L’uso della forza

Stavo leggendo questo articolo sulla vicenda di un uomo, Luca Fanesi, finito in coma in seguito ai colpi ricevuti dalla polizia e mi sono rivisto in lui. Era il 1986, ero ragazzo ed ero andato a vedere una partita di calcio (l’ultima della mia vita, da allora mai più) ed alla fine della partita ci furono dei disordini dove i soliti idioti iniziarono una sorta di guerriglia. Io, estraneo a tutto ciò mi avviavo semplicemente verso l’autobus per tornare a casa. Stavo salendo sul mezzo quando da dietro mi arrivò sulla testa una manganellata ingiustificata. Scartai istintivamente la testa e venni preso per fortuna quasi di striscio ma il colpo lo sentii comunque. L’autista chiuse subito la porta e partì.

Mi andò bene, ebbi del dolore per qualche giorno ma fortunatamente nessuna conseguenza. Una situazione analoga mi capitò ad un concerto. Venni sempre colpito alle spalle mentre non stavo facendo assolutamente nulla. Ero in fila, gente spingeva ed io ero semplicemente in mezzo. Altro ricordo di me bambino allo stadio con mio padre ed un amico col suo. Putiferio, lancio di pietre, noi 4 che con altri scappano e la polizia che invece di prendersela con chi lanciava le pietre caricò chi scappava lanciando lacrimogeni. Uno passò ad altezza uomo tra me e mio padre…andò bene anche quella volta e ne uscimmo indenni.

Infine un ultimo ricordo, ero a Roma, camminavo semplicemente quando davanti a me, ad una ventina di metri circa vedo due auto della polizia fermarsi e da cui scendono dei poliziotti che si fiondano su un tipo che camminava davanti a me. Non so chi fosse, se fosse un delinquente o no ma so quel che vidi: lo circondarono ed in pochi secondi gli furono addosso, lo gettarono a terra e lo massacrarono di botte ed infine lo misero in una macchina e se lo portarono via. Io rimasi li pietrificato senza nemmeno il tempo di realizzare quel che era successo.

La vicenda Cucchi la conoscono tutti. E tutti conoscono la enorme quantità di menzogne che sono state dette per coprire e nascondere quel che era evidente fosse successo. E tutti conoscono anche le tonnellate di merda gettate addosso a chi chiedeva verità e giustizia da parte di politici che se solo avessero una dignità avrebbero dovuto almeno tacere e chiedere scusa dando le dimissioni. Salvini, Giovanardi e compagnia hanno di fatto coperto ed avallato un comportamento infame di uomini dello Stato.

I vertici, i colleghi hanno tenuto un comportamento omertoso degno non di uomini di giustizia ma del più perfetto stile mafioso di una qualunque cosca: silenzio, menzogne, minimizzazione, coperture, depistaggi. Questo è accaduto ed è stato accertato solo perché ad uno di loro la coscienza ha preso il sopravvento ed ha poi confessato, denunciando i colleghi. Se non fosse successo ciò non sarebbe successo nulla esattamente come non è successo nulla in casi analoghi. Un po’ come a Genova per dire…

Ora, la prima cosa che voglio dire è che guai a pensare che se prendi le botte in fondo te la sei cercata…guai a pensare che a te non potrebbe certo succedere perché tu fili dritto. No…pensare ciò è da idioti. I casi personali che ho citato raccontano di qualcosa che è sempre successo e che vede spesso le forze dell’ordine fare un uso sproporzionato della forza e soprattutto lo vede fare nella direzione sbagliata. Della serie forti coi deboli e gli inermi. Inoltre non deve mai essere dimenticato che chi indossa una divisa è tenuto ad osservare la legge e che non è un giudice. Non sei autorizzato a picchiare la gente indiscriminatamente. Mai. Neppure se di fronte hai il peggior farabutto.

Chi copre questi individui, chi politicamente li esalta è loro complice. Questa marmaglia, politici, poliziotti, giornalisti infangano la Costituzione. Infangano la divisa. Infangano la bandiera che hanno giurato di difendere e che ricordo rappresenta lo Stato ovvero tutti noi. Ma soprattutto questa marmaglia infanga l’umanità in generale perché va contro ogni principio etico e morale. Questi sono delinquenti, loro e chi li copre e li esalta. Sono delinquenti e punto. Meriterebbero di essere dietro le sbarre e non pagati a spese nostre per divertirsi a picchiare la gente inerme magari inneggiando pure al fascismo come spesso si vede anche fare. Sono indegni. Tutti.

Io non so che motivazioni ha addotto in questo ultimo caso il Gip. Non entro nel merito della vicenda poiché non ho gli elementi ma, quel che vorrei far capire è che, l’uso della forza è regolato da delle leggi che spesso vengono infrante e che questo, in una società civile e democratica non è più tollerabile. Ripeto, magari ve ne fregate tanto dite che a voi non capiterà mai ma se capiterà poi vi renderete conto di essere inermi di fronte a dei delinquenti che indossano una divisa. Difendere quella gente, votare per quei politici che difendono quei delinquenti non vi rende diversi da loro: siete tutti complici di un sistema marcio e malato che non è degno di questa nazione.

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Tre foto…

Cracco, paese in Basilicata evacuato a casa di una frana
31 Gennaio 1953, il Mare del Nord sommerge mezza Olanda
Venezia, 2019…

Tre foto su cui riflettere e ragionare. Con una premessa che ci deve comunque distinguere dai tuttologi da tastiera che tutto sanno e che come il loro amato capitone a parole sarebbero bravissimi a risolvere qualsiasi problema perché alla fine basta negare o crearne altri ad arte ed il resto scompare. Dato che non sono come loro io premetto di non essere uno scienziato, un ingegnere, un esperto di bacini idrofluviali ecc ecc. Le mie sono solo considerazioni generali oggettive. Nulla di meno nulla di più.

La prima foto ritrae quello che oggi è un paese fantasma. Cracco. Ce ne sono anche altri ma questo lo ricordo perché ci fecero una trasmissione. Il paese venne evacuato poiché c’era il pericolo che venisse giù a causa di una frana. Gli amministratori di allora si trovarono a dover fare i conti con la forza della natura e presero la loro decisione.

Nella seconda foto, si vede un centro abitato olandese interamente sommerso dalla furia del mare del Nord. Per la cronaca li le piene di marea superano abbondantemente i dieci metri quindi, provate un po’ ad immaginare una piena di un metro e settanta quanta paura e quanti danni fa e poi provate a pensare cosa succeda se quel muro diventa di oltre dieci metri. Ecco quello accadeva in Olanda nel 1953.

Anche li gli amministratori si trovarono ancora una volta a dover fare i conti con la natura e la sua devastante forza. E dovettero prendere una decisione. E la presero.

Nella terza foto, una delle tante di questi giorni ma andava bene una qualunque di qualsiasi altro anno, C’è Venezia tanto per cambiare sott’acqua. Non è una novità, non è un evento imprevisto. Anche qui la forza della natura pone delle scelte da fare. E quelle scelte si riducono fondamentalmente a due sole opzioni. Non si scappa. Perché devi anche farti delle domande. Puoi fare qualcosa per impedire che ciò avvenga? Si o no?

Se si allora fai come hanno fatto gli olandesi. Stop. Lo fai e lo fai per bene, una volta per tutte. Studi il problema, magari crei più equipe di studi che in parallelo affrontano il problema ed alla fine scegli l’opzione migliore e per migliore non necessariamente si deve intendere quella che costa di più e su cui puoi moltiplicare più tangenti…

Se no, fai come fecero in Basilicata. Se non puoi garantire una vita dignitosa ai suoi cittadini, se non puoi garantirgli la sicurezza della vita, di un investimento allora la evacui …siori e siori Venezia chiude, andate a Las Vegas se volete farvi un giro in gondola…ci dispiace ma non siamo capaci di fare un cazzo se non di dare la colpa al primo che passa specie se africano. Amen. Un bel museo a cielo aperto permanente e i veneziani ridotti a profughi, tanto che così magari capiscono anche cosa si prova a perdere casa e patria…

Beh, la terza foto riassume invece il miracolo quantistico italiano! Dove avviene tutto ed il contrario di tutto. Noi tra due decisioni da prendere contrastanti siamo riusciti a prendere la terza opzione che significa di fatto non fare un beneamato cazzo! Non decidere, far finta di fare per non far nulla se non accaparrarsi miliardi di soldi pubblici per un opera che a detta di chi è davvero esperto non servirà a nulla. Bene…continuiamo pure così…ci rivediamo al prossimo telegiornale con le solite immagine della città allagata…

Nel frattempo continuiamo pure a parlare del nulla, di non problemi, di cazzate tipo chiudiamo le scuole medie, tipo apriamo gli ospedali il sabato e la domenica notte, tipo la droga fa male…figuriamoci le botte…tipo armiamoci e difendiamoci a casa nostra e tipo una tonnellata di cazzate quotidiane che stanno portando così tanto consenso che, in piena emergenza, gli amministratori di quella città se ne vanno a far campagna elettorale perché, ormai, in questa nazione finché c’è campagna elettorale c’è speranza di continuare a spartirsi tangenti e cariche mentre tutto il resto non conta un cazzo…è solo teatro.

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Intelligenza artificiale

Vista l’epoca attuale, dove prevale su larga scala la stupidità, ed essa poi, si riconosce in personaggi altrettanto poco intelligenti che, qualcuno definisce leader politici ma che, più che far politica, sparano solo un enorme e continuo mucchio di puttanate di cui le folle dei tifosi si nutrono penso che sia decisamente più interessante parlare d’altro. In questo caso parlo di un articolo che mi ha colpito e che parla di intelligenza artificiale.

Ora, so che il termine va quasi di moda ed abili venditori ed agenzie di marketing ne stanno abusando avendo capito di aver a che fare con gli allocchi di cui sopra e ormai non sei figo se non parli con Alexa, se non hai il frigo intelligente ed il telefono amico ma, queste, seppur tecnicamente sono cose anche interessanti in realtà sono solo sfizi che solo in determinati casi possono realmente essere utili.

Voglio dire…se sei immobilizzato a letto e chiami un AI per chiedere di chiamare qualcuno o far altro la cosa ha un senso ma se sei tu, persona integra, vaffanculo, prendi il telefono e chiama normalmente! Vatti a fare due passi e fai la spesa! Guarda che manca nel frigo e organizzati! Insomma, ripeto, gli aiuti tecnologici ben vengano se servono altrimenti sono solo inutili sfizi che qualcuno vi sta vendendo.

Invece, per contro, nella ricerca scientifica esistono necessità ed esigenze dove davvero un aiuto artificiale può fare la differenza aiutando gli scienziati a prendere una direzione piuttosto che un altra o risparmiando calcoli che richiederebbero decenni per essere controllati e validati. Per questo l’uso sempre più massiccio di AI o intelligenza artificiale sta per farci fare enormi passi avanti in settori come la medicina ad esempio o la fisica. Ma la ricerca è ricerca e non ha confini!

Nell’articolo che ho letto la cosa stupefacente è stata che in un lavoro su una rete neurale svolta dal politecnico di Zurigo l’algoritmo sviluppato ha analizzato dati e con quei dati è arrivato a delle conclusioni. A quelle stesse conclusioni l’uomo ci era arrivato mettendoci migliaia di anni tanto che per secoli si è creduto che la terra fosse al centro dell’Universo e che tutto vi girasse attorno, sole compreso!

Beh, partendo dai dati acquisiti come le posizioni relative di alcuni pianeti rispetto alla terra e la posizione del sole, questa intelligente macchina (o meglio algoritmo), ha elaborato formule che descrivono praticamente ciò che sono le equazioni con cui Copernico diede vita alla sua rivoluzione eliocentrica. Poi va beh, sbagliò pure lui pensando che tutto girasse attorno al sole mentre invece anche il sole gira attorno il centro della galassia.

Insomma, cari terrapiattisti, anche una macchina è gia decisamente più intelligente di voi! Ovviamente l’esperimento non serviva a dimostrare ciò che già si sa ma a dimostrare che una rete neurale, partendo da una grossa mole di dati potesse elaborare delle formule da cui poi trarre ipotesi e conclusioni. Ed i campi di applicazione sono infiniti e purtroppo non tutti sono pacifici ma questo non è colpa della AI che sicuramente diventerà un giorno intelligente davvero, ma è colpa della razza umana che tranne punte di eccellente intelligenza è tutta decisamente troppo salviniana per meritarsi un futuro su questo pianeta…

Per chi volesse approfondire l’articolo lo potete leggere cliccando qui

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Tette e punti di vista!

Qualche giorno fa ero in un momento di pausa insieme a dei colleghi quando l’attenzione generale è caduta su una ragazza che passava. O meglio, l’attenzione più precisamente è caduta sul suo prosperoso davanzale perché ho il vago sospetto che la ragazza in quanto tale l’abbia guardata solo io mentre tutti gli altri in realtà abbiano guardato solo le sue tette!

Ora, la ragazza era anche carina ma personalmente non sono attratto da quelle armi! E poi era anche troppo tatuata per i miei gusti! Comunque di li a pochi secondi, a discussione iniziata mi sono trovato in netta inferiorità numerica con la maggioranza che ne disquisiva estasiata ed io unico che boh…a me un seno grosso non mi ha mai attratto e più che alle dimensioni ho sempre apprezzato semmai una certa armonia che si ritrova nella forma e che, a mio parere si perde all’aumentare del volume!

Una volta lessi qualcosa a proposito del fatto che gli uomini ricercano nelle forme abbondanti del seno il contatto materno e chissà, visto che con mia madre non è che io abbia mai avuto un gran rapporto e non sono mai stato un mammone, magari quella cosa è vera. Chissà! Fatto sta, che se ci si limita al solo sguardo (ovvio che poi si guardi altro!) io ed i miei occhi siamo attratti dai bei culi e delle tette nemmeno quasi ce ne accorgiamo quindi piccole, grandi, medie se c’è un bel culo tutto viene eclissato!

E che io sia normalmente in minoranza lo dimostra il fatto che, oltre al fatto che le tette grosse piacciono alla stragrande maggioranza degli uomini per contro vi è anche una continua corsa estetica al seno grande da parte di sempre più donne che ahoo, magari saranno tutte green, vegane, plastic free ma poi le vedi andare in giro con ste bombe e tu pensi davvero che l’estinzione è dietro l’angolo!

Comunque ricordo una mia vecchia amica che madre natura aveva creato senza aggiunte che lo aveva grande e che se ne lamentava per diversi motivi pratici e funzionali! Tanto per cominciare lei era abbastanza timida e non le piaceva essere al centro dell’attenzione e con le tette che arrivavano prima di lei era decisamente difficile riuscirci! Poi certo, non tutte le donne sono uguali e per ognuna come lei magari ce ne sono dieci che venderebbero un rene o la madre pur di aumentare la cubatura!

Ad ogni modo lei mi raccontava dei suoi motivi per cui al contrario, stava pensando di andare contro corrente e farsele ridurre. Li cito a memoria, magari non li ricordo tutti e magari su qualcuno lei esagerava scherzandoci su ma insomma eccoli:

1- Guardarsi i piedi era impossibile.
2. Scendere le scale o fare sport senza preoccuparsi di tenerle a bada.
3. La lotta con la forza di gravità nei piegamenti e sollevamenti per il carico sporgente 4. Imbarazzo nel raccogliere nella scollatura cose, tipo popcorn al cinema.
5. In aereo, sui mezzi pubblici in generale, treno ecc dover avere lo sguardo penetrante degli uomini accanto.
6. Con donne ugualmente corazzate è di fatto impossibile abbracciarsi o avere un contatto tipo bacetto sulla guancia!
7. La ricerca di un bikini ottimale e la contemporanea presenza di dolori alla cervicale per il peso dei lacci sul collo!
8. Mentre cucini fai fatica a controllare i fornelli.
9. I modelli di reggiseni sportivi li ha sempre trovati brutti sebbene in effetti rendono i movimenti più agili! Anche quelli normali sono però difficili da trovare se la caratteristica cercata è bellezza e comodità! 10. Nell’abbraccio con qualcuno più basso specie se maschio vi è imbarazzo visto che la testa rischia di affondarci!
11.Le conversazioni con gli uomini diventano una pantomima continua dove l’occhio del maschio cade sempre li e appena sgamato cerca di dissimulare! 12. Dormire a pancia in giù è di fatto impossibile!
13. Già dall’età dello sviluppo perdi di fatto il tuo nome che inevitabilmente viene sostituito da tettona, bella tettona ecc ecc. (Va beh…pure chi è alto o magro o grasso si becca i soprannomi…su su…almeno su questo siamo un po’ tutti segnati!)
14. In auto le cinture di sicurezza che ve lo dico a fare! 15. Difficile trovare delle T-shirt che stiano bene…e anche qui stai esagerando o meglio anche noialtri alti, bassi, magri, grassi c’abbiamo i nostri problemi!
16. Si lamentava del mal di schiena ma io ce l’ho lo stesso e mica ho le tette! Quindi secondo me un po’ esagerava davvero! Inoltre diceva che indossare un top era il suo sogno ma qui secondo me c’entra sempre il fatto che non amasse essere al centro dell’attenzione.

Come ho detto, lei ci scherzava su ma nel corso degli anni ho anche ascoltato tante ragazze con poco seno porsi seriamente come obiettivo quello di un intervento ed erano serissime nei loro propositi. Insomma, chi ne ha non lo vorrebbe e viceversa e nessuno è mai contento di quel che è! E poi ci sono io che gli occhi li guardo eccome ma se hai anche un bel culo mentre guardo gli occhi ti dico che prima ho visto il culo te l’ho guardato! Ma io ormai non faccio testo e mi sento come un credente non più praticante!


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Giustizia ingiusta…

La giustizia in realtà non è mai giusta perché pecca all’origine di un macroscopico difetto: è fatta dagli uomini! Il fatto stesso che sia fatta dagli uomini o peggio ancora da gruppi sociali di uomini la rende una parola quasi priva di senso ed a volte più che di giustizia si dovrebbe usare la parola lotteria visto che un determinato tipo di reato può esserlo qui ma in un altra nazione no e viceversa quindi la fortuna di nascere in un posto invece che in un altro può far la differenza.

E visto che essa è anche applicata dagli uomini che possono poi interpretarla a loro uso e consumo la lotteria della giustizia fa si che la differenza può farla anche un determinato giudice o una determinata giuria per non parlare poi delle parti accusatorie e difensive, Per come stanno le cose alla fine, credo che la cosa più auspicabile sia evitare del tutto di averci a che fare perché il rischio di trovarsi in paradossi kafkiani è sempre altissimo!

Altra variabile che rende la giustizia una questione di fortuna è anche quella del tempo. Non quello meteorologico ma del momento storico in cui uno vive. Oggi per molte cose non accade più nulla ma qualche secolo fa magari solo per aver fatto una constatazione o appoggiato una teoria si finiva al rogo! Ora, non voglio entrare in casi specifici ma tra errori giudiziari macroscopici, incapacità, ottusità, meschinità e quant’altro, in questi secoli fino ad arrivare agli ultimi anni di ingiustizie ne abbiamo viste tante.

Potrei citare poi quei casi emblematici (Tortora) o assurdi come il caso Cucchi dove oltre alla inefficacia di certi meccanismi si aggiunge anche il voler politicizzare degli eventi per trarne un tornaconto elettorale o potrei citare un mio vecchio caso dove di fronte ad un giudice di pace persi dei soldi nonostante avessi palesemente ragione (pagai ma alle poste sbagliarono a digitare i decimali invertendo le cifre…) ed a processo poi vinsi si la causa ma dovetti pagare l’avvocato…o tanti altri casi simili. Ma qui ne cito solo uno, recente che ha dell’assurdo.

Ho letto qui il caso di Oliviero Toscani (che nemmeno mi sta simpatico) che è stato condannato per vilipendio della religione solo per aver espresso un ragionamento sul fatto che, se arrivasse dallo spazio un extraterrestre ed entrasse in una chiesa si troverebbe in difficoltà nel capire determinate immagini di morte e sofferenza!Ora…io sulla religione, anzi sulle religioni ne ho dette anche di peggio ma non ho mai inteso offendere nessuno mentre ho sempre cercato di argomentare le mie riflessioni partendo da basi solide come scienza, storia e logica.

Bene…è evidente che, se uno viene condannato perché esprime delle opinioni allora siamo davvero al ridicolo. Giustizia? No, questa non è assolutamente giustizia. Ne questa ne altra ne qui ne altrove. Di giusto in tutto ciò non vi è assolutamente nulla. Il problema però è che non saprei come rimediare a tutto ciò. Non credo nella parola giustizia ma al contempo non trovo nessuna alternativa. Questo è ancora più frustrante perché quando non ci sono alternative resta solo la resa e a me non piace arrendermi!

Ecco, forse chissà, in un futuro chissà quanto lontano, magari con l’aiuto di sviluppate intelligenze artificiali si potrebbe pensare di uniformare in tutto il globo la giustizia e che questa diventi intrinsecamente giusta davvero per tutti e certi reati, magari, smettano una volta per sempre di essere considerati tali visto che, proprio non lo sono da nessun punto di vista! Ed invece, certi reati gravi…ecco, quelli si che si riescano finalmente a considerare come qualcosa di cui veramente ci si debba vergognare.

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Noi che imparavamo anche così!

Tempo fa ho letto un post e me lo sono salvato con l’intenzione di ripubblicarlo e, sebbene avrei potuto dire le stesse cose ora non ho tanto tempo libero e quindi lo cito integralmente. Aggiungo solo che, da bambino ovviamente internet non c’era ma, vista la mia naturale curiosità sul mondo, io divoravo di tutto, dalle enciclopedie di casa alle riviste che spesso scoprivo dal dottore o a casa di amici e parenti. Ma immancabile era la lettura dei fumetti, malvisti a quel tempo dai cosiddetti benpensanti o critici con la puzza sotto al naso.

Ed invece anche dai fumetti (la passione per la lettura dei libri sarebbe arrivata più tardi!) un bambino all’epoca imparava tanto perché quegli autori erano di livello sopraffino e riuscivano sempre a stimolare la curiosità raccontando storie solo apparentemente strampalate ma che poi, se approfondite, lasciavano insegnamenti. Ricordo ancora oggi una storia sulla corrente del golfo ed il clima, altre sullo spazio e i satelliti ma davvero ogni settimana c’era qualcosa da apprendere!

Quindi, come anche il post seguente afferma, quella era un tipo di cultura a tutti gli effetti ed oggi, a mio avviso,alla gente mancano tante cose…l’educazione, un cervello attivato, la logica, la comprensione, l’umanità ma soprattutto quel che manca è proprio la cultura e se l’italiano medio è tra gli ultimi in quasi tutte le classifiche forse una domanda dovrebbero farsela…

TOPO-CULTURA

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Decenni fa su Topolino 1538 una storia scritta da Giorgio Pezzin e disegnata da Massimo De Vita introduceva il concetto di Personal Computer.

“Zio Paperone e la rivoluzione tecnologica”, una storia che analizzava costi e benefici della rivoluzione informatica in modo talmente articolato da avere bisogno di essere divisa in due puntate.

La storia fu pubblicata a metà del 1983.

Per capire quanto gli Autori fossero “avanti”, il primo Macintosh di Apple uscì nel 1984, un anno dopo la pubblicazione di questa storia.

Pezzin nel 1983 aveva previsto il personal computer in ogni casa, la rete che ci interconnetterà tutti, l’utilizzo fraudolento dei dati personali, l’abitudine a rinchiudersi in casa senza interagire col mondo virtuale, aveva ipotizzato persino il telelavoro e gli imprenditori che lo incentivano.

Giorgio Pezzin all’epoca era un ingegnere, aveva un approccio logico alla tecnologia e sapeva prevedere gli effetti sociali di essa.

E c’è ancora chi indica Topolino come fosse “robetta”.

Invece era (ed è) uno strumento di Cultura.

A guardarli oggi, dopo 35 anni, anche i disegni di Massimo De Vita erano attualissimi, artisticamente perfetti, così come l’argomento trattato era “avanti” di decenni, proiettato verso il futuro, e analizzava il modus per applicare le potenzialità della tecnologia e anche le varie implicazioni e controindicazioni che oggi conosciamo bene.

Questa è cultura , divulgazione, stimolo intellettuale.

Quantomeno un tipo di cultura, ma sempre di quella si tratta.

Andrea Cascioli.

Puoi farla con i paperi o con il teatro, puoi farla disegnando topi o con il cinema, puoi farla con i cani o con la musica, dipingendo gatti o con l’insegnamento, ma se c’è una scintilla, un’analisi, una stimolazione intellettuale, se anche 35 anni dopo ti sembra attuale, è quella cosa bellissima, che non ti lascia mai solo, mai disarmato, che risplende di Arte e che si chiama Cultura.

Source: spettriedemoni93 note

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Rispolveriamo vecchi post?

Qualche giorno fa rispondendo a dei commenti mi era venuta questa simpatica idea di riproporre vecchi post che per varie ragioni non sono stati letti. Una delle tante è che anche su WordPress vi è una sorta di rigenerazione dei follower e periodicamente accade che molti si stancano e smettono di frequentare il blog. Poi col tempo magari al loro posto ne arrivano altri fatto sta che le persone che leggevo due/tre anni fa non sono (tranne eccezioni) le stesse di oggi. Molti hanno cancellato il proprio blog e altri non lo aggiornano da mesi se non anni.

Insomma, pensavo che sarebbe carino se ognuno di voi proponesse un tot di 5 propri vecchi post da far leggere ai nuovi contatti. Dico 5 ma per me anche di più andrebbero bene anche perché io di solito se seguo qualcuno, sono uno che cerca di leggersi quanti più post possibile andando a ravanare indietro nel tempo. Comunque facciamo così…io ne metto cinque miei e voi nei commenti ne mettete cinque vostri che poi, tempo a mia disposizione permettendo, poi trascriverò anche nel mio post mettendo in evidenza l’autore. Ci state?

Uff…faccio davvero fatica a scegliere ma ecco i miei, vecchi di qualche anno e pescati tra quelli divertenti o ironici (almeno spero):

L’ammmore ai tempi di mr. Gray

Storia semiseria dei “zozzoni”

Quello che le donne non dicono…

La nostra rivoluzione

Che io sia dannato!

Le donne secondo un povero diavolo!

infatti ne sono venuti sei va beh…fate vobis!

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Praticamente immortale…

La cosa che ho scoperto mi riporta alla memoria una vecchia barzelletta usata per spiegare la differenza tra le due parole “teoricamente” e “praticamente. Ve la riporto che magari non tutti la conoscono:

teoricamente e praticamente
Pierino : Papa’ che differenza c’è fra teoricamente e praticamente ?
Papa’ : Guarda, te lo spiego con un esempio…
Vai dalla mamma e chiedile se per tre milioni va col macellaio qui sottocasa. Pierino va e torna
Pierino : La mamma ha detto di SI.
Papa’ : Ah! Adesso vai dalla nonna e chiedile se per 4 milioni va col vecchietto senza denti che abita qui di fianco. Pierino riva’ e ritorna.
Pierino : La nonna ha detto di SIIII!
Papa’ : ah! allora vai da tua sorella e chiedi se per 5 milioni va con lo sfigato in classe sua.
Pierino : Ha detto di si.
Papa’ : ah! Allora vedi Pierino…noi TEORICAMENTE avremmo 12 milioni
PRATICAMENTE abbiamo 3 zoccole!

Ok, ora torno a fare il serio (si fa per dire!) e mi calo nei panni di Piero Angela e già quella sarebbe una impresa! Parliamo di aragoste! E no, non sarà un post di cucina! E nemmeno animalista. No, nemmeno uno di quelli che raccontano di pantagrueliche abbuffate! Per altro l’ho mangiata solo una volta in vita mia e ricordo solo che mi lasciò spazientito e per nulla sazio…

Invece, quello che ho scoperto è che teoricamente l’aragosta è immortale! No, non sto scherzando! Ve la faccio breve: la telomerasi è un enzima. Lui ha il compito di attaccarsi alla estremità dei cromosomi rintanandosi in una sorta di cappuccio il cui nome è telomero. Questo enzima ripara i telomeri a ogni replicazione cellulare ma nelle specie comuni la telomerasi ad un certo punto smette di funzionare e i telomeri si accorciano sempre di più. Questo accorciamento è collegato all’invecchiamento e all’insorgenza di tumori. Telomerasi su Wikipedia

Nella nostra bella aragosta invece la telomerasi non si ferma mai! Anzi, più invecchia e più diventa fertile. Le aragoste, che vivono fino a 70 anni, se non finiscono in tavola non muoiono di vecchiaia, ma perché ad un certo punto le diverse mute le portano ad una stanchezza insostenibile e ad uno stress fisico che le lascia stecchite! Insomma più invecchia e più diventa grande ma questo aumento di dimensione richiede anche maggiore consumo di energia per rinnovare l’esoscheletro quindi, semplicemente arriva al punto che non ce la fa più e cade esausta morendo per inedia!

Tornando alla barzelletta l’aragosta è teoricamente immortale ma praticamente non ce la fa! Altra creatura teoricamente highlander è una medusa , la Turritopsis Dohrnii. Questa reagisce allo stress ringiovanendo. Come se voi invece di tirar fuori capelli bianchi ad ogni incazzatura tornaste adolescenti! Lo fa grazie ad un processo detto di transdifferenziazione (che non ho approfondito), e che le permette di trasformarsi ciclicamente in polipo quindi tornare a medusa e via dicendo. Anche qui teoricamente all’infinito,ma in pratica no perché, quando è medusa, sicuramente incontra un predatore che se la magna e l’equilibrio della vita viene mantenuto!

E del resto, è inutile che ci si illuda di vivere in eterno che poi…ma quanto cazzo volete vivere? Me lo ero già chiesto in questo vecchio post e vi invito a leggerlo e magari rispondere: Senza esser troppo serio…ma quanto volete vivere? Senza contare poi che , pensione a parte che forse non vedrò mai e se si sarà da fame…ma io mi domando: che cazzo devo vivere a fare in eterno da vecchio poi! Capirei da giovane, attivo, in buona salute ok…potrebbe anche incuriosirmi semplicemente per l’aspetto del fammi vedere un po’ che succede…come va a finire ecc ecc! Ma a parte ciò ci sarebbe anche il rischio concreto di vivere in una eterna noia e quello no, non fa per me!

Il Segreto degli Animali Immortali

https://www.trend-online.com/prp/immortalita-aragoste-180316/

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Creativi odiosi…

Sono sicuro che in ogni ambito lavorativo vi sia una o più figure che risultano odiose o antipatiche per diverse ragioni. Nel mio lavoro ve ne sono diverse. tralascio gli scenografi che meriterebbero un discorso a parte in quanto sono decisamente scollegati dalla realtà e non si pongono minimamente il problema che, con le loro azioni complicano la vita agli altri.

Tralascio anche i coreografi che normalmente sono dei personaggi che davvero credono che un mezzo centimetro sbagliato in qui o in la da parte di una danzatrice sia la più grave tragedia del mondo ed un eventuale pubblico sia in grado di capirlo… Tralascio anche i produttori che va beh…si sa, quelli badano solo al soldo e venderebbero anche la madre pur di guadagnare quindi figuriamoci se lasciano delle concessioni!

Invece mi voglio concentrare sulla categoria dei creativi…art director…show concepter…visual designer…tutti nomi inglesi altisonanti per descrivere in poche parole chi non fa un cazzo ma è naturalmente portato per rompere i coglioni a chi lavora! Lui, il creativo è quello che arriva all’ultimo momento. Tu hai risolto problemi su problemi per giorni, hai seguito un progetto che qualcuno ha sbagliato e hai fatto di tutto per rimediare senza aver visto nessuno di questi scienziati e, loro arrivano all’ultimo momento e rompono i coglioni!

Li riconosci subito. Tutti uguali. Entrano con una postura impettita che deve essere dovuta al fatto che hanno un cactus nel culo. Loro entrano e non salutano. Vestiti di tutto punto, scarpe ultralucide, parlata tra i denti e sguardo allucinato che manco avessero appena perso la casa a poker! Ti parlano come se fossero dei padreterni aspettandosi devozione e prostrazione perché la loro parola è verbo, E iniziano a fare obiezioni. Non sorridono mai, si danno arie e masticano amaro manco se la moglie li avesse appena cacciati di casa

E nooo…così non va bene….e questo giallo non è giallo….e questo verde non è verde…e il brand è deformato…è troppo largo…troppo stretto…troppo troppo…troppo poco…e iniziano a chiedere cambiamenti che tu ovviamente devi fare e che, bestemmiando perché lo scenografo ti ha reso impossibile usare i motori per scendere la tua struttura visto che ha pensato bene di mettere i suoi cazzo di pannelli di scena proprio li sotto ecco che devi farli in quota…

E quindi tira giù i pezzi….rimontali su…rifai tutto da capo…sposta…cambia…e loro…i creativi li che confabulano…parlano e ti guardano pure con aria accusatoria perché loro hanno sbagliato ma mica è colpa loro ovviamente! Poi passano le ore visto che non hai la bacchetta magica e più passa il tempo più loro iniziano a sclerare…tu calmo,,,tu lavori…loro sclerano…iniziano a parlarti in quindici tutti insieme….e in quindici chiedono contemporaneamente cose diverse e contrastanti!

E niente…volevo solo dire che dietro la calma dei poveri stronzi che hanno a che fare con questi figuri c’è una grande frase non detta che nasce spontanea dal profondo del colon e dice semplicemente così:

ma andatevene un po’ tutti a fare in culo!

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Pregiudizi, quando ne siamo vittime.

Uno dei limiti dei rapporti umani è il pregiudizio. Il pregiudizio porta spesso in rotta di collisione persone sconosciute e, nel caso di intere popolazioni questo porta ancora più spesso ad azioni spesso sconsiderate considerando anche che, sui pregiudizi, uomini senza scrupoli poi ci costruiscono “carriere” politiche che fanno leva proprio su quegli istinti di repulsione e negazione frutto della paura. Paura spesso immotivata per altro.

Difficile essere immune dai pregiudizi. Probabilmente a cominciare da me stesso tutti abbiamo i nostri pregiudizi. Però penso anche che una sostanziale differenza la faccia la nostra capacità personale di andare oltre e riuscire a superarli. O quanto meno di affrontarli. Affidarsi solo alla paura, alla chiusura senza appello, al sentimento di odio non credo porti da nessuna parte. Chi riesce ad affrontare e superare i pregiudizi a mio avviso riesce anche ad essere una persona migliore.

Di questi pregiudizi del resto ne siamo vittima tutti e basterebbe già riflettere su questo per provare a cambiare il nostro modo di rapportarci agli altri. Personalmente sono stato vittima di pregiudizi diverse volte. La prima di cui ho memoria fu in Svizzera dove sono nato. Figlio di immigranti per la gente ero l’italiano che veniva guardato con occhio schifato. Quegli sguardi, quel italiano pronunciato con disgusto mi sono entrati subito nel DNA.

Tornata in Italia la mia famiglia mi catapultò in un altra serie di vicende dove il pregiudizio era forte. I primi periodi ero un bambino svizzero che parlava solo francese e qualche parola di italiano, non certo il dialetto. Ovvio che ero guardato con sospetto e per tutti ero lo straniero e quindi guardato con sospetto e non fu facile per niente anche perché, in quanto “diverso” era facile per gli altri addossarmi la colpa di qualsiasi cosa accadesse…che so…qualcuno rompeva un vetro giocando a pallone? Era stato lo svizzero…ovvio!

Quando fui più grande invece, parliamo delle scuole superiori, dopo il biennio fatto nella mia città mi trasferii nelle Marche perché li a Fermo c’era un ITIS nel cui triennio c’era l’indirizzo informatico che da me non c’era e quindi affrontai questa avventura. Ora, devo premettere una cosa legata alla inflessione dialettale che negli anni avevo acquisito. Il francese? Praticamente azzerato! Nel mio dialetto le parole che finiscono in “nto”, “ndo” , “nte”, “nde” e le altre vocali finali come che so correndo, canto, paziente e così via, si trasformano diventando tronche. Correndo diventa currenn per capirci.

Questa cosa fa si che per chi è uso a parlare in dialetto nella sua cerchia trovi poi difficoltà a scandire bene in italiano quelle parole e di fatto si comporti come un dislessico o, per pregiudizio come un ignorante. Un classico esempio di quel che dico lo si vede quando si ascolta l’ex giudice Di Pietro. Potrà conoscere tutto il codice penale, aver vinto tutti i concorsi ma quando parla all’orecchio di chi ascolta c’è quella inflessione che lo fa apparire come un ignorante.

Ok, torniamo al mio passato scolastico. Materia italiano. Primo anno. Ogni mio tema d’italiano aveva sei. Senza errori, senza correzioni ma quello era il voto standard. Bene, non sono mai stato un leccaculo ne un secchione quindi tutto sommato la cosa nemmeno la notavo più di tanto. Il mio tema era sempre il primo ad essere riconsegnato ed il voto quello era. Una certezza! Altra certezza era che i temi che invece io passavo agli altri prendevano sette e otto.

E si perché a scrivere un tema io non avevo problemi, direttamente in bella in mezzora/un ora facevo il mio e poi nel restante tempo ne apparecchiavo altri due anche tre a volte. E li passavo. Sono sempre stato per la collaborazione io! Comunque alla fine del secondo anno questo professore si appresta a riconsegnare i temi. Stranamente per la prima volta il mio non fu il primo e nemmeno il secondo. Li consegnò tutti, tranne il mio. Se l’era perso? Restai per qualche secondo in agitazione…

Poi scandì il mio cognome. Ed io col mio fare dimesso risposi: si prof, che c’è? E di rimando: questo tema lo hai scritto tu? E certo…chi lo doveva scrivere?! Posso leggerlo? Miii…non si può aprire una voragine sotto i miei piedi giusto mo? Non si aprii…risposi di si…lo lesse…mi mise nove. Non ci potevo credere. Mi spiegò che lui era straconvinto che io avessi sempre copiato. Lui aveva avuto sin dal primo giorno un pregiudizio nei miei confronti ritenendomi incapace di saper scrivere visto il mio accento marcato. Da quel giorno però cambiò tutto.

Anche nelle altre materie, tranne matematica (odio reciproco col professore) i miei voti complessivi salirono. Alla fine bastava poco, bastava semplicemente guardare oltre le apparenze. Cosa che non fece ad esempio una professoressa di scienze il primo giorno al biennio: con che voto sei uscito dalle medie mi chiese…ottimo risposi…con quella faccia? E’ bella la sua risposi! In scienza per evitare che mi bocciasse studiai come un pazzo…alla fine non potette farlo…qualsiasi cosa mi chiedesse io la sapevo e ne sapevo di più. Eppure…il pregiudizio anche li fu forte…

E nulla, ascoltando le solite puttanate dei soliti pennivendoli e politici mi sono tornati in mente questi pregiudizi che ho vissuto sulla mia pelle. Perché quando sei straniero, sei alto, sei grasso, sei nero, sei di una religione, hai i capelli rossi, le lentiggini, sei basso, sei magro, sei del sud, del nord, dell’est, dell’ovest, dei quartieri, del paese, di campagna, di buona famiglia, disabile, orfano, donna, gay, della montagna o di qualunque cosa che ti mette contro una presunta normalità che altri hanno e tu no dovrai sempre lottare più degli altri per essere accettato e non sempre ci si riesce.

Invece l’unica vera normalità è che dovremmo essere tutti contenti di essere tutti diversi ed accettarci o meno per ciò che siamo e dimostriamo. Questo è il presupposto primo del vivere civile. Chiunque affermi il resto è e sarà sempre nel migliore dei casi uno che ha interesse a farvi credere il contrario ma fondamentalmente è e sarà sempre un pezzo di merda che non dovreste nemmeno ascoltare.

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Una camminata particolare!

Come quasi tutte le mattine anche stamattina sono andato a muovere i miei passi sul mio solito percorso podistico. Un paio di volte a settimana lo faccio correndo, una corsa non eccezionale ma mi accontento! Di solito invece mi impegno in una camminata veloce e di solito ho un ritmo che è superiore a quello di tutti gli altri che solitamente incontro. In breve faccio molta più strada di tutti e li distacco sia all’andata che al ritorno.

Ma non oggi. Oggi sono stato raggiunto e superato! Da una donna! Bene…fossi un maschilista la cosa sarebbe stata vissuta con fastidio. Ma per fortuna non lo sono e, me la sono proprio goduta! Ho cercato di starle dietro e per tutta la salita ci sono riuscito restando dietro di lei di un paio di metri. Ok ok, non lo nego, mi è piaciuto guardarle il culo e le gambe. Ha un bel fisico che non nego di aver apprezzato!!Molto probabile che entrerà nei miei sogni, in fondo anche sto povero diavolo mica è di legno!

Ma, soprattutto devo dire l’ho ammirata! Un ritmo pazzesco davvero che raramente ho tenuto anche io. Un passo deciso ma mai sguaiato, una bella postura ed una frequenza invidiabile. Mentalmente le facevo i complimenti ad ogni falcata! Inoltre c’è da dire che io rispetto a lei ho barato! E si perché lei, sarà sull’uno e sessanta di certo non ha il passo di chi come me è alto uno e novanta!

Della serie dieci passi suoi corrisponderanno a sette miei quindi, a maggior ragione lei, in frequenza era decisamente più veloce di me. E niente, arrivati alla sommità, lei si è girata mentre io ancora dovevo fare gli ultimi tre passi, al che l’ho guardata, le ho sorriso e le ho fatto i complimenti. Mi ha sorriso, le ho detto che è stato uno spettacolo guardarla e lei mi ha detto…grazie, anche tu vedo che vai!

Comunque non volevo fare quello che ci prova e quindi, mentre lei si è fermata per respirare io sono comunque ripartito. Dopo un chilometro circa mi ha ripreso! Ovviamente se stai dietro è più facile tenere il passo di chi precede ed all’andata sono stato io ad adeguarmi al suo anche se, ad onor del vero confesso che io ho fatto molta più fatica di lei ed il sudore mi bagnava il volto. Lei…pareva di marmo!

A quel punto le sono stato ancora dietro e me la sono goduta di nuovo. Un treno! Certo, il ritorno era discesa ma dopo aver guardato i tempi ho visto che sia in salita che in discesa non ho mai tenuto un ritmo così. Alla fine del percorso ha rallentato. A quel punto aveva fatto sette chilometri. Io in realtà di solito ne faccio dieci, ma oggi sono stato attratto da lei come una calamita! Stavolta affiancati le ho sorriso di nuovo.

Che fai? Ti fermi? Si, io abito qui vicino, se faccio di più mi ammazzo! Le ho camminato accanto, stavolta a velocità umana, e ci ho scambiato due chiacchiere. Tra l’altro le ho detto che era la terza volta che mi superava. Non mi pare portasse la fede e non è niente male devo dire ed ha un bel sorriso. Sembra simpatica. Ad ogni modo, non ho ritenuto di seguirla fino a casa quindi ho deviato in direzione della macchina e ci siamo salutati.

Spero di re incontrarla ancora ovviamente. In genere non attacco bottone con le ragazze che incontro, anche perché penso che chi va li magari ama stare per i cazzi suoi e non voglia essere importunata. Ma oggi ero troppo ammirato e così ho fatto uno strappo alla regola. Alla fine mi mancavano tre chilometri all’appello e prendendo per un altra strada che sale me li sono fatti di corsa fino a tornare alla macchina.

E niente, se vi aspettavate chissà quale lieto fine non c’è! Ma avevo voglia di raccontarlo. E’ stata davvero una gran bella camminata!

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Certe notti…

Certe notti passano senza che nemmeno te ne accorgi. Arriva il sonno ristoratore e quando riapri gli occhi è un nuovo giorno. Altre notti invece sono infinite, sembrano non passare mai. Il sonno fatica ad arrivare. Resti li nel buio della stanza ed ascolti il vento fuori. O la pioggia. O entrambi. O i suoi rumori, gli animali, i cani che abbaiano, i gatti, qualche civetta, il fastidioso ronzio di una maledetta zanzara. Cose così

Il peggiore è il vento. Quando è forte, insistente ed ululante, di quelli che sembrano volerti entrare in casa picchiando sugli avvolgibili. Un vento maleducato nella sua insistenza che non ti è di nessun aiuto. Tu speri almeno che spazzi via anche i pensieri che si attaccano e si insinuano nei recessi della tua mente ma no. Non succede. Il vento resta ma ti sfotte soltanto. Ti aiuta solo a non dormire meglio…

Prendono il sopravvento i pensieri. Maledetti pensieri. I bastardi lottano fra loro per avere l’esclusiva sulla tua attenzione ed alla fine te li ritrovi tutti insieme a spingere così tanto che quel poco di sonno che avevi s’è n’è scappato! Bastardo dove vai? Che almeno Morfeo mi mandasse sua sorella. Ce l’avrà una sorella? Una cugina? Un’amica? Ah no quella è Federica, ci manca solo lei…no dai, almeno lui dorme…lasciamolo in pace su!

Ecco…stiamo rovinati…arrivano anche i pensieri idioti e gira che ti rigira in una lotta senza senso dove tutti sono vincitori ed io solo il perdente, senza alcuna possibilità di poter dire la mia la vedi. Vedi la luce…non metaforica…non di salvezza…non quella in fondo al tunnel, no…vedi proprio la luce di una nuova alba che è arrivata e ti alzi senza aver praticamente dormito e sei già intontito ed incazzato…maledetta notte…maledetto vento…maledetti pensieri.

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Allegre discussioni

Assistevo stamani ad una simpatica discussione di fine estate va beh, si fa per dire…autunnale…insomma è quasi Natale! L’argomento non è certo fra quelli in cui sono più ferrato. Ma alla fine mi è rimasta comunque la curiosità per cui riporto le argomentazioni delle due parti. La prima parte sosteneva che le donne in genere hanno la fortuna di disporre di chiome “plasmabili”, ovvero con la capacità di poter assumere forme e colori diverse ognuna delle quali esalta delle caratteristiche somatiche della stessa ed in definitiva la rende sempre e comunque gradevole.

Charlize Theron: tanti tagli diversi ma il risultato non cambia…sempre gnocca è!

La controparte invece ribatteva che anche nell’uomo attuale vi è questa predisposizione e anche l’uomo con dei ritocchi ai capelli, degli allungamenti o dei trattamenti di colore poteva altresì mutare aspetto. Il dubbio che mi è rimasto è il seguente: posto che non sono certo io a criticare la libertà di ognuno di far quel che gli pare mi domando se un uomo che subisce una trasformazione alla sua capigliatura sia anche lui sempre e comunque se stesso o piuttosto in qualche modo si presenterà ai suoi conoscenti come una sorta di “maschera”.

Insomma, se una donna cambia i capelli potremmo dire che sta bene o male ma sarà sempre lei (e qui però parlo da uomo troglodita che spesso nemmeno si accorge del taglio di 2/3 micron di un capello!) mentre se un nostro amico che so, passa da un capello classico ad una chioma alla Bob Marley lo guardiamo con occhi diversi e non dite di no. Vorrei proprio vedervi se stasera il vostro uomo rientra a casa e si è fatto i capelli rossi o verdi!

Io ricordo ad esempio un aneddoto con annessa gaffes (figuriamoci…) che mi capitò in una turnee. Eravamo in Canada e la produzione ci aveva portati in hotel dopo un interminabile viaggio. Presa la mia stanza scesi nella Hall con l’intenzione di fare comunque un giro di ricognizione. Scendendo le scale mi vedo uno giù, seduto in una poltrona che mi sorride e mi saluta. Ora…io in quel momento ho solo pensato: starà salutando qualcuno dietro di me! Ma girandomi…non c’era nessuno! Cero solo io e sto tipo! Ma, pensiero successivo fu: mi avrà scambiato per un altro…e intanto scendevo…

E niente…avvicinandomi ancora il tipo mi saluta e chiama per nome! Ma chi cazzo è questo…nulla…il suo viso non mi diceva nulla di nulla! Sorriso di circostanza…provo a togliermi d’impiccio con una frase interlocutoria: che stai facendo? E intanto lo guardavo cercando indizi…al che mi racconta che…gli avevano perso la valigia e dentro la valigia c’era la colla per il cazzo di parrucchino….ma porca puttana…ecco chi era…era il batterista…ma io non me ne ero mai accorto che avesse un parrucchino e di sicuro senza e con, per me erano due persone completamente diverse!

Va beh, a parte la mia scarsa dimistichezza coi volti e la mia memoria visiva pessima mi chiedevo se, parlando di uomini è solo un fatto culturale e magari anche in questo siamo (sono) in ritardo per quanto riguarda la parità. Oppure è solo una questione di fisionomia e su determinati uomini (parlo di uomini comuni, non fotomodelli, star ecc ecc) un intervento sulla chioma dovrà comunque rientrare entro certi limiti per non sfiorare a volte il ridicolo mentre per la donna vi sono più possibilità?

Insomma, io non ce lo vedo Peppino il meccanico che un giorno ha i capelli corti neri ed il giorno dopo si presenta tutto ossigenato con capelli lunghi avvolti in due trecce come Pippi calze lunghe!! Detto ciò, mi rendo anche conto che probabilmente io dovrei essere l’ultima persona sulla faccia della terra a mettermi a parlare proprio di capelli visto che da anni ormai ho dimenticato cosa siano i capelli!

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Senz’acqua…

Capita che per qualche ragione si rompa l’acquedotto principale e che all’improvviso ci si ritrovi senza quello che è non solo un bene primario ma uno dei pilastri su cui si basa la civiltà umana moderna. E si, perché a ‘ste cose nemmeno ci si presta più tanta attenzione ma, restare senz’acqua corrente a casa significa aver problemi seri a partire dall’igiene personale. Ora, escludendo quelli che non si lavano a prescindere…diciamo che ipotizzare di vivere senza sarebbe un po’ un ritorno al Medioevo. E lo so…qualcuno mi potrebbe fare delle obiezioni al riguardo…

Ma, temo siano obiezioni deboli perché a grandi linee il popolino medio aveva un concetto di igiene particolare ed anche le classi nobili o altolocate avevano delle consuetudini che a noi oggi ci farebbero inorridire! Poi ovviamente figuriamoci se la Chiesa non poteva metterci il carico da novanta lasciando intendere che lavarsi nei bagni pubblici (quelli c’erano…il bagno in casa non esisteva!) era contro la morale e causa di depravazione e promiscuità. Lavarsi, alla fine, diventa più una misura purificatrice, piuttosto che di misura igienica…

Non aiutava nemmeno il concetto secondo cui lavarsi aiutava ad aprire i pori della pelle da cui poi si assorbivano influssi maligni e nefasti che conducevano poi a pestilenze e altre malattie. Insomma a grandi linee ci si lavava poco e male, sporadicamente alcuni e si passò da una organizzazione romana con acquedotti e terme ben sviluppata dove era normale lavarsi ad un periodo in cui gli acquedotti andarono in disgrazia non essendoci più una manutenzione regolare.

Tra i nobili ci si lavava in tinozze comuni, prima il capofamiglia, poi i figli in ordine di successione, poi la moglie, le figlie ed alla fine i neonati. Tutti nella stessa acqua! Immaginate il povero neonato in quell’acqua lurida…se vi cadeva dentro nemmeno lo vedevi infatti c’era il detto  «Non gettare il bambino assieme all’acqua sporca»!Fino al secolo scorso e non ovunque, l’andazzo era questo. La regina Isabella di Castiglia si dice che abbia fatto il bagno solo due volte in 50 anni! Stessa cosa si dice del Re Sole…nobili zozzoni!

Luigi XIV poi sbrigava le sue funzioni di Stato e quelle fisiologiche dall’alto del suo trono circondato dagli alti funzionari del palazzo. “Il diritto di sedersi sul vaso” era un privilegio che solo gli aristocratici potevano avere. Solo quelli “con una licenza” potevano usarlo. (Primi Visconti). I monaci invece, a seconda anche dell’ordine di appartenenza avevano precetti variabili ma solitamente si lavavano periodicamente con acqua fredda in locali comuni adibiti allo scopo usando le stesse vesti per diversi giorni.

Il “trono” di Luigi XIV, il re sole

In generale, un po’ tutti invece di lavarsi, affidavano la loro pulizia ai vestiti, che come spugne dovevano assorbire lo sporco e le impurità della pelle! Nacquero dei galatei dove si raccomandava di cambiare la camicia una volta al mese! Gli arabi con il medico Ibn Botlan nell’undicesimo secolo ci provarono anche a dire che forse lavarsi di più era meglio. Nel Regimen Sanitatis Salernitanum, (scuola medica salernitana) vi sono dei suggerimenti:si consiglia di lavare le mani e gli occhi al mattino con acqua fresca e pura, di pettinarsi e “purgare” i denti. Da prescrizione II, De confortatione cerebri (per il benessere del cervello)

La prescrizione XXIII, De lotione manuum (lavare le mani), raccomanda di lavarsi le mani dopo aver mangiato, conseguendo il doppio beneficio di mondarle e, pulendosi gli occhi con esse, rendere la vista più acuta. Insomma qualcuno ci provò anche, venne pure inventato il sapone ma per molto tempo aveva un pessimo odore essendo fatto con grasso animale. Poi sostituito da olio di oliva e essenze profumate. Non oso immaginare gli aliti visto che nemmeno i denti ci si lavava…

Comunque la situazione era quella, le fogne se c’erano erano carenti ma per lo più come accade ancora oggi in posto degradati come le periferie delle grandi metropoli, delle favelas senza piani urbanistici adeguati, erano fogne a cielo aperto che scaricavano direttamente nei fiumi dove per altro si scaricava di tutto ma ci si lavava anche (in India pare sia ancora così!) e pare fosse consuetudine riversare direttamente in strada i vasi da notte. Celebre la scena di Non ci resta che piangere:

Come detto alla Chiesa non piaceva tanto che ci si lavasse visto che “avrebbe stimolato la lussuria” e in parte qualcosa di vero c’era anche se come scrive Boccaccio nel Corbaccio, nel 1365, dove si legge:

uno si meraviglierebbe se sapesse “quante e quali solennità” da parte della donna “si servavano nell’andare alle stufe e come spesso”. Della città tedesca di Erfurt nel XIII secolo si diceva: “i bagni di quella città saranno per voi molto piacevoli. Se avete bisogno di lavarvi e amate le comodità, potete entrarvi con fiducia. Sarete ricevuto gentilmente. Una graziosa ragazza vi massaggerà onestamente con la sua dolce mano. Un barbiere esperto vi raderà senza lasciar cadere la minima goccia di sudore sul viso. Stanco del bagno, troverete letto per riposarvi. Poi una donna graziosa, che non vi dispiacerà, con aria verginale vi accomoderà i capelli con abile pettine. Chi non le carpirebbe dei baci, se lui ha voglia e lei non rifiuta? Vi si chiede pure un compenso, un semplice denaro basterà…”8 . Non era un caso isolato.I bagni si trasformavano allora in locali per feste e banchetti, allietati da suonatori e da donne facili, caratterizzati da “una singolare licenza di fronte alle comuni leggi di moralità”, dove “ci si mostrava nudi e con tutta libertà si faceva all’amore”
Le Locande di Erasmo
Erasmo da Rotterdam (1466-1536) in uno dei suoi “Colloquia familiaria”, dal titolo “Locande”, comparso a Basilea nel 1523, sottolinea la differenza tra il comportamento delle persone nelle locande tedesche e in quelle francesi, molto più “civile” in queste ultime. Nella camera da pranzo di una locanda tedesca molti uomini e donne d’ogni età siedono accanto gli uni agli altri, sia popolani, sia ricchi e nobili e tutti soddisfano le proprie necessità alla presenza degli altri, come togliersi gli stivali e mettersi in ciabatte, cambiarsi la camicia, stendere vicino alla stufa i vestiti fradici di pioggia, ravviarsi i capelli, asciugarsi il sudore, pulire le calzature. Il locale è surriscaldato, tutti sudano, gridano, si spingono, gli odori sono disgustosi, per i rutti che sanno d’aglio, le ventosità del ventre e il fetore degli aliti. Per chi voglia lavarsi le mani è pronta dell’acqua, “ma di solito è così pulita che dopo averla usata devi chiederne dell’altra per nettarti dalla prima abluzione”. La promiscuità è notevole e i pericoli grandi. “La maggior parte ha sicuramente il mal spagnolo o, come altri dice, il morbo gallico, dato che è comune a più nazioni” e “costoro rappresentano un pericolo non inferiore a quello dei lebbrosi”. Dopo la descrizione dei cibi, delle bevande e del servizio (tovaglie “che sembrano vele di canapa staccate dall’albero di qualche nave” ), si accenna alle camere da letto, in cui esiste “un letto e null’altro che possa servirti”. E la pulizia? “La stessa che a tavola. I lenzuoli, per esempio, vanno al bucato una volta ogni sei mesi”.

Le nobildonne europee indossavano grandi gonne per nascondere i vasini che portavano sotto e facevano abbondante uso di profumo. L’invenzione del profumo in Francia è spesso correlata alla storica mancanza di igiene in Europa. Strade sudicie, fogne a cielo aperto, poca igiene personale erano un mix pazzesco ed ovviamente le malattie come la peste erano all’ordine del giorno.

La vicenda del medico Ignaz Philipp Semmelweis (Budapest, 1818 – Vienna 1865) fu emblematica del come non si percepiva proprio il nesso tra mancanza di igiene personale e malattie. Questi notò come occupandosi di partorienti, se dopo ogni intervento si lavava le mani per contro si otteneva un significativo aumento della natalità. Ma le sue conclusioni vennero derise e giudicate strampalate e di fatto tutta la comunità lo mise in condizione di non poter più lavorare. Ovviamente ancora non era stato inventato il microscopio e scoperti virus e batteri…

Insomma…l’acqua ancora non è tornata e, mancando soltanto da ieri ha già mandato tutti in crisi…prova un po’ a cucinare o a lavare i piatti dopo! E che dire dello sciacquone del bagno che se non hai magari un secchio già pieno prima so dolori! E non farsi la doccia o almeno il bidet? Naaa…io ne sono certo…nel Medioevo non sarei sopravvissuto oppure come Benigni e Troisi sarei diventato un inventore e avrei inventato doccia, bidet, cesso e fogne e…di sicuro sarei finito al rogo!

Ps questo post fa un po’ il paio con quest’altro sugli zozzoni scritto in chiave semiseria qualche tempo fa: Storia semiseria dei “zozzoni”

Citazioni e approfondimenti presi da:

https://it.quora.com/Come-si-pulivano-il-sedere-le-persone-nel-passato

http://www.perinijournal.it/Items/it-IT/Articoli/PJL-39/Corpo-e-igiene-nellOccidente-medievale

http://www.festivaldelmedioevo.it/portal/igiene-daltri-tempi/

https://www.my-personaltrainer.it/Foto/Igiene/Igiene_nel_Medioevo.html

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Lui, lei…l’altro

Il post che segue lo avrei voluto tanto scrivere io ma chi l’ha fatto lo ha fatto decisamente meglio di come lo avrei fatto io quindi, me ne approprio citando ovviamente l’autrice (da Tumblr, lafemme1978 ) che ha descritto in chiave ironica quello che comunque vedo accadere un po’ ovunque intorno a me! E niente…io ho sorriso, tanto io so singol e al massimo stiamo io e lui e lo trascuro anche…ma voi…e fatevela ‘na cazzo di risata va!

I rapporti di coppia sono ormai formati da lui, lei, l’altro…e per altro non si intende l’amante di turno ma lo smartphone che di amanti può contenerne anche 3 o 4 contemporaneamente.

“Amore, io non ho nulla da nascondere!”

E poi: password alfanumerico con simboli egizi, pin, puk, pop, rock, riconoscimento facciale dopo l’applicazione di 15 filtri e 6 interventi chirurgici (Berlusconi questo passaggio lo ha evitato), codice di sicurezza tramite pizzino, codice penale, codice civile, codice da Vinci, codice Morse…il tutto coperto da segreto di Stato perché fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

Entri in casa.

Disattivi le notifiche, come Tom Cruise in “Mission Impossible” mentre cerca di disinnescare una bomba, per evitare di saltare in aria al primo squillo.

Telefono rigorosamente all’ingiù.

Cena.

Divano.

Ormai i divani non dovrebbero essere più con la penisola. Bisognerebbe chiedere agli artigiani della qualità la creazione di arcipelaghi, dove ognuno possa continuare a farsi i fatti propri.

“Amore, guardiamo un film?”.

La scelta del film implica lo stesso tempo che serve a Sorrentino per girarlo.

Trascorsi due minuti, ognuno si ritrova con lo sguardo sullo smartphone📱.

Ed ecco arrivare il primo messaggio a lui.

Andrea calcetto.

Secondo messaggio.

Giulio calcetto.

Terzo messaggio.

Sofio calcetto.

E così via.

Lui che ha il fiatone anche quando passa dal tavolo della cucina al divano, vuol fare credere che gioca più partite di Cristiano Ronaldo.

Messaggi a lei.

Corriere Amazon.

Corriere Zalando.

Corrire Yoox.

Ma chi sei, una donna o un centro di smistamento pacchi?

E vogliamo parlare di quanto abbia influito sull’apparato digerente di ognuno, l’avvento degli smartphone?📱

Il tempo trascorso in bagno è aumentato proporzionalmente all’aumento dei gb.

Il film è finito.

Titoli di coda.

Si chiudono le conversazioni su messenger, si risponde ai commenti sull’ultimo selfie, che lei ha postato su Instagram, di devoti corteggiatori di Photoshop.

Lui non dimentica di cuorare anche lo scopino del cesso che sembra respiri.

Si spegne la tv 📺, si spengono gli smartphone📱 e si ritorna a non essere più single ma persone che hanno una relazione a distanza sullo stesso divano.

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Missione Vietnam

Una storia che non conoscevo. Leggendola mi sono commosso nel pensare cosa eravamo e cosa molti sono diventati. Non aggiungo altro, la copio integralmente.

Da Termometro opinioni

Quando negli anni ’80 la marina militare italiana riuscì a fare l’impossibile
autore: Nicolò Zuliani

PREMESSA IMPORTANTE: questa è Storia, non opinioni. Ho raccontato e raccolto testimonianze di fatti accaduti quarant’anni fa di cui oggi ricorre l’anniversario. Chiunque desideri fare parallelismi o “interpretarlo” lo fa di sua iniziativa, non mia.

30 aprile 1975

Saigon cade, e assieme a lei tutto il Vietnam del sud. I comunisti si scatenano in un vortice di vendette verso militari e civili, instaurando un regime totalitario. Al loro arrivo un milione di persone viene prelevato per essere “rieducato”; sono sacerdoti, bonzi, religiosi, politici regionali, intellettuali, artisti, scrittori, studenti. A ogni angolo di strada spuntano “tribunali del popolo” in cui gli accusati non hanno diritto alla difesa, e a cui seguono esecuzioni sommarie.

A migliaia vengono tolte case, beni, proprietà e vengono gettati nelle paludi, dette “Nuove Zone Economiche”, dove avrebbero dovuto creare fattorie e coltivazioni dal nulla. In realtà, li mandano a morire di fame. L’intero Vietnam del sud diventa un grande gulag, dove accadono orrori simili a quelli della Kolyma di Stalin.

Nel 1979, la popolazione cerca di scappare.

Non possono farlo via terra, perché i paesi confinanti li respingono; l’unica opzione per intere famiglie consiste nel prendere barconi improvvisati e gettarsi in mare, lontano dai fucili e dai tribunali del popolo. Le immagini di questi disperati fanno il giro del mondo e dividono l’opinione pubblica mondiale, ancora divisa per ideologie pre-muro di Berlino. Il comunismo non può essere contestato né fare errori, sono “menzogne raccontate dai media che ingigantiscono la faccenda per strumentalizzarla”.

Mentre l’occidente blatera, i rifugiati sui barconi scoprono di non poter sbarcare da nessuna parte. Vengono ribattezzati “boat people”, disperati con a disposizione due cucchiai d’acqua e due di riso secco al giorno che raccolgono l’acqua piovana coi teli di plastica e sono in balia di tempeste e crudeltà. Il governo della Malesia li rimorchia a terra per spennarli di tutti i loro averi, poi li rimette sulle barche dicendogli che stanno arrivando degli aiuti e li rimorchia in alto mare, dove taglia le funi e li abbandona a morire.

A volte le tempeste tropicali li affondano, altre volte pescatori armati saltano a bordo e uccidono e stuprano finché sono stanchi, poi li abbandonano lì. A bordo c’è così tanta puzza da far svenire, e la fame è tale che ci sono episodi di cannibalismo. Navi occidentali si affiancano e gettano qualcosa da mangiare per fotografarli, poi se ne vanno.

Intanto, l’Italia è un mondo diverso

Sono anni difficilissimi tra inflazione alle stelle, bombe e attentati, ma il neonato benessere è ancora troppo recente per far dimenticare agli italiani il loro passato di povertà, ruralità ed emigrazione. Quando le immagini dei boat people vengono rese pubbliche da Tiziano Terzani il 15 giugno 1979, invece di aggiungersi al dibattito globale di opinionisti e intellettuali impegnati a decidere se salvare dei profughi di un regime comunista sia un messaggio capitalista o no, Pertini capisce che ogni minuto conta, chiama Andreotti e dà ordine di recuperarli e portarli in Italia.

Andreotti è presidente del Consiglio, ma è stato prima ministro della difesa. Quella che riceve è una richiesta folle, perché l’Italia non ha mai fatto missioni simili né per obiettivo né per distanza. Ora però il ministro della difesa è Ruffini, e dice che in teoria è fattibile. Insieme scelgono come braccio destro Giuseppe Zaberletti, uno che aveva già dimostrato un’estrema capacità organizzativa in situazioni di crisi, e si mettono a studiare il da farsi. Non sanno quanti sono, né in che zona precisa; sono fotografie sfocate in mezzo al nulla.

Se il primo problema è il dove, subito dopo vengono tempo e lingua.

Il mondo del 1979 non parla inglese, figurarsi il vietnamita. Anche gli interpreti scarseggiano e non c’è tempo di trovarli, però c’è la Chiesa. Andreotti domanda al Vaticano se ha a immediata disposizione preti vietnamiti e gli arrivano padre Domenico Vu-Van-Thien e padre Filippo Tran-Van-Hoai. Per un terzo interprete, i Carabinieri piombano all’università di Trieste, scorrono i registri e reclutano sul posto uno studente, Domenico Nguyen-Hun-Phuoc. A quel punto, Ruffini può alzare il telefono.

Incrociatore Vittorio Veneto

Tolone, Francia
27 giugno 1979

L’incrociatore Vittorio Veneto dell’ottavo gruppo navale è alla fonda a Tolone, in Francia, dopo aver finito la stagione. L’equipaggio di 500 uomini non vede l’ora di sbarcare per abbracciare le proprie famiglie, quando nelle mani del comandante Franco Mariotti arriva un cablogramma urgentissimo dall’ammiraglio di Divisione Sergio Agostinelli, a bordo dell’Andrea Doria. Ordina di tenere a bordo solo il personale addetto alle armi, poi di riadattare l’assetto della nave e salpare alla volta di La Spezia per riunirsi all’Andrea Doria per una missione di recupero. Quando capiscono di cosa si tratta, gli equipaggi si esaltano.

Mariotti lascia a terra 350 uomini, che invece chiedono di restare a bordo per aiutare. Predispone 300 posti letto per donne e bambini su letti a castello nell’hangar a poppa, e 120 posti per gli uomini a prua. L’alloggio sottufficiali diventa un’estensione dell’infermeria, e sotto il ponte di volo viene adibita la zona d’aria. Servono almeno dieci bagni in più, ma ce la fa. Impiega cinque giorni a cambiare l’assetto, e solo al quarto giorno, prima di partire, ordina agli uomini di scendere a salutare le famiglie.

Arrivano a La Spezia il 4 luglio, dove vengono caricati e istruiti medici, infermieri, interpreti, medicinali e vestiti. Il giorno dopo salpano alle 10 diretti verso il sud di Creta, dove si riuniscono con la nave logistica Stromboli, comandata dall’ammiraglio Sergio Agostinelli; in totale ci sono 450 posti letto sulla Vittorio Veneto, 270 sulla Doria e 112 sulla Stromboli.

È un viaggio orrendo, nella stagione peggiore. Oltre al caldo mostruoso del mar Rosso, i monsoni dell’oceano Indiano portano il vento a forza 7. Onde lunghe e gigantesche che mettono a dura prova i 73,000 cavalli vapore degli incrociatori. Dopo 10 giorni di navigazione ininterrotta, il 18 luglio ormeggiano a Singapore e caricano le provviste supplementari, così da dare il tempo all’intelligence di fare “ricognizione informativa” e di improntare un piano.

In quattro giorni parlano con l’ambasciatore della Malesia, con l’addetto della marina militare inglese, i portavoce di World Vision International e definiscono le zone da pattugliare. Le direttrici di fuga sono cinque: due verso Thailandia e Hong Kong, di scarso interesse perché passano per acque territoriali. Le altre tre sono di preminente interesse, cioè dall’estremo sud del Vietnam verso la Thailandia (costa occidentale del golfo del Siam), verso Malesia e isole Anambas dell’Indonesia. Le ultime due sono le più probabili perché sono vicine alla piattaforma petrolifera della Esso, che per chi mastica poco il mare è l’unico polo di attrazione.

Diventa la zona operazioni.

Ma devono fare 12,000 chilometri senza scalo.
La navigazione più lunga mai fatta dalla Marina militare italiana.

Alle 10 del 25 luglio salpano alla volta del mar cinese meridionale e golfo del Siam. Durante la notte, va e viene un eco radar. Il giorno dopo il mare è a forza 4 (esempio), e il ponte viene spazzato da raffiche di vento e acqua. Alle 8.15, con un coraggio notevole, l’Agusta Bell 212 si alza in volo per investigare le coordinate e localizza la prima barca alla deriva. È un catorcio di 25 metri carico fino all’inverosimile che sta colando a picco davanti alla piattaforma della Esso.

L’Andrea Doria dà l’avanti tutta e arriva a prenderli alle 9.20, carica su un gommone interprete, medici, scorta e glielo manda incontro in mezzo alla burrasca che monta, raccomandandosi di rispettare norme di prevenzione e contagio. Il gommone si affianca e gli interpreti recitano un testo che hanno imparato a memoria.

«Le navi vicine a voi sono della Marina Militare Italiana e sono venute per aiutarvi. Se volete potete imbarcarvi sulle navi italiane come rifugiati politici ed essere trasportati in Italia. Attenzione, le navi ci porteranno in Italia, ma non possono portarvi in altre nazioni e non possono rimorchiare le vostre barche. Se non volete imbarcarvi sulle navi italiane potete ricevere subito cibo, acqua e assistenza medica. Dite cosa volete e di cosa avete bisogno»

Un’onda allontana il gommone, e una donna vietnamita, convinta che gli italiani li stiano abbandonando come tutti, gli lancia il proprio figlio a bordo. I marinai erano italiani del 1979, un mondo in cui non esistevano i social e queste scene non erano già state raccontate. A quella vista, impazziscono. Tutte le procedure per evitare contagi vengono infrante, e dallo scafo tirano fuori 66 uomini, 39 donne e 23 bambini.

Teodoro Porcelli, all’epoca marinaio di vent’anni, è sul barcarizzo di dritta quando riconsegna il figlio alla madre. Lei per tutta risposta gli accarezza i capelli e si mette a piangere, poi portano insieme il bambino dal dottore.

Sono i primi di tanti altri che arriveranno nei giorni successivi.

A bordo degli incrociatori, gli uomini sgobbano come animali. Infermerie, lavanderie, forni e cucine lavorano senza sosta, coi panettieri che danno il turno e i cuochi che devono allestire 1000 pasti al giorno, di cui una doppia razione per i macchinisti che sono ridotti a pelle e ossa per a far andare le quattro caldaie Ansaldo-Foster Wheeler contro le onde, il tutto con temperature tropicali e navi tutt’altro che adatte.

Medici e marinai devono stare attenti a 125 bambini che una volta nutriti corrono dovunque, ma ovviamente prediligono il ponte di volo.

Il 31 luglio a bordo dell’Andrea Doria nasce un bambino che la madre battezza col nome di Andrea. Marsicano lo avvolge con un vestitino di seta che doveva regalare a sua figlia. I vietnamiti più in salute vogliono essere d’aiuto e fare qualcosa, così vengono messi a fare i lavori del mozzo secondo il vecchio e famosissimo proverbio della Marina.

“Pennello e pittura, carriera sicura”

Il 1 agosto a bordo delle navi non c’è più spazio fisico; hanno navigato per 2640 miglia, esplorato 250,000 kmq di oceano e salvato 907 anime. L’ammiraglio dà ordine di tornare a casa, e il 21 agosto 1979 i tre incrociatori entrano in bacino San Marco.

Ad accoglierli c’è un oceano di gente, oltre a chi ha pianificato l’operazione fin dall’inizio: Andreotti, Ruffini, Zamberletti e Cossiga, che in seguito alla crisi di governo ha sostituito Andreotti.

Photocredit: Roberto Vivaldi
Photocredit: Roberto Vivaldi
Photocredit: Roberto Vivaldi

A bordo ci sono malattie anche tropicali e uomini malmessi, così a qualcuno viene in mente che Venezia, riguardo a importazioni di merci e uomini, qualcosina ne sa. Così, proprio come faceva la Serenissima novecento anni prima, i vietnamiti vengono messi in quarantena nel Lazzaretto vecchio e in quello nuovo. Quelli che non ci stanno vengono spediti in Friuli.

Sono entrati così in simbiosi con l’equipaggio che a parte pianti, abbracci, baci e giuramenti, alcuni si rifiutano di scendere dalla nave chiedendo se possono arruolarsi. Alla fine ci sarà uno scambio di dichiarazioni tra vietnamiti ed equipaggio:

«Ammiraglio, comandante, ufficiali, sottufficiali e marinai; grazie per averci salvati! Grazie a tutti coloro che con spirito cristiano si sono sacrificati per noi notte e giorno. Voi italiani avete un cuore molto buono; nessuno ci ha mai trattato così bene. Eravamo morti e per la vostra bontà siamo tornati a vivere. Questa mattina quando dal ponte di volo guardavamo le coste italiane una dolce brezza ci ha accarezzato il viso in segno di saluto e riempito di gioia il nostro cuore. Siete diversi dagli altri popoli; per voi esiste un prossimo che soffre e per questa causa vi siete sacrificati. Grazie.»

L’ammiraglio risponde da parac… da italiano:

«Noi siamo dei militari; ci è stata affidata una missione e abbiamo cercato di eseguirla nel modo migliore. Siamo felici d’aver salvato voi e così tanti bambini e di portarvi nel nostro paese. L’Italia è una bella terra anche se gli italiani, a volte, hanno uno spirito irrequieto. Marco Polo andò con pochi uomini alla scoperta dell’Asia; voi venite in tanti nel nostro piccolo mondo. Sappiate conservare la libertà che avete ricevuto.»

Vengono creati campi d’accoglienza a Chioggia, Cesenatico e Asolo.

Il popolo italiano si mobilita in massa; vengono raccolti 26.500.000 di lire tramite raccolta di abiti usati e altrettanto arriva tramite donazioni private. Arrivano offerte di lavoro e di abitazione, una famiglia si offre di costruire una casa alle famiglie, una ditta si offre di arredarla. Una scolaresca raccoglie i soldi per comprare un motorino e una macchina da cucire, i dipendenti della Banca Antoniana si tassano lo stipendio fino all’agosto del 1980, versando ogni mese i loro risparmi nel conto corrente della Caritas. I commercianti padovani inviano generi alimentari, molti ospitano i rifugiati nelle loro case ad Arsego, San Giorgio delle Pertiche, Fratte e Zugliano.

Pasquale Marsicano

Ruffini, ricordando la storia, dirà che “potevo considerarmi soddisfatto della mia intera esperienza politica per il solo fatto di aver potuto contribuire alla salvezza di quei fratelli asiatici”. I vietnamiti si integrano alla perfezione, diventano italiani o disperdendosi per l’Italia arrivando oggi alla terza generazione. Parecchi marinai prenderanno la medaglia di bronzo.

Quarant’anni dopo, i marinai e i profughi hanno aperto un gruppo Facebook per ritrovarsi. State attenti ad aprirlo se avete la lacrima facile.

“A tutti i marinai della “Stromboli”, noi vietnamiti vi siamo molto riconoscenti. Se non ci foste venuti in aiuto, noi ora non saremmo probabilmente vivi. Vi pensiamo spesso, ora che siamo qui al sicuro e ricordiamo quanto buoni e gentili siete stati con noi. Il vostro ricordo rimarrà sempre nel nostro cuore e anche se non ci vediamo più, noi vi penseremo che con affetto, riconoscenza e nostalgia. Grazie ancora!”

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Aquilonia delenda est

Prologo. 293 A.C. città di Akurrunniar. Il console Lucio Papirio Cursore, dopo l’ultima sanguinosa e trionfale battaglia da le ultime disposizioni e cammina tra i suoi uomini guardando le valli sottostanti ormai sconfitte. L’ordine è di radere tutto al suolo ed inseguire gli ultimi superstiti ovunque. Non deve rimanere nulla, nemmeno il vago ricordo di chi ebbe l’ardire di sfidare Roma e sconfiggerla ben due volte con l’onta delle forche caudine mai digerita. Un sunto per gli appassionati di storia: I Sanniti: la spina nel fianco dei Romani

(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, X, 42, Mondadori, Milano, trad.: C. Vitali)

«Caesa illo die ad Aquiloniam Samnitium mila viginti trecenti quadraginta, capta tria milia octingenti septuaginta, signa militaria nonaginta septem.»

«In quella giornata intorno ad Aquilonia i Sanniti ebbero ventimila e trecentoquaranta morti; i prigionieri furono tremilaottocentosettanta, le insegne militari conquistate novantasette […]»

Oggi, o meglio ieri, era da tanto che volevo andare in quel bosco. Lo guardo da casa mia, in lontananza, una montagna interamente ricoperta da un bosco che ho scoperto poi essere anche particolare con specie autoctone ed altre impiantate tra cui diversi tipi di querce, abeti e pini. Non ci ero mai andato perché non conoscendo la zona, soprattutto da solo sarebbe un azzardo entrare in un bosco così grande col rischio di imbattermi in lupi o cinghiali. Ma aspettavo l’occasione giusta che ieri è arrivata

Promossa dal Comune è stata organizzata una visita guidata e così sebbene da solo (amici? Seee…figuriamoci se s’alzano alle 8 per andare in un bosco! Sorella? Cognato? Cerrrto!) sono andato curioso sia di guardare da dentro questo bosco, sia di capirne i punti di accesso ed i sentieri e soprattutto curioso di vedere quelli che dovrebbero essere gli scavi archeologici che vi sono dentro. E poi mi son detto, ok, vado da solo magari conosco qualche Lara Croft e mi ci i̶n̶f̶r̶a̶t̶t̶o̶ ehm…perdo con lei! 😀

Scavi della cui esistenza ne sono a conoscenza pochissime persone ed anche io ne sono venuto a conoscenza forse tre, quattro anni fa. Scavi purtroppo senza alcun sostegno e lasciati alla improvvisazione logistica ed al benevolo aiuto di qualche studente dell’Università che forse ci rimette anche insieme al suo professore. Scavi che in pratica nascondono sotto metri di terra le rovine di quella che fu la principale roccaforte dei Sanniti anche se non vi sono ancora certezze incontrovertibili sulla sua reale ubicazione.

I romani la chiamavano Aquilonia e ne avevano timore. Il nome sannita invece era Akurruniar o Akudunniad e, come racconta Tito Livio, venne cancellata dalla storia e dal mondo. Cosa tipica dei romani quando qualcuno li faceva incazzare. Di fatto fecero lo stesso con Cartagine o Alesia. Sono le sliding doors della storia, quelle vicende che, se fossero andate in un altro modo avrebbero decretato uno svolgimento storico diverso. Non necessariamente migliore ma diverso si.

Avessero vinto i Sanniti quella ultima battaglia decisiva magari oggi non esisterebbe Roma come metropoli e dal mio balcone guarderei una metropoli sannita millenaria! Però non ci sarebbe più quel bosco! Quindi forse meglio così e poi a me vivere in una metropoli non mi sarebbe piaciuto proprio per niente! Va beh, al solito divago! Quel che volevo dire è che mi sono goduto questa bella camminata ed è stato bello respirare oltre l’aria buona (li son quasi 1000 metri s.l.m.) anche la storia.

Resta solo un po’ di amarezza e tristezza per aver visto molto abbandono, in parte dovuto alla soppressione della Comunità Montana perché qualche cretino pensa che siano enti inutili…poi quando boschi bruciano e frane devastano andate pure in tv a fare quelli che si stracciano le vesti mi raccomando…Altra tristezza sta nel vedere che tanta storia italiana resta ai margini…altrove per quattro sassi riescono a costruirci su intere economie, storie, libri, film, merchandising e posti di lavoro mentre noi nemmeno ci rendiamo conto dei nostri tesori. Va beh…a parte ciò mi sono divertito e mi son fatto pure una bella mangiata di more che ogni tanto trovavo!

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Porno ecologico!

Stamattina ero li che come al solito davo uno sguardo in rete cercando di restare aggiornato sulle notizie e tra le solite vaccate di politica nostrana, una Greta arrivata in America, una Inghilterra sull’orlo di una crisi epocale, foreste che bruciano ed un mondo sempre più crudele con chi cerca solo una vita migliore mi sono imbattuto in una notizia che un minimo di sorriso me lo ha regalato.

La notizia che subito mi ha incuriosito è stata questa:


Ora puoi guardare porno e contemporaneamente salvare gli oceani dalla plastica

Potevo non approfondire? E no che non potevo! Ed infatti ho subito approfondito e così mi sono imbattuto in questo articolo che parlava di una iniziativa del famoso sito Porn Hub che ha realizzato un filmato porno del tutto particolare con l’impegno di donare soldi ad un organizzazione che si occupa della pulizia delle spiagge. In pratica per ogni clic al video porno in questione sarà donata una quota di danaro.

E niente, magari diventate ciechi però aiutate l’ambiente! Da Telethon a telesegon è un attimo! Però scherzi a parte visto che a quanto pare la gente è difficile da sensibilizzare con questa iniziativa qualcosa potrà cambiare considerando che, di sicuro lo vedranno molti ragazzi e se non lo cambiano loro sto mondo allora chi? Poi va beh, qualcuno potrà obiettare che chissà…che è fatto per acchiappare soldi…che è immorale…non lo so, magari invece hanno davvero buone intenzioni! Tanto peggio di così…

Ahoo,e comunque io la mia parte l’ho fatta ed il video l’ho guardato! Non sarà il mio genere preferito però è carino. Inizia su di una spiaggia piena di monnezza con sta coppia che viene (si può dire viene?) colta da impeto passionale e mentre loro iniziano a giocare al dottore si vedono tutt’attorno delle persone con tute bianche ed il logo di Porn Hub che iniziano a ripulire la spiaggia e, miracolo…alla fine, tra chi è andato e chi è venuto la spiaggia è tutta bella pulita!

Cliccando sul seguente titolo “We want you to get dirty” potrete dare il vostro contributo personale venendo (non è un doppio senso!) reindirizzati al video originale mentre di seguito il video di presentazione che è presente anche su You Tube in versione not sex! Invece a questo link trovate l’articolo di cui parlavo! Buona visione!

Ps vergognosamente Youtube ha rimosso il video in questione che, ripeto, non era un video porno ma, solo il promo dell’iniziativa. Fanculo i moralisti…

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Più veloci della luce!

Ultimamente mi sono fatto tutta una scorpacciata dei film della saga di Star Trek che non so per quale ragione (essendo io un appassionato del genere fantascienza) non avevo mai visto eccezion fatta per un paio di loro. Insomma avevo questa lacuna e così me li sono scaricati tutti e me li sono guardati in ordine di trama che tra sequel e prequel differisce dall’ordine cronologico di uscita in sala.

Ora, non mi metterò a parlare di ogni film! Li ho visti e stop. Qualcuno mi è piaciuto, qualcun altro un po’ meno e qualcun altro per nulla. Non è tanto di questo che volevo parlare ma volevo prendere spunto da una delle caratteristiche della saga ovvero del fatto che vi è una nave spaziale che viaggia più veloce della luce e si sposta nella galassia come se nulla fosse!

Bene, esperti, fisici e scienziati mi perdoneranno (e correggeranno) per eventuali errori ed inesattezze che dirò. Provo solo a dire quel che ho capito e quelli che sono i miei dubbi. E soprattutto vorrei fare una considerazione sulla enorme grandezza della nostra galassia e sulla reale consapevolezza che ognuno di noi ha di essa in relazione alla nostra terra che è una cosa minuscola al cospetto del resto. Senza contare poi le altre galassie…e probabilmente senza tener conto che potrebbero esserci altri universi…

Bene, il nostro sistema solare, non è propriamente a centro della sua galassia, anzi, è abbastanza periferico e si trova in un braccio della spirale chiamato Orione. Tutta la via lattea è una sorta di disco appiattito a forma appunto di spirale la cui larghezza varia a seconda delle stime da 100 mila anni luce a 160 mila. In chilometri saremmo nell’ordine di circa 1,5 miliardi di miliardi di chilometri. Una distanza difficile da comprendere. Per contro invece il suo “spessore” pare sia solo di 1000 anni luce.

Se volessimo uscire ed andare a fare un giretto in centro dovremmo percorrere circa 25 mila anni luce e comunque far tutta quella strada per finire in un buco nero non so se convenga! Ora, per quel che sappiamo la luce è la cosa che viaggia più veloce ed è una costante universale equivalente a circa 299 792 458 m/s e che fa parte della celebre equazione della relatività e=m*c2 che in pratica afferma l’equivalenza tra energia e materia e dice che nulla può viaggiare più veloce della luce.

Ok, e allora come la mettiamo con Star Trek? Ovvio mi direte, è fantascienza e tutto è possibile! Anche che, nuove scoperte e teorie abbiano rimesso in discussione quelle che sono le leggi attuali della fisica. Va beh…lasciamoci questo dubbio! Comunque, facciamo un passo indietro ed ipotizziamo di voler andare in centro a vedere sto buco nero! Facciamo finta che esso disti da noi in una scala comprensibile un 500 metri e che per raggiungerlo abbiamo inviato la nostra nave più veloce che avevamo, la Voyager che ha da poco superato il sistema solare alla velocità di 16,995 km/s o 62.140 km/h.

Ecco, prendendo quella scala di misura, per far questo viaggio la sonda oggi, dopo 41 anni avrebbe percorso circa 0,01 cm! Tra solo 38 000 anni raggiungerà la costellazione della giraffa raggiungendo la stella Gilese 445. Un po’ tanto eh? E attualmente il mezzo più veloce realizzato (la sonda Solar Parker ) viaggia a circa 343.000 km/h che sarà si più veloce di Voyager ma non è che le cose migliorino poi tanto…

E torniamo a Star Trek dove per far viaggiare l’astronave ad una velocità che consentisse di finire un film in meno di 38 mila anni si sono inventati la velocità a curvatura o warp secondo un concetto che dice: ok, io non posso viaggiare più veloce della luce ma se piego lo spazio tempo di fatto lo frego. Di fatto sarebbe come se, su un foglio, avete in un capo la lettera A e al capo opposto la B e per andare da A a B invece che tracciare una linea retta voi piegaste il foglio in modo da far coincidere i due lembi…ecco che da A a B ci mettete un attimo!

E fin qui ok. Ma a quanto pare la nave di Star Trek viaggia addirittura a warp 9,9 il che secondo i calcoli fatti da tutta una serie di nerd super appassionati equivale a 7.912 volte la velocità della luce il che in soldoni ci dice che al warp 9.99 ci vogliono 1.26 anni per passare 10.000 anni luce. Per arrivare ai circa 25 mila anni luce del centro della galassia ci vorranno 3.348 anni minuto più minuto meno…dipende dai semafori e dal traffico!

da: quera

In conclusione…sicuramente la Enterprise viaggia bella veloce si ma cazzo, si potevano inventare qualcosa di più veloce perché a quelle velocità comunque per viaggiare all’interno della nostra galassia ci vogliono secoli! E questo finalmente dovrebbe farci comprendere quanto è realmente grande la nostra galassia e, considerando che , secondo i dati attuali, di galassie ne abbiamo circa un 100 miliardi, pensare di visitarle tutte per lasciare una recensione su Trip Advisor è un bel problema!

E comunque è più veloce il Millennium Falcon di Star Wars mentre in assoluto tra i mezzi fantascientifici partoriti dalla mente dei creativi in assoluto vince il Tardis del dottor Who insieme al Cure d’oro di guida galattica per autostoppisti col suo motore a improbabilità infinita! E se volete fare un confronto o non ci credete allora andate su questa pagina!

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Equivoci…

Ci sono diversi tipi di equivoci e fra i tanti sicuramente quelli linguistici e/o culturali sono quelli più pericolosi o che comunque possono portare a gaffes involontarie o imprevedibili conseguenze! Il linguaggio del resto è una materia affascinante e l’uso di determinati termini o frasi o modi di dire e fare possono variare tantissimo a seconda del luogo. In passato ricordo due gaffes che mi videro mio malgrado protagonista.

La prima fu causata da un gesto. Ero ragazzo, in estate, coi miei amici, fummo chiamati a seguire, nel circuito locale delle feste dell’Unità degli artisti russi. Erano ballerine (ah Julia…ancora la ricordo!), cantanti, circensi e noi dovevamo illuminare i palchi su cui si esibivano. Un pomeriggio in un attimo di pausa ad un certo punto ero sul palco e di fronte a me tutte le ballerine allineate.

Sovrappensiero, senza nemmeno accorgermi ricordo che mi misi a battere il pugno contro il palmo dell’altra mano e…immediatamente vidi e sentii le ragazze mettersi a ridere tanto che capii che qualcosa non andava e che l’oggetto della loro ilarità ero io! Ma non riuscivo proprio a capirne il motivo! Poi, il cantante, Sergej, amico alcolico (va beh, questa è un altra storia!) mi spiegò che quel gesto in russo equivaleva a: ho proprio voglia di scopare! Insomma…bella figura di merda…non c’è che dire!

Altro episodio, avvenne nelle Marche. Ci ero andato a fare il triennio perché nell’itis di qui non c’era informatica e li si. Ero li e mi ero fatto una mia rete di amicizie con cui praticamente tutte le sere o quasi uscivo a divertirmi e diciamo che l’alcol ai tempi scorreva a fiumi! Ora, da noi, quando ci si ubriaca o si vive una serata alcolica si dice prendersi pelle. Bene, da sbruffoncello quale ero, non avevo remore a raccontare ai compagni di classe che la sera prima …’na cazz e pelle!

E una, due, tre…questi qui mi guardavano come se fossi un alieno o ancora peggio uno che raccontava un sacco di palle! Io naturalmente ignoravo che nel loro dialetto farsi una pelle significava trombare! Era ovvio che non mi credevano! Per loro era praticamente impossibile che io scopassi tutte le sere ed avevano pure ragione! Ma questo lo scoprii solo in seguito mentre per un bel periodo io, ai loro occhi fui solo uno che raccontava un sacco di fregnacce!

Insomma, una stessa parola poteva avere significati completamente diversi a seconda di chi la usasse! Molti anni dopo invece, parlando con un amica argentina ci mettemmo a fare il classico compendio delle parolacce e degli insulti! Ovviamente sono le prime cose che si imparano di una lingua! Io conoscevo lo spagnolo ma con lei capii che l’argentino aveva delle sue sfumature molto diverse dal castillano puro. Tipo il nome proprio Conchita che in argentina sta per fighetta, diminutivo appunto di concha!

Un altra parola che mi fece troppo ridere fu “pajero” e praticamente è l’equivalente argentino di segaiolo, pipparolo ecc ecc. In quel periodo era appena uscita in Italia un fuoristrada della Mitsubishi che si chiamava Pajero e, su quella cosa ne ridemmo per giorni! Ve la immaginate la scena di uno che orgogliosamente sfoggia la sua auto da pugnettaro? Ecco, per tale motivo in Argentina la Pajero venne ribattezzata Montero!

E niente, tempo dopo ho scoperto che le grandi aziende multinazionali, proprio per evitare queste gaffes hanno del personale nel marketting che si occupa di scegliere i nomi dei prodotti e valutare, lingua per lingua, che siano neutri e che non diano origine a doppi sensi, insulti o equivoci. Eppure, nonostante ciò, qualcosa sfugge sempre e così qualche prodotto sfugge alle maglie del controllo!

Ad esempio ho scoperto che nel gergo statunitense pad sta per assorbenti quindi, prova un po’ a metterti un iPad tra le gambe! Estee Lauder, azienda cosmetica, in Germania lanciò “Country Mist” (nebbiolina di campagna), ma, in tedesco pare che “mist” significhi “letame”…non male per un profumo! Microsoft invece lanciò Inkulator che era l’ingenua unione di inchiostro (ink) e calculator salvo poi correre ai ripari e ribattezzare l’applicativo col nome di Kanakku!

Anche la Buick, nei primi anni ’80 rese omaggio agli onanisti canadesi lanciando in Canada la Lacrosse, e solo poi scoprii che in Quebec il termine “lacrosse” significa appunto masturbazione! Vieni a fare un giro? Si, che macchina hai? Oh, ne ho due, ho una Pajero e una Lacrosse…no guarda…vado con Mario che ha la Duna! 😀 Cambiando genere sfido chiunque a bersi una PeeCola…magari sarà anche buona ma vai a sapè!

E cosa dire (qui so che una personcina amante dei carrelli avrà qualcosa da ridire…) di questa perla che ha realizzato la Ikea che, nel battezzare un suo carrello, non ha trovato nulla di più grazioso che chiamarlo Fartfull e quindi, per la modica cifra di 109 dollari chi è che rinuncerebbe ad acquistare un bel carrello pieno di puzzette?

Anche nei giocattoli si sono raggiunte belle vette e come non chiamare una graziosa bambolina col nome di Squirt lil top? Beh, magari ne conoscete o ricordate altri e di sicuro c’è da ridere! E se non altro almeno, non sono l’unico a fare clamorose gaffes! E a parte ciò comunque è curioso notare come la maggior parte di questi equivoci hanno un attinenza al sesso o a ciò che sta intorno. Chissà come mai!

Un sapone fatto coi bimbi? Un detersivo che lava a culo…

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Odissea di un piccolo atomo

Sto invecchiando si, da quando sono sulla Terra son passati 4 miliardi e mezzo di anni! Ti pare poco? Mettici che esisto da quando c’è l’universo e arriviamo circa ad un 14 miliardi di anni…e sono ancora in giro! Un piccolo atomo di Carbonio…chi l’avrebbe mai detto…quante trasformazioni, combinazioni, vite, morti, sempre in movimento senza mai una sosta! E senza mai un lamento!

All’inizio ero solo uno dei tanti atomi che vagavano per il cosmo, ma poi finii qui su questo pianeta e per milioni e milioni di anni sono rimasto in atmosfera in balia delle correnti. Un giorno però venni improvvisamente catturato da una pianta! Il mio primo essere vivente! E quanti ne ho cambiati! La pianta un bel giorno bruciò ed io fui di nuovo nell’aria! Ma non per tanto questa volta, una milionata d’anni e stavolta le piogge mi portarono in mare.

Qui pure stetti un po’ ma poi divenni parte di un micro organissmo che venne mangiato da un organismo che poi un bel pesce mangiò! No, non è la fiera dell’est perché l’uomo ancora nemmeno esisteva! Pesce semplicemente morì ed io mi dissolsi nel mare. Diventai di nuovo un mollusco ma poi, e che te lo dico a fare, ancora mangiato, assimilato e morto di nuovo…lui…io come atomo non posso morire!

Vita lunga in cui vissi tante forme ed in tanti stati…gas…liquidi…solidi…materia vivente e materia inerte…tutto sono stato. Ho visto cose….sono stato vegetale e animale, sono stato parte di tessuto, di organi, di cellule più o meno complesse ma non sempre è stato così! Non sempre sono stato assimilato e quindi si, spesso sono stato anche escremento…a volte piccolo a volte….presente un T-rex quanto è grande e quanto mangia? Ecco…fate voi!

Sono stato roccia e sono stato petrolio, sono stato carbone e sono stato legna da ardere. Come ho detto mai un lamento, sempre ad essere parte di un qualcosa di più grande o complesso. Ed alla fine dopo tanto peregrinare eccomi anche parte di questa macchina umana così recente anche se a sentirvi vi credete i padroni dell’universo! Beh, che dire, a parte ovvie divergenze di vedute, non che mi voglia lamentare proprio ora eh…ma così, giusto per dire che, tra qualche miliardo di anni, questo atomo ci sarà ancora ma voi? Io qualche dubbio lo avrei…

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/islanda-ghiacciaio-scomparso-lapide/
Il ciclo del carbonio

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Senza mutande…

L’altra mattina come al solito ero rientrato dal mio solito giro di camminate veloci o di corsa che faccio uscendo dalla città per andare in un paesino vicino la cui sommità è a 880 metri e che mi piace perché la strada ed il paese sono in un bosco il che per me significa aria pura ma soprattutto ombra per il 90% del tragitto!

Ad ogni modo lascio la macchina appena fuori la città in una strada di villette. Un posto tranquillo e poco trafficato per cui trovo sempre posto.L’altro giorno oltre il posto ho trovato anche qualcos’altro però! Mentre mi stavo riprendendo dalla corsa e facendo un po’ di stretching il mio sguardo cade su qualcosa che era a terra sul marciapiede.

Bene, mi avvicino e notando il tessuto in pizzo lo raccolgo per guardarlo meglio: era proprio un body di pizzo nero! Ora…mi son detto che è evidentemente un periodo propizio alle cadute…cadono le stelle…cadono i governi e cadono anche i body! Certo è che la sua proprietaria pure deve essere caduta in una notevole ed infuocata notte di passione se deve aver avuto quell’irrefrenabile impulso di levarsi il body e mettersi con la patata al vento!

Che dire? Beata lei sicuramente! E beato anche il lui (o la lei, questo non lo so!) che ha raccolto i frutti! Quello che mi chiedo è: ok la voglia, l’arrapamento e tutto quello che volete…ma toglierselo e poi lasciarlo li? Insomma…e lo chiedo a voi amiche lettrici…a voi è mai capitato di non pensare di recuperare i vostri arredi?

E poi mi son chiesto…lo avranno fatto li in macchina e il body lo hanno buttato dal finestrino e poi son semplicemente andati altrove? Oppure lo hanno proprio fatto li in mezzo la strada tra le auto parcheggiate e magari in pieno agonismo è sopraggiunto qualcuno e si son dati alla fuga lasciando li il body?

Chissà, io comunque l’ho messo appeso ad una siepe…hai visto mai che la proprietaria tornasse a cercarlo per recuperarlo almeno lo avrebbe visto! Di sicuro ieri non c’era più! 😀


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La bufala del sovranismo…

Concludo questo trittico di post che potremmo definire polemici o di sfogo sebbene l’intento ideale sarebbe stato quello di provare a discutere. Ma in fondo che di tutto ciò non frega a nessuno me lo aspettavo, figuriamoci…poi in tempi di vacanze si sa che la gente vuole solo divertirsi ed evitare di riflettere. Va beh, come ho detto sebbene sia evidente che tra chi mi segue o non frega nulla della politica o le idee sono decisamente filo leghiste la chiudo qui.

Prima però vorrei dire il mio pensiero su questo mantra che smuove milioni di persone ovvero il sovranismo. Il “padroni a casa nostra” che di fatto significa scaricare tutte le colpe dei nostri fallimenti sugli altri, siano essi gli stranieri “invasori” o gli europei brutti e cattivi che ce l’hanno tanto con l’italia e un giorno magari qualcuno mi spiegherà anche perché dovrebbero avercela col nostro paese.

Prendiamo ad esempio questo ultimo atto del governo che di fatto ribadisce che i porti sono chiusi. Da ora in poi il governo ribadisce che qui fa come gli pare perché è sovrano. Ma può farlo? Ok, io non sono un costituzionalista e nemmeno un giurista o un avvocato. Non sono nessuno però sulle cose ci rifletto e ne traggo conclusioni. Ad esempio, come cita il giornalista Mentana (ho anche controllato per scrupolo):

Ecco, questo articolo della convenzione di Ginevra dice l’esatto opposto del decreto sicurezza ovvero, quel decreto, per chiunque poi ricorrerà in un tribunale internazionale non ha alcun valore. E questo ci riporta al tema del sovranismo e del perché sia solo una bufala. E’ una grandissima bufala perché l’Italia come paese ha firmato dei trattati come appunto la Convenzione di Ginevra o quello sui diritti dell’uomo. E quei trattati hanno precedenza…sempre.

L’Italia inoltre fa parte della Comunità Europea a cui ha demandato parti di sovranità. Fa ancora parte della Nato dove di fatto è un paese a sovranità limitata per tutto ciò che riguarda la difesa. E’ un membro dell’ONU e quindi anche in quella sede ha accettato degli accordi che ne limitano la sovranità. Inoltre sempre a livello internazionale ha concordato una infinità di altri trattati con singoli stati o gruppi di essi ed in ognuno di questi trattati ovviamente vige la regola che per fare qualcosa dovrai comunque concordarla prima con gli altri e quindi significa che altri pezzi di sovranità sono limitati. Per non parlare delle leggi sulla navigazione…

Per fare un esempio cretino l’italia avendo firmato un concordato con lo Stato del Vaticano non può decidere da un giorno all’altro di prendersi il Vaticano con tutto ciò che c’è dentro. Lo facesse il Vaticano si appellerebbe all’ONU. Ecco, giusto per far capire come funzionano le cose e che se vuoi fare il sovranista a casa tua allora dovresti fare una scelta drastica: uscire da qualunque trattato ed organizzazione internazionale. Via dall’Onu, dalla Nato, dall’Europa (e dall’Euro…), uscire dalla convenzione di Ginevra, ripudiare la carta dei diritti umani e stracciare qualsiasi tipo di accordo internazionale.

Bene…in pratica significherebbe isolamento totale dal mondo cosa che nessun paese lo è del tutto…perfino stati come Corea del Nord o Iran hanno da fare i conti con la comunità internazionale e devono cedere la propria sovranità su determinate questioni tipo il nucleare. Ma i sovranisti de noartri, ignoranti come capre le sanno queste cose? Probabilmente i vertici si e se non le sapevano gliele hanno dette ma a loro fa comodo fingere di non saperle queste cose in modo da attirare gli allocchi che infatti aumentano a vista d’occhio.

Quindi, dato che nessuno è realmente cretino da pensare che un paese come l’italia possa fare davvero tutto da sola chiudendo i confini è ovvio che questo sovranismo è solo una bufala usata a fini propagandistici e che niente più Ong e Carole significa solo che quando arresterai il prossimo equipaggio e gli sequestrerai la nave multandola per un milione di euro quella organizzazione se i tribunali italiani non applicheranno le leggi internazionali allora si rivolgeranno a quelli internazionali e li…toccherà pure risarcirle quelle persone ed indovina un po’ a chi toccherà pagare?

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L’altalena…

Un giorno, mentre correvo, nell’uscire dal paese in cui di solito vado ed avvicinandomi ad una piazzetta con dei giochi per bambini vidi una scena per me simpatica e tenera. Per me. Evidentemente il mio sentire non va nella direzione di tutti gli altri. Ad ogni modo, ciò che vidi fu semplicemente una donna, certamente data l’ora presta anch’essa una runner che vedendo le altalene del parco aveva deciso di farci un giro!

Bene, come ho detto, per me la scena era simpatica e nemmeno per un centesimo di secondo mi è passato per la testa di interromperla o di rovinarla per un abbordaggio. E decisamente nel ruolo è evidente che scarseggio visti i miei scrupoli! Comunque guardandola li, spensierata la cosa che ho pensato è stata: avrà visto l’altalena ed ha voluto tornare bambina o magari da bambina non ce l’aveva ed in ogni caso mica faceva del male a nessuno e di certo la stava danneggiando. E chissà quanti hanno desiderato fare lo stesso…

Questo semplice ricordo mi è tornato in mente poco fa, leggendo un articolo che parla di Roma e delle sue nuove norme sul decoro urbano. Norme per altro sempre più simili tra le diverse città. Norme che a mio avviso confondono ciò che è parte del normale vivere con ciò che ad esempio è il vandalismo. Credo che le due cose siano diametralmente opposte ma evidentemente i fenomeni che ci governano e chiaramente le maggioranze dei cittadini sono di tutt’altro avviso.

Quella scena a cui avevo assistito ad esempio a Roma non potrà essere vista in quanto se la vedesse un vigile multerebbe l’adulto che fuori dalla età canonica adibita al gioco vorrebbe evadere dai propri impegni di cittadino modello consumatore. Cittadini che, guai se si siedono per le scale di Trinità dei monti…anche li…multa! Sedersi al sole, contemplare la città, magari fare amicizia…verboten! Di li ci si passa solo, poi te ne vai a via Condotti e spendi i soldi altrimenti pussa via straccione!

E che non ti venga in mente di mangiarti un panino, uno snack, un gelato…non sia mai…tutto proibito…sederti su una balconata…per carità…ormai nemmeno sulle panchine ci si siede più…cittadini…circolare! Ora, io davvero non so che genere di mondo state costruendo ma ve lo dico…quel mondo farà solo schifo. In nome del decoro (presunto) e della sicurezza vi state facendo portare via la gioia di vivere.

Aggiungiamoci poi anche ciò che stanno sperimentando (e che in parte è già realtà) con il riconoscimento facciale .Milioni di cittadini i cui dati verranno incrociati con le vostre interazioni social e nel web e la società distopica perfetta è servita. Sto esagerando? Beh, a Tokio il sistema sarà attuato per le prossime Olimpiadi. In quel caso servirà solo per velocizzare gli accessi ma…nulla vieta che quei dati potranno poi essere usati anche per un controllo più intenso, specie in stati sempre più orientati ad una destra reazionaria. Magari guarderanno quante birre ti bevi e chissà che altro…

In Cina ad esempio stanno sperimentando una sorta di cittadinanza a punti…non paghi in tempo una multa? Perdi punti. Vai ad una manifestazione di protesta? Perdi punti. Frequenti brutte compagnie? Perdi punti. Più punti perdi e meno diritti avrai fino alla totale emarginazione. Provate ad immaginare persone che di colpo smettono di frequentarvi perché ciò danneggerebbe il loro punteggio. Un mondo di alienati, non più persone libere di vivere ma consumatori obbligati a produrre e basta.

E non è detto che debba solo essere una cattiva persona ma potrebbe anche essere una che semplicemente rivendica diritti o che magari protesta per torti subiti o che magari orrore orrore ha salvato una vita umana in pericolo… E già, perché tanto per non farci mancare nulla, giusto ieri i due partiti più idioti che il mondo abbia mai conosciuto ma anche i più votati ha partorito il secondo vergognoso decreto di legge che di fatto dice che se salvi una vita sei un criminale e se vai ad una manifestazione interrompendo un servizio idem. Lo sciopero te lo scordi.

Ecco, questo è il fantastico mondo che state realizzando e dico state perché sia chiaro, io me ne dissocio. Quando un giorno, perché statene certi, prima o poi arriverà quel giorno, quando un tribunale internazionale condannerà questa nazione per crimini contro l’umanità saranno le vostre coscienze che dovranno ribollire sempre che ne abbiate una. Io per l’appunto ce l’ho e mi dissocio da questa follia. Criminale è chi commette un crimine non chi si presume possa farlo. In nome di una sicurezza presunta avete realizzato un mondo disumano…avanti così…

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L’amministratore…

Facciamola semplice…un piccolo sforzo di immaginazione…vivete in uno di quei grossi condomini la cui gestione è affidata ad un amministratore che, periodicamente, in seguito a riunioni condominiali decidete se confermare oppure no. Di fatto lui non va mai dimenticato è un vostro dipendente…voi…insieme agli altri condomini lo pagate affinché si occupi di gestire il vostro condominio. Chiaro no?

Ottimo, ora immaginate se questo vostro dipendente che lavora per voi ha già lavorato anche in passato e che ad un certo punto si fosse rubato che so una bella sommetta, magari un 49 mila euro che facevano parte di una somma che sarebbe servita per dei lavori mai eseguiti. Soldi vostri che avete pagato e che…puff…però lui dice che ve li ridarà entro il prossimo secolo…

Immaginate anche che, oltre a non fare quei lavori ed essersi fottuto i vostri soldi, questo amministratore che certamente dovete amare alla follia stia di continuo in giro per la città o in altri condomini ma mai nel vostro dove nel frattempo ci sono finestre rotte, portone difettoso, tegole che cadono, l’antenna che non prende nessun canale tv, le pulizie che non vengono fatte…insomma un macello!

E che fa questo amministratore? Si impegna forse a risolvere i vostri problemi? Certo! Voi non lo vedete ma lui ogni giorno a tutte le ore è li su Tweetter che pensa a voi! Ed ogni giorno sbraita (lui!) indignato prendendosela con l’amministratore del condominio di fronte…che indecenza…hanno ritinteggiato che spreco di soldi…e quell’altro…ha assunto delle persone di un altra città con tanti giovani del nostro condominio a spasso!

Se la prende con tutti, con i condomini dell’altro condominio che parcheggiano nello spazio comune che appunto è comune…che ognuno parcheggi a casa propria! Se la prende con gli operai del comune che hanno riasfaltato ma da voi non sono venuti…certo…nessuno gli ha chiamati…ma lui sbraita e vomita odio con chiunque…non fa nulla eccetto che twittare odio ma voi lo amate…il vostro palazzo cade a pezzi ma la colpa e di tutti gli altri condomini della zona ovviamente…

C’erano problemi di sicurezza, macchine danneggiate, furti e avevate deciso di pagare un servizio di vigilanza ma poi scoprite che la vigilanza spesso non c’è perché non viene pagata e quando dovrebbe esserci in realtà accompagna a scuola il figlio dell’amministratore perché si sa un papà ha le sue necessità. E lui sbraita e tweetta che le quote condominiali costano troppo, bisognerà abbassarle, soprattutto a quelli dei piani alti con gli attici che è giusto paghino quanto se non meno di chi sta nei seminterrati…solo per arrivarci lassù…una fatica…è giusto no?

E che dire di quelli dei piani alti, sempre a far feste, che portano danni, rumore? Per non parlare della immondizia lasciata dove capita come i loro suv che occupano due parcheggi? Ah il nostro amministratore si fa sentire! Lui tweetta e sbraita e se la prende con il vero colpevole…tutta colpa del nuovo inquilino…da quando è arrivato non si capisce più nulla…ovvio, la colpa è solo sua, nemmeno ancora ci abita nel palazzo ma basta guardarlo in faccia per capire che è lui il colpevole!

Insomma, un perfetto nullafacente ma abilissimo a far vedere che lui c’è anche se non lo vedete mai. Perfino alla riunione di quartiere nessuno lo ha mai visto e così tutti gli altri palazzi avranno i lavori per la fibra ottica ma il vostro no! E lui tweetta…colpa degli stranieri…colpa degli altri amministratori che ce l’hanno con lui…il solito complotto, se la prende con chiunque, dalla parrocchia al sindaco e voi lo amate per questo…che uomo forte e deciso…lo riconfermerete ancora vero?

Ottimo! O meglio…la situazione è sempre più drammatica ma voi ormai non siete più in grado di rendervene conto e credete davvero che la colpa sia di tutti tranne che la sua e la vostra! Naturalmente non vi passa nemmeno per la testa che avete affidato il vostro condominio ad uno che non ha mai lavorato in vita sua e che non ha nessuna competenza riguardo ad amministrazione, regolamenti, leggi e che anzi infrange egli stesso di continuo perché tanto ha il vostro appoggio!

La verità è che la crisi di questo paese è cominciata proprio quando vi hanno fatto credere che chiunque potesse ricoprire incarichi di governo e che la politica non dovesse essere un mestiere ma una cosa da poter affidare a chiunque lo volesse. Come se ad operare al cuore ci metteste un imbianchino o a pilotare un aereo ci metteste un ballerino. Per carità, nessuno dice che un imbianchino o un ballerino non abbiano la loro dignità lavorativa ma far politica presuppone studi e competenze diverse.

E soprattutto far politica presuppone, oltre naturalmente le capacità e l’onestà, anche e soprattutto il rispetto per un ruolo istituzionale. Si chiama senso dello Stato ed è un qualcosa che deve essere parte integrante di ogni politico sia esso di governo o di opposizione. Un politico di opposizione non da dei vaffanculo ma interpreta i vaffanculo e li trasforma in proposte politiche concrete ed alternative.

Il politico di governo non fa il bullo, non passa il tempo sui social, non insulta nemici, indiziati, avversari, alleati ma mette le sue capacità al servizio di tutti i cittadini (TUTTI) rispettando le altrui competenze e lavorando per gestire (GESTIRE) la cosa pubblica nella sua sfera di competenza. Un ministro lavora per tutti e non per se stesso. Un ministro non usa lo Stato per i suoi fini. Un ministro non diventa padrone ma resta servitore. Questo avviene nelle democrazie avanzate (e nei condomini)…se non avviene, se apparati dello stato iniziano a lavorare per qualcuno invece che per tutti noi allora non è più una democrazia…vedete voi se vi conviene…

https://www.repubblica.it/politica/2019/07/31/news/moto_acqua_giornalista_minacce_salvini-232435434/

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Il senso di Pinocchio per la giustizia…

Se dovessimo descrivere le caratteristiche salienti di Pinocchio senza ombra di dubbio potremmo dire che le sue due peculiarità sono sia quella di essere un gran bugiardo e sia quella di essere un burattino giusto? A me queste due caratteristiche, se penso a certi comportamenti messi in atto da una consistente fetta degli italiani mi fa proprio pensare che il nostro sia un popolo di Pinocchi.

Bugiardi all’ennesima potenza soprattutto con se stessi e lo sono talmente tanto che venerano e santificano chi della bugia sistematica ne fa un arte riconoscendolo come loro guru di riferimento. Sono così bugiardi che alla fine finiscono davvero per credere a ciò che dicono e non è facile! L’apoteosi la raggiunsero quando certificarono che una fessacchiotta attratta dal danaro, dallo sfarzo e dal potere, sebbene fosse anche minorenne poteva benissimo essere la nipote di un certo presidente egiziano…

La bugia è nel DNA di ognuno di loro ed arrivano a vette talmente alte che a menzogna smentita tutt’al più corrisponde un alzata di spalle…figuriamoci…la vergogna? Ma figurati…hai detto che non lo conoscevi ma centinaia di foto e testimoni ti hanno smentito? E allora? Sticazzi…la menzogna qui è una caratteristica nazionale su cui costruire consensi e fortune altroché vergognarsi!

Oltre che bugiardi però, sono appunto anche un popolo di marionette, facilmente manipolabili. Come le marionette i cui fili sono sapientemente mossi dal manipolatore essi ovviamente hanno una testa. Questa si muove pure ma di fatto è vuota! Mica pensa! Pensare stanca! Riflettere? Ma quando mai?! Il manipolatore ti dice esattamente cosa fare, come muoverti e tu da buon burattino esegui…al massimo se qualcuno un giorno te ne chiederà conto, da buon bugiardo dirai che non eri li…

All’apparenza però questo burattino ha una caratteristica che lo rende unico: il suo altissimo senso per la giustizia! Su quello non ce n’è per nessuno! E’ sempre in prima linea, sempre sui social a seguire campagne, soprattutto quelle d’odio o denigratorie! Non ne perde una! Ovviamente da buon burattino segue quelle che gli dicono di seguire ed ignora beatamente quelle che, in contesti sociali diversi e più sani, sarebbero giuste. La sua morale è non avere una morale.

Ecco, da buon analfabeta funzionale ha dei problemi con i termini e, tra giusto, giustizia e giustizialismo non è che ci capisce poi tanto. Anche perché in primo luogo la giustizia a cui anela è quella che mira a distruggere qualcuno! Poi ovviamente è giustizia amata se tocca gli altri perché da bravo bugiardo egli ignora che è il primo a fregarsene delle regole che infrange sistematicamente. Figuriamoci se si fa scrupolo di non farsi far fattura dall’idraulico o di raccomandare il figlio corrompendo qualcuno! Lo fanno tutti del resto! Ma se però può riversare il suo odio contro magari l’ex sindaco Marino di turno è li in prima fila…dagli all’evasore…la panda…gli scontrini…a morte!

Il nostro Pinocchio in buona sostanza segue i fili e se ne frega se qualcuno ha rubato soldi (tanti tanti…), se frequenta ultras, esponenti di dubbia reputazione, gente che ha corrotto, implicata in scandali…figuriamoci…il suo senso della giustizia è molto elastico…ieri urlava contro la casta, contro i corrotti, inneggiava a mani pulite perché quella era la corrente da seguire e quando c’è un rogo in piazza ed una strega da bruciare lui ama essere li. A sputare veleno. Ma se il burattinaio ti dice di guardare altrove allora ti adegui! Riesci pure ad indignarti se una sotto la maglia non porta il reggiseno se ti dicono di farlo! La famosa pagliuzza nell’occhio e trave nel culo.

Ora ti stai indignando per una vicenda di cronaca, per altro complessa, le cui verità per forza di cose dovranno essere ricercate con tatto e pazienza…proprio perché vi sono di mezzo minori ma tu sei già sul piede di guerra! Ti hanno detto che devi indignarti e lo fai con solerzia! Fremi per assistere al linciaggio! E allora Bibbiano? E inizi a mettercelo ovunque come il prezzemolo…ma hai visto che rigore ha sbagliato? E allora Bibbiano?! Ehi…c’era lo Stop, ti dovevi fermare! E allora Bibbiano? Ovunque lo metti. I bambini sono sacri e la giustizia non può lasciare quelli del piddì impuniti!

Che poi, ad essere obiettivi, che il piddì c’entri una emerita ceppa con tutto ciò essendo una vicenda tutt’altro che politica a te non frega nulla. A ben guardare ragionando con quel metro di giudizio allora il partito delle cinque stelle che diede dei finanziamenti a delle onlus sarebbe altrettanto colpevole! Ma ragionare così è un non ragionare. La politica non c’entra nulla. E’ un fatto di cronaca e va appurato. Stop. Stanno indagando, aspettare una sentenza noo?? Che il sindaco del paese è indagato per abuso d’ufficio non c’entra nulla e speculare sulla vicenda a fini politici è palesemente solo un gioco di fili del burattinaio che, evidentemente, non avendo altre navi da colpire è a corto di diversivi…Maledette zecche tedesche, quando servono non ci sono mai…

Ma il burattino non se ne accorge…i bambini sono piezz’e core…non si toccano…peccato solo che il senso della giustizia del pinocchietto di turno gli faccia dimenticare che per altri bambini non mostra altrettanto senso di giustizia. Forse perché sono colorati e colorati non vanno bene? E non si pone nemmeno scrupoli quando altri bambini qualcuno non vorrebbe farli vaccinare per le sue fisime da complottista. O quando il marionettista con un abile mossa toglie soldi da dare alle scuole che continueranno a cadergli in testa. E no…il burattino non pensa…esegue. Fino al prossimo spettacolo perché ci sarà sempre un prossimo spettacolo al circo italia e il burattinaio lo sa…

Mastro burattinaio,
sto manovrando i tuoi fili
Avvolgendo la tua mente
e frantumando i tuoi sogni
Accecato da me
non riesci a vedere niente
Devi solo chiamarmi per nome,
perché ti sentirò gridare
Maestro – Maestro
Devi solo chiamarmi per nome,
perché ti sentirò gridare
Maestro – Maestro
Maestro, maestro,
dove sono i sogni
che prima avevo?
Maestro, maestro,
hai promesso solo menzogne
Risate, risate,
tutto ciò che vedo o sento sono risate
Risate, risate,
ridendo delle mie grida

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Duetti sublimi

A me il caso è sempre piaciuto. La vita stessa la vedo incentrata sul caso e come risultato finale di infinite possibilità che determinano infiniti eventi. Va beh, sto divagando! In realtà questa piccola premessa era solo per dire che amo il verificarsi di determinate coincidenze e stamattina, nella mia quotidiana uscita sull’onda della musica che ascoltavo nei miei auricolari con la play list impostata in modalità random (così non mi stanca mai!) si sono affilate tre canzoni che avevano tutte una cosa in comune: sono brani cantati in coppia da una voce maschile ed una femminile.

Non è una cosa usuale nella musica. Di solito i gruppi rock che sono quelli che ascolto maggiormente hanno dei cantanti ma per lo più o sono tutti maschili o magari hanno una voce femminile e seguono sempre lo stesso copione. Però ogni tanto magari capita che per qualche evento si incontrano cantanti di gruppi diversi ed allora si verifica che cantino insieme stabilendo una coppia estemporanea. L’equilibrio che si raggiunge in questi casi a me piace davvero tanto e penso che sia un peccato non averne di più.

Tornando a stamattina, la prima canzone che è saltata fuori è stata Summer wine cantata dalla cantante dei The Corrs (Andrea Corr) e da Bono degli U2. Due voci davvero molto belle che insieme si sposano a meraviglia! La canzone per altro fu cantata anche da Nancy Sinatra & Lee Hazlewood ma a me piace di più la versione che ho io.

La seconda canzone ad affilarsi invece è stata Pure Love cantata insieme da Zucchero e dalla scomparsa Dolores O Riordan leader vocalist dei The Cranberries. Anche questo brano molto bello, due voci con capacità armoniche eccezionali che insieme stanno benissimo!

La terza canzone uscita è decisamente diversa ma io ascolto si rock ma non disdegno anche altri generi a patto che vi sia qualità. E in questo duetto di qualità ce n’è talmente tanta che non potevo non averla nella mia raccolta musicale! Il brano è ‘Cu ‘mme, cantato in uno storico duetto da Mia Martini e Roberto Murolo con l’orchestra di Enzo Gragnaniello. Un brano che ogni volta che lo ascolto mette i brividi con una interpretazione vocale che lascia a bocca aperta e una Mia Martini che raggiunge vette inarrivabili!

Beh, che dire…è stato davvero un bel trittico la cui probabilità di verificarsi credo fossero davvero basse ma è successo e mi ha tenuto come in trance per un bel pezzo di strada! E niente,vi piacciono? Vi piacciono i duetti in generale? Ne avete di preferiti o da suggerirmi? Personalmente non ne ho altri ma ce ne sono un paio che ricordo non male e qualcun altro che non riesco a ricordare ! Tra quelli appena cercati metterei un Battiato e Alice, I treni di Tozur , Pierangelo Bertoli e Fiorella Mannoia – Pescatore, Queen & Annie Lennox & David Bowie – Under Pressure, Tina Turner & Rod Stewart – “Get Back” , Freddie Mercury & Montserrat Caballé, Barcelona, Bocelli e Giorgia- Vivo per lei, Mina e Celentano – Acqua e sale , Lisa Stansfield, Barry White – All Around the Worlde va beh, mi fermo qui…vediamo che mi dite!Ah…Al Bano e Romina no eh! 😀

Scinne cu ‘mme

Scendi con me

nfonno o mare a truva’

Infondo al mare a trovare

chillo ca nun tenimmo acca’.

Quello che non abbiamo qui

Vieni cu mme

Vieni con me

e accumincia a capi’

E comincia a capire

comme e’ inutile sta’ a suffri’.

Come è inutile stare a soffrire

Guarda stu mare

Guarda questo mare

ca ci infonne e paure

Che ci infonde le paure

sta cercanne e ce mbara’…

Sta cercando di insegnarci

Ah… comme se fa’

Come si fa

a da’ turmiento all’anema

A dare tormento all’anima

ca vo’ vula’?

Che vuole volare

Si tu nun scinne a ffonne

Se tu non scendi a fondo

nun o puo’ sape’!

Non puoi saperlo

No… Comme se fa’

No, come si fa

adda piglia’ sultanto

A prendere solo

o mare ca ce sta’

Il male che c’è

eppoi lassa’ stu core

E poi lasciare questo cuore

sulo in miezz a via.

Solo per la strada

Saglie cu ‘mme

Sali con me

e accumincia a canta’

E comincia a cantare

insieme e note che l’aria da’.

Insieme alle note che l’aria da

Senza guarda’

Senza guardare

tu continua a vula’

Tu continua a volare

mientre o viento

Mentre il vento

ce porta la’.

Ci porta la

Addo ce stanno

Dove ci sono

e parole chiu’ belle

Le parole più belle

che te pigliano pe mbara’…

Che ti prendono per insegnarti

Ah… Comme se fa’

Come si fa

a da’ turmiento all’anema

A dare tormento all’anima

ca vo’ vula’?

Che vuole volare

Si tu nun scinne a ffonne

Se tu non scendi a fondo

nun o puo’ sape’!

Non puoi saperlo

No… comme se fa’

No, come si fa

adda piglia’ sultanto

A prendere solo

o mare ca ce sta’

Il male che c’è

eppoi lassa’ stu core

E poi lasciare questo cuore

sulo in miezz a via

Solo per la strada

Ah… Comme se fa’

Come si fa

a da’ turmiento all’anema

A dare tormento all’anima

ca vo’ vula’?

Che vuole volare

Si tu nun scinne a ffonne

Se tu non scendi a fondo

nun o puo’ sape’!

Non puoi saperlo

No… comme se fa’

No, come si fa

adda piglia’ sultanto

A prendere solo

o mare ca ce sta’

Il male che c’è

eppoi lassa’ stu core

E poi lasciare questo cuore

sulo in miezz a via!!

Solo per la strada

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E allora il…bidet?

Ve li ricordate i vostri litigi all’asilo? Attacchi e risposte l’una più strampalate dell’altra, senza alcun nesso ne ragionamento logico, litigi puramente fatti in nome della propria smania di dimostrarsi superiori…io ti do un pugno…io te ne do due…io allora uno più di te e così via, senza criterio! Ecco, oggi, soprattutto nei social accade lo stesso solo che, i tempi dell’asilo dovrebbero essere finiti da un pezzo! Ed invece no…a quanto pare se normalmente si cresce, ci si evolve, si diventa più maturi nella realtà ciò non è avvenuto! Anzi…a leggere certe cose pare ci sia stata una marcata involuzione se ancora c’è gente che crede di dover fare discussioni rimarcando chi ce l’abbia più lungo. Tipici atteggiamenti da bulli insomma.

Recentemente è capitato di avere una discussione e niente, le dinamiche sono sempre le stesse. Se ti ci trovi invischiato è un po’ come finire in un buco nero dove tutto viene risucchiato. Uno all’inizio non se ne accorge, c’è un argomento, prova a discutere, a dare le proprie opinioni ma poi nulla, c’è poco da fare e inizi a perdere la pazienza quando inizi a leggere cose farneticanti o una certa terminologia razzista di chi evidentemente ha dei problemi con i colori. Ma oltre a ciò, la dinamica della cosa, fateci caso, di solito prevede che se tu stai provando a ragionare con pincopalla inevitabilmente arrivino a suo sostegno anche tizio caio e sempronio!

Per carità, non ci sarebbe nulla di male se non fosse che i loro interventi inevitabilmente sono volti a denigrarti. Non ti conoscono, non sanno nulla di te ma loro da poche righe hanno deciso che tu sei un ignorante, che tu non sei degno di stare con loro perché fondamentalmente tu non capisci un cazzo! E per carità, può anche darsi che sia vero ma…se stiamo discutendo di qualcosa magari prova ad argomentare e dimostramelo che forse ne sai più di me! Ma nooo…figurati…loro nemmeno leggono quel che dici, figurarsi se ti rispondono argomentando!

Le loro risposte saranno solo volte a distruggerti e screditarti! Cosa hai letto? Eccola la…devono fare la gara a chi ne sa di più, a chi ce l’ha più lungo…è più forte di loro! Ma poi inevitabilmente arriva la perla immancabile che è una frase standard buona per ogni stagione a cui puoi cambiare il soggetto ma che di fatto ti fa capire che di fronte hai degli idioti. La frase è sempre questa: “e allora il” che di volta in volta appunto diventa e allora i marò? E allora le foibe? E allora Stalin? E allora il piddi? E allora Bibbiano? E allora sto cazzo ce lo vogliamo mettere pure lui?

Che poi vaglielo a far capire a questi idioti che se stai discutendo di una cosa non è che quella cosa diventa meno brutta o più brutta solo perché in passato o adesso qualcuno ha fatto qualche altra cosa! E non è che se uno si dice antifascista è necessariamente un fan di Stalin anche perché semmai, il contrario del fascismo è la democrazia fino a prova contraria. E se critico un governo di dementi non significa che io parteggi per un altro partito di dementi che per inciso non ho nemmeno mai votato! Quindi, se discuti con me, discuti nel merito delle cose perché rispondermi e allora il piddi non è una risposta e a quel punto se vuoi sapere cosa leggo io ti rispondo Topolino ma mi sono laureato studiando su Le Ore idiota!

A proposito di idioti, che ormai sono ovunque peggio dell’invasione degli ultracorpi sempre in questi giorni ne ho viste due (tra tante) che mi hanno proprio dato fastidio. Ma non per la stupidità in se ma perché mi sono detto: ok, è vero, siamo senza speranze, l’istruzione in questo paese ha miseramente fallito e l’italiano è fondamentalmente un analfabeta funzionale che proprio non ce la fa a capire quel che legge ma, nonostante non capisca pensa di poter dare comunque giudizi e sentenze e…lo fa…nel modo più becero possibile.

Primo caso. Un articolo parlava di uno studio statistico dell’Istat sull’andamento decrescente della natalità nel nostro paese. Bene, nell’articolo sulla base di diversi dati incrociati si diceva che uno dei motivi di ciò era la sempre meno presente fecondità delle donne. Apriti cielo! Una valanga di commenti da restare esterrefatti. Di due specie. La prima che prendeva di mira l’Istat, ritenuto un ente inutile, da sopprimere fatto da gente pagata coi soldi nostri per dire cazzate come questa…e stendiamo un velo pietoso… La seconda invece che palesemente ha dimostrato di non conoscere affatto il significato della parola fecondità scambiata evidentemente con fertilità. Se le cose non le sai salle…o almeno stai zitto…no…loro insultano…ed eleggono…

Secondo caso. Morto lo scrittore Camilleri vi sono diversi articoli sulla sua scomparsa. Sorvolo sugli insulti. Ma, su uno di questi articoli, vi era una citazione dello scrittore dove a domanda su cosa sarebbe voluto rinascere aveva risposto sarei voluto essere una bambina di due anni perché quella sua innocenza la trovo affascinante. Putiferio! La gente si è letteralmente scatenata. Gli hanno scritto e detto di tutto, ritenendolo un pedofilo. Perché oltre ad ignorante sta gente è decisamente cattiva e nella loro cattiveria non si sono fermati nemmeno un centesimo di secondo a pensare che quelle parole avevano un significato neutro, puro, il fascino era un qualcosa di alto, volto all’esaltazione di una condizione di innocenza propria di una età spensierata perché senza malizia. Il sesso in tutto questo che cazzo c’entrava?

Ieri rispondendo ad un commento l’interlocutrice in un blog mi ha chiesto: allora pensi proprio che non ci sia più speranza? No, non c’è più alcuna speranza perché si è arrivati ad un imbarbarimento della società che non ha precedenti. La gente è carica di frustrazioni, di risentimenti, di odio, di cattiveria, di invidia, di malignità e non trova sbocchi se non quello di esercitare la violenza, di norma verbale ma, come purtroppo la cronaca insegna ormai anche sempre più fisica. No, non c’è speranza a meno che, tutta sta massa di idioti non decida di ammazzarsi tra loro e magari a quel punto chissà, forse dalle macerie qualcosa rinascerà.

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Tigro

Tornai da qualche lavoro arrivando a casa una notte di diciotto anni fa quando, parcheggiata l’auto e sceso per incamminarmi al portone di casa mi si avvicinò una palletta pelosa emettendo il suo miagolio inconfondibile. Pensavo appartenesse a qualche inquilino del condominio e gli feci una rapida carezza mentre zaino in spalla aprii il portone. Mi seguii…piccino piccino si fece tutte le scale…primo piano…secondo…terzo. Non sapevo che fare, entrai in casa e mi seguii. Va beh, se è di qualcuno domani si vedrà mi dissi. Restò la notte con me e di fatto non è mai più andato via!

Una volta, un mattino, rientrando a casa me lo trovai li davanti il portone, aveva il musetto insanguinato e mi guardò miagolando con la espressione di uno che dice ehi si, lo so…ho fatto una cazzata! Probabilmente era salito sulla ringhiera del balcone dove ho la veranda ma non era più riuscito a girarsi per tornare indietro e così semplicemente volò giù. Atterrando, nell’ammortizzarsi avrà sbattuto il muso ma a parte ciò non si fece nulla. Un bel volo davvero. Lo riportai a casa!

Ne ricordo tanti altri di episodi. Da perfetto gatto si lasciava amare ma ricambiava a modo suo. Certo, da piccolo era sempre alla ricerca del gioco, crescendo faceva il gatto. Quando però stavo male veniva sempre, si metteva vicino e restava tutta la notte accanto. Come un paio di anni fa quando un virus intestinale mi mise letteralmente ko tanto che ad un certo punto, mai successo in vita mia prima, di colpo svenni crollando a terra come un sacco vuoto. Quando mi ripresi e mi sdraiai a letto lui era li ad elargirmi le sue fusa ed il suo calore. Empatia pura, un dare senza pretendere nulla. Molto meglio di tanti esseri disumani…

Ieri mi ha lasciato. Mi stavo preparando alla cosa da tempo perché 18 anni li aveva e si vedeva. Quando era in perfetta forma era arrivato a pesare 7 chili e 400 grammi. Era enorme, era proprio a mia misura. Era il classico gatto buono che gli potevi fare di tutto perché aveva piena fiducia. Gli piaceva mordicchiarmi e gli piaceva che gli mettessi una mano sulle zampe così che lui la togliesse e mettesse sopra ed io facessi altrettanto fino a che, lo facevo vincere e lui restava così con la zampa sulla mia mano. E restava li tirando fuori la lingua per un pezzettino. Mi faceva troppo ridere quando si metteva con la lingua così.

Ma nonostante fossi preparato è difficile lo stesso. Certo, non è un parente o un amico che se ne va ma lui era di casa e la casa la riempiva ed era una certezza. Quando partivo sapevo che tornando l’avrei trovato li ad aspettarmi. Erano delle quotidianità consolidate come quando mi alzavo al mattino ed aprendo la porta della cucina lo trovavo li, mi fissava e mi faceva il suo saluto quotidiano. Era proprio un buongiorno perché magari tornavi dopo un ora e la scena non si ripeteva. Era il suo modo per dire…ehi…sto qua! E stamattina invece non c’era più e dovrò abituarmi a questa e tante altre cose che non saranno più le stesse. E’ la vita giusto?

Ieri sera dopo avergli fatto una cassetta ho scavato una buca non senza fatica tra pietre, terra dura e radici (solo nei film ci sono ste scene che ti scavano in un attimo buche di 2 metri per due di profondità come se nulla fosse…) e l’ho messo li. Sotto il ciliegio che ho davanti casa. E’ rimasto solo il corpo che ho carezzato per l’ultima volta dopo che ieri, anche per il caldo, ha smesso di esserci. Resta materia inanimata ma l’energia vitale chissà che fine ha fatto. Sono triste anche perché l’altro ieri ero stato dal veterinario e qualche speranza di averlo ancora l’avevo. Ma era davvero stanco e troppo smagrito da reggersi a fatica. E niente, ciao Tigrone e grazie per avermi scelto, siamo stati bene in questi anni.

Ps vi chiedo scusa, per questa volta il post sarà unidirezionale e non sarà possibile commentare e del resto che dovreste dire? E a me non va nemmeno di essere consolato o peggio compatito. Ma so che chi mi conosce capirà così come io so che mi avreste detto solo belle cose.

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Karma, la immagino così…

Come in quei film in cui si sovrappongono sequenze che mostrano degli avvenimenti che avvengono in contemporanea, eventi apparentemente indipendenti tra loro ma che, man mano che la narrazione prosegue, delineano la storia.

Immagino la scena iniziale, grosso yacht carico di festanti politici italiani circondati da nugoli di escort, alcol che scorre a fiumi e magiche polverine che tirano su. Il nonno ottuagenario, in carrozzella ma ancora sul pezzo…anzi sui pezzi di figa che lo circondano come ai vecchi tempi in cui dominava la scena politica. Nel salone principale non lontani un nugolo di fascistoidi tra cui la cocomera che se la gode coi suoi slave.

Naturalmente non manca l’uomo forte del momento, Selfini, tutto tronfio come sempre immerso in una vasca colma di Nutella con un paio di veline che gli si strusciano ammiccando a cui ha già promesso la conduzione del tiggitre. Musica a palla, una mega orgia prosegue ininterrottamente già da ore. Si festeggia l’ennesima vittoria politica che gli italiani hanno loro regalato. Senza ormai più avversari si godono il potere, i soldi e tutto va a meraviglia!

In contemporanea, non molto lontano è in atto una esercitazione della Marina, il tenente addetto al tiro ha inquadrato un panfilo, se solo volesse gli basterebbe il clic del mouse per far partire il missile ma naturalmente non è certo il caso, in fondo quella è solo una esercitazione, nella cabina di controllo altri seguono le operazioni ignari di quel che sta per succedere quando di colpo tutti gli schermi radar si oscurano…

Nella stanza ovale si segue con trepidazione l’evolversi della situazione, ormai il presidente ha dato l’ordine e il gruppo di attacco nel Mediterraneo è partito pronto per infliggere il proprio castigo. Gli aerei a copertura della flotta viaggiano in modalità stealth e le contromisure elettroniche hanno azzerato ogni tipo di comunicazione nel raggio di miglia. Nessuno può vederli, nessuno al di fuori della flotta può comunicare se non sui canali criptati.

Cosa potrebbe andare storto? Ad un certo punto uno dei caccia inizia ad avere un problema. Il pilota è alle prese con un malfunzionamento di tutto il sistema, dovrà necessariamente far rientro su una delle portaerei ma prima, come di prassi, dovrà disfarsi del carburante e del carico di ordigni e così fa…

Uno degli ordigni in caduta libera centra la fregata della Marina…vi è un esplosione ed un incendio, i sistemi elettronici sono danneggiati, il missile che non sarebbe dovuto partire invece parte senza che nessuno possa far nulla per fermarlo. Nella sua memoria il target è acquisito ed è solo questione di attimi…

Lo schianto è devastante…la prua dello yacht viene disintegrato in un boato infernale. Il comandante lancia immediatamente la richiesta di soccorsi ma…non può sapere che nessuno lo potrà ricevere! In pochi minuti l’equipaggio raccoglie i feriti ed i sopravvissuti e li trasferisce nelle scialuppe di salvataggio. Gli ospiti fino a pochi minuti prima festanti sono in balia del mare.

I soccorsi sono tutti diretti verso la Fregata della Marina che attorniata dalle altre navi da guerra subito viene rimorchiata e messa in sicurezza. Non si riesce a capire cosa sia accaduto ma i danni sono ingenti così come vi sono diversi morti e feriti. Tutti quelli che potevano sapere di quell’imbarcazione sono deceduti. Si sa che è stato lanciato un missile ma nessuno ha idea del come e del perché o del dove sia finito. In ogni caso nessuna delle altre navi ha ricevuto alcuna richiesta di soccorso…

Le correnti sono forti e spingono le scialuppe di soccorso verso sud, stranamente nessuno ha risposto all’sos ed i membri dell’equipaggio non sanno darsi spiegazione di ciò ne del perché siano stati colpiti da un missile. Un attentato terroristico probabilmente. E’ quello che pensa e dice un incazzatissimo Selfini che non ha potuto finire la sua Nutella ma quando tornerà a casa ah se lo sentiranno…tutta colpa dei comunisti, dell’Europa, di Soros, quel frocio di Macron, di quei buonisti che hanno fatto entrare tutta quella gente negli anni passati ed ecco i risultati…terroristi miscredenti…li caccerà via uno ad uno…la misura è colma!

Dopo diversi giorni e notti in mezzo al mare, anche agitato, finalmente all’orizzonte la sagoma di una nave con la prua diretta verso di loro! Finalmente! Sono salvi! La nave avanza riducendo sempre di più la distanza tra le urla di gioia dei fascisti che già pregustano le mazzate che daranno a tutti quei terroristi di immigrati e perché no, anche ai rom ed ai centri sociali…maledetti sinistrorsi di merda…ah se la pagheranno! Ma finalmente ecco che la nave si appresta ad accostarsi…

Sea Whatch 3! Alla vista del nome della nave per un attimo i naufraghi restano li perplessi e tornano alla mente vicende passate. Una donna li guarda con compassione dall’alto del ponte di comando. Prende il microfono ed inizia a coordinare le operazioni di salvataggio…mi chiamo Carola, sono il capitano della nave, non temete, verrete presto tratti in salvo…

Non passano nemmeno dieci minuti che tronfio come al solito Selfini incrocia lo sguardo con il capitano che naturalmente lo riconosce ma lei non fa distinzione tra naufraghi anche se, sotto sotto, li ributterebbe volentieri a mare magari con dei sassi legati per bene ai piedi! No, non posso portarvi in Italia…i porti sono chiusi…le navi che trasportano naufraghi vengono respinte….ma io sono Selfini…il capo…mi faccia parlare con la capitaneria di porto più vicina…non si può…tutte le comunicazioni sono disturbate, sono diversi giorni che è impossibile comunicare!

E sticazzi, mi riporti subito in Italia, troverò il modo di farmi ricevere…no…mi è bastato e avanzato…si scordi l’Italia…io li non ci rimetterò più piede…sono persona non desiderata ed ho avuto un decreto di espulsione…guardi…in ogni caso l’Italia non accetta più naufraghi…ma io sono Selfini…non sono uno sporco negro africano terrorista…mi porti in Italia cazzo! No, non posso…lo dice la vostra legge…verrete condotti al porto più vicino e li sbarcati…li senz’altro avrete i vostri amici a darvi una mano!

E quale cazzo sarebbe il porto più vicino? Ah beh, siamo a 30 miglia da Tripoli…ed ora mi scusino…devo lavorare!

E niente…pare che Selfini appena sbarcato a Tripoli insieme ai suoi sudici compagni sia stato prima arrestato e torturato per giorni dalle milizie e poi, lo hanno rivenduto ad una carovana di Tuareg che a sua volta lo ha ri-venduto ad un allevamento di cammelli dove viene impiegato per “rifar la punta” ai cammelli che, inculandolo si eccitano e poi vengono messi a fecondare le cammelle. Degli altri membri della combriccola non si hanno notizie se non di un vecchio rincoglionito in carrozzina che sostiene di essere l’inventore del bunga bunga e che gira per tutta l’Africa correndo dietro ad ogni donna che vede…ma deve essere solo una leggenda…

Intanto in Italia, nessuno riesce a spiegarsi come nel nulla sia sparito l’intero governo italiano e nella totale incertezza ci si appresta ad indire nuove elezioni.

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Sempre più schifato…

Avrei tante cose da dire ma a che servirebbe? A chi le direi? Leggo commenti in giro ogni giorno più carichi di odio e di cattiveria su quel che accade come se ci fosse una gara a chi sputa più lontano e a chi la dice più grossa. Vedo sempre più gente senza cuore e senza cervello. Cristiani si definiscono con orgoglio nazionale, strepitano se si pone la fine alla crescita di un organismo cellulare nemmeno ancora accennato ma voltano le spalle alla miseria di individui veri, pretendendo che essa venga delocalizzata altrove perché, sebbene essi stessi colpevolmente hanno contribuito a crearla, non vogliono vederla. Non vogliono risolvere il problema. Non vogliono sentire ragioni. Non vogliono proprio ragionare. Ragionare è una cosa che richiede tempo ed energia e l’uso di un cervello. Le loro esistenze al massimo contemplano lo spazio di un tweet, di un commento intriso di odio e di insulti mentre tutto il resto non esiste.

Affondatela, sparate a vista, arrestatela, anche i pesci devono mangiare, viaggi organizzati, invasori, terroristi…ma si siamo al delirio più assoluto dove le parole non hanno più alcun significato profondo, dove i criminali siedono al governo e i santi, quelli veri, quelli che ci mettono cuore anima e corpo sempre ed ovunque vengono criminalizzati. Salvare vite è divenuto un reato, causarne la morte a migliaia è osannato. Ma si, stringeteli pure i vostri rosari di merda, sbandieratela pure la vostra perversa ed ipocrita cristianità e godetevi il vostro momento.

Ieri, quando a Piazza Venezia si incitava alla guerra, alla sopraffazione, alla vittoria gridavate festanti il vincere e vinceremo. Eravate milioni e in milioni siete stati colpevoli dei peggiori crimini contro l’umanità. Oggi non serve neppure scendere in piazza…oggi esaltate altrettanti idioti criminali comodamente stando a casa o in ufficio insultando chiunque non la pensi come voi (pochi per la verità e sempre meno…) imitando gli sproloqui del vostro leader supremo ma ricordatevelo: ieri come oggi la storia vi giudica ed il giudizio non può che essere unanime: tutti colpevoli. Colpevoli di crimini contro l’umanità. Senza se e senza ma. Giusto la vergogna vi rimane: riuscirete almeno a vergognarvi di ciò che siete?

On the turning away Sul voltare le spalle
From the pale and downtroddenA chi è pallido e oppresso
And the words they sayEd alle parole che essi dicono
Which we won’t understandChe non capiremo
“Don’t accept that what’s happening“Non accettate che ciò che sta accadendo
Is just a case of others’ sufferingsia una sofferenza solo altrui
Or you’ll find that you’re joining ino vi ritroverete uniti a chi
The turning away”volta le spalle”


It’s a sin that somehowE’ un peccato che in una qualche maniera
Light is changing to shadowLa luce si stia tramutando in ombra
And casting it’s shroudE gettando il proprio velo
Over all we have knownSu tutto quel che abbiamo saputo
Unaware how the ranks have grownIgnari di come i ranghi siano cresciuti
Driven on by a heart of stonePortati avanti da un cuore di pietra
We could find that we’re all alonePotremmo scoprirci tutti soli
In the dream of the proudIn un sogno d’orgoglio


On the wings of the nightSulle ali della notte
As the daytime is stirringMentre il giorno si risveglia
Where the speechless uniteLaddove un popolo muto
In a silent accordUnito in un tacito accordo
Using words you will find are strangeUsando parole che troverete insolite
And mesmerized as they light the flameE ipnotizzato mentre accendono la fiamma
Feel the new wind of changeSentite il vento nuovo del cambiamento
On the wings of the nightSulle ali della notte


No more turning awayNiente più voltar le spalle
From the weak and the wearyA chi è debole e sfinito 
No more turning awayNiente più voltar le spalle
From the coldness insideAl gelo che c’è dentro
Just a world that we all must shareSolo un mondo che tutti quanti dobbiamo condividere
It’s not enough just to stand and stareNon basta restare fermi e guardare
Is it only a dream that there’ll beÈ solo un sogno che si possa in futuro
No more turning away?Non voltare più le spalle?
On the turning away, in anticipo sui tempi e canzone senza tempo

Per chi ha voglia di vedere un po’ di commenti vomitevoli:
https://www.fanpage.it/attualita/disobbedire-e-lunico-modo-per-resistere-e-la-multa-a-sea-watch-la-pagheremo-in-tanti/

ma ne ho letti di altrettanto schifosi su Il Fatto Quotidiano e suppongo non siano i soli.

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Why? Perché?

In una discussione a cui ho preso parte mi sono state dette delle cose che nel loro complesso mi hanno trovato d’accordo. Si parlava delle ragazze che giocano a calcio impegnate nel loro mondiale ed alla valanga di insulti e offese che queste hanno ricevuto. La mia interlocutrice poneva l’accento su una diffusa misoginia ed una sempre maggiore frustrazione maschile includendo anche il fatto che molti uomini avessero una inclinazione latente all’essere gay e pertanto sfogassero questa repressione prendendosela con le donne.

Come ho detto tutto ciò mi trova d’accordo eppure a mio avviso non basta a spiegare la situazione come non basta a spiegare il femminicidio. Per quanto mi riguarda sarei propenso ad esaminare la questione da un altro punto di vista ovvero evitando di guardarlo da quello maschile o da quello femminile. Il mio punto di vista è invece quello di guardare all’umanità tutta e prendere in considerazione una ovvia e amara verità che evidentemente a molti sfugge: l’umanità è idiota.

Se così non fosse non si spiegherebbero una moltitudine di comportamenti fuori da ogni logica. E del resto nella storia dell’umanità è palese che per ogni individuo eccezionale dotato di ingegno ed intelletto, per ogni Einstein nato ne nascono a milioni con le caratteristiche di Fantozzi, di Gasparri, di Salvini, di Pillon e di ogni tipo le cui capacità intellettive sono decisamente al di sotto di ogni media.

Ed è altrettanto vero che questo, sempre guardando alla storia ha portato milioni di persone a credere di dover vivere in un certo modo senza minimamente porsi delle domande. Prendiamo ad esempio le religioni che sin da ragazzi plasmano le menti della gente. Prendiamo le tre principali religioni monoteiste che hanno tutte in comune il credere che un libro (scritto per altro malissimo!) come la Bibbia sia parola sacra e divina in cui spiccano perle del genere:

17 Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; 18 ma tutte le fanciulle che non si sono unite con uomini, conservatele in vita per voi. Numeri 31-17,18

Ecco, racchiuso in un solo verso vi è tutto ciò che negli ultimi millenni di storia è stato visto come normale e naturale perché voluto da dio come il genocidio, lo sterminio di innocenti, lo stupro di guerra, la schiavitù e la supremazia del maschio! Non c’è che dire…miliardi di fedeli che mai si son sognati di mettere in discussione ciò possono mai accettare di buon grado che le cose possano andare diversamente? Per non parlare di tutto il resto in cui la donna viene sempre dopo l’uomo, nata come accessorio, accessorio per la nascita stessa del figlio del divino e alla completa mercé del padre padrone prima e del marito poi.

Questa è stata la cultura che per migliaia di anni ha formato le menti (ed ancora ne forma…) quindi di cosa ci possiamo stupire se poi ancora oggi, anno 2019 esiste gente che si lamenta del fatto che una donna giochi addirittura a calcio invece che stare in cucina ad accudire i figli? Stupidità dicevo che spesso è andata a braccetto (e va tutt’ora) con la violenza. Stupidità che genera mostri e crea infelicità. Possiamo combattere tutto ciò? Ovvio che si ma diventa ogni giorno più difficile farlo visto che in questa epoca la stupidità non solo è tornata prepotentemente al potere ovunque ma è osannata e trionfalmente mette all’angolo chi vi si oppone.

Una dei motivi per cui parlavo di umanità nel suo complesso era anche un’altra considerazione non da poco conto: infatti se è vero che esistono uomini stupidi, ignoranti, retrogradi, ottusi, misogini, violenti e quant’altro è anche vero che esistono milioni di donne che tali uomini se li sposano e ci mettono su famiglia, figli che, con quelle premesse, cresceranno a loro volta come altrettanti individui delle medesime caratteristiche dei loro genitori salvo rare eccezioni, per fortuna.

Faccio il caso limite di Trump. Le vedete anche voi le scene in cui porta a giro la moglie…piove e lui sta sotto l’ombrello e lei si bagna…lui va per primo e lei segue a distanza ecc ecc…un uomo becero, ottuso, misogino…chi si sposerebbe uno così? Eppure una se l’è sposato! Ok…fa la bella vita…lo fa per soldi…tutto quello che volete eppure quante donne normali si sono accasate con altrettanti uomini del genere che per giunta non sono nemmeno miliardari?

Ecco…uomini indubbiamente colpevoli di queste situazioni che poi sui social trovano il massimo della loro gloria prodigandosi in insulti razzisti, sessisti e beceri…ripeto…non li difendo nemmeno un po’ eppure la domanda che mi sono sempre fatto è: perché tutti questi campioni di testosterone e di demenza non sono soli? La risposta per quanto mi riguarda non può che essere appunto solo una: perché l’umanità, nel suo complesso, è composta da una moltitudine di uomini e donne egualmente idioti e se non fosse così, ne sono convinto, vivremmo tutti in una società del tutto diversa. Gli uni senza le altre sono convinto che avrebbero alla lunga vita breve. Ed invece…

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Riscoperte musicali

Quarantanove anni di pura energia e bravura eppure le sue note mi erano sfuggite. D’accordo, capita, così come è impossibile conoscere tutto…leggere tutto…vedere tutto certamente anche ascoltare e conoscere tutta la musica prodotta credo sia umanamente impossibile. Candy Duffer è una sassofonista olandese, figlia d’arte con il padre jazzista che l’ha iniziata alla musica jazz all’età di nove anni.

Già giovanissima ha preso parte ai tour di Madonna, collaborato con Prince e aveva 21 anni quando al memorabile concerto di Knebworth suonò la parte di sax in Shine on crazy diamond con i Pink Floyd. Ma poi ancora ha suonato con Alan Parson, Dave Stewart, Van Morrison, Maceo Parker , Sheila E., Lionel Richie, Beyoncè, Chaka Khan, Aretha Franklin, Jimmy Cliff e altri ancora ma ha anche composto dei suoi brani e creato una sua band con cui fa musica funky e incursioni jazz e R&B.

Insomma…avrei dovuto conoscerla! Ed invece di fatto non ne sapevo nulla! Ok, il funky non è propriamente un genere che seguo ed il Jazz è troppo vasto per conoscerlo anche solo in parte ma mi sento comunque colpevole! Perché questa è proprio brava! Anche se su qualche forum (e si, mi sono fatto un po’ di ricerche!) specialistico hanno detto che tecnicamente non lo è ma…io stesse accuse le ho sentite rivolgere a David Gilmoure ed altri chitarristi quindi…sono dell’avviso che magari, la sola tecnica non basta per tirar fuori buona musica…

Probabilmente serve altro e lei ce l’ha e così come altri musicisti, la cui critica, li ha definiti scarsi tecnicamente hanno evidentemente supplito alle presunte lacune con l’anima ed il sentimento. Altri, dotati di solo tecnica e bravura, evidentemente non riescono a comunicare le stesse emozioni. Insomma…io di tecnica non ci capisco più di tanto…non so distinguere le note, non so giudicare da professore ma…se un musicista fa buona musica, al di la dei generi so capirlo e questa signora del sax per me fa buona musica!

L’ ho scoperta per caso, partendo da tutt’altro genere e strumento. Ero infatti su Youtube ed ero partito dalla chitarra di The Edge degli U2. Mi interessava capire il suo sound (poi ho scoperto per esempio che lui divide il suono della chitarra in due parti stereo ma che in una parte esegue un tipo di correzioni e filtri mentre nell’altra usa settaggi differenti…va beh…divago!) Ecco…partendo da li…sono finito a Jimmi Page…quindi a Mark Knopfer…e il suo assolo finale di Telegraph Road.

E da li, non so più nemmeno come mi sono ritrovato ad ascoltare questo brano colpito dall’immagine ferma su quella chitarra acustica accanto ad un sax:

Candy Dulfer / Dave Stewart – Lily Was Here 1989

Beh…è stato amore a prima vista…un duetto sax chitarra stupendo che mi ha lasciato senza parole e che mi ha fatto cercare altro materiale di questa brava ed anche bella sassofonista. Poi sono arrivato a guardarmi tutto un concerto eseguito a Leverkusen dove il suo assolo finale di fronte al provato batterista mi ha definitivamente conquistato! Guardatela dal minuto 1:08:12 fino al minuto 1:13:50 …cinque minuti e rotti di assolo da restare senza fiato e ditemi se non è una forza!

Live in Leverkusen. Minuto 1:08:12… Un assolo fantastico!
Candy Dulfer – what you do

E niente…il funky non sarà proprio il mio genere ma ad ascoltare certi brani pure un orso come me inizia a battere il tempo e ti viene la voglia di alzarti e lasciarti andare!E comunque il sax, che pure nel rock è uno strumento poco usato, resta uno strumento delizioso da ascoltare! E, spero che se verrà in Italia avrò modo di poterla andare ad applaudire dal vivo!

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LDC musicall,dall’inferno al paradiso!

Anche questa fatica lavorativa si è conclusa e devo dire che usando il termine fatica questi descrive perfettamente quel che è stato a livello sia di stress che di concentrazione. LDC sta per La Divina Commedia ed è stato uno spettacolo che ha messo in scena il capolavoro di Dante in chiave musicale e di cui ho seguito la parte riguardante le luci.

Lo spettacolo devo dire nel complesso è venuto bene con momenti di grande impatto per lo spettatore anche se, personalmente, a livello di prodotto finale magari avrei accorciato il tutto di un 30 minuti perché due ore sono davvero tante! Di assolutamente positivo c’è di sicuro il fatto che per una volta tanto il format dello spettacolo è stato interamente italiano e non un riadattamento di qualcosa di estero!

Purtroppo quello che manca in Italia è da un lato la propensione ad investire sulla cultura e in questo caso parlo di strutture adeguate alla messa in scena di spettacoli di un certo tipo e dall’altro lato delle città che possano essere catalizzatrici di eventi, ad esempio come New York, Londra ma anche Madrid con le loro strade su cui si affacciano diversi teatri ed i cui spettacoli restano in scena anche anni.

Da noi il tutto è molto più effimero ed anche città come Roma e Milano difficilmente possono permettere ciò per cui alla fine qualsiasi produzione cerca di portare gli spettacoli in più location (incontrando posti inadatti) con i costi di produzione che inevitabilmente sono alti e difficilmente sostenibili. Comunque questa è la situazione e credo ci sia ben poco da fare.

Ad ogni modo, come dicevo, è finita ed ora metto qui qualche scatto anche se la loro qualità non è certo delle migliori!

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La strada del monte
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Matelda

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Famiglia tradizionale

Prendo spunto dai recenti pietosi avvenimenti e dalla lettura di un articolo o post di cui non ricordo la fonte ma che avrei citato integralmente e volentieri per quanto ben scritto e foriero di riflessioni. Considerando che spesso si da fiato alla bocca senza riflettere e senza minimamente conoscere la storia il risultato è che molti finiscono per credere a qualcosa che in realtà non esiste o esiste ma insieme ad altro.

Il caso della cosiddetta famiglia tradizionale è esattamente uno di questi ma prima di proseguire bisognerebbe almeno ripassarsi il dizionario per capire il significato di questi due termini accostati che qualcuno vorrebbe far propri dando ad essi una unica connotazione sociale ed escludendo tutte le altre forme perché non conformi alla presunta tradizione.

[Fa-mì-glia] s.f. (pl. -glie)

1 Nucleo elementare della società umana, formato in senso stretto e tradizionale da genitori e figli, con l’eventuale presenza di altri parenti || metter su f., sposarsi | essere di f., essere di casa, avere confidenza | aria di f., di aspetto, di modi familiari | per f., a uso di famiglie, spec. nel l. commerciale e pubblicitario | f. patriarcale, quella retta dal più anziano in linea paterna | f. di fatto, quella costituita da una coppia di conviventi non coniugati e dagli eventuali figli

[tra-di-zio-nà-le] agg.

1 Che appartiene alla tradizione, tipico di una tradizione: piatto t. della regione

[tra-di-zió-ne] s.f.

1 Trasmissione attraverso il tempo di un patrimonio culturale:

Bene, come si può leggere la famiglia è ovviamente composta da genitori e figli in quanto questa forma sociale è quella che costituisce un nucleo di stretta parentela tra individui che hanno generato una propria discendenza. Bene…ma se non avessero generato discendenza sarebbero comunque famiglia due persone legate tra loro da un rapporto di amore/convivenza/affetto? Mi pare proprio di si…vorrete mica costringere la gente a far figli per forza?! Ed è accaduto anche ciò in passato…evitiamo…

Nella definizione però non si esclude nemmeno la presenza di altri individui quali sorelle, fratelli, nonni,cugini ecc ecc e, se si guarda alla storia e quindi alla seconda parola (tradizione quindi il tramandarsi di consuetudini nel tempo) ecco che questo tipo di famiglia è stato quello storicamente più diffuso fino a praticamente ieri se guardiamo le cose nell’ottica dei milioni di anni della vita sulla terra dell’umanità.

In pratica che fosse di tipo patriarcale o matriarcale la famiglia tradizionale per millenni è stata quella in cui vi erano si dei genitori e dei figli ma, a seconda degli eventi nel tempo, questa poteva benissimo variare ed allargarsi con più figli sotto lo stesso tetto e più genitori oltre a svariati altri parenti più o meno stretti. Basta pensare alle vecchie masserie di campagna dove la prole in effetti era soprattutto nuova forza lavoro per i campi…

Basta tornare indietro di due o tre generazioni e guardare alle nostre famiglie “tradizionali” con famiglie di svariati sorelle e fratelli, dei nonni, magari altri fratelli o sorelle anche loro con figli, cugini e tutti uniti in realtà contadine con un unico scopo: lavorare la terra in quanti più possibile per ottenere da essa quanto più possibile. Questa è stata la consuetudine per millenni.

Tranne, andando ancora a ritroso nel tempo, l’aggiunta nelle famiglie considerate nobili o guerriere di schiavi che di fatto diventavano di famiglia anche loro…avete presente Via col Vento? Ecco…giusto per dire quanto la tradizione possa essere una parola abbastanza senza senso se usata nella società di oggi a sproposito.Quindi la vita della plebe era in sostanza quella…i ricchi, i nobili avevano qualche vantaggio in più ed anche diverse variazioni sul tema…della serie se un sovrano si stancava della moglie ne prendeva senza problemi un altra…così…per dire…ah le tradizioni!

Veniamo infatti al punto! Ha senso parlare nella società di oggi di tradizione? C’è qualcuno oggi che vorrebbe imporre come modello sociale di vita famiglie di quel genere di svariati componenti? Mi sembra semplicemente ridicolo! Del resto la storia stessa ha (almeno nel ricco Occidente) cancellato il proletariato come forma sociale che con l’industrializzazione portò dalle campagne alle città quelle famiglie tradizionali per farle vivere in tuguri e diventare forza lavoro nelle fabbriche. Un po’ di sana letteratura del novecento dovrebbe pur insegnare qualcosa…

Nel frattempo però (sempre nell’Occidente) sono avvenute delle trasformazioni e anche, due guerre mondiali che in qualche modo hanno emancipato le donne (se non era per loro col cazzo che le società sarebbero andate avanti mentre gli uomini erano in guerra visto che ne presero il posto a lavoro e nelle fabbriche!) unita anche a un nuovo concetto di urbanizzazione, di istruzione e di benessere hanno profondamente mutato la società.

Ed anche l’industria e l’automazione hanno contribuito così, di fatto, da famiglie di proletari si è passati a famiglie il cui numero si è drasticamente ridotto visto che vi era da un lato meno richiesta di forza lavoro e dall’altra una maggior consapevolezza personale. Ovviamente nel resto del mondo sottosviluppato le cose non sono andate così e ritroviamo lo stesso concetto di famiglia arcaico (tradizionale) che qui è scomparso.

Dunque, quando qualcuno tira fuori il concetto di famiglia tradizionale a quale famiglia pensa? A quella arcaica? Non credo…o almeno lo spero! No, la famiglia tradizionale a cui questi pirla si riferiscono è quella della pubblicità! E’ quella fake creata ad arte dalla pubblicità statunitense nel dopoguerra, quella simil Mulino Bianco, con madre tutta castigata e sorridente capelli cotonati tutta precisa che tiene per mano un bambino tutto precisino pure lui e insieme saluta il padre, inappuntabile in gessato con borsa ventiquattrore che va al lavoro uscendo dalla loro villa perfetta col vialetto per andare al lavoro!

Questa immagine come ho detto è un fake o meglio lo è nella misura in cui capiamo che non tutti possono avere quel tenore di vita, non tutti avranno la villa e non necessariamente tutte le donne sono fatte con lo stampino come anche i figli. Anzi, a dirla tutta, guardando i parametri sull’obesità statunitense direi che quel tipo di famiglia esisterà forse in una minima percentuale…per non parlare della recente crisi dei mutui subprime che ha letteralmente gettato in strada migliaia di persone…

In ogni caso, basta una famiglia del genere scaturita nell’ultimo dopoguerra per essere additata a modello di famiglia tradizionale e scalzare l’altro modello tradizionale ma di più lunga data? Non credo proprio. Quindi il punto alla fine è: di famiglie ne possono esistere tanti tipi e non è negando i diritti a quelle famiglie non conformi al modello pubblicitario che si farà progredire la società. Semmai è il contrario. Negando diritti si creano disparità e disuguaglianze che inevitabilmente generano tensione.

E poi, basta fare i virtuosi paladini della sacralità visto che le statistiche dicono che proprio dove sono forti certi modelli vi sono per contro figli picchiati, mogli ammazzate e padri puttanieri quindi forse non bisognerebbe solo limitarsi alle forme ed ai termini ma guardare dove c’è amore o dove c’è voglia di stare insieme e in armonia. Direi che come criterio di giudizio è decisamente migliore di ogni altro…

E direi anche basta di andar a scomodare modelli religiosi visto che proprio il modello religioso per eccellenza vede un padre che grazie ad un utero surrogato genera se stesso attraverso un terzo (l’angelo!) per metter su famiglia con un padre che non è il vero padre! Suvvia…siamo seri! E se proprio vogliamo essere seri allora la vera risposta da dare alle famiglie non è tanto imporre modelli e negare diritti ma attuare concrete politiche sociali come asili, sanità e condizioni di lavoro che superino la precarietà di questi tempi. Se a stento campo da solo non faccio certo figli…lapalissiano no?

Insomma…per farla breve, Pirlon e accoliti…smettetela di farvi i cazzi degli altri e lasciate che ognuno decida in piena autonomia quale sia il tipo di famiglia che desidera o che ognuno possa quanto meno vivere in santa pace la propria vita senza che una manica di imbecilli si senta in diritto di dire ad altri come vivere soprattutto quando loro per primi poi fanno come cazzo gli pare…presente Salvini? Figlio con prima moglie…separato, figlio con altra compagna…vive con un altra per non parlare di mister family day, il re di Arcore che tutti credo conosciamo…

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Sogni strampalati…

Chi mi conosce sa che purtroppo raramente ricordo i sogni che la mia scatola cranica produce. Ciò naturalmente non vuol dire che io non ne faccia perché l’attività onirica è presente in tutti noi ed ha uno scopo ben preciso come i recenti studi in ambito delle neuroscienze hanno dimostrato.

Ma io purtroppo o per fortuna non ho la capacità di ricordarli e quando succede è un po’ un evento raro. Da quando scrivo sul blog, quando succede che al risveglio rimane una immagine nitida del sogno finisco per scriverne come ho fatto qui, qui e qui! Sono tutti sempre sogni assurdi che però hanno un certo collegamento con la vita reale.

Non questa volta! Questa volta per quanto io mi sia sforzato di trovare un appiglio alla realtà non ne ho trovato alcuno! E’ stato decisamente un sogno senza ne capo ne coda! E strano a dirsi non contiene nemmeno elementi erotici che di solito son quelli che evidentemente il mio neurone zozzo si diverte a propinarmi!

Stavolta il sogno era l’immagine in movimento di me che tornavo a casa e questa è l’unica coincidenza con il reale visto che l’altro giorno, finito il mio ultimo tour effettivamente sono rientrato a casa da Roma. Ma nel sogno tornavo a piedi mentre in realtà ci sono tornato in auto visto che era passata a prendermi mia sorella!

Comunque nel sogno ero li che camminavo sulla via di casa e la cosa strana era che ricordavo ad ogni passo la strada ma quel che c’era intorno sembrava appartenere ad un altro mondo e non riconoscevo nulla e la cosa mi lasciava abbastanza perplesso! Che era successo? Perché era tutto diverso da come doveva essere tranne la striscia nera d’asfalto? Boh…ero li che meditavo quando ad un certo punto mi sono fermato!

E nel fermarmi mi son messo a guardare una ruota enorme attaccata a quello che ho identificato come il carrello di un aereo! Ma c’era solo quello…dell’aereo nessuna traccia! Strano anche perché son due anni che non prendo un aereo e non vivo nemmeno nei pressi di un aeroporto…dove e perché il mio cervello abbia preso questa visione…mistero assoluto!

Immagine presa dal web

Ma poi, ad un certo punto, il mio sguardo ha puntato su casa mia che era a non più di trecento metri da li e nel guardarla ho visualizzato una anomalia ancora più strana! Infatti, sul tetto di casa mia che è un condominio che ha una altezza di una quindicina di metri, c’era una torre metallica che sarà stata alta almeno un trecento metri! E identica torre era posta sul condominio di fronte!

Immagini presa dal web

Le due torri svettavano in alto senza alcuna apparente logica ne funzione e l’unica differenza tra le due era data dal fatto che quella sul mio palazzo la stavano costruendo e brulicava di persone intente a saldare tralicci metallici ad altri in un via vai di mezzi e voci in una lingua imprecisata! E niente…mi sono svegliato con questa immagine e penso che preferisco i sogni zozzi!

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Intervista a lui…

Ma sto sognando? No…pare di no…eppure questo luogo non luogo mi fa strano…sono defunto allora?

Wee…pirla…smettila di fare tutte ste domande idiote e vieni al dunque! Non è forse tutta la vita che blateri di farmi le tue stramaledette domande?

Mmm…ma allora sei davvero tu? Posso darti del tu? Devo darle del lei? Come la devo chiamare?

Ma che cazzo me ne frega di come vuoi chiamarmi…fa un po’ come ti pare…basta che ti dai una mossa…ho mica tempo da perdere sai?

Non mi aspettavo che fossi così…sono un attimo confuso…a dire il vero non capisco nemmeno dove devo guardare…mi aspettavo di vedere una figura antropomorfa ma quel che vedo è più simile al nulla e sono disorientato!

Voi umani…fissati con le forme…convinti di sapere quel che non sapete e sempre pronti a dare etichette…il più grande errore che mai potessi commettere…dopo quell’accidentale meteorite che ha distrutto quei simpaticoni dei dinosauri naturalmente…ma succede…nessuno è perfetto…nessuno è infallibile…nemmeno io!

Ah, dunque mi stai dicendo che non sei infallibile e nemmeno perfetto…qualcuno sulla Terra ne rimarrà deluso e scioccato temo!

Senti…non nominarmi quelle stupide religioni e credenze che avete…giuro…all’inizio mi divertivate pure con quei riti ancestrali ma poi…ma quanto siete cretini…avete cominciato a prendere tutto così maledettamente sul serio…parola mia di qua…parola mia di la…ma chi vi ha mai detto nulla vorrei sapere…se proprio avessi voluto darvi degli ordini, piccoli insignificanti esseri che siete non credi che avrei trovato un modo…diciamo definitivo? Mi fate incazzare invece…

Ma allora scusa…perché non intervieni?

Semplice…ho un miliardo di cose da fare…per fortuna gli universi sono miliardi e i suoi abitanti sono un tantino più interessanti di voi…con loro collaboro, mica perdono tempo ad ammazzarsi l’un l’altro in mio nome…con loro ci si evolve ed amo la loro compagnia…voi…sinceramente vi estinguerete da soli e pazienza…magari rimetto i dinosauri!

Sei mai apparso sul pianeta? Hai mai mandato qualche tuo rappresentante? Un figlio magari?

Ma che sei scemo? No, come ti ho appena detto voi siete stato un errore, come quando ti togli una caccola dal naso e la lanci…non è che poi vai a guardare dov’è finita…te ne dimentichi e passi oltre!

Ecco, questo spiegherebbe molte cose in effetti…quindi non ci hai creati a tua immagine e somiglianza?

Ma sei scemo davvero allora! Ti sembra di assomigliarmi?

Ehm…no…in effetti non riesco nemmeno a capire con cosa sto parlando!

Ecco…infatti non puoi capire…ne tu.. ne nessuno su quella specie di discarica che avete creato…siete limitati…vi credete i padroni dell’universo e non vi rendete conto che siete una totale nullità!

Ok ok…touché…non posso negare che hai ragione…però io non ho mai pensato di essere speciale anzi…sono molto umile però ecco…in te non ho mai creduto…spesso ti ho anche bestemmiato…questo ti fa incazzare?

Ma figurati! Allora…che tu od altri crediate nella mia esistenza o no non fa alcuna differenza…siete una combinazione di atomi ed energia e vi trasformerete di continuo fintanto che l’entropia lo consentirà…non vi attende nessun paradiso ne nessun inferno….scordatevi ste manchiate!

Ah ecco…nel mio piccolo questo l’avevo intuito! E per le bestemmie?

Ma diocan…allora sei proprio idiota! Non me ne può fregar di meno dei nomi che mi date, ma che vuoi che me ne importi se mi chiamate in un modo piuttosto che in un altro! Ma chi vi si incula! Lo vuoi capire che non vi penso proprio?! Oggi son passato di qui per caso…ero sovrappensiero poi ho sentito una puzza e mi son fermato a guardare altrimenti figurati…

Beh si, però ecco…diciamo che c’è chi è convinto che nominarla invano le rechi offesa e s’incazza…c’è chi non ti rivolge più la parola…c’è chi scatena guerre…insomma da noi è una questione seria!

Lo vedi? Siete limitati…il vostro intelletto è piccolo piccolo…altrove impiegano il tempo in cose decisamente più piacevoli o interessanti! Per dio…scopate di più, studiate, godetevi l’arte, la musica, il mondo…capisco che non tutti siete intelligenti da formulare teoremi salvo qualche eccezione che compare ogni tanto e che magari mettete pure a morte…però miiii…siete davvero penosi!

Quindi a far sesso non si commette peccato?

Peccato? Ma che roba eh? Vi siete inventati delle puttanate cosmiche che quando le racconterò agli altri si scompiscieranno dal ridere…poracci…siete proprio lo zimbello del creato!

L’avevo detto io…va beh…lasciamo stare…quindi riepilogando…non ci assomigli, dopo la morte non c’è paradiso ne inferno, non ti incazzi se ti insultiamo, fare sesso non è peccato…sarebbe un mondo perfetto se tutti credessero in ciò! E dimmi, che ne pensi dei gay?

Ma che devo pensare? Se uno nasce così non può mica cambiare natura…saranno cazzi suoi…ma perché vi dovete impicciare di quel che fanno gli altri?

In effetti hai ragione! E per l’eutanasia?

Ancora? Ma fate quel che cazzo vi pare! Guarda…a me se ti devo dire la verità solo due cose mi danno fastidio assai e certe volte guarda mi viene davvero voglia di mandarvi un altro meteroite!

Quali sono queste due cose?

Beh, la prima dovresti averla già capito…mi da immensamente fastidio che mi mettiate in bocca cose che mai ho detto o che mai mi sognerei di dire come tutte quelle stronzate li in cui credete. E seconda cosa mi da fastidio che sprechiate così il vostro spazio/tempo dedicandovi più alla morte (consapevole o inconsapevole che sia) che non alla vita. Ecco, questo mi fa girare le galassie che non hai idea!

Cosa intendi con consapevole o inconsapevole?

Beh…diciamo che quando vi ammazzate per delle ricchezze, quando vi fate le guerre, quando sottomettete popoli e risorse fate qualcosa di consapevole e ci provate anche gusto evidentemente. Poi invece, per contro fate anche mille altre cose senza pensarci su e con quelle azioni vi avvelenate avvelenando l’ambiente…ecco…quella inconsapevolezza e quel certo fatalismo mi urtano….

Per non essere mai stato sulla Terra sei abbastanza informato però! Come fai?

Mi è bastato un attimo…il tempo è un concetto relativo…pochi attimi miei sono stati milioni di anni vostri…

Ah ok. Una curiosità…tu hai famiglia? Figli? Padri? Madri? Da dove arrivi? Come nasci?

Uhmmm…mi piacerebbe risponderti alle ultime due domande ma temo che la tua mente sia troppo limitata…non capiresti mai…diciamo che mi evolvo come tutto il resto in un ciclo che potrebbe sembrare infinito. Comunque no, non ho parenti stretti nel senso che non è il vostro modello quello a cui dovete guardare per comprendere me ed il cosmo. Diciamo che sono uno e tanti allo stesso momento…

Quindi un giorno potremmo arrivare a capire l’universo ed il suo creatore?

Ahahahahah….No! Morirete tutti molto prima!

Ah ecco…grazie…molto incoraggiante!

E poi te lo vuoi togliere dalla zucca che non sono il creatore di nulla?! Io sono semplicemente parte della materia e dell’energia che in autocoscienza si evolve…è così difficile da capire?

Ehm…no…scusa…è che sin da bambini ci hanno infarcito di queste storie…sai la creta…un soffio…cose così…

No…non cercare scuse! Da piccoli se non erro ti raccontavano anche di Babbo Natale, degli gnomi e della fata dei denti eppure ad un certo punto mi pare che tutti smettiate di crederci o no?

Hai ragione…siamo stupidi!

Ecco…la prima cosa intelligente che ti sento dire!

Prima mi hai fatto capire che non siamo soli nell’universo…qualcuno di loro è mai giunto sin qui? Potremo mai incontrare qualcuno di loro?

Ahahahahah…sei uno spasso! No, nessuno lo ha mai fatto e nessuno lo farà mai!

Perché? Potremmo imparare tanto da loro se sono così evoluti?

Ma chi? Voi? Voi li ammazzereste! La vostra natura stupida e corrotta non riuscirebbe ad imparare assolutamente nulla…loro lo sanno e si tengono alla larga dalla vostra galassia…mica sono stupidi!

Ma se siamo così…malvisti…scusami eh…ma perché non ci distruggi allora?

Poco fa ti ho spiegato che un attimo dei miei equivale a milioni dei vostri anni…lo farete da soli tra qualche attimo…non è che ci perdo tempo!

Perché non hai mai risposto ai nostri richiami? Alle nostre preghiere? In fondo c’è anche gente buona qui che ti prega di continuo!

Allora…prima di tutto…hai presente quando sei sotto la doccia o al cesso e qualcuno proprio in quel momento ti suona al citofono o al telefono? Ecco…ci sono cose che possono tranquillamente venire ignorate e voi siete una di queste! Riguardo le preghiere…hai mai riflettuto sulla loro natura intrinseca?

No…a dire il vero io non prego nemmeno…

Ecco bravo…un punto per te! Chi prega in realtà lo fa non per disinteresse ma sempre per pretendere un favore…chi prega per ottenere una vincita, per guarire da una malattia, per avere un lavoro, per sperare che quella te la dia, per vincere una guerra, per una grazia…insomma ma ti pare giusto tanto più che ognuno di loro in cambio non da assolutamente nulla?

E la devozione allora?

Ma sticazzi! Che me ne faccio della devozione di chi prega per ottenere cose e poi si comporta malissimo nella sua vita ed anzi prega pure sperando che aiutando se stessi si danneggino altri! Una cosa davvero ipocrita e vomitevole! Te lo ripeto, che crediate o meno in me non mi interessa, mi sarebbe piaciuto che vi evolveste, quello si ma come ti ho detto…ormai…chi è causa del suo mal pianga se stesso!

C’è nulla che possiamo fare?

No…direi che avete fatto fin troppo!

E quei pochi che sono diversi? Per loro c’è una qualche speranza?

In un certo senso si, le loro coscienze evolute verranno riciclate, diciamo così!

E io?

Tu sei insignificante, però mettiamola così…siii contento di aver fatto questa chiacchierata…in fondo sei il primo e sarai anche l’ultimo!

Perché io?

Boh…ho scelto a caso…mi stavi tutto sommato simpatico col tuo cinismo ed il tuo sarcasmo ma te lo ripeto…sei del tutto insignificante quindi non deludermi più di quello che già hanno fatto i tuoi simili…non è che domani ti metti a fondare l’ennesima nuova religione?!

No no…su questo stai tranquillo mi farò i cazzi miei! A proposito di religioni…dio è credente? In che credi?

Ahahahahah sei uno spasso! Potrei risponderti che credo in me stesso ma, temo, non sarebbe ne corretto ne soddisfacente come risposta! Quindi sarò sincero…anche perché la domanda inevitabilmente è mal posta. Ad ogni modo in pratica…religiosamente parlando dio è ateo, non crede a nulla ne potrebbe farlo per ovvie ragioni che però temo non potrai capire! Da un punto di vista diciamo tecnico ovviamente credo nel nostro operato che ha uno scopo ben preciso e per il quale tutti nel creato lavoriamo.

Il senso della vita in pratica? Qual è questo fine?

Si, puoi anche metterla giù così se ti aggrada. Il fine ultimo vuoi sapere? Dovrebbe essere ovvio ma visto che proprio non ci arrivate te lo dico: il fine ultimo è fermare ed invertire l’entropia e generare un nuovo ciclo…facile a dirsi…difficile da farsi ma noi ci crediamo…

Sarebbe bello si…tutto sommato alla fine non sarebbe poi tanto diverso da quel che qui chiamano resurrezione anche se in questo caso a resuscitare sarebbe tutta la materia e l’energia…

Si, puoi metterla in questo modo a patto di non infarcire il discorso di minchiate varie delle vostre con processi ed apocalissi varie! Certo che ne avete di fantasia però! Se solo la impiegaste per cose più utili…

Comunque sono rimasto spiazzato…mi aspettavo di trovarmi di fronte un essere incazzoso, magari Manitù che mi scotennava o la dea Kali che mi sculacciava con tutte quelle mani ed invece questa non presenza assenza mi ha spiazzato, tante domande che avrei voluto fare sono svanite perché non avrebbero avuto senso…in fondo non sei così malaccio se posso permettermi la confidenza!

Ma si…puoi in fondo non sei malaccio nemmeno tu…comunque prima di andare volevo farti una domanda anche io!

Oh…davvero…dimmi pure!

Bene…ti sei reso conto che tutto ciò di cui abbiamo parlato è solo il frutto della tua fantasia?

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Se sei donna ma non è l’otto Marzo…

Non manca poi così tanto alla festa degli ipocriti dell’otto Marzo, festa in cui in una profusione di finte buone intenzioni la stragrande maggioranza degli italiani finge un sentimento che per i restanti giorni dell’anno in realtà non possiede. Lo possedesse ragionerebbe in tutt’altro modo…e figuriamoci…ho usato il verbo ragionare e già caschiamo male…

Parliamoci chiaro, questo paese dal punto di vista sociale e del rapporto uomo donna è tutt’altro che evoluto ed hanno voglia a sperticarsi in critiche al mondo talebano ed islamico in generale ma sotto sotto una reale parità è mal digerita da buona parte del popolo. Tra questi ed i talebani che differenza c’è? Certo, li le lapidano…qui ancora no ma qualcuno che le ammazza o brutalizza mi pare ci sia anche qui o no? Per il resto abbiamo la gogna mediatica e quella va alla grande!

Dietro tutta quella ipocrisia delle mimose regalate a destra e a manca, in realtà, ciò che cova sotto è un sentimento retrogrado più simile a quello di un popolo tornato al medioevo che non quello di una nazione evoluta. La donna? Che stia a casa, a procreare, a curare la prole, pulire la casa e che sopratutto stia zitta! E tutti con Pillon a rimettere indietro le lancette della storia ed è inutile che protestate che lo sappiamo siete zoccole e ognuna di voi a una decina di amanti! (cercatevi i filmati relativi a Pillon contestato…)

Guai infatti se si azzarda a fiatare ed a farlo pubblicamente! Che si parli di politica (specie se si va contro il pensiero dominante al potere!) o che si parli anche solo di calcio la donna secondo questi portatori di mimose è considerata al massimo come una proprietà, rispettata in quanto madre ma mai in quanto persona.

Se essa poi svolge ruoli di primo piano o non consoni al pensiero fascio leghista in auge allora va da se che l’unica cosa che è buona a fare è quella di dover essere insultata in quanto prenditrice di cazzi se bella altrimenti al massimo è una culona inchiavabile… figuriamoci se le viene riconosciuta capacità di intendere e volere…al massimo può avere capacità d’ingoio e ciò che merita è essere insultata e messa a tacere.

Le recenti vicende che hanno visto un ex calciatore dichiararlo senza mezze misure (le donne non capiscono nulla di calcio) seguono gli insulti continui a Wanda Nara colpevole di essere moglie e procuratrice e criticata per l’essere donna e non per come svolge il suo mestiere. A Mino Raiola , un procuratore che ha le stesse colpe non lo attaccano perché ha un uccello mi pare…

La Boldrini è stata massacrata per tutta una legislatura ed ancora oggi le si vomita di tutto, la Nappi con l’aggravante di fare un mestiere poco mammoso figuriamoci…ma tante sono state assalite e messe alla gogna. Ricordo quella professoressa la cui colpa era di manifestare contro le forze dell’ordine per non parlare dell’astronauta Samantha Cristoforetti a cui dissero di tutto.

E le ragazze fatte oggetto di dileggio dal ministro della propaganda qualche tempo fa e recentemente l’altra insultata insieme ad un ragazzo autistico. Ancora oggi una ragazza fidanzata con un nigeriano che ha osato criticare la politica sulla immigrazione presa a male parole passando per sciacquati la bocca con l’acido al vattene in Africa ad il negretto ti soddisfa la dicono lunga su quale menti sostengono questo governo del nulla.

E il recente caso della cantante Emma Marrone la cui colpa, è stata quella di andare ad esternare un opinione politica ed ha ricevuto per risposta un bel apri le cosce e fatti pagare e a pronunciare le frasi un politico al governo di una città. Ma del resto il tanto amato bulletto in felpa verde, sempre pronto a fare la parte del dolente quando una qualche donna risulta essere vittima a patto che lo sia solo dello straniero già ve lo siete dimenticati quando sul palco esibiva una bambola gonfiabile paragonata alla signora (lei si) Laura Boldrini?

Ecco, questi episodi sono solo gli ultimi ma ogni giorno c’è n’è qualcuno analogo soprattutto da parte di “uomini” se vogliamo chiamarli così ma anche da parte di tante donne pronte anch’esse a vomitare insulti sessisti e discriminatori verso altre donne come loro. E spesso il capofila di tutto ciò è un ministro della Repubblica ma a quanto pare è diventato normale che lo faccia e nessuno ci fa più neanche caso.

Otto Marzo? Io di mimose non ne ho mai regalate ne comprate. Ricordo il valore di quella data e per quei valori e per tanto altro ancora ho impostato tutta la mia vita al rispetto quotidiano a prescindere verso ogni persona di ogni sesso o nazionalità e non ho bisogno di simbologie per sentirmi “sollevato” o per mettere in mostra buoni sentimenti a comando e cadenza annuale.

Ma oggi, a maggior ragione, sapendo che tutta questa marmaglia che sta legittimando tutto questo lercio schifo e che si appresta a celebrare l’ennesima festa ipocrita priva di reali contenuti io dico: ma andatevene tutti quanti a fare in culo, massa di ipocriti fascisti e leghisti di merda.

La vostra idea della donna non è la mia. Non potrà mai esserlo ne oggi ne mai. E a vedervi con le vostre mimose in mano a me fate solo schifo perché io lo so, io lo vedo che non ci credete minimamente. La donna che volete voi è una donna contenitore da riempire e non un soggetto autonomo pensante con cui confrontarsi e di cui ne sono certo, voi avete paura ed è per questo che la volete remissiva così che possiate controllarla e proteggerla.

Ok…dovevo sfogarmi e lo faccio in anticipo. Lo dovevo fare perché sono nauseato da questi italiani, da questi omuncoli e da questa pseudo politica costruita sull’odio e sulla costante aggressione. Sono schifato e nauseato e so che, tra qualche settimana, vedrò quella specie di parassita in felpa divisa, pronto a sbandierare uno dei suoi insulsi selfie con tanto di dedica alle stesse donne che insulta tutti i giorni con tanto di mimosa e tripudio delle folle ormai istupidite senza più speranza…scommettiamo?

Intanto una piccola selezione a testimonianza che non mi sto inventando nulla e anzi…a citarle tutte ci vorrebbero mesi…

Per primo l’ultimo capolavoro del ministro della disinformazione che ha messo alla gogna una ragazza ed un ragazzo autistico e la cui mancanza di dignità lo vede ancora li incollato alla poltrona ed acclamato da quelli come lui…

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Condivido questo pensiero…

Non vi dirò subito di chi sono le dichiarazioni che citerò. Non lo farò perché in questi casi si sa che il preconcetto in questa nazione viene sempre prima della capacità di analizzare cosa si è ascoltato e soprattutto di comprenderne tutti gli aspetti. Non è mancanza di fiducia verso chi legge ma diciamo che è un esperimento per vedere se condividete il discorso al di la di chi l’ha formulato!

Tra l’altro, ho trovato questo intervento, certamente provocatorio e forte si, ma anche ben articolato, in un italiano che i politici che abbiamo possono solo sognare se solo ne avessero anche la capacità. Ma per chi ha investito tutto la propria immagine sul perenne odio e sul perenne scontro da campagna elettorale sognare (e sognare un mondo migliore) credo sia qualcosa di totalmente improbabile.

Ad ogni modo ecco l’intervento di cui mi sono innamorato soprattutto perché, oltre a coincidere con il mio sentire politico è esattamente tutto ciò che nessun leader politico di area progressista è stato capace di fare in questi ultimi trent’anni. Lei, perché di una lei si tratta lo ha fatto così:

Sono stata ‘stuprata’ da Salvini. Sono stata ‘stuprata’ da Salvini perché al di là di aspetti anche condivisibili (che pure ci sono) delle sue scelte concrete, e al di là del fatto che molte responsabilità non sono solo sue, Salvini ha riabilitato la peggiore cultura identitaria nazionalista, quella rappresentata dalla triade Dio-Patria-Famiglia. Babbo Natale, la Befana, niente Ramadan, sì al panettone rigorosamente a Natale, la colomba a Pasqua, la cucina tradizionale, i gay sì ma la famiglia solo quella tradizionale, i crocifissi rigorosamente nelle aule, Dio nei discorsi degli esponenti politici e tutta la plebe unita comunitariamente dai vecchi ‘sani’ valori identitari nazionali tradizionali. Non so voi, ma questa io la chiamo cultura di sapore fascista. Ed è uno stupro culturale di proporzioni immani. La questione dell’immigrazione, al di là dei complessi aspetti pratici su cui non intendo dilungarmi (la mia opinione è che una gestione razionale dei flussi migratori è — e soprattutto sarà — necessaria), è una questione culturale. Io non voglio vivere in un paese con una cultura ufficiale unica, cattolica di destra, nazionalpopolare. Io voglio vivere in un paese ateo, multietnico, con un’identità culturale che affondi le proprie radici nell’Illuminismo e nel marxismo più illuminato, e che sviluppi queste ultime all’altezza della modernità contemporanea. Il linguaggio grezzo, i modi spicci e i toni al limite del violento, invece, ci riportano a una cultura tribale che produce una violenza contro il diverso (come abbiamo potuto vedere) simile a quella che si dà in molte specie di primati non umani. Rispetto a tutto ciò, il genocidio è qualcosa di differente solo per grado.

Da Il Fatto Quotidiano

E niente, per me è da applausi.

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Gli emulatori…

La Parents Television Council, un’associazione americana di genitori, ha chiesto a Netflix di rimuovere il film Bird Box dalla piattaforma: «Netflix non può più fingere che la sua programmazione non influenzi il comportamento dei suoi spettatori. Mentre da un lato si applaude all’avvertimento posto dalla compagnia, dall’altro questo non significa che non ci sia più un potenziale danno agli spettatori».

Quando leggo queste cose a me parte l’embolo. Divento intrattabile. Son quelle cose che su di me hanno un po’ l’effetto pozione del dottor Jekyll e mi scatta una irrefrenabile voglia di prendere tutta sta gente e spedirla nell’iperspazio o in qualche buco nero. 

Che cosa è successo? Nel film Bird Box, interpretato da Sandra Bullock, un misterioso contagio scatena una crisi di follia collettiva — e suicida — nella popolazione mondiale; una follia che si propaga attraverso la vista. L’unico modo per salvarsi è bendarsi e cercare una via di fuga. Sui social si sono diffusi molti video di persone, famiglie e persino motociclisti alla guida mentre vanno in giro completamente bendati, il tutto accompagnato dall’hashtag #BirdBoxChallenge.

qui il seguito dell’articolo sul Corriere della Sera

Ora…io vorrei sapere perché quando si tratta di emulare un comportamento o una azione altrui è sempre l’imbecille che va ad emulare un qualcosa di pericoloso o deleterio. Mai e dico mai viene emulata una azione edificante, un qualcosa di positivo.

Ed allora a me sorge un dubbio: ma non è che per caso se uno è così idiota da bendarsi ed andare in giro in moto o di fare una qualunque altra cosa sconsiderata contro la ragione e la logica quell’individuo merita non solo di farsi male…ma proprio di scomparire dal pianeta?

Perché mi chiedo io dovrei preoccuparmi che un imbecille ci lasci le penne emulando “per gioco” quella che comunque è solo una finzione scenica? Perché non si prende invece atto che se concorri ai Darwin Award tu e tutta la razza tua meriti di estinguerti?

Ed allo stesso modo, perché non si estinguono tutti questi comitati di censura che vogliono andare a salvare chi è evidentemente insalvabile? Ma non sarà che quei ragazzi emuli sono così tanto deficienti perché hanno a loro volta ereditato la deficienza da questi genitori così attenti e preoccupati per i contenuti di un film ma evidentemente così disattenti ed incapaci da non aver saputo educare i propri figli?

Certo, mi si potrebbe obiettare che chi con questi comportamenti mette a rischio la propria vita potrebbe mettere a rischio anche la nostra. Giusto. Ma quindi che facciamo? Rinunciamo a millenni di letteratura perché un coglione leggendo l’Orlando Furioso si mette un armatura e va a tirar fendenti a destra e manca? Eliminiamo il cinema ed il teatro e perché non anche i telegiornali ed i fatti di cronaca? Eliminiamo i libri di storia perché leggendoli qualcuno vorrebbe ripercorrere le gesta di Napoleone o Hitler?

No, la verità è che come ho detto, i vostri figli sono degli idioti e meritano di morire, al limite nel caso siano pericolosi anche per gli altri che li si metta in manicomio (e sono buono…) ma voi che ve ne uscite con queste iniziative meritereste nell’ordine un calcio nel culo, che vi si tolga la patria potestà, il diritto di voto, di parola e di residenza sul pianeta Terra perché siete ancora più idioti dei figli che volete proteggere censurando un cazzo di film!

E lo stesso discorso, sia ben chiaro vale anche per le idiote polemiche nate in seguito ai testi di un cantante nostrano (Sfera Ebbasta) che non conosco ma che a detta di questi scienziati inciterebbe all’uso della droga. Il discorso è lo stesso come ho detto, fermo restando che non conosco il genere e che non mi appartiene, cosa facciamo allora coi Beatles, Rolling Stones, i poeti maledetti, tutta la letteratura che parlava di oppiacei e compagnia bella? Un bel falò?

Ora, fermo restando che se uno è idiota resta tale sempre io lo ripeto: ma se proprio volete emulare qualcuno emulatelo in positivo! Pure Elon Musk in pubblico si è fumato una canna ma quello tanto per dirne una è un miliardario che sta costruendo un impero, giusto ieri il suo vettore spaziale ha messo in orbita altri 10 satelliti, progetta cose…ecco…emulate lui se ne siete capaci altrimenti non rompete i coglioni e levatevi dal mondo che nessuno ne sentirà di certo la mancanza e…lasciatemi guardare Sandra Bullock in pace!

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La neve di un tempo

Qui il rischio è quello di fare la solita parte del vecchio nostalgico (la posso usare ‘sta parola?) che parlando dei suoi ricordi finisce col dire il solito eh…ma ai miei tempi però! Il problema però è che in effetti qualcosa è cambiato. Ieri ero sceso e guardavo le figlie del mio amico di infanzia ormai pisano d’adozione tornato qui per le vacanze. Ha nevicato ed erano a giocare sulla neve.

Tenuta delle gemelline: tutina da neve livello Antartide con cappuccio aderente e fessura occhi di 4 cm tipo celata armatura medioevale e visibilità laterale pari a zero! Sotto avevano anche un cappello di un qualche materiale sintetico, scarponcini da montagna livello Himalaya, guanti impermeabili di tessuto spaziale e va beh, il tutto corredato da due bob da neve rossi in plastica dal peso a occhio e croce intorno i 3 kg circa o poco più!

Bene…ricordo la mia tenuta da neve più fantozziana forse ma anche a quei tempi abbastanza standard! Pantaloni in velluto marrone a righine strette (non so se mi spiego bene), maglioncino di lana a rombi (marrone e beige), giacchino stile eschimo con bottoni da 45 giri, capelli esposti agli elementi, polacchine grigio topo e guanti di lana che, alla terza palla da neve che confezionavi per lanciare, diventavano più fradici della topa di una vergine all’appuntamento con Rocco Siffredi!

Bob comprati? No, io lo avevo costruito utilizzando la lamiera bianca smaltata di una stufa buttata in qualche discarica abusiva con rinforzi di tavole di legno opportunamente segate a dare la forma di uno scafo per fare la parte laterale, ed altre tavole intermedie a rinforzare la struttura. Il tutto tenuto da chiodi arrugginiti recuperati qui e la in qualche casa in costruzione. La sagra del tetano praticamente! Lamiera che tagliava più della katana di Gaemon e peso totale dell’artefatto, comunque velocissimo, sui 20kg almeno!

Ecco…così ad occhio noto qualche leggera differenza! Ma oltre a ciò notavo anche qualche altra cosa. Quando ero bambino io, appena nevicava si scendeva tutti giù per strada (va beh, anche se non nevicava!) ed eravamo una mandria di ragazzini urlanti che si divertivano. Adulti? Banditi! Non c’erano! Non servivano! E nemmeno si preoccupavano di venire a controllare…cazzo dovevi controllare? I tempi di discesa?

Invece ieri, e anche oggi, osservavo le bimbe e qualche altro bambino ed ognuno di loro aveva il suo guardiaspalle. Bambini che comunque stavano tutti separati tra loro…guai a farli socializzare…e raggio d’azione limitato a pochi metri. Noi facevamo chilometri! E tra l’altro ricordo anche un altro fatto: allora le scuole non chiudevano! Ricordo una volta che uscimmo da scuola senza che nessun suv ci venisse a prendere tra l’altro con la neve che veniva giù a bufera. Visibilità praticamente nulla e in strada mezzo metro!

Ebbene, noi da scuola a casa, a farci, con i nostri abiti da neve di allora, i due chilometri da scuola fino alle nostre case. Era normale. Oggi per un allerta meteo di pioggia chiudono, per due cm di neve chiudono…i docenti dicono…se non riescono ad arrivare che fanno i bimbi da soli? Beh…io alle elementari avevo una vecchia maestra che anche con un metro di neve è sempre arrivata! Cazzo era Mary Poppins? Hilander?

Ma anche se per caso non fosse arrivata a noi ci avrebbero distribuiti tra le classi, al limite un bidello ci avrebbe dato una guardata col direttore che ogni tanto si sarebbe affacciato e nessuno avrebbe detto nulla…era la normalità. Tra tutti questi pensieri che facevo ad un certo punto ho visto le bambine tornare dal padre e dire: possiamo tornare a casa? Siamo stanche!! Siamo stancheeeee??? A Nove anni???

Ma a noi per riportarci a casa dovevano mandare una squadra della SWAT per recuperarci! Ci dovevano catturare vivi e con l’inganno…poi riscendi…ti ho preso la cioccolata…domani non vai a scuola! La stanchezza? E chi la sentiva! Ricordo che su questa strada dove ancora abito con una pendenza del 7-8% quando giocavamo a pallone su un terrazzo in cima e il pallone veniva giù…poi dovevi correre a riprenderlo!

E tornavi su e continuavi a giocare e di nuovo giù…e passavi d’estate ore e ore a correre. Oggi sento calciatori professionisti che dopo due partite in una settimana sono stanchi poverini…noi non ci stancavamo mai ma nemmeno se per qualche ragione stavamo male…e chi ci teneva! E per quella strada innevata facevamo sopra e sotto con i nostri slittini artigianali una continuazione…mani che diventavano d’acciaio resistenti al freddo, facce arrossate e corpi sudati e pantaloni e calzini bagnati ma noi…imperterriti non sentivamo nulla!

Noi non avremmo mai detto ad un genitore se potevamo rientrare a casa…primo perché il rientro non era contemplato…secondo perché sarebbe stato visto dagli altri come una resa o un tradimento e terzo perché noi eravamo semplicemente indistruttibili! Bambini come noi non ne nascono più! Unico rimpianto che ho è che a quei tempi non c’erano i cellulari e non ho nemmeno una foto ricordo a documentare tutto ciò. Ve l’ho detto…i genitori in mezzo a noi manco col binocolo venivano!

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Reddito di cittadinanza…per celiaci…

Io da tempo lo dico…sto paese è fottuto ma la colpa non è di nessun altro se non di una maggioranza di italioti che è in costante ed inarrestabile aumento. Ok…mi direte che sono il solito qualunquista…disfattista…con il complesso di superiorità e bla bla bla…forse avete anche ragione però, se dalle classifiche mondiali sull’analfabetismo funzionale gli italiani sono ai primissimi posti magari un motivo ci sarà no?

Ok, prima di venire al dunque, giusto per farvi capire come stiamo messi volevo darvi un piccolo antipasto riguardo ad un generale dell’esercito che, in una visita ufficiale ad un reparto schierato delle nostre forze armate è riuscito nell’intento di fare una figura di merda galattica arrivando a dare la mano indovinate a chi? Ad un manichino cazzo! E magari si sarà anche fantozzianamente offeso visto che quello la mano non gliel’ha data! Pare una notizia di Lercio ed invece…è vera!!

Ecco un sito che riporta la notizia: clicca qui

Va beh, questa era solo la premessa…ora…lasciamo perdere questo che in caso di guerra dovrebbe essere una volpe e garantire la saggezza e l’intelligenza di prendere giuste decisioni…lasciamo perdere le quotidiane figure da idioti che fanno i nostri politici al governo…ormai nemmeno si contano più e tutto il mondo ci ride dietro….sorvoliamo ok? Però….che cosa dire di 700 mila connazionali che vanno a cliccare su una pagina web palesemente fake che è stata fatta solo per burla ma che è stata presa realmente sul serio? A sto punto io darei il potere assoluto a Wanna Marchi e via!

La pagina la trovate qui…ho controllato ed esiste veramente però se non avete voglia nel video seguente troverete tutto spiegato nei dettagli! Vi dico solo che a partire dal nome del sito dove INPS diventa IMPS (Istituto Mondiale Provvidenza Solare!!!), e dalla descrizione della pagina in cui si offrono lavori come rubbish manager, private investigations, tower of greek dependent, boat rower, ecc… ed andando a cliccare sul tasto per gli immigrati dove il tutto viene tradotto con Reddido di giddadinanza…no…davvero…io riderei se non fosse che quei per adesso 700 mila che hanno lasciato i propri dati è gente che vota cazzo…e niente non so se piangere o bestemmiare o tutte e due insieme e passare ad un dignitoso suicido alla giapponese…

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T’illumino d’immenso ( parte seconda)

Il primo allestimento

Sulle indicazioni ricevute dal light designer , una volta che il materiale arriva nella sede designata per svolgere l’allestimento e le prove, si inizia il montaggio vero e proprio che, oltre allo schema del disegno dovrà seguire anche uno schema elettrico di distribuzione della corrente che da quel momento sarà sempre lo stesso. Infatti, per ottimizzare i tempi, verranno realizzate le cosiddette “fuste” ovvero dei cavi uniti insieme ad altri che formeranno dei serpentoni e che daranno alimentazione ai vari proiettori e che saranno facilmente individuabili nella zona cabina elettrica.

Ogni cosa verrà opportunamente segnata seguendo delle convenzioni che tutti possano capire. E già qui spesso vi sono incomprensioni…segnamo all’inglese o all’italiana? Gli inglesi infatti usano il metodo Stage Left/Right per cui tutto ciò che segnano lo fanno guardando l’audience cioè il pubblico. Noi al contrario guardiamo il palco dalla regia quindi la nostra destra diventa il loro stage left. Ma messi tutti d’accordo su ciò diciamo che ci si capisce!

In questa fase concorrono al montaggio diverse figure che poi ritroveremo anche in tour. Innanzi tutto i “riggher” che sono quelli che si occupano di tutto ciò che viene sollevato in quota per mezzo di motori elettrici. Questi sollevamenti vanno calcolati prima da un ingegnere strutturale in base al peso complessivo, ai tralicci utilizzati ed alla portata di ciò che dovrà sostenere il tutto. Se parliamo di teatri o strutture fisse queste dovranno fornire le opportune certificazioni ma in genere in un teatro ci puoi attaccare di tutto senza problemi perché ha delle graticce a norma di legge e realizzate per permettere un uso adeguato agli spettacoli moderni. Esistono però teatri che…sarebbe meglio chiudere o non aprire proprio…e questo è un altro discorso!

Se invece di luoghi al chiuso (quindi teatri, studi televisivi, sale convention, fiere) si lavorerà all’aperto o se il luoghi al chiuso non avranno la possibilità di poter appendere allora si dovranno realizzare delle strutture di supporto. Anche queste andranno dimensionate in base a calcoli fatti da ingegneri ed a seconda della tipologia andrannomontate da personale addetto, quindi scaffolder (montano le impalcature dette layer), sempre riggher con eventualmente l’utilizzo anche di gru o mezzi meccanici.

Ricreare un teatro in un palazzetto…

Che il disegno sia piccolo o grande alla fine si arriverà sempre al risultato finale di avere dei proiettori collocati in posizione che saranno “univoci” nel senso che ognuno di essi avrà una sua identità digitale ed apparterrà ad uno specifico universo DMX. E qui serve aprire una parentesi chiarificatrice altrimenti non mi seguirete!

Innanzitutto il proiettore può essere di diverse tipologie e servire per diversi scopi per cui è stato ottimizzato. Ogni proiettore ha dei “canali”che attraverso dei parametri ne determinano il funzionamento. Il numero minimo di canali è uno ed è ovviamente quello dell’intensità luminosa! Un proiettore per definirsi tale deve emettere luce e questa può avere diversi stati che vanno dallo zero (proiettore spento) al massimo (proiettore acceso al 100%) e i proiettori del genere (ad un canale quindi) a loro volta poi si differenziano per altre caratteristiche (fascio stretto, largo, fascio sagomabile ecc ecc) ed impiego d’uso (illuminazione zona, persona, fondale ecc ecc).

Capito che cosa intendiamo per canale e per parametri di controllo dello stesso veniamo ai proiettori che hanno più canali da controllare per cui, ad esempio, un proiettore oltre alla fonte luminosa avrà anche la possibilità di muoversi su e giù (tilt), a destra e a sinistra(pan) e a cambiare colori sia utilizzando una ruota di colori e sia utilizzando tre palette di colori con i colori complementari (ciano, magenta e giallo) da cui ricavare attraverso la loro miscelazione tutti gli altri. Altro metodo è usare i colori primari (rosso, verde e blu). Ognuno di questi colori quindi è un canale che come per il movimento ed il dimmer (luce) ha dei parametri che ne determinano il valore assoluto in un determinato momento. I proiettori che si muovono sono detti motorizzati e si dividono in proiettori a testa mobile e proiettori a specchio mobile.

Bene, dato che ogni proiettore può avere più di un canale come abbiamo visto, c’è da capire come fare per controllarli tutti! E qui entra in gioco lo standard USITT DMX (Digital Multiplex) che senza entrare nei dettagli fa si che per ogni linea (universo) ci siano a disposizione 512 canali ognuno dei quali è controllabile da 256 stati o valori. Questo numero è ottenuto dal fatto che i “pacchetti” di informazione digitale viaggiano a blocchi di 8 bit. Questo fa si che per ogni byte possiamo avere al massimo 2 elevato all’ottava quindi 256 stati che vanno da 0 a 255. Nel caso del dimmer, lo zero determinerà il fascio chiuso mentre il 255 il massimo della intensità.

Questo in breve per dire che i singoli proiettori ed i singoli canali dovranno essere controllati per mezzo di una consolle o di un software e che questi per poterlo fare devono sapere prima l’identificativo del proiettore ed il suo universo di controllo. Questa operazione in fase di pre allestimento viene fatta sulla consolle e si chiama patch. Il patch restituirà dei valori sequenziali che andranno assegnati a ciascun proiettore e per contro darà ad essi un identificativo numerico che permetterà di individuarli più facilmente. Questo viene in genere fatto attingendo a delle librerie che per ogni proiettore e marca forniscono l’opportuna fixture adatta.

Ora, supponiamo di avere 4 proiettori da un canale, 4 proiettori da 5 canali e due proiettori da 10 canali. Essi in totale andranno ad occupare 4 +(4×5) + (10x 2) = 24 canali quindi dato che un universo ne può contenere 512 ne resteranno liberi 488. Mettiamo invece che andremo a dover impostare 20 proiettori da 20 canali e 10 proiettori da 25canali otterremo la somma di 400 + 250 = 650 ovvero avremmo superatola soglia dei 512! Ecco, in questo caso bisogna giocoforza usare due universi e dividere i proiettori secondo la migliore soluzione possibile che può variare a seconda dei casi.

Quindi possiamo mettere 10 proiettori da 20 e 5 da 25 (325) oppure a seconda del disegno magari metterli tutti fino a che ci stanno e poi proseguire coi rimanenti sul successivo universo. Bene, ora che sapete cosa è un canale, un universo, i parametri di controllo, il patch capiamo anche l’assegnazione del singolo proiettore. Torniamo al primo esempio, quello più semplice…abbiamo i primi 4 canali a controllo singolo quindi da 1 a 4 abbiamo 4 proiettori singoli…e fin qui è facile! Il successivo proiettore quindi avrà, a disposizione la scelta di un numero che va da 5 (primo libero) a 512-5 (perché se per controllarlo ho la necessità di 5canali solo mettendolo ad un valore di partenza di 507 li avrà tutti a disposizione!

Diciamo che per praticità di esempio parto dal 5. Quindi il quinto proiettore ha come identificativo di partenza il numero 5. Il successivo partirà quindi dalla fine più uno di questo quindi dal numero 10. Il successivo ancora dal 15 e quello dopo dal 20. I due a seguire avranno quindi il primo assegnazione 25 mentre il secondo avrà assegnazione 35. Semplice no? Ecco, queste assegnazioni di fatto sono i nomi con cui l’operatore per mezzo della consolle “chiama” e controlla il tutto. In realtà in sede di patch ad ogni proiettore viene assegnato un ID identificativo per facilitarne l’uso!

Il patch determina una lista con il nome della fixture(proiettore) il suo Id, l’universo DMX a cui appartiene ed il numero di address(assegnazione ) Dmx.

Dalle librerie si sceglie la fixture adeguata controllando che i parametri siano uguali a quelli del proiettore da controllare

Il tipo di proiettore Mac 700 ha come prima fixture ID il numero 111 mentre l’ultimo della lista ha il 133. Questo perchè non necessariamente devono essere in sequenza ma devono rispondere a criteri di semplicità d’uso che l’operatore ritiene migliore. Il primo avrà DMX 1 , il secondo 32 e l’ultimo 249 e tutti sull’universo 2.

Una volta montate le strutture, i proiettori, cablata sia la corrente che le linee DMX di controllo, fatta l’assegnazione, sostituiti eventuali proiettori difettosi, provato tutto abbiamo terminato l’allestimento e i tecnici luce per il momento insieme ai rigger ed eventualmente agli scaff hanno finito l’allestimento. Ora si passa alla fase successiva, la programmazione.

continua….

T’illumino d’immenso (parte prima)

T’illumino d’immenso (parte terza)

T’illumino d’immenso (parte quarta)

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T’illumino d’immenso (parte prima)


Con questo post, che probabilmente dividerò in più parti, spero di poter raccontare un po’ del mio mondo e tutto quello che c’è dietro ad uno spettacolo riguardo la luce. Grosso modo possiamo individuare 3 fasi ben distinte che coinvolgono diverse persone e diverse competenze.Quando queste 3 fasi saranno concluse allora seguirà l’ultima fase ovvero l’evento o il tour che merita una spiegazione a parte.Vediamole dunque queste fasi:

  1. Il disegno luci
  2. Il primo allestimento
  3. La programmazione
  4. Il Tour

Il disegno luci.

Su questo aspetto non mi soffermerò molto visto che non è strettamente il mio ambito. Comunque in generale il disegno luci è il risultato ottenuto da una mediazione tra il regista dello spettacolo, tra uno scenografo/coreografo, quello che è il budget messo a disposizione dalla produzione e le disponibilità effettive di chi dovrà fornire il materiale (il service) visto che non sempre si ottiene ciò che si chiede e spesso ti danno del materiale e quello è arrangiati!

Il risultato di questa mediazione porta il light designer o il direttore della fotografia a redigere un progetto che darà come risultato finale una pianta con la disposizione dei proiettori e la loro tipologia unite ad altre eventuali informazioni che potranno riguardare eventuali filtri di colore da applicare.

Un esempio di disegno luce

Questa pianta ovviamente, in sede ideale, nel senso che a bassi livelli non è necessariamente così, è il risultato di uno studio preventivo da parte del light designer che, per mezzo di software 3D, simula prima quella che sarà poi la resa luminosa sul palco valutando in anticipo eventuali impedimenti, ostruzioni, ombre o punti ciechi. Un buon disegno luci insomma è di solito già metà del lavoro finale e garantisce una resa finale ottimale.

Esempio preso dal web
Esempio preso dal web

In pratica questi software sono dei veri e propri CAD  su cui vengono importate le piante delle location su cui si andrà a lavorare e su cui virtualmente viene realizzato quello che poi sarà l’effettivo impianto luci che andrà montato. Ovviamente questo passaggio, nel caso soprattutto di strutture complesse andrà verificato da un ingegnere strutturale ed eventualmente supportato da un architetto. Questo farà si che per rispettare le normative ed il corretto montaggio di parti assemblate ogni cosa sia stata valutata per tempo.

Video preso dalla home page di http://www.realizzer.com/

Il lavoro del LD inoltre consisterà nel proporre ai committenti o eventualmente agli artisti una sorta di bozza di idee che tramite dei rendering video mostreranno virtualmente lo show concept che si andrà a realizzare. Ovviamente, questa parte nel caso di show medio piccoli per questioni di budget non verrà mai presa in considerazione e diciamo che tutto si fa un po’ come viene fermo restando che, comunque esistono normative da rispettare e a quelle bisognerà attenersi. Naturalmente qui parliamo di strutture semplici, lineari e facilmente realizzabili.

Immagine presa dal web

segue…

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Cerco ingegnere per bussinessss!

Ok, tutti amiamo i bambini vero? Tranne quelli pestiferi, quelli rumorosi e quelli rompicoglioni! Giusto? Diciamo la verità…i bambini ci piacciono quando sono mansueti e uno li può osservare in tutta la loro innocenza! Ma…che dire quando ci si imbatte in Attila in persona redivivo? La voglia di disintegrare lui(lei) e tutta la sua famiglia è tanta, specie quando sei li che vorresti solo riposare!

Il guaio è che per una qualche stortura dello spazio tempo quantistico o per i più sempliciotti per qualche congiunzione astrale, capita che proprio in quei momenti, proprio quando sei stanco, proprio quando vorresti dormire, proprio quando magari hai mal di testa, proprio quando avresti bisogno di silenzio e concentrazione perchè devi fare qualche lavoro loro…si scatenano in tutta la loro perfidia! E’ vero o no? Capita anche a voi?

Beh, a me capita col figlio del vicino di casa. Certo, vivere in un condominio con le pareti di cartone non aiuta! Ma sono sicuro che anche qualora vivessi in un bunker a prova di ordigno nucleare l’Attila di turno riuscirebbe comunque a penetrare! Non c’è scampo…Attila vince sempre ed il guaio è che ogni Attila bambino ha anche una madre urlante (poverina dite? Un cazzo…lo hai messo al mondo te…sei la prima responsabile!) e la combinazione dei due è devastante!

Se poi Attila si sente anche Ian Anderson piccolino e comincia a “suonare” il flauto che gli hanno regalato (qui scommetto che la colpa è del padre…maledetto anche lui che tanto non sta a casa!) ed è tutto un trionfo di tuuuu….tuuuuu…fiuuuuu…fiiiiii….tuuuuu…fffffuuu….fiiiii….tuuuu…tuuuu….fiiiuuu…fiu…tiuuu…per ore e ore voglio vedere chi resiste! Sono convinto che pure Buddah in persona ad un certo punto si sarebbe armato di mitragliatore d’assalto ed avrebbe riportato ordine nel karma perchè la karma è la virtù dei forti giusto?

Mi direte che mi poteva andare peggio…potevano comprargli una batteria e sarebbe diventato John Bonham redivivo…ed allora anche i sismografi in Giappone avrebbero registrato i tuuum…tuuumm…ciafff…tooom…booom…bommm e via dicendo. Si lo so…poteva andare peggio! Ma anche così fidatevi…non è facile per nulla! Ed allora ecco la mia idea che se realizzata promette la pace eterna condominiale a tutta l’umanità oltre ad una potenziale vagonata di euro per la realizzazione della cosa e la sua commercializzazione!

In pratica tu hai un bambino casinista e gli vuoi comprare un cazzo di flauto? Beneeee…compra il mio che funziona così: il pargolo lo suona normalmente soffiando come un cobra reale ma lo strumento non emette alcun suono perchè il suono viene convertito in un bel segnale elettronico che, viaggiando in wi fi o bluethoot o pure con un cavo, finisce direttamente nella cuffia da incollare sulla capoccia del melodico pargolo!

E tutto il casino se lo sente lui cazzo! 😀 E lo stesso credo si possa realizzare per qualunque altro strumento infernale che genitore infingardo (e avventato!) possa regalare a qualsiasi nanetto infernale! Dai su…liberiamolo sto mondo dai rumori molesti!Va beh, io l’idea ve l’ho data…per il brevetto non c’ho un euro…come realizzarlo non lo so…fate voi…viregalo tutta la mia genialità incompresa…poi ahooo se diventate milionari grazie alla mia idea…passatevi una mano sulla coscienza e…non pretendo nulla ma regalatemi almeno un cazzo di flauto silenzioso che almeno avrò la soddisfazione di ficcare su per il culo alla madre!

 

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immagine presa dal web

 

 

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Il peso del basso

No, non sto per parlare di diete e nemmeno di Calderoli! Il peso in questione è squisitamente un peso artistico e quindi ovviamente soggettivo ed il basso relativo è lo strumento musicale che, spesso passa in sordina o è messo in secondo piano rispetto ai cugini della chitarra o ad altri strumenti più accattivanti come il sax o quei metronomi dei batteristi! Faccio però una premessa: ne parlo da ascoltatore e non da esperto quindi magari dirò delle inesattezze quindi nel caso correggetemi senza problema!

Ah, altra premessa è che mi riferisco alla musica rock perché il basso nel jazz e nel blues ha valenza differente così come ne hanno in un orchestra sinfonica le sezioni con il contrabbasso suo stretto parente. Se parliamo di rock invece con tutte le sue sfumature(hard rock, progressive, poprock, metal ecc ecc) a mio avviso c’è una evidenza lampante tra una band al cui interno vi è un grande bassista ed una in cui non c’è.

Ma se c’è, quando c’è e quando la creatività dell’esecutore sono libere di esprimersi quel suono ha un peso non indifferente e si sente eccome…non è un semplice accompagnamento ritmico che detta i tempi insieme alla batteria ma contribuisce attivamente a definire una melodia, a dare una impronta al gruppo ben precisa oltre a lasciare degli accordi che poi magari finiamo per fischiettare tanto si imprimono nelle nostre teste!

Ieri notte tra l’altro, non riuscendo a dormire mi sono guardato per caso un film (Band Aid) sulla storia di una coppia che non riuscendo a smettere di litigare ha trasformato le loro liti in musica con lui alla chitarra e lei al basso!Tra l’altro l’attrice (Zoe Lister-Jones) che non conoscevo ho scoperto essere realmente anche una bassista musicista quindi nel film ha un po’ interpretata se stessa! Di seguito un loro brano presente nel film:

Tornando ai bassisti, a quelli che diciamo hanno lasciato il segno (o che almeno hanno colpito me o che conosco io!) ve ne sono indubbiamente di grandissimi e carismatici, ognuno dotato di un suo stile ed una sua tecnica perfettamente riconoscibile. Tra i grandi impossibile non citare Sting che sia coi Police che da solista ha scritto pagine uniche come questa quando era coi Police (Every Breat you Take):

O come non citare questo brano dal ritmo incalzante e martellante dei Pink Floyd e del suo storico fondatore e bassista in Another Brick in The Wall ? Riuscite ad immaginarlo senza basso? Impossibile vero?

E sempre parlando di ritmo incalzante che ne dite di Psycho Killer dei Talking Heads e dello stile pizzicato della sua bassista Tina Weymouth:

Tra l’altro apro una piccola parentesi riguardo alle donne al basso che, sono spesso molto migliori di una buona parte dei loro colleghi maschi e hanno raggiunto il top. Qui ad esempio una carrellata di sole donne non necessariamente rock ma comunque vale la pena di ascoltarle! Tra l’altro, ricordo un episodio legato ad una bassista italiana molto brava (Camilla Missio) a causa di cui presi un gran cazziatone dal leader della band in cui suonava perché mi permisi di sottolineare con un cambio di luce un suo assolo e questa cosa fu ritenuta una specie di affronto di lesa maestà! Esauriti nostrani…

Va beh, questa ovviamente non voleva certo essere una classifica ma solo un omaggio ad uno strumento che come ho detto se c’è e suonato bene si nota! E lo concludo con il ricordo di un altro grande bassista che purtroppo non c’è più e che ebbi la fortuna di conoscere trascorrendo insieme a lui ed alla sua band piacevoli ore di chiacchierate! La storia della sua morte avvenuta proprio in quella occasione la racconto in questo post stranamente passato inosservato che ripropongo con un po’ di malinconia.

Tra le cose che ricordo di quella lunga chiacchierata fu il racconto di come iniziò a suonare il basso…prima con una corda sola, poi passai a due! Chissà, oggi ne avrebbe magari 16! Mark Sandman:

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Succede!

La scena che mi ha visto protagonista questa mattina mentre corricchiavo sarebbe stata davvero comica, una di quelle che, se ci fosse stato qualcuno a riprenderla e a piazzarla sul tubo probabilmente sarebbe diventata virale! Per fortuna vostra e mia, invece in quel tratto non c’era anima viva e, ancora ridendo, posso raccontarla senza che la vergogna dello sputtanamento planetario incomba!

In pratica è successo che…op op op…trotterellando allegramente ad un certo punto sento i pantaloncini che ops…di colpo mi vanno giù a metà coscia! O cazz…e che è successo mo? Li riafferro al volo prima che arrivino a terra aiutati anche dal peso del cellulare (che metto sempre in una borsa attaccata alla cintura perché non sopporto di averlo al braccio in quei cosi che vanno ora di moda e certamente non sopporto di tenerlo in mano! ) e controllo!

E niente…praticamente si è rotto l’incastro della cintura che blocca la stessa in posizione di chiusura. Cinta che ha (aveva…) questa sorta di fibbia in plastica e che di colpo si è spaccata lasciando che la forza di gravità facesse il resto. Poi, c’è da considerare che, qualche anno fa, quei pantaloncini mi andavano stretti (taglia 56!) e di fatto stavano su anche senza cintura! Ma ora ci sono almeno due taglie in meno che mancano e senza cinta scapperebbero via! Ed infatti ci hanno provato!

A quel punto c’era poco da fare, dopo essermi rassicurato con un rapido sguardo del fatto che non ci fosse il grande fratello a spiarmi, mi sono ritirato su i calzoncini e mi sono fatto un nodo alla cinta per tenerli su e me ne sono tornato a casetta pensando che, le cose si rompono come del resto si è rotta la lavatrice della mia amica. C’è poco da fare. Certo, si può, a volte, optare per scelte di maggior qualità, certamente più costose ma , alla lunga, tutto si rompe.

Nulla è eterno e gli oggetti sono tutti destinati a soccombere nella lotta contro il tempo,contro gli attriti, le variazioni di temperatura, traumi di vario genere e tutto ciò che deriva dall’uso quotidiano. A questo punto mi vengono in mente altre cose che di colpo cedono ma, non avendo ancora conseguito la laurea sul web in ingegneria mi astengo dal fare altri commenti e mi fermo alla constatazione che anche l’uomo non è immortale e questa forse è una dannata fortuna!

bty

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Il processo…

E’ un periodo strano, non scrivo tanto anche perché spesso le cose che avrei da dire “sento” essere inutili o semplicemente perché proprio non ho nemmeno tanta voglia di discutere. In compenso però leggo tanto, anche in rete e spesso trovo cose davvero degne di nota che certo non hanno il peso di uno stupido tweet ma che al contrario sono ricche di pensiero che in fondo è proprio quel che manca oggi.

Tra le tante cose lette ne voglio citare integralmente una che per il suo contenuto di fatto è coincidente con quello che è il mio pensiero e che è la mia visione del mondo e delle cose sebbene ormai sia una visione superata, datata e ostracizzata dal pensiero unico dominante. Pazienza…attendo tempi migliori e cercando “teste” affini, ormai sempre più rare pubblico questa citazione nella speranza che essa continui a circolare perché lo merita. Buona lettura…

Al suono delle campane che annunciavano le 8 del mattino, la signora scoppiò in singhiozzi tra le braccia dello sconosciuto.

“Mioddio, no. Ti prego, no, non voglio morire”.

L’uomo la consolò come poté, cercando nel suo ruolo di protettore maschile di farsi forza a sua volta. Quel giorno sarebbero morti tutti, probabilmente.

“Io non ero fascista. Non ho mai fatto del male a nessuno. Volevo solo…”
“Lo so… era quello che volevamo tutti. Quello che speravamo tutti. Che togliendo di mezzo immigrati e gay avremmo risolto i problemi del paese, che ci saremmo sentiti più sicuri, che saremmo tornati agli anni del grande boom economico”.

Ma ora, in quel momento, si sentiva stupido anche lui a ripeterlo. Il collasso economico seguito alle misure adottate dai cinque governi populisti aveva portato il paese alla miseria totale, le leggi sul porto d’armi libero avevano rapidamente trasformato la miseria in una guerra civile tra bande, e la ciliegina sulla torta erano state le epidemie di tifo e difterite dovute alla messa fuorilegge delle vaccinazioni. Il conteggio dei morti superava già i milioni, quando era avvenuto il colpo di Stato degli epistocratici. E ora, chi aveva contribuito al disastro, pagava.

L’accusa di fascismo, o di collaborazionismo col vecchio regime, se confermata in tribunale, portava ad un esito unico: la condanna a morte. Solitamente per annegamento in mare, per vendicare il genocidio perpetrato dai regimi populisti nei confronti di tutte le minoranze, cacciate dall’Italia su carrette del mare negli anni ’20, o rinchiuse in campi di concentramento, come misura definitiva per il risanamento dell’Italia bianca e cristiana.

“Rossi, Matilde” – la donna con un singhiozzo si strinse ancora più forte al suo compagno di cella, ma le guardie non si fecero intimorire, e la afferrarono per le braccia, trascinandola via. “No, vi prego. Vi prego, Dio no!”
Le urla proseguirono lungo tutto il corridoio, ma cessarono quando la donna fu scaraventata nella gigantesca aula tribuna. Di fronte a lei si stagliava la scritta “La legge è uguale per tutti”, restaurata dal regime epistocratico dopo gli anni del cosiddetto “privilegio di italianità”. Il giudice era assiso sul suo scranno, in silenzio.

Il pubblico ministero portava ben in vista sul petto il simbolo del Partito Epistocratico Socialista – la Falce e il Martello sormontati da un libro – circondati dal motto “La conoscenza è forza, la cultura è libertà”.

La donna fu portata al banco degli imputati e fatta accomodare.
Il giudice iniziò a leggere i capi d’accusa: “Rossi Matilde, lei è accusata di apologia dell’odio razziale, fascismo, propaganda genocida e complicità nello sterminio di milioni di stranieri, omosessuali e dissidenti. Come si dichiara?”.

“Non… non ho nemmeno diritto ad un avvocato?” – chiese Matilde iniziando a sentirsi schiacciata sotto il peso della situazione.
“La signora ha diritto ad un avvocato?” chiese il giudice. Un usciere immediatamente rispose proiettando sullo schermo bianco lo screenshot di un post di Facebook. Era di Matilde Rossi, del 2018: “Finalmente dei politici che parlano come mangiano no i professoroni che hanno solo affamato gli italiani con tutte le loro lauree”. Il 2018, l’anno del primo governo populista.
“Riconosce questo post signora Rossi?” – chiese il giudice. Matilde non poté far altro che emettere un flebile “sì”.
“In questo caso, visto il disprezzo che ha mostrato per i titoli di studio, gli avvocati laureati le sono preclusi. Può farsi rappresentare da un ciabattino, se lo desidera”.

Matilde rimase in silenzio per diversi secondi. Poi il giudice passò la parola all’accusa. Il pubblico ministero era un bell’uomo, sulla quarantina, probabilmente un ex-rivoluzionario: con le loro intelligenze superiori era stato facile per loro organizzare il golpe alle spalle dei servizi segreti, troppo occupati in missioni di sabotaggio contro le altre nazioni che spargevano scie chimiche sull’Italia. I membri del vecchio regime che avevano opposto resistenza erano stati uccisi e appesi in piazzale Loreto per dare l’esempio, ma la purga, dopo i politici, aveva preso di mira i cittadini.

Sullo schermo si formò un’immagine: era quella di una barca di migranti affondata nel mediterraneo. Vi erano immagini di uomini che recuperavano cadaveri di bambini: doveva essere anche quello del 2018, prima che venisse istituito il reato di soccorso in mare, prima che le navi provenienti dal nord-Africa venissero bombardate, e prima che si iniziasse a incarcerare chiunque difendesse la vita delle persone di colore.
A lato comparve un commento Facebook: era a nome Matilde Rossi: “Tanto sarebbero diventati spacciatori e stupratori a piede libero qua in Italia”.

Il pubblico ministero indicò a Matilde l’immagine: “Signora Rossi, riconosce quel commento?”. Matilde iniziò a piangere: “Io non volevo… io non intendevo”.
“Signora Rossi, non le ho chiesto cosa voleva o cosa intendeva. Risponda alla domanda: riconosce quel commento?”
Matilde annuì, continuando a lacrimare.

“Lei pensava che urlare la sua rabbia su Facebook fosse un’azione innocua? Senza conseguenze? Pensava che mostrarsi gradassa dietro una tastiera la rendesse una vera italiana?”
Sullo schermo partì un video, o meglio una serie di spezzoni di filmati: vi si vedevano persone subire ogni sorta di violenze e torture. Molti erano immigrati, lo si vedeva dal colore della pelle; molti altri erano bianchi però.
In sottofondo la voce dell’ex ministro dell’Interno, poi ministro dell’Italianità, poi Presidente Unico dell’Italia Bianca e Cristiana Matteo Salvini, ripeteva in loop: “gli italiani sono stanchi di tutti questi immigrati; vengono qua solo per delinquere e stuprare… è finita la pacchia”.

In uno spezzone si vedeva una donna coi capelli corti violentata da uomini in divisa. Le urlavano “lesbica buonista” mentre la colpivano a sangue.
“gli italiani sono stanchi di tutti questi immigrati; vengono qua solo per delinquere e stuprare… è finita la pacchia”

Altro spezzone, uomini smagriti e disidratati chiedevano acqua e si vedevano prendere a calci: “zitto, ricchione”
“gli italiani sono stanchi di tutti questi immigrati; vengono qua solo per delinquere e stuprare… è finita la pacchia”

Una motovedetta italiana navigava in mezzo ad un mare di cadaveri galleggianti. Soldati coi fucili sparavano ogni tanto per assicurarsi che non fosse rimasto vivo nessuno.
“gli italiani sono stanchi di tutti questi immigrati; vengono qua solo per delinquere e stuprare… è finita la pacchia”

Matilde iniziò a urlare. “Dio no. Dio no! Perché? Io non ho fatto questo”
Il video si fermò: “Temo di sì, signora Rossi. Lei ha fatto esattamente questo. Niente di tutto questo sarebbe avvenuto senza la legittimazione di un intero popolo; lei è colpevole di tutti questi crimini. Lei è colpevole di aver sostenuto i governi fascisti con i suoi post su Facebook e con il suo voto”.

“Io volevo solo che i governi pensassero anche a noi italiani poveri!”

“Signora, dai documenti in nostro possesso risulta che suo marito lavorasse in nero come autotrasportatore, e che lei fosse impiegata alle poste. Tra il 2010 e il 2020 siete andati in vacanza tutti gli anni dieci giorni nella casa dei vostri genitori al mare. Vostro figlio prendeva ripetizioni di matematica ed era iscritto a Basket, è corretto? E se è corretto, mi dica, ritiene che lo Stato avrebbe dovuto aiutare prima lei che persone in pericolo di vita?”

Matilde esitò. “Io volevo solo… qualcosa di più. Una vita più dignitosa”
“Signora Rossi, qual è il suo titolo di studio?”
“Maturità in un istituto tecnico”.
“Acquisita a 21 anni. E quello di suo marito?”
“Istituto professionale”
“A 21 anni anche lui. Mi dica, quanti libri avevate in casa?”
Silenzio. “Io… non saprei”.
Il pubblico ministero incalzò: “Qual è l’ultimo libro che ha letto, signora Rossi? Lo ha mai letto, un libro per intero? Sa almeno come è fatto, un libro?”
“Sì io… alle superiori. Quelli che ci dava l’insegnante per l’estate. Qualcuno”.
“Mi dica, signora Rossi, se in vita sua non è nemmeno stata in grado di leggere un libro da sola, cosa le fa pensare che avesse diritto a qualcosa di più di quello che aveva – che, le sottolineo, era comunque assai più di quello che avevano i disperati del cui annegamento lei era solita gioire?”.
Matilde tirò su col naso: “Ci dicevano che era colpa degli immigrati. Gli abbiamo creduto. Ci hanno ingannati”.

Il pubblico ministero si rivolse al giudice.
“Senza alcuna sorpresa, l’imputata ora incolpa i politici ai quali ha creduto. Ai quali ha scelto di credere. L’imputata non comprende che sono state proprio la sua stupidità e il suo razzismo a produrre quei politici. – tornò a guardare Matilde – signora Rossi, lei non è stata ingannata. Lei ha voluto ingannarsi. Lei, e milioni di italiani con lei, hanno voluto costruire dei mostri per non doversi guardare allo specchio, e i più codardi e i più astuti tra di voi, sono diventati quei politici che hanno distrutto l’Italia e l’Europa. Non siete vittime. Siete carnefici. E non solo degli altri… anche di voi stessi”.

Lo schermo proiettò un ultima foto, di fronte alla quale Matilde lancio un urlo straziante. “NO! Dio NO! Ditemi che non è vero!”.
La foto mostrava il fratello di Matilde, scomparso da anni, riverso a terra e coperto di sangue.
“L’abbiamo trovata negli archivi del regime. Suo fratello è stato accusato di buonismo per essersi rifiutato di sopprimere un bambino meticcio di 3 anni, e ha pagato per questo. A quanto pare lui non voleva credere che sarebbe necessariamente diventato uno stupratore o uno spacciatore, come invece credeva lei, signora Rossi. E questo suo dissenso gli è costato la vita; processo sommario, come si faceva durante il regime”.

Matilde piangeva e si dondolava sulla sedia, come in stato di shock. A quel punto non le importava nemmeno che la condannassero a morte.
Il giudice prese la parola: “In virtù dei poteri conferitimi, dopo aver esaminato le prove e le testimonianze, in nome della Legge, dichiaro l’imputata colpevole di tutti i reati, e la condanno pertanto al massimo della pena”.

Elisa emise un singulto, e nient’altro. “Signora Rossi Matilde, a partire da lunedì prossimo, lei sarà reintegrata nel suo precedente posto di lavoro, e tornerà ad abitare col suo precedente nucleo familiare. Alla sua famiglia sarà vietato l’utilizzo di Internet, un quarto dello stipendio suo e di suo marito sarà decurtato, e andrà in progetti per la ricostruzione del paese e per l’accoglienza degli stranieri. Dovrete inoltre leggere un libro al mese, pena la perdita del diritto alle vacanze”.

Matilde si riscosse. Non poteva credere a quello che stava sentendo.
“Come? Non mi ucciderete?”
Il pubblico ministero la fissò con tale disprezzo che lei si sentì trafitta: “Signora Rossi, per quanto inferiori vi siate mostrati, per quanto bestiali siano state le vostre azioni, rimanete esseri umani. E in quanto tali, avete alcuni diritti inviolabili. Noi non siamo come voi, siamo superiori. E non per il colore della nostra pelle o per la nostra religione, ma perché non ci comportiamo come voi. Usiamo il cervello”.

“Ma… allora, tutti quelli che avete ucciso in mare?”
Il pubblico ministero sorrise sarcastico. “Sono passati vent’anni dal primo governo populista che avete eletto. E ancora non sapete distinguere una notizia falsa da una vera”.

 

Luca Romano

 

 

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Superiorità?

Nei giorni scorsi tra le tante cose che ho sentito una mi ha abbastanza colpito tanto che diversi pensieri ne sono poi scaturiti. In particolare parlando delle ultime tornate elettorali, dei sondaggi e così via si parlava delle cause del perché la sinistra abbia perso e continui a sprofondare e tra queste ce n’era una che poi, è quella che strisciante si ritrova su tutti i commenti da social e le discussioni da bar ovvero l’addossare alla sinistra la grande colpa di sentirsi moralmente superiori, a tratti snob e costantemente lontana dal sentire comune.

Bene…su questa base inizio un lungo ragionamento basato su alcune premesse a cominciare dal fatto che, credo vada fatta drasticamente una separazione tra quella che a torto viene ancora chiamata sinistra (il PD renziano per intenderci e i suoi derivati) ed il popolo di sinistra che sono due cose che non necessariamente coincidono.

Ora…già vi sento con la prima obiezione per cui vi stoppo subito: non tiratemi fuori il solito Gaber e la solita litania di cosa è di destra e cosa è di sinistra e del fatto che sono concetti superati e che non esistono più queste separazioni perché non è così e ve lo dimostro anche facendovi riflettere su alcune questioni.

E per farlo partirò da un esempio concreto come l’ultima fattura di un lavoro per il quale su un compenso di 1900€ alla fine al netto di tutto riceverò 900 e rotti euro. Ok…ci sarebbe da incazzarsi ma ecco che vi spiego come le incazzature tra uno di destra (che comunque avrebbe trovato mille artifizi per pagare meno…) e me che forse sono solo fesso, variano molto.

Per uno di destra infatti il ragionamento di tipo salviniano è: io ho lavorato, io mi tengo quanti più soldi possibile e me ne fotto dello Stato…gli altri che si arrangino e se ti serve una cura te la paghi e se ti serve qualunque cosa idem o al massimo quando qualcosa mi servirà potrò sempre fotterla a qualcuno…

Per me invece l’incazzatura è la seguente: ok…tu-voi  Stato vi state prendendo i miei soldi con una sproporzione esagerata tanto che chi è di destra destra destra e guadagna tanto tanto tanto quei soldi se li ritrova alle Cayman o investiti o in uno yacht parcheggiato a Montecarlo intestato a non si sa chi mentre i miei pochi diventano sempre più pochi e sempre meno spendibili.

Ok…facciamo anche finta di non incazzarci per questo perché  la moda del momento si sa che non è quella di prendersela con chi ha tanto tanto tanto ma con chi non ha nulla nulla nulla e viene da un altro continente. Ma…a questo punto…dico…posso incazzarmi perché di quei soldi, mi piacerebbe che, una parte politica che mi rappresentasse, se ne facesse carico e li gestisse secondo una scala di valori e di priorità di sinistra? Posso incazzarmi per questo visto che non avviene?

Tra un cazzo di bombardiere (io la guerra non voglio farla a nessuno perché compro un bombardiere? A che mi serve?) ed un ospedale, posso decidere che mi è prioritario quest’ultimo rispetto all’altro e che, non per questo, io se condanno l’acquisto del primo risulto meno italiano e nazionalista rispetto alla costruzione o alla non chiusura di un ospedale?

Tra una nuova portaerei e delle scuole, degli asili, delle strutture sociali di intervento posso decidere che magari ritengo più inutile la prima? E quando sento il solito insulto ( ormai è usato a mo di insulto, un po’ come in tempi fascisti si usava il pietista per insultare…) del buonista seguito dal solito portateli a casa tua posso ribattere con un ragionamento del tipo: no, non me li porto a casa mia perché pagando le tasse, pretendo che vi siano strutture statali che se ne occupino.

Perché vedi…non è che se uno si ammala me lo devo portare a casa mia, non è che a casa mia debbano venire tutti i bambini e gli adolescenti a studiare, non è che se le strade sono piene di buche debba essere io a riasfaltarle, non è che se si rompe un treno debba correre io a ripararlo. Il concetto è lo stesso…si pagano delle tasse per fare in modo che per ogni settore della vita vi sia un intervento pubblico con personale che affronta i problemi.

Qui apro anche una piccola parentesi polemica con quelli che ti guardano e ti dicono schifati o ti rimproverano con il solito e tu che fai? Io per i motivi di cui sopra ed anche dei motivi personali (sono un asociale ok? Con la gente non ci sto bene ok?) non faccio nulla, non faccio politica, non faccio volontariato, non ospito senza tetto a casa mia. Da quel punto di vista sono spregevole ma…non per questo significa che se pago l’amministratore del condominio poi debba essere io ad occuparmi del condominio!

Posso anche solo viverci, pagandolo e magari non rompendo i vetri e non è che per questo se egli non fa bene il suo lavoro il coinquilino mi deve rimproverare con ma tu che cosa fai per il condominio? Nulla…non faccio nulla…però lo pago cazzo esattamente così come pago le tasse ok? Quindi se poi tu fai anche altro e pianti i fiori nell’aiuola io ti applaudo ma il fatto che io non faccia nulla non significa che devo disinteressarmi di come tu Stato gestisci i miei soldi. Chiudo parentesi….

E’ chiaro? A me pare di si…ma pare anche che nell’attuale panorama questi semplici discorsi non sia possibile farli poiché se li fai il minimo è ritrovarsi sepolti da insulti e vi è anche il rischio concreto di finire con una coltellata perché quando in giro è l’odio che prevale e nessuno vi si oppone allora nell’odio sguazzano proprio queste merde…mi pare anche questo ovvio…

Bene, cioè male ( va beh…) a questo punto vengo al punto focale di questo mio post che tratta appunto della superiorità. Ora…come ho detto lasciamo perdere la parte politica che ha perso non perché superiore ma perché era uguale se non peggio e che ha perso semplicemente perché alla fine anche quel 40% che l’aveva votata si è accorta che sebbene la si chiamasse sinistra alla fine non lo era. Ce ne hanno messo di tempo ma ci sono alla fine arrivati anche loro. Vediamo quanto ci metteranno a capire che gli attuali imbecilli al potere sono appunto degli imbecilli…

Comunque dicevo che lasciando perdere la politica e lasciando anche perdere il popolo di sinistra a nome del quale non posso parlare (anche perché spesso sono più lontano come vedute da qualcuno che si dice di sinistra che non da Alpha Centauri!), l’unica cosa che posso fare è parlare di me stesso ed analizzarmi per vedere se ho almeno una coerenza ed una capacità di comprensione di ciò che mi circonda per poter dare delle valutazioni. Voi lo fate? Io si, ci provo.

Ora attenzione, arriviamo al punto e citiamo un po’ di cosette lette , sentite, viste per cui io nel mio piccolo posso fare ben poco tipo eliminare gente dalla rubrica, dalla mia vita ed evitarli schifati. Vediamole di seguito:

  • quelli che i vaccini fanno male e ammazzano i bimbi o li rovinano o peggio ancora nel delirio più farneticante da TSO coi vaccini ti impiantano dei sistemi di controllo mentale…e che poi sfociano in quel che è accaduto al pallavolista Zaytsev con anche un bel tornatene a casa tua senza sapere che casa sua è Spoleto dove è nato…va beh…

  • quelli che le scie chimiche, la terra piatta, lo sbarco sulla luna mai avvenuto (uno così l’hanno fatto pure ministro…) e le torri gemelle che sono esplose con delle bombe e Soros e allora i Marò?

  • quelli che tornatevene a casa vostra sporchi negri

  • quelli che è finita la pacchia

  • quelli che è tutta una finzione, non sono morti davvero, guarda sono dei bambolotti, ma ti pare che dei bambini veri vanno in giro da soli? E comunque anche se fosse meglio che sono morti altrimenti diventavano delinquenti e terroristi…

  • quelli del ma se hanno tutti questi soldi da dare agli scafisti allora perché non prendono un aereo?

  • quelli che parlano a vanvera di invasione ma non si rendono conto che il paese si sta spopolando e che diventa sempre più vecchio e Boeri ha anche tentato di farlo capire ma per tutta risposta gli è stato detto che praticamente verrà sostituito…

  • quelli che incitano all’odio, che gioiscono per dei morti innocenti, che attaccano chiunque non la pensi come loro, che linciano ogni giorno Boldrini, Saviano, Argento e chiunque provi a ragionare discostandosi dal coro a spartito unico…

  • quelli che prima gli italiani invece del prima i bisognosi perché se sei umano e ti vanti anche di essere così cristiano da dover difendere il territorio da chi non lo è allora la tua priorità non dovrebbe essere mai quella di guardare una carta d’identità o un colore epidermico…

  • quelli del armiamoci tutti perché se sono armato ho diritto di ammazzarti se mi pesti un piede visto che non sei a casa tua e a casa mia comando io e ti ammazzo senza pietà però poi sono contro l’aborto perché una vita umana è sacra ed è dio che ce l’ha data…

  • quelli che devono decidere per loro, per me, per voi e che hanno una visione così ristretta della vita che il loro star meglio equivale a negare ad altri dei diritti così che se sei gay non puoi esserlo, se vuoi morire non puoi farlo e se anche sei nato in questo fottuto paese non puoi essere italiano per diritto di nascita se hai la macchia di due genitori che sono di altrove…

  • quelli che il pericolo mortale da combattere senza se e senza ma è una canna ma si imbottiscono di medicinali, di ansiolitici, di sigarette e di alcol ma chi si fuma una canna è un criminale mentre loro sono delle personcine così per bene…

  • quelli che sono senza se e senza ma sempre con le forze dell’ordine anche quando queste violano la legge in ogni modo possibile e che se ti hanno picchiato e magari ucciso è perché te lo meritavi

  • quelli del se l’è andata a cercare…

  • quelli che adesso anche i numeri arabi…

  • quelli che non vedono l’ora per linciare una persona anche quando quella persona sta combattendo una battaglia anche nel tuo interesse ed alla fine quella persona perde il posto di lavoro perché non si riesce nemmeno a scindere vita privata da vita lavorativa e tutti zitti a pecora…vietato esprimere dissenso…

  • quelli del fermiamo le ONG, blocchiamo i fondi a chi fa del bene, a chi fa ricerca, a chi va nello spazio a perdere tempo…

  • quelli che mi fermo perché la lista è lunghissima ed in continua evoluzione ed alla fine il succo è che, non voglio dire tutta sta gente, ma una buona parte sicuramente, alla fine ha permesso ad un personaggio squallido come Salvini di diventare ministro e che è la base elettorale di queste forze politiche di governo e non, con cui io (ripeto, parlo a titolo personale) non ho nulla in comune ma proprio nulla nulla nulla ma con la quale mi devo pur confrontare.

Ebbene, da questo confronto, contro tutta questa gente, contro tutto questo odio, contro tutto questo becero ciarlare, contro tutta sta marea di ignoranza spacciata per verità io come mi dovrei porre? Volete che ve lo dico? Ve lo dico cazzo e lo ribadisco senza problemi: io rispetto a tutta sta gente mi sento no superiore…di più e sapete che c’è? Non mi vergogno di esserlo nemmeno un po’. Potete insultarmi, darmi del comunista buonista frocio ebreo musulmano e tutto il cucuzzaro ma resta il fatto che ieri oggi e domani io sono superiore a tutti voi e che sebbene siate maggioranza il vostro atteggiamento generale è sbagliato ed un giorno lo capirete.

Resta da capire quando…magari crepo prima io di tutti voi ma resta il fatto che tutta sta merda che voi tutti state avallando permettendo ad un essere come Salvini di governare questo paese è decisamente, profondamente sbagliata ed io moralmente vi sono superiore. E non è snobismo il mio, non mi reputo chissà chi o cosa…tutt’altro…valgo poco ma tutta sta gente vale indubbiamente decisamente molto ma molto meno.

Mettiamo una scala da 0 a 10…probabilmente nella mia mediocrità e nella mia ignoranza generale sto su un 4-5 e sono conscio di ciò e guardo con ammirazione quelli che stanno sul 10 cercando di capire ed imparare da chi ne sa di più. Ma tutta sta marea? Beh tutta sta marea sta fuori scala…è sotto zero anzi è allo zero assoluto e a quella temperatura si sa che gli atomi si fermano, la materia si disgrega e nessuna forma di pensiero razionale potrà mai venir fuori.

Ecco perché vi sono superiore…tutto sommato i miei due neuroni ancora respirano e, da ateo che sono io senza dubbio posso ancora vantarmi di essere umano: voi di cosa potete vantarvi a parte gli insulti che lasciate in giro a profusione?

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I numeri delle bestie…

Non fatevi ingannare dal titolo e dal nick…non intendo mettermi a disquisire dell’Apocalisse e di simbologia cristiana! Il titolo nasce semplicemente dall’unione di due cose che sono tra loro inconciliabili un po’ come acqua e olio! Infatti avete mai visto un animale contare o fare calcoli usando i numeri? No, e difficilmente lo vedrete (se non magari in qualche scimpanzé addestrato) semplicemente perché in natura le bestie non hanno il concetto di numero un po’ come i bambini che tale concetto lo acquisiscono solo dopo qualche anno di vita.

I numeri del resto anche a livello umano sono una scoperta abbastanza recente. I primi uomini probabilmente iniziarono a contare in base dieci utilizzando le dita delle mani e ciò è rimasto a lungo fino a che qualcuno ha iniziato lo step successivo che è stato quello di associare dei simboli per rappresentare quel che si contava. Ora non vi faccio tutta la storia perché non voglio annoiarvi ma in epoca recente (rispetto ai milioni di anni dell’evoluzione) diverse culture hanno sviluppato diversi metodi per rappresentare i numeri.

Tra tanti metodi oltre la numerazione in base dieci vi sono state quelle binarie, ottali e tra diverse culture vi erano anche simboli diversi. I Cinesi per esempio avevano una sorta di sistema binario rappresentato da linee verticali ed orizzontali che a seconda della posizione esprimevano diverse grandezze. I romani invece usavano un metodo basato su valori univoci base ai quali sottraevano o sommavano altri valori così per dire quattro non essendoci il quattro si diceva cinque (V) meno uno (I) quindi IV ed allo stesso modo sei era VI. I romani però non avevano lo zero il che complicava parecchio determinati calcoli.

Non che comunque il resto fosse poi più facile. Ve lo immaginate a scrivere equazioni differenziali relative a grosse cifre in numeri romani? Da impazzire! Non che com’è adesso sia lo stesso facile (parlo per me!) ma insomma…poteva andare peggio! Va beh, tutta questa premessa per dire che ovviamente il bello della cultura e della scienza è che non stanno mica a guardare da dove arrivi una idea! Se una idea è migliore di un altra essa prevarrà senza dubbio. La cultura non è razzista e se oggi abbiamo delle conoscenze grande merito è di culture lontane e apparentemente diverse dalla nostra.

Ma l’ignoranza che c’è oggi in giro ci sta riportando a grandi galoppate verso l’estremo opposto a quello di esseri senzienti e colti ovvero al ruolo di bestie incapaci di comprendere. Un esempio di tutto ciò (ringrazio la mia amica Annamaria sempre sul pezzo e ispiratrice di molti dei miei post!) lo vediamo negli screen seguenti presi da un gruppo su FB in cui uno, con intento ovviamente scherzoso e provocatorio ha postato questa cosa:

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Ora…fortuna nostra vuole che non l’abbiano letta ne Salvini ne Di Maio altrimenti era facilissimo aspettarsi una valanga di Tweet e contro Tweet denigratori e fasciorazzisti per ribadire la cosa e prospettare, al popolo loro, che li ha elevati al rango di scimmie elette e pronte a governarci, dei sicuri punti programmatici per eliminare questa piaga dei soliti comunisti froci buonisti (e i marò?) che hanno svenduto la patria a questi terroristi islamici! E già che c’erano magari ci infilavano pure un divieto al Khebab e all’algebra (dall’arabo الجبر, al-ǧabr che significa “unione”)!

Ma se per fortuna i due volponi erano impegnati a fare altro qualcuno dei loro elettori questa cosa l’ha presa sul serio davvero ed ha risposto in modo convinto tanto che sul suddetto gruppo sono iniziati litigi e si sono evidenziati da un lato i razzisti ignoranti come bestie e dall’altro gente che ovviamente ci ha scherzato sopra visto che in certi casi forse solo una risata li seppellirà! Alcuni degli screen:

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quello dei Klingon mi ha steso!

 

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Donne al volante…

Autobus. Solito caos cittadino da ora di punta. Traffico che costringe a procedere a passo d’uomo. Curva a novanta gradi. Solito suv parcheggiato a cdc dove non si dovrebbe. L’autobus allarga e con pochi centimetri ai lati riesce lentamente a fare la manovra.

Sono lì davanti che guardo sapendo di dover scendere tra qualche fermata. Guardo e penso che quella manovra avrei fatto fatica a farla, bisogna essere proprio bravi e avere occhio e coordinazione…io avrei smadonnato e maledetto il proprietario del suv…poco ma sicuro…

Fermata. L’autobus si ferma, scende gente, sale gente…riparte. Una donna, sulla sessantina inizia a sbraitare contro l’autista. A suo dire ha saltato la fermata. L’autista le dice che la fermata l’ha fatta, che gente è scesa e altra ne è salita.

La signora non sente ragioni. Donne dice…dovrebbero stare a casa, lei non è capace, guida male, sono lavori da uomini…farò reclamo…non si è fermata…continua ad urlare…nessuno dice nulla…la signora evidentemente non sa che ci sono le telecamere e che tutto è stato ripreso. L’autista rimane tranquilla…signora faccia pure reclamo…

Arriva la mia fermata, la guardo, è pure carina, piccolina, minuta ma sulla sua guida non si può proprio dire nulla, si aprono le porte, la guardo, la saluto, le sorrido e scendo. Ricambia il sorriso e il saluto, chiude le porte e riparte.

E niente, penso che spesso, sempre più spesso i primi nemici delle donne e delle istanze femministe siano proprio certe altre donne. Donne che mettono a mondo figli e che educano e crescono insegnando ai loro figli che una donna deve stare a casa…e niente…è lunga la strada del cambiamento…

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Cattivi coglioni…

Su Tumblr mi sono imbattuto nella seguente immagine che non ho potuto fare a meno di condividere perché nella sua sintesi, solo apparentemente banale, da diversi punti di riflessione.

Tempo fa scrissi un post ( questo ) dove analizzando la situazione politica poi arrivavo a fare un confronto tra me e gran parte della gente e da questo confronto arrivavo alla conclusione di sentirmi indubbiamente superiore a tutti loro.

Ora, come dicevo li, il mio atteggiamento non era snobistico. In definitiva non è che io mi senta superiore perché pensi di essere chissà chi ma, al contrario mi ci sento perché indubbiamente troppa gente è decisamente imbecille.

Come ben detto nella immagine di sopra, la gente non ragionando e non pensando non vuole giustizia ma vuole qualcuno da incolpare e nel più breve tempo possibile. E spesso ciò è conseguenza di media e politici che cavalcano l’onda di certi fatti di cronaca per ottenere consenso.

Prendiamo le violenze sulle donne. Se importasse davvero combattere ciò non si ridurrebbero i fondi, non si chiuderebbero i centri anti violenza, non si userebbe un linguaggio atto a giustificare e non si insulterebbero donne ree di pensarla diversamente. Non si avallerebbe la cultura del se l’è cercata, del comportamento, del come era vestita ecc ecc.

Però ecco che, se la violenza è commessa da un immigrato ecco l’indignazione programmata, ecco l’inno alla difesa della famiglia, delle tradizioni ecc ecc. Pura propaganda insomma. A loro non frega nulla della vittima e della giustizia, interessa solo individuare subito un colpevole; anche se poi magari risulterà estraneo ai fatti quel che interessa è convincere la gente di qualcosa.

E la gente a quanto pare è assuefatta a dover ricevere fake news e falsità che diventano credibili e che, si sedimentano nelle coscienze e finiscono per diventare verità vere. La gente si è incattivita e si è rincoglionita. E vuole tutto ciò. C’è poco da girarci intorno ma è così. Ed infatti questa gente poi si identifica con chi parla come loro.

Uno che parla forbito, che cita dati, che emana cultura, che cerca di far ragionare è ormai visto con fastidio, non è percepito come uno di loro ma come un professorone, uno della casta e quindi non viene ascoltato. Anzi, al contrario viene deriso e trattato come un coglione anche se lui conosce gli argomenti mentre te non sai nulla.

Odio e cattiveria ormai determinano le scelte politiche. Chi è percepito come uno del popolo riceverà attenzioni e tifo anche se dice cazzate a raffica. Questa è l’attuale situazione e non se ne esce. Non se ne può uscire perché chi non ragiona non cambia opinione, non cambia atteggiamento neppure di fronte l’evidenza.

Se crederanno che tizia ha speronato lo faranno anche a scapito delle evidenze, delle immagini. Gente che al massimo è salita su un materassino penserà di saperne più di un ammiraglio.Loro nemmeno conoscono il significato della parola speronare ma ormai è quella la loro verità.

L’unica cosa che possiamo fare è attendere che passi la nottata, non vedo davvero soluzioni. Se non quella di sperare che si autodistruggano da soli quando arrivano all’apice…è toccato al vanesio fiorentino…ora sta toccando al bibitaro…speriamo il prossimo sia il cazzaro verde…

To be continued…


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Consigli per gli acquisti!

Ok, tra le tante cose che si sentono in giro, una che vede la costante presenza di espertoni in tv è sicuramente l’economia. La cosa ricordo che iniziò negli anni ottanta. Prima la borsa, gli investimenti erano roba riservati a pochi. Al limite ogni famiglia si faceva il suo libretto di risparmio o comprava qualche buono fruttiferi per lasciarlo ai figli.

Poi di colpo tutti diventarono esperti…tutti che seguivano le borse tanto che addirittura nei tg misero delle rubriche fisse con tanto di collegamento a Piazza Affari. Eppure è stato proprio allora che tutti abbiamo iniziato ad impoverirci ed il debito pubblico italiano è andato fuori controllo.

In un euforia collettiva alla fine qualcuno realmente si arricchiva sempre di più ma la massa senza rendersene conto parlava di borsa e finanza come prima si parlava di calcio…tutti esperti e tutti sempre più in difficoltà…c’era la Milano da bere, le tv berlusconiana riempiva le menti di illusioni e sappiamo come è andata…

Avevamo tra l’altro ancora la lira che da un giorno all’altro si svalutava e una inflazione al 20% che ci erodeva i nostri risparmi ed il potere d’acquisto. Oggi i cosiddetti sovranisti non lo ricordano o fingono di farlo…con l’euro ci siamo salvati altrimenti avremmo davvero rischiato di finire come Argentina o Grecia con una moneta che valeva meno della carta igienica e chi viaggiava all’estero lo sapeva bene…

Bene, come ho detto mentre la gente era ubriacata c’era chi si arricchiva ed anche tanto. E chi era ricco e lo diventava sempre di più i suoi investimenti li faceva e possibilmente lontano dal paese. Tra queste forze economiche indubbiamente le mafie furono quelle che capitalizzarono di più. Ed insieme a loro la finanza e le banche. Che ormai forse sono anche la stessa cosa…

Girando in rete ho trovato una lista di cose che chi ha danaro avrebbe potuto comprare certo del suo valore sempre in crescita. Qualcuna è un bene rifugio da sempre…altre sono…illegali…ed altre non sono alla portata di tutti. Nella lista mancano le opere d’arte che pure hanno un loro mercato ma a grandi linee ecco…se avete soldi da investire non avete che l’imbarazzo della scelta!

Ecco i materiali più costosi al mondo:

16. Zafferano, 15 € al grammo

15. Oro, 46 € al grammo.

14. Rodio, 51 € al grammo.

13. Platino, 53 € al grammo.

12. Metamfetamina, 88 € al grammo.

11. Corno di rinoceronte, 97 € al grammo.

10. Eroina, 105 € al grammo.

9. Cocaina, 120 € al grammo.

8. LSD, 2.500 € al grammo.

7. Plutonio, 3.520 € al grammo.

6. Painite, 7.900 € al grammo.

5. Taaffeite, 17.600 € al grammo.

4. Trizio, 26.400 € al grammo.

3. Diamante, 48.000 € al grammo.

2. Californio, 21 milioni di euro al grammo.

1. Antimateria, 54 trilioni di euro al grammo.

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Il più ricco re…

Condivido ogni pensiero di quel che ha scritto Emilio Mola nell’articolo che ho appena letto. Non aggiungo altro e lo riporto integralmente.

Il più ricco Re del passato, il più ricco e potente, venderebbe tutto il suo Impero per poter avere ciò di cui oggi, nel 2019, gode non un suo pari, ma un comune cittadino della classe media occidentale.

Darebbe ogni suo forziere d’oro per potersi curare un dente senza provare dolore, per poter avere l’acqua calda semplicemente girando una manopola, per poter parlare con l’altro angolo del mondo in un secondo anziché in mesi di viaggio, per poter illuminare la stanza premendo un tasto sul muro.

Darebbe via tutto il suo esercito per poter volare. Anche in classe economica. O per potersi spostare di centinaia di chilometri in poche ore a bordo del proprio carro a motore, per poter vedere storie animate su uno schermo, vedere i suoi sudditi non morire di fame ma andare in palestra perché mangiano troppo.

Darebbe ogni ettaro di terra per poter avere tutto il sapere del mondo in una scatoletta che sta sul palmo di una mano, per poter vivere fino a 80 anni, per poter vedere con due lenti poggiate sul naso, per non temere di morire d’appendicite o raffreddore, per poter calmare ogni dolore con un po’ di polvere sciolta in acqua.

Ognuno di noi, oggi, ha meno di altri.
Ma ognuno di noi, oggi, in Occidente, nel 2019, anche il più comune e anonimo impiegato, gode di comodità, privilegi, opportunità, beni, servizi, che i più grandi Re della storia potevano solo sognare.

Viviamo nel lato di mondo e nel momento della storia più pacifici, evoluti, comodi mai visti. Nessuno, come noi, negli ultimi 200mila anni.

Dovremmo apprezzarlo, essere felici, ed essere grati alle due più grandi invenzioni dell’Homo Sapiens che hanno permesso tutto questo: la cultura e la democrazia.

Tutto ciò di cui godiamo, tutto, dall’auto al cellulare alla medicina, tutto lo dobbiamo alla cultura, a chi ha studiato, a chi ha cambiato il mondo con le sue scoperte e invenzioni, a chi lo ha reso più bello ed emozionante con le sue opere artistiche; e tutti i diritti di cui godiamo, le nostre libertà, la pace, i servizi, li dobbiamo alla democrazia.

Eppure, anziché apprezzare questa nostra fortuna, anziché essere contenti, proprio nel momento di massimo splendore della nostra storia, di massima evoluzione tecnologica, anziché essere felici e adoperarci perché anche chi oggi è escluso da tutto questo ne venga incluso, siamo arrabbiati, depressi, infelici, rancorosi, pieni di odio verso proprio chi non ha ciò che noi abbiamo.

Pieni di odio soprattutto verso la cultura e la democrazia.

Ma se qualcosa oggi non va, se qualche passo indietro lo stiamo muovendo, non è causa di “troppa democrazia” e troppi professoroni.

Ma è l’esatto contrario. Sono la riduzione della democrazia, avvelenata da odio, fake news e propaganda, e il crescente disprezzo verso la cultura, il totale abbandono del sapere, l’esaltazione dell’ignoranza, a trascinarci a passo spedito verso il passato.

Emilio Mola

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