Vipere e altro

Qualche giorno fa mia sorella era fuori nel suo giardino per cogliere le ciliegie ma la cosa non è andata a buon fine perché deve aver disturbato e spaventato una vipera che, ha reagito nell’unico modo in cui, spesso, un animale spaventato reagisce: mordendola. Due bei forellini precisi precisi distanziati di poco più di un centimetro sulla sua caviglia. Come nella seguente foto.

Foto presa dal web

L’ho portata al pronto soccorso e lì se la sono tenuta in osservazione tutta la notte perché ho poi appreso, oggi non danno più il siero immediatamente ma valutano caso per caso e solo alla comparsa di determinati sintomi. Questo per due ragioni credo. La prima è che il siero può essere a sua volta nocivo e causa di altre reazioni non simpatiche per cui si evita se si può.

La seconda è che, a quanto pare il veleno per una vipera è qualcosa di prezioso che usa con parsimonia solo se necessario per la sua predazione e nutrizione per cui, spesso, si limita a mordere ciò che non percepisce come preda senza usare le sue ghiandole velenifere e quindi senza iniettare veleno.

Resta però il dolore e comunque il morso di un animale che può quindi lasciare batteri comunque dannosi e pericolosi. Insomma, ti tengono li e valutano il da farsi mentre vieni monitorato e si analizza il sangue. Fortunatamente in questo caso non deve esserci stato nessun veleno iniettato per cui alla fine è poi stata dimessa senza nessun siero. Non è da escludere che nel mordere mia sorella sia deceduta la vipera!

Invece mia sorella era parecchio incazzata. Mi diceva: ma cla, da piccoli abbiamo giocato in mezzo alla campagna, nell’erba alta, tra alberi e terra e non c’è mai successo nulla e mo, dove mi deve succedere…a casa praticamente! E beh, se ripenso alla mia infanzia e ai pericoli potenziali, in effetti, sembrerebbe che o abbiamo avuto un culo pazzesco a sopravvivere oppure non si spiega!

Comunque leggevo qualche giorno fa di quella sfortunata donna morta in seguito al morso di una zecca e notavo come subito i media si siano buttati a fionda con esperti a dare consigli e il risultato che mo tutti hanno il terrore delle zecche. Purtroppo temo che in questi casi si tenda a perdere facilmente la razionalità. Un caso su 46 milioni non dovrebbe rappresentare un allarme.

Alla fine, zecche, ragni, vipere, vespe e quant’altro esistono e ogni tanto qualcuno è più sfortunato e muore. Fare allarmismo non serve mentre magari fare una corretta informazione, ad esempio nelle scuole, potrebbe essere più intelligente. Invece di quell’inutile ora di religione spiegare come minimizzare i rischi di incontri pericolosi, come riconoscere i vari morsi/punture e anche le eventuali cose da fare e non fare.

Ad esempio, mia sorella la prima cosa che ha fatto è stata disinfettarsi con alcool. Bene, anzi male. Ho scoperto che nel caso di morso di vipera la ferita va solo sciacquata, niente alcool, al limite acqua ossigenata. Non usare lacci emostatici. Ecco: voi lo sapevate? Io no. E come questa quante altre cose ignoriamo che invece ci sarebbero potute essere insegnate a scuola invece di inutili favolette su esseri immaginari?

Va beh, era una delle mie tante considerazioni su quello che potrebbe essere un mondo migliore. Pazienza. Non ci resta che Google e i consigli degli esperti che però…non è detto che poi lo siano davvero quindi un po’ come certe notizie anche questo genere di consigli andrebbero presi con le molle. Ad ogni modo, ieri sono andato sotto casa a prendere le mie ciliegie e, prima di iniziare ho falciato tutta la cazzo di erba e fatto un casino della madonna della serie: ahooo… c’è qualcuno? Sto entrando…levatevi dalle palle per favore! E così è stato! 🤷😈

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L’HuffPost: L’indignazione di Giorgia Meloni: “Qui finisce che un matto mi fa fuori…”

L’HuffPost: L’indignazione di Giorgia Meloni: “Qui finisce che un matto mi fa fuori…”. https://www.huffingtonpost.it/politica/2022/06/16/news/l_indignazione_di_giorgia_meloni_qui_finisce_che_un_matto_mi_fa_fuori_-9620657/

Tra le cose che dice la signora che poverina si è sentita offesa c’è questo passo:

Ovviamente sono il prezzo del successo elettorale in una nazione nella quale c’è una sinistra che non avendo più argomenti ha bisogno di utilizzare questi metodi”

Allora… tanto per cominciare non c’è alcun successo elettorale…non c’è stata alcuna elezione politica ma solo delle elezioni comunali dove, spesso vi sono logiche completamente diverse da quelle nazionali e i risultati dei due voti raramente sono sovrapponibili e interscambiabili. Poi anzi, ci sono stati dei referendum promossi proprio dalla sua parte politica che sono andati non male…di più quindi…fly down…ancora non sei capo di nulla!

Inoltre…continui a tirare in ballo una fantomatica sinistra che semplicemente non c’è. Perché vedi mia cara urlatrice se ci fosse stata realmente una forza di sinistra milioni di persone sarebbero scese in piazza per protestare davvero contro quel tuo spocchioso modo di discriminare le persone perché di quello ti si accusa: tu hai urlato al mondo che per te esistono persone che sono e devono restare ai margini della società e che va benissimo se vengono insultate, discriminate, picchiate e costrette magari ad ammazzarsi. Di questo si tratta.

Poi per carità, qualcuna ti ha chiamato buffona e per questo ti sei offesa? O poverina…beh…resta comunque il fatto che tu in questi anni non abbia fatto nulla per dimostrare di non esserlo e, mettersi ad urlare in quel modo, ad un partito di estrema destra non è che possa proprio considerarsi un exploit intelligente da premio Nobel sebbene anche quello ormai lo danno a cani e porci…

Non le va poi giù che qualcuno pensi che lei sia pericolosa. Ebbene, lo stesso discorso lo si faceva per Berlusconi ed i fatti hanno poi dimostrato che avevamo ragione visto come ha ridotto la politica, la nazione e la cultura. Ma lo si è detto anche di Renzi prima e di quell’altro con le felpe. Pericolosa perché ha idee retrograde, perché spesso parla (URLA) di cose di cui non sa evidentemente NULLA e pericolosa perché va a pescare i suoi voti tra la peggiore feccia e delinquenza che c’è.

E se ora, lei è preoccupata perché, poverina, dopo tante critiche ci potrebbe essere qualche matto che decide di accopparla, beh, sappia che di gente così, pronta a menar le mani ( e non solo) è piena il suo elettorato quindi, prima di gridare al lupo al lupo guardi prima di tutto alla sua matrice visto che ancora pare non l’abbia riconosciuta.

Considerando poi che, quello che continua a difendere è anche un mondo dove i loro più grandi pensatori hanno, nel nome della tradizione e cristianità quel concetto di donna per cui Merkel, culona inchiavabile (cit. Berlusconi), non ti stuprerei perché non te lo meriti ( cit. Bolsonaro), le donne bisogna prenderle per la figa ( cit. Trump) per arrivare a uno come Putin che, ha depenalizzato il reato di percosse in famiglia poiché la donna zitta e muta deve stare!

Ecco, questo si critica di te, il tuo essere allineata a quelle posizioni, ad appartenere a quel mondo, ad averlo difeso e a rilanciare le accuse verso chi cerca solo di ottenere dei diritti sacrosanti che VOI volete non solo negare ma che PRETENDETE pure siano nell’ordine naturale delle cose. Ecco, querela chi ti pare ma resta il fatto che questo è ciò che sei, questo è ciò che rappresenti e quella è la merda con cui ti accompagni. Quindi in conclusione direi semplicemente un ma vattene affanculo, te e chi ti vota, voi siete la rovina di questo paese e del mondo e fare gli offesi perché qualcuno, fa semplicemente notare ciò è sì un atteggiamento buffonesco.

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Sabbie mobili

Quando si finisce nelle sabbie mobili c’è poco da fare: agitarsi non fa che peggiorare le cose accelerando l’inevitabile fine. L’unica è restare immobili sperando in un aiuto o nel classico miracolo o accettare una fine lenta ma inesorabile. Io non ho ben capito (pare un incubo in effetti) come sia stato possibile finirci dentro ma di fatto, questa nazione, e non solo lei, è di fatto precipitata nelle sabbie mobili.

In questi anni ha alternato momenti di inutile agitazione che hanno solo peggiorato la situazione a momenti di un inutile immobilismo che ha solo procastinato l’inevitabile. Fa rabbia e c’è tanta amarezza e delusione nel constatare che l’energia vitale di questo paese siano in tale stato comatoso.

Poco fa leggevo un post ironico sul prezzo della benzina che ha ampiamente sfondato i 2 € al litro. Ho commentato dicendo che quel che fa strano è che nessuno protesta o dice nulla. Dai nostri “grandi pensatori” indomiti presenti in ogni trasmissione ai partiti, dai sindacati alle associazioni, i vari movimenti tanto attivi e imbufaliti contro mascherine e green pass e perfino il Codacons delle cause perse…tutto tace!

A quanto pare le vere preoccupazioni degli italiani (non ci dormono la notte!) riguardano i magistrati e la magistratura tanto da richiedere ben 5 referendum! Strano che gli unici due richiesti dalla gente (firmai anche io) siano invece stati bocciati! Eh sì…mi raccomando fermi… immobili…non cambiare nulla!

Sempre a proposito di immobilismo, visto che volevo anche parlare delle dichiarazioni farneticanti di un noto imbecille con le velleità da leader politico, copincollo un post che riassume perfettamente la situazione in questi ultimi anni ricordando che nel frattempo abbiamo un debito del 150%, continuiamo a dare soldi a pioggia per sostenere il solo commercio e non sia mai, guai a chi li tocca, i balneari e guai a toccare nulla! Il post:

 aguarax

2015 la BCE inizia il programma di acquisto titoli di stato QE.

BCE 2015: “Fate le riforme approfittando dei bassi tassi d’interesse

ITALIA 2015:😏

BCE 2016: “Fate le riforme”

ITALIA 2016: 😴

BCE 2017: “Le riforme…”

ITALIA 2017: 😴😴

BCE 2018: “RIFORME”

ITALIA 2018: 🤣🤣🤣

BCE 2019: “…”

ITALIA 2019: 😴 😴 😴

BCE 2020: “in questo momento straordinario di pandemia estenderemo la possibilità di fare debiti per fare le riforme”

ITALIA2020: 🤑🤑🤑

BCE 2021: ” I TASSI NON RESTERANNO BASSI PER SEMPRE. AVANTI CON I PROGETTI DEL PNRR”

ITALIA2021: 🤗

BCE 2022: “L’inflazione è troppo alta per questo inizieremo ad alzare i tassi di 25 punti base”

ITALIA 2022: 🤬🤬🤬LA BCE DA UN GIORNO ALL’ALTRO COME UN FULMINE A CIEL SERENO ALZA I TASSI. CHIARO ATTACCO ALL’ITALIA VOGLIONO FARE COME LA GRECIA E PORTARE VIA IL MALLOPPO🤡🤡🤡

Ecco, direi che non c’è molto altro da aggiungere se non che, sempre il solito imbecille e quell’altra che tra non molto vi rappresenterà nel mondo perché la manderete al governo, l’altro giorno si sono inviperiti perché è stato deciso lo stop ai motori termici. Un favore alla Cina hanno detto! Che poi il più grande produttore di auto elettriche sia statunitense è un dettaglio…ma razza di idioti…vederla come un’opportunità di crescita e investimenti per un paese dipendente dal petrolio no eh?

Ultima chiosa per un altro noto imbecille che all’approssimarsi delle elezioni regionali si vede arrestare due candidati per mafia e non trova nulla di meglio da dire che i magistrati (ecco perché oggi andate a votare!) potevano aspettare dopo il voto! E certo, l’avessero fatto dopo avrebbe poi tuonato che i magistrati vogliono cambiare le decisioni popolari! Che siate invece per caso solo dei fascisti anche leggermente mafiosi non è da considerare vero? Ok…contenti voi! Meglio che taccio!

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Bontà e confini

Qualche giorno fa circolava un meme che polemizzava sul blocco di una partita di grano in Russia e sulle lamentele di un pastificio che commercializza i suoi prodotti (alcuni) come derivati da grano al 100% italiano. Per la precisione questo:

Ora, non mi interessa la polemica in sé e nemmeno questo meme che per me diventa solo lo spunto per parlare di un’altra cosa che, a me ha sempre dato abbastanza fastidio ovvero il parallelismo tra un certo tipo di marketing ed un certo tipo di consumatori che, sembra non possano vivere senza che tutto venga etichettato come al 100% italiano e di conseguenza essendo migliore poi essi stessi si sentono appagati!

Li trovo ridicoli questi atteggiamenti anche perché non tengono conto di alcune cosette:

  • da tempo non siamo più un paese a vocazione agricola e la produzione di alcuni prodotti sono limitate e non congrue a quelle che sono produzioni di prodotti di massa che oltre sui mercati italiani vanno in tutto il mondo.
  • il fatto che qualcosa come il grano o le olive o le arance o qualsiasi altro prodotto siano italiani non necessariamente sono garanzia di miglior qualità
  • la qualità di un prodotto dovrebbe essere sempre garantita a prescindere dalla provenienza ed è questa l’unica cosa veramente importante che dovrebbe interessare il consumatore
  • altra cosa su cui invece occorrerebbe ragionare è il rapporto qualità-prezzo che dovrebbe derivare dai produttori (nazionali e non) e non dai giochi del mercato e della borsa.

Quest’ultima cosa a mio avviso è fra le più importanti e trovo che sia intollerabile che, il valore di mercato di un prodotto non sia fatto da chi realmente produce ma è fatto da chi sulla terra nemmeno ci mette mai un piede. In definitiva avviene che a New York o Hong Kong o in qualunque altra borsa, qualcuno in pochi secondi decide quando deve costare qualcosa.

Dire che qualcosa prodotto qui è necessariamente migliore di un identico prodotto coltivato altrove non ha senso soprattutto se come spesso accade, i nostri italianissimi prodotti sono coltivati in luoghi inquinati o se entrano a far parte di certi meccanismi di sofisticazione alimentare che puntualmente ogni tanto vengono smascherati.

È per questo che al terzo punto dico che a me non frega nulla se un grano è stato coltivato qui o altrove ma quello che mi interessa è che, chi poi trasforma quel prodotto si accerti della sua qualità e a sua volta si assicuri che ciò che ne deriva sia di buona qualità. Questo è importante. Su questo dovremmo focalizzarci.

Poi certo, ora c’è la moda del km zero, del biologico e del aiutiamo a mantenere produttivi i nostri connazionali. E ci potrei anche stare se non fosse che, spesso, proprio quei connazionali ti dicono: ehi, compra le mie cose al 100% italiane! Salvo poi scoprire che, te le fanno pagare di più mentre, non essendoci materia prima a sufficienza in realtà loro comprano a prezzi molto inferiori altrove vendendoti delle fandonie.

Questo lo trovo scorretto. E a proposito di filiere e di km zero non credo che tutto ciò sia conciliabile con grandi produzioni industriali. Possono e debbono esserlo (ma più per l’assurdità di merci che fanno il giro del mondo inquinando inutilmente!) per prodotti locali e circoscritti a piccole produzioni.

Un chiaro esempio (ma ne posso fare a centinaia) sono le mozzarelle di bufala: oggi si trovano ovunque ma, quanti sono realmente le bufale allevate in Italia? Quanti caseifici ci sono? Quanto latte producono? Come fanno a inviare tutte ste mozzarelle ovunque? Va da sé che è impossibile quindi o qualcuno sta barando oppure se volete quelle mozzarelle andate a  Mondragone o Battipaglia o in zona e rinunciate a comprarla a Milano a meno che non abbia un evidentemente sovrapprezzo e la si trovi solo raramente!

Altrimenti c’è un’altra alternativa e cioè quella di dire ok, ci siamo inventati un prodotto che piace ma quel prodotto ora accettiamo che anche altri lo facciano senza che necessariamente partano crociate contro la lesa maestà del made in Italy. In definitiva se qualcun altro da domani fa mozzarelle di bufala in Francia o altrove va bene, basta saperlo, basta che siano garantite la qualità e l’etica e che non si perculi il consumatore.

Sarà questi poi a decidere cosa comprare e se c’è scelta e consapevolezza non vedo dove sia il problema così come non vedo perché un contadino o un allevatore straniero dovrebbero avere minore dignità di uno italiano. Poi, per carità, certe caratteristiche organolettiche tipiche di certe zone e certi climi danno prodotti appunto tipici e su quello non si discute ma, ripeto, non possono essere parte di grandi produzioni industriali.

Se comprate il pesto genovese lo dovete sapere che la costa ligure quella è e tutto sto basilico tipico non potrà mai produrlo per sostenere migliaia di tonnellate di confezioni di pesto che tutti i giorni trovate su tutti gli scaffali di tutti i supermercati di tutte le città! Poi ahoo, se volete vivere l’illusione di sentirvi migliori, se volete fare come l’idiota che polemizzò sulle nocciole turche, se siete quelli con la bandierina dell’Irlanda sul vostro profilo social, se vi sentite patriottici e sovranisti e inorridite per ciò che non è italiano…che dire… contenti voi!

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La fantascienza di Herbert

Amo molto il genere fantascienza e trovo che nella letteratura sia a torto visto come un genere di serie “B” , adatto insomma a ragazzini o nerd ma non certo tale da essere considerato serio. Il fatto che io amo il genere però non fa di me un esperto ne un grande conoscitore e quello che ho letto è decisamente molto poco. Un po’ meglio è andato col cinema ma non abbastanza da considerarmi un esperto!

Perché questa premessa? Beh, perché ho appena finito di leggere tutta la saga di Dune, scritta appunto da Frank Herbert per un totale di 6 volumi e confesso che, non lo conoscevo! Sebbene prima del film recente proposto da Villeneuve avessi visto il precedente film di Lynch, non avevo approfondito sull’autore e di fatto ignoravo ciò che c’era dietro. Ignoranza colmata…o quasi!

Perché dico quasi? Perché leggendo i libri e informandomi un po’ ho scoperto che Frank Herbert era deceduto senza completare il suo lavoro che successivamente è stato ripreso dal figlio (basandosi sui suoi appunti) Brian insieme allo scrittore Kevin J. Anderson per cui ora devo leggermi ancora due volumi e, volendo, poi ce ne sarebbero almeno altri tre di prequel che vanno a delineare meglio certi personaggi e certe fazioni.

Foto presa dal web

Insomma… è una saga complessa le cui tematiche vanno dal potere alla religione passando per l’ecologia, la sociologia e le domeniche tra uomini e donne. Il tutto spalmato su diversi millenni e si, nonostante la difficoltà iniziale nell’approcciarmi ad uno stile non proprio facile poi mi è piaciuto e mi sono letto tutto.

Dicevano che questo autore aveva influenzato Lucas nella realizzazione dell’altra saga famosa della fantascienza e credo sia senz’altro vero. Le due storie però differiscono molto con questa che è sicuramente meno “spettacolare” nel senso che è meno incentrata sulle battaglie, sui laser (anzi, qui proprio non ci sono!), sulle navi spaziali e udite udite non ci sono neppure androidi o robot!

Ma, non ci sono neppure come nell’universo di Star Trek altre civiltà aliene in guerra o conviventi con la nostra. Insomma solo esseri umani se si eccettua un vermone gigante che sta su questo pianeta e che produce questa sostanza/droga chiamata spezia attorno a cui gira tutto! Qualche similitudine invece l’ho trovata con la descrizione di Asimov nel suo ciclo delle fondazioni soprattutto per la capacità di analizzare le dinamiche sociali ed i giochi di potere che muovono i fili.

Ma i due autori partono da ciò e sviluppano due analisi totalmente differenti e per questo da amante di Asimov non ho potuto non apprezzare Herbert per aver fornito altri punti di vista su quello che potrebbe essere l’essere umano in futuro. Se il primo vedeva l’umanità migliorarsi grazie a computer, robot, tecnologia, energia il secondo invece cancella radicalmente tutto ciò e ripropone un universo fatto di caste, controllo religioso e militare/economico.

Ecco…a guardare questo mondo mi commuovo all’ottimismo di Asimov ma temo che sia più l’universo di Herbert che ci attenderà. Poi certo, anche in Asimov non sembrava esserci spazio per la democrazia o un universo di mondi federati ma piuttosto immaginava un impero monolitico dove semplicemente le masse tutto sommato stavano bene ma non contavano più di tanto (come oggi?) mentre Herbert sembra proprio immaginare quasi un ritorno al feudalesimo. Insomma…brutti futuri ma non così irreali.

Un po’ ottimista invece Herbert lo è con il genere femminile che diventa quasi il motore propulsivo con le donne del Bene Gesserit che nell’ombra manovrano per dirigere il potere. Ma oltre loro anche le Matres onorate loro rivali, le ittiointerpreti e varie altre figure mi sa che un po’ troppo ottimisticamente sono collocate in cima alla piramide sociale: non so, personalmente in un mondo feudale, dominato da vecchie e nuove religioni, trovo la cosa alquanto improbabile. Ma questa forse è l’unica critica che posso fare a questa opera.

Per chi fosse eventualmente incuriosito questi i volumi da leggere nel loro ordine:

Poi ci sono i due che concludono il ciclo:

E, se si vuole strafare ci sono poi tutte le storie prequel che andrebbero lette prima di tutto il resto ma va bene anche dopo o ignorarle di vive lì stesso ( credo!):

  • Dune: House Atreides, 1999 : House Atreides, 1999.Pubblicato in Italia in due volumi: Il preludio a Dune: Casa Atreides, 2001, e Il preludio a Dune 2: Il duca Leto, 2003
  • Dune: House Harkonnen, 2000 Pubblicato in Italia in due volumi: Il preludio a Dune 3: I ribelli dell’impero, 2003, e Il preludio a Dune 4: Vendetta Harkonnen, 2004.
  • Dune: House Corrino, 2001. Inedito in Italia.

E ancora:

Legends of Dune

Seconda trilogia di Brian Herbert e Kevin J. Anderson ambientata agli albori della civiltà di Dune durante il periodo di guerra contro le macchine pensanti denominato Jihad Butleriano. Inedita in italiano.

Cit. Da Wikipedia

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Perché siete così?

Qualche giorno leggevo questa notizia che ha dell’assurdo se non fosse che se non altro si è conclusa bene. Si ok, ma quanta fatica e a quali costi? E soprattutto questa volta è andata a buon fine ma quante altre volte invece questi errori sono irrimediabili? Ad ogni modo, questa la vicenda:

Bonifico su conto errato,Poste Vita rimborserà risparmitrice | ANSA.it

Leggi l’articolo

Ora, quello che mi domando è: perché il funzionario o i funzionari delle poste si sono comportati così? Cosa cambiava loro se fossero stati sin da subito gentili ed avessero aiutato la signora a rimediare ad un errore?

A me viene solo da pensare che in casi del genere ci si lascia vincere dalla burocrazia che magari nel caso specifico non prevede dei passaggi rapidi per risolvere questi problemi. Ma, se questa può essere una parziale scusante resta sempre il fatto che per ogni sistema poi vi sono delle persone in carne e ossa che lo gestiscono.

E possono farlo in maniera umana o da stronzi. In questo caso per me lo hanno fatto da stronzi perché, anche immaginando che, il sistema bancario non preveda la possibilità di annullare un bonifico del genere se c’era la volontà magari si contattava l’ignaro beneficiario e gli si chiedeva gentilmente di fare un operazione verso il conto della signora.

Poi, certo, se quest’ultimo si fosse rifiutato, e se “il sistema” non poteva giustamente andare nel conti di qualcuno e cancellare una entrata, a quel punto ecco che si poteva ricorrere alla giustizia. Ma dall’articolo mi pare di capire che l’azienda bancaria non ha fatto assolutamente nulla per aiutare l’anziana signora e questo credo sia uno dei tanti sintomi di come la società è sempre più pregna di una indifferenza disumana dove ognuno è lasciato solo.

E mi chiedo: perché così tanta cattiveria? Perché questa indifferenza? Ma ad essere appena appena un po’ più gentili cosa vi costa? Tipo l’altro giorno. Me ne stavo andando a prendere l’autobus: svolto l’incrocio e lo vedo lì fermo alla fermata a 50 metri. Corro per andargli incontro, il semaforo poco più avanti è rosso. Tra l’autobus e il semaforo nessuna auto.

L’autista mi vede e mi ignora mettendo in moto il mezzo per fermarlo dopo pochi metri. Gli faccio segno di farmi la cortesia ma lui imperterrito nemmeno mi guarda: non apre la porta e al verde parte. Cosa gli costava essere gentile ed attendere 2 secondi in più alla fermata, visto che era anche rosso e farmi salire evitandomi un’attesa di più di venti minuti?

Invece no, lui come i tipi delle poste hanno deciso di essere stronzi e tirar dritto per la loro strada. Io non so che genere di persone siate però mi piacerebbe tanto chiedervi: ma ad essere così come vi sentite? Cosa provate ogni volta che potendo scegliere senza alcuna esitazione scegliete di essere degli stronzi???

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Ho provato a guardare l’Eurovision…

Ma non ci sono riuscito! Prima di venire pesantemente insultato dico subito una cosa: non critico la manifestazione, non critico i cantanti (che spesso neppure conosco e che non ho visto) e non critico neppure il format. Nulla di tutto ciò. Alla fine sono convinto che sia un bell’evento che conterrà momenti che ad alcuni piaceranno e ad altri no e che se proprio non ti piace non lo guardi e fine.

E allora mi direte…cazzo vuoi? E mo Ve lo dico! Il mio attacco ha un bersaglio che se potessi, prenderei, appenderei per le palle in una stanza buia illuminata da 100 luci stroboscopiche da 1000 watt l’una non sincronizzate con un loop di voci registrate di Mike Bongiorno che ripete allegria. Il mio bersaglio mi porta (cit) a rivalutare la mia posizione sulla pena di morte. Ecco.

Di chi parlo? Parlo del regista televisivo di questo evento ma il mio anatema va verso tutti i suoi colleghi di trasmissioni simili che evidentemente sono convinti di essere degli artisti, dei geni, dei veri fenomeni se la loro regia segue questa regola: non far capire un cazzo, cambiare inquadratura ogni 2,4 centesimi di secondo, utilizzare effetti di dissolvenza, di zoom a mitragliatrice. A cazzo.

Ma che cazzo c’avete in testa? Ma nemmeno uno col Parkinson arriverebbe a proporre immagini così caotiche e frenetiche! Cosa credete di ottenere in questo modo? Di creare “movimento”? Ma perché?  Che è tutta sta frenesia? Io non vi  sopporto…vorrei potervelo dire in faccia uno per uno. Vi credete degli artisti della regia ma voi state dimenticando che dovreste essere lì, pagati per far vedere, esaltare il contesto e non per giocare col mixer video e i cameramen. Ma vaffanculo!

Ecco perché non ho guardato la trasmissione. Ci ho provato ma dopo pochi secondi avevo già il mal di testa. Io già mal sopporto i primi piani insistiti anche perché, mi piace guardare il lavoro di chi fa le luci specie se son ben fatte ma con sti registi del cazzo si vedono solo frammenti, esplosioni che durano pochi frame e non si capisce né si apprezza il lavoro che c’è dietro. Manca l’insieme.

Ecco, questo tipo di Regia televisiva la ritengo irrispettosa vero chi ha lavorato duramente alle luci per dare emozioni e vestire le canzoni al meglio. Tutto ciò non si vede mai rovinato da sta gente col ballo di San Vito e una psiche evidentemente distorta. Così so bravo pure io a fare il regista…anche uno scimpanzé che preme cose a caso sarebbe meglio…

Che poi, a dirla tutta la cosa, deve proprio essere una moda visto che identico concetto lo applicano agli eventi sportivi tutti giocati sui primi piani. Ma così non si educa allo sport, non si fanno apprezzare le dinamiche di squadra. Posso capire se riprendi il pattinaggio, la boxe o il tennis ma negli sport di squadra proprio no.

Prendiamo il volley. Questi piazzano sta camera in asse con la rete e la muovono a 45 gradi di qua e di la. Cosa capisci? Nulla. Invece, andrebbe inquadrato il campo da dietro a chi riceve e le altre camere le usi per replay o dettagli di gesti tecnici. Ma se vuoi mostrare il gioco di squadra, far vedere come un opposto corre dietro per andare a colpire in posto due o come si muovono i ricevitori schiacciatori le riprese le fai da fondo campo e al limite dall’alto. Stesso discorso per il calcio: inquadrate in campo aperto…

Insomma… boh…forse sono io che non capisco ‘na mazza però, dipendesse da me tutti questi registi li manderei a zappare. Non li sopporto più… già la TV non la guardo di mio per l’ottusità con cui certi programmi sono condotti, per l’insulsaggine di certi ospiti e per quel modo scostumato di interrompere o parlare sopra o di urlare…se poi ci mettiamo anche tutto il resto…vaffanculo…meglio mettersi a leggere…

Zummolo…strignilo…de più…de meno…allargalo…
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Le 4 M della vispa Teresa

L’avete ascoltata la n̶o̶s̶t̶r̶a̶ ̶e̶r̶o̶i̶n̶a̶ vispa Teresa che si candida ad essere la nuova (nuova? Si va beh…) leader del centrodestra? Io a fatica sì. E mi sono davvero dovuto impegnare per ascoltare così tante banalità ma tanto, in questo panorama politico ormai ci sono abituato e credo di essere diventato abbastanza masochista.

Comunque… l’ho voluta ascoltare perché volevo vedere se avesse qualcosa da dire di, non dico intelligente, ma almeno interessante! Ovviamente sono rimasto non dico deluso (è come quelle partite di fine campionato tra squadre di centro classifica che finiscono 0-0 : già lo sai prima come andrà!) ma poco sorpreso.

Ad ogni modo un’altro motivo per questo autolesionismo era quello di capire se avrei potuto evitare di guardare il suo lato oscuro che per altro tutti conosciamo e che né lei né i suoi c̶a̶m̶e̶r̶a̶t̶i̶ certo nascondono: insomma, son fascisti punto, non lo negano né lo rinnegano. È un dato di fatto. Inutile polemizzare su qualcosa di assodato. Quello che invece volevo era capire di cosa parlano e come intendono metterla nel culo agli italiani.

Ovviamente per italiani si intendono gli altri perché chi vota questi sa benissimo perché lo fa e quali sono i veri interessi da difendere solo che…a volte, diciamo che sono un tantino inconfessabili anche se, prima o poi ci arriveranno a dire: votatemi e potrete tranquillamente continuare a evadere le tasse, a truffare, ad assumere in nero e a costruire abusivamente!

In attesa di quel giorno la signora, con fare istrionico a metà tra una comica ed una presentatrice di tali show popolari si è presentata alla nazione sulla base di questo rivoluzionario programma basato, udite udite, sulle 4 M che, non sono solo le iniziali del suo cognome ma i pilastri di quella che sarà la sua prossima campagna elettorale. Contenti loro!

Comunque eccole le 4 M: Mamma, merito, mare e marchio. Roba che Kennedy levati proprio!

Già la prima dice tutto: il nemico contro cui combattere è questa società di madri snaturate che se ne vanno 6 mesi in orbita lasciando i figli a casa! Il ruolo della madre, oggi attaccato dall’ideologia gender: ”L’identità femminile è sotto assedio, si vuole distruggere la forza simbolica della maternità”. E ancora: ”L’ideologia gender ha come obiettivo la scomparsa della donna in quanto madre…”.

Cioè capite? Non la difesa della donna in quanto persona, non la difesa di diritti acquisiti, non la rivendicazione di quelli mancanti…non la condanna di una cultura maschilista che conduce ai femminicidi…noooo…lei rivendica il ruolo della donna in quanto madre! Ti devi stare a casa a fare figli per la patria e zitta! Bel programma eh? Ma andiamo avanti …se ci riuscite! Che poi io ancora devo capire come dei diritti possano attaccare un qualcosa che se uno sceglie lo fa per scelta appunto…

Arriviamo al merito: ”La scuola italiana deve tornare a valorizzare il merito. Decenni di dominio post sessantottino sulla nostra scuola hanno prodotto un livellamento verso il basso che ha devastato il merito ma il merito è la benzina di ogni società”. E ancora ha attaccato il marxismo come causa di tutti i nostri mali in quanto avrebbe ignorato il merito!

Ora io non so in quale Italia abbia vissuto o pensi di vivere ma, la signora ignora volutamente direi, come,semmai il merito, in questo paese, sia andato a puttane a causa di quella politica che lei rappresenta fatta di raccomandazioni e compartimenti stagni dove se non mostri una certa appartenenza politica o una certa accondiscendenza col cazzo che lavori o fai carriera o vai avanti.

E in questi ultimi trent’anni di neo liberismo in cui lei e la sua parte berlusconiana hanno governato paese, regioni e comuni, occupando tutte le istituzioni, dai giornali alle TV, enti, fondazioni ecc ecc tu, proprio tu mi vieni a parlare di merito? Ma la tua classe dirigente la conosci? Con quale merito certi personaggi occupano certi posti? Marxismo un par di palle… Qui se c’è qualcuno che il valore di un curriculum lo ha trasformato in carta da culo quelli siete voi…

”Da tempo proponiamo un ministero del Mare che possa mettere in relazione tutte le attività del mare, dalla pesca alla nautica, al turismo balneare. Continueremo a difendere i nostri balneari, non accetteremo supinamente che 30mila aziende italiane vengano espropriate per calmare gli appetiti delle multinazionali straniere e il servilismo del governo italiano”. E la montagna allora?

Qui verrebbe da ridere se non fosse che, leggendo tra le righe è evidente a chi si sta rivolgendo: cari Briatore & company, cari palazzinari e albergatori che per quattro soldi avete avuto le spiagge italiane ricavandone enormi fortune, cari palazzinari pronti a costruire su spiagge e parchi votatemi e la pacchia continua! Il discorso sulle multinazionali invece va letto così: venite nel mio nuovo ministero che ci metteremo senz’altro d’accordo e al momento giusto agli italiani dirò che ho creato posti di lavoro…si, sottopagati e senza diritti naturalmente…basta pagare (a noi, Bannon docet) il giusto!

Ed infatti, per chi non lo avesse capito poi lo ribadisce meglio parlando della quarta emme, quella di marchio fingendo di voler difendere il brand ‘Italia’ e il made in Italy: ”Mentre tutti volevano comprare i marchi italiani, noi li svendevamo…” e dimenticandosi che, quei marchi di cui parla, semplicemente spesso sono andati all’estero a cercare sedi dove pagare meno tasse o dove cercare mano d’opera e materie prime a costi minori e che, chi ha venduto ai cattivi stranieri, spesso lo ha fatto semplicemente perché non era capace ed ha fatto fallire aziende create da padri e nonni e che, invece di innovare ed investire i soldi, spesso di Stato, se li finiva per sputtanare tra feste, casino, festini, yacht, auto, ville mentre operai per mesi restavano senza stipendio.

Ecco, questa è la paladina della destra che sta attirando a se sempre più italiani e che ambisce a sostituire il vecchio puttaniere, l’ammiratore di rinascimenti arabi, il re delle fiere e del cibo a scrocco nonché del Papete: non c’è che dire! L’elettorato quello è e certo non rimarrà deluso. Ma gli altri? A me viene solo da dire: che pochezza…che tristezza…che brutto futuro….

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La cucina italiana e i miti duri a morire

Incapsulo questo post tratto da BUTAC prendendo in prestito anche il titolo poiché leggendolo, oltre a trovarmi totalmente d’accordo mi ha anche ricordato che, nel mio piccolo, parlai anche io della nostra cucina quando (e figuriamoci!), venne alla ribalta la stupida polemica dei cibi etnici , kebab in testa, che minavano le nostre tradizioni mettendo in pericolo la nostra cultura e la nostra italianità!

La ricordate? Io si e tra l’altro ancora oggi in certi comuni vi sono ordinanze restrittive in tal senso. Una sorta di apartheid gastronomico concepito da talune menti malate incapaci di guardare al mondo come una cosa di tutti. Tra l’altro poco fa leggevo un post sul confronto tra tortelli bolognesi e i pelmeni russi e ho ripensato all’altra polemica idiota sui tortelli di pollo che sempre secondo questi primati-sti nazionali avrebbe recato enorme offesa alla tradizione bolognese!

Il post in questione, in cui raccontavo come gran parte di quel che mangiamo in realtà non ha nessuna origine italiana è questo: cibi stranieri che orrore (https://klaudiomi.wordpress.com/2015/11/24/cibi-stranieri-che-orrore/ )

e se vi va potete leggerlo altrimenti leggetevi questo reblog di BUTAC perché è comunque interessante e magari da ora in poi sarete meno talebani! Che poi…a dirla tutta ma chi se ne frega delle origini…se una cosa è buona o ci piace la si mangia altrimenti no…

Sono da sempre con BUTAC, ma da qualche tempo mi limito ad aiutare da dietro le quinte. Però oggi voglio scrivere questo pezzo per condividere con voi un pensiero, o un tentativo di pensiero. Mi sono imbattuto in un podcast che ho trovato estremamente interessante e che vi voglio consigliare. Si chiama DOI – Di […]

La cucina italiana e i miti duri a morire

PS e aggiungerei anche che mi piacerebbe capire quanto deve durare un periodo di tempo affinché qualcosa diventi sacra e tradizionale! No perché ad esempio con la carbonara sembra che esista da prima di Adamo ed Eva e che prima ancora della mela Eva mise dentro la pancetta al che Dio stesso sì incazzò perché ci andava il guanciale e li cacciò ̶d̶a̶l̶ ̶p̶a̶r̶a̶d̶i̶s̶o̶ ̶t̶e̶r̶r̶e̶s̶t̶r̶e̶ dalla cucina da cui poi il famoso epiteto col porco!

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Azioni e conseguenze

Come ogni notte sono lì che affronto mille pensieri, elucubrazioni e ricordi. Spesso da questi poi nascono associazioni come in questo caso. Il ricordo è legato a una infanzia sempre più lontana ma le cui azioni si sono tanto radicate da essere poi inglobate in quello che è il mio carattere ed il modo di vedere le cose.

Ero con gli altri ragazzini in un cortile e si giocava a pallone. Ad un certo punto, sul più classico dei contrasti il pallone devia dalla traiettoria voluta e a gran velocità va a colpire il vetro di una finestra sul balcone al primo piano. Risultato? Vetro rotto con gran rumore e…fuggi fuggi generale. Tutti. Tranne uno. Me.

La conseguenza è stata che, la padrona di casa venisse fuori e iniziasse a urlarmi contro con me ovviamente mortificato. Ora…non è che mi aspettassi un premio per non essere scappato ma, visto che ero rimasto lì ad aspettare assumendomi la colpa dell’accaduto e dicendo che ovviamente avrei avvisato i miei e fatto ripagare il vetro, almeno mi sarei aspettato un minimo di comprensione…

Ed invece no. Sebbene per un ragazzino di nemmeno dieci anni avessi dimostrato una bella maturità e senso di responsabilità oltre che di correttezza le conseguenze furono nell’ordine: signora inviperita, botte a casa, conseguente punizione e, compagni di gioco che mi prendevano pure per il culo ivi compreso quello che col contrasto aveva almeno il 50% di responsabilità ma di cui non feci mai il nome. Bene…

La lezione che imparai, sebbene in futuro avrei continuato a comportarmi in quel modo fu che, nella società non conta la correttezza e che se tu fai qualcosa di sbagliato le opzioni sono le seguenti: nascondersi e in caso di accuse negare sempre tutto. Al limite riversare le colpe su qualcun altro. È inutile fare gli ipocriti perché il mondo va così. Si nega sempre, anche di fronte l’evidenza e fra poco vi farò vedere come ciò avvenga ad ogni livello.

Questa cosa la compresi allora. E posso anche capirla. Attenzione, ho detto capirla non accettarla o farla mia. Questo proprio non riesco a farlo. Ma il mondo va così, non posso cambiarlo io e pazienza…me ne sono fatto una ragione.

Quello che però mi fa incazzare è l’ipocrisia e la faccia tosta di chi fa qualcosa di sbagliato, magari anche più e più volte e, anche dopo che l’evidenza ti ha sbugiardato, pretende pure di venire lì a fare quello che poi fa la morale o pretende di insegnare agli altri come vivere.

Ecco, sta cosa proprio non la capisco. Devi per forza farlo? Con quale autorevolezza pretendi di farlo? Ripeto…posso capire che, per mille ragioni, ti nascondi, neghi e fingi di nulla ma, nel momento in cui vieni beccato, non credi che avresti un maggior beneficio se semplicemente ti assumessi le tue responsabilità e magari semplicemente chiedessi scusa?

Prendiamo gli Stati Uniti ad esempio. Io capisco che sono la potenza dominante, capisco che difendano degli interessi (non necessariamente del loro popolo…ma questo è un’altro discorso), capisco che per farlo compiano a volte azioni non proprio lecite. Lo hanno fatto tutti, da Atene a Roma fino alle città stato italiane, le repubbliche marinare, le monarchie e financo il Vaticano. La storia insegna.

Ma, se vieni beccato o meglio ancora, se qualcuno dei tuoi soldati viene beccato a fare qualcosa di sbagliato, ingiusto e criminale a che pro negare, coprire, insabbiare o peggio ancora andare a prendersela non con chi ha sbagliato ma col giornalista che ha smascherato la cosa? Come, dopo ciò, puoi ergerti a paladino della giustizia quando ad ingiustizia (morte documentata di civili innocenti per puro divertimento di un paio di teste di cazzo) sommi altra ingiustizia con la richiesta di arresto di Assange?

Come pretendi poi di passare per quello che va a criminalizzare altri che stanno facendo la stessa identica cosa? Perché poi noi si dovrebbe scegliere tra due parti ( in realtà ne sono di più…) tutte ugualmente colpevoli di svariate nefandezze? Ecco, questo proprio mi fa incazzare. Vuoi essere l’alfiere della libertà? Bene, Assange lo lasci stare, al limite lo raccomandi caldamente per il Pulitzer, i soldati/piloti convinti di essere in un video games li mandi alla corte marziale e condanni all’ergastolo, chiedi scusa al mondo ed ai familiari delle vittime e, li risarcisci.

Questo si che ti metterebbe in tutt’altra luce. Ma, se critichi bombe a grappolo e le hai usate anche tu, se fai cadere funivie ma te ne fotti della giustizia, se usi armi all’uranio impoverito per cui muoiono poi anche i tuoi stessi soldati, se intrattieni rapporti con terroristi o dittatori o se addirittura sei tu che ce li metti e poi questi ti si rivoltano contro beh…io se fossi in te, caro Rambo, qualche piccola domandina del perché tutto il mondo ti odia me la farei.

Detto ciò non posso non pensare anche a quei casi in cui le forze dell’ordine nostrane si sono macchiate di crimini e nefandezze e che in questi anni hanno sempre visto una impressionante copertura sia da parte dei vertici che della politica. Il caso Cucchi è solo l’ultimo di una lunga serie. Bene: con che autorevolezza si pretende poi di parlare di giustizia, democrazia, libertà quando i primi, se non a dover dare proprio l’esempio dovrebbero per lo meno accettare le proprie responsabilità e ripulire i propri ambiti da tutti coloro che sono indegni?

Politici che hanno rubato, che hanno tenuto rapporti con mafiosi, criminali , forze dell’ordine al limite dell’eversione per non parlare poi dell’ultima moda ovvero di pseudo imprenditori che piangono perché poverini non trovano lavoratori e poi si scopre che oltre ad offrire compensi da fame è tutta gente che ha evaso o truffato lo Stato in ogni modo.

Ecco, la lista nel mondo ed in Italia è lunga ma, assodato (eppure noi lo si diceva anche prima mentre per tanti era ed è ancora un grande amico…) che Putin è un criminale e che non sia neppure tanto intelligente e che spero che i primi che gliene chiederanno conto saranno i russi stessi (stra ingannati e obnubilati da una propaganda schifosa) che si stanno ritrovando in uno stato di povertà sempre più diffusa oltre che senza tanti ragazzi mandati a morire per nulla, ecco…quello che semplicemente vorrei, fine della/e guerra/e a parte sarebbe una cosa: smetterla di ascoltare tutti questi predicatori di democrazia e libertà che, al momento non ne hanno i titoli.

Nessuno escluso. Perché la verità è questa, mandate le armi, fate come vi pare tanto lo fate comunque e nessuno di noi conta un cazzo…ripeto…c’avete i vostri interessi…ognuno si guarda i cazzi suoi…lo so…questo è il mondo, è sempre stato così e sempre lo sarà ma…almeno abbiate la decenza di non essere ipocriti e di non giocare a fare gli angioletti se prima ognuno di voi non avrà almeno iniziato a fare i conti con le proprie coscienze sporche. Ecco. Almeno questo. Poi annientatevi pure…se è ciò che vi riesce meglio…

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Altro tour finito

Arrivo un po’ tardi a scriverne ma complice tutta una serie di cose non ne avevo trovato il tempo prima. E niente, due settimane fa a Trieste è andata in scena l’ultima replica di uno spettacolo che devo dire, senza temere di essere accusato di fare pubblicità (tanto è finito!) era davvero un gran bel musicall e, va anche detto che non era certo facile riuscirci.

Dal Sito ufficiale Instagram:

Mi restano però diverse considerazioni da fare. Ad esempio sono convinto che molti nemmeno fossero a conoscenza dell’esistenza di questo spettacolo né di cosa esso offrisse. Sì, magari la gente vedeva i cartelloni pubblicitari ma poi tirava dritto perché si sa, in Italia se non c’è il grande nome specchietto per allodole è difficile attirare l’attenzione. Alla fine potevano esserci più date e città. Peccato.

Di sicuro ha influito la pandemia. Voglio dire… nell’anno delle celebrazioni di Dante per i 700 anni della sua dipartita tu hai in mano uno spettacolo sulla sua opera e che ti succede? Nulla…il mondo si ferma! Se non è sfiga questa! Quindi capisco che per la produzione non è stato semplice riprendere il tour e concluderlo con l’incognita di ciò che sarebbe potuto succedere. Mi ripeto: peccato davvero per chi non lo ha potuto vedere.

E un po’ mi dispiace anche il non aver incontrato nessuno di quelli che mi seguono qui. Ok, sono pochi ma qualcuno mi sarebbe piaciuto incontrarlo o invitarlo: nulla. Nessuno ha mostrato il ben che minimo interesse! Chissà, forse anche loro hanno pensato fosse una roba noiosa, uno spettacolo teatrale di quelli per fini intellettuali con la puzza sotto al naso! Certo è che quando facevo le Winx o il mondo di Patty le richieste di biglietti omaggio fioccavano! Così va il mondo! 🤷

Altra considerazione è però da fare su quelli che invece sono andati a vederlo per altro riempiendo sempre le sale di Tolentino, Torino, Reggio Calabria, Bologna, Milano, Roma, Genova, Padova e appunto Trieste: nonostante le due ore non è mai mancata la standing ovation finale di almeno dieci minuti e, tanti, uscendo applaudivano e si complimentavano con noi della regia riconoscendo di aver assistito ad un lavoro impeccabile dei reparti audio video e luci.

Beh, che dire…sono cose che fanno piacere anche perché non sono frequenti. Faccio questo lavoro da una vita ma così tanta gente che si complimentasse per le luci non l’ho mai vista! Beh, sono umano anche io e, seppur in imbarazzo soprattutto perché non abituato, alla fine ne ero contento. Contento perché non è stato facile ma nonostante diversi problemi sono riuscito a fare un buon lavoro! Ecco, tutto ciò mi mancherà di sicuro!

Ovviamente per quanto mi riguarda, l’essere riuscito a fare quello che dovevo è dipeso anche e soprattutto dal resto della squadra. In primis Yuri ed Enrico, i miei elettrici, Giampaolo, il rigger che fisicamente si sono occupati del montaggio. Ma poi un grazie ai macchinisti, Angelo, Rocco e Leo senza il cui lavoro non avrei avuto scene su cui puntare. Ed infine Carlos, Francesco e Matteo che, il primo per i video e i secondi per la fonica hanno sempre interagito con me aiutandomi quando era necessario. Loro mi mancheranno.

Tecnici del disagio…da sx: Francesco, Rocco, Matteo, Luisa, Federica, Enrico, Consuelo, Carlos, Angelo, Giampaolo, Lara, Yuri, Federica, Leo, un tipo strano, Matteo

Poi oh, tra loro io sono il più asociale e però credo che alla fine hanno imparato a conoscermi e anche se non andavo quasi mai in giro con loro per locali (non ho più l’età e la forza per alzarmi poi al mattino!) mi mancheranno i vari modi di dire e fare, quelle frasi diventate nostre, come i tecnici del disagio che alla fine ha pure avuto il suo murales dedicato!

E come dicevo al regista, che scherzando mi aveva chiesto se fossi felice che fosse finita io gli avevo risposto che non era certo la mia prima volta dell’ultima replica di uno spettacolo quindi, vero che vi fossi abituato e però, si, mi dispiaceva proprio perché so che, finito l’ultimo, dal giorno dopo sai che tutta quella routine, quelle frasi, quelle litigate non ci saranno più. Farai altre cose, farai altri spettacoli con altre squadre ma sarà diverso. Ogni volta è diverso e ogni volta si stratigrafa un nuovo ricordo.

A volte capita che con alcuni tecnici ti rincontri subito o dopo qualche anno per qualche altro lavoro. Altri invece non li vedrai mai più. Altri ancora lì sentirai nominare da altri che li conoscono e allora scatterà la telefonata…guarda con chi sono…e giù risate e ricordi. Andrà così anche questa volta. C’est la vie! Andiamo avanti e vediamo che ci riserva il futuro: probabilmente in autunno ci sarà uno spettacolo su Van Gogh, carino anche quello ma molto più piccolo come allestimento. Boh, vedremo…basta che non ci si ritrovi tutti al fronte…

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La strada delle buone intenzioni…

In questi giorni a tenere banco è la solita orgia mediatica (dai social alle TV, agli immancabili balconi pieni di bandiere) della ostentazione delle buone intenzioni e del finto essere persone migliori preoccupate per le sorti degli altri e del mondo. Si certo…come no…a parole è facile e come due anni fa era tutto un andrà tutto bene… diventeremo migliori e bla bla bla adesso è tutto un potpourri di gente fintamente buona pronta ad ostentare pace e buone intenzioni.

Ora, non escludo che fra i tanti, pochi autentici ci siano davvero ma, poi, ascolti certe notizie e ti ricredi subito poiché conosci le leggi dei grandi numeri e sai benissimo che, quando in un micro contesto osservi dei comportamenti è inverosimile pensare che, gli stessi comportamenti non sarebbero stati osservati se al posto di certe persone ce ne fossero state altre. O perlomeno questa è la mia sensazione. Sbaglierò? Può essere…

Ad ogni modo, penso che tutti hanno ascoltato la notizia del treno su cui dovevano salire un gruppo di disabili ed i loro accompagnatori che avevano prenotato i posti su un vagone ma che, hanno trovato quei posti occupati e pertanto si sono visti negare un diritto. Bene, fermo restando che, da viaggiatore seriale conosco le deficienze di Trenitalia, che in primis le responsabilità sono evidentemente del capotreno e del capostazione e che quel treno non lo si doveva far partire fino a che gli aventi diritto non fossero saliti a me resta un’altra considerazione da fare.

Ed è questa: posso capire che anche gli altri passeggeri avessero il biglietto e che quindi era colpa di Trenitalia se non c’era posto per tutti, cosa che per altro accade, sui regionali, tutti i giorni ma…questa gente, molti dei quali, sono sicuro, saranno seriamente preoccupati per le sorti dell’Ucraina, del mondo, dell’ambiente e di chissà cos’altro …questa gente esattamente da chi e come è stata educata???

No, perché non so voi ma io appartengo a quella generazione educata al rispetto dei più deboli o sfortunati o disagiati. A me da bambino hanno insegnato che, se c’era una persona anziana, se c’era una donna incinta, se c’era un disabile, una madre con un neonato, una persona ferita ecc ecc, anche se tu avevi il tuo diritto al posto ti alzavi e cedevi il tuo posto a chi ne aveva più bisogno. Ecco, io sono stato educato così. E ho continuato a seguire quei principi di educazione e di una moralità incentrata sul rispetto e sulla legge dell’umanità ma, per contro, osservo che, questi princìpi sembrano essere in disuso. E non da ora.

Ecco perché io trovo finti tutti questi appelli, questi social pieni di bandierine come i balconi delle case. Li trovo finti e fasulli perché poi, all’atto pratico vedo invece in giro sempre più prepotenza, menefreghismo, maleducazione e prevaricazione. Hai voglia a dire che sei per la pace del mondo quando non sei nemmeno in grado di rispettare dei disabili e i loro diritti su un cazzo di treno.

E fanculo, potevi anche avere ragione ma non te la prendi con chi è più debole. Semmai te la prendi con Trenitalia. Al limite fai loro causa ma non metti in scena la riedizione della legge del più forte dove tu non ti alzi e dei poveri ragazzi sfortunati restano senza posto. Ecco, il mondo di oggi va a puttane anche e forse soprattutto per queste cose. Per le piccole guerre di tutti i giorni, per un parcheggio, per un sorpasso, per una fila. Poi certo, a Natale e sui social, tutti buoni, la colpa, quando le cose vanno male datela sempre agli altri, ai politici, agli immigrati e a chiunque vi faccia comodo però, per me, restate sempre dei grandissimi ipocriti.

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E Zorro?

Le aziende che non vogliono più avere la Z nei loro loghi

https://www.ilpost.it/2022/04/13/aziende-cambiano-logo-z-russia/

Per carità, giusto prendere le distanze ma qui si sta un tantino esagerando e tutto ciò, a mio modo di vedere non fa che dimostrare ancora una volta come si stia vivendo in un periodo folle. Si è totalmente persa la capacità di contestualizzare, di discernere, di valutare ogni cosa per ciò che è o non è.

Non ci si ferma più a riflettere e i social non fanno altro che amplificare questa dicotomia tra buoni e cattivi posti su schieramenti contrapposti. Ormai basta un attimo…una parola al posto sbagliato, una frase mal riuscita, una battuta o peggio ancora un qualcosa estrapolato da un qualcosa di più grande per ritrovarsi tra i cattivi, tra i bannati.

Il prossimo passo quale sarà? Rimuovere da ogni piattaforma di streaming i film di Zorro, eliminare dal web tutte le sue foto in cui disegna la zeta sui pantaloni del povero sergente perché ciò è inequivocabilmente un gesto filo Putin??

No davvero…stiamo rasentando il ridicolo e chi prende queste isteriche decisioni, a mio avviso non sta tanto bene con la testa…

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Disinformation


11 ex corrispondenti di guerra italiani scrivono contro l’informazione sull’Ucraina


Undici tra i più importanti inviati italiani degli ultimi decenni hanno scritto una lettera, pubblicata sul quotidiano online Africa ExPress, nella quale criticano duramente la maniera in cui i media stanno trattando la guerra in Ucraina. La riflessione di questi “pesi massimi” del giornalismo contemporaneo si concentra sull’approccio superficiale dei mezzi d’informazione attuali, che riportano notizie non verificate con l’unico scopo di veicolare i sentimenti e la commozione dell’audience, indirizzandola verso una acritica presa di posizione. I giornalisti lanciano quindi un appello: è necessario che il giornalismo agisca in quanto mezzo per acquisire consapevolezza, fornendo analisi profonde che consentano una maggiore comprensione dei fatti. Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera.

“La guerra di propaganda fa un’altra vittima eccellente: il giornalismo

Corrispondenti di guerra, 1° aprile 2021

Osservando le televisioni e leggendo i giornali che parlano della guerra in Ucraina ci siamo resi conto che qualcosa non funziona, che qualcosa si sta muovendo piuttosto male.

Noi siamo o siamo stati corrispondenti di guerra nei Paesi più disparati, siamo stati sotto le bombe, alcuni dei nostri colleghi e amici sono caduti durante i conflitti, eravamo vicini a gente dilaniate dalle esplosioni, abbiamo raccolto i feriti e assistito alla distruzione di città e villaggi.

Abbiamo fotografato moltitudini in fuga, visto bambini straziati dalle mine antiuomo. Abbiamo recuperato foto di figli stipate nel portafogli di qualche soldato morto ammazzato. Qualcuno di noi è stato rapito, qualcun altro si è salvato a malapena uscendo dalla sua auto qualche secondo prima che venisse disintegrata da una bomba.

Ecco, noi la guerra l’abbiamo vista davvero e dal di dentro.

Proprio per questo non ci piace come oggi viene rappresentato il conflitto in Ucraina, il primo di vasta portata dell’era web avanzata.

Siamo inondati di notizie ma nella rappresentazione mediatica i belligeranti vengono divisi acriticamente in buoni e cattivi. Anzi buonissimi e cattivissimi. Ma non è così. Dobbiamo renderci conto che la guerra muove interessi inconfessabili che si evita di rivelare al grande pubblico.

Inondati di notizie, dicevamo, ma nessuno verifica queste notizie. I media hanno dato grande risalto alla strage nel teatro di Mariupol ma nessuno ha potuto accertare cosa sia realmente accaduto. Nei giorni successivi lo stesso sindaco della città ha dichiarato che era a conoscenza di una sola vittima. Altre fonti hanno parlato di due morti e di alcuni feriti. Ma la carneficina al teatro, data per certa dai media ha colpito l’opinione pubblica al cuore e allo stomaco.

La propaganda ha una sola vittima: il giornalismo.

Chiariamo subito: qui nessuno sostiene che Vladimir Putin sia un agnellino mansueto. Lui è quello che ha scatenato la guerra e invaso brutalmente l’Ucraina. Lui è quello che ha lanciato missili provocando dolore e morte. Certo. Ma dobbiamo chiederci: ma è l’unico responsabile?

I media ci continuano a proporre storie struggenti di dolore e morte che colpiscono in profondità l’opinione pubblica e la preparano a un’inevitabile corsa verso una pericolosissima corsa al riarmo. Per quel che riguarda l’Italia, a un aumento delle spese militari fino a raggiungere il 2 per cento del PIL.

Un investimento di tale portata in costi militari comporterà inevitabilmente una contrazione delle spese destinate al welfare della popolazione.

L’emergenza guerra sembra ci abbia fatto accantonare i principi della tolleranza che dovrebbero informare le società liberaldemocratiche come le nostre. Viene accreditato soltanto un pensiero dominante e chi non la pensa in quel modo viene bollato come amico di Putin e quindi, in qualche modo, di essere corresponsabile dei massacri in Ucraina.

Noi siamo solidali con l’Ucraina e il suo popolo, ma ci domandiamo perché e come è nata questa guerra. Non possiamo liquidare frettolosamente le motivazioni con una supposta pazzia di Putin.

Notiamo purtroppo che manca nella maggior parte dei media (soprattutto nei più grandi e diffusi) un’analisi profonda su quello che sta succedendo e, soprattutto, sul perché è successo.

Questo non perché si debba scagionare le Russia e il dittatore Vladimir Putin dalle loro responsabilità ma perché solo capendo e analizzando in profondità questa terribile guerra si può evitare che un conflitto di questo genere accada ancora in futuro.

Massimo Alberizzi ex Corriere della Sera

Remigio Benni ex Ansa

Giampaolo Cadalanu – Repubblica

Tony Capuozzo ex TG 5

Renzo Cianfanelli Corriere della Sera

Cristano Laruffa Fotoreporter

Alberto Negri ex Sole 24ore

Giovanni Porzio ex Panorama

Amedeo Ricucci RAI

Eric Salerno ex Messaggero

Giuliana Sgrena Il Manifesto

Claudia Svampa ex Il Tempo

Vanna Vannuccini Ex Repubblica

Angela Virdò ex Ansa”


Il testo integrale è stato ripreso dal sito Africa ExPress.


L’indipendente on-line [di Valeria Casolaro]

Nulla da aggiungere se non che in questi ultimi anni, al crescere esponenziale dei canali di informazione ( TV decuplicate, internet, social ecc) è seguita una decrescita culturale generale col risultato che, invece di avere gente più e meglio informata abbiamo l’esatto contrario. E conseguenza di ciò porta a nuovi populismi, nazionalismi e… conflitti sia sociali che fra nazioni. Qualcosa deve essere andato storto…

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Ultime visioni

Ultimamente ho fatto lunghi viaggi in treno e quindi mi sono potuto guardare diverse cose che avevo nel mirino. Bene, qualcosa di ciò mi ha colpito, qualche altra cosa meno e pensavo di parlarne qui per vedere se ci sono altri che la pensano come me o se no cercare di capire i punti di vista diversi. E del resto…non sono certo un critico cinematografico…dico solo ciò che mi resta dopo aver visto qualcosa!

Il primo film in questione è Parasite. Si, mi è piaciuto. Non mi dilungo molto visto che a suo tempo se ne parlò tanto e raccolse anche diversi premi tra cui l’Oscar. Una storia surreale, ambientata in Corea ma la cui tematica è universale ovvero quella storia poteva essere ambientata ovunque e il tema di fondo non sarebbe cambiato: esistono nel mondo due società che convivono e di base si ignorano.

Da una parte i ricchi, alienati da problemi futili, viziati, con vite perfette dove col danaro tutto è possibile. Dall’altra i poveri, i cui problemi quotidiani sono concreti e ci si arrangia cercando di andare avanti. Due mondi inconciliabili dove i secondi sono inevitabilmente portati a pensare che sarebbe bello prendere il posto dei primi. Non necessariamente però se ciò accade il risultato è quello sperato.

Il secondo film dove anche qui vi è un pretesto sociale per lo sviluppo della trama è Windfall. Ecco, anche qui come in Parasite vi è una location che in qualche modo è protagonista ovvero una ricca villa dove quello che solo all’apparenza è un ladro viene sorpreso dai suoi proprietari. Il finale è decisamente inaspettato: ok, forse rispetto al precedente film è più lento ma secondo me merita di essere visto anche lui.

Il prossimo è un film di cui si è parlato tanto e che probabilmente non mi troverà d’accordo con la maggior parte delle persone che lo hanno visto. Infatti lo dico subito: non mi è piaciuto, non mi ha entusiasmato, non mi ha lasciato proprio nulla sebbene vi abbia partecipato un bel cast. Condenso ciò che penso del film con una frase detta proprio nel film: ma tu che cosa hai da dire?

Ecco, sto parlando di È stata la mano di Dio, di recente anche candidato all’Oscar. Ebbene, io cosa volesse dire questo film non l’ho capito. Si, ok, si è cercato di ricordare cosa sia stato Maradona per Napoli ma…e allora? Vero che in quel periodo rappresentò una sorta di riscatto per tutti i napoletani ma, non è che in altre città altri “eroi” calcistici non abbiano fatto altrettanto: probabilmente era anche un periodo storico così, a Roma c’era Falcao, a Udine Zico e così via. Ogni città viveva la propria fantasia e il proprio sogno.

E le vicende di questa famiglia messa sotto l’obiettivo della telecamera per raccontare di Maradona non dicono nulla: sono vicende che migliaia di altre famiglie hanno vissuto e vivono con i figli che crescono e non sempre sono fortunati. Non so, ribadisco che non sono un critico ma a me sto film tanto osannato non ha lasciato nulla. Magari qualcuno mi darà qualche altra chiave di lettura per capirlo meglio ma resta il fatto che non è certo uno di quei film che salverei se dovessi sceglierne qualcuno da portare in un bunker antiatomico!

Un discorso a parte lo faccio sull’ultimo visto: Life. Film di fantascienza. Non parlerò proprio del film che comunque non mi è piaciuto. Certo non lascerà il segno come a suo tempo lo lascio Alien : in entrambi i film il tema era l’incontro con un alieno distruttivo ma quel film lasciò il segno perché seppe dire cose, e tanto per dirne una, in un panorama di eroi maschili ( Rambo, Rocky ecc ecc) seppe proporre una eroina al femminile che per i tempi era inimmaginabile. Per dire…

No, quello che volevo dire prendendo spunto da questo film è: ma perché nelle trame dei film attuali (di fantascienza ma anche di azione/guerra ecc) quando c’è una qualche squadra che deve compiere una qualche missione già dall’inizio si sa che moriranno tutti? Perché deve sempre esserci quello spavaldo, quello nervoso, quello ipocondriaco, quello che non rispetta le regole ecc ecc? Se si parla poi che so di una rapina… immancabilmente qualcuno tradirà. Se sarà una storia di fantascienza o militare alla fine ci sarà sempre una spia o una missione che solo qualcuno conosceva bene e gli altri no.

Ecco, sti film così mi hanno stufato. Visto uno visti tutti. Non lasciano emozioni o suspence. Nulla. Ora, io spesso seguo le notizie degli astronauti sulla ISS, tra poco vi tornerà la nostra Cristoforetti: sono persone estremamente qualificate, razionali, pacate, riflessive: nessuna di queste persone agirebbe come si agisce in questi film dove più che professionisti sembra che a svolgere determinati compiti prendano gente a caso in strada. E su…

Va beh, ne avrei altri di cui parlare ma…mi dimentico dei titoli! Se mi verranno in mente ne parlerò in futuro. E poi già è uscito fuori sto pippone che come al solito leggeranno in pochi e commenteranno ancora in meno! Però io che sono abbastanza contrario alle serie TV ne volevo invece segnalare due molto carine che mi sono piaciute: Carnival Row su cui però avrei anche una perplessità e Love, Death & Robot.

La prima è una serie fantasy la cui tematica è quella della inclusione sociale verso i profughi ed il razzismo che ne deriva: il tutto però trasposto in un mondo dove vi sono gli umani ed i fatati con questi ultimi che, in fuga dalla guerra (degli umani!) vanno ad occupare i più bassi gradini della società venendo schifati da tutti. Unica perplessità è che l’intento è lodevole ma, qui ci sono effettivamente delle razze diverse se non addirittura specie mentre nel mondo reale il razzismo è costruito sulla base di razze diverse inesistenti: la razza umana è una sola.

Detto ciò, ripeto, è una serie fantasy, capisco il messaggio ma forse è un tantino pretestuoso pensare che effettivamente tra specie diverse vi possa essere qualcosa di più che una normale inclusione sociale un po’ come avviene nei mondi di Star Wars o Star Trek. Per farla breve non è che necessariamente un essere umano si debba accoppiare con un cavallo o un coccodrillo!

L’altra serie invece è di animazione. Ci racconta soprattutto del futuro e della tecnologia ma non solo. Ogni episodio, per altro breve è a se stante. Alcuni li ho trovati geniali. Un po’ in stile Black Mirror per chi ama il genere. Sono episodi mai banali, a volte anche ironici, finali che spiazzano e riflessioni che scaturiscono a gogò! Ve la consiglio!

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L’uomo di plastica

Ho letto questa notizia (cliccando leggete l’articolo) :

“Trovate per la prima volta microplastiche nel sangue umano”: lo studio olandese solleva un caso.

e ho fatto alcune riflessioni e considerazioni. La prima è un’autocritica. Sì, perché oggi alla luce di quello che sappiamo è facile fare gli ecologisti ma è molto più difficile capire le nostre scelte passate. Ebbene, il punto è questo: oggi sappiamo che la plastica, nelle sue diverse forme, così com’è è dannosa per l’ambiente e se oggi si legge che microparticelle di esse sono state trovate nel sangue umano già avevamo letto di come essa venga assimilata dagli animali (inclusi quelli di cui ci nutriamo) insieme ad altre sostanze.

Ma prima lo sapevamo? No. Almeno io personalmente no. Alla luce di quello che sapevamo avremmo rifatto la scelta di puntare sulla plastica? Ecco, a questa domanda è difficile rispondere senza essere ipocriti. Perché se da un lato ha permesso a milioni di individui di accedere ad un certo benessere dall’altro lato mi pare ovvio che se n’è fatto un uso esagerato oltre che sconsiderato e basta poi guardarsi intorno per vedere plastica abbandonata ovunque. Ma sinceramente io credo che non mi sarei opposto al suo uso.

Ora il problema è che, se prima non sapevamo che un contenitore di plastica perde nel tempo microparticelle che poi andranno disperse nell’ambiente e ingerite da noi e dagli animali adesso lo sappiamo. Un po’ come per le tubature di piombo dei Romani: le usavano senza sapere che il piombo era tossico. Noi abbiamo sostituito le tubature di piombo con quelle in plastica. E ora?

La plastica è praticamente ovunque: come facciamo? Ecco, questa è una domanda epocale a cui la scienza dovrà fornire le giuste risposte (è comunque dannosa se presente nel sangue? Avrà conseguenze? Ripercussioni? Porterà a nuove malattie?) e fornire eventuali alternative industriali. Sarà possibile gestire tutto ciò a livello planetario? O diventeremo una sorta di nuova specie homo plasticus?

Ecco, di sicuro questa mi sembra una delle tante sfide da dover affrontare insieme come quella energetica e quella sul cambiamento climatico. Ma ce ne sono altre a cominciare dalla pandemia (mica è finita…) passando per la redistribuzione delle risorse ecc ecc. Sono tutte sfide enormi, globali, impossibili da risolvere da soli e che richiederebbero una consapevolezza totale da parte della gente il che si traduce poi in una conseguente classe politica capace di affrontare queste sfide.

E di fronte a tutto ciò invece cosa fa l’attuale classe politica? Ah beh, interessante…visto che dobbiamo salvare l’ambiente e noi stessi riducendo le emissioni prospetta di riaprire le centrali a carbone, quelle nucleari a fissione, investe sull’incremento degli armamenti, bombarda depositi di carburante, produce e alimenta guerre (di cui quella in Ucraina è solo l’ultima arrivata) e soffia sul fuoco dei nazionalismi. Ottimo direi…mi pare che abbiamo tutto sotto controllo…non c’è che dire!

Giusto per ricordarvi dove e come finiscono le armi prodotte…

E niente, proprio non vogliamo capirlo che, viviamo tutti sullo stesso pianeta, che l’aria che respiriamo, l’acqua, gli animali non hanno confini e che siamo solo noi così idioti da credere che chi stia da una parte di una linea immaginaria sia migliore o superiore a quelli che stanno dall’altra parte di quella linea immaginaria! I problemi che abbiamo e che stanno diventando sempre più urgenti e gravi non hanno bisogno di tutto ciò.

Il pianeta è uno. Il confine è uno e coincide con la nostra atmosfera. Quello che serve è cooperazione, pace, consapevolezza del nostro posto nell’universo. Serve investire in ricerca per la vita e non per creare morte. Sembrano concetti così ovvi e banali eppure che cazzo stiamo facendo per cambiare? A me pare che non siano facendo proprio nulla… pandemia, temperature fuori controllo, plastica nell’uomo, ghiacciai in ritirata…ma si giochiamo a fare la guerra…

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Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…

Non lo so se ancora vale questa regola. Un tempo di sicuro si e, almeno certi genitori mettevano una sorta di barriera tra quelle che potevano essere amicizie consentite ed altre no. Ok, non era un mondo perfetto nemmeno allora e un certo bigottismo c’era, non lo nego però dai, quella “regola” tutto sommato impediva di avere brutte frequentazioni. Oggi ciò vale ancora? A livello politico mi sa proprio di no…

Anzi… sembrerebbe proprio il contrario e più hai amicizie imbarazzanti, più ti accompagni a brutta gente e più vieni apprezzato nella convinzione che, i politici debbano essere come noi…non migliori…non degli esempi da seguire e a cui ispirarsi ma proprio come noi che, diciamola tutta…chi non darebbe la mazzetta per quel posto, per fare carriera, per quel favore, per quella multa?

Ed allora preso atto di ciò perché stupirsi se i nostri eroi si accompagnano senza vergogna e senza pentimento alcuno alla peggior feccia esistente? In un mondo ideale tutto ciò non accadrebbe e pseudo politici come i nostri verrebbero immediatamente spazzati via dalla vita politica. Ma non ora. Non qui. Non è certo questo il tempo… Però a memoria d’uomo mi piace ricordarle certe cose…

Dell’Utri, condannato per mafia, Vittorio Mangano, mafioso, pluriomicida, lo stalliere di Arcore
Putin…ora sembra Satana in persona per tutti eppure …ancora fino a pochi mesi fa era l’esempio da seguire, il più democratico del mondo…
Uno che regolarmente veniva ospitato a casa…
E si, quanti amici italiani…quando Poltrone e Divani gongolava…
Quando lui era un esempio ed uno come Gino Strada o le ONG venivano trattati da criminali…
Sempre lui? L’uomo dalle mille giravolte oltre che infime figure di merda? Per un pugno di rubli?
Uno sempre coerente…
E la vispa Teresa? Poteva mancare la regina del pensiero moderno? Colei che è in politica da decenni e che ha votato le peggiori porcate e si presenta candida come Biancaneve in cerca di una matrice?
Ma fossero solo i topi di fogna col braccio teso il suo problema …
Steve Bannon, se non sapelte chi sia e per cosa è stato arrestato beh… allora lasciate perdere e continuate pure a credere alle favole…
A cena con Casa Pound…Belle personcine…
Scusi lei spaccia?
Sempre l’altro fenomeno in evidenza…cercando rinascimenti nel deserto…
Ricordi d’annata…come rendere ridicola una intera nazione…

Ecco, tutte cose vere, nulla di inventato, trovate tutto con qualunque motore di ricerca ed altro ancora perché se cercate altre simpatiche personcine a modo, da Orban a Bolsonaro passando per Le Pen e tanto altro ancora l’enciclopedia è bella piena. E per non farci mancare nulla ricordiamo anche quello che volevano santo e che certo non si vergognò di un certo Pinochet…

Ora…provate a guardare i sondaggi politici odierni e quelli di qualche anno fa: ve la risparmio la fatica… Sono pressoché identici…si qualche fluttuazione…ora è primo uno poi l’altro…ma la minestra è sempre la stessa… Una intera classe politica immobile e immutata da anni, una divisione tra un centro destra e una destra che continua a difendere posizioni di privilegio ad oltranza affossando il paese. Una sinistra scomparsa ridotta a macchietta di se stessa che non arriva neppure al 3%…

Questo è. E continuando a votare questa gente poi vi stupite se tutto va a puttane, se le scuole sono allo sfascio, se gli ospedali chiudono e se per le armi i soldi si trovano sempre? Vi stupite se ciò che accade qui è accaduto anche negli altri paesi e il risultato sono barriere, muri, dazi, sovranismo su chi ce l’ha più lungo ed infine guerre? Vi stupite davvero? Davvero credete di non avere colpe? Beh…io qualche domandina me la farei…

PS mi si potrebbe accusare di essere pro M5S per non aver messo loro personaggi ma…li reputo marginali, politicamente un grande bluff, gente convinta di cambiare il mondo con un monopattino incurante del fatto che i giochi li conducevano altri…che vuoi dire di gente così?

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Priorità e risorse: forse è il caso di cambiarle…

Mi ha appena chiamato mia sorella: le sono entrati i ladri in casa. Ora, a parte che mia sorella non è certo ricca e non dovrebbe rappresentare un obiettivo succulento per dei ladri in cerca di gloria e che alla fine, dopo aver buttato all’aria mezza casa si sono portati via il solo Folletto, forse perché interrotti, lasciando tutti i miei regali (PC, portatile, tablet, HiFi, Nintendo) ho diverse considerazioni da fare.

La prima. Di ordine politico. E sì perché le forze dell’ordine impiegate sul territorio seguono degli obiettivi e delle direttive che partono dal ministero degli interni. Se la direttiva è di contrastare determinate cose probabilmente altre non avranno medesima attenzione poiché, quelle direttive rispondono anche a dei budget.

Quindi alla fine come hanno detto gli agenti a mia sorella sul territorio ci sono solo due volanti, una della polizia e una dei carabinieri a contrastare furti e rapine. Praticamente inutili. Da me però, ogni giorno leggo invece di continui arresti per droga. Per lo più ragazzi o insospettabili professionisti di mezza età beccati con un po’ di polvere.

Bene, mi chiedo: al cittadino comune se l’avvocato si va a comprare mezza Colombia o il gruppo di amici per fare serata si compra qualche grammo di fumo cosa cambia? Per me proprio nulla. Si faranno del male? Ok, cazzi loro. Ma ognuna di queste azioni di per sé non ti sfonda porte, non ti rompe finestre, non ti invade casa, non ti minaccia la tua incolumità. O sbaglio?

Eppure la famosa “emergenza” droga è sempre al primo posto di tutti gli ultimi governi. Il che significa che vengono impiegati sul territorio diverse squadre, telecamere, intercettazioni, appostamenti, pedinamenti, informatori ecc ecc e tutto, badate bene, non per catturare il Pablo Escobar di turno…nooo…per arrestare delle figure ininfluenti che non cambiano di una virgola il fatto che c’è un mercato e chi lo gestisce alza miliardi esentasse.

Ecco, le cose stanno così mentre per i crimini contro le persone o contro le proprietà le risorse a disposizione sono al minimo. Ma a nessuno sembra fregare un cazzo. Non sarà magari il caso di decidere di cambiare le nostre priorità? Non sarà magari il caso di dirottare tutte quelle forze che ogni giorno producono il sequestro di una canna o di qualche bustina senza scalfire minimamente le cose per impiegarle altrove?

Tra l’altro io vivo in un territorio che è scarsamente popolato: persone non del posto saltano subito all’occhio, una attività di controllo e investigativa molto facilmente produrrebbe risultati in brevissimo tempo. Ma se hai solo due volanti che di fatto poi passano il loro tempo a raccogliere denunce e stilare rapporti è difficile che questi prendano qualcuno.

Io fossi in voi, quando prossimamente andrei a votare starei attento alle priorità di chi si candida perché se le priorità sono, droga, immigrati e prostituzione poi non stupitevi se vi entrano in casa o vi rubano l’auto o il nuovo scooter! E ah, non mi fate l’obiezione che quelli sono tossici perché i tossici rubano in modo estemporaneo, non si mettono a fare appostamenti e sopralluoghi per sapere quando non sei in casa.

E non date la colpa agli immigrati perché questa è gente italianissima che sa muoversi sul territorio avendo la tranquillità di passare inosservata. E poi…questi vanno da dei ricettatori e quindi è ovvio che c’è una rete locale. Ce lo vedete un tossico o un immigrato che va in giro a tentare di vendere un folletto senza per altro la confezione? E su…

Altra considerazione invece riguarda sti ladri: come ho detto, mia sorella non è ricca. Mio cognato ha un buono stipendio ma c’è solo quello. Da poco hanno preso una casetta tra altre villette a schiera con un bel mutuo…secolare credo. Hanno una vecchia Peugeot 105 scassata e una Renault Megane non tanto meglio (nemmeno gli alza cristalli vanno perché non riescono a trovare i soldi per ripararli!) e che non siano ricchi si vede.

E niente, guardando sti due che idea si saranno fatti per mettersi a spostare quadri cercando una inesistente cassaforte?? Questi a stento arrivavo a fine mese con quel pur buono stipendio e non è infrequente che a volte mi chiedano un prestito: a me viene solo da pensare che è gente altrettanto disperata che pensa di vincere facile sapendo che, con un piede di porco scassini facilmente la porta e non vai a rischiare nella villa di Briatore.

E allora l’ultima considerazione sociale è : ma davvero non ci vogliamo rendere conto che, se non si redistribuisce verso il basso la ricchezza, se non si creano opportunità di lavoro, se non si rimette mano all’ascensore sociale il rischio è che costantemente poveri lotteranno con altri poveri per la pura sopravvivenza. Davvero volete ancora tollerare questi politici che invece di tassare i ricchi vi stanno di fatto strangolando e questo già succedeva anche senza questa nuova guerra?

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Prete schifoso

Era sabato scorso e stavo pranzando velocemente in un ristorante prima di entrare in teatro per lo spettacolo. E questo è stato l’unico motivo per cui non mi sono messo a discutere con questo viscido omuncolo inutile che la nostra società ancora continua a tollerare ed accettare come un qualcosa di utile (a chi? A loro?) e necessario tanto da fornire loro stipendi e quant’altro.

Questo era insieme ad un gruppo di ragazzini dodicenni o tredicenni. Probabilmente erano lì per andare alla marcia della pace e stavano mangiando. E fin qui nulla da dire se non che da genitore non manderei mai i miei figli a frequentare queste persone inutili…ma tant’è…io figli non ne ho e chi li ha fa come gli pare.

Comunque a parte ciò dicevo, tre cose mi hanno dato un fastidio enorme. La prima è stata quando ho sentito sto schifoso dire ai ragazzini: vi siete fatti il segno della croce prima di mangiare? Bisogna farlo eh! E già lì dentro di me c’era la voglia di dirgli: se uno crede il gesto lo fa da solo e non con una sorta di imposizione o di ricatto. Ma che schifo…

Ma non contento il tipo ha continuato e facendo il compagnone era lì che scherzava con questi ragazzini e tra una carezza e un abbraccio mentre saltava da un tavolo all’altro se li toccava tutti. Per carità, erano gesti innocenti, almeno all’apparenza perché se fosse andato oltre e me ne fossi accorto penso che gli avrei rifilato una sberla.

Però mi dava fastidio vederlo. Specie in un contesto pandemico che cazzo ti tocchi? Stai lontano al tuo posto coglione! E invece ad un certo punto l’ho sentito che si rivolgeva ad una ragazzina dicendole: mi raccomando, non sposarti un comunista perché se li fai io non vengo al tuo matrimonio! E certo testa di cazzo, tu invece saresti stato più contento se sposasse un fascista vero? Al limite un leghista o uno di quelli tutti patria chiesa ed evasione vero?

Ecco, per lo schifo mi sono alzato e sono andato via anche perché, ripeto, ero in ritardo. Ma la sensazione di non avergliene dette quattro mi è rimasta come un’occasione mancata. Probabilmente avrei combinato un casino e magari alla fine rischiavo, conoscendo la mia fortuna di scontrarmi magari con qualcuno delle forze dell’ordine poiché figuriamoci se tra uno schifoso essere inutile e me non ci finivo io sulla graticola…

E nulla, resta il fatto che me ne sono andato a lavorare e mi è rimasto questo disagio e la consapevolezza che, questa gente schifosa, continua a fare un bieco proselitismo e continua a vedere la religione non come un atto di fede o qualcosa di personale ma come un mezzo di controllo e propaganda. E continuo sempre a pensare che, vorrei tanto che in dio esistesse e apparisse almeno per ridicolizzare e sputtanare questa inutile gentaglia e le stupide idee che propagandano…

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Marcia che ti passa…

La premessa è: non siate superficiali con me e cercate di capire le mie ragioni perché io non sono superficiale. Non in questi casi. Quindi, ovvio che condanno la guerra, ci mancherebbe ma se non sto con chi la guerra la fa ho le mie considerazioni e le mie riserve anche verso chi la contesta ma lo fa un po’ ad cazzum…

Allora, l’altro ieri a Roma c’era questa manifestazione per la pace che è transitata anche in zona teatro. Tutto bloccato, strade chiuse, manifestanti e forze dell’ordine ovunque. Ok. Io li guardavo e dentro di me, pur condividendo sostanzialmente lo stesso obiettivo mi sentivo lontano anni luce da tutta quella gente.

La vedevo come come quella che ad inizio pandemia era tutta un cantare sui balconi, tutta un proliferare di banalità social come andrà tutto bene, diventeremo migliori ecc ecc. Già allora ero profondamente dissociato da tutti loro perché dentro di me sentivo che sarebbe andato tutto male e che si contrario sarebbe emerso solo il lato peggiore della maggior parte della massa.

Non mi ero sbagliato. Ora sono di nuovo tutti concentrati su questo nuovo argomento: l’invasione da parte russa di una nazione che fino a ieri al massimo i più consideravano come fonte inesauribile di mignottone d’alto bordo o di badanti per vecchi rincoglioniti. Adesso invece sono tutti ucranologi ed esperti militari. Occhei…

Ma veniamo al punto che mi dà proprio noia: io quello che non riesco a capire è come mai per questa guerra si è tutti pacifisti mentre per tutte le altre non c’è alcuna mobilitazione o considerazione. Perché per questi profughi c’è quasi una corsa all’accaparramento mentre per altri ci si gira dall’altra parte quando va bene ma tanti auspicano affondamenti di barconi?

Quello che viene fuori è un razzismo di sottofondo di cui mi vergogno. Quello che viene fuori è vedere che questo pacifismo in fondo è solo l’ostentazione di un voler essere al centro del mondo sapendo però di non contare nulla e sperando di conservare quella posizione di benessere. Perché in fondo, questa gente non sta marciando veramente perché crede nella pace….

No, questi marciano perché hanno paura. Hanno paura che la guerra arrivi sotto casa loro. Questo è. È un marciare e manifestare ipocrita. Fintanto che i conflitti sono lontani, in Africa, in medioriente, nel sud-est asiatico o ovunque nel mondo tutti se ne fregano. Questa è la verità. Degli ucraini non frega realmente un cazzo a nessuno così come non importava a nessuno dei ceceni giusto per dirne una.

E dei curdi? Degli yemeniti? Dei siriani? Dei palestinesi? Guerre ovunque ma lontane dal poter essere percepite come realmente pericolose non tanto per chi le subisce a casa propria ma per noi opulenti europei dalla facile morale. Putin minaccia l’Ucraina ma minaccia la nostra pace. Allora bisogna avere anche il coraggio di chiamarle col proprio nome le cose: non era una marcia per la pace ma per la paura.

E non ci sarebbe nulla di male a dirlo. Avrei compreso. E avrei magari riposto la mia solidarietà. L’ipocrisia invece no, quella mi dà fastidio. E quindi per l’ennesima volta nella mia vita mi ritrovo ad essere schierato né con gli uni né con gli altri. E poi…faccio solo un breve cenno ma…tutta questa stupidità che ne deriva e che porta a dire che se parli di un autore russo allora devi parlare anche di uno ucraino è francamente ridicola e per me inaccettabile.

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Teatri difficili…

Faccio qualche premessa doverosa onde chiarire che, nel mondo e nella vita c’è di peggio quindi non mi lamento ed anzi, sono contento di avere ciò che ho e sono consapevole di essere comunque una persona “privilegiata” che vive in un mondo privilegiato. Chi mi conosce sa che lavoro faccio e del resto ne ho anche parlato diverse volte qui e qui.

Detto ciò però…certe volte sembra quasi che qualcuno che certamente è anche più privilegiato di me e di noi tecnici dello spettacolo ci debba per forza mettere alla prova costringendoci all’impossibile. Beh, se stai seguendo uno spettacolo il cui volume di materiale spostato è quello di 5 camion e se questo volume deve entrare in uno spazio ristretto le cose non sono già facili in partenza.

Se poi oltre a ciò hai solo due giorni di tempo ed al secondo giorno c’è comunque già la prima replica lo stress indubbiamente sarà altissimo perché sai che basta una tua cazzata, un ritardo qualsiasi, un problema imprevisto per bloccare tutto o per consegnare uno spettacolo che il pubblico pagante considererà poi indegno.

Bene, il teatro Brancaccio a Roma è certamente un teatro storico e il suo cartellone è da sempre pieno di eventi ma, resta il fatto che è un teatro difficile per una produzione medio grande. Chi va a guardare qualsiasi spettacolo medio grande non si rende minimamente conto di quello che c’è dietro e difficilmente potrà capire.

Il primo problema logistico è l’assenza totale di un retro palco ove scaricare il materiale in modo che questi sia a disposizione di noi tecnici al momento giusto e nel posto dove serve. Questo significa che tutto il materiale viene vomitato in sala tra i corridoi tra le sedie e per lavorarci occorre fare una sorta di tetris e gimcane.

Oltre a ciò per salire sul palco occorre porre una pedana con una certa pendenza e vi assicuro che per fare salire lì sopra bauli da almeno 2 quintali non è facile. Per non parlare di altro materiale scenico. Ogni reparto poi “lotta” con gli altri per avere i propri spazi e i propri tempi e quindi il tutto si riduce ad una alternanza tra momenti in cui vado a mille per sbrigarti ed altri di attesa per dare modo agli altri di finire e fare di nuovo tu.

E così ti ritrovi a fare giornate in cui, operativo alle 7, te ne vai a dormire a mezzanotte. Ore di lavoro? Turni? Seee…non qui, non nel nostro mondo e non certo in Italia. Eppure, al netto di qualche sclero, di qualche incomprensione e della personale recitazione di ciascuno di noi di tutto il calendario e le sfere celesti alla fine una risata e il buon umore ci sono sempre. Anche se sei stanco, stressato, hai sonno e puzzi come una capra di montagna!

Per quanto mi riguarda poi oltre il montaggio in sé che, alla fine si fa’ il problema è quello di dover riprogrammare tutte le luci e di doverlo fare…senza poter avere il buio (o una parvenza di esso) perché quando ti servirebbe hai macchinisti e scena che devono lavorare…fonici idem…poi arriva quello delle pulizie che deve pulire la sala e cosa gli vuoi dire? E c’è anche quello del video che deve fare le sue tarature e o lavora lui o lavoro io…

E allora ti arrangi…inizi a “puntare” le luci e vai sul palco a controllare se quella luce che deve arrivare in quel punto è giusta. Non ci crederete ma questo avanti e indietro dalla consolle al palco in una giornata di lavoro ti fa fare mai meno di 10/12 mila passi tutti nello spazio di 50 metri quadri…per dire! Ma lo fai perché, se non facessi così, quel che uscirebbe fuori sarebbe una merda.

Perché se il teatro è anche più stretto del solito quel proiettore che ieri era collocato a 8 metri dal centro oggi lo tiri dentro di tot centimetri perché sai che i macchinisti altrimenti te lo copriranno con una quinta e la luce da lì non passerà più. Ora ad un proiettore che dall’alto proietta il suo fascio di luce già pochi gradi o pochi centimetri cambiano il punto di arrivo…figuriamoci spostamenti maggiori.

E quindi quello che era programmato nella tua data precedente qui lo rifai tutto e sono più di 400 “memorie” (scene, stati luminosi che avvengono in un determinato momento) dove 80 proiettori sono di volta in volta accesi o spenti ognuno con il suo colore/intensità/fuoco/sagoma ecc ecc.

Il guaio è che lavorando con le luci di servizio accese spesso e volentieri tante cose non le vedi perché, se al buio dello spettacolo, un proiettore con una intensità del 30% lo vedi bene con una luce diffusa col cazzo che lo vedi! Ma io devo vederlo e controllare che sia al posto giusto. E farlo anche velocemente. E chi non fa il mio mestiere non può né capire né mostrare la minima comprensione tanto che a volte ho come l’impressione che gli altri credano che noi siamo lì a giocare come scimmie che accendono e spengono luci a caso…

E ci vuole tanta tanta pazienza perché poi, come ho detto, al secondo giorno arrivano le 8 di sera e inizia ad entrare gente e deve essere tutto pronto. Tu però sai che non può esserlo, che qualcosa può esserti sfuggito, che qualche luce andrà a sporcare una quinta o un fondale o un tulle di proiezione o mancherà l’attore che, spesso non sa “prendere” la luce e non fa magari quel mezzo passo avanti per non avere la testa segata restando al buio!

E ovviamente poi di chi sarà la colpa? Mia ovviamente! E ovviamente il giorno dopo arrivano tutti lì a dirti: ma come mai non c’era quella luce? Ma perché? Ma hai visto? E tu vorresti mandarli tutti affanculo perché nessuno ha visto o capisce il mazzo che ti sei fatto e nessuno capisce che, per fare le luci perfette, in uno spettacolo del genere, a me servirebbero 5 ore di buio assoluto tutte per me e che quindi se vuoi andare in scena ci vai il terzo giorno.

Ma, invece alla fine fai il tuo sorriso più paraculo e dici… sì sì, ora sistemo tutto…Ecco, ad ogni modo la prima è andata bene come anche la seconda e la terza: tutto sommato sì, c’era ovviamente qualche dettaglio da pulire ma nulla di eclatante. Oggi ho ancora qualche piccolo dettaglio da sistemare ma ormai sono già proiettato a domenica visto che, quello che ora è qui dovrà essere smontato e portato a Genova in un altro teatro da incubo ancora peggiore di questo. The show must go on…

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Perché?

Avrei tanto da dire ma sarebbe inutile e quindi mi limito solo a poche considerazioni. Quello che di sicuro mi risulta difficile è schierarmi con l’una o l’altra parte poiché entrambe semplicemente mi fanno abbastanza schifo. Oltretutto è evidente come abbiano evidenti torti.

Da un lato l’arroganza di una nazione egemone nel mondo che della esportazione della guerra in ogni dove ha fatto il suo credo e che, contro ogni logica ha continuato ad espandere la sua influenza accerchiando gli ex rivali di un tempo offrendo loro il pretesto per sentirsi minacciati.

Nazione per altro che da sempre è una pseudo democrazia dove da sempre sono i gruppi di potere a dominare e ad attuare politiche assolutamente di destra e poco cambia che l’attuatore si definisca repubblicano o democratico. Divide et impera è il loro credo e le manovre per far naufragare l’unione europea ne sono un caro esempio.

Dall’altra parte…un oligarca mafioso anch’egli attento solo al profitto suo che se ne frega del prossimo, dei diritti delle minoranze, delle donne, del mondo omosessuale, della libertà e che solo l’imbecillità più ottusa della nostra destra attuale (Meloni, Berlusconi, Salvini…) poteva ergere ad esempio da seguire di grande uomo politico.

Vomitevole. E assurdo come tutta questa marmaglia abbia un sempre maggior seguito in Italia ma non solo. Ovunque ci si giri regna sovrana una destra, magari non sempre evidente, magari mascherata ma i cui effetti a lungo termine portano ad impoverimento economico, sociale e culturale delle masse e a lauti guadagni dei soliti pochi noti.

Ovunque questa gente produce tensioni, crea divisioni, scontri, su qualunque cosa deve imporre la propria visione del mondo criminale e financo una canzone di pace come Immagine di Lennon viene apertamente attaccata perché guai a sognare un mondo di pace senza guerre, confini e religioni!

Ovunque, questa gente schifosa, che nega diritti in nome della loro presunta religione unica si schiera contro qualsiasi tendenza che porti ad una società più equa dove l’individuo è padrone delle sue scelte in una società equa e solidale. Aborto, eutanasia, diritti LGBT, donne, legalizzazione cannabis, diritto alla salute, allo sciopero, alla istruzione, alla sanità…tutto messo in discussione e cancellato o impedito o osteggiato.

Destra ovunque, inglesi fuori dal progetto europeo, Ungheria vergognosamente nel medioevo seguita dalla Polonia, dell’Italia già ho detto con una scelta tra una destra di clown senza ritegno e una più subdola mascherata da sinistra. Fascisti che spingono per la guerra contenti di vanagloriarsi per l’acquisto di navi e aerei militari ma un ospedale no…quello pesa sul bilancio ti dicono…non si può!

Destra ovunque, nuovi muri ovunque vengono innalzati soprattutto contro la povertà della gente che non ha nulla. Guerre ovunque. Tensioni ovunque, intere popolazioni spinte sempre più nel baratro che siano curdi o palestinesi o messicani o venezuelani o somali o yemeniti o afgani o centrafricani poco cambia. La logica è sempre la stessa.

I ricchi la guerra non la fanno. I poveri la subiscono sempre. È così da sempre. È assurdo ma incredibilmente poi ti accorgi che tutta questa gente a sua volta non sta dalla parte propria…no…sta con i ricchi… Sta con le destre estreme (o meno che siano) e ovunque, le teste di cazzo che siedono ai vertici della politica, ovunque, hanno dietro il sostegno di milioni di persone.

Questo lo trovo assurdo. E allora mi chiedo perché? Perché non si impara dalla storia? La destra ha prodotto la più terrificante guerra mai vista con milioni di vittime ovunque. E la gente invece di mettere tutto ciò nel bidone della spazzatura ancora è lì che blatera di nazione, di sovranismo, di confini, di muri, di chi ce l’ha più lungo. Ma andatevene tutti affanculo allora!

Di sicuro non mi schiero né con gli uni né con gli altri visto che sono due facce della stessa medaglia. Di sicuro mi schiero dalla mia parte e continuo a sognare un mondo senza confini, senza guerre, senza religioni in cui poter vivere in pace. È utopia?

È chiedere troppo? Forse sì ma visto che tutto ciò vi fa schifo continuate pure così… continuate a produrre armi, guerre, distruzione, profughi, poveri e si, il problema è mettere in pericolo le vostre stupide tradizioni…si si… Avete ragione voi…come sempre. E io ho torto. L’unica cosa però è che, quando la guerra arriverà sotto casa vostra ( e non importa in quale forma) poi stiate ZITTI!

Perché a tutto posso adeguarmi (non accettare) ma non al vostro inutile blaterare e alle vostre lamentele. Chi è causa del suo male pianga se stesso e non rompa il cazzo. Il problema dell’uomo È l’uomo. L’uomo non vuole la pace? E si tenga la guerra…io semplicemente continuo a chiedermi il perché.

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Cosa dire?

Questo post mi gira nella testa da tre giorni e non è facile da estrapolare per diverse ragioni. La prima riguarda l’opportunità di riproporre qualcosa di cruento. Poi la remora di chi si pone il problema di rispettare gli altri. Ho altresì anche pensato che il video in questione potesse essere falso e nel qual caso farei una brutta figura.

In ogni caso però ho pensato che non ho un blog seguitissimo per cui non è certo la ricerca del like il mio obiettivo ma se ho deciso di parlarne è solo per mettere ordine nei miei pensieri e per eventualmente confrontarmi con qualcuno. Alla fine penso che, anche se il video fosse falso cambia poco nel senso che non è della vicenda in sé che mi interessa quanto del motivo per cui certe persone fanno certe cose e del contorno.

Un’altra cosa che ho avvertito è stato un certo conflitto tra un personale cinismo che trae origine dal mio guardare al mondo e a buona parte del genere umano (che non mi piace e per cui nutro un certo disprezzo) contrapposto ad una sincera compassione per i genitori (o le persone care) di persone che in questa o altre vicende si sono sentite crollare il mondo addosso.

Perché ripeto, il video è solo un pretesto ma, pensate a tutti quei genitori a cui ad un certo punto danno la notizia della morte di un figlio per una causa stupida. O che vedono il figlio coinvolto in cose senza senso (tirare pietre da un cavalcavia, dare fuoco a un senzatetto, partecipare ad uno stupro ecc ecc…la cronaca è ricca di episodi) e che inevitabilmente si ritroveranno a chiedersi in cosa hanno sbagliato.

Il video che avevo visto è questo:

Ora, ripeto, il mio cinismo, verso certe persone e certi comportamenti, tipo cercare di contagiarsi per dimostrare che è tutta una finta e poi morire è quello di chi mette tutti in lizza per la vincita del Darwin Awards. E come altre volte ho spiegato il mio atteggiamento non vuole essere spocchioso e non credo di essere chissà chi. Tutt’altro. Sono un mediocre, consapevole di esserlo.

Non sono io che credo di essere superiore ma certa gente e certi comportamenti sono così stupidi che, io mai farei cose simili per cui è solo la loro stupidità che mi pone nella condizione di poter esprimere il mio disappunto e tutta la mia avversità nei loro confronti. Chiarito ciò (spero) provo a pensare al perché di certi atteggiamenti.

Sicuramente entra pesantemente in ballo la logica del branco ed il bisogno di primeggiare su tutti gli altri per ricavarne approvazione e magari sottomissione. Certo è che, se queste persone, avessero un briciolo di talento magari si farebbero ammirate perché suonano il piano o la chitarra o fanno gare di atletica o giocano a calcio o al curling o qualunque altra cosa che richiede impegno e dedizione.

Poi però penso anche che, non è da escludere che, in determinati contesti sociali e degradati magari non vi sono neppure le condizioni perché qualcuno si cimenti in prove di maggiore dignità. In questo certamente una buona parte di colpa è anche nella società. Ma non tutta. Spesso certe bravate sono fatte anche dai cosiddetti bravi ragazzi di famiglie bene che hanno a disposizione tutte le possibilità di questo mondo.

Quindi non posso ignorare il fatto che al di là di tutto c’è indubbiamente chi ha davvero il cervello in vacanza e la testa vuota. Ora, mi domando, in questo caso cosa possa fare un genitore. Io non lo sono e quindi non posso certo insegnare nulla a nessuno. Posso solo immaginare come possa sentirsi un genitore ad avere un figlio idiota.

Certo, alla fine uno spera sempre che le cose cambino ma non deve essere facile. E allora mi chiedo se prendere un filmato del genere o altri similari, prendere fatti di cronaca e sbatterli in faccia a questi ragazzi, cercando di farli riflettere sulla conseguenza di certi gesti e sul fatto che, primeggiare in un branco non ti porterà da nessuna parte magari, possa servire a qualcosa.

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Lo vorreste un gemello?

Questa notizia non poteva non attirare la mia attenzione:

L’azienda russa che vuole comprare la nostra identità per trasferirla a robot: “Paghiamo 180mila euro”

Qui la notizia e anche qui

In pratica questa azienda produce robot dalle sembianze umane (androidi) che sono venduti per poter svolgere compiti di attrazione/rappresentanza ecc ecc in eventi, fiere ma anche negli uffici. Insomma c’è già un bel mercato o per parafrasare un famoso film di Carpenter essi sono già tra noi!

Questi robot umanoidi quindi avranno in tutto e per tutto l’aspetto della persona che avrà ceduto i propri diritti di immagine a questa azienda. In pratica chi accetta in cambio di questi 180 mila euro avrà un gemello robot e, magari lo vedrà diventare famoso!

Certo, detta così sembra facile…tu mi paghi e io ti cedo i miei diritti d’immagine. Un po’ come fanno gli sportivi o le persone famose: si viene pagati per un volto che verrà usato per pubblicizzare cose. Non ci sarebbe nulla di male. Però certo sto contratto andrebbe letto bene!

No perché da passare a questo scenario a quello di un film di fantascienza dove il vostro gemello poi non si accontenta più di fare solo il modello ma si prende tutta la vostra vita, il vostro conto corrente, il vostro lavoro, vostra moglie/marito (va beh, qualcuno magari ci guadagna!), la vostra casa ecc ecc è un attimo!

Ora, io continuo a scherzarci ma continuo anche a dire che, mentre il fascioleghista medio, ignorante come una capra continua a pensare che il suo nemico, che gli porterà via le cose, è il migrante e inizia ad alzare sempre più muri (fisici e non) contro di esso, finirà che un giorno, a ritrovarsi dietro un muro ci finirà lui.

E da amante della tecnologia e dei robot continuo a ripetere che la politica dovrebbe occuparsi adesso di stabilire regole e limiti perché un conto è se mi fai robot che vanno su Marte o sotto i mari o in miniera a svolgere compiti pericolosi e proibitivi. Un conto è se diventano un aiuto per l’essere umano diventando una estensione ma, un altro conto è se diventano un rimpiazzo.

Se non si inizia a discutere su ciò, tipo quanti robot uno al massimo può possedere, quanti robot puoi impiegare al massimo in percentuale rispetto a gli esseri umani, cosa può e cosa non può fare un robot, responsabilità e mille altre cose il rischio è davvero quello di finire ghettizzati. In pratica mentre i miopi fanno la guerra ad altri poveracci il grande potere a poco a poco inizia a rimpiazzarti senza che tu manco te ne accorgi.

Ecco, questo era il motivo per cui mi era sembrato interessante parlare di questa notizia. Detto ciò sapete che vi dico? Che se fossi giovane e bello io la mia immagine per 180 mila euro la venderei! Certo, non so se in realtà cercano solo russi ma io, ecco, se fossi in voi e se avessi un bell’aspetto il tentativo lo farei. E voi? Lo vorreste un gemello?

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Quei bambini sopravvissuti

Qualche giorno fa ho letto un bellissimo blog ( questo ) in cui, attraverso le immagini dei luoghi d’infanzia dell’autore, veniva ripercorsa tutta la storia clinica di un ragazzino che era cresciuto sopravvivendo a mille sciagure, cadute, incidenti per poi ritrovarsi miracolosamente adulto chiedendosi come avesse fatto a sopravvivere!

In quel post ed in quei luoghi sebbene distanti km dai miei, mi ci sono riconosciuto e molte delle scene vissute sono analoghe a quelle che ho vissuto io. Non ero un ragazzino particolarmente irrequieto ma neppure una statua e avevo un innato talento per trovare sempre nuovi modi di farmi male!

Della mia prima “avventura” ho solo ricordi sussurrati da qualche zio: sicuramente devo aver fatto prendere un colpo a mezza famiglia e devo aver poi preso un bel po’ di mazzate quando a 5 anni non si sa come riuscii ad impossessarmi della pistola d’ordinanza di mio zio nella casa dei miei nonni. Devo aver rimosso tutto perché non ricordo nulla.

Sempre in quella casa però ricordo una delle mie prime cose apprese: gli anelli di una stufa a legna accesa è meglio non toccarli con le mani. L’ustione che ne ebbi in regalo e le urla di dolore ancora le ricordo. Per cura olio di oliva! Sempre in quella location (ci passai un anno in quella casa) ricordo una caduta da un terrazzino di una vicina e ginocchia grondanti sangue: vicina che con grande perizia medica e self control mi diede come terapia quella di pisciare sulla ferita per disinfettare tutto! Una Brigliadori di altri tempi.

Ai quasi sei anni ci trasferimmo dal paesotto alla città. Casa in periferia circondata da infiniti campi e svariate case in costruzione. Impossibile raccontare tutto, non basterebbe un libro! Mi viene solo da sorridere al fatto che se metto me su una colonna e nell’altra colonna scrivo vipere, cani randagi, nidi di vespe, pozzi, alberi, dirupi, scheletri di case, strade statali da attraversare, stagni, torrenti ecc ecc ogni incrocio possibile e immaginabile è stato fatto almeno una volta!

Di sicuro ad un genitore odierno pensando al suo bambino di quasi sei anni verrebbe un infarto al solo pensiero di ciascuna di queste cose. Ci vogliamo mettere poi il “bullismo”? Ma non quello di oggi, spesso praticato sui social o a parole. No, parlo di quello vero di ragazzi che te le suonavano di santa ragione lasciandoti senza fiato a terra. Botte vere.

E comunque superai quel primo anno, a scuola ci andavo a piedi in ogni condizione di tempo (2km circa) e sia le auto che i maniaci non mi spaventavano! Non avevo paura di nulla del resto se non delle botte da cui però pian piano iniziai a difendermi. Fino ai dieci anni collezionai un paio di fratture alle braccia, il disegno dei denti di un pastore tedesco su un braccio, i canini di un altro bastardo su una caviglia, 9 punti su un ginocchio, 5 punti all’altezza del sopracciglio destro e un manubrio di bici spezzato che quasi mi si conficcò nello sterno.

Indumenti strappati, sbucciature, graffi e fango erano quotidianità per cui nemmeno mi ci soffermo se non per dire che per ogni mia azione che mi lasciava segni più o meno evidenti seguiva una azione di incoraggiamento da parte di mia madre a suon di schiaffi e urla! Urlò anche il contadino a cui volevamo rubare le ciliegie che ci sparò mentre scappavamo via!

Imparai che se devi cadere da una Vespa che perde aderenza sul brecciolino in curva è meglio farlo da passeggero. Infatti nella caduta il mio amico si fece molto più male di me che gli volai sopra: per me solo ginocchia sbucciate, una botta in testa e pantaloni distrutti. Caschi naturalmente non si usavano!

Neppure le cinture di sicurezza del resto ma quella volta che con mio padre uscimmo di strada non servirono nonostante finimmo in un dirupo per dell’olio in una curva. Non ci ribaltammo, l’auto non esplose come nei film americani e ne uscimmo illesi. Questione di culo. O di distrazione. Della morte! Impegnata a fare altro per accorgersi di me. Meglio così, un giorno mi presenterà il conto.

Gli anni della prima adolescenza non furono da meno: con lo skateboard finì sotto un camion. Non mi feci nulla nell’atto del cadere e finire tra le due ruote anteriori. Mi fecero molto più male gli schiaffi dell’autista a cui avevo probabilmente quasi provocato un infarto! Furono anche gli anni della ricerca del botto perfetto: come io non sia saltato in aria maneggiando polvere da sparo resta un mistero…

Anche la costruzione di una bomba molotov non mi manca! Non potetti usarla però! L’obiettivo era il padrone di una ditta di materiale edile che per allargare il suo deposito aveva osato distruggere il nostro campetto di calcio. Gli “avvertimenti” non gli erano bastati con i mezzi da lavoro sabotati! Il problema è che noi non conoscevamo la sua faccia così quando sta persona ci intercettò per strada mentre confezionavamo il regalo per la commozione pensò bene di regalarci a sua volta dei pensierini a base di cuoio! Quello della sua cintura…

E niente, sorvolo sul resto tanto qualche semi coma etilico e qualche rissa da giovincelli chi non l’ha mai fatta! Due cose però devo dire che non hanno mai fatto parte di me: non ebbi mai moto e motorini il che sicuramente mi avrebbe portato ad una brutta fine come quella che fece un mio amico di allora. E in seconda battuta non ho mai avuto armi il che mi ha tenuto anche alla larga da compagnie pericolose.

In realtà c’è anche una terza cosa che ho evitato e negli anni ottanta il rischio c’era: mai frequentato tossici e combriccole amanti del buco. Sono stato un adolescente tutto sommato saggio, alcool si ok, qualche cannetta anche ma era tutta roba “accessoria”, mai un fine o un punto d’arrivo ma solo qualcosa di più di cui poter sempre tranquillamente fare a meno. Questo fa la differenza.

Capitolo a parte merita l’alimentazione. I giovani non ci crederanno ma noi mangiavamo tutto. E non c’erano dietologi. Non c’erano cibi “sani” , “naturali”, bio! C’era quel che c’era. Zucchero, sale, farina, latte. Il latte ce li portava appena munto una contadina. Idem le uova con cui facevo colazione mettendoci zucchero e…Marsala. A scuola ci andavo col panino preso all’alimentari sotto casa, rosetta con salame o mortadella.

A scuola spesso ci si scambiava i panini o li si rubava o si provavano dolci, ciambelle e crostate che portavano le bambine. Incredibilmente nessuno è mai morto! L’amuchina era sconosciuta e con le mani mangiavi dopo che avevi giocato: te le lavavi solo a casa prima dei pasti perché costretto! E se qualcosa cadeva per terra, un soffio e via.

Insomma a raccontare ste cose oggi, poi in piena pandemia si rischia di non venire presi sul serio soprattutto dai giovani. Eppure la nostra vita, la nostra infanzia sono state vissute nella più totale incoscienza ed è incredibile, pensando agli attuali parametri sociali e gli standard di educazione e sicurezza, come sia stato possibile che così tanti di noi siano sopravvissuti avendo così tante probabilità contrarie di non farlo!

Adesso, pandemia a parte, per cui credo sia più che giusto cercare di fare ognuno la propria parte per contenerla, adesso credo che secondo me c’è un eccesso di zelo e preoccupazione. Ora, ammetto che non sono padre e non mi permetterei mai di insegnare ad altri ciò che non so però forse i figli di questo tempo sono un po’ troppo protetti e limitati nella possibilità di imparare facendo cazzate.

Certo è che io ho imparato pure troppo…ci vorrebbe una via di mezzo! A parte ciò vi invito a guardare anche il prossimo filmato: racconta di come oggi sembra che non si possa vivere se non si seguono determinati criteri…

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Ok, il prezzo è giusto!

Mi viene in mente il titolo di quella vecchia trasmissione di un gioco a quiz, che per altro non credo di avere nemmeno mai guardato, pensando a quello che è diventato il mio attuale dilemma riguardo il gestore della fornitura del gas con cui sto.

Il punto è che non sono affatto sicuro del fatto che il prezzo sia giusto! In realtà non credo proprio di aver capito quale sia il prezzo reale su cui poter ragionare in un’ottica annuale per operare dei confronti ed eventualmente cambiare.

Da quando si è deciso di liberalizzare il mercato ed eliminare il prezzo tutelato in realtà non si capisce più nulla. E questo è uno dei tanti problemi di chi ha di fatto realizzato delle liberalizzazioni per finta, all’italiana, con poche regole e la solita legge della giungla.

Leggi una bolletta e già il periodo non è mai uguale…una volta è fatturato che so dal 3 di un mese al 15 di due mesi dopo, un’altra dal 1 al 30 di quello successivo. Mai uguale! Poi ci sono i costi per area e capisco che Roma non debba essere come Aosta e Palermo sarà ancora un’altra storia però un po’ più di chiarezza no?

E ancora le accise statali, e quelle regionali, e le fasce e un prezzo legato a delle variabili di mercato impazzite che restano incomprensibili. Della serie questi fanno come gli pare e tu poghi e zitto anche perché…metti che vuoi un chiarimento…ma con chi cazzo parli?

Con un AI al telefono? Con un operatore in un call center in Bangladesh o Romania che a stento parla italiano? Con chi? Che poi è lo stesso discorso che vale per tutti gli altri servizi. Qualcosa di analogo e forse anche peggio avveniva nella telefonia mobile.

Ricordate? Prezzi a cazzo, aumenti dalla sera alla mattina, rimodulazione dei contratti, costi nascosti e via dicendo. Una giungla. Poi è arrivata una compagnia che ha iniziato a fare concorrenza vera e qualcosa è cambiato. Infatti uno dei presupposti perché vi sia un libero mercato è che vi sia reale concorrenza.

Lì ora c’è: i prezzi sono chiari e molte delle porcate che facevano ora non le fanno più o comunque di meno. Ecco, nel gas o nell’energia elettrica non è così. Come fa un utente a scegliere tra diversi operatori se non mi prospettate un costo unitario mensile bloccato almeno su base annua? Come si fa a capire quale sia il prezzo giusto?

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Cazziatoni medici

Ormai è una certezza: non ho un buon rapporto con i medici! Sia chiaro, questa non è una critica, ci mancherebbe, mediamente ho stima di loro e di una professione che non credo sia né facile né alla portata di tutti. Di sicuro non sarebbe un mestiere che potrei fare per mille ragioni a cominciare dalla mia memoria per finire con il mio timore di poter fare danni!

Insomma, io davvero non ho nulla contro di voi! E però, che cazz, possibile che ogni volta che ho a che fare con voi (per fortuna non sono state tante…almeno di questo non posso lamentarmi!) mi dovete sempre fare dei gran cazziatoni che manco i miei genitori da bambino quasi mi facevano?!

Voglio dire…ok…ho un problema…sto lì per risolverlo e voi mi attaccate sto pippone del perché hai aspettato tanto? Perché non sei venuto prima? Eh…fa male…lo…che fa male… Così impara la prossima volta! Eh, alla visita glielo avevo detto che era grossa questa cisti, doveva venire molto prima…e tu sei lì, vero che c’è una anestesia ma cazzo, brucia lo stesso e allora stringi i denti e lei infierisce!

Ora, vostro onore non cerco assoluzione…mi dichiaro colpevole…si, lo ammetto, sono una persona irresponsabile e superficiale, spesso sottovalutato i sintomi e semplicemente aspetto che qualunque anomalia sparisca da sola così come è venuta! Insomma sono il contrario di un ipocondriaco ma evidentemente anche il mio eccesso non va bene. Chiedo venia e pietà!

Unica attenuante generica che chiedo è quella di chi fa un mestiere senza certezze e senza una routine che permetta di pianificare le cose. Se non sai mai dove sarai tra qualche mese e se i tempi della Sanità italiana sono quelli che sono è anche difficile pianificare visite, analisi o altro. E così finisce che uno rimanda sempre…sempre…sempre fino a che non puoi più rimandare!

E però, anche così non è facile. Prendiamo questo piccolo intervento di oggi! Partito a Settembre…medico…impegnativa…visita specialistica a Ottobre…richieste analisi e elettrocardiogramma…li riesco ad incastrare tra un lavoro e l’altro… intervento fissato il 4 Gennaio…mi chiamano…la dottoressa non c’è! C’è il 18!

Ecco, io il 2 devo ripartire…bastava che me lo metteva una settimana dopo e dovevo rimandare tutto di mesi! E già così sono al limite perché non ho nessuna idea di come starò tra 15 giorni quando dovrò ripartire. Ecco, capisce vostro onore il mio dramma? Io rispetto quelli che lunedì sabato tutti i giorni in ufficio, la domenica ecc ecc ma per me non è così.

Il lavoro c’è quando c’è e se non c’è mi attacco. Non ho ferie né malattie. Se un lavoro non lo faccio io lo fa un’altro. Nessuno mi aspetta. E la Sanità non funziona che vai ed entro due giorni fai tutto. Si parla di mesi e mesi di attesa. Questo vorrei farvi capire. Poi che vi devo dire? Sono colpevole, ho le mie colpe, condannatemi pure ma vi prego…sempre sti cazziatoni anche no… Sono solo un povero diavolo…abbiate pietà!

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Il mio nome per il Quirinale

Al momento non mi pare di vedere un nome rappresentativo. Escludendo un Mattarella bis (mi pare che non abbia alcuna intenzione di proseguire) i nomi in ballo in questo momento sono soltanto due e, personalmente nessuno dei due mi sembra una scelta ideale.

Draghi rappresenta le élite, non è di certo un candidato che rispecchi l’essere al di sopra delle parti ma anzi, significherebbe dare compimento totale a trent’anni di politiche neo liberiste che hanno messo i mercati, le banche ed il potere economico al di sopra degli Stati distruggerlo il welfare, la politica e la società.

Sarebbe davvero una resa della democrazia postulata per questa nazione dai padri costituenti nell’immediato dopoguerra. Ma, l’alternativa sarebbe di gran lunga ancora peggiore: l’uomo di Arcore… Uno che anch’esso rappresenta il potere assoluto, uno che si è fatto beffa della legge e degli italiani perseguendo sempre e solo il proprio interesse.

Non sto qui a farvi la sua storia che va dalla massoneria alla mafia e che, ha di volta in volta cambiato la legge quando qualcuno lo aveva incriminato per averla violata. Il curriculum è lungo… corruzione, falso in bilancio, fondi neri, evasione, conti off shore, compravendita di parlamentari…ognuno dovrebbe conoscerla la sua storia…

E lascio perdere le sue attività “ludiche” perché di quelle non mi frega nulla ma ricordiamo però il suo disprezzo per i poveri e per le donne (ve lo ricordate cosa rispose ad una ragazza che chiedeva cosa dovesse fare per migliorare la sua condizione? Sposati uno ricco… Questo le disse!) oltre al grande imbarazzo che quella persona ha rappresentato per l’Italia nel mondo tra corna, gaffes e culona inchiavabile riferito alla Merkel.

Per non parlare di pagine imbarazzanti come la visita di Gheddafi o un intero Parlamento che spergiurava su una certa nipote. Ora…questo losco figuro sta facendo campagna elettorale…regala quadri ai senatori, fa pressioni per chiedere il voto. Tuttora quando un qualche tribunale lo convoca per una udienza manda certificati di malattia per cui diserta ma per il Quirinale evidentemente sta benissimo…

Insomma, la situazione è questa ed in questo Parlamento mai così squallido e pieno di personaggi incapaci sembra proprio che nessun altro nome sia in ballo. Vengono i brividi al solo pensiero. Eppure io un nome alternativo ce lo avrei fermo restando che non so se questa persona sarebbe disponibile ma, se lo fosse avrebbe diversi requisiti davvero interessanti.

Ecco quali:

  • Per la prima volta non avremmo un presidente cristiano
  • Per la prima volta non avremmo un presidente maschio
  • Avremmo una figura che finalmente chiuderebbe i conti istituzionali con il passato
  • Sarebbe una figura che ribadirebbe fortemente che questa nazione è anti fascista ed è contro ogni forma di discriminazione di genere, razza, religione
  • Sarebbe un segnale forte verso quel mondo estremo per cui questa persona, dopo tutto ciò che ha passato deve ancora girare con una scorta
  • Sarebbe una persona slegata dal mondo della politica “sporca” ma che rappresenterebbe davvero il popolo
  • Sarebbe una persona di cui essere orgogliosi

Bene, di chi sto parlando? A me se mi avessero fatto l’elenco precedente sarebbe venuto in mente un solo nome ovvero:

Liliana Segre

PS. Non amo tanto le petizioni poiché spesso le trovo inutili, pretestuose e inconcludenti ma ogni tanto c’è una eccezione e questa mi sembra una di quelle per cui la condivido. La mia amica mi dice che ha già firmato perché ha amici molto di sinistra ma io le ho detto che più che di sinistra qui si tratta di non essere idioti e aggiungerei disonesti: la linea è netta, da una parte i cittadini che credono ancora in certi valori e dall’altra tutti gli altri, difensori dell’illegalità.

Al momento la petizione che condivido è attestata ad oltre 200mila firme mentre ce n’è una parallela a favore che è attestata sui diecimila. Vedete un po’ voi con chi scegliere di stare:

Berlusconi al Quirinale, no grazie

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Ora ditemi se non è assurdo tutto ciò…

Quando leggi una notizia del genere:

Ancona, l’infermiere arrestato per i falsi green pass: “Ieri piangevo, ora mi compro la casa”. Dolci, sesso e pranzi in …

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/11/ancona-linfermiere-arrestato-per-i-falsi-green-pass-ieri-piangevo-ora-mi-compro-la-casa-dolci-sesso-e-pranzi-in-cambio-delle-finte-dosi/6452532/

Ecco, questi i fatti. Poi guardi i dati, vedi questo aumento dei contagi, vedi che risultano così tanti ricoverati che sarebbero vaccinati e allora ti viene da fare due più due e inizi a pensare male: questi li hanno beccati ad Ancona ma…chissà in altre città quanti casi analoghi ci sono…

E allora inizi a bestemmiare perché cazzo…ma possibile che deve esistere sta gente così IDIOTA??? Pagare per non farsi vaccinare! Ma ci rendiamo conto dell’assurdo? In un mondo appena appena normale al massimo la gente avrebbe pagato per ottenere il privilegio di farsi vaccinare prima degli altri.

No davvero, io sta gente non la capisco… Questa è gente davvero senza cervello, gente PERICOLOSA che non dovrebbe girare a piede libero a prescindere ma venire rinchiusa in una clinica psichiatrica. Questa è gente che vota, che influisce sulle nostre vite. No, davvero non è giusto.

Non è giusto che sta marmaglia debba avere i miei stessi diritti dal momento in cui decide di fottersene dei propri doveri. Internateli tutti e quelli che hanno contratto la malattia lasciateli morire perché è l’unica cosa che meritano: lo hanno scelto loro del resto di ignorare il rischio no? E allora crepassero tutti e vaffanculo. Nessuna pietà.

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Bill Gates e il no vax

Una delle cose più cretine che circola in rete ed è parte della narrazione del popolo dei no vax e di tutti i complottisti è quella convinzione secondo cui sarebbe in atto un piano mondiale, ordito da Soros e appunto Bill Gates il cui fine ultimo è quello di eliminare la popolazione ed il cui mezzo è appunto il vaccino.

Ora che questa sia una minchiata galattica è evidente ma volevo capire da dove traesse origine tutto ciò. E a quanto pare la cosa nasce dalla fondazione che quest’ultimo ha creato che ha lo scopo di rendere fruibili i vaccini a quella enorme parte di popolazione che, ultimi fra gli ultimi, non ce l’ha per mille ragioni.

A me Gates non sta simpatico ma per ben altre ragioni che magari se me le chiedete vi illustro. Questa antipatia e avversità però non sono certo sufficienti a dire su di lui falsità o a demonizzarlo per partito preso. Non sono il tipo. E così ho cercato di capire fino a che non mi sono imbattuto in un evento dove, parlando della sua fondazione ha espresso dei concetti che…sono stati stravolti dando inizio a tutto ciò.

Cosa ha detto Bill Gates? Ecco, ha espresso questo concetto:

“Se stiamo facendo un ottimo lavoro vaccinando i bambini, possiamo ridurre la popolazione mondiale dal 10% al 15%”

Bene, questo è il classico esempio di come gli analfabeti funzionali leggono qualcosa, non la comprendono e traggono le loro conclusioni arrivando poi a rimettere in circolo una notizia completamente diversa alimentando il complottismo.

In realtà Gates che, è anche noto, per aver destinato i proventi dei suoi guadagni a questa fondazione, (che si occupa per l’appunto anche di aiutare i bambini delle popolazioni povere del mondo, fornendo loro quei vaccini che qui noi diamo per scontati ma che, in certe aree non si possono permettere) ha detto qualcosa di molto diverso.

La dichiarazione era basata su un discorso del tipo: se riusciamo a vaccinare e garantire una vita migliore a questi bambini (che un tempo avremmo chiamato proletariato) è ragionevole pensare che, aumentando la loro aspettativa di vita, si otterrà come risultato parallelo anche una decrescita demografica come avviene nei paesi avanzati.

In pratica parlava della correlazione tra famiglie povere che mettono al mondo molti figli, perché quella è la loro “ricchezza” e famiglie occidentali, che ne fanno decisamente meno. Dato che l’aumento della popolazione mondiale è un problema, questa cosa di migliorare la vita di questi paesi aiuterebbe anche il pianeta perché nascerebbero meno figli migliorando le loro condizioni.

In pratica le famiglie povere mettono a mondo più figli anche perché così aumentano le probabilità che qualcuno di loro sopravviva all’infanzia e un domani possa aiutare la famiglia. Era ciò che da noi avveniva qualche tempo fa. Nel momento in cui sono migliorate le cose, l’aspettativa di vita è cresciuta, sono migliorate le condizioni sociali, igieniche, di salario e di vita si è passati da famiglie con numerosi figli a famiglie con pochi figli i addirittura nessuno.

Ed infatti in Occidente c’è stata una decrescita demografica. Non è che nessuno ha sterminato i figli coi vaccini… semplicemente in un secolo si è invertita una tendenza e un figlio nato qui ha ragionevoli probabilità di vivere a lungo mentre in un paese del terzo mondo già è un miracolo arrivare a cinque anni.

Questo era il senso del discorso.

Cosa ha capito l’analfabeta funzionale? Ha capito che lui vaccina i bimbi per ridurre le nascite e controlla tutto ciò col 5g ed i vaccini sono uno strumento di morte poiché vaccinandoli li ucciderebbe!!! Da qui tramite malsani passaparola si rafforza la convinzione che i vaccini siano pericolosi e che dietro vi sia un piano mondiale per sterminare la popolazione o rendere la gente sterile o controllarla!

Ecco…questo è il succo della vicenda che a seconda dei momenti potete anche sentire corredata di altre amenità varie come Soros, Bildenberg, Ebrei, Massoni, ordine mondiale, modifica genetica, grafene e chi più ne ha più ne metta in un delirio crescente di idiozia che poi emerge come un enorme blob che tutto sommerge…

Insomma, siamo al delirio più totale e c’è poco da fare perché se cerchi di far capire che lui ha detto un’altra cosa e che l’intento è quello di invertire sul lungo periodo (parliamo di decine e decine di anni se non secoli) una crescita demografica che il pianeta non potrà più sostenere… ecco, se cerchi di far ragionare un complottista sarà inutile poiché egli avrà la salda convinzione che no, lui vaccina per eliminare la gente.

Come se ne esce? Non se ne esce se non con la certezza che, molti idioti, proprio per le loro convinzioni non si vaccineranno, contrarranno delle malattie e, sovente moriranno quando invece avrebbero potuto vivere! Bel paradosso vero? Alla fine chiamala se vuoi selezione naturale… sarò cinico ma, se un bel po’ di questi idioti ci lasceranno personalmente non ne sentirò affatto la mancanza…

Fact checking:

Per saperne di più

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Proibizioni e conseguenze

Affronto un tema difficile e scivoloso e lo faccio sulla scia di una vicenda che, la notte della vigilia di Natale, ha coinvolto tragicamente una persona che conosco. Credo che, per questo argomento serva una visione molto neutra del mondo e per tanto credo anche che, se ad oggi,  non si è trovata una soluzione è proprio perché manca proprio questa capacità.

Prendiamola come sempre da lontano con qualche esempio.

Nella vecchia Unione Sovietica il commercio dei jeans occidentali o dei dischi in vinile di musica rock era proibito. Vi era addirittura una lista nera di musicisti, tra essi figuravano anche i Pink Floyd. Per dire.

Durante il periodo conosciuto come proibizionismo, negli Stati Uniti, tra il 1920 ed il 1933, era proibito il commercio dell’alcol in ogni sua forma, dal vinello ai distillati, dalle birre ai liquori non c’erano eccezioni: anatema!

In certi paesi islamici, a cominciare dall’Afghanistan e le proibizioni dei talebani, sono ad esempio vietati i cosmetici, rossetti, smalti ecc per le donne ( va beh, se sei donna ti è vietato praticamente tutto…) ma anche film o libri per non parlare delle immagini.

Ok, potrei continuare con altri esempi ma quello che intendo far capire è semplicemente il fatto che, a livello sociale, in certi contesti ed in certi periodi storici si arriva a porre dei divieti sull’uso e consumo di determinati beni che, non importa se voi ritenete giusti o sbagliati, sono beni che comunque qualcuno vuole.

Ora la domanda retorica che ognuno dovrebbe porsi è: con tutti questi divieti e proibizioni si è mai fermato il commercio di quei prodotti vietati? In URSS il contrabbando di tutto ciò che era vietato ha portato dietro la cortina tonnellate di prodotti arricchendo militari, politici e traffichini locali e ponendo le basi per quella corruzione che avrebbe poi disintegrato l’URSS.

Negli USA idem e durante il proibizionismo crebbero a dismisura le mafie. Si moltiplicarono locali clandestini, passaggi segreti e ipocritamente si fece una guerra che non poteva certo essere vinta.

Nell’Islam è uguale: all’apparenza le proibizioni ci sono ma anche lì, se appena appena si alza il velo si scoprono filiere di contrabbando. E ciò avviene in ogni paese del mondo dove qualcosa è proibito. Il commercio ha le sue leggi e le sue vie e ci sarà sempre qualcuno da corrompere per chiudere un occhio.

Bene, questa premessa era necessaria per far capire che puoi proibire quello che a te non piace ma se c’è qualcuno a cui piace quel qualcosa comunque verrà commercializzato e se non sarà alla luce del sole allora sarà la criminalità a gestire la cosa. Sarebbe ora di capirlo.

Veniamo alla vicenda a cui accennavo. La sera della vigilia, il fratello di una ragazza che ho conosciuto recentemente, secondo le cronache, si reca da una persona per comprare sostanze stupefacenti. Non so di cosa si trattasse ma non ha importanza. Quello che importa è che, l’incontro porta ad un diverbio e il fratello di questa amica viene accoltellato e muore.

Immaginate la location: piccola città di provincia dove praticamente non c’è criminalità evidente, dove tutti conoscono tutti in cui non succede mai nulla e dove all’improvviso ci si accorge che quello che tutti conoscevano per essere un bravo ragazzo viene ucciso perché comprava qualcosa di illegale.

Io mi chiedo: se invece di andare da un criminale senza evidenti princìpi questo ragazzo invece si fosse potuto recare in un negozio normale, in un supermercato, magari in una farmacia, fate voi, secondo voi sarebbe mai potuta succedere una cosa di questo genere? Chiunque di voi voglia acquistare una bottiglia di rum, una bottiglia di prosecco o qualunque altra cosa per rallegrare con amici e parenti una serata lo fa senza problemi.

Si, ok, mi potete dire che le canne o la coca o altro fanno male. Anche la grappa potrei rispondere. Perfino la cioccolata o lo zucchero fanno male. È evidente che non sono delle buone ragioni per proibirle. È evidente che certe cose hanno mercato perché c’è chi le compra ed è evidente che, se non stiamo a giudicare il chi, come e perché, l’unico dato certo è che, dietro a certe proibizioni ipocrite c’è un solo attore che gode: la criminalità.

Possiamo disquisire di tutto ma è ovvio che le proibizioni non fermano nulla e che arricchiscono solo persone senza scrupoli e creano le basi per l’esistenza di persone che poi delinquono e diventano socialmente pericolose. Questo è il punto. Negare ciò significa semplicemente essere complici delle mafie e significa essere colpevoli per ogni vicenda simile che, con un po’ più di buonsenso, si sarebbe potuta evitare.

E ripeto, non soffermatevi sul fatto che ah no, voi certe cose non le fate e non le tollerate perché voi siete voi ed altri sono altri e comunque nessuno vi rompe il cazzo quando siete li a farvi lo spritz o il prosecco giornaliero. Pensateci. Pensate agli anni del proibizionismo e a quei paesi in cui, ancora oggi, voi siete guardati esattamente come voi guardate con la pizza sotto al naso a quei ragazzi che al parco si stanno fumando quella canna.

A questo punto potrei anche concludere ma sento nell’aria una obiezione di chi potrebbe dirmi: ah ma allora tu accetteresti tutto, anche il traffico di esseri umani, di organi o di animali esotici? E la risposta sarebbe no, perché in certi traffici c’è evidentemente un problema etico dove c’è sempre almeno una vittima o una parte lesa. Quella e solo quella deve essere la linea di demarcazione tra un commercio lecito ed uno proibito.

In qualunque traffico del genere, sebbene vi possa essere anche una domanda la risposta deve essere netta e talmente decisa che diventerebbe impossibile per chiunque perseguire tali attività. In breve nessuno ci proverebbe perché il gioco non varrebbe la candela e anche tutti i soldi di questo mondo non impedirebbero di finire i propri giorni dietro le sbarre senza alcuna possibilità di sconti di pena o premi o agevolazioni.

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Robot Ameca

Ecco “Ameca”, il robot umanoide più avanzato mai realizzato. I suoi creatori: “Spaventoso”

https://www.la7.it/intanto/video/ecco-ameca-il-robot-umanoide-piu-avanzato-mai-realizzato-i-suoi-creatori-spaventoso-27-12-2021-415760

Di robot me ne sono occupato già altre volte toccando diversi temi ad essi collegati partendo dalle famose tre(4) leggi di Asimov (leggi qui) per ironizzare sui futuri risvolti sessuali (leggi qui), ammirando i progressi tecnologici di Honda, Boston Dynamics ecc ecc per finire alla impreparazione della società e della politica nel fissare già ora delle regole ( ne parlai qui) anticipando per una volta quello che sarà inevitabilmente il futuro (qui il post).

E se c’è una cosa certa è che, se solo trent’anni fa, la parola robot, faceva sorridere e evocava film di fantascienza oggi invece non è più così ed è anzi realtà più che consolidata tanto che già abbiamo iniziato ad averci a che fare un po’ tutti in un modo o nell’altro, vedi robottini domestici, risponditori automatici ecc ecc.

Dato che ne ho già parlato eviterò di ripetermi! Se ne avete voglia potete sbirciare in quei link precedenti. A me farebbe piacere anche discuterne. Comunque questa volta mi limito solo allo stupore di chi guarda il risultato di questo team di ricerca: credo che riproporre in una macchina le espressioni facciali del viso umano sia davvero qualcosa di strabiliante.

A me non spaventa affatto tutto ciò: quello che mi spaventa davvero è il fatto che non vengano seriamente affrontati i mille temi etici e sociali che, l’arrivo di queste tecnologie, imporranno alla società. Quello che trovo spaventoso è al solito l’uso che, certi esseri umani, potranno fare di queste macchine.

Perché il problema dei problemi è sempre quello: gli esseri umani col cazzo che sono tutti uguali! Non è vero che lo sono. Esistono i pezzi di merda ed esistono poi tutti gli altri. Lo diceva pure Totò in uomini e caporali! I primi in ogni epoca e luogo ci saranno sempre come ci sono sempre stati e metteranno gli altri sotto.

E con in mano queste tecnologie non vedo perché le cose dovrebbero cambiare. Insomma, sono più che certo che non si limiteranno a prendere lo smartphone e dire al robot di pulire ingresso, sala e cucina…

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Don’t look up

Ci sono arrivato per caso a questo film e la circostanza ha fatto sì che potessi guardarlo senza avere né pregiudizi né anticipazioni sulla trama né soprattutto quella infarinatura fatta di critiche, immagini e dibattiti che di solito accompagnano l’uscita di certi film.

A dire il vero non ne conoscevo neppure l’esistenza visto che ultimamente ho avuto ben altro a cui pensare e non ho seguito più di tanto i canali informativi. Insomma ci sono arrivato “vergine” come un archeologo che per caso cade in un pozzo e scopre qualcosa di inaspettato.

Ci sono arrivato solo perché una amica qualche giorno fa me lo ha citato parlando di come questo mondo sia assurdo. E così incuriosito ho aperto Netflix e l’ho guardato. E mi ci sono ritrovato nel senso che ad un certo punto il protagonista pronuncia una frase che spesso ho detto io stesso: ma come è possibile che siamo arrivati a questo punto?

Il film infatti è il tentativo di far riflettere su come questa società abbia totalmente perso la testa arrivando all’assurdo di dare importanza a cose che non dovrebbero averne alcuna e ad ignorare invece ciò che dovrebbe essere considerato fondamentale. Ne parlavo in qualche post fa lamentando il fatto che una vicenda come quella di Assange non trovi attenzione.

Ma di esempi analoghi ne potrei fare a tonnellate: frega qualcosa a qualcuno se hanno smantellato la sanità? Se hanno distrutto la scuola? Se la ricchezza dei più ricchi è sempre maggiore mentre la condizione della gente povera è sempre peggiore? O di cose così, tipo un politico che si mette di traverso per far saltare una norma che impedisca l’aumento delle bollette salvo poi protestare perché aumentano le bollette? Indovinato chi è?

Ecco, l’elenco come ho detto è lungo, va dal clima alle guerre, dai problemi delle migrazioni a quelli energetici, dei trasporti, del rischio sismico, idrogeologico ecc ecc per finire col lavoro, le pensioni e via dicendo. Ma di tutto ciò frega davvero qualcosa a qualcuno? La dura e cruda verità è che NO, di tutto ciò non frega nulla a nessuno.

Magari a parole, in qualche futile discussione ma poi, allo stato dei fatti di fronte tutto ciò si è tutti refrattari. Non esiste neppure un partito che si accolli questi temi se non per estemporanee mosse di propaganda elettorale della serie te lo abbasso io il latte e pure le accise…e poi arrivederci!

No, come nel film (non è una recensione, ne ho preso solo spunto), se la notizia del giorno che dovrebbe fare discutere è che una cometa sta per distruggere il pianeta, mentre la gente è interessata al gossip di una star e la politica è interessata a dire ciò che gli elettori si aspettano che gli si dica ovvero fregnacce travestite da solennità, allo stesso modo nella nostra società ci si concentra sulle cazzate.

Per mesi tengono banco notizie insulse, si discute per un rigore non dato, del look di una certa persona, degli ospiti di San Remo, di una frase detta o detta male, di una gaffes, dei vaccini, di quella che pensa nemmeno il reggiseno portava, di come scrivere non scrivere per non offendere, di una imprecazione, del Natale in pericolo, di inesistenti dittature, del grande fratello ecc ecc. Insomma si discute e ci si divide sul nulla. Tranne su ciò che conta.

E ognuna di queste discussioni in genere è basata su una realtà modificata, percepita male dove non si ha alcun interesse a capire le cose ma solo a mettersi da una parte a prescindere. Quello conta. Non arrivare a capire, non ad informarsi. No, conta solo sminuire l’altro ad ogni costo.

Negare l’evidenza e negarla ancora e ancora fino a che la negazione stessa diventa simile ad una verità tanto che a quel punto, nessuno capisce più di cosa si stia parlando e passa alla prossima discussione altrettanto inutile. Ecco di cosa parla il film. Ecco perché mi è piaciuto. Un po’ come Idiocracy vi è il tentativo di far riflettere su come si viva in una società assurda che lo diventa ogni giorno di più.

Insomma, vi hanno detto di non guardare e voi continuate a non guardare. Questo dice il film. Fino a quando però sarà troppo tardi ed allora dovrete guardare per forza e, ciò che guarderete semplicemente non vi piacerà per una semplice ragione: non avrete più nessuno a cui dare la colpa se non voi stessi.

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Porzioni a tavola

Inevitabile in questi giorni non sedersi a tavola e ritrovarsi con piatti in tavola molto generosi e con portate multiple che secondo il mantra del assaggia questo, prova quest’altro, ma stai male che non mangi e tutto il rituale festivo dove la moderazione non esiste uno rischia davvero di alzarsi da tavola rotolando o esplodere!

Ora, però, più che altro invece ripensavo a certi ristoranti che servono piatti all’insegna della tirchiaggine dove è palese che ti stanno prendendo per il culo e dove ti alzerai da tavola ancora affamato, avrai speso tanti soldi e dovrai anche reprimere la furia omicida verso quei figuri, semi imbalsamati, chiamati maitre che, con beffardo sorriso, avranno anche il coraggio di chiedere se hai mangiato bene!

Mangiato bene? No ciccio, non ho proprio mangiato, quello è il problema e in quel momento sono sinceramente nella condizione di uno che sta rivedendo le sue posizioni sulla pena di morte. Altro che. Io quei posti li odio. Avete presente vero? Li dove se ordini ravioli te ne portano tre contati, dove un piatto di tortellini in brodo lo servono in un piatto che equivale ad un bicchiere…

Quelli che ti fanno le decorazioni pure su due fettuccine (due di numero!) e tu vorresti dire che se volevi ammirare un opera d’arte ti recavi al museo mentre, guarda un po’, sei entrato lì perché semplicemente volevi mangiare! E vaffanculo! Tu non puoi portare ad uno di un metro e novanta un piatto di 30 grammi scarsi soprattutto non dopo che vengo lì alla fine di una lunga giornata di lavoro.

Se ti presenti con sto piatto di 40 cm di diametro… cazzo, me lo devi riempire e non che mi metti due cosine li a centro nel diametro di 10 cm scarsi e mi fai tutto quel cinema perché è evidente che mi stai a coglionare. Ora, non metto in dubbio che il tuo cuoco sia un’artista, che i sapori, la cottura e la composizione siano ottimi ma, c’è un piccolo particolare: me ne fotto! Io ho fame e voglio mangiare per risolvere un problema energetico e non saziarmi di profumi e vista.

Ecco, per capirci ho messo tre foto a caso. Bene, evidentemente io non sono fatto per questo genere di posti. Fatto sta che qualche giorno fa, a cena, con tutta la compagnia ci hanno mandato a mangiare in un posto del genere e vi giuro avrei dato fuoco al locale. Ma pare non si possa fare e così mi sono limitato a mettere una stella nella recensione! Zero non è contemplato. E fanculo ai Cracco, ai gourmet, alla cucina molecolare e a tutta sta buffonata!

Invece, a pranzo, ero andato con i colleghi in una trattoria e lì, ecco, lì si che sarei tornato e tornato e tornato ancora: piatti tipici friulani, cucinati bene, porzioni abbondanti (giusta per me!) senza tutte quelle moine di chi si crede Picasso e prezzo giusto: ecco, a lui gli ho scritto una recensione della madonna mettendogli 5 stelle: se uno vuole mangiare bene è in questi posti che deve andare.

E per inciso…entrambi nel nome avevano la parola trattoria ma, questi posti gourmet da fighetti stitici, evidentemente con soldi da buttare, dovrebbero essere diffidati da chiamarsi trattoria. Ma nemmeno ristorante o locanda o osteria! Per quei posti vedrei invece bene il termine covo: covo di ladri. In alternativa chiamateli perculificio: uno lo sa, e se vuole essere preso per il culo ci va…ma se uno invece vuole mangiare allora va in posti così:

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Tutti dicono buon Natale!

Per quelli come me, sicuramente pochi, a cui del Natale non frega nulla questo è un periodo decisamente fastidioso nel senso che, non vedo l’ora passi il prima possibile in modo da poter tornare ad essere semplicemente quella brutta persona asociale, schiva e orsa che sono senza dovermene preoccupare!

Il fatto è che se è vero che sono quello schifo di persona è altresì anche vero che però sono di animo buono e gentile per cui se tu mi dici buon Natale io, anche se ti vorrei sinceramente rispondere esticazzi…pur di non rovinare la tua atmosfera natalizia rispondendoti che non lo festeggio e non me ne frega nulla alla fine che faccio??

Semplice, fingo (secondo me male!) di appartenere al gruppone dei festeggianti e di conseguenza fingo un’allegria che non sento, che non mi appartiene e che non condivido! Recito come il peggior attore di b movie e interpreto ciò che non sono e mai direi. E così con slancio mi guardo rispondere con enfasi grazie mille, tanti auguri di buon Natale anche a te/voi e buone feste!

E così buon-natalizzo tutti quelli che incontro o che mi scrivono e questo è, bisogna dirlo, per me sì fastidioso perché odio fingere ciò che non sono. Lo faccio davvero solo per non rompere il cazzo! Ma non vedo alternative se non quella di prendere e andarmene in qualche luogo sperduto dove neppure i telefoni prendano: forse un po’ troppo drastica come cosa!

Che poi, a me il periodo festivo in sé nemmeno dispiace. Mi piacciono i dolci, torroni, pepatelli, panettoni, pandori, parrozzi e ogni cibo che si metta in tavola! È solo che se fosse per me sarebbe sempre Natale ecco!Ad ogni modo…festa adda esse e festa sia: buon Natale e se siete come me mi potete anche rispondere con un esticazzi o un vaffanculo che vi capirò!😄😈

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La finta bontà del Natale

Ci risiamo, ormai manca poco ed entreremo nella ennesima bolgia natalizia fatta di ostentazione, corsa agli acquisti di regali inutili e abbuffate luculliane con parenti tanto famelici quanto pronti poi a criticare alle spalle ogni minimo dettaglio. Insomma, solito repertorio già visto e consolidato… Altro giro altra corsa venghino siori venghino!

Altrettanto consolidato è la recitazione televisiva di personaggi famosi ammantati di quell’aura di bontà eterea ma soprattutto di loro…dei nostri famigerati politici pronti ad immolarsi nella difesa delle tradizioni, delle radici e di quella cristianità che, ovviamente loro e solo loro vedono in pericolo a causa di milioni, miliardi, triliardi di invasori la cui evidente unica preoccupazione è abbattere ogni albero di Natale e radere al suolo ogni presepe!

E così, in questo delirio che si ripete uguale a se stesso ogni anno i bravi cristiani tanto legati alle tradizioni fanno a gara a chi mostra maggior ipocrisia. Non ho mai troppo amato tutto ciò ma ogni anno che passa è sempre peggio. Quest’anno poi, messo apparentemente da parte gli sbarchi anfibi degli invasori via mare (con Draghi non sbarca più nessuno?) tiene invece banco il toto presidente. Topo Gigio lo ha già proposto qualcuno?

Ma tornando ai politici, cristiani, sovrani e spesso, ma neanche tanto, un po’ fascisti, c’è da dire che, se i nostri stanno un momento in stasi (ma coi coltelli in mano pronti a sbranarsi a vicenda) in Europa la cristianità è in una botte di ferro. Migliaia di poveri cristi tenuti in un limbo, senza conforto, senza assistenza, senza speranza con gente lasciata semplicemente lì, a morire di freddo nella più totale indifferenza.

Ah che bello essere cristiani! Loro che difendono la vita ad ogni costo purché sia solo un abbozzo multicellulare ma potenziale futuro cittadino sovranista o loro che sono contrari ad ogni forma di eutanasia perché il cittadino deve vivere fino alla fine soffrendo ma deve vivere, ci mancherebbe! Loro che uomini e donne sì che s’adda da procreà ma i gay pigliateli pure a botte!

Se invece sei forestiero…sticazzi…allora cristianamente stai al di là del muro e puoi pure morire…basta che non fai troppo rumore, che non ti si veda e non ti si senta che c’è da andare alla messa a celebrare la nascita di quello che tanto ti rimetterà la coscienza a nuovo togliendoti tutti i peccati…basta poco che ci vuole…tre padre nostro e due ave Maria e il tuo mondo di bontà è salvo!

PS Non voglio farvi sentire in colpa! Non ce l’ho con voi che vi apprestate a passare momenti di relax in famiglia. Il mio bersaglio, spero che si è capito, è solo l’ipocrisia di certa gente. Tutto qua. Vorrei solo che si fosse “più buoni” tutto l’anno per davvero e non a parole…e la bontà di cui parlo passa anche per il non negare ad altri cose elementari come dei diritti…

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Il mondo alla rovescia

Tra le tante mie letture preferite il filone Spy col maestro indiscusso Le Carrè mi è sempre piaciuto al pari dei prodotti cinematografici o TV. Credo da sempre, tanto che sin da bambino ero affascinato dalla mitica Emma Peel di Avengers ( ne raccontai anche il perché qui)

Una delle caratteristiche delle Spy story è quella di contrapporre da una parte il bene supremo e dall’altra il male assoluto anche se poi, nei racconti più realistici (alla Le Carrè appunto) le cose si mischiano in una zona d’ombra che dà da pensare.

Ad ogni modo in questo schema si riconosce sempre una Spectre, un tiranno cattivo (buoni ce ne sono?), una qualche mafia, dei cospiratori il cui scopo è metterlo nel culo al resto del mondo ma col sorriso di chi fa finta di esserti amico. A contrastare ciò interviene sempre un eroe che fa luce sulla verità scoprendo il misfatto.

Ovviamente tutti acclamano l’eroe come novello Achille: il mondo è salvo…fanculo i cattivi! E altrettanto ovviamente l’eroe è americano nel novanta per cento dei casi che se non lo salvano gli americani il mondo…come siamo fortunati che ci sono loro! Si capisce il sarcasmo? Ok… Nel restante dieci per cento mettiamoci 5 inglesi Bondissimi, un paio di francesi, forse un russo, uno a caso e il solito Jackie Chan per la Cina.

E no, gli italiani non compaiono! Cazzo devono salvare gli italiani? Siamo l’emblema del casino, figuriamoci! No no, l’eroe per antonomasia e americano! E a lui vanno gli onori. E questo è assodato. Che fareste se di colpo una spia rivelasse al mondo che la Russia ha costruito un’arma micidiale o che ci sono prove di certi comportamenti o altre cose segrete oppure che la Cina ha fatto quella manovra per ecc ecc ecc?

Ve lo dico io che fareste? Applaudireste all’eroe e indignati gridereste peste e corna contro i kattivi. Alcuni scenderebbero in piazza, magari boicotterrebbero i prodotti di quelle nazioni canaglia e via dicendo. Bene. Cioè male. E vediamo perché. Perché in tutto ciò lo schema è sempre fisso. Usa/GB contro Giappone, Germania, poi Urss, poi sud-est asiatico, poi Sudamerica, poi paesi arabi come se piovesse, di nuovo Russia e infine new entri appunto la Cina!

Povera Cina, finché era sottosviluppata e produceva solo chincaglieria non se la cacava nessuno…oggi che invia sonde su Marte e offre il top della tecnologia è una minaccia! Va bè, divago, questo potrebbe essere un’altro post. Dicevamo dello schema. Schema immutato da un secolo. Schema a cui siano talmente tanto abituati da non considerare minimamente l’ipotesi che vi possa essere un errore.

Errore per cui i cattivi guarda un po’ sono proprio i nostri eroi e dove l’eroe vero, quello che ha smascherato tutto ciò invece di essere omaggiato e acclamato come meriterebbe, ad esempio con un premio Nobel per la pace, varie onorificenze e lauree ad honorem invece è in carcere. Uno che non ha ucciso nessuno, non ha rubato, non ha corrotto, non ha compiuto atti terroristici è in carcere trattato come il peggior criminale.

Uno che ha semplicemente fatto il giornalista d’inchiesta ed ha rivelato al mondo quei documenti che semplicemente dicono che gli eroi non lo sono poi tanto e che hanno commesso crimini di guerra come e forse più di tanti altri contro cui hanno scatenato guerre per molto meno.

Ecco, nel mondo capovolto Juliane Assange è tuttora in carcere , in Inghilterra, col rischio di finire estradato negli USA dove, democratici come sono semplicemente lo seppellirebbero vivo per aver messo a nudo il re. Ok, vedete l’opinione pubblica indignata per tutto ciò? Io no. È nel dimenticatoio, come Snowden, altro braccato senza futuro.

Bene, cioè sempre male, il punto è questo: se sta gente viene fatta passare per cattiva mentre al contrario i più figli di una provetta avariata sono capi di stato o occupano posti di comando, se a nessuno frega nulla che il mondo sia capovolto, se ormai non c’è più alcun ideale (perché ci hanno detto che era sbagliato averne…) ma che speranza abbiamo del fatto che le cose possano cambiare?

Io nessuna.

Però credo che, se si volesse dare un segnale forte al mondo, ecco, quello sarebbe un primo passo da cui iniziare: il resto forse poi verrebbe da se.

Forse.

O forse no.

Ecco uno dei pochi che invece ne parla.

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Il treno

Quando salgo su di un treno, di default, ho sempre cercato di sedermi lato finestrone e con lo sguardo rivolto al senso di marcia. Raramente ho fatto il contrario e se è capitato è stato o perché i posti erano già occupati, e allora ci si accontenta, oppure perché sali su un treno il cui posto qualcun altro ti ha acquistato e amen, pazienza…a volte riesci a cambiarlo altre no.

Cosa che invece mi ha sempre infastidito (va beh, uso infastidito ma non è proprio fastidio, diciamo un misto tra stranito e sconcertato!) è quando parti in un senso e ad un certo punto ti ritrovi a viaggiare al contrario e per un attimo ti domandi se per caso non stai ritornando indietro!

Ad ogni modo ieri era uno di quei viaggi in cui il biglietto è stato acquistato da altri e il mio posto era sì accanto la finestra ma di spalle al senso di marcia. E allora mi ero messo a riflettere sul perché io, se potessi scegliere, opterei per l’altro verso. E ho fatto una sorta di analogia con una macchina del tempo.

Ho pensato che dal punto di vista dell’osservatore se posizionato verso il senso di marcia, guardare fuori ti permette di guardare ciò che sta per arrivare. Guardi un futuro prossimo insomma. Vedi cose in lontananza che pian piano si fanno più grandi finché arrivano e poi zacchete, di colpo non ci sono più: diventano passato, flash di ricordi che poi si perdono.

Al senso contrario invece è all’opposto: è come guardare costantemente al passato senza minimamente preoccuparsi di ciò che verrà. Tutto passa e guardi il mondo e le cose sparire in lontananza. Quello che vedi è solo ciò che è passato. Chissà, forse sono due atteggiamenti opposti di chi affronta la vita. Forse ho sempre scelto quel posto perché ho sempre voluto affrontare il futuro, guardandolo in faccia.

Forse invece sono solo stupidi intrugli mentali conseguenza di un’altra notte insonne e un viaggio è solo un viaggio. La vita stessa è un viaggio che ancora non ho capito dove porti né chi e perché ci faccia viaggiare. So solo che sempre più spesso vorrei scendere o almeno lamentarmi col capotreno ma non passa mai! So che forse sto cambiando e che tutto sommato, anche viaggiare di spalle non è poi così male. So solo che fino a qualche anno fa non lo avrei mai neppure pensato!

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Litigi telefonici…

Arrivo in stazione per prendere il treno che mi riporta a casa e mi ritrovo ad ascoltare una che al telefono litiga con Fabrizio tra una imprecazione e un pianto. E lei che parla…parla…parla…spiega cose, tornerà solo se trova lavoro…lei non è come la sorella (di Fabrizio) che fa l’infermiera e conosce tutti, lei sta sola, ha bisogno di sicurezza…e bla bla bla…ok, annuncio del treno… è in ritardo…mi sposto al presunto punto di accesso alla carrozza.

Salgo…arrivo al posto…e tac…ne trovo un’altra…amò…ieri sei stato al telefono…bla bla bla…dovevi stare con me…amò no non lo tollero…io ho bisogno che stai con me…se le cose non partono da me tu non le fai…chiamami no…tu non le fai più ste cose…tu neanche un messaggio mi hai mandato…prima ci tenevo di più…da quanto tempo non mi chiedi stai bene? Hai mangiato? Vedi… Sono queste le piccole stronzate…e bla bla bla…Non ti tengo le ore al telefono come tua moglie ma un attimo di tempo me lo devi dare…

Ora…sono già 5 minuti che blatera…e io mi domando: ma perché io devo sentirmi tutti i cazzi tuoi? Sei nervosa? E sti cazzi…metto intanto gli auricolari e musica a palla mentre penso a ste due tipe che io non sopporterei neppure un minuto. Egocentriche, convinte che il mondo giri intorno a loro, convinte che i loro Fabrizi, Vincenzi debbano sempre essere lì a disposizione.

Ok, io non li conosco ma mi chiedo perché ste donne debbano sempre volere degli uomini da “modificare”? Perché sono così? Ma soprattutto perché devono portare noi altri ad ascoltare le loro storie? Io boh…sta gente non la capisco. Ma se con una persona non ci si sta bene perché bisogna insistere? Che senso ha? Boh… Comunque questa continua a blaterare e a me sta venendo voglia di scaraventarla giù dal treno…

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Caro signor Cruciani…

Ok, magari sbaglio. Magari il mio atteggiamento riguardo certe persone è estremo. Magari, ma non ne ho nemmeno mai fatto mistero, io sono una brutta persona e ha ragione lei: io sono un pezzo di merda, scritta senza gli ipocriti puntini. Sarà così. In questo mondo ribaltato dove certi valori non contano più ci sta che quelli cattivi sono le persone come me. Pazienza.

Capisco anche la difesa di un “amico”, capisco anche la pietate umana verso una persona in difficoltà ma, quello che davvero non capisco è il perché si sia scelto di dare spazio e voce a queste persone che, lei definisce un “mattoide” ma che io invece definirei persone stupide, irresponsabili e anche criminali.

Ora il suo amico è finito intubato e rischia di non farcela. Ok, sa che le dico? Dico che per quanto mi riguarda il silenzio da parte sua sarebbe stato più giusto. Dice che chi si augura la morte è un pezzo di merda. Bene. Però a quanto mi risulta non ha certo dato del pezzo di merda al suo amico quando oltre a negare il covid, oltre a farsi beffe di vaccini e norme igieniche questa persona si vantava di essere andata in giro malata a propagare il virus.

Io sono un pezzo di merda? Ok. Forse lo sono ma lui? E quelli come lui che da due anni stanno remando contro? E no, non ci sto a farli passare come mattoidi o simpatici anticonformisti o addirittura liberi pensatori alternativi al sistema. No, non è così e andrebbero (andavano) trattati tutti per ciò che sono: degli arroganti imbecilli irresponsabili e criminali. Questo sono.

Dovrei avere pietà di loro quando finiscono male? Non ci riesco. Non ce la faccio. La mia pietà, la mia solidarietà la riservo a chi la merita. La riservo a chi, finisce in uno stato di disperazione a causa di decisioni e comportamenti altrui. La riservo alle vittime delle nostre guerre, a chi fugge da miseria, distruzione, alle vittime di stupri o a chi tira a campare con quel poco che ha per via di un sistema iniquo.

A loro si che riservo le mie attenzioni. Per il suo amico non spenderei nemmeno un briciolo della mia attenzione. Sta morendo? Peggio per lui. Lui una scelta l’aveva. Vive in una parte del mondo dove c’è una sanità, c’è un accesso ai vaccini semplice, c’è tutta la possibilità di avere accesso ad informazioni. C’è la realtà di vivere in un paese dove hai acqua, elettricità, riscaldamento, dove puoi farti tutti i giorni una doccia.

Siamo talmente tanto privilegiati che ci scagliamo contro chi non ha nulla rendendoli un problema e nutrendoci di ipocrisia. Ora c’è tanta di questa gente no vax che si ammala e muore. Gli avete dato voce, avete cavalcato il dissenso generando disinformazione e caos, avete azzoppato una nazione e adesso io dovrei sentirmi in colpa se penso che si, se uno di loro crepa è uno di meno in circolazione?

No, non mi sento in colpa. Lo penso. Penso che certamente ognuno di noi possa sbagliare ma, penso anche che ognuno di noi ha anche tutti gli strumenti per poi cambiare idea. E se dopo due anni questa gente non ha cambiato idea…beh allora non hanno scuse. È stupidità pura e quindi che ne accettino le conseguenze. Di certo non verserò una lacrima.

E però, caro signor Cruciani, visto che lei è parte di quel sistema che ha dato voce alla disinformazione, che ha voluto creare questi “personaggi” per cavalcare l’onda di stupide e pretestuose polemiche, che quanto meno dovreste chiedere scusa per la vostra incapacità di distinguere tra chi ha un background culturale tale da poter parlare di certi temi e chi non ne ha adesso mi chiedo:

ma non è che se c’è un pezzo di merda quello è proprio lei e con lei tutti quelli come lei, politici in primis che state e avete toccato veramente il fondo tenendo questo genere di comportamento?

“La Zanzara, il no vax Mauro da Mantova è stato intubato e non risponde alle cure. Si era vantato di aver infettato un supermercato – L’AUDIO – Il Fatto Quotidiano” https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/12/10/la-zanzara-il-no-vax-mauro-da-mantova-e-stato-intubato-e-non-risponde-alle-cure-si-era-vantato-di-aver-infettato-un-supermercato-laudio/6421759/amp/

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Le donne, quelle migliori!

Un po’ mi conoscete se mi leggete da un po’ anche se, devo dire che dei vecchi lettori…boh…ne vedo sempre meno ma va beh…non divaghiamo…dicevo…i vecchi sanno come la penso (o suppongo e spero che l’abbiano capito!) e i nuovi mi auguro che lo capiscano presto del resto non ho un blog criptico e dico sempre tutto ciò che ho per la testa senza essere elusivo ed ondivago che quelli alla Fabio Fazio a me un po’ stanno sulle palle se proprio la devo dire tutta!

Tra le cose che ho lasciato trasparire c’è quella cosa che io applico nella vita di tutti i giorni e si chiama rispetto a prescindere verso TUTTI fino a prova contraria. Cosa significa questo? Significa che me ne strafotto ad esempio di comprare le mimose l’Otto Marzo per fare quello che ama le donne. Perché me ne strafotto? Semplicemente perché non amo le donne più di quanto ami gli uomini. Le categorie vanno bene per le statistiche, per gli sfottò, per discorsi estemporanei ma poi, alla fine della fiera non vogliono dire nulla.

Le donne insomma non sono affatto migliori degli uomini come non sono nemmeno peggiori quindi io rispetto te donna o te uomo in quanto individuo e basta. Se quel rispetto sei poi meritevole di mantenerlo bene altrimenti lo perdi e non sto a guardare cosa hai o non hai tra le gambe per trarre certe conclusioni.

Quindi, questo per dire che sono sempre stato contrario alle fantomatiche quote rosa tanto per dirne una e mi incazzo quando sento quei discorsi del tipo ci vorrebbero più donne al potere perché sono bla bla bla e tutta una serie di stereotipi falsi ed essi altrettanto sessisti. Di donne cattive, stupide, incapaci ce ne sono tante come tra gli uomini. Il sesso non vuol dire proprio nulla.

E queste considerazioni per me valgono sempre con chiunque e per chiunque: uno straniero non è migliore o peggiore di un italiano, un nero non è buono solo perché è nero così come non è cattivo! Un disabile non è necessariamente un santo e un bambino non è sempre un angioletto. Si generalizza troppo spesso e si banalizza tralasciando ciò che davvero importa ovvero che tipo di persona hai davanti.

E quando si generalizza poi si finisce che spesso ci si deve ricredere soprattutto se si tende ad idealizzare come molti uomini fanno con le donne. A mio parere per essere davvero tutti alla pari e sullo stesso piano dovremmo tutti smetterla di percepire “gli altri” come diversi ed in quanto tali meritevoli di attenzioni particolari.

Ora, attenzione, tutto questo non vuole certo negare che vi sia un problema di emancipazione e di violenza. Dico solo che non necessariamente una donna solo perché è donna è anche una brava persona.

Tra queste considerazioni poi ci metto anche quella della grande, enorme, incomparabile religiosità che permea la nostra società! Gente così religiosa ed attenta alle radici cristiane da dimenticare che le radici semmai siano tutte pagane ma va beh….resta il fatto che alla fine, il risultato di chi si vuole spacciare per migliore è alla fine amaramente comico e la vignetta seguente illustra benissimo il mio ragionamento e a me non resta altro da dire…se non che mentre tutti aspettano il solito Natale indossando i panni dei buoni cristiani, ai confini dell’Europa c’è gente che cristianamente viene ignorata e lasciata morire.

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Ooohmmmm…

Poco fa tornando dal medico a momenti finisco sotto una macchina. L’ho schivata istintivamente per una frazione di secondo. Naturalmente ero sulle strisce per altro in prossimità di una rotonda per cui, tu automobilista devi comunque rallentare e guardare e…dare la precedenza a chi ce l’ha.

Non ci sono dubbi. Ora, se te stai per mettermi sotto (chissà, uno più smaliziato di me si sarebbe fatto un bel po’di soldi…) ed io, non tu…, io evito la cosa e, per reazione naturale, ti indico con la mano mandandoti affanculo direi che è il minimo sindacale visto che nemmeno il gesto di chiedere scusa hai fatto.

No, il tipo si è offeso che l’ho mandato affanculo. Ha iniziato a urlarmi contro. Io gli ho detto una sola frase: se uno è sulle strisce ti devi fermare. Hai torto e devi stare muto. Ha continuato…a sbraitare. Mi sono girato e sono andato via…ho percepito anche un coglione nei miei confronti.

Certo… Sono io il coglione ma giusto perché non ti ho stampato un calcio nei denti… Mi ha urlato che non mi ha visto…deve essere un non vedente con seri problemi per non vedere uno di un metro e novanta che sta attraversando… che poi, ok, io posso anche capire che non mi hai visto…ma, come minimo stai zitto o chiedi scusa.

Qualche volta a parti invertite mi è successo ma io ho sempre chiesto scusa. Ecco, questa è un’altra cosa che di questi tempi non si usa più: accettare le proprie responsabilità, i propri errori, le proprie colpe, i propri doveri e chiedere scusa accettando le conseguenze delle proprie azioni. Non si usa più.

Tutti vogliono sempre avere ragione anche se hanno torto. La colpa non è mai dei singoli ma sempre di qualcun altro. Io non sarò la persona migliore del mondo ma cazzo, tra i miei principi cardini questo c’è di sicuro. Se sbaglio ne affronto le conseguenze. Sempre. Probabilmente se tutti facessero così il mondo sarebbe già un posto un pochino migliore…

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L’avvelenata…

Lo premetto: questo è uno sfogo ed è polemico come peggio non potrebbe essere. Sono incazzato nero di quel nero assoluto come solo l’assenza di ogni barlume di luce può essere. E qui di luce non ne vedo proprio. Se ci aggiungo anche le motivazioni del precedente post il quadro è completo: se volete una persona peace and love direi che in questi giorni è decisamente meglio evitarmi…

La situazione generale non è rosea. Quando lavoro non è che abbia tanto tempo per informarmi sulle vicende del mondo ma qualcosa arriva e quel che arriva non mi piace nemmeno un po’. Per farla breve la produzione per cui lavoro ha annullato delle date ed altre potrebbero saltare. Il motivo?

Ovvio…sto maledetto covid ovviamente o meglio la gestione complessiva di questa situazione ed il fatto che, non ci giro attorno, esistano degli emeriti COGLIONI, che da quando tutto è iniziato sembra che stiano facendo di tutto per andare contro ogni regola di buonsenso usando logica, rispetto e intelligenza.

E allora leggi di tutti questi imbecilli no vax che vengono ricoverati, leggi di green pass falsi, leggi di quello che va a farsi l’iniezione col braccio siliconato, leggi di stupide trasmissioni che danno voce a stupidi personaggi che si ostinano a propagandare le loro fregnacce, leggi dei morti in aumento, dei contagi in aumento, di figli mandati in scuole no vax, delle terapie intensive di nuovo al limite e ti girano…

Ovvio che mi girano. Non sono un dipendente assunto a contratto indeterminato. Non ho tutele. Non ho nulla se non me stesso su cui contare. Leggo e faccio due più due e già intravedo lo sviluppo della storia: non fare nulla fino a dopo le feste. Fare produrre, vendere, far girare soldi sotto le feste e dopo andare in lockdown. Scommettiamo?

E allora intravedo di nuovo la stretta sugli spettacoli, teatri chiusi e tutti a casa. Amen. Gli altri che riceveranno stipendi, casse integrazioni, sovvenzioni e noi a prenderla di nuovo nel culo magari ricevendo qualche elemosina. E tutto questo perché? Per dei COGLIONI. E allora che crepassero tutti. Non volete vaccinarvi, indossare mascherine e mostrare un documento? Ma crepate cazzo!

Ve lo meritate. Perché tutto ciò NON È GIUSTO. Ve ne fregate del prossimo e io dovrei giustificarvi? Dovrei fare finta di niente? No, non ci sto. E non ci sto neppure al gioco che ci starebbero terrorizzando e mettendo gli uni contro gli altri. NO. NON È COSÌ. La situazione è chiara. La direzione da seguire è UNA ED UNA SOLA. Non esistono rimedi della nonna, varechina, cure fantasiose o complotti.

Non esiste nulla. Esiste solo gente che vive scollegata dal mondo e che non ha cervello. Ed esistono SCIACALLI politici ( Salvini e Meloni in primis ma anche altri da Renzi a Cacciari e compagnia bella) che cavalcano l’onda. E non sono i soli. Ed esistono ugualmente pseudo giornalisti e pseudo programmi informativi che danno voce a questi idioti. Questo c’è. E bisogna dirlo. Tutto il resto è solo filosofia spicciola.

E tutto ciò, lo ripeto non è giusto nei confronti di tutti gli altri che hanno perso cari o il lavoro o vicino precariamente come il sottoscritto. Questa gente merita solo una cosa: l’estinzione. E lo ripeto: nessuno si azzardi a dire che sono manipolato, che sono al soldo di bigpharma (si anche questo mi hanno detto…anche del fascista mi hanno dato…) perché, lo ripeto, di certo non ho tempo di rincoglionirmi sui social o guardando la TV.

No, quello che dico e penso è il frutto di sensazioni personali basate sui fatti. È frutto di vedere il mondo dalla posizione di chi viaggia. E tutto ciò che vedo e sento e ogni tanto leggo non va bene. E proprio non riesco a capire perché se c’è gente rincoglionita in giro io debba andare in lockdown e non ci debbano andare solo loro. Perché?

E visto che tutte le spiegazioni sono state date, tutte le indicazioni sono state prospettate e visto che altre soluzioni non ci sono, tenendo conto che sta gente è ostinata oltre ogni ragionevole limite facciamo così: io rispetto la vostra scelta di non vaccinarvi, di non mettere mascherina e di negare che esista un problema ma voi dovete rispettare il mio di pensiero che è altrettanto chiaro: andate tutti quanti affanculo a morì ammazzati. Mi avete rotto il cazzo e non vi sopporto più.

Bene… Fine dello sfogo di un asociale sempre più convinto che ormai odia tutto e tutti. Ora datemi pure del coglione, del presuntuoso, del cattivo o di quel cazzo che vi pare. Toglietemi il saluto, toglietemi l’amicizia, fate come vi pare ma tutto ciò non cambia di una virgola il fatto che ne ho veramente le palle piene e mai come ora ho raggiunto quel limite per cui una discussione dal vivo con una di queste persone potrà davvero finire male e non so se saprò evitare conseguenze. Meglio starmi alla larga così come io cerco di stare alla larga dal resto del mondo se non per lo stretto necessario…

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Non ho l’età…

Era una canzone di altri tempi che cantava la Cinquetti ma queste tre parole, in questo momento sono quanto di più adatto a come mi sento. Con lo spettacolo mi trovo a Reggio Calabria. La sera prima di partire , quattro giorni fa avverto un dolore alla schiena. Ok…doccia di Voltaren e come al solito spero che il giorno dopo per magia tutto passi…

Il mattino dopo non era passato ma dovevo partire. Tutto il viaggio è stata una sofferenza attenuata appena appena da una compressa di Diclorem che mi ha dato sorella. Due giorni di lavoro vedendo le stelle… Mi sono fatto fare poi delle iniezioni da una infermiera (anche da un attore!) di Muscoril e Voltaren. Risultato?

Nulla! Anche quella di stasera sembra non aver sortito effetto. Deve essere la conferma: non ho più l’età. Una volta mi passava sempre tutto. Ormai non è più così. Gli acciacchi si accumulano, i dolori aumentano e sento gli sguardi compassionevoli dei colleghi più giovani.

Già solo il fatto che se provo a fare qualcosa c’è sempre qualcuno che mi dice lascia stare mi fa sentire strano. Non mi riconosco più. Sta persona fuori di me non sono io. Boh. Tra un po’ inizia l’ultima replica poi a seguire smontiamo per un’oretta e domani finiamo. Non ho idea di come farò… Ma devo resistere.

Non ho alternativa. Però mi girano e tanto. Tanto. E anche stare seduto è una sofferenza. E via… Luci palazzetto spente si comincia…the show must go on…e portiamo a casa anche questa…

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Vecchie illusioni

Sei celiaca? No

Sei intollerante ai latticini? Ad altro? No

Sei astemia? No

Sei vegana? No

Sei religiosa? No

Sei contro l’eutanasia? No

Sei fascista? No

Sei berlusconiana? No

Sei razzista? No

Sei omofoba? No

Sei no vax/terrapiattista ecc ecc? No

Sei sessuofoba? No

Sei contro il sesso anale? No

Sei interista? No

Sei sposata? No

Ti metteresti con me? No

Ecco…prova ad indovinare quale no ha posto fine ad ogni illusione?!🤔😂

Che va beh, ci rido e ci scherzo su tanto evidentemente doveva andare così e certe ricerche ho smesso di farle da un bel pezzo! Ormai le uniche ricerche le faccio sui siti di e-commerce quando ho bisogno di qualcosa!

Eppure, bene o male è quasi sempre andata così: storie mai nate perché troppe pregiudiziali da una o l’altra parte, o storie finite per l’emergere di profonde divisioni o incompatibilità o, storie in cui la potenziale candidata era fuori concorso perché già sposata o impegnata!

Ma, tante volte, semplicemente, era la mia persona quella a non essere gradita, persona evidentemente sbagliata, poco attraente, poco brillante, poco divertente, poco forte, poco ricca, poco tutto insomma! ‘Ndo vai se sei così? Da nessuna parte! Dove vuoi andare!

Ecco, questo e tanto altro dovrei rispondere a chi non si fa i cazzi suoi e se ne esce con quella domanda, quel sposato? No? E come mai? E te sei lì che vorresti solo far capire che non tutte le persone sono giuste: ci sono anche quelle sbagliate ed io ne sono una! Che fa uno così? Nulla! Se ne resta per i cazzi suoi! Semplice!

E a domanda semplicemente rispondo con un: per scelta! Mia? O no, scelta loro! Fosse stato per me appurati tutti quei no probabilmente avrei iniziato a levitare per la contentezza di averla trovata davvero una così! Ma non è successo e pazienza! Da tempo ormai ne ho preso atto e non sarebbe neppure un problema se, ad ogni occasione sociale/familiare non mi sentissi sempre gli occhi addosso di chi da una vita ti ha sempre visto solo.

Ahoo, sto bene con me stesso, non ci penso e non ci soffro ok? Ecco, potreste almeno fingere anche voi che va tutto bene e non ve ne frega nulla? Ok, lo so che siete tutti accoppiati, tutti contornati da figli e ormai pure nipoti. Bene, mi fa piacere davvero per voi se siete felici. Ma se io so spaiato che ci posso fare? Non chiamatemi così non vi faccio fare la tavola dispari! 🤷

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Gradi di libertà

Libertà. Bella parola. Tanto bella quanto anche abusata negli ultimi mesi forse perché, in tanti che la usano, non ne hanno mai compreso appieno il significato. In tanti infatti, credo che tendano a confondere il significato della parola con quello di una cosa che equivale al puro menefreghismo e che anzi è inteso proprio con il faccio come cazzo mi pare.

Ecco, quello nella foto è un uomo libero. O quasi. Ci sono aree geografiche del nostro pianeta dove vivono uomini in zone poco urbanizzate, zone impervie o con condizioni di vita sfavorevoli dove per tanto non tutti potrebbero o riuscirebbero a vivere/sopravvivere.

In queste zone chi ci vive ha un grado di libertà molto ampio: il vivere nel deserto o al polo o nella foresta consente indubbiamente di poter agire in un certo modo. Ed è logico che sia così: prendi ciò che la natura ti offre, ti sposti dove vuoi, se devi fare un bagno o i tuoi bisogni li fai dove capita, non devi rendere conto a nessuno delle tue decisioni, non devi pagare luce, acqua, tasse ecc ecc.

Certo, vivi pur sempre sul pianeta Terra per cui il tuo grado di libertà tende al massimo ma comunque non sarà nemmeno in quel caso del 100%. Non è che se vivi da solo puoi costruirti un ordigno nucleare e farlo detonare giusto perché ti va! Ci saranno in quel caso delle limitazioni alla tua libertà. Chiaro no? Diciamo che, almeno che uno non vada a vivere su Marte sei libero sì ma fino ad un certo punto.

Bene, diciamo che, o per scelta o per necessità c’è chi ha un modo di vita quasi totalmente libero. Ora però veniamo a noi che viviamo per scelta o necessità in un altro tipo di contesto sociale basato sull’urbanizzazione e su quello che si definisce società: persone che condividono spazi comuni e che partecipano al mantenimento di essi godendone di tutti i vantaggi.

Ecco, questi siamo noi. Camminiamo su strade lastricate, asfaltate, abbiamo scuole, ospedali, mezzi pubblici di trasporto, abitiamo in città affollate, ci rechiamo in posti di lavoro e viviamo in abitazioni fornite di diversi servizi. Bene. La vedete la differenza? A me pare ovvia. Nel secondo caso la convivenza forzata con altre persone implica necessariamente l’accettazione di una serie di regole e compromessi che inevitabilmente limitano il nostro grado di libertà.

Potrebbe essere diversamente? No. Non potrebbe. O così o sarebbe il caos. Se decidi di vivere in questo contesto devi adeguarti. Non puoi andare a 200 all’ora in piazza, non puoi parcheggiare in doppia fila o al posto di un disabile, non puoi buttare la spazzatura per strada, non puoi non pagare le tasse. Non puoi decidere di non vaccinarti. Insomma non puoi fare come cazzo ti pare.

È dittatura questa? No cazzo, non lo è! È condivisione degli spazi comuni. Nessuno ti impone di restare però. Se resti accetti un compromesso ed il tuo grado di libertà si riduce di un po’ ottenendo in cambio altre cosette come istruzione, sanità, sicurezza, pulizia, servizi. Ma se non ti sta bene, puoi sempre fare i bagagli e andare in uno di quei posti dove sarai più libero di così. Certo, se ti senti male sappi che nel deserto o in mezzo la giungla le ambulanze non arrivano…

Sappi che se vuoi mangiare non trovi tutto sotto casa ma te la devi sudare. Sappi che sarai sì libero ma la tua vita sarà ben diversa da quella che pensi. Però, ripeto…puoi andartene quando vuoi. Nessuno te lo vieta.

Ecco…ora che hai appreso questa banale ovvietà sappi anche un’altra cosa: in una dittatura questa scelta non ce l’hai. Tu che ti riempi la bocca di quella parola sappi che in una dittatura sì che il tuo grado di libertà tende allo zero. In una dittatura non vivi in una società di condivisione ma di sottomissione ai voleri e ai capricci di qualcuno.

Ecco la differenza.

E a ben guardare, qui di capricciosi ci siete solo voi che parlate di dittatura e sputtanate la parola libertà solo perché, questa è la verità, siete delle persone egoiste, narcise, prepotenti, maleducate, ignoranti e pretendete di dover vivere in una società dove vorreste fare quel che cazzo vi pare senza dover dare conto a nessuno. Beh, no, non è così che funziona…

E sarebbe anche ora che qualcuno inizi a farvelo capire.

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Coda alla vaccinara

Da questo piatto famoso della cucina romana prendo spunto per una domanda: i no vax boicottano anche ciò? La coda è anch’esso un antico complotto di Big Pharma per costringere il popolo a ingurgitare uno spezzatino di microchip in salsa di 5G? Ok, sono caustico e sarcastico lo so ma, direi che guardando le ultime notizie il mio disappunto verso questa fetta di popolazione ci sta tutto.

Qui si rischia di nuovo di mandare tutto a puttane per le paturnie di questi esimi professori laureati all’Università di Facciabuco. Qui rischio di nuovo di non poter lavorare. E non lo trovo giusto. Per nulla.

Ok, accusatemi pure di essere al soldo di questa potentissima congrega farmaceutica (è successo davvero, su Quora…) ma, se io sono al loro soldo voi novax al soldo di chi siete? Delle pompe funebri? Fanculo…le vostre farneticazioni mi hanno stancato. Non vi sopporto più.

Intanto, ieri, per non farmi mancare nulla mi sono fatto anche il vaccino antinfluenzale e quello anti-pneumococcico. Dopo tutti quelli fatti da bambino e tutti quelli fatti al militare (chissà perché li nessuno chiedeva che cosa ci fosse o si dichiarava no vax!) oltre anche ad una antirabbica direi che dovrei quasi essere immortale!

In realtà come per ogni vaccino è solo un cercare di favorire le probabilità: nessun vaccino e nessun farmaco garantiscono il 100% di efficacia ma, anche un misero un per cento sarebbe sempre meglio di uno zero. Mi sembra logico.

E logico mi è sembrato farli perché sono uno che, se mi fanno lavorare viaggio e quando viaggi ti chiedono il Green Pass sì ma, a volte ti misurano la temperatura e metti che mi becco una influenza con febbre? Rischio di non lavorare o entrare in un posto e di dover attendere l’esito del tampone.

E visto che a me già li fanno ogni due/tre giorni, rischiare di doverne fare altri magari perdendo anche giornate lavorative non mi andava. Quello contro la polmonite poi è per sempre quindi li ho fatti ringraziando la dea bendata per il fatto di essere nato nel posto giusto.

Questo fa incazzare: qui c’è gente che può vaccinarsi gratuitamente e per motivi idioti non lo fa mentre tre quarti della popolazione mondiale non gode di questi privilegi e pagherebbe per avere queste possibilità. Senza contare chi non può farlo per ragioni mediche. È un mondo decisamente sbagliato.

Non so cosa passi per la testa di questi no vax ma se prima mi facevano quasi sorridere per la loro stupidità ora non li sopporto più. Quel loro blaterare contro il chissà cosa ci mettono ha rotto. Ma perché in tutto il resto delle cose che prendi/mangi/bevi sai cosa c’è? E se anche ti dessero la lista di quello che c’è saresti in grado di comprenderla?

Poveri stolti. Se la prendono con big Pharmab che ha fatto i vaccini: ma perché secondo sti geni chi li doveva produrre? Il macellaio sotto casa? L’idraulico? No davvero basta… Non se ne può più. Ok, non volete vaccinarvi? Bene, non fatelo ma almeno, per coerenza isolatevi, se vi ammalate evitate di assumere farmaci ( sapete…sono anche loro prodotti dalle stesse case dei vaccini… Chissà che ci mettono!) e levatevi dai coglioni.

Questo dovreste fare. Ti ammali? Te ne vai in una grotta e ti curi mangiando radici invece di occupare posti letti in ospedale. Ma ormai insieme alla logica ed al rispetto anche la coerenza e la dignità sono scomparse da questo mondo. E pazienza. Già prima non sopportavo molta gente ma ora…beh…ora ne ho proprio le palle piene!

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On the road again

Bello tornare a vedere le sale piene, bello tornare a lavorare a pieno regime, con tutta la passione che ci contraddistingue, con tutte le bestemmie di chi continuamente risolve problemi ma che poi trova sempre il modo di tornare a sorridere.

Ancora tre repliche e lasciamo anche Torino. Mi piace questa città, un po’ meno il teatro che come la maggior parte dei teatri italiani andrebbero ristrutturati o ricostruiti da zero ma tanto non frega un cazzo a nessuno e lo sappiano. Ieri sono riuscito anche a fare il turista avendo finalmente una mattina libera. Sono anche andato al museo egizio e me ne sono andato a zonzo. Volevo salire anche sulla Mole ma c’era troppa gente ed io odio le file.

Comunque bella città davvero. Altri due giorni ancora e si ritorna a casa per ripartire di nuovo.

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T’illumino d’immenso (parte prima)


Con questo post, che probabilmente dividerò in più parti, spero di poter raccontare un po’ del mio mondo e tutto quello che c’è dietro ad uno spettacolo riguardo la luce. Grosso modo possiamo individuare 3 fasi ben distinte che coinvolgono diverse persone e diverse competenze.Quando queste 3 fasi saranno concluse allora seguirà l’ultima fase ovvero l’evento o il tour che merita una spiegazione a parte.Vediamole dunque queste fasi:

  1. Il disegno luci
  2. Il primo allestimento
  3. La programmazione
  4. Il Tour

Il disegno luci.

Su questo aspetto non mi soffermerò molto visto che non è strettamente il mio ambito. Comunque in generale il disegno luci è il risultato ottenuto da una mediazione tra il regista dello spettacolo, tra uno scenografo/coreografo, quello che è il budget messo a disposizione dalla produzione e le disponibilità effettive di chi dovrà fornire il materiale (il service) visto che non sempre si ottiene ciò che si chiede e spesso ti danno del materiale e quello è arrangiati!

Il risultato di questa mediazione porta il light designer o il direttore della fotografia a redigere un progetto che darà come risultato finale una pianta con la disposizione dei proiettori e la loro tipologia unite ad altre eventuali informazioni che potranno riguardare eventuali filtri di colore da applicare.

Un esempio di disegno luce

Questa pianta ovviamente, in sede ideale, nel senso che a bassi livelli non è necessariamente così, è il risultato di uno studio preventivo da parte del light designer che, per mezzo di software 3D, simula prima quella che sarà poi la resa luminosa sul palco valutando in anticipo eventuali impedimenti, ostruzioni, ombre o punti ciechi. Un buon disegno luci insomma è di solito già metà del lavoro finale e garantisce una resa finale ottimale.

Esempio preso dal web
Esempio preso dal web

In pratica questi software sono dei veri e propri CAD  su cui vengono importate le piante delle location su cui si andrà a lavorare e su cui virtualmente viene realizzato quello che poi sarà l’effettivo impianto luci che andrà montato. Ovviamente questo passaggio, nel caso soprattutto di strutture complesse andrà verificato da un ingegnere strutturale ed eventualmente supportato da un architetto. Questo farà si che per rispettare le normative ed il corretto montaggio di parti assemblate ogni cosa sia stata valutata per tempo.

Video preso dalla home page di http://www.realizzer.com/

Il lavoro del LD inoltre consisterà nel proporre ai committenti o eventualmente agli artisti una sorta di bozza di idee che tramite dei rendering video mostreranno virtualmente lo show concept che si andrà a realizzare. Ovviamente, questa parte nel caso di show medio piccoli per questioni di budget non verrà mai presa in considerazione e diciamo che tutto si fa un po’ come viene fermo restando che, comunque esistono normative da rispettare e a quelle bisognerà attenersi. Naturalmente qui parliamo di strutture semplici, lineari e facilmente realizzabili.

Immagine presa dal web

segue…

T’illumino d’immenso ( parte seconda)

T’illumino d’immenso (parte terza)

T’illumino d’immenso (parte quarta)

Uno sguardo ai titoli dei miei post precedenti? Vai qui

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