come il Ciad, il Niger, lo Yemen, Mozambico ecc ecc…insomma proprio quei paesi li da cui la gente veramente povera fugge che dite…c’è o no una leggera differenza? Chi è in Ferrari e chi è a piedi e pure scalzo?

Quindi, in definitiva un conto è parte della popolazione che si è impoverita a discapito (non dei migranti certo…) dei più ricchi ed altra cosa è la somma di tutto ciò che fa parte di una nazione e che chiamiamo Stato. Se siamo in 10 ed uno possiede 9€  mentre i restanti 9 posseggono tutti insieme 1€ la ricchezza complessiva sarà comunque di 10€ ma quello che ne ha di più e che li prende agli altri 9 sta lavorando per averne ancora di più mentre i 9 restanti si impoveriscono.

In pratica i soldi ci sono ma sono mal distribuiti tra chi ha sempre di più e chi sempre di meno solo che, questi ultimi, invece di prendersela con chi li sfrutta se la prende con gli ultimi della terra che diventano così il nuovo nemico su cui riversare rabbia e frustrazione e su cui la favola dei 35€  fa così tanta presa da scatenare proteste e indignazione.

Ed ora smentitemi e ditemi che siamo una nazione povera e da domani me ne vado in  Congo o in uno di questi dieci paesi qui o forse ci mando voi così magari capirete cosa significhi davvero la povertà…

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Riflessioni su certa gente e sui social

Leggevo poco fa sulla cronaca locale di come in questi giorni le superbe forze dell’ordine (<- ironico…) si siano spese in lungo e largo per perquisire i nostri centri di accoglienza riservati ai profughi ed ai richiedenti asilo.

Poi ho letto un articolo che ancora mi sta facendo girare i coglioni che evito di commentare perché davvero non ho molto da dire se non che avrei voglia di prendere certi soggetti e semplicemente disintegrarli senza se e senza ma. Mi riferisco a questo ed alla imbecillità del soggetto che ha stampato un cartello contro il presunto torto subito da un disabile…

Resta chiaro che ogni giorno che passa il nostro grado di imbecillità raggiunge nuove vette inimmaginabili solo qualche decennio fa. Infatti subito dopo mi sono imbattuto in un altra notizia che la dice lunga su come certe notizie vengano usate dai più.

La notizia è questa: a Forte dei Marmi vengono fotografati su una panchina due persone che dire note e dire poco ma che evidentemente chi fa il leone da tastiera o non conosce oppure nemmeno presta attenzione a ciò che legge perchè non è importante capire ma solo alimentare l’odio. Fatto sta che la foto inizia a girare.

Allora l’autore comico Luca Bottura, fa un esperimento sociale (leggi qui) e rilancia quella foto con Michal Jhonson e Samuel L. Jackson e vi pone  la dicitura:

“Per la Boldrini: ecco le tue risorse, scarpe, magliette, pantaloncini, tutti firmati, un operaio o pensionato non può permetterselo.”. “Ditemi se queste persone scappano dalle guerre, io ci credo poco”.

E via…gli imbecilli si scatenano ed in breve tempo la nuova foto diventa virale tanto che poi, l’ultima eroina degli imbecilli , tale Nina Moric, la rilancia ed aumenta l’effetto virale di chi davvero crede che vi siano profughi che a spese nostre bivaccano sulle panchine con lussuosi vestiti griffati alla faccia dei poveri italiani che li mantengono e che lavorano…

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Ora…inutile dire che tutto ciò è ovviamente il frutto di anni ed anni di progressivo degenerare della informazione e della conseguenziale perdita di discernimento di una sempre più larga fetta della popolazione.

Inutile dire che se per un attentato, spregevole, cruento, senza senso, tutto quello che volete si fanno ore e ore di dirette televisive e di dibattiti e interviste e parata dei soliti esperti di stocazzo è altresì vero che poi la gente percepisce davvero una realtà falsata.

Perché se al contempo tu informazione non fai altrettante dirette, dibattiti, interviste ecc ecc ai quotidiani attentati , alle stragi, ai bombardamenti che ogni giorno avvengono in altri paesi come Siria, Iraq, Nigeria, Somalia, Yemen, Turchia e la lista è lunga…tu credi davvero di essere il solo che è in pericolo continuo e costante e che sei sotto la minaccia di una invasione. Questo è il punto.

Mentre c’è un fatto e i fatti sono incontrovertibili. Eppure li ignoriamo, come gli eroi di cui parlavo all’inizio. Il fatto è questo: ci si focalizza a puntare il dito contro il pericolo dei profughi (che ricordiamolo: è gente che scappa da chi gli fa del male cosa diversa da chi emigra per lavoro o va in vacanza…)  quando non un solo attentato di questi anni è stato compiuto da un profugo o cosiddetto migrante. Ripeto non ce n’è stato nemmeno uno.

Tutti gli attentati compiuti sono stati fatti da cittadini residenti da anni nei rispettivi paesi o per lo più dai figli o dai figli dei figli. Il che significa che evidentemente c’è qualcosa d’altro su cui dover lavorare non ultimo certo quello di potenziare l’intelligence per prevenire. Ma è anche evidente che se ciò avviene è perché vi è un degrado sociale notevole che spinge le fasce più povere a covare rabbia e risentimento e forse converrebbe lavorare su quello.

Ad esempio non ha senso impedire ad un figlio di immigrati di avere i diritti dei figli dei residenti negandogli la nazionalità: farlo significa isolarlo e spingerlo verso chi farà leva su quei sentimenti di rivalsa per “usarlo” inculcandogli idee ancora peggiori. Mi sembra logico ed ovvio ed invece ancora stiamo qui che si discute di fuffa ideologica salviniana.

Altro fatto incontrovertibile è che in italia non c’è stato nessun atto terroristico a matrice islamica. Non uno. In compenso un giorno si e l’altro pure le mafie si regolano i conti tra loro e inermi cittadini italiani ci vanno di mezzo. La seconda però non è percepita come una minaccia…manco la mafia fosse cosa nostra e si sa alle cose nostre ci teniamo mentre i disgraziati che fuggono da guerre e miserie sono visti come un pericolo. Ecco io mediterei su questo…

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L’ultima lettera

«Dopo la guerra, va’ in Germania, ritrova mio figlio e parlagli di suo padre. Parlagli dell’epoca in cui la guerra non ci separava e digli che le cose possono essere diverse fra gli uomini su questa terra. Tuo fratello, Luz».

Luz Long scrisse questi versi nell’ultima lettera indirizzata al suo amico mentre combatteva per la Germania nazista contro gli americani in Sicilia e sentendo in qualche modo che sarebbe stata la sua ultima missiva. Infatti ferito gravemente a Gela, il 10 luglio 1943, sarebbe poi effettivamente morto dopo quattro giorni di agonia.

Chi era Luz Long e a chi scriveva? Long era un atleta, e negli anni prima della grande guerra gareggiava nella specialità del salto in lungo. Era un campione di quella specialità e alle Olimpiadi di Berlino avrebbe gareggiato forte del suo primato europeo. Inutile dire che, la propaganda nazista volle fare di lui il classico esempio di uomo perfetto ariano destinato ad essere superiore a qualunque altro uomo.

Ma in quelle Olimpiadi gareggiò anche un altro uomo, americano questo che si presentava come un atleta eccezionale e che avrebbe gareggiato anche nella velocità vincendo l’oro nei 100 metri piani, nei 200 e nella staffetta 4 x 100. Ma la gara più emblematica fu appunto quella nel lungo dove Owens si scontrò con Long.

Quello che avvenne (raccontato magnificamente nel film Race, il colore della vittoria) fu che Owens fece due salti nulli e prima del terzo, con una sportività che va al di la di ogni barriera ideologica, razziale o politica , Luz Long fece un gesto che resterà nella storia: andò dal rivale e lo aiutò a trovare il punto di stacco per il salto che effettivamente avvenne e portò successivamente Owens a vincere anche questa medaglia d’oro.

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Luz Long and Jesse Owens /Lothar Rübelt /sc

I due diventarono amici e sebbene la follia nazifascista precipitò il mondo in una sanguinosa guerra, essi continuarono a scriversi e tenersi in contatto. Fino a quell’ultima lettera senza risposta che però, a guerra finita, Owens volle onorare andando in Germania a conoscere effettivamente il figlio di Long partecipando al suo matrimonio. Qui e qui, per chi volesse approfondire la storia!

 

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Perdenti? No, vincenti!

E’ raro che parlo di sport per tante ragioni non ultima quella per cui a parlarne si finisce sempre col trovare il tifoso accecato con cui si spreca solo tempo nel provare a ragionare. Inoltre credo che vi sia poca cultura sportiva e che per molti lo sport è solo ciò che attenua le proprie frustrazioni e si “ripaga” delle vittorie di qualcuno trovando sempre spazio sul carro del vincitore. Ed allo stesso modo è sempre pronto a denigrare lo sconfitto di turno.

Uno degli sport che seguo con curiosità ed ammirazione è il volley e quello femminile in particolare che trovo molto più divertente di quello maschile dove ormai la potenza ha soppiantato la tecnica e gli scambi durano davvero pochi secondi. In quello femminile invece trovo un misto di grazia, tecnica, potenza e velocità che rende gli scambi sempre emozionanti. Quindi oggi parlo della nazionale italiana. E ne parlo mettendo in luce due aspetti.

Il primo è quello sportivo. Ieri hanno perso contro la bestia nera Brasile. Ma, per larghi tratti le ragazze italiane hanno dominato, hanno espresso un gioco decisamente migliore e per quanto mi riguarda hanno vinto comunque! Potessi farlo direi un brave a ciascuna di loro e le incoraggerei a crederci perchè prima o poi vinceranno anche sul campo. Se lo meritano e ieri avrebbero indubbiamente meritato molto di più.

Squadra che si rinnovò in parte in occasione dei mondiali e che ben figurò anche allora, poi andò alle Olimpiadi e per tutta una serie di circostanze prese schiaffi un po’ da tutti e anche quegli schiaffi furono ingiusti. Io lo dicevo allora che il potenziale c’era ma ci credevano in pochi. Arrivate a questo World Grand Prix che è una manifestazione dove si incontrano solo le più forti del ranking nessuno credeva in loro. Io si, per me erano tra le migliori sei.

E lo hanno dimostrando restituendo gli schiaffi presi alle Olimpiadi battendo le campionesse del mondo statunitensi e le campionesse olimpiche cinesi (a casa loro) oltre che le campionesse d’Europa russe. Insomma Brasile a parte hanno battuto tutte ma anche con le sudamericane potevano vincere. Hanno pagato forse un po’ di inesperienza e di emozione e qualche piccola lacuna di squadra che ancora c’è ma brave davvero.

Brava innanzitutto alla palleggiatrice Lia Malinov (21 anni) che a mio avviso è una fuoriclasse assoluta! Batte benissimo, mura bene, ha una visione di gioco ottima ed una velocità di esecuzione formidabile. Per la sua età è incredibile! E’ imprevedibile e matta ma anche umile ed ha ancora margini di miglioramento. Meritava il premio come miglior palleggiatrice del torneo. Lo hanno dato alla cinese che è arrivata quarta…Va beh…

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Altro applauso da standing ovation a Paola Egonu, il nostro opposto (l’attaccante), una forza della natura che colpisce la palla a 3 metri e anche oltre tirandola a 90-100 km/h, che ha una battuta micidiale e che ha solo 18 anni!! Anche lei con enormi margini di miglioramento ma anche lei umile. Partita per la manifestazione mentre ancora faceva gli esami di Stato, prima il diploma e poi la nazionale! Nemmeno lei ha ricevuto un premio individuale! Sebbene sia stata spesso la migliore realizzatrice a partita.Va beh…

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La centrale, diventata capitana è la “veterana” Cristina Chirichella di anni 23! Anche lei molto forte, al momento inferiore alla brasiliana che ieri però non c’era Taisha ed alla statunitense Akirandewo, alla serba Stevanovich ed all’olandese De Kruijff  ma sicuramente una delle migliori al mondo con ancora tanti margini di miglioramento è potente e grintosa, quando è in prima linea induce spesso le avversarie all’errore perchè tocca spesso il pallone o mura. Una garanzia! Brava anche ieri con 14 punti, terza realizzatrice.

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Il libero, per i calciofili potremmo dire che è un po’ il portiere è Monica De Gennaro (moky) e lei di anni ne ha invece 30 ed è un po’ la sorella maggiore delle altre ragazzine. Fenomenale! Indiscutibilmente la numero uno al mondo. Unica premiata individualmente( e volevo ben vedere…) recupera l’impossibile quando meno te lo aspetti!

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Raphaela Folie, 26 anni è la seconda centrale la cui dote è una grande elevazione ed un fenomenale anticipo nell’attaccare la palla.Se la Chirichella è più forte a muro e deve migliorare in attacco al contrario lei è fortissima in attacco e un po’ meno forte a muro ma è anche lei tra le migliori al mondo nel suo ruolo!

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Una delle due ricevitrici-schiacciatrici di banda è Caterina Bosetti, 23 anni anche lei. Ci mette tanta volontà e determinazione, ieri dopo la Egonu è stata la seconda migliore marcatrice. Ma commette ancora tanti errori di ingenuità e di tecnica in ricezione. Può e deve migliorare!

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Croce e delizia calza a pennello per la sorella Lucia Bosetti, altra schiacciatrice ricevitrice. Lei ha 28 anni ed ha purtroppo un solo grande limite: ad alto livello è bassa essendo alta solo 1 metro e 76 e questo purtroppo spesso ne pregiudica l’attacco di fronte a muri di 2 metri. Ma è indubbiamente molto intelligente, di testa è una fuoriclasse, in ricezione riceve davvero bene e compensa il suo deficit con pallonetti ed una battuta velenosa. Se non fosse bassa sarebbe una fuoriclasse assoluta…peccato davvero!

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Questo era il “settetto” base a cui però si aggiungono Myriam Sylla (22 aan) che ha anche lei il ruolo di schiacciatrice ricevitrice. Ha ancora tanti margini di miglioramento soprattutto in ricezione ma in attacco, quando è in palla e devastante!

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Altra riserva con ottimo futuro è la centrale Sara Bonifacio di 21 anni che quando chiamata in causa ha sempre fatto benissimo. Grande anticipo e velocità nei primi tempi, deve migliorare a muro ma brava giocatrice senz’altro che può ancora crescere tantissimo!ita-tpe-bonifacio-attacco

Il gruppo è completato dalla quarta centrale Anna Danesi (anche lei 21 anni) che è solo ancora poco convinta e timida ma che ha un grande potenziale che sono sicuro verrà fuori! Quindi ci sono Sara Loda che conosco poco per poter dare giudizi, Valentina Tirozzi che è stata una grande giocatrice , tra le anziane (31 anni) aggregata per “crescere” le ragazzine , Indre Sorokaite (29 anni) opposto forte ma con troppi limiti di testa, la seconda palleggiatrice Alessia Orro (solo 19 anni) fortissima anche lei ma non come Lia, il secondo libero Beatrice Parrocchiale (21 anni) che non conosco ma che sembra forte ed infine Anastasia Guerra (20 anni) su cui scommetto per il futuro sul ruolo di schiacciatrice ricevitrice. Se migliora in ricezione questa è micidiale ed ha una battuta in salto superlativa!GetImage8.asmx

Di nuovo brave a tutte: il futuro è vostro! E questo era l’aspetto sportivo: avrei ancora tanto da dire ma mi fermo qui! Invece veniamo all’altro aspetto che è l’aspetto sociale e che a me rende ancora di più orgoglioso di seguirle e che se vogliamo si ricollega all’altro post (La razza italiana, lo trovi qui) di qualche giorno fa in cui ironizzavo su certi concetti di italianità tanto stupidi quanto retrogradi. Ora, guardate queste foto:

Ditemi: vi fa così paura questo futuro? Trovate davvero così inquietante sapere che stanno nascendo e nasceranno italiani ed italiane i cui cognomi e le cui fisionomie risentiranno di origini più lontane ma che, saranno inevitabilmente e indubbiamente italiani in tutto e per tutto?

Beh, io di sicuro no. Io nel vedere queste ragazze giocare insieme, aiutarsi a vicenda, incoraggiarsi, abbracciarsi e gioire lo trovo semplicemente meraviglioso. Questa è l’Italia che mi piace. Questa Italia vince di sicuro e vincerà sempre!

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Sorelle dell’eros

La mia amica Anna è sempre fonte di buonumore e quando se ne va in spiaggia e passa le giornate in compagnia di altre sue amiche è raro che le chiacchiere prodotte non siano degne di essere poi raccontate a me che, non solo apprezzo ma poi rido, medito e ne tiro fuori qualche post! L’ultimo aggiornamento marino riguardava una sua amica ostetrica…

E della sua ultima notte di lavoro. Notte che al pari delle temperature infernali di questi giorni è stata altrettanto calda per le sue pazienti recatesi al pronto soccorso! Va beh, il bollettino è stato di 10 pillole del giorno dopo prescritte e quello…dite quello che volete ma ci sta…certe cose capitano…quando sei li li è dura rinunciare solo perché non hai un preservativo con te. Vogliamo colpevolizzarle? Io non me la sento!

Ma su questo sorvolo perché le altre due pazienti sono state decisamente più interessanti! La prima…già rido…che io immagino la scena in accettazione…salve…salve…nome…cognome…tessera sanitaria…che le è successo signora? Ehm…ecco…la vuole una tazza di caffè? 😀

E si perché la malcapitata in pratica aveva una tazzina di caffè che nella foga del momento era scivolata dentro…si, nella figa…e a quanto pare, nonostante il manico rivolto all’esterno non era riuscita più ad estrarla! Mo…io mi sono chiesto: ma con tanti oggetti più o meno fallici e comodi da usare ma una tazzina te vai a mettere dentro?

Capisco cetrioli, banane, spazzole, bottigliette, vaporizzatori, deodoranti e altre cose che tutte avrete usato la cui lunghezza se non altro ti permette un recupero agevole…e capisco anche le forme più o meno affusolate che evidentemente devono essere degli ottimi sostituti del cazzo se non hai dildi, vibratori o altri sex toys ma una tazzina…aiutatemi voi…boh! Pure la forma…a ri-boh!

E va beh, spero per lei che abbia goduto almeno! Certo, il dopo sarà stato decisamente meno piacevole! Comunque la vincitrice della notte non è stata nemmeno lei ma è stata una donna che invece dentro aveva una palla da biliardo (di quelle numerate!) e fin qui…lo so, tra i più scafati mi diranno: eh allora? E allora c’è che era una suora!

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Mo, io non so voi, ma nel mio immaginario le suore sono più come quella del film Blues Brother, suora anzianotta, bruttarella, sicuramente arcigna e pure con una certa dose di cattiveria! Al limite suor Paola o quell’altra che cantava. Ecco, di sicuro non le immagino come creature tutte dedite a giochi erotici sfrenati! Che poi io, quelle che incontro (raramente) le vedo proprio così, ne avessi mai vista una giovane e gnocca!? Mai!

Ma la mia amica dice che ci sono! E in piena tradizione Promessi Sposi e monaca di Monza evidentemente nei conventi le suore si danno da fare. Solo che non immaginavo che nei conventi ci fossero pure i tavoli da biliardo che tu sorella ti metti in buca d’angolo ed io con un colpo di stecca tac…due sponde, rimbalzo, rintocco e buca!

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Fatto sta che il gioco deve essere sfuggito di mano tanto che la poverina poi non è più riuscita a restituire la palla! E sono state costrette ad interrompere la partita! E così anche lei al pronto soccorso, accompagnata da una collega è finita tra le sapienti mani dell’ostetrica che le ha finalmente estratto la pallina!

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E per la cronaca la mia amica che su queste cose è come me ha indagato approfondendo l’argomento e quello che ne è venuto fuori è che la suora oltre a far da buca d’angolo ci da che ci da regolarmente perché, a quanto dice l’ostetrica , da determinati segni si intuisce che hai regolarmente rapporti sessuali!

Ora, non che la cosa mi disturbi o scandalizzi…anzi…sono sincero…io sono solo che contento per loro, ci mancherebbe altro ma, ancora una volta, se c’è una cosa che mi da fastidio davvero, è l’ipocrisia che poi porta tutta questa parte di mondo, diciamo credente, a rompere il cazzo a tutto il resto del mondo pilotando e deviando determinate istanze politiche tipo i vari family day, leggi sulle unioni gay, medici e farmacisti obiettori ecc ecc ecc. Ecco questo si che mi fa veramente incazzare! E secondo me farebbe incazzare pure quel dio di cui pretendete avere l’esclusiva del suo pensiero…

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La razza italiana

La razza è detta arzilla in romanesco o pigara petrosa in dialetto siciliano: è un pesce cartilagineo che appartiene alla famiglia Rajidae. In genere si trova dai pescivendoli la razza chiodata che vive sui fondali fangosi o sabbiosi tra i 10 e i 60 metri. I giovani esemplari mangiano piccoli crostacei, gli adulti invece piccoli pesci oltre a granchi e gamberi. Ha un corpo piatto trapezoidale con delle ampie pinne simili ad ali e una coda spinosa e lunga.
La razza ha carni bianche e piuttosto delicate, possiede poche calorie ed è molto digeribile, oltre a essere molto meno costosa degli altri pesci. L’unica difficoltà è la pulizia che deve essere accurata soprattutto per le numerose cartilagini: la carne è tutta distribuita sopra mentre sotto ha un ventaglio fatto di cartilagine. A parte queste cartilagini la razza è un pesce che è privo di lische ed è perfetto da far mangiare facilmente ai bambini.
La razza è un pesce che si presta a essere fritto, proprio come una bella cotoletta, o anche in umido oppure per condire dei primi piatti con pasta corta.

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In effetti lo ammetto, mi sento colpevole anche io perché , pur non mangiando tanto pesce qualche volta ho peccato pure io e qualche volta mi sono nutrito di questa specie che ho scoperto essere a rischio di estinzione. Ma, per la cronaca va detto che a rischio di estinzione causa inquinamento è un po’ tutto il bacino del Mediterraneo. Un articolo interessante lo trovi qui.

Ora ho capito a cosa servono le bandiere blu! E’ una specie di gioco del Risiko…piazzi la tua bandiera a segnalare che anche li hai inquinato! Ed infatti i nostri mari pullulano di bandiere blu! Quindi ecco…quando la Prestipino, eminente (<- this is ironic!) personaggio della politica attuale e responsabile del Dipartimento difesa degli animali ha lanciato il suo grido di allarme in difesa della razza mi sono trovato subito d’accordo!

Dove finiremo di questo passo dico io? Niente più pesce? Bisogna fare qualcosa! Come? Non si riferiva a quella razza italiana? Dite davvero? Ho preso un granchio? Bone le che le di granchio però! Ah scusate…sto facendo confusione…quindi mi state dicendo che qui non ci stava preoccupando per la natura che ci circonda e la nostra salute da cui dipende si la sopravvivenza della razza umana ma di altro?

Azz…ma sti discorsi non li avevamo finalmente messi da parte insieme a tutte quelle altre fandonie? Ah no? Qualcuno ancora crede che esista una razza italica? L’italiano? Quel popolo che è nato dalla miscelazione di etruschi e sabini, pentri e sanniti, volsci ed ellenici, fenici e galli, che nel corso dei secoli ha visto confluire sotto Roma popoli da ogni dove e che fece imperatore (Lucio Settimio Severo Augusto) tra gli altri un africano!

L’italia che dopo il crollo di Roma ha visto le dominazioni “barbare” di popoli che provenivano dalle steppe caucasiche, dei franchi, dei germani, dei normanni, degli arabi, degli spagnoli, degli austriaci, dei francesi e che ha visto arrivi migratori di popoli interi che hanno costruito città e paesi provenienti dai balcani, slavi, albanesi, macedoni, greci…

Quel popolo su cui alla fine hanno vinto gli angloamericani che vi hanno esportato tutta la loro cultura, quel popolo che è stato anche colonizzatore ed ha importato con le buone o con le cattive schiave da bordello. Quel popolo li qualcuno ha il coraggio ancora di chiamarlo razza? Ma che davvero?

Ora…al di la di ogni assenza scientifica riguardo alla diversità razziale tra diversi gruppi umani( esiste una sola razza appunto) ignorare anche la storia mi sembra quanto meno stupido. Ecco, se vogliamo parlare di razza di idioti allora ci sto…parliamone! Ma altri discorsi sono francamente ridicoli.

L’unica cosa che potrebbe essere in pericolo  è l’italianità che è cosa ben diversa. Cosa intendiamo con italianità?

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Ecco, chi ha occhio per guardare magari viaggiando all’estero e guardando il comportamento dei nostri connazionali possiamo notare come vi siano dei tratti caratteristici comuni: una certa cafonaggine, una elevata gestualità, l’allergia al rispetto degli altri e delle regole, una certa strafottenza, la convinzione di essere tutti Rocco e l’arte critica sulla preparazione del miglior caffè! Questo è l’italiano!

Ci stiamo davvero preoccupando per la perdita di cotanto patrimonio? Beh…vista la storia nei secoli ed il suo evolversi io vi direi una cosa: non vi preoccupate…chiunque arrivi nel nostro paese smette di essere qualsiasi cosa fosse prima e diventa italiano a tutti gli effetti! Prendi un giapponese, un cinese chiunque, immergilo in un bagno di italiani per qualche anno e nessuno lo riconoscerà più!Nemmeno sua madre!

Come? Ah…qualcuno si preoccupa per il fatto che tra un paio di generazioni i nuovi nascituri italici avranno la pelle scura? Quello è il problema? Beh…eppure tutti questi problemi non mi pare ve li facciate quando siete alla ricerca ostinata dell’abbronzatura che vi renda più scuri del vostro collega-vicino! O no? Insomma…io se fossi in voi inizierei a preoccuparmi di cose leggermente più serie…

 

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Senza glutine non è dio!

Prendo spunto da una recente notizia giunta dagli organi ufficiali del Vaticano per farmi due risate ma anche due riflessioni insieme a chi ha intatta una certa capacità di ironizzare ma anche di andare oltre quel vecchio adagio che dice di non scherzare coi santi! Vanno fatte un paio di premesse però!

La prima è che, se non hai quelle capacità è inutile anche che tu continui a leggere perché il risultato ovviamente sarà che non sarai d’accordo su nulla e mi riterrai solo un blasfemo degno di finire tra le fiamme eterne come se sto caldo non bastasse…

La seconda è che occorre che tu sia in grado di essere onest@. Non con me! Onest@ con te stess@ il che, ne sono ben conscio non è per nulla facile quando si toccano certi argomenti. Ad esempio una domanda a cui dovresti rispondere è questa: tu, credi perché hai consapevolmente scelto di credere o perché è la tua famiglia che oltre al cognome ti ha anche imposto/lasciato un qualcosa in cui dover tradizionalmente credere?

Insomma, in tutta coscienza sei disposto ad affermare che, saresti stata una persona ugualmente credente in tutto ciò in cui ti hanno detto di credere se la tua nascita fosse avvenuta in una foresta pluviale amazzonica o tra gli aborigeni o in qualunque altro posto del mondo la cui influenza culturale non è quella nostra?

Io ho la mia risposta. Ed ho anche la convinzione del fatto che, la maggior parte di quelli che si dicono credenti (il popolo della messa per intenderci e delle processioni, confessioni, dei sacramenti ecc ecc) in realtà ripetono meccanicamente dei riti senza realmente analizzarne i significati che essi rappresentano.

E sono anche convinto di un altra cosa: la maggior parte dei credenti non conosce realmente tutto ciò che dovrebbe conoscere! Si limita per l’appunto a ripetere un rito perché così si è sempre fatto ma poi, se gli fai notare delle incongruenze, anche tra ciò che dice di credere e le azioni della sua vita al massimo ti guarda infastidito ed alzando le spalle ti dice il classico: io credo in questo e quello ma non faccio quello ne quell’altro!

Ed il bello è che dicendo così , giustificando il fatto che egli si definisca credente scegliendo di volta in volta le cose in cui credere e quelle in cui non credere automaticamente agli occhi della Chiesa è in una posizione al limite della scomunica! E questo a me che, ne sono ben conscio, ne ho collezionate ben quattro fa decisamente sorridere!

A questo punto molti mi potrebbero rimproverare di non avere rispetto per la loro fede! Ma, io in genere ribatto che, se ti definisci cattolico o buddista o induista allora significa che ne accetti tutti i punti nessuno escluso. Se non li accetti tutti allora sei tu che metti in discussione la tua stessa fede non io!

Faccio un esempio così ci capiamo. Se sei cattolico, tu devi osservare tutto ciò che la Chiesa ti dice di osservare tramite il rappresentante di dio in terra che è il Papa e la cui infallibilità è un dogma. Se il Papa dice che il matrimonio è indissolubile e te divorzi non puoi dire di essere credente perché va beh…in quello il Papa si è sbagliato! 😀

O accetti tutto o nulla. Se non accetti tutto ma solo una parte stai esattamente nella stessa posizione di chi come me non accetta nulla di nulla! Certo…poi mi puoi sempre dire che tanto poi c’è il pentimento…il perdono…due avemaria e tutt’a posto!

Ma questo, sii onesto…non mi sembra molto spirituale come modo di credere ma mi sembra più una roba politico-commerciale…della serie…va beh…devo pagà per paradisiarmi? Quant’è? Ecco…pago e lasciatemi entrare!

E qui scatta una mia considerazione “cattiva” nel senso che personalmente sono molto categorico nel distinguere tra religione e religiosità. La prima non la rispetto manco un po’! La prima è solo un impalcatura sociale costruita nel corso dei secoli che pretende di normare quello che può essere un sentimento personale e che ha partorito perle di incredibile inconsistenza oltre ad aver causato danni e milioni di vittime.

La seconda invece la rispetto a patto che sia un sentimento genuino ed autentico. Per intenderci trovo una netta differenza tra un Paolo Brosio che va in giro per trasmissioni a descrivere le madonne che vede solo lui e chi, senza vedere madonne o parlare su whatsapp con dio in persona ha un suo personale credo che non impone a nessuno ma che “sente” possa dargli determinate risposte esistenziali.

Ecco, in questo caso il rispetto è assoluto ed è in genere anche un buon punto di partenza per discussioni filosofiche esistenziali. Il guaio vero è che, la maggior parte delle religioni di spirituale non hanno proprio nulla! La maggior parte di loro è più un tentativo malriuscito di giustificare un potere con un presunto mandato divino e nulla più.

Una delle peggiori è la religione cattolica ed infatti, per tentare di cercare qualcosa che sia diverso bisogna andare fuori dal seminato(tant’è vero che sono stati o scomunicati o ci sono andati vicino!) come gli scritti di Sant’Agostino o San Francesco o Giordano Bruno.

Il resto invece…siate sinceri…sono o dogmi oppure racconti dall’origine pre semitica comuni alle tre grandi religioni monoteiste dove c’è sto Dio bipolare poco sicuro a quanto pare delle proprie azioni visto che fa e disfà e poi corre ai ripari! Uno schizofrenico!

E qui di solito mi obiettano che oltre il Vecchio Testamento c’è quello nuovo in cui tutto poi viene spiegato! Beh…mica tanto direi se poi nel corso dei secoli quel nuovo libro è stato modificato più e più volte e se dei tanti vangeli solo quattro sono stati dati per buoni sebbene spesso siano anche in contraddizione tra loro!

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Insomma, alla fine si tende a credere ad un insieme di cose senza che nessuna di queste abbia davvero una base filosofica e i vari dogmi e le varie credenze sviluppatesi negli anni sono non solo ridicole (mia opinione) ma decisamente spesso in contraddizione tra loro come per esempio il fatto che una donna già madre (non lo dico io cazzo…è scritto nei Vangeli!) metta al mondo un figlio che però non è suo ma di dio e che torni vergine e muoia vergine!

O di quella cosa illogica per cui tu hai il libero arbitrio e quindi puoi decidere il tuo destino ma che comunque è già scritto essendo Dio onnipotente ed avendo tracciato per ciascuno di noi il proprio percorso! Va beh, le contraddizioni sono tali e tante che non basterebbe tutto WordPress per parlarne!

Quindi torno alla notizia (questa) di partenza che mi ha fatto troppo ridere e che in pratica ha visto il Vaticano prendere una decisa posizione contro la piaga mortale delle ostie senza glutine! Che sia ben chiaro…il corpo di Cristo ha il glutine…senza è un falso!Quindi, pezzi di celiaci che non siete altro andate a fare compagnia ai vegani che essendo tali giustamente non si nutrono di certo della carne di Cristo! All’inferno tutti!

Ora…giusto per essere ancora più pungente e cattivo…vorrei dire una piccola cosa…ma cazzo…possibile che tu, che ti ritieni così vicino a dio possa davvero pensare che a dio gliene possa fregare qualcosa (qualora esista) se nella cazzo di ostia di merda che dai, dentro c’è il glutine o il grano OGM? Ma sei scemo???

Ma magari prendere posizioni contro la pedofilia al tuo interno? O contro la corruzione dilagante generale(anche tua) ? O contro il razzismo ad esempio di tutte quelle persone che si definiscono cattoliche, fedeli, che vanno a messa …ne saltassero mai una per carità ma che poi sul primo social che capita scrivono frasi come: era meglio che moriva a casa sua, ora gli dobbiamo pure pagare le spese riferite alla morte del figlio di un immigrato, letta con i miei occhi.

Ecco…ditemi voi se ho torto o ragione a dire che questa gente di spirituale non ha proprio nulla! Eppure le quattro scomuniche le ho io (queste)…questi forse fanno comodo per l’8 per mille o per la questua mi sa perché ovviamente la religione è soprattutto pecunia della serie…chiedilo al cardinal Bertone come li ha spesi i soldi…chiedilo a quell’altro che ci faceva le orgie…chiedilo a chi ti pare tanto la risposta la sai solo che spesso non vuoi vederla ne sentirla!

Ripeto…potrai dirmi tutto…sono blasfemo? Ok, lo sono ma meglio blasfemo che tonto penso. E lo ripeto, io sono contro le religioni, contro le strutture organizzate e contro i dogmi non contro la spiritualità. Trovo ad esempio molto interessanti certi principi insiti nel buddismo, anche il confucianesimo offre begli spunti filosofici  ad esempio.

Trovo molto affascinante la teoria (ma potrebbe anche essere un credo) di Gaia che darebbe di sicuro molte più risposte che non tutte le altre religioni messe assieme.

Ma per favore …evitiamo di scendere nel ridicolo continuando a difendere queste religioni in cui dio, ove mai fosse esistito sarà stato il primo a prendere le distanze fuggendo il più lontano possibile perché certe cose proprio non hanno logica. Neanche fede. Non si possono proprio sentire! A sto punto meglio i pastafariani!  😀

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Di fascismi, stupidismi ed altre disgrazie…

Riflettiamoci! Avete presente quando vi trovate davanti qualcuno che fa discorsi strampalati? Senza senso? Senza logica? Senza alcuna base scientifica o culturale o quanto meno di buon senso? Ecco…che fate in quei casi? Certo, se avete voglia e tempo da perdere magari ci provate anche a dire un guarda che stai dicendo una cazzata!

Ma il più delle volte, specie se non avete di fronte qualcuno per cui vale la pena perdere tempo ad intavolare un dialogo costruttivo quello che fate è semplicemente questo: pensate dentro di voi che avete di fronte un cretino e ve ne andate per la vostra strada certi che il cretino tale è e tale resterà.

E quando il cretino trova non una ma centinaia di persone che gli riservano lo stesso trattamento di totale indifferenza alla fine resta da solo a sproloquiare, un po’ come il canonico scemo del villaggio che nessuno ascolta e a cui nessuno da importanza perché giustamente non ne merita.

Ora, di cose strampalate e prive di ogni fondamento nel mondo e nella storia troppe se ne son dette. Ma, se la base è solida, se la base è preparata quelle cose restano per l’appunto cose al limite folkloristiche. Il guaio è che se questa base è essa stessa debole, se non ha gli elementi giusti per poter discernere si corre il rischio che qualsiasi idiozia diventi propria di tutti. E questo è un problema. Anzi è il problema.

Mi spiego meglio. Poniamo che un idiota convinto del fatto che la terra sia piatta e che il sole giri attorno alla stessa si metta a propagandare questa idiozia a dispetto di ogni evidenza scientifica. Poniamo che insieme ci metta anche la convinzione che la terra abbia solo 6 mila anni e che l’evoluzione sia una bojata se chi ascolta non ha gli strumenti giusti che farà? Finirà per crederci ovviamente…

E di bojate così a cui popoli interi hanno creduto troppe se ne son dette e se ne continuano a dire. Dal parto di una vergine a fantomatiche resurrezioni, scie chimiche, extraterrestri, vaccini che uccidono, creazionismo, oroscopi, cartomanzia, pozioni miracolose e chi più ne ha più ne metta!

Ovviamente tra queste non poteva non esserci la teoria strampalata della superiorità della razza che ha dato il via ad una delle più nefaste pagine della storia portando alla nascita nel nazifascismo. E’, era, una enorme bojata ma milioni di persone ci hanno creduto e…ancora ci credono.

Ma, una cosa bisogna capirla per bene: il fascismo, oltre ad essere una strampalata ideologia basata sul concetto di superiorità razziale e nazionale è anche un atteggiamento mentale che trascende l’ideologia stessa e si espande come un gas venefico permeando società e schieramenti con il risultato di avere fascisti ed antifascisti che combattono il fascismo con gli stessi metodi dei fascisti.

Questo paradosso (già Pasolini lo aveva evidenziato, ma non solo lui) porta al risultato che chi alla fine perde è la democrazia a scapito di una sempre minore libertà sociale ed individuale. E questa cosa la trovo aberrante. Una società sana, non combatte ideologie strampalate o atteggiamenti idioti con censura, leggi speciali, leggi ad hoc, punizioni, carcere , distruzione ecc ecc. Questo modo di combattere è proprio del fascismo.

Era durante il ventennio (eredità per altro della chiesa e dell’inquisizione) che si metteva fuori legge il dissenso, si arrestavano persone per aver espresso idee ed opinioni, si sequestravano beni, si esiliava, si picchiava e si censurava tutto per avere un unico pensiero dominante ed un unica verità. Fare come allora è da fascisti.

Chiedere di punire per legge chi inneggia al capoccione idiota del ventennio è fascista. Vuoi combattere l’idiozia? Allora devi distinguerti dall’idiota e trattare l’idiota per quello che è. Lo lasci parlare, sbraitare, sventolare e salutare come crede ma, semplicemente gli stai alla larga come staresti alla larga dallo scemo del villaggio. Non serve altro.

Serve semmai aumentare gli strumenti per fare in modo che la maggior parte delle persone siano in grado di capire che quello che ha di fronte è lo scemo del villaggio. La scuola in primis. D’accordo che mi studi I promessi sposi, per carità ma cazzo, fai leggere anche che so Fontamara, Se questo è un uomo o altri testi del periodo!

Ovvio che se con i programmi a stento arrivi a studiare la prima guerra mondiale con tutta la retorica ad essa associata di Caporetto ecc ecc e poi ti fermi li è normale che poi qualcuno pensi che tutto sommato il fascismo è stata una buona cosa, che i treni arrivavano in orario e che potevi stare con la porta aperta che nessuno rubava!

Certo…ma se tu gli insegni che i treni erano giusto 2 (falli pure essere in ritardo!), che le porte erano aperte perché dentro casa al massimo la gente aveva pane e cipolle e che i delinquenti non c’erano semplicemente perché indossavano tutti la camicia nera delle milizie magari una idea diversa te la fai…così giusto per dire…

Insomma, mi pare assurdo tutto quello che sta accadendo in questi giorni ma trovo che se da una parte invochi leggi per punire chi usa simboli fascisti ( per me anche il reato di apologia è un reato senza senso) e dall’altra fai una legge per rendere obbligatori i vaccini significa che la democrazia ha perso ed è in balia dell’umore del momento, spesso dettato dai social il che è tutto dire…

Ripeto, lo scemo del villaggio lo ignori e lo combatti facendo in modo che gli altri lo possano riconoscere come tale. Se insegni bene la storia, se insegni bene la scienza domani non avrai bisogno di imporre nulla con la forza (atteggiamento fascista) perché tu saprai da solo che un vaccino è indispensabile e che il duce era solo un coglione megalomane, espressione di industriali e latifondisti, per tenere buoni ed al guinzaglio operai, contadini e morti di fame.

 

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La realtà virtuale

Sorrido amaro. E’ iniziata la festa principale di questa cittadina piccola che per la maggior parte della popolazione quasi nemmeno esiste. Cittadina tutto sommato da sempre tranquilla in cui il livello di criminalità si riduce a furti e rapine compiuti da tossici per lo più o da quella microcriminalità endemica presente ovunque.

Gente per altro ben conosciuta dalle forze dell’ordine della serie che se succede qualcosa o è stato tizioo o è stato caio e se non son stati loro il colpevole in genere salta fuori al massimo entro una settimana. Per dire. Per far capire il contesto. Ora c’è sta festa che si concluderà di fatto Domenica e…la città è impazzita.

O meglio, sono impazziti gli amministratori, il prefetto e chi prende decisioni. Ed il tutto è ovviamente manco a dirlo conseguenza di un clima politico generale dove sull’onda dei fatti di Torino e di recenti attentati hanno contribuito a creare un clima di terrore manco fossimo sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Capisco tutto ma qui si sta esagerando. Ormai viviamo in una realtà che più virtuale non si può dove la percezione dell’ambiente ha smesso di essere una percezione cognitiva ed è diventata una percezione social-telvisiva. E così strade chiuse, per vedere il concerto perquisizioni, numero chiuso di accesso nella piazza, divieti, new jersey piazzati qua e la, tombini sigillati, cassonetti rimossi, elicotteri, camionate di agenti in rinforzo, divieto di vendere questo e quello ecc ecc.

Adesso…vorrei far semplicemente notare che:

1) le cause di morte nel mondo vedono ai primi posti quelle per i disturbi cardiovascolari e per i tumori seguite da una sfilza di altre cause di cui, quella con minore incidenza e probabilità è la causa di morte per attentato terroristico. Ora non è che voglio minimizzare ma cazzo qui si sta esagerando…hai più probabilità di morire perché scivoli nella doccia che non per un attentato eppure nessuno invia l’esercito nelle nostre docce a difenderci…

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N.B. il grafico è stato preso dal web e non ha una valenza statistica ma risulta verosimile se confrontato con varie statisiche ufficiali ad esempio questa, leggi qui

2) La percezione della paura del terrorismo è infinitamente sproporzionata al pericolo reale mentre quelli che rappresentano pericoli reali sono percepiti con noncuranza …della serie ma chi se ne fotte, basta che chiudete le frontiere…

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3) Toccando ferro, un paese come l’italia che ha visto sul suo territorio negli anni di piombo un terrorismo di Stato e di destra contrapposto ad un terrorismo eversivo di sinistra (comunque diverso perché mirava a colpire singoli e non masse) oltre ad un terrorismo mafioso in questi ultimi anni non ha visto nessun episodio di terrorismo di matrice islamica o pseudoislamica. Ripeto…nessuno.

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4) Ad oggi la maggior parte delle vittime di questo pseudo terrorismo islamico (uso pseudo perché dietro vi sono altri interessi che nulla hanno a che vedere con la religione…nulla) sono proprio cittadini che in maggioranza abbracciano quella fede il che dovrebbe far riflettere quelli che è uno scontro di civiltà, una guerra di religione e ci manca giusto un facciamo le Crociate…

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5) Dall’ormai triste episodio dell’11 Settembre, gli autori materiali di quella e delle altre stragi avvenute in Europa e negli Usa sono tutti cittadini residenti in pianta stabile nei paesi colpiti, addirittura spesso figli di immigrati con cittadinanza da una o più generazioni. E quando non è così essi provengono da quei paesi considerati non solo alleati fidati (vedi Arabia Saudita) ma immuni ad ogni controllo. Anzi, destinatari di armi e finanziamenti miliardari…per dire…

6) Il fatto che facciano finta di preoccuparsi per la nostra sicurezza si sta dimostrando solo e soltanto un mezzo per controllarci, dividerci e metterci gli uni contro gli altri. Che non mi fai salire su un aereo con un tablet o un cazzo di biberon o che mi controlli ai raggi x il mio corpo e tutta la mia vita personale (dai social alle mail alla rubrica telefonica) è solo un qualcosa che limita la nostra libertà personale e che NULLA  ha a che fare con il terrorismo. NULLA.

E a dimostrazione di ciò sta il fatto che tutti gli autori degli attentati suddetti erano ben conosciuti, in genere già pregiudicati ed inseriti nella piccola criminalità. Non certo gente che viaggia per studio o lavoro o turismo.

Quindi…considerando che, la maggior parte dei paesi colpiti da terrorismo coincide con i paesi in cui le multinazionali occidentali hanno interessi e vi hanno esportato guerre più o meno note dovrebbe quanto meno far riflettere su quanto sta avvenendo perché questo terrorismo virtuale è tutto nostro. TUTTO.

Detto ciò…volete vivere in città blindate…militarizzate…controllate e controllati ora più che mai anche se vivete nel buco del culo del mondo in un posto dimenticato da tutti? Bene…contenti voi ma a me sinceramente avete cominciato a rompermi il cazzo e mica poco quindi, in conclusione sapete che vi dico? Ma annatevene affanculo voi, la vostra sicurezza e la vostra festa…io di sicuro me ne vado da un altra parte!

Sul terrorismo: leggi anche qui

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Grafico che mostra come il maggior picco di terrore è avvenuto negli anni ’80…

 

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E’ solo colpa loro?

Ho guardato qualche giorno fa un film (Captain Fantastic) di cui non sapevo nulla quando ho deciso di vederlo segno inequivocabile che è passato in sordina e che di fatto è stato snobbato da critica e pubblico. Ok, non discuterò del film visto che non è il mio lavoro e non credo di aver le competenze per dare un giudizio “giusto”.

Però c’è una scena che mi ha colpito per lo “scontro di civiltà” che rappresenta. Da una parte la civiltà del consumismo, dei desideri indotti, del superfluo, dell’ostentazione, dell’individualismo e naturalmente dell’ignoranza. Dall’altra parte la ricerca, da parte di una famiglia di vivere in armonia con l’ambiente rifiutando i “nostri” valori e per questo ritenuta stramba e fuori dal mondo.

Nella scena che riporto (nella sequenza delle tre foto) c’è esattamente tutto ciò anche se all’apparenza può solo sembrare una banalissima presa in giro da parte di ragazzini ad un altro. Ma non è così.

Infatti nella scena precedente vi è stato un litigio tra il padre di questa famiglia “alternativa” e la sua sorella che gli rimproverava il fatto che vivendo in quel modo i suoi figli non andavano a scuola e non imparavano nulla!

Per tutta risposta il padre chiama i figli di sua sorella e gli pone due semplici domande sulla dichiarazione dei diritti dell’uomo ed assiste al balbettio sommesso da parte dei due ragazzini che, pur andando a scuola regolarmente è evidente che non sanno nulla!

Allora chiama il più piccolo dei suoi figli e gli pone la stessa domanda e quello parte a razzo a dire tutto ciò che sa…salvo che il padre lo ferma e gli dice: non voglio che tu mi dica ciò che sai a memoria ma cosa ne pensi…e il ragazzino prontamente risponde.

 

 

Ecco, quando la famiglia va via i due “scolari” bravissimi con telefonini e videogames ma somari nel resto convinti di essere dei dritti mandano a fanculo il ragazzino e questo è esattamente l’atteggiamento che questa società insegna alle nuove generazioni che, così, crescono beatamente ignoranti ma convinti di saper tutto, di aver ragione e pronti a sopraffare il pensiero altrui in ogni forma come accade giornalmente in certi social.

Personalmente credo che il genere umano si divida in due macro categorie. La prima è rara, quasi nascosta, dell’ordine di uno ogni cento milioni forse. Sono i geni, quelli che, dall’invenzione della ruota, hanno costantemente fatto progredire l’umanità. Persone eccezionali che spesso sono anche inascoltate o derise ma che vanno per la propria strada. Senza di esse staremmo ancora nelle caverne…

Gli altri che appartengono alla seconda categoria sono, siamo, gli “ignoranti”  e questi ultimi si suddividono in due sotto categorie che sono gli ignoranti inconsapevoli (come i due ragazzini della foto, come quelli contro i vaccini ecc ecc) e gli ignoranti consapevoli che cercano di capire, di esserlo ogni giorno un po’ meno ma che non sempre ci riescono ma, nonostante ciò non impongono agli altri la loro stupidità.

Gli ignoranti inconsapevoli praticamente sono degli stupidi conclamati ed è grazie a loro che il mondo va male perché questi sono ormai in dilagante maggioranza. E’ grazie ad essi che politicamente ti ritrovi ad aver a che fare con Trump, con Salvini, Renzi, Grillo e che per un ventennio è stato adulato il sultano di Arcore.

Questa umanità stupida ha di fatto abbracciato questo stile di vita fatto di disvalori in cui rubi e sei furbo, parcheggi in doppia tripla fila ed è normale, avalli una società che truffa, inquina, distrugge e ritieni che sia giusto così, una società dove t’incazzi per lo sciopero, per il profugo, per la partita, in cui fai debiti per il gioco, per il lusso, per vacanze extralusso ma in tutto questo tu pensi di essere una gran persona.

Fanculizzi chi fa i tuoi interessi ed arrivi ad idolatrare un Berlusconi o un Marchionne o un Briatore ritenuti furbi, vincenti ed a cui questa massa del terzo millennio vuole assomigliare ed arriva a giustificare ogni nefandezza. Gli altri sono falliti, sfigati, gente da non ascoltare! E va da se che da questi modelli, da questa massa gli esempi per le nuove generazioni sono quel che sono.

Parliamoci chiaro…se trenta-quaranta anni fa un ragazzino alzava la voce con i propri genitori erano dolori…se a scuola prendeva un brutto voto a casa prendeva come minimo un calcio in culo mentre oggi i nuovi genitori arrivano addirittura a far causa all’insegnante colpevole di non trattare coi guanti il loro piccolo “genio”! Ecco quindi che, non è certo tutta colpa loro se crescono in questo modo.

La società è cambiata, e qui rispondo in qualche modo a questo post in cui ci si chiede cosa ci sia di sbagliato nelle loro vite. Non ci sono più punti di riferimento come non ci sono più certezze. Lauree e diplomi sono solo pezzi di carta senza alcun valore perché quando arrivi ad un punto in cui richiedi la laurea pure per fare lo spazzino significa che si è scelto un modello dove il pezzo di carta serve non per crescere ma per ottenere una sorta di lascia passare.

Quel che importa davvero è sapersi imporre, primeggiare, sapersi vendere, saper fottere gli altri ed avere le giuste relazioni che magari ritrovi con gli amici del calcetto. Non conta sapere e capire ma conta solo essere furbo e prostrarsi. Questo è il mondo in cui viviamo, un mondo in cui quei valori di sinistra sono stati soppiantati da questo modo di essere di destra che ovunque la fa da padrona.

E’ iniziato tutto negli anni ottanta, gli anni della Milano da bere, di Craxi e di Reagan e della Thatcher, delle mafie al potere e dei soldi facili, delle borse, della finanza e del lusso, dell’estetica e dell’ostentazione e tutta quella gente che credeva in altro si è di fatto ricreduta abbracciando e santificando il dio danaro.

Me lo ricordo quando nel paniere dell’Istat venivano tolti i beni di prima necessità per sostituirli con quelli effimeri che stabilivano che il dio P.I.L. ed il libero mercato dovevano lasciar fluire tutto il danaro prodotto con speculazioni su speculazioni.

E tutti zitti, tutti a cercare di accaparrarsi le briciole mentre un intero tessuto sociale veniva sostituito da una massa eterogenea di ignoranti inconsapevoli ma arricchiti. Contenti di tornare ad essere schiavi ma con la tv al plasma o il Suv più grande di quello del vicino!

Ed ormai c’è ben poco da fare…anzi…se canti fuori dal coro sei tu quello strano, sei tu che non hai capito nulla, sei tu che sei un parassita. Questa enorme massa è ormai in totale balia di chi la controlla ed il capolavoro sociale sta proprio in ciò: se un tempo ci si univa per combattere il potere e le disuguaglianze e le ingiustizie oggi si combatte contro chi le combatte e semmai sono le vittime ad essere colpevolizzate.

In tutto questo vogliamo davvero dare tutta la colpa alle nuove generazioni? Io francamente non me la sento. Le colpe sono le nostre e sono gravi, gravissime a cominciare dalla colpa madre di tutte che è stata quella di aver rinunciato del tutto all’uso del cervello dimenticando chi eravamo e da dove venivamo. I ragazzi non possono che prenderne atto e partecipare a questa enorme sagra mondiale dell’idiozia.

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Us and them, decisamente contro corrente

Avete presente gli animalisti fanatici? Quelli che sono poi vegani perché guai ad uccidere un animale per mangiarlo che è un essere vivente (come se le piante non lo fossero anche loro…va  beh…) ma poi li senti che si lamentano perché maledette zanzare ma quando la fanno la disinfestazione? E la derattizzazione? E ci stanno i cinghiali in città…e son tornati i lupi..gli orsi…non è possibile…i nostri bambini ecc ecc…

Ecco…quelli che sono animalisti a razze…questo si, quello si…quello no…e intanto hanno appena spiaccicato quel povero rospo in strada che attraversava…perché ci son animali più animali degli altri…ma loro sono convinti di rispettare la natura…loro sono casti e puri e quello orribile sei solo e soltanto tu.

Il discorso lo si riporta paro paro quando si tratta di esseri umani…sdegno enorme…chilometri di trasmissioni se a morire sono persone “nostre” invece al massimo un alzata di spalle se sono “loro” se non addirittura un nemmeno tanto nascosto meglio così che vengono qui e ci rubano lavoro, donne, cibo e cultura…

Perché di questo si tratta…semplicemente di ridurre sempre tutto a un noi ed un loro, a creare categorie, confini e dentro di questi sentirsi sicuri, protetti e, nel caso prendere gli opportuni provvedimenti che ovviamente non serviranno a niente se non a farti stare ancora peggio. Ma intanto i burattinai ne traggono giovamento.

E così l’uomo arancione parte per il suo mini tour…arriva ovviamente la dove ci sono i suoi sudditi e via…ti do queste belle armi nuove di zecca…e tu mi dai un pacco di soldi così la mia industria prospera, la gente lavora e l’idiota che mi ah votato è contento e potrà comprarsi l’ultimo televisore ipermegafullaccadi da 2000 pollici e vedersi la CNN che trasmette l’ultimo bombardamento in diretta!

Poi passa pure per la colonia italiana…il dialogo potete immaginarlo:

Trump: wee paisà…mi raccomando…dovete alzare le spese militari di un altro cicinino!

PM (primo ministro): ma come, non abbiamo soldi per ponti che cadono, strade sderrupate, gli ospedali che chiudono, stazioni pure, le scuole cadono, il terremoto…

Trump: e che sarà mai! Cazzo ti frega guagliò, tu dai sempre la colpa agli immigrati, all’isis, al tempo e alla sfiga che poi qualche dollaro te lo faccio sempre avere…un paio di giacimenti te li faccio gestire li, qualche cannone lo vendi la e tutt’a posto!

PM: ma veramente qui l’isis n’ha fatt ‘nu cazz!

Trump: non ti preoccupare…ci penso io!

PM: si ma tutte ‘ste cazzo di armi ‘ndo le metto? Non ho spazio!

Trump: e che problema c’è? Fai partire un altro po’ di soldatini e ne sganci un po’ qui e un po’ la…ah…si vede che sei nuovo e non capisci ‘nu cazz…me lo diceva Kissinger…Andeotti, Cossiga…quelli si che ci sapevano fare…ti devo dire tutto io?

PM: e vabbuò capo…come lei desidera…baciamo le mani!

Trump: bravo guagliò…e mo piggliammoci sto caffè che devo andare a parlare con gli altri picciotti francesi, inglesi e teteschi!

PM: certo che pensavamo tutti che fossi diverso dagli altri, fuori dal sistema! Gliel’hai proprio fatta credere a tutti eh?

Trump: beh si, un po’ come l’amico Berlusca qui…mi ha insegnato tanto lui! Pure quell’altro scimmione che avete…si Salvini …un poco l’ho copiato…bisogna sempre perculare chi ti vota e prepararli bene per fotterli dopo! Vabbuò..vado che tengo da fare!

E le cose non cambiano…ci sono delle equazioni inserite in sistemi dove cambiano poche variabili come ad esempio chi fa il cattivo…vuoi che sia la mafia, le Br, la RAF, l’Eta, l’IRA, l’OLP, i Talebani, l’Isis, Saddam, la Corea, l’URSS…variabili appunto…un cattivo si trova sempre e si trova sempre il modo di manovrarlo a sua insaputa naturalmente.

Le costanti sono sempre le stesse…industria armamenti e petrolifera, armi, esercito, guadagni, economia, PIL, paura, eroi. Campo dei buoni contro campo dei cattivi. Il risultato deve sempre essere un grande attivo economico ed un discreto spread tra i morti nostri (sempre eclatanti) ed i morti loro che non debbono mai fare notizia più di tanto. L’importante è che il saldo sia sempre positivo che il morale fa la differenza!

E niente…dopo i tanti Je suis passati mo siamo tutti Manchester in attesa della prossima equazione da risolvere per far quadrare i conti. I più strilleranno, si scaglieranno con odio contro gli altri, i giornali e le tv spiegheranno, si cercheranno testimonianze, ospiti…tutto come sempre…verranno prospettate soluzioni…chiudiamo porte finestre e frontiere…niente pc a bordo, niente tablet, niente visto…statt’a casa guagliò…ma dove devi andare?!

Naturalmente nessuno si accorgerà che in tutti gli attentati dall’11 Settembre gli attentatori non solo erano cittadini residenti ma erano spesso semplici delinquenti che nulla avevano a che fare con i paesi che poi sono stati colpiti! Uno dei maggior esportatori di terroristi ad esempio è proprio quell’Arabia Saudita alleata di banche e industrie americane…così per dire…mica hanno bombardato loro…

Tutto questo solo per dire che, ok…piangete per i bimbi inglesi e mi sta bene e mi dispiace ci mancherebbe però, ricordatevi, se non volete fare gli ipocriti, anche di tutti gli altri che in questo gioco del noi e loro muoiono tutti i giorni a causa delle politiche che mirano a far si che quelle equazioni di cui sopra vengano sempre rispettate.

Altrimenti tacete perché i vostri sentimenti sono falsi come è falso tutto in questo schifoso contesto ed alla fine non c’è alcuna differenza tra un qualsiasi idiota che si fa saltare in aria credendo di risolvere chissà cosa e voi che fate lo stesso votando per chissà chi che darà il via al decollo di qualche aereo per ammazzare chissà chi di la.

La verità è che fino a quando si continuerà a ragionare con questi schemi non cambierà nulla. La verità è che fino a che non capiremo che siamo tutti abitanti di un pianeta e che questo naturalmente non ha confini sarà sempre uguale. La verità è che non lo capiremo mai, la verità è che in quelle equazioni noi siamo solo delle costanti e le costanti si sa, non cambiano mai .

Us and them
And after all we’re only ordinary men
Me and you
God only knows it’s not what we would choose to do
Forward he cried from the rear
And the front rank died
And the general sat,and the lines on the map
Moved from side to side
Black and blue
And who knows which is which and who is who
Up and down
And in the end it’s only round and round and round
Haven’t you heard it’s a battle of words
The poster bearer cried
Listen son,said the man with the gun
there’s room for you inside

Down and out
It can’t be helped but there’s a lot of it about
With,without
And who’ll deny it’s what the fighting’s all about
Out of the way, it’s a busy day
I’ve got things on my mind
For wants of the price of a tea and a slice
The old man died

Noi e loro
E dopo tutto siamo solo uomini comuni
Io e tu
Dio solo sa che non è ciò che avremmo scelto di fare
Avanti, gridò, dal fondo
E la prima fila morì
E il generale sedeva, e le linee sulla mappa
Si muovevano da una parte all’altra
Nero e blu
E chi sa quale è quale e chi è chi
Su e giù
E alla fine è solo girare e girare e girare
Non hai sentito che è una battaglia di parole
Urlò l’uomo con il manifesto
Ascolta figliolo, disse l’uomo col fucile
Qui dentro c’è posto per te

Sotto e fuori
Non ci si può fare niente, ma ce n’é molto in giro
Con , senza
E chi negherà che è tutto qui il senso della lotta
Fuori dai piedi, ho un giorno indaffarato
Ho tante cose in testa
Per volere del prezzo di un thé e di una fetta di torta
Il vecchio morì

Tradotto da LA CORTE DEI MIRACOLI

 

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Dacci oggi il nostro troll quotidiano!

Senza scomodare Umberto Eco è palese che la rete in questi ultimi anni è decisamente cambiata ed in peggio per tutto quel che riguarda confronti e dibattiti pubblici tra utenti in forum o social network o interventi a seguito di articoli su quotidiani on-line.

All’inizio vi era tutto un altro spirito, gli utenti che erano ancora molto pochi per tante ragioni( dal costo di connessione alla lentezza dei primi modem 56k ed alla mancanza di dimestichezza di chi non capiva nemmeno cosa fosse il web) dialogavano con tutt’altro spirito.

Non che non si litigasse, per carità, quando vi sono opinioni divergenti penso sia normale farlo. Solo che ecco, quei “litigi” erano costruttivi, non fine a se stessi e non volti a distruggere l’altra persona. Finita la discussione finiva tutto li.

Quello che sicuramente non c’era era la presenza di due tipi di elementi spesso coincidenti che oggi invece imperversano rendendo impossibile un reale dibattito. Queste figure sono il “troll” ed il “webete” (che io chiamo socialiota) oltre, ma questa è una figura ancora peggiore, al bullo on-line che mira unicamente a distruggere determinate persone.

Il troll è un personaggio che praticamente è connesso ventiquattro ore al giorno e che ha la peculiarità di intervenire a vanvera su qualsiasi cosa senza apportare alcun concetto valido ma ripetendo all’infinito sempre le stesse cose. L’effetto è quello di un chihuahua attaccato ai coglioni…

Il socialiota invece è colui il quale crede di sapere tutto pur non sapendo nulla e che pensa di dover per forza dire la sua anche se non ha letto l’articolo, non conosce la materia, non conosce i fatti e normalmente non conosce nemmeno la lingua tanto che in genere non comprende neppure le risposte che loro malgrado qualcuno da mossi a pietà…

Ecco, tutta questa lunga premessa per dire che ieri leggevo di un sito web norvegese (qui l’articolo) che a mio modo di vedere ha ideato una cosa geniale per limitare (temo che azzerare sia impossibile!) le scorribande di questi soggetti.

Che hanno fatto? Semplice…entri, leggi l’articolo e, invece di poter commentare subito prima vieni re-indirizzato ad un test che stabilirà il tuo grado di comprensione dell’argomento trattato! Hai letto? Hai capito? Ok, allora puoi dire la tua!

Certo la cosa è perfettibile ma io la trovo davvero geniale, molto meglio di una sterile moderazione con ban che non serve a nulla visto che i troll in genere hanno infiniti nick. E poi personalmente la censura non mi piace a prescindere.

Diciamo che a chi insulta  lascerei il commento intatto in modo da qualificare il personaggio per ciò che è ma, poi se volesse postare ancora gli farei apparire un messaggio con su scritto: bene, hai perso un occasione per tacere, i tuoi messaggi non saranno più accettati.

Invece il test lo estenderei oltre che alla comprensione e lettura dell’articolo/discussione anche a qualche domanda di cultura generale della serie che, se stiamo a parlare che so, di energia elettrica, cazzo, se vuoi intervenire dimmi che si, conosci la legge di Ohm, sai che cosa è un Amphere, un Kilowatt cosa rappresenta ecc ecc!

E tutto sommato, con intento sociale di recupero, non sarebbe nemmeno male inserire qualche domandina di grammatica in modo che, se alla fine non superi il test, oltre a non poter commentare ti vengono anche consigliati dei testi da andarti a leggere perché tutto sommato, se sei stupido ed ignorante puoi sempre fare un piccolo sforzo per migliorare!

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L’ammmore ai tempi di mr. Gray

No, non parlerò dell’ultimo film del noto personaggio che tanto non ho visto e non vedrò. Non parlerò nemmeno del primo film che , giuro, ho provato a vedere con tutta la mia buona volontà ma che proprio non si è fatto vedere tanto che nemmeno a metà praticamente l’ho cestinato. Però in qualche modo evidentemente questo racconto/film c’entra. In particolare con due episodi slegati tra loro ma in qualche modo collegati.

La prima cosa che mi viene da dire è che di tutto ciò rido ma allo stesso tempo dico anche che sta moda del voler/dover per forza giocare a fare i master o le mistress de noartri mi sa che vi sta un pò sfuggendo di mano! E quindi, con il mio consueto savoir faire che mi contraddistingue di conseguenza dico che, va bene i giochetti, va bene sperimentare, va bene tutto(o quasi!) ma sta storia con tutti gli emuli ha un pò scartavetrato i coglioni!

E per carità, non ho nulla contro chi ama il genere sadomasochista che non può prescindere da ruoli ben definiti, frustine, frustone, pale, spranghe, password(ma pure per scopà???), catene, manette, sculacciate, culi maciullati, labbra morsicate, corde , carrucole che manco in un cantiere edile ci stanno tutti sti attrezzi! No, non ho nulla contro ma, semplicemente, tutto ciò non mi attira, non mi attizza…un bel culo, liscio vellutato, bianco lo preferisco liscio, vellutato e bianco e il solo vederlo così mi eccita…vederlo maciullato mi viene da piangere cazzo!

Però so che non tutti siamo uguali e va bé ci sta…a te piace e fa quello che ti pare! Ma, secondo me il guaio sta nel fatto che, su 100 coppie probabilmente solo un paio saranno realmente attratte dal genere, esageriamo…dieci toh…ma il resto lo sta facendo per moda o perché si sono convinti che se non lo famo strano e doloroso non va bene! E qui c’è il primo episodio, raccontatomi da una mia amica la quale va a casa di un tipo per farsi una scopata e (la faccio breve!) si ritrova uno di sti emuli confusi di Mr.Gray con risultati catastrofici per la libido!

Ad un certo punto infatti questi, dopo averle mostrato frusta  e paletta (con la mia amica che ha fatto uno sguardo della serie…machedavero…), prende una candela e inizia a colargli la cera qui e la…mo…va beh che la mia amica stava ingrifata e va beh…passi…però le veniva pure da ridere! E pure a me quando mi ha raccontato i particolari. Ma poi mi sono ricordato di quella volta che, in seguito ad un blackout accesi una candela e, quando mi dovetti spostare di stanza, la cera bollente mi cadde sull’incavo della mano. Ecco…la cosa la trovai tutto tranne che erotica! Penso che Gennaio e Febbraio del calendario partirono di sicuro!

Oltre al fatto che, attaccandosi poi alla pelle, per toglierla mi si strapparono anche i peli e li partii anche Marzo. Mi rimase tutto arrossato e liscio e penso che era la mano…cioè una parte in cui la pelle è pellaccia nel senso di dura e abituata a vari traumi. Figuriamoci altre parti del corpo decisamente più sensibili! No no… come ho detto ste cose non fanno per me che a sto punto meglio 9 settimane e mezzo! Ma nemmeno per tanti altri come dimostra il secondo episodio che cito da qui!

In pratica, per chi non volesse leggere, pare che in Inghilterra, abbiano creato(o stiano creando, non ricordo bene) delle unità speciali di vigili del fuoco attrezzati per intervenire nelle emergenze del cazzo ovvero in tutte queste situazioni dove vi sono uccelli intrappolati in arnesi di tortura che manco Torquemada oltre al sempre classico di gente ammanettata le cui chiavi son state smarrite!

E qui rido di nuovo perché ho un amico vigile del fuoco ed immagino se capitasse a lui di fare questi interventi! Devo chiederglielo comunque! Anche se, probabilmente qui, penso che ci si affidi di più al caro vecchio fabbro il che, come dice la mia amica , potrebbe essere traumatico assai visto che, difficilmente esiste un fabbro che non abbia due manone tipo Hulk! E me lo immagino mentre arriva e ti dice: questa mano…pò esse fero o pò esse piuma! E subito dopo inizia ad armeggiarti attorno al pisellame! Insomma…secondo me forse è meglio lasciar perdere!

E in tema una scena mitica di un film che va visto!

 

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La favola del fuori dall’Euro tutti più ricchi…

Basta! Non se ne può più. Non sono un economista, non sono neppure laureato ma ricordo il passato e le cose le osservo dal basso. In questi giorni sento un gran vociare di tutti questi economisti o presunti tali che prospettano un uscita dall’Euro come panacea di tutti i nostri mali. Come se a un malato di cirrosi epatica il medico prescrivesse un boccione di vino al mattino e uno alla sera!

Ho sentito dire che serve rilanciare l’inflazione, serve immettere più danaro, serve avere una moneta da svalutare all’occorrenza perché così si rilancerebbe l’economia e gli investimenti! Ma che vi siete fumati? O siete completamente fuori di testa oppure a pensar male significa che state avallando il tornaconto di qualcuno che non sono certo io e non sono nemmeno gli italiani in maggioranza.

Ho sentito parlare di stati predatori che con una moneta competitiva sbaragliano la concorrenza perché esportano di più. Ma cosa dovremmo esportare se prima di tutto non si capisce che il problema non è dare alle famiglie più credito (mutui e prestiti più facili) ma dare al paese più LAVORO? Non ha alcuna importanza immettere liquidità se questa è effimera. Non è certo aumentando i consumi per qualche mese che risolvi i problemi.

E tanto per chiarire le idee, la crisi statunitense non è forse iniziata proprio perché si è dato credito facile e si è alimentata una speculazione che hanno pagato quelli che sono rimasti per ultimi con il cerino in mano? E questi ora che vengono a proporre? Di continuare sullo stesso percorso? Ma è assurdo! Ma ce le ricordiamo o no le fluttuazioni della Lira che in meno di un anno dimezzavano il valore dei nostri soldi?

E ce lo ricordiamo che la nostra crisi è figlia del liberismo sfrenato, della totale assenza di regole e soprattutto di tutte le privatizzazioni che hanno prodotto solo disoccupazione? Perché questo è successo: c’erano aziende statali floride  che di colpo sono state privatizzate e svendute ai soliti noti. Poi da private che erano hanno licenziato in massa, hanno chiuso stabilimenti, delocalizzato e impoverito di colpo milioni di cittadini che nel pubblico lavoravano e quelli dell’indotto che c’era e che è man mano è mancato.

Ma no, in questi anni si è detto di tutto…che bisognava privatizzare, ridurre lo stato sociale, azzerare i costi, frantumare la Costituzione e l’ordinamento dello Stato con conseguente minore controllo del cittadino e una corruzione locale dilagante. Poi si è data colpa agli stranieri (che in gran parte pagano le pensioni ma che loro non riceveranno) e si continua così, su questa linea autodistruttiva.

Il sogno di un Europa unita che viene distrutto da chi persegue interessi sovrannazionali, gli Stati Uniti che prima causano guerre che noi avalliamo e poi dicono e ma guarda che tutti sti stranieri che da li fuggono mica van bene! Ovvio che un Europa unita agli Usa non è mai andata giù. Ovvio che trattare con tanti soggetti deboli sia meglio. Ma questo noi lo capiamo? No! Fuori dall’Euro è il mantra di tutti come se questo fosse un atto magico che all’istante ci renderà tutti ricchi.

Certo, chi dispone di ingenti capitali probabilmente li raddoppierà ed è inevitabile che spinge in tal senso ma noi? Pagare oggi un bene 10 e pagare lo stesso bene tra un anno 20 a chi conviene? A noi o a chi lo produce altrove a basso costo e speculando ci riduce il potere d’acquisto ma stimola la gente a chiedere prestiti ad interessi che seguendo l’inflazione cresceranno a dismisura?

Volete fare un favore a voi stessi? Non ascoltatela più questa marmaglia di pseudoprofessori! Cambiate canale, se siete ad una conferenza alzate ed andatevene in massa, fischiateli, fate il vuoto intorno a questi sciacalli. Zittite i vari Salvini o i grillini o piddini o tutti queste facce di bronzo di un unico cubo di Rubick che come lo giri lo giri porta sempre all’inevitabile risultato che voi sarete fottuti. Nessuno escluso.

Serve serietà.Serve cambiare radicalmente rotta. Serve ricreare un tessuto produttivo. Serve ricostituire un IRI che dia l’avvio, con investimenti pubblici, ad aziende che investano sulla formazione, nella ricerca e che tornino a produrre prodotti innovativi. Dalle nuove nanotecnologie all’idrogeno, alla green economy, all’elettronica, alla meccanica di precisione ma soprattutto occorre tornare ad avere una compagnia statale in ogni settore economico dei servizi.

Perché, non è che ora che privatizzi del tutto anche Enel domani c’è la corsa al ribasso delle bollette. Le compagnie faranno semplicemente cartello come per la telefonia, il gas e tutto il resto. L’unico modo che c’è per stimolare economia, consumi e concorrenza è che vi sia una compagine di Stato a fornire servizi minimi essenziali. Se io sto con pincopallatel e lei mi da un servizio scadente io che posso fare? Vado da fottitel? Fa lo stesso…idem inculatel…quindi il cittadino subisce. Non ha scampo.Nessuna alternativa.

Un pò come sta cosa di fare bollette ogni 28 giorni. Fanno cartello e tu sei impotente.La concorrenza è illusoria. Ma se ci fosse stata una compagnia statale ecco che se tu mi fai pagare ogni 28 giorni, se mi dai un servizio scadente e mi fai pagare tanto io posso andare con quella statale che mi da un minimo onesto. E tu privato ci pensi due volte. Questo serve. Ogni altra pseudoricetta economica non risolve assolutamente nulla di nulla ma semmai finisce di aggravare i nostri problemi. 

Poi va beh…forse mi leggeranno in 4…forse ormai vi siete già tutti convinti di quello che vi hanno detto un pò come vi avevano convinto a tornare al nucleare prima di Fukushima. Ma io ecco mi dovevo sfogare…come ho detto sono un ignorante e alle loro formule matematiche non posso contrapporre nulla se non quella che è stata la storia passata che ci insegna che ogni ciclo depressivo è finito solo quando lo Stato (NOI CAZZO, lo Stato siamo noi!) è intervenuto investendo per favorire SE STESSO cioè NOI. I privati non hanno mai regalato nulla a nessuno. MAI! E credere che immettendo liquidità si stimolino i privati a creare occupazione è solo una immensa gigantesca presa per il culo!

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Il socialiota, tra realtà e finzione!

L’altro giorno ho guardato un film, “L’ora legale” (potrei fare dello spoiler quindi se non l’avete visto e vorrete vederlo siete avvisati!) che è una storia fantasiosa, al limite dell’assurdo, di un paese dove non funziona proprio nulla e dove tutti si lamentano e dove da anni governa un sindaco intrallazzatore che pensa soprattutto agli affari suoi e dei suoi amici perseguendo sempre il proprio tornaconto.

Cose del genere sono appunto solo invenzioni cinematografiche, nella realtà le cose non vanno così giusto? Ecco…in questo paese immaginario si arriva ad un certo punto ad un livello di esasperazione collettiva per cui la gente non ne può davvero più e, arrivati alle elezioni, finalmente sceglie il cambiamento e vota per un nuovo sindaco!

E questi che fa? Ma non si mette a fare davvero quello che aveva promesso in campagna elettorale?! Una cosa inaudita! In breve inizia a ripulire la città, a far lavorare i dipendenti che stavano al bar, a far pagare le multe, ad abbattere case abusive e ad applicare un concetto vago che nessuno apparentemente conosceva: la legalità e le regole uguali per tutti!

Figuriamoci! In men che non si dica inizia a serpeggiare il malumore…qui non ha mai funzionato nulla e ci siamo sempre trovati bene! Ma questo è pazzo! Bisogna farlo smettere! Il povero sindaco, ligio al dovere, in poco tempo si inimica tutta la città perché, diciamocelo chiaramente: in questo paese ci piace lamentarci e ci piace che si applichino le regole ma…a patto che non riguardino noi!

E così, cosa succede in questa finzione cinematografica? Succede che, non potendo attaccarlo in alcun modo, perché sto sindaco è pure onesto, non resta che attaccarlo nell’unico modo possibile quindi, fabbricano letteralmente un accusa e in base a questa viene semplicemente portato alle dimissioni in favore del vecchio sindaco che in breve ripristina l’illegalità agognata dentro cui tutti sguazzano!

Perché diciamocelo francamente…l’italiano della legalità non sa che farsene come non sa che farsene della democrazia. Sono solo parole vuote. L’italiano quello che ama di più è fottersene delle regole salvo poi scagliarsi sui social e da vero idiota partecipare ai quotidiani linciaggi collettivi che, in modo catartico, prendono di mira la vittima di turno.

Insomma…a guardare la cronaca è sempre più difficile capire dove stia il confine tra finzione e realtà. Il film sembra la storia dell’ex sindaco di Roma linciato perché aveva troppi nemici che non trovando nulla di meglio, lo accusarono per pochi scontrini. E accusandolo di frode(accuse poi rivelatesi del tutto infondate!) diedero voce a milioni di socialioti che ne dissero di tutti i colori e che contribuirono alle sue dimissioni.

Ora la storia si ripete! Non entro nel merito della vicenda se non per dire che, gli stessi che ora sono sulla graticola erano anche in prima fila per far fuori l’altro in ossequio del sempre attuale mors tua vita mea. Solita storia insomma che tra l’altro spiegai anche qui. Questa è la situazione, che ci piaccia o no la situazione è ridicola ma fottutamente vera.

Come vere sono tutte le invenzioni da social e da media che animano il “dibattito” politico odierno. Il socialiota è sempre in prima linea, rancoroso e desideroso di sempre nuovi capri espiatori. Ieri leggevo di una di queste bufale secondo cui il parlamento regalava le patenti agli stranieri e tonnellate di gente condivideva e insultava e legittimava la sua misera esistenza fatta di frustrazione ma anche di tante piccole illegalità che è bene ricordarselo…non devono mai essere toccate altrimenti il gioco poi finisce! L’importante è avere sempre nuovi nemici!

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Storia semiseria dei “zozzoni”

A me la storia è sempre piaciuta per il motivo che da essa ho sempre guardato al fattore umano come ciò che determina eventi, azioni, reazioni e che non è solo un susseguirsi di date e nozioni. In pratica non si capisce la storia se non ci si immedesima anche nel contesto in cui chi viene descritto viveva. Naturalmente, preciso che non sono certo uno storico di professione per cui le mie spesso sono congetture o deduzioni ma, penso siano anche molto plausibili. Ma se qualcuno mi dovesse smentire sarà il benvenuto!

Allora…questa premessa parte da un fatto: spesso, ai giorni nostri, leggo o sento persone che contestano o mettono in discussione alcune pratiche sessuali. Non ultimo il caso della sedicente esperta e  medico(sigh!)  Silvana De Mari che dall’alto della sua sapienza ha addirittura detto che  “Si pratica nelle iniziazioni sataniche. …” e che fa male provocando danni inenarrabili! Va beh…come a dire che frequentare gli oratori fa male perché vi sono preti pedofili e orge…ah…no…quello è vero…accidenti…va beh…scherzavo!

Comunque ecco, un pò sulla falsa riga di quello che poi certe credenze religiose hanno nei secoli inculcato molte cose sono rimaste ancora oggi come cose sconvenienti che, alcuni, chiamano perversioni e che a me fa un pò sorridere visto che spesso di perverso non vi è assolutamente nulla! C’è una cosa che però si può accettare ed è il fatto che sono in aumento e credo che, se vi fossero delle statistiche direbbero che su 100 persone oggi probabilmente un buon numero farebbe normalmente certe cose mentre solo qualche secolo fa quel numero sarebbe stato davvero esiguo.

Ecco, questa cosa mi interessa assai. Perché è così? Ed allora ecco ci ho pensato un pò su ed ho capito quello che penso sia il vero motivo oltre naturalmente all’istruzione ed al tempo libero. Perché va da se che, se hai tempo libero e sei istruito, magari non vedi solo il sesso come un mero atto riproduttivo ma magari cerchi anche la parte piacevole e raffinata. Cosa un pò dura da ritrovare in un contadino di qualche secolo fa o in un qualunque altro cittadino di altre epoche. La loro vita era enormemente diversa dalle nostra.

Ma al pari di questi senza dubbio vi è l’igiene. Oggi lo diamo per scontato. Acqua in casa e pure calda, saponi, detergenti, essenze profumate, abiti sempre puliti fanno indubbiamente la differenza rispetto a chi tutto ciò non lo aveva. Ora pensateci un attimo…ecco…in una situazione in cui si trovano di fronte due di mille anni fa con vestiti che indossi da una settimana, con una igiene approssimativa…beh…va da se che leccare una figa o fare un pompino non dovessero essere il massimo del buon gusto! Ci si lavava poco e non certo nel migliore dei modi, magari usando in più persone la stessa acqua. E indubbiamente certo non sapevano di pulito!

Ovvio quindi che certe pratiche un tempo venissero derubricate a sconvenienti o riprovevoli tranne che per poche categorie. Ovviamente tra queste i nobili e le classi sociali elevate queste determinate cose le hanno sempre fatte e difatti la letteratura erotica e non solo le racconta o lascia immaginare. Gli altri no. A meno che non frequentassero bordelli esclusivi perché in quelli normali …beh…pure li certe cose magari non le facevi. Considerando che , fino a circa 10-12 mila anni fa non vi erano ancora civiltà formate ma solo al massimo insediamenti primitivi con capanne o altro è normale immaginare quel che fosse la vita e l’igiene.

Tanto più che si dormiva anche con gli animali in casa…e non parlo del gatto! La stessa icona della natività con bue ed asinello dice tutto…Poi certo, man mano che un certo progresso ci è stato per alcuni le cose cambiavano. Se pensiamo che il sapone è relativamente recente(portato da quegli incivili degli arabi!) e che anche le malattie non si sapeva da dove arrivassero (punizioni divine e untori!) visto che, non si conosceva cosa fosse un batterio o un virus (beh…stiamo tornando indietro mi sa!) ma, si sapeva che facendo certe cose poi vi era anche un conto da pagare in termini di malattie ecco che, ancora una volta, tante cose erano considerate come pratiche del diavolo e da evitare!

Ma questo come ho detto era sempre relativo alla massa perché, chi stava ai vertici della piramide sociale, anche se non con i nostri livelli di consapevolezza sicuramente aveva una igiene maggiore che favoriva certe pratiche. Insomma quel che poteva avvenire alla corte di un re , in un harem, in un sultanato era ben diverso da quel che avveniva nel popolo dove ci si alzava per lavorare e si andava a dormire al calar della notte con aspettative di vita che erano sulla media dei quarant’anni.Andavi al pozzo o alla fontana e con quella ti lavavi ma certo gli odori rimanevano!Poi, naturalmente non c’erano contraccettivi!

Insomma…se oggi siamo in una società più permissiva dove il sesso non è solo procreazione o esercizio di potere(o lo è sempre meno per fortuna!) i motivi sono questi e continuare a chiamare perversioni determinate cose credo sia davvero comico e anacronistico. Il benessere diffuso ha cambiato molte cose e nonostante qualcuno ancora oggi crede che l’aids sia un castigo divino tutto sommato molto è cambiato come è cambiato(e sta cambiando) il ruolo della donna. Quel che resta sono ancora atavici pregiudizi e convenzioni sociali dure a morire ma sta a noi migliorare le cose.

 

ps e comunque se la natura non avesse voluto che vi fosse penetrazione anale ci avrebbe fatti evolvere con una grata nel culo o lo avrebbe conformato che so tipo naso!Infatti, al di la delle dita nel naso la penetrazione nasale non esiste! Almeno credo…:-D

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Articolo 21

L’articolo 21 della Costituzione italiana o di quel che resta sancisce una cosetta che a quanto pare non a tutti è chiara ed è un diritto fondamentale per la democrazia.

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. »

E però ultimamente secondo la tendenza attuale, sembrerebbe che questo articolo andrebbe riscritto con un tutti hanno diritto a manifestare il proprio pensiero a patto che questo pensiero sia uguale al mio ed a quello che va di moda. Già la stampa è stata pesantemente colpita in tal senso e quel poco di stampa libera e non assoggettata che c’era ormai rischia sempre meno perchè il rischio di finir male è evidente.

Hanno tentato (ma ci riusciranno) di mettere le catene anche ai blog e ad altre manifestazioni del pensiero. Molte aziende private (ma ora anche pubbliche) inseriscono nei loro ordinamenti dei codici di condotta che vietano di manifestare il proprio pensiero sui social qualora essi vadano ad intaccare l’azienda stessa. A rigor di logica tutto ciò è palesemente anticostituzionale ma tutti zitti…l’articolo 21 è nei fatti ignorato.

Ora…va da se che se tu dici una cosa idiota e la scrivi sui social, se dici frasi razziste, omofobe o ogni altra cazzata del genere, se istighi all’odio razziale, se inneggi ad un passato nazifascista, se predichi violenza sei e rimani un idiota e su questo non ho alcun dubbio. Ma il punto è: in nome di quella libertà che dovremmo difendere possiamo permettere che l’idiota di turno venga imbavagliato impedendogli di manifestare le proprie idiozie?

Si può tollerare che si venga licenziati per aver espresso il proprio pensiero anche se esso non è conforme a quello della maggioranza e del buon senso? Io sono fermamente convinto di no. Credo che il senso di quell’articolo, che nasce proprio per rispondere alla necessità di lasciare libertà di stampa e di parola dopo che nel ventennio fascista non vi era ne l’una ne l’altra, non possa essere ignorato. Farlo significa semplicemente fare un altro passo verso la fine della democrazia come l’abbiamo conosciuta.

E questo è grave. Insieme all’abolizione dell’articolo 18 ignorare anche l’articolo 21 significa arrendersi del tutto ad un potere che non avrà più nessun ostacolo sulla sua strada per affermare senza più alcuna remora la sua supremazia sul singolo cittadino. Vogliamo davvero che, per zittire un idiota, si metta a rischio tutto ciò? Vogliamo davvero ignorare che proseguendo su questa strada finiremo col darci la zappa sui piedi? Vogliamo ignorare che così ci comportiamo proprio come i fascisti?

Naturalmente un altro grande problema che mina le fondamenta della democrazia è l’allarmante dilagare del numero degli analfabeti funzionali che, a dispetto della loro mancanza di comprensione della realtà, e di ciò che leggono, si ostinano a sproloquiare sui social. Ma non è certo impedendo loro di farlo che si risolve il problema…anzi. Per quanto mi riguarda in ogni caso andrebbe separata nettamente ciò che è la vita privata da ciò che è la vita lavorativa.

Nell’ultimo caso da cui prendo spunto se quella mente bacata sui social si augura la morte di persone (compresi i bambini) e non ha alcun pudore a scriverlo, più che licenziarla io l’avrei semplicemente messa in una classe con una forte presenza di ragazzi figli di stranieri. Una sorta di contrappasso dantesco. A quel punto ecco…se sul tuo lavoro di insegnamento vieni meno a quella che dovrebbe essere un etica professionale che ti fa trattare tutti allo stesso modo, se discrimini o oltraggi allora si che il licenziamento sarebbe giusto e sacrosanto.

Che poi va beh…io ti obbligherei pure ad andar in giro con un cappello da asino ed una scritta dietro del tipo sono una cretina…ma così mi sa che son troppo maoista! Invece , al di fuori dal contesto lavorativo…ecco…anche se dici stronzate inenarrabili ciò non deve essere causa di licenziamento proprio per quello che ho detto all’inizio. Così come non possono essere prese in considerazioni altre cose come comportamenti personali ritenuti “immorali”…della serie che se fai film porno o frequenti scambisti o fai orge saranno pure cazzi tuoi e ciò non dovrebbe minimamente interessare gli altri.

Invece la tendenza è un altra e tutto ciò inevitabilmente porterà al fatto che domani verrai licenziato perché fai parte di un partito o un sindacato o un organizzazione no profit o perché critichi l’operato di un politico. In pratica nessuno finirà più per esercitare il diritto ad aver un opinione così che avremo non solo gente analfabeta funzionale ma anche trasformata in gregge servile ed obbediente all’unico imperativo: lavora, produci, consuma e taci.

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Quello che le donne non dicono…

Qualche giorno fa chiacchieravo con la mia amica di quello che parlano (ma soprattutto di come ne parlano!) le donne quando sono tra loro e l’argomento di discussione è nemmeno farlo apposta il sesso e nello specifico quella creatura misera e illusa di avere a che fare con degli angeli che risulta essere l’uomo!

Premetto che, dall’alto della mia altezza(ne vedo di cose da quassù!) e in virtù del mio nik (di satanasse e streghe un pò me ne intendo!) personalmente è già da un pezzo che so benissimo che dietro quell’aura angelica che molte donne ostentano (della serie…io noooo…certe cose non le faccio…non le dico…non le penso…seee come no!) vi è ben altro!

E però nonostante tutto…che volete…se sei di fronte a quella donna che ti piace e che vorresti approcciare…beh…ancora oggi risulta difficile credere a ciò che sai e per questo io come tanti maschietti ancora ci ritroviamo a fare emerite figuracce emettendo balbettii vari e frasi incoerenti di cui loro poi ridono! Insomma…il loro modo di apparire è ancora potente!

Uno le cose le sa eppure tutto sparisce! Bisogna essere veramente forti per superare questi “malefici” perché, nonostante oggi certe dinamiche sociali si siano evolute e non vi sono più quei ruoli definiti di un tempo, loro ancora recitano la loro parte e la recitano con sublime maestria!

Ma, non appena escono dal teatro della vita recitata e della seduzione ecco che la loro natura si manifesta e se sono tra loro…miii e che dicono di noi! Non hanno certo peli sulla lingua! E in questo devo dire che forse vi è ancora una grande differenza tra i due mondi. La differenza è sostanziale: tra loro le donne non mentono e se parlano di noi e di sesso lo fanno con estrema sincerità.

Gli uomini no. O per lo meno credo che vi siano due tipi di uomini. Vi sono quelli che della loro donna(o della propria intimità) tendono a non parlare mai (ed io appartengo a questa categoria) e quelli che, invece, se parlano coi loro amici, tendono a straparlare ingigantendo, esagerando e raccontando più palle di Berlusconi ai tempi d’oro!

Trenta secondi diventano una notte infinita, una mezza scopata diventa una chiavata indimenticabile, una donna qualsiasi diventa una bomba del sesso che è stata pienamente dominata e così via. Defailance? Non contemplate! Il maschio di fronte ad altri maschi deve sempre primeggiare! Non te l’ha neanche fatta annusare? Dirai ben altro che Rocco al tuo confronto è un novellino!

Insomma, i maschietti in questo sono così. Mentono spudoratamente.O non dicono nulla. Le donne no. Le donne analizzano…valutano…confrontano…si danno consigli tecnici, tattici e supporto morale. Ovviamente tranne nel caso in cui nel  gruppo vi sia competizione nel qual caso il discorso cambia radicalmente. Ma se non vi è competizione, se ognuna ha il suo uomo(o più di uno!) allora ne parlano ed ovviamente cercano soluzioni ove vi siano problemi!

E niente, parlando con una mia amica tutto ciò mi è stato confermato ma lei poi ha fatto di più segnalandomi un blog in cui veniva postata una intera conversazione di un gruppo su whatsapp (questo ) in cui una di loro era alle prese con un uomo con qualche piccolo problema tecnico di decollo…e le sue amiche sono subito corse a darle i propri spassionati consigli! Va bè, di seguito l’esilarante conversazione…rigorosamente vietata ai minori di nulla! Ps…su steccaglielo col bastone del gelato sono morto dal ridere!

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Sciopero del pompino

Titolo provocatorio? Può darsi. Eppure racchiude bene quello che il mio pensiero riguardo un certo modo di vedere la donna che mal si concilia con quella che dovrebbe essere una società evoluta e nella quale certe cose non dovrebbero più aver spazio. Ma davvero vogliamo ancora tollerare che ci sia chi si permette di giudicare male una qualsiasi donna perché questa fa sesso con chi le pare, quando le pare e come le pare?

Ed allora se fossi donna lo farei proprio sto sciopero del pompino( e non solo!) perché evidentemente serve qualcosa di drastico per sradicare certa ottusità che ancora vorrebbe questi ruoli sociali di genere secondo cui tu uomo grande cacciatore puttaniere eroico collezionista da ammirare e tu donna a casa, madre angelo del focolare altrimenti troia, sgualdrina, poco di buono, buona per essere usata e sputtanata senza ritegno.

Mi pare davvero una assurdità no? Quindi…ecco, se fossi donna e poco poco avessi il sospetto che te uomo sia proprio uno di questi ottusi a fare in culo devi andare. E se fossi donna non vorrei certo essere giudicata per quel che faccio nella mia vita privata specie se son affari che di certo non arrecano danno a nessuno. Che poi fosse per me troia dovrebbe essere al massimo un complimento e non certo un insulto.

Invece andrebbe non solo insultato ma perseguito chiunque (uomo o donna che sia) tradisce la fiducia delle persone e, magari per le svariate ragioni che vanno dalla vendetta alla ritorsione al ricatto pubblica senza il consenso dell’altra persona video o foto che ,senza quel consenso si supponga debbano rimanere nell’ambito strettamente personale e privato. E qui però attenzione a dare sempre la colpa al web ed a invocare più regole perché non è ciò di cui abbiamo bisogno.

C’è del resto chi non aspetta altro per trovare pretesti tali da invocare leggi speciali che limitino la libertà sul web. No, le leggi devono riguardare la persona e devono essere equiparate a quelle sulla violenza poiché violare la fiducia di una persona è una violenza.Quello che però si potrebbe fare e che avrebbe un senso, sarebbe di costringere i siti ad accettare video e foto da utenti privati solo se vi è la certificazione di tutte le persone coinvolte le quali debbono dare la liberatoria per l’uso del materiale.

A questo punto i siti che fossero in regola resterebbero aperti, gli altri andrebbero chiusi e perseguiti. Certo, poi abbiamo ancora Whatsapp ed altri servizi di messaggistica istantanea ma li, esistono i tabulati per cui nel caso in cui venga diffuso qualcosa per danneggiare qualcuno la responsabilità sarebbe immediatamente affibbiata al primo della catena.Non è difficile.Il punto è che penalmente ad oggi l’unico reato contestabile pare sia la diffamazione che mi pare ovvio non sia abbastanza pesante.

Insomma, sarebbe ora di farla pagare cara a queste merde perché, e lo ribadisco ancora una volta la persona sbagliata non è quella che fa il pompino ma lo stronzo che ti sta prima usando e poi sputtanando certo di trovare una vasta platea di uomini e di altre donne tutti pronti a colpevolizzare chi non ha colpa di nulla. Ed il primo o la prima che mi dice che se fai certe cose, se ti filmi te la sei andata a cercare si becca un vaffanculo preventivo poiché evidentemente non ha ancora capito nulla di cosa dobbiamo cominciare a cambiare in questa società assurda.


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Ho visto bambole che voi umani…

Qualche anno fa in un altro social feci un post (questo) in cui facevo delle riflessioni ironiche sul fatto che in un futuro nemmeno poi tanto lontano si sarebbe arrivati a “possedere” degli androidi, cioè dei robot dalle sembianze umane che fino ad ora solo la fantascienza aveva ipotizzato.

Pietra miliare ad esempio è il film Blade Runner in cui in una società distopica del futuro vi sono replicanti(androidi) a piede libero che sono del tutto indistinguibili dagli esseri umani se non per mezzo di approfonditi esami.

Un altra pietra miliare della fantascienza è stato il lavoro prodotto da Isac Asimov che teorizzò le famose tre leggi della robotica proprio ipotizzando che , se li avremmo usati questo sarebbe dovuto avvenire in tutta sicurezza. E queste famose tre leggi erano così enunciate:

1. Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contrastino con la Prima Legge.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e/o la Seconda Legge.

Altro capolavoro cinematografico (con magistrale interpretazione di Robin Williams) fu L’uomo bicentenario proprio tratto da una storia di Asimov. Per chi non lo avesse visto è la storia di un robot che si evolve per diventare umano e lo diventa a tal punto da essere coinvolto in una storia d’amore:

Ok, tutta questa lunga premessa era necessaria per far capire che, parliamo di macchine ma che pensando ad esse non dobbiamo pensare ad un classico elettrodomestico ma ad un qualcosa di evidentemente molto più complesso e  via via più perfetto man mano che la tecnologia, si evolve grazie a nuovi materiali ed allo sviluppo della intelligenza artificiale.

Ora…fin qui, uno pensa ad usi diciamo pratici. Usare un androide per sostituire l’uomo in ambienti pericolosi (lavori nello spazio, nelle profondità marine) oppure mansioni di tipo sociale ed ovviamente (figuriamoci se non fosse così…) ad uso militare. Ma, ovviamente come avevo ironicamente ipotizzato ( e lo so, sono un porcodemonio!) poteva essere escluso anche l’uso sessuale? Ovviamente no!

Ed infatti ieri leggendo incuriosito un articolo da Il Fatto Quotidiano (RealDoll, la deriva realistica delle “bambole) ho avuto anche questa conferma: una azienda che fino ad ora aveva prodotto le ormai “antiquate” bambole (e bamboli) che si sono nel tempo evolute passando dal gonfiabile al realistico silicone adesso punta dritto verso il successivo step ovvero dei veri androidi da destinare esclusivamente a scopi sessuali!

Ora è certo, altro che Lorenzin e fertilità! Ci estingueremo! Questi poveri maschietti del futuro li vedo messi proprio male! Che già se oggi dovevi competere con l’uomo che non deve chiedere mai perché ha tutto un domani come faranno a competere con uno che la donna se lo ordina come desidera su Amazon, biondo o bruno, villoso o glabro, con la faccia di Bradd Pitt o di Sean Connery, rude o tenero e si sceglie le misure e  ci da che ci da che mica si stanca!

E non sporca, non ti piscia sulla tavola del cesso, non si lamenta, non si ammoscia, non è geloso, sta ore ad ascoltarti e soprattutto non ti tradisce con la tua migliore amica a meno che non sia tu ad ordinarglielo! Non c’è storia, al limite gli uomini verranno messi in qualche ripostiglio criogenico giusto per conservare in uno zoo la specie!

Ma non esultate perché ovviamente pure le versioni femminili saranno come uno le sogna, con l’aspetto di Sharon Stone o Salma Hayek, con pelo o senza pelo, con la quinta o il seno alla francese, tette che non cederanno mai alla forza di gravità, che ti diranno sempre che ce l’hai grosso e che scopi meglio di Rocco e che pure loro non ti tradiranno mai con l’idraulico, non parleranno quando non devono rompere i coglioni che stai a vedere la ciempionsligue e non ti diranno mai che hanno mal di testa o le loro cose!

Insomma …la cosa (e non è un doppio senso!) ci potrebbe sfuggire  letteralmente di mano! Che si fa? Si ferma il progresso? Non credo sia possibile! Sinceramente non lo so cosa succederà…probabilmente come per tutte le cose i primi esemplari saranno appannaggio di gente ricca ed annoiata. Non lo so. L’unica cosa che so è che saremo fra le ultime generazioni a farlo ancora esclusivamente tra umani! Quindi, meno paranoie, gelosie, lamentele, critiche e quant’altro e approfittiamone!!

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La teoria del baciamano!

Teoria lo dico subito che appartiene a quel mondo senza senso del cazzeggio 2.0 ma che è anche figlia di ricordi lontani ma mai sopiti anche se messi da parte che prepotentemente tornano a galla in seguito ad un divertente  scambio di battute avvenuto poco fa su di un post in cui ero stato invitato a partecipare  per rispondere a delle domande tra cui una in particolare mi aveva fatto proprio sorridere e mi aveva risvegliato il ricordo.

La teoria porca (sporca?) del baciamano la formulai un giorno mentre ero in treno.Tornavo a casa e la notte prima l’avevo passata in dolce compagnia e, mi ero in pratica congedato portando con me ancora quell’odore del sesso che a me è sempre piaciuto. Per cui avevo deciso di non lavarmi le mani in modo da non cancellare il suo odore dalle mie dita per gustarmelo durante il viaggio! Sono un zozzone vero? Si, ma che ci posso fare? A me piace!

Comunque mentre ero in treno, ogni tanto, con nonchalance mi portavo le dita vicino al naso e me le respiravo avidamente ed a quel punto mi venne questa intuizione sul baciamano ovvero pensai che magari questo rituale era nato proprio per trasmettere una sorta di messaggio chimico olfattivo tra potenziali amanti in una società certamente diversa dalla nostra in cui gli approcci verso l’altro sesso non avevano la nostra sfacciataggine!

E così pensai che forse quello poteva essere una sorta di messaggio esplicito per dire all’uomo che si apprestava a fare il baciamano se quelle dita erano state immerse in quei luoghi esclusivi dal caratteristico odore e sapore! Se si, l’uomo sentendo l’odore di figa non poteva non accorgersene e veniva in qualche modo incoraggiato ad approfondire! Altrimenti la cosa finiva li e restava solo un saluto galante! E pazienza se era raffreddato!

Beh, di sicuro oggi questo tipo di saluto è andato in disuso eppure penso che in fondo non sarebbe affatto male rispolverarlo! Anche perchè, non è che io sia particolarmente scaltro a decifrare quelli che poi sono i messaggi odierni e corro sempre il rischio di fraintendere andandoli a recepire nel modo sbagliato! E di sti tempi è pericoloso che è un attimo a venir trattati come pervertiti o nel migliore dei casi fare delle sublimi figure di merda!

galateo_e_tecnica_del_baciamano_01

Ps la domanda del post scritto da malinconiasorridente(leggi qui) che mi aveva fatto sorridere era se dopo aver fatto pipì mi lavavo le mani! Ed appunto pensando che ci siano delle donne che si pongono queste domande su noi maschietti si era risvegliato il ricordo di me che analogamente pensavo alle mani delle donne ed a tutta la fantasia che esse potevano ispirarmi!

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Il fottitometro!

In questa estate mediatica in cui si discute di paura e di pokemon, del solito nulla estivo(non stare al caldo e bere tanto…dovessi dimenticarti di bere…) e di calcio mercato ed in cui il concetto di realtà è stato in parte rivisitato portando la massa ad esser parte attiva di quella realtà aumentata (come se quella che avevamo già non fosse già sufficiente!)che ha superato ormai anche la realtà virtuale è arrivata l’ennesima novità tecnologica!

Ladies and gentleman ecco infatti il “fottitometro”! E dal link avrete tutte le spiegazioni del caso per quanto riguarda questa ennesima genialata di cui non potevamo proprio fare a meno! Infatti se fino ad ora ci limitavamo a contare i passi, le nostre corse ed a misurare le nostre prestazioni fisiche relativamente alle nostre attività sportive adesso potremo anche monitorare le nostre attività sessuali!

Sto aggeggio infatti che altri non è che un contatore di “ficchiate” ovvero una roba che te la metti sul pisello e che conta tutte le volte che lo spingi misurandone quindi intensità, frequenza ed ovviamente durata totale del rapporto è l’ultimo ritrovato tecnologico per far sentire il maschio orgoglioso delle proprie capacità amatorie in quanto mentre fino ad oggi tutti potevano vantarsi, senza controprove (a parte le sacrosante smentite delle loro compagne!), di essere meglio di Rocco!!

Mo no! Ora i dati possono essere condivisi perchè l’apparecchio si collega tramite Bluetooth alla sua App per cui poi puoi condividere con amici e parenti i tuoi dati! Oltre che a dire ehi..guarda che bravo…oggi mi sono fatto una maratona e ci ho messo tot ore…adesso potete anche dire ehi…ho appena finito di fare una scopata…guarda qui…25 minuti, 47387 spinte alla velocità di 60mila/h!!Hai percorso 1375 metri e consumato 3780 calorie.Vuoi sfidare questa sessione?

E già immagino l’evoluzione con le app sincronizzate in cui coppie gareggiano connesse ad internet in contemporanea per tornei che altro che i vecchi videogiochi!! Diventerà una specialità olimpica? Ci saranno tornei nazionali, europei e mondiali di categoria oltre ovviamente a tornei amatoriali non competitivi, gli unici riservati a noi comuni mortali che in 27 secondi facciamo tutto inclusi preliminari e sigaretta finale?

E la cosa poi ha anche altre implicazioni perchè  se da un lato servirà a soddisfare l’ego testosteronico dei maschi da combattimento, dell’uomo che non deve chiedere mai che tanto te la danno sempre , di quelli che sono superamatori instancabili con superfisici e superattrezzatura dall’altro lato ci son gli altri, quelli appunto non competitivi, quelli normali che se già prima stavano zitti…mo si devono proprio nascondere!

Ma niente paura…io già vedo gli hacker in azione, quelli che ti craccheranno il programma e pure tu potrai orgogliosamente condividere risultati di tutto rispetto e non essere da meno coi tuoi amici! Però attenzione! I dati potranno anche essere usati contro di te! Che me le immagino amiche riunite a commentare le prestazioni dei loro stalloni! Come va il tuo uomo? Mah insomma…potrebbe far meglio ma non si impegna! Ah no guarda, il mio ha fatto il record!

O ancora immagino donne che se non soddisfi dei requisiti minimi nemmeno ti prendono in considerazione!E no, io se non vai almeno a tanto all’ora e non percorri almeno tanti metri non se ne parla proprio che te la dia! Allenati e poi ne riparliamo! Ora mi chiedo se inventeranno anche qualcosa al femminile!Una sorta di sensore che ti infili dentro e conta pure lui le spinte, la velocità e magari anche la pressione esercitata tipo dinamometro!Ah però amore…quando stavo con Gigi arrivava a malapena a 2 kg!!

Va bè , mo insomma per 71 euro mo c’avete pure quest’ultima invenzione del cazzo…il futuro è adesso insomma, sapevatelo! Unica cosa è che…e se l’anello dentro ha anche un segnalatore gps e il maschio in questione la performance la fa non con la sua di lui compagna come si giustificherà poi? Che le drai? Che lo hai prestato al tuo amico? Che non eri tu? Che no amore…ti eri solo fatto una sega in ufficio per allenarti? Mmm…già vedo cause in tribunale in cui tutti i tuoi dati verranno ovviamente usati contro di te! La tecnologia…può essere pericolosa!

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الإرهابيين البلهاء ovvero terroristi idioti

Mi piacerebbe poter parlare con un terrorista per potergli dire le ragioni che mi portano a pensare senza alcun dubbio che è un idiota. Ma non succederà mai e se dovesse succedere temo che l’idiota non mi farebbe neppure parlare perchè un idiota ovviamente non ascolta. Del resto  se lo facesse non sarebbe un idiota. L’idiota ha i paraocchi.

Quello che succede nel mondo è un pò paragonabile a quello che per assurdo succederebbe se te te ne andassi a passeggio per strada incrociando uno sconosciuto, uno qualunque. Poi, all’improvviso, dall’alto qualcuno getta dell’acqua e vi prende tutti e due e voi, entrambi fradici che fate? Vi insultate e vi picchiate fra voi vittime mentre quello che vi ha gettato l’acqua dall’alto se la ride…

Tu terrorista idiota pensi di risolvere i tuoi problemi, che sono anche i miei ammazzando a caso mentre quello che crea i tuoi problemi che sono anche i miei problemi se la ride e se la gode e continuerà a farlo anche se ci saremo ammazzati tutti. Per questo sei un idiota.

Ma idioti sono anche quelli che da quest’altra parte invece di prendersela con chi di dovere non trovano di meglio da fare che prendersela con chiunque sia, straniero ed immigrato, con chiunque sia diverso e che ad odio risponde con odio colpevolizzando chiunque tranne quello che se la ride e se la gode.

Mezzora di tv mi sono bastate per avere la nausea con dichiarazioni farneticanti ,mezzora in cui  continuare a sentire presunti rimedi da attuare per ottenere esattamente quello che abbiamo ottenuto  da quando è iniziata la follia psicotica post 11 settembre cioè caos, instabilità, guerre ovunque e un odio diffuso crescente.

Controlli alle frontiere, blocchi, muri, respingimenti, no moschee, bombardamenti, torture, controllo di telefonate, mail, comunicazioni, movimenti bancari, aeroporti blindati, città militarizzate e poi ti accorgi che tutto ciò non serve assolutamente a nulla se non a farci vivere nel terrore che è funzionale a chi se la gode.

Poi ti accorgi che mentre da idiota guardi orgoglioso bombardamenti alla CNN per cercare fantomatiche armi di distruzione di massa, mentre smuovi eserciti che portano distruzione in gran parte del mondo ed accrescono odio e risentimento, basta un camion per avere lo stesso effetto di una bomba. Che facciamo? Mettiamo fuorilegge i TIR adesso? Bombardiamo le loro fabbriche?

E così ti accorgi che per uccidere ci possono essere migliaia di modi ma tu che sei idiota come il terrorista ancora pensi che bisogna fare la guerra ed allora vai…blindiamoci e bombardiamo di più, di più e di più perchè tanto non vogliamo proprio capire. Non ci arriviamo proprio.

E mentre noi non capiamo continueremo ad appoggiare chi ci vende sicurezza a mani piene e tronfio va in tv a dare le sue ricette e mentre vi da quelle ricette a voi, si a voi vi toglie altri diritti, altre libertà, vi dice magari che un senato non serve, che costa, come costano sanità e ferrovie ed allora privatizziamo e riduciamo la democrazia ad una dittatura perchè lo scopo finale è non disturbare gli affari di quello li che se la gode.

Perchè quello non è un idiota di sicuro…

 

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E io?

Mi succede spesso di non riconoscermi nelle categorie.Che so, avete presente quando fai quei test e devi scegliere tra A, B, C o D? Ecco io mi ritrovo sempre nella lettera che non c’è! Idem nelle statistiche: mi analizzo e mi dico: ahoo in quel gruppo di sicuro non sto…ma nemmeno in quell’altro…e li neppure…boh…no, non ci sto proprio!

Ieri leggendo un simpatico post sugli uomini (Quel bastardo di un Principe)è successo di nuovo di non riconoscermi.E le riflessioni non m’hanno fatto dormire come avrei voluto, svegliato presto,troppo presto…e no, non sono finito su Youporn! Certo, qui era più difficile in quanto le categorie contemplate erano due soltanto più un ‘altra diciamo di contorno. Categoria stronzi, categoria bastardi e categoria clown!

E tra l’altro, visto che ho sempre pensato che una gran parte delle donne è irrimediabilmente attratta proprio dagli stronzi e dai bastardi il post in qualche modo mi ha dato conferma della cosa! E del resto…basta leggere i post sull’argomento uomo scritti da donne per avere conferma: è un trionfo di anatemi e insulti a ‘ste due categorie!

Insomma, prima ne vengono irrimediabilmente attratte come se fossero loro (questi uomini)dei corpi celesti dotati di enorme gravità ed esse delle povere comete vaganti che senza poter opporre alcuna resistenza finiscono per schiantarsi vinte dall’enorme attrazione gravitazionale che essi emanano! Un pò come fanno Giove o Saturno!

Il dopo in genere è un raccogliere pezzi sparsi qua e la e prendersela con questa maledetta forza di gravità! Non c’è scampo a quanto pare e non c’è nessuna speranza nemmeno per quei piccoli pianeti che stanno li solitari per i cazzi loro: se nel tuo sistema solare c’è un Giove comete e asteroidi se li pappa tutti lui! A te al massimo ti verrà a trovare una mezza sonda della Nasa per raccogliere qualche campione sempre che ci arrivi o ti trovi!

Comunque ecco, riflettevo appunto su di me e mi chiedevo: e io? Dove cazzo mi colloco io? Stronzo non sono per nulla, semmai più genere grosso e fesso, a volte anche ingenuo. Non architetto nulla, se capita capita altrimenti amen. Ma nemmeno bastardo che , nel post era comunque definito molto dotato di fascino. Io ho fascino? Per carità…ho il fascino di Fantozzi al massimo!

Potrei essere un clown? Nemmeno! Si qualche battuta ogni tanto mi riesce pure, abbondo di sarcasmo e di ironia ma non ho certo la brillantezza e la prontezza di spirito di chi sa tenere la scena. Nemmeno mi piace essere al centro dell’attenzione! Una tragedia! Allora ho iniziato a guardare altre categorie che nel loro piccolo pure hanno le loro soddisfazioni.

Nerd? Ma che, si, la tecnologia mi piace ma poi basta, non ho quel cervello che ammalia! Il bello? E mi manca la bellezza! Il ricco? Mi manca la ricchezza! L’atleta? Beh, nonostante abbia ricominciato a correre non mi sento atleta manco per niente e non son tipo da star chiuso in una palestra tra macchine infernali e culi in bella mostra!Impazzirei!

Il tipo musicista , quello che in un gruppo tira fuori la chitarra canta sempre la stessa canzone e poi tromba tutta la notte sarebbe bello ma non so ne suonare ne cantare! Come artista stendiamo un velo pietoso anche se da ragazzo disegnavo ed ero bravo ma appunto…ero un ragazzo!

Il politico? Naaa e mi manca la faccia tosta e poi non so rubare! Mi piace parlarne ma poi stop, finisce li! Il filosofo? E già abbiamo Buttiglione e Cacciari…per carità ‘ndo cazzo vado!L’intellettuale? Beh qualche libro l’ho letto ma poi penso che la mia memoria non m’accompagna e un intellettuale che non sa fare citazioni corrette  non si può sentire!

E niente…non c’è!!Per quanto mi sforzi di cercare io non appartengo a nessuna cazzo di categoria! Non sono un tipo ecco! Non riesco ad inquadrarmi! Si potrebbe dire ma allora sei uno sfigato! Ma nemmeno mi ci sento sfigato! Quelli hanno comunque un atteggiamento, un aria contrita, mortificata , li riconosci da un chilometro. A me non me ne frega un cazzo!E no, nemmeno tra gli sfigati trovo casa che poi sfigato attira sfigata…io manco quelle!

Insomma…mi sta a venire un dubbio atroce: ma vuoi vedere che non sono nemmeno un uomo? Che poi se ci penso anche Plutone era un pianeta ma poi, studiandolo meglio lo hanno declassificato! Poverello…se ne stava li tutto solo soletto credendo di essere un pianeta ma non lo era affatto!E si, mi sa che prima o poi qualcuna mi declassificherà!

 

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Be happy, be freee…be stemmia!

E’ già la seconda volta che noto sui media questo sistematico accanimento contro il bestemmiatore di turno incapace di trattenere la sua rabbia e di incanalarla nel più classico dei bestemmioni italiani.E giù l’immancabile sdegno moralista di tutti quelli che si scagliano a lanciar pietre contro il sacrilego di turno perché si sa, in genere son proprio quelli con più peccati che hanno le saccocce piene di pietre da lanciare!

Ebbene…di fronte a questi comportamenti io mi incazzo, e m’incazzo non col bestemmiatore di turno ma con questa immane massa di imbecilli che gli si scagliano contro arrivando a richiedere multe, sanzioni, epurazioni e perché dico io non anche un bel rogo a reti unificate con angelus finale? Ma stiamo scherzando vero? Siamo tutti in una specie di Candid camera cosmica e fra poco scenderanno gli alieni per dirci: benvenuti, siete su scherzi a parte! No, perché non può essere vero tutto ciò. Che ora, al di la di tutto io credevo di vivere in uno stato laico.

E mi vengono delle domande del tipo:

1)ma se questo dio che tanto difendete e santificate è così onnipotente non sarà forse il caso di lasciar decidere lui della sorte di chi lo sfotte?

2)nel caso che io bestemmi non sarà una mia personale questione tra me è l’eventuale creatore?

3)tutto questo sdegno morale (che ho anche letto cose del tipo…perché i bambini…sempre tirati in ballo sti bambini!) come mai non lo riversate nei confronti di chi ha rubato ma che puntualmente avete rivotato? O di chi in questi anni ed ancora oggi esprime frasi che definire contro l’umanità è dir poco?

4)onestamente non pensate che il vostro dio se ne fotta se lo bestemmio ma magari s’incazza un pochino di più se andate a bombardare innocenti o ve la prendete con dei morti di fame chiamandoli clandestini ed ignorando i loro drammi mentre ve ne stati comodi in poltrona dopo che i vostri governi hanno causato quei drammi?

5)conta solo il modo o anche l’intenzione fa fede? Mi spiego…(il porco come suffisso abbiamo capito che gli volete proprio male a sta bestia!) se sostituito da altro nobile animale ha la stessa valenza? Che so, coniglietto dio , panda dio sono lo stesso punibili ed esecrabili se chi li sfoggia sta in realtà pensando a tutto un prosciuttificio?

6)quelli che si ritengono offesi (poverini …che persone pie…dei veri angeli in terra sicuramente…)perché non chiedono asilo in Vaticano o in qualche convento invece di rompere i coglioni? E non la smettono di ostacolare invece, con ogni mezzo (anche illecito) l’applicazione, ad esempio, di leggi come la 194 tanto per dirne una; o di contrastare altre cosette che quelle si offendono me e la mia dignità di cittadino se per esempio vi opponete ad un mio legittimo desiderio di morire dignitosamente qualora la mia vita diventasse vegetale? O di vivere con chi ci pare? O di non dover andare all’estero spendendo capitali per una fecondazione assistita che non sia un calvario?

7)se questo è uno stato laico e quindi (non ancora per fortuna) non vige ne la legge dell’inquisizione e nemmeno la sharia perché mi devo sentire queste cose come se, un insulso conduttore tv piuttosto che un incompetente allenatore di calcio, fossero tanto importanti da aver commesso un azione che tocca realmente i nostri interessi? Bestemmia? Ma chi se ne frega! Saranno cazzi suoi! Ci saranno cose ben più importanti di cui parlare che queste stronzate o una partita di calcio no?

8)e visto che siete così credenti ed attenti come mai non lasciate che il vostro figliol prodigo torni all’ovile dove, se riterrà opportuno farlo, chiederà confessione ed assoluzione perché, cazzo, si sa benissimo che il perdono è uno dei fondamentali pilastri della vostra religione. Ma come, perdonate ladri e assassini e non una parola forse appena appena al massimo da considerare come un urlo di rabbia? Ma suvvia figlioli…non starete esagerando?

9)e mi sorge anche un dubbio. Io ne ho, beati voi che non ne avete! Ma questo non nominar il nome di colui che giocando sulla play station ha dato origine al big bang (o era una gang bang? Non ricordo…so confuso!) non lo si potrebbe applicare anche a voi che forse lo nominate più invano e sul divano di chiunque altro? Non sarete voi che con le vostre manie preoccupandovi per noi lo state sempre a tirar in ballo di continuo? Voi che il dio lo mettete tra eserciti contrapposti? Voi che lo bestemmiate stampandoci banconote (In god we trust vi dice nulla?) e voi che in suo nome vi spartite potere e ricchezze siete proprio sicuri di essere nel giusto?

10)ed alla fine mi viene anche un dubbio: ma se fosse il famoso porco ad offendersi di cotanto accostamento? Ma qualcuno gli ha mai chiesto a sto povero animale se gli fa piacere? Che io già me lo vedo intervistato incazzarsi come una biscia (e pure sui serpentelli ne avremmo da dire!) e dire: mavaffanculo oink oink…mi hanno creato con sta faccia da Calderoli e già qui…va beh lasciamo stare…per mezzo mondo sono impuro e nemmeno mi nominano (ma almeno li non m’accoppano!) mentre per l’altra metà è proprio la coppa che mi fanno oltre a prosciutti, salumi pennelli e grandi pennelli! E non butano via nulla di me. Ma mi schifano che infatti sono diventato insulto e bestemmia! Oink oink e perché tutto ciò? Perché faccio i fanghi? Ma quando andate voi alle terme allora? No no…lasciatemi perdere…a quel noto porco li , se lo prendo oink oink…glie ne dico io 4 oink oink…che vita grama…mai una gioia!

E ora maledicetemi, lapidatemi e crocifiggetemi che son cose che vi riescono bene quelle!

Uno sguardo ai titoli dei miei post precedenti? Vai qui

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L’arco

A volte tornano questi ricordi di una infanzia così lontana che faccio fatica a credere di averne mai avuto una. Era appena finita la scuola e tutti si giocava dalla mattina alla sera in mezzo ai campi vicino. C’erano le varie bande che mantenevano i loro territori e c’era un telefilm che si faceva in una delle due soli reti della tv che c’erano. Il telefilm era “Orzowei” e ci aveva tutti contagiati .Allora con i miei nove anni ero un ragazzino già selvaggio di mio ma con quella serie e l’altra di Sandokan e dei suoi tigrotti di Mompracem che era già andata l’anno prima se non ricordo male,insieme ai miei amici , se possibile, lo diventammo ancora di più.

E durante quelle estati scorrazzando tra i campi, costruendo le nostre inespugnabili fortezze e capanne tra gli alberi, con avventure e scoperte continue ci eravamo anche dati alla costruzione di vere e proprie armi da combattimento. A ripensarci ora trovo un miracolo che mai nessuno di noi ci abbia lasciato le penne!Un mio amico un giorno ci andò vicino quando ricevette in piena fronte, appena sopra un occhio, una bella pietra lanciata da uno della banda rivale con una fionda. Miii, ancora ricordo il sangue che gli usciva e le bugie raccontate alla madre…sono caduto…eravamo dei duri,nessuno ci avrebbe fatto confessare nulla!

Comunque oltre alle già citate fionde,alle spade di legno, le cerbottane e le sparaelastici l’arma più potente e pericolosa era l’arco.Per farne uno ci voleva del tempo e se facevi tutto per bene e al primo tentativo di tiro non ti si spezzava in mano(e succedeva a molti!)diventava una tua appendice a cui eri legato come ad un fratello! La procedura per realizzarlo iniziava dalla scelta del ramo da usare.Doveva essere flessibile ma allo stesso tempo elastico e resistente.Ricordo che scelsi un ramo di un salice piangente.Lo tagliai e lo scorticai completamente con un coltello.Ah…stranamente i coltelli non li consideravamo armi…ma solo utensili.

Una volta scorticato lo si metteva a “cuocere” al sole quindi lo si metteva a bagno nell’acqua e di nuovo a “cuocere”. Non chiedetemi a cosa servissero ste operazioni.Io l’avevo visto fare e avevo copiato. Dopo una settimana si procedeva a piegare il ramo e unire i due capi con una corda. La corda doveva essere forte da non tagliarsi.Uno spago normale non andava bene. Io trovai uno spago cerato che usava mio padre e,intrecciandone tre ottenni una bella corda tesa e robusta. Poi venne il momento delle frecce. C’erano allora degli stagni con dei canneti a cui non saprei dare il nome. Ricordo che c’era questo stello alla cui sommità c’era come un rigonfiamento morbido di circa 20 cm di lunghezza, di colore marrone scuro.

Erano delle frecce già belle che fatte!In alcune in punta ci inserivamo delle stecche di vecchi ombrelli. Ci era disconosciuta l’aereodinamica per cui non avevamo le alette stabilizzatrici e la precisione non era il massimo.Ma a noi ci piaceva che andassero lontano e per essere dei ragazzini…cazzo se ci andavano lontano!! Un giorno la feci grossa. La tirai lontano si…anche troppo…presi un tipo che vendeva caldaie a gasolio che aveva il deposito li vicino.Lo presi in un braccio(per fortuna non altrove)e gli feci male. Ma mai quanto ne fece poi lui a me! Mi massacrò e fin li ci stava…in fondo me le ero meritate anche se non lo avevo fatto apposta.

Quello che mi fece veramente male fu che mi prese l’arco e me lo distrusse spaccandolo in due! Il vero dolore fu quello e ne avevo ben donde visto che non riuscì mai più a rifarne uno uguale!!
Comunque mi è tornato in mente questo ricordo e giuro che, se vi fosse una realtà parallela, una dimensione in cui si potessero avverare delle realtà immaginarie…beh,in una di esse con il mio arco di un tempo mi piacerebbe trovarmi sulla mia traiettoria di tiro la Fornero per infilzarla da ogni lato possibile e farla schiattare lentamente.Non chiedetemi il perchè.Lo so io. E non parlate di femminicidio…sarebbe solo giustizia,sarebbe solo ciò che si merita senza se e senza ma. E non solo lei ma lei sarebbe la prima in questo momento.

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Tipi sospetti

Mi son guardato un film(Il fondamentalista riluttante) che mi ha dato non pochi spunti di riflessione. Il film racconta la storia di un pakistano laureato in economia che va a lavorare per una prestigiosa società di rating newyorchese nel periodo successivo all’undici Settembre.

In una scena il protagonista,sta uscendo dal luogo in cui lavora e ,proprio in quel momento un arabo dall’aspetto trasandato, forse ubriaco o forse solo sconvolto sta lanciando imprecazioni a tutto spiano e ad alta voce come che so, da noi farebbe uno Sgarbi per intenderci. Bene,tra i passanti uno subito chiama la polizia.

Questa arriva velocemente ma nel frattempo l’esaltato si è infilato nella metro sparendo ed il giovane pakistano,tutto elegantemente vestito se ne sta tranquillamente tornando a casa quando, arriva la pattuglia e lo arresta.

Ovviamente alla pattuglia gli avranno detto: ehi,andate li,c’è un mediorentale che fa il matto. Quelli arrivano e vedendo il primo scuro di pelle con la barba ovviamente prendono lui. In un altra scena era stato fermato anche all’aeroporto. Evidentemente nonostante fosse ben vestito una sola caratteristica bastava per insospettire.

Tutto ciò mi ha riportato alla mente un episodio accaduto qualche giorno fa in treno. Parlo col collega e non bado alle persone che vanno e vengono.Evidentemente non sono un tipo paranoico!Ad un certo punto arrivano due della Polfer e mi chiedono: avete visto di chi è quella valigia e quel computer poggiati li?

Io rispondo di no,non ho proprio prestato attenzione alla cosa. Arriva una ragazza e il discorso cade su chi ruba in treno le valigie.Nel frattempo arriva il proprietario della valigia che era solo andato in bagno. Gli agenti dicono che loro se ricevono segnalazioni devono controllare valigie o pacchi sospetti se incustoditi ed inoltre ci catechizzano: mi raccomando…se vedete dei tipi sospetti non esitate con discrezione ad avvisare il 113!Minchia! E che bella responsabilità però!!

Infatti quello che mi chiedo è: come cazzo è fatto un tipo sospetto?Come si veste un tipo sospetto?Io non lo so.Se vedo un mediorentale è un possibile terrorista? Se vedo un meridionale con la coppola è un mafioso  Se vedo un uomo di colore vestito come er monnezza è un trafficante di droga?

Se vedo uno vestito in giacca e cravatta con un cellulare all’ultimo grido è uno che ruba come tutti quelli del mondo della finanza? E se vedo un prete potrebbe essere un pedofilo …Minchia…ad andare in giro dovrei farmi una linea diretta con il 113 perché di sospetti ne vedo a migliaia …

Sospetti di ogni tipo a cominciare da me che se mi guardo allo specchio,tutto vestito di nero vuoi che a qualcuno non venga il sospetto che io sia che so un sicario? Niente…non se ne esce.Tanti luoghi comuni,tanti pregiudizi. Ma niente niente vuoi vedere che alla fine le persone sospette sono proprio quelle di cui nessuno sospetta?

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Io non dico mai bugie…

E questa è una grande bugia. Ci ho riflettuto un pò e devo ammettere che questa frase ,sebbene l’avessi ripetuta diverse volte è quanto di più falso io potessi mai dire. Eppure in buona fede ero davvero convinto di poterla pronunciare senza che la mia coscienza non intervenisse a cazziarmi.

Fino a ieri. Poi ieri ho visto uno dei tanti film scaricati che ho nel pc e che non riuscivo a vedere.Ora sto recuperando ed ieri mi sono imbattuto in questo film: “Il primo bugiardo”(The Invention of Lying)guarda qui

A mio avviso non un gran film, un pò lento, con altri attori,regia e sceneggiatura sarebbe stato un filmone ma l’idea sulla quale si basa la storia è secondo me geniale. In un mondo alternativo dove nessuno ha mai mentito, dove non esiste neppure il concetto della menzogna, dove tutti dicono solo la verità un uomo inventa la bugia e per lui tutto cambia.

Ora pensateci e vi accorgerete che ognuno di noi dice le sue bugie.Ma sono bugie “sociali”, bugie a cui siamo talmente abituati che nemmeno le consideriamo tali.

Ma se fossimo invece in un mondo senza bugie…pensateci a cosa davvero fareste e direste, a quante cose per quieto vivere non dite pur se invece pensate l’esatto opposto…incontri il capo,il vicino e…ehi ciao testa di cazzo, ogni giorno che passa mi stai sempre di più sul cazzo! Oppure…drin drinn…pronto disturbo? Si, disturbi…stavo cacando!

Oppure: usciamo oggi? Si, tanto non c’ho nulla da fare e almeno passo del tempo con te anche se la tua compagnia mi annoia!Caro, fai l’amore da far schifo, il tuo amico è decisamente meglio di te! Come sto con questo vestito caro? Di merda esattamente come con tutti gli altri!!

E così via…credo che le bugie che invece diciamo siano infinite. In nome della cortesia o della privacy o appunto del quieto vivere noi mentiamo di continuo, spesso, dando delle risposte “automatiche” che, sappiamo sono quelle che l’altro vuole sentire.

Come stai? Bene grazie lo diciamo automaticamente anche se non ce ne frega nulla di sapere come sta l’altro e se in realtà stiamo malissimo!
Certo, a nostra discolpa va anche detto che queste, per lo più sono bugie innocue il cui scopo e spesso quello di non far del male a chi vogliamo bene.

Ad un nostro caro che sta male non diremmo mai: stai morendo ma pur se lo sapessimo con certezza gli diremmo di aver fiducia che tutto si sistema. Insomma a volte sono bugie anche terapeutiche, una sorta di placebo. Nulla a che vedere con il re della menzogna di Arcore insomma.

Quelle son bugie ben diverse, bugie studiate ad arte per ottenere vantaggi. Eppure, nonostante l’enorme differenza non posso far a meno di sentirmi in pessima compagnia: vivo in un mondo di bugiardi e nel mio piccolo lo sono anche io. Era molto meglio se continuavo ad ignorarlo…

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Il pupazzo…

Stamattina mi sono svegliato con un favoloso panorama innevato.
•Alle 08:00 decido di fare un uomo di neve.
•Alle 8:10 passa un’attivista femminista e mi chiede perché non abbia fatto una donna di neve.
•ore 8:15 faccio una donna di neve.
• ore 8:17 la femminista si lamenta del seno troppo voluminoso della donna di neve che dipinge le donne di neve come oggetti.
• ore 8:20 una coppia gay che vive lì vicino si lamenta del fatto non ci siano due uomini di neve.
• ore 8:22 un transessuale mi dice che avrei dovuto fare un uomo di neve con “parti rimovibili”
• ore 8:25 arrivano dei vegani che abitano in fondo alla via che si lamentano che la carota che ho usato come naso è cibo e non una decorazione per pupazzi.
• ore 8:28 alcuni musulmani sull’altro lato della via mi impongono di rivestire la donna di neve con un burka.
• ore 8:40 arriva la polizia dicendo che alcune persone si sono sentite offese…
• ore 8:42 un’amica della signora femminista si lamenta per la scopa messa a fianco alla donna di neve raffigura la donna umiliata e costretta a svolgere lavori domestici.
• ore 8:43 arriva un funzionario del Ministero per le Pari Opportunità e mi consegna una copia della denuncia nei miei confronti.
• ore 8:45 due giornalisti si avvicinano chiedendomi che differenza ci sia tra l’uomo e la donna di neve. Io rispondo «l’uomo ha le palle e la donna le tette» e mi accusano di sessismo.
• ore 9:00 finisco al TG come sospetto terrorista, razzista, omofobo e intenzionato a sollevare problemi durante il maltempo.
• ore 9:10 mi chiedono se ho dei complici.
• ore 9:15 mi arrestano insieme a tutte le persone di buon senso, e lasciano il mondo in mano ai malati mentali…
• ore 9:16 ho ringraziato che a Sassari non nevica mai.

(Fonte web)

E niente…questa è l’epoca del politically correct…come ti muovi sbagli…viviamo in uno stato di perenne idiozia e non c’è scampo!

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I social di un tempo che fu

Certo che oggi abituati a ciò che abbiamo è difficile pensare ad un passato diverso senza questa tecnologia della comunicazione! I millenial ad esempio abituati sin dalla nascita ad avere uno smartphone in mano che ne potranno mai sapere di un epoca completamente diversa dove al massimo, recandoti alle poste potevi usare la tecnologia avanza per scrivere (dettando all’operatore!) un telegramma! O prima ancora col telegrafo!

O come ho cercato di spiegare all’incredula nipotina usando i piccioni viaggiatori! Lei voleva che le regalassi uno smartphone ma avendo solo dieci anni ho optato per dei libri dicendole che magari le compravo un piccione viaggiatore e con quello avrebbe potuto messaggiare con la sua amichetta del cuore! Pensava che la prendessi in giro! E lo penserebbe di certo chiunque!

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Ma già la semplice lettera, che oltre a dover scrivere, su un foglio e mettere in una busta, poi dovevi affrancare (secondo voi lo sanno cosa sia un francobollo i ragazzini?) per poi uscire fino a raggiungere la buca delle lettere più vicina e pregare che arrivasse senza che ti comparisse alcuna spunta di avvenuta ricezione sembra davvero qualcosa di inconcepibile oggi che nel tempo di un clic stando comodamente seduti ovunque puoi inviare la qualsiasi cosa a chiunque ed in qualunque parte del mondo a patto che vi sia una rete!

I tweet un tempo erano questi! Chiacchiere insignificanti e confidenze fatte tra comari che di comare in comare si propagavano attraverso la…rete del microcosmo locale!

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Telefonare significava spesso recarsi ad una cabina telefonica pubblica che prima di servire per spogliatoio personale di Superman era un cubicolo in cui inserendo un gettone potevi chiamare. Certo, esistevano anche i telefoni a casa ma, dato il costo delle chiamate di allora, il più delle volte erano bloccati da un lucchetto o riposti in un armadio…chiuso a chiave! Per non parlare della privacy di un telefono che era situato in soggiorno o all’ingresso di casa!

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I social? I social di un tempo erano i bar, i circoli ricreativi, per qualcuno l’oratorio per altri i centri sociali, i partiti, i sindacati, il campo da calcetto, il corso o la piazza del proprio luogo nativo dove fare lo struscio ed ogni altro luogo di aggregazione sociale in cui persone si incontravano e discutevano. Discussioni di ogni tipo avvenivano in quei contesti oltre che in famiglia e di solito trovavano poco spazio i “disturbatori” e gli scemi conclamati che anzi, se ne tenevano alla larga visto che nessuno dava loro retta! Oggi invece diventano ministri!

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Gli acquisti poi…altro che e-commerce! Esistevano solo negozi spesso piccoli che disponevano di pochi prodotti che andavano comunque a ruba! I prezzi erano alti però c’era, specie nei negozi alimentari il poter prendere senza pagare ma con la formula del segna, poi a fine mese passo! Una sorta di contact -less de noarti!

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E prima che le televisioni arrivassero nelle case di tutti ed i pc vi è stato un tempo che per guardare i programmi ci si ritrovava al bar e guardando ad esempio la partita si commentava e questo era YouTube di allora! Certo, non potevi caricarteli tu i filmati però…c’era chi ai tempi era già un piccolo Fellini dentro ed armato delle prime telecamere faceva video in super 8 che poi montava e faceva vedere!

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E qualcuno di voi ricorda le vecchie radio? Quelle che s trovavano nelle case dei nonni e che occupavano lo spazio di un Tir? E che poi man mano sarebbero state sostituite dalle vecchie tv altrettanto enormi a tubo catodico che per accenderle dovevi prima attendere che si scaldassero?

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Ecco…tutte cose di un epoca che era già futuro! Ma solo 100 anni fa non c’era praticamente nulla, a cominciare dalla corrente elettrica! Potreste immaginarlo un mondo senza elettricità? Eppure per milioni di anni l’umanità ne ha fatto a meno ed in nemmeno un secolo è cambiato tutto eppure la domanda è: ma siamo davvero sicuri che abbiamo compreso le implicazioni che tutto ciò ha comportato? Senza tutta questa complessità tecnologica e sociale sapremmo ancora vivere su questo pianeta? Ma soprattutto possiamo dire di essere più informati e di avere più conoscenze o per lo più quella di cui disponiamo per lo più è tutta fuffa?

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Una riflessione che condivido

I terrapiattisti sono degli idioti? Noi non siamo poi tanto più svegli

Da IlFattoQuotidiano.it / BLOG di Luigi Maiello Compositore, musicologo, docente

Alcune settimane fa, un inviato di Le Ieneha realizzato un servizio su un gruppo di “illuminati” che sosteneva di volerci rivelare alcune scomode verità, che i poteri occulti super sovrani ci avrebbero tenuto nascoste per anni. La terra sarebbe infatti piatta, i dinosauri solo un colossale fake, il Vaticano una costruzione dei giganti, ecc. Si tratta evidentemente di farneticazioni prive di qualsiasi fondamento (logico ancor prima che scientifico) impreziosite da argomentazioni di rara stupidità. Il servizio, realizzato ad arte per ridicolizzare gli intervistati, è diventato immediatamente virale per la sua comicità. Ammetto di aver riso parecchio, la prima volta. Tuttavia, dato che risus abundat in ore stultorum, nel ripensarci, mi è sorto più di un dubbio.

Derubricare questi eventi a “oasi di idiozia isolata”, non rischia di esimerci dal porci qualche legittima domanda sull’origine, le ragioni e la diffusione di questi atteggiamenti, ancor oggi? Sarà poi così vero che la stupidità e l’ignoranza di queste persone è qualitativamente tanto diversa da quella che affligge gran parte dell’umanità? Alcune riflessioni:

1. Nell’era del sapere virtualmente accessibile a tutti, assistiamo sempre più a fenomeni di regressione socio-culturale spaventosi. L’Ocse certifica che nel nostro Paese, l’analfabetismo funzionale è una piaga che affligge il 47% della popolazione. Un italiano su due non riesce, infatti, a comprendere un testo semplice né a interagire con strumenti digitali, rimandando ogni ragionamento solo alla propria esperienza diretta. Sei italiani su dieci non leggono. Non illudiamoci; pur nella loro folle assurdità, testimonianze di ignoranza e stupidità coatta come quelle documentate da Le Iene non rappresentano che la punta di un iceberg piuttosto grosso, pronto a schiantarsi sulle nostre democrazie.

2. A una società sempre più incolta e rozza sta corrispondendo una realtà progressivamente più complessa e indecifrabile, che scodella sul piatto problemi e scenari difficilmente decodificabili anche da persone ben istruite.Pensiamo ad esempio a temi come gli Ogm, la fecondazione eterologa, l’energia nucleare, la realtà quantistica della fisica; questioni che nessuno di noi è in grado di comprendere, nemmeno in termini divulgativi, in quanto il sapere moderno e vero (quello cioè provabile e sperimentabile) non fa più appello alle capacità intuitive del pensiero umano, ma a quelle che potremmo definire “analitiche” di cui si entra in possesso solo dopo lunghi anni di studio. Idee come quella che il tempo non esista mettono, infatti, a disagio anche menti abbastanza allenate, figuriamoci quale potrebbe essere la reazione di persone che credono che sotto il Gobi ci siano gli antenati dei nazisti. Non deve sorprenderci che di fronte a fenomeni complessi, la reazione di queste persone sia la stessa del selvaggio che, vedendo un fulmine, inventa storie mitiche. Se qualcuno pensa che stia esagerando, mi permetto di ricordare che in Italia, negli anni 50, Ernesto De Martino documentava come in alcune regioni del Centro-Sud, le persone, poste davanti a uno specchio, avevano le convulsioni. 

3. L’aspetto del cospirazionismo occulto poi, non è certo una novità quando la gente non si sente né libera, né felice. Bombardati da un’informazione ufficiale che propone una quotidianità sempre più oscura, in cui entità transnazionali (fisiche o astratte) decidono della vita di milioni di persone, ecco che l’idea di eminenze occulte inizia a sedurre le menti più deboli, con tutto il suo portato auto-assolutorio. Il mercato, le banche, lo spread, l’economia globale ed è un attimo che anche la Nasa diventi un’entità maligna o che gli scienziati nascondano l’effetto Pac-Man. Non si capisce poi quale sarebbe la convenienza di simili inganni, ma tant’è.

4. Sorvoliamo infine sulla qualità dei ragionamenti addotti da queste persone. L’uomo non discenderebbe dalla scimmia perché altrimenti non ci sarebbero più le scimmie; l’uomo non verrebbe dall’acqua perché i pesci non hanno le gambe e così via. Se c’è una cosa che è chiara a chi legge almeno la rivista Mind, è che la scienza moderna è fondamentalmente contro-intuitiva, quindi basarsi su osservazioni personali per confutare questioni complesse è da ricovero. Cadrebbe a fagiolo il capolavoro di Claude Lévi-Strauss, Il pensiero selvaggio

5. Ma vengo al punto cruciale. Immaginiamo che un uomo del futuro, più intelligente di noi, ci osservi. Constaterebbe che la qualità del nostro ragionare, non è poi così dissimile da quello degli intervistati del servizio di Le Iene. Cosa penserebbe di noi, vedendoci intenti a credere che una crema possa ringiovanirci?E quando giocando a qualche slot machine ci vedesse auto-ingannarci che alla fine vinceremo? Ci vedrebbe indossare un pantalone fatto in serie (be original diceva lo spot) persuasi che un prodotto di massa possa renderci originali. Non siamo forse dei dementi anche noi? La gente che si riunisce per fare tavole rotonde sul calcio, è davvero migliore di quegli invasati? Guardiamo solo per un attimo, con distacco, alle centinaia di persone che urlano all’apertura della borsa, a quelli che comprano case nell’aldilà pagando con soldi veri, a chi avvelena la propria terra seppellendovi rifiuti tossici che lo uccideranno, a chi si malmena per pagare mille euro un telefono. Osserviamo bene quei genitori che gridano ai loro bambini di non urlare, urlando. Osserviamoli mentre portano a defecare il cane nello stesso parco in cui porteranno i propri figli a giocare. Guardiamo le nostre case, costruite in luoghi assurdi dove nessun uomo saggio pianterebbe una tenda.

Per le persone del servizio, la terra è piatta e circondata da giganti (variante per altro dell’idea medievale con i leoni) e quindi noi, oggi, li deridiamo. Ma cosa accadrebbe se, con la stessa razionalità, guardassimo alle storie raccontate da molte religioni? Il fatto che a credervi siano in tanti, non rende certo più credibili queste narrazioni fantastiche. Probabilmente, l’uomo del futuro vedrebbe un mondo ricoperto di rifiuti, governato da un wrestler con due neuroni antagonisti, popolato da una massa di consumatori cerebrolesi che passa tutta la giornata a nutrirsi di cibo spazzatura davanti a un video porno. È l’idea del film Idiocracy, produzione povera ma intelligente, passata inevitabilmente inosservata.

Bertrand Russell sosteneva che gli uomini piuttosto che pensare si lascerebbero morire. Scopriremo presto se anche su questo ci aveva azzeccato. L’unica possibilità è forse quella di ricominciare veramente dalle scuole. Altro che inglese, impresa e informatica, tutte cose utili ma che, come dice giustamente Umberto Galimberti, essendo non “cultura” ma istruzione, si possono imparare con qualche ora di corso. Altra cosa è formare l’uomo. Occorre ripartire dalle fondamenta: libri, filosofia, elaborazione del pensiero critico, matematiche, logica. Tutto il resto, è accessorio.

Cosa posso aggiungere a questa amara riflessione? Nulla, ne condivido ogni virgola. Un unico appunto che mi rendo conto è solo frutto di una semplificazione, riguarda una frase che spesso si sente quando vi è uno scontro tra creazionisti ed evoluzionisti ed è la presunta nostra discendenza dalle scimmie.

Bene, se qualcuno dice che noi non discendiamo dalle scimmie…ebbene quello ha ragione perché noi non discendiamo dalle scimmie. Se però tale argomento viene usato per giustificare il creazionismo allora proprio non ci siamo. E del resto mai nessuno scienziato ha sostenuto ciò.

Al contrario l’evoluzione spiega chiaramente che la specie umana al pari di altre specie si è evoluta partendo da organismi comuni quindi in origine uomini, scimmie, maiali o qualunque altra specie animale vivente ha avuto progenitori comuni il che è decisamente diverso dall’affermare che discendiamo dalle scimmie! Argomento del resto trattato qui:
Evoluzione rendendo omaggio ad un grande scienziato, Richard Dawkins che bene spiega questi meccanismi.

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Giornalisti?

L’altro giorno commentando un post mi sono trovato a parlare dei giornalisti e di tutto ciò che mi da fastidio del loro modo di svolgere quella professione. Si potrebbe discutere sul fatto che molto sia cambiato con l’avvento di internet ma, a mio avviso non è che nell’era pre-internet avessi nei confronti della categoria una opinione tanto migliore rispetto a quella odierna!

Certo, prima c’erano le testate giornalistiche canoniche ed ogni quotidiano aveva la propria area di appartenenza politica e la propria “faziosità”. Ma questo tutto sommato rappresentava per il lettore un certo vantaggio nel senso che sapevi già tutto ciò e potevi applicare i tuoi filtri per farti una tua opinione.

In ogni caso però tolti rari casi di grandi giornalisti per lo più vigeva le regola del “tengo famiglia” e quindi la gran parte di loro si conformava al potere e più che altro ondeggiava tra un deferente leccare il culo ed un meglio non disturbare troppo. Per quanto riguarda la cronaca invece ecco…quel che avveniva prima continua ad avvenire adesso e il risultato è sempre lo stesso: mediocre ed infimo.

Faccio due esempi presi da due articoli recenti riguardanti due episodi distinti. Il primo riguarda una presunta aggressione ad una deputata M5S che col passare delle ore appare sempre più confusa ma tralasciamo ciò ed analizziamo il testo o meglio una parte di esso che vi cito:

…. dopo un diverbio iniziato alle casse – ha proseguito la lite con un cliente fino al parcheggio. Il tutto con il cellulare in mano per riprendere la scena. Volano insulti e frasi ingiuriose, l’uomo – secondo la testimone – era accompagnato dalla madre anziana che ha tentato con una mano sulla spalla della deputata di calmare gli animi. Poi la scena chiave: la donna si butta a terra. “Signora che succede?” avrebbe chiesto, accorrendo, la testimone. E la deputata: “Non ha visto? Mi hanno aggredito”. Nell’audio l’anonima sostiene di aver subito contraddetto l’onorevole, di cui ignorava fino a quel momento l’identità: “Guardi che io ho visto tutto, non l’ha aggredita nessuno”.
Poi l’arrivo della Polizia, che in seguito ha acquisito questa e altre versioni dei fatti. Sul posto anche una ragazza di colore con il suo bambino.

Da La Repubblica qui l’articolo

Notate nulla? Io si e mi da parecchio fastidio! Alla fine c’è quella frase: ” sul posto anche una ragazza di colore…” Ora…che cazzo di bisogno c’era di specificare che la ragazza era di colore? Se fosse stata una ragazza bionda avrebbe scritto che c’era anche una ragazza bionda? Se fosse stata una persona obesa? O disabile? O di una qualunque categoria sociale? Non credo a meno che, per l’appunto si volesse sottolineare una differenza sociale.

Quindi ecco, ci fosse stato un rom, un gay, un musulmano, un ebreo, una prostituta, un trans e così via ma la domanda è: che c’entra ciò col fatto di cronaca in se? Non poteva il pennivendolo scrivere semplicemente sul posto come testimone della scena vi era anche un altra persona e basta senza specificare nient’altro a riguardo visto che non è attinente al fatto in se?

Altro articolo letto riguardo una goliardata compiuta da dei ragazzini che in un paese hanno preso i personaggi di un presepe e li hanno disposti in modo da ricreare una sorta di set hard coi personaggi messi in posizione di…combattimento! Una cosa comunque da ridere ma, qualcuno non ha riso ed i ragazzi sono stati denunciati perchè o talebani…levatevi proprio che se c’è da reprimere qui non siamo inferiori a nessuno! Ma a parte il fatto in se, per cui ognuno può avere opinioni diverse guardiamo l’articolo:

Pensavano di fare una bravata e probabilmente di farla franca ma dovranno ora rispondere del reato di “offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose” in un luogo aperto al pubblico. Otto ragazzini minorenni hanno infatti preso di mira il presepe di Massalengo (Lodi) e hanno usato le statue per simulare atti sessuali tra Giuseppe e Maria, usando anche le pecorelle. I ragazzi hanno poi messo bottiglie di alcolici in mano ai personaggi e, non contenti, si sono filmati e fotografati per postare le loro peripezie sui social. Non ci sono volute che poche ore ai carabinieri per risalire a loro e segnalare i nomi al sindaco: 8 ragazzi, tra cui almeno 2 ragazze, tutti tra i 14 e i 17 anni, incensurati.

da Il Fatto Quotidiano qui l’articolo

Ok, di nuovo, notate nulla? Io si…quel 8 ragazzi, tra cui almeno 2 ragazze cosa sta a significare? Che le ragazze in quanto tali non sono uguali ai ragazzi? Che le ragazze certe cose non le fanno? Non le pensano? Non le dicono? Che bisogno c’era di sottolineare quella differenza di genere? Non sarebbe stato più formalmente corretto dare la notizia dicendo semplicemente che 8 ragazzi e ragazze sono stati denunciati?

E che cosa dire poi di certi fatti di cronaca drammatici in cui tonnellate di giornalisti si riversano come mosche su una merda alla caccia di dichiarazione di amici o peggio parenti? Che cazzo ti deve dire un parente a cui è appena crollato il mondo addosso in seguito ad una tragedia? Ma il rispetto e la dignità dove li mettete?

O ancora cosa dire di quando in seguito a una qualunque vicenda si deve per forza scavare nella vita privata delle persone mettendo in piazza cose private che in nessun modo sono attinenti al fatto in se? Ok, una persona magari è sospettata di aver fatto qualcosa e sarà la magistratura a stabilire la colpevolezza o meno seguendo l’iter di legge ma, che cazzo c’entra sapere se quella persona a casa aveva nel pc dei film porno? O se al liceo si è fatto una canna? O se fa qualsiasi cosa che per una certa morale è vista come “disdicevole”?

Niente, gira e rigira i giornalisti devono sempre andare a parare in una direzione e cercare un presunto torbido con cui avvalorare la loro tesi fast&food di avere sempre un colpevole da dare in pasto all’opinione pubblica che non aspetta nient’altro di salire sullo scranno del giudice per condannare a prescindere, anche quando, sa benissimo di avere comportamenti del tutto analoghi a quelli che poi crocifigge.

Ed infine…parliamo anche di come questi “colpevoli” vengono distrutti mediaticamente ma che, in caso di loro estraneità ai fatti o di acclarata non colpevolezza vengono, quando va bene liquidati con un piccolo trafiletto nascosto mentre prima, sull’onda di merda da loro generata, quelle stesse persone si son viste rovinare la vita con titoloni in prima pagina, fiumi di articoli, interviste ad esperti, programmi tv dedicati e tutto lo sheet storm dei social. E questo sarebbe giornalismo?

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T’illumino d’immenso (parte quarta)

Il Tour

La fase del Tour è quella che porta le maggiori incognite legate a diversi fattori a cominciare dalle location. Se la produzione è di un certo livello in fase di allestimento viene già impostato il lavoro per fare un piano B che contempli una versione più grande ed una più piccola che si possa adattare a posti diversi. Se così non è si fa all’italiana…cioè si improvvisa adattandosi al momento e cercando le migliori soluzioni possibili per far si di mantenere il più possibile invariato il tutto. Ma dato che ciò di fatto è pressoché impossibile l’operatore al banco luci ogni volta dovrà Cue per Cue, posizione per posizione verificare ed eventualmente correggere il tutto.

Al di la di ciò, dato che,  non necessariamente vi è anche il tempo per poterlo fare , e lo si fa un po’ durante lo spettacolo (con vaccate annesse consequenziali) ed un po’ il giorno dopo se si resta più di un giorno in quella location, quello che succede rispetta sempre uno schema di lavoro con vari soggetti che entrano in gioco. I primi sono i camionisti che con i facchini si occupano di portare dentro il materiale. Questo come già detto è segnato e segue una logica di montaggio per cui, sarebbe stupido che venisse scaricato per primo il set di chitarre piuttosto che il tavolo su cui gli attori recitano! Quindi si comincia prima dal “ferro” ovvero tutte le strutture reticolari per lo più in alluminio dette truss o in gergo americane.

E qui va aperta unaltra parentesi!Il carico nei Tir infatti è un qualcosa difondamentale. Esistono due modi di caricare…quello giusto, dettoall’inglese dove ogni cosa viene caricata in “prima” e quindicaricata e scaricata in modo veloce ed agevole e quello all’italianadove la logica è : perché usare tre Tir se ne posso usare uno soloe caricare i camion a “tappo” risparmiando? Ovvio che in questocontesto tu sei li che aspetti il tuo materiale e ti arriva che so lalavatrice e tutta la roba viene vomitata senza una logicacostringendo i tecnici ad avere tra le palle roba in quel momentoinutile!Va beh…chiusa parentesi…c’est la vie!

Insieme ad esse vengono scaricati tutti i motori che serviranno al loro sollevamento, i cavi elettrici, le componenti della cabina elettrica, i cavid’acciaio e tutti gli accessori compresi quelli eventualmente scenografici come binari su cui si muovono pannelli, guide o truss su cui avvengono movimentazioni sceniche. Insomma tutto quello che va su ad una certa altezza. A seguire si scaricano quindi tutti quei proiettori ed i loro cavi che andranno sulle truss. In questo caso parlo solo delle luci ma in questo momento a seguire in genere viene scaricato anche l’impianto audio che andrà montato per il pubblico e sul palco per gli artisti anch’esso sulle truss.Ed il video se presente.

Altro materiale già scaricato e messo in posizioni strategiche…
Si iniziano a collegare i motori alle travi del soffitto
Una volta finita la ragnatela di catene si monta la struttura in alluminio su cui andrà montato tutto il resto

Una volta appeso tutto, provato e finito il montaggio sempre che ci sia tempo si procede alle correzioni, agli eventuali puntamenti a mano di quei proiettori che non sono motorizzati. Questa in genere è la fase più caotica e foriera di litigi poiché tutti lavorano contemporaneamente nei propri ambiti ed il risultato è che il video accende il video perché deve fare le sue correzioni…tu con le luci vorresti il buio per vedere dove puntare ed hai su uno che punta che non ti sente nonostante le tue urla perché quello dell’audio deve provare anche lui l’impianto ad un volume esagerato e tutto questo mentre qualcuno ti piazza una bella quinta proprio dove stai lavorando tu perché l’aveva montata sbagliata!

Si controlla che tutte le luci funzionino a dovere prima di mandare tutto in quota
il cuore del sistema: la cabina elettrica che alimenta tutto.
ed alla fine è tutto pronto per lo spettacolo!

Fare tutto ciò bene? Servirebbero almeno due giorni per ogni spettacolo che debutta.In ognuno di questi due giorni dare ai vari settori la possibilità di completare il proprio lavoro senza che vada in conflitto con gli altri settori e quando tutti hanno finito fare una prova tecnica generale. Succede? A volte si…di norma no, spesso fai un montaggio in debutto, smonti e riparti per altro massacro….the show must go on! Diciamo che la differenza la fa la grandezza della produzione ma, a volte, anche produzioni grandi commettono enormi cappellate organizzative confidando in una legge non scritta dello spettacolo: il tecnico italiano non si sa come ma ce la farà sempre!

Fine!

T’illumino d’immenso (parte prima)

T’illumino d’immenso ( parte seconda)

T’illumino d’immenso (parte terza)

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T’illumino d’immenso (parte terza)

La programmazione

La programmazione delle luci può essere fatta in diversi modi e varia molto anche in funzione del tipo di spettacolo. Essa può essere una programmazione “totale” e sincronizzata oppure solo parziale o ancora a blocchi. O addirittura può essere una pre programmazione fatta per gruppi e stati (colori, posizioni, movimenti, effetti) che poi l’operatore al banco userà in manuale seguendo un copione o andando a “sentimento” in base ai suoi gusti personali. Vi sono diverse cose che influiscono sulla scelta di un metodo piuttosto che dell’altro.

Chiaramente una di queste è influenzata dal tipo di spettacolo che si andrà a seguire. Ad esempio se andremo a seguire un festival itinerante i cui artisti cambieranno ogni sera quindi con musiche differenti, generi differenti e zero tempo per poter buttare giù qualcosa di programmato ci si affiderà al sentimento usando una base, diciamo una sorta di cestino da cui prendere un po’ questo e un po’ quello cercando di fare meno “vaccate” possibili!  Ovvio che aperture, chiuse, stacchi non è detto che vengano precisi ma ciò fa molto live rock ‘n roll e ci si diverte!

Se invece andremo a seguire un artista per tutto un tour o un musicall tutto verrà programmato prima in modo da avere sempre lo stesso show. Questo show sarà poi eseguito o in sincrono con la musica (Time code SMPTE o MIDI) oppure l’operatore imparerà a memoria tutti i vari interventi e li eseguirà al momento giusto. Eccezione poi riguarda gli artisti troppo artisti che non si attengono ad una scaletta rigida ma ogni sera improvvisano cambiando ordine dei brani, o brani: in quel caso tra una bestemmia e l’altra ci si adegua e si gestisce il tutto in manuale o, se si è avuto modo di avere un Time code dall’audio prima si può programmare ogni canzone a blocchi e questa verrà sincronizzata in automatico…salvo che, se esegue qualcosa di totalmente nuovo…so volatili per diabetici!

Cosa si intende con programmazione? Bene, abbiamo visto che ogni proiettore ha i suoi canali di controllo ed ogni canale viene gestito attraverso dei parametri. Ad esempio, mettiamo che un proiettore ha un canale che controlla una ruota con dei colori. Da 0 a 20 abbiamo il bianco, da 21 a 40 il rosso, da 41 a 60 il giallo, da 61 a 80 il verde e così via. Bene, immaginiamo che in un determinato momento quel proiettore debba avere l’intensità di luce del 50%, debba avere una posizione x/y ed un colore specifico.

L’insieme delle informazioni che invieremo in un momento t a ciascun proiettore è chiamato Cue ovvero rappresenta uno stato luminoso o una memoria scenica. Queste informazione memorizzate in questa Cue possono essere quindi richiamate in qualsiasi momento. Oltre a ciò, possono essere messe in sequenza e diventare una Cue List ovvero una lista contenente informazioni relative a diversi momenti o a diverse situazioni differenti. Quando si è deciso a priori tutto ciò avremo ottenuto una programmazione luci.

Queste Cue come detto potranno essere richiamate ed eseguite in vari momenti e modalità. Ad esempio attraverso un Fader manuale che ne determina l’ esecuzione in manuale. Può essere usato un Button ovvero un tasto che se premuto da il via alla Cue. Può essere usato un Playback executor ovvero un fader di esecuzione che esegue tutta una cue list ma che ad ogni GO manuale esegue la Cue in base a dei tempi di ingresso, di attesa e di uscita programmati.

Infine parte o tutte queste Cue possono essere eseguite in Time code il che significa che il nostro fonico di fiducia accanto a noi ci darà un segnale audio codificato che la nostra consolle interpreterà ed in base a dei tempi che avremo programmato eseguirà in automatico tutto quel che dovrà. Alcune volte si lasciano degli interventi da eseguire in manuale perché magari si ritiene sia più pratico. Ad esempio mettiamo che ho un attore che va da un punto x a destra ad un punto y alla sua sinistra e che lo si debba seguire illuminandolo con un proiettore. Bene…potremmo anche programmare che al punto x il proiettore inizia a muoversi verso il punto successivo in tot secondi.

E potrebbe funzionare ma, se l’attore ha una esitazione, se arriva in ritardo o parte in anticipo resterà al buio e nulla potrà essere fatto. Invece se quella operazione la farà manualmente l’operatore diciamo che questo inconveniente non ci sarà! Però ci può stare che l’operatore in quel momento si è distratto perché accanto gli è passato una bella mora con dei pantaloni pieni di culo o si è addormentato o non se n’è ricordato…ecco…l’attore andrà al buio anche così! Il bello della diretta è anche questo!

Come e chi decide come programmare è di solito il regista che da indicazioni al suo light designer che a sua volta indicherà al programmatore cosa vuole. In linea teorica si realizza scena per scena uno storieboard ideale con tutto quello che accade se parliamo di uno spettacolo teatrale o un musicall. Se invece parliamo di un concerto in linea di massima si segue quella che è la musica e si cerca di creare una luce che in qualche modo enfatizzi quel che avviene. Insomma , per capirci se ho un artista che mi sta suonando un pezzo lento in acustico non gli andrà di certo programmata una sequenza di effetti e di luci stroboscopiche a mille all’ora! Tutto il resto va a gusto personale ovviamente e un light designer vedrà magari una canzone rossa mentre un altro la vedrà blu.

Quel che fa il programmatore è prendere tutte queste informazioni (anche quelle di registi che cambiano idea, di attori che magari cambiano posizioni o battute, di coreografi che si lamentano perché non si vede il ballerino che si è messo in quinta ecc ecc) e sintetizzarle in una Cue che avrà quindi un nome con cui poi poterla richiamare all’interno della lista. Ogni Cue avrà al suo interno tutte le informazioni necessarie affinché i proiettori facciano ciò che è necessario inclusi i tempi affinchè ciò avvenga. Nel caso di concerti musicali i riferimenti saranno ovviamente altri, ad esempio intro, solo chitarra, voce on, variazione coro, voce due, variazione crescendo ecc ecc. Per chiarirsi si danno nomi facilmente assimilabili a ciò che andrà fatto.

Prove tecniche di messa in scena

Man mano che si programma, in genere gli artisti provano anche loro e si ha la possibilità di vedere se le cose funzionano come le si era immaginate. Questo ovviamente è difficile che accada per tante ragioni quindi ad una prima bozza seguono varie altre modifiche o rifacimenti che poi, a ridosso del fatidico debutto e della inevitabile spada di Damocle del tempo a disposizione che si assottiglia, porta il programmatore a farsi delle belle notti in solitaria mettendo tutto a posto! Questo ovviamente diciamo che non succede nelle grandi produzioni, così giusto per darvi una idea, la programmazione luci di quello che è e resterà il tour perfetto ovvero Division Bell dei Pink Floyd, ha visto l’unico dio in cui credo, Mark Brikman (il migliore light designer della galassia)programmare con i suoi collaboratori ed assistenti per ben sei mesi prima di partire per il tour!

La Cue 61 è in esecuzione, il suo nome indica che il segnale per darla sarà quando ci sarà un suono della chitarra ed entrerà in 5 secondi.
Nella videata grande la Cue list con le informazioni in alto relative ai canali di intensità attivi. Nei monitor sottostanti da sinistra vi è uno schema per gruppi e tipologia di proiettori per individuarli rapidamente. Nel monito centrale di nuovo la Cue list con appena sotto l’executor attivo contenente la sequenza in esecuzione. Nell’ultimo a destra i parametri di ogni singolo proiettore nella cosidetta tracking list dove programmando in un certo modo si evitano ripetizioni inutili.

In genere qui per la programmazione luci viene dedicato un tempo che va dallo zero a qualche giorno, in casi un po’ più umani possiamo arrivare anche alle due settimane…raro che si vada oltre (la gente ha il vizio di mangiare, dormire e di voler essere pagata per cui costa!) quindi quello che succede abbastanza spesso è che le prime date sono sempre un disastro e solo dalle successive vi è un miglioramento graduale.Un consiglio? Non andate a guardare le prime a meno che il vostro intento sia proprio quello di criticare e uccidere uno spettacolo! A metà tour invece in genere si ha il top della resa di tutti mentre verso la fine vi è un calo fisiologico generale che ne determina un peggioramento complessivo. Va beh, a questo punto, finita comunque la programmazione, anche se non è finita…diciamo che si va in Tour eli sorgeranno altri problemi…

Un esempio di Time Code con alla sinistra i tempi in cui la Cue viene eseguita, ad esempio la memoria cue 201.2 RAFFORZA verrà chiamata Quando il tempo sarà di 3h:0m:36 secondi e 5 centesimi

continua…

T’illumino d’immenso (parte prima)

T’illumino d’immenso ( parte seconda)

T’illumino d’immenso (parte quarta)

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