Donne…

Non so bene neppure io cosa voglio dire con questo post. Non credo di avere né giudizi né risposte. Però sono abbastanza perplesso ecco. Tutto nasce da uno scambio di messaggi con una mia amica che si sovrappone a diversi fatti di cronaca recenti. Non so se c’è una relazione, una morale o qualsiasi altra cosa.

Ho estrapolato solo alcuni momenti che riassumono lo scambio: mia amica porta figli a scuola e incontra donna con cui parla incuriosita dal vederla con tanti bambini e salta fuori che ha 10 figli. Lei che è sempre stressata e di corsa la guarda con ammirazione e la invidia. Per contro io invece le dico che la vedo diversamente e che non credo che la sua sia una vita invidiabile e che non mi piace il concetto di donna totalmente dedicata alla riproduzione. Ma dico anche che se è contenta così va bene.

Ecco, tutto questo segue una settimana in cui in Iran delle donne protestano per una stupida imposizione religiosa e c̶u̶l̶t̶u̶r̶a̶l̶e̶ a causa della quale due di loro hanno perso la vita per mano di uomini trogloditi che considerano invece la donna come mera proprietà maschile a cui imporre ogni cosa sotto la benedizione di un dio e di una patria che in genere utilizzerà tale prole per andare a morire su qualche campo di battaglia.

Che poi è la stessa identica retorica usata dal papa ortodosso per benedire la carne da macello russa mandata a morire in Ucraina e ad ammazzare nel nome di dio, patria e famiglia altre persone di un’altra patria. Insensato eppure nel 2022 accade ancora ciò così come accade che, in un’altro paese, vinca le elezioni una donna che usa lo stesso paradigma trinitario di dio (cristiano in questo caso), patria e famiglia. Annamo bene…

Nazione dove per altro vi sono tentativi sempre più reiterati di togliere alle donne quel controllo sulle nascite che è stato giustamente causa di una manifestazione di altre donne che quel diritto giustamente lo difendono in virtù del fatto che il corpo non è di nessun essere immaginario, né della società, né della patria né degli uomini e nel 2022 dovrebbe essere abbastanza chiaro.

Stessa nazione che invece ha una donna che, ha competenze straordinarie ed in virtù di esse, è la prima donna europea ad essere comandante della stazione spaziale Internazionale e che, come al solito, trova a terra, nella sua Italia la solita manica di idioti ed imbecilli che ne sminuiscono il suo lavoro in virtù del fatto che, dietro una tastiera o uno smartphone anche il più sfigato imbecille frustrato si sente Einstein credendosi stocazzo.

Ecco, come ho detto, non so esattamente trovare un filo tra queste varie cose però personalmente mi trovo nella condizione di chi, se per una qualche infinitesima probabilità, dovesse mai rinascere donna mi augurerei di poter essere libera come la Cristoforetti e di non nascere in una società dove è qualcun’altro a stabilire chi tu sia, cosa tu possa fare, come tu debba vestire e quanti figli avere.

Ora, per carità, se ne vuoi dieci e pensi sia giusto così va benissimo ma a me resta il dubbio che una vita così non sia tutto sommato interessante e che forse una scelta del genere non necessariamente è voluta a dispetto delle apparenze. Inoltre, ma questa è una mia personale opinione forse sbagliata (non ho figli) , dubito fortemente del fatto che, in questo momento storico con un futuro sempre più incerto sia il caso di mettere al mondo figli. Non così tanti per lo meno.

Poi certo, leggevo che nel 2050 il nostro paese sarà totalmente pieno di persone come me, sole, vecchie ecc ecc e nemmeno questa mi sembra una bella prospettiva. Insomma…resto perplesso ma forse con la consapevolezza di appartenere ad una generazione che ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare che vive in un mondo sempre più difficile da comprendere e con un futuro decisamente sempre più ostico ad attenderci.

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Frugando nello scantinato…

Negli ultimi giorni mi sono messo a fare un po’ di pulizia tra garage e scantinato dove negli anni, sotto la polvere si era accumulata davvero tanta, troppa roba che, ok, sono ricordi ma quando è troppo è troppo! E così ho fatto diciamo una cernita conservando qualcosa e buttando il resto. Risultato? Sei viaggi con la macchina carica verso l’isola ecologica! Direi un buon risultato!

Mentre facevo tutto ciò ovviamente mi sono messo a spulciare tra gli scaffali e tra le vecchie cose più vecchie tutto il mio armamentario scolastico delle elementari/medie con i quaderni, i libri, la cartella (oggi non si usano più mi sa!) e i quaderni! Ma anche tanto altro come un viaggio a ritroso nel tempo e dei vari periodi. Ripercorrendo un intera epoca che non c’è più!

Il cestino dell’asilo!
Quaderni di scuola.Anni 1975 e 1976…li ho paragonati a quelli di mia nipote e altri ragazzini di oggi…non c’è paragone…
La cartella delle elementari!
Vari diari!
Vecchi fumetti, per la maggioranza Topolino ma anche Diabolik, Guerra d’eroi,Braccio di ferro, Tex
Una radio AM di prima ancora che nascessi!
Un registratore a nastro… preistoria vera!
Il vecchio telefono a disco: tra l’altro l’ho provato e funziona ancora!
Ben nascosti sotto pile di libri nello scaffale più alto: l’educazione sessuale di un quattordicenne!PS gli ho dato un’occhiata: quanto pilu! Ma che è successo nel frattempo per essere diventate tutte uguali senza pilu?
Vecchie videocassette VHS: queste devo digitalizzarle. Ma prima devo procurarmi un videoregistratore funzionante. Il mio è kaputt!
Il mio primo PC! Uno di sti giorni voglio riaccenderlo!
Con questo una volta finii sotto un camion… l’autista appurato che ero vivo voleva uccidermi lui…
Qui siamo alla follia geniale di ragazzi che si autocostruivano delle centraline di controllo per le luci e si guadagnavano soldi facendo feste di compleanno o veglioni in un contesto dove non c’erano neppure discoteche! Non avevamo neppure ancora macchina e patenti! Ci venivano a prendere padri/fratelli di festeggiati e noi si trasformava vecchi garage in discoteche!

E niente, suppongo che, ciò stia definitivamente certificando che io sia vecchierrimo!

Vecchi telefoni, ne manca qualcuno…

E niente…un bel tuffo nel passato e nei ricordi. Molte cose come ho detto le ho buttate, qualcosa ho tenuto come il vecchio PC, il telefono, la radio e quel registratore a nastro. Almeno per ora. E voi? Anche voi avete cantine/garage/soffitte piene di ricordi e cianfrusaglie varie?

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Astensionismo

Come in tutte le recenti elezioni anche le prossime saranno certamente caratterizzate da un ampio numero di elettori che non andranno alle urne. Non ho intenzione di giudicare nessuno ma vorrei solo riflettere sul perché accade sempre più spesso che si rinuncia al diritto (dovere) del voto.

Ora le motivazioni portate a giustificazione di chi non va ai seggi sono diverse: tanto sono tutti uguali, tanto non cambia nulla, tanto è tutto deciso e via dicendo fino alle più fantasiose o menefreghiste. Alcune di queste “argomentazioni” per altro sono anche comprensibili e condivisibili.

Personalmente però ho sempre preferito comunque esercitare un mio diritto e da quando non ho avuto più un partito per cui votare ho semplicemente annullato la scheda. Non è un bel voto neppure questo ma penso che sia più eticamente giusto alzarsi, uscire, andare in sezione e certificare una scelta di protesta o di non condivisione piuttosto che starsene a casa o andare al mare.

Ad ogni modo non è di questo che volevo parlare ma del fatto che, se c’è una disaffezione così grande verso la politica vuol dire che ci sono anche delle cause profonde e se ci sono delle cause magari si potrebbe pensare di risolvere il tutto…alla radice. Ora, al netto del fatto che voi siano politici incapaci o corrotti o ladri o ognuna di queste cose è anche vero che invece ci sono anche politici che lavorano seriamente solo che…ecco…non lavorano per voi. E questo credo che sia il vero grande enorme problema.

Negli Usa le chiamano lobbie e sebbene siano trasparenti e regolamentate per me sono comunque il male assoluto e sono la ragione profonda che trasforma una democrazia in un qualcosa di molto diverso. In Italia le lobbie ci sono e regolarmente hanno i loro politici che lavorano costantemente per proteggerne gli interessi.

Da Confindustria a Confcommercio passando per la Chiesa e arrivando a quelle settoriali ( tassisti, albergatori, ristoratori, agricoltori, allevatori, autotrasportatori ecc ecc) tutte loro sono sempre ben rappresentate tanto è vero che, ogni volta che si è tentato di modificare qualcosa… puntualmente si sbatte contro un muro.

Ora accusare i politici che difendono questi interessi di non saper fare il proprio mestiere mi sembra un errore. Ricordo ad esempio che il pregiudicato di Arcore quando servì fare delle leggi per salvaguardare se stesso e le sue aziende le fece tutte e rapidamente. Insomma, questa gente qui le cose le fa eccome ma come ho detto non lavora certo per i vostri interessi.

Ed ecco il punto. Quando scrissero la Costituzione una delle preoccupazioni dei costituenti fu quella di garantire a ogni cittadino di poter fare politica attraverso il finanziamento pubblico. Nel frattempo cosa è successo? Semplice, questo diritto è stato cancellato ed a furor di popolo anche! Bravi come sempre nel darsi la zappa sui piedi!

Il risultato è che la politica che costa è sempre più una questione per ricchi o per chi rappresenta gli interessi di chi ha i soldi per pagare. Perché i cartelloni giganti che poi in Sardegna qualcuno ti strappa costano, gli spot costano, le manifestazioni organizzate costano, gli staff costano. Ed ecco perché attualmente in Parlamento (ma il prossimo sarà uguale) abbiamo rappresentati solo gli interessi delle lobbie e si va dal centrodestra all’estrema destra.

Ora, credo che, se quella enorme massa di gente che non vota oltre a quelli che votano nullo si mettesse insieme per una cosa sola come cambiare questa cosa rendendo illegale da parte delle lobbie finanziare la politica e desse l’ergastolo come pena massima sia per chi finanzia che per chi eventualmente riceve soldi magari la politica tornerebbe ad essere un qualcosa che riguarda tutti. Magari si tornerebbe a fare politica pulita.

Utopia vero? Ne sono conscio così come sono anni che vedo come abilmente non viene fatta una legge sul conflitto d’interesse. Che però ripeto non basta. Quello che dovrebbe essere proprio eliminata è la disuguaglianza tra chi può gestire enormi flussi di danaro e chi no. La politica invece dovrebbe essere totalmente pubblica, un tot di manifesti a testa, di spot a testa, di comizi a testa e tg depoliticizzati.

Ecco, una volta era utopia anche il suffragio universale…magari una nascente sinistra potrebbe iniziare a raccogliere consensi tra questi disillusi della politica prospettando loro un sogno nuovo: quello di una politica pulita dove tutti hanno le stesse possibilità di essere eletti e a quel punto contano le idee e non i soldi. Poi fate voi…io una mezza idea almeno l’ho tirata fuori…

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Carta e realtà…

Credo che un matematico ne potrebbe ricavare una teoria o un assioma o quel che è. Tra ideare un qualcosa sulla carta e mettere poi in pratica quelle idee ci passa un mare di bestemmie che credo vadano con il quadrato della distanza moltiplicato per il numero delle stanze. Non si scappa.

Il piano sulla carta era di una semplità elementare: staccare la presa telefonica tripolare in cucina, sostituirla con una doppia presa RJ 11 , portare un cavo ethernet dalla cucina allo studio e un cavo telefonico da una delle due prese RJ 11 all’altra presa telefonica in sala. Il cosiddetto ribaltamento della linea. Un lavoro di un paio d’ore…pensavo…

Ovviamente sbagliavo! Perché sulla carta è sempre tutto facile! Nella realtà invece una marea di problemi e di scoperte assurde che, io credo e spero, dopo 50 anni l’elettricista che fece questo impianto spero sia già morto e sepolto da un pezzo e spero anche male accidenti a lui. Ma se fosse ancora vivo…gli fischieranno le orecchie…come minimo!

Prima scoperta…dalla cucina io davo per scontato che il tubo corrugato andasse alla derivazione in sala. Chiunque con un minimo di logica avrebbe fatto così. Invece scopro che no, il corrugato, mortacci sua, dalla cucina va prima alla scatola di derivazione nelle scale fuori dalla porta di casa e da lì poi rientra e va in sala. La prima ora se ne va così…

Inoltre il corrugato era piccolo e già questo mi ha fatto saltare il piano originario di portare anche un secondo cavo LAN in sala. Va beh, sarebbe stato un di più. Mi basta quello che va nello studio. Fatto sta che passando insieme cavo LAN e doppino telefonico ad un certo punto si stacca la testa della cordina 🤬 quindi… ritiro fuori tutto, reintesto la cordina e passo un cavo alla volta. Ce la faccio. In sala arrivo con entrambi.

Da lì in poi devo passare solo il cavo LAN. Arrivo fino ad un’altra stanza da cui poi c’è il tratto finale. E invece no, proprio tra le due ultime prese telefoniche c’è una qualche strozzatura. La cordina non riesce a passare. Torno indietro ad una scatola di derivazione. Vicino ce n’è un’altra elettrica. Decido di passare da lì. Arrivo all’ultima stanza ma…dalla penultima presa di corrente all’ultima dove dovrei far uscire il cavo niente da fare. Cordina non passa.

E niente, esasperato decido per fare uscire il cavo fuori, buttarlo dietro un armadio e quindi farlo camminare in una canalina esterna lungo il battiscopa fino al PC. Non c’era altra soluzione a parte rompere il muro e fare delle tracce nuove. Da un lavoro di un paio d’ore ci sono stato tutta la giornata di ieri e quella di oggi. Allucinante. Questa è l’ultima volta che metto le mani all’impianto: se in futuro mi servirà qualcosa chiamerò degli elettricisti…cazzi loro!

Che se la prendano col loro collega che fece l’impianto! E che ragionino sul fatto che, se fai un impianto per come la vedo io, ci dovrebbe sempre essere della ridondanza e prevedere che, un domani potrebbero nascere nuove esigenze. Certo è che mettere in corrugato così piccolo è da criminali. Almeno raddoppiali! E ste scatole di derivazione poi…piccole…assurdo.

Ad ogni modo, anche se tecnicamente è venuto un lavoro di merda e non come volevo almeno funziona tutto e mi devo accontentare. E tra due tre anni (almeno spero!), quando spero mi arriverà la fibra vera invece di sta FTTC misto rame mi ritrovo già tutto fatto. Certo, mi chiedo se il cavo della fibra riusciranno a farlo passare…

Facile, che ci vuole…ma non a casa mia…

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Stanno lavorando…

È un periodo in cui evito accuratamente di guardare qualsiasi programma televisivo che “parli” di politica per diverse ragioni che potrei riassumere così:

  • La qualità dei giornalisti è così pietosa da impedire all’ascoltatore di veder poste domande scomode e intelligenti del tipo hai detto questo ma ieri hai detto il contrario…come la mettiamo?
  • La qualità dei politici è anche più scadente: vanno tutti lì col copione scritto da altri a ripetere sempre le stesse stupide cose di cui è evidente non sappiano nulla ma, non avendo giornalisti veri a smascherarli ne escono sempre come grandi personaggi e statisti. Vergognoso.
  • Educazione questa sconosciuta. Se parlo io tu taci ascolti e poi rispondi. No, si parlano sempre sopra, concetti (va beh, si fa per dire) iniziati e mai finiti. Cosa dovrebbe capire l’ascoltatore?
  • Par condicio. Una delle norme più idiote introdotte che impedisce a chi potrebbe di fare il proprio lavoro (informare, far riflettere) poiché deve sempre esserci un contraddittorio. Anche quando non è necessario. Ecco che se inviti uno scienziato, un fisico, un biologo per parlare di cose che riguardano tutti (quindi politiche) devi anche invitare la sciampista, il cantante e il barista che ovviamente ne sa molto di più dei primi.
  • La pubblicità che incombe. Uno miracolosamente finalmente sta parlando e un momento, la devo interrompere, riprendiamo dopo la pubblicità. Ma non succede mai. Non saprai mai cosa voleva dire.
  • La velocità. Vietato esprime concetti complessi che diano spiegazioni esaurienti. No. Si deve parlare per slogan e frasi fatte. Oltre le 5 parole la telecamera inizia ad inquadrare altri che sbuffano, sbraitano, fanno facce al che l’intervistatore (o altri) interrompono…

Insomma la cosa è deprimente e nulla c’entra il fatto che si sia in campagna elettorale poiché è sempre così visto che di fatto qui si è sempre in campagna elettorale. Ecco, come ho detto evito tutto ciò essendo film già visti. Ovviamente evito anche i tg che sono scandalosi. Al loro confronto anche Novella 2000 fa una figura migliore.

Invece passo tempo a leggere articoli on line e blog. Li trovo leggermente più interessanti. E spesso mi suscitano pensieri e riflessioni. Ma, raramente intervengo a dire la mia: troppo spesso c’è il rischio di ritrovarsi impelagati in discussioni inutili o sterili e troppo spesso poi, sono in disaccordo con quasi tutti, anche con quelli che in teoria dovrebbero essere vicini alle mie idee.

Idee di sinistra, non l’ho mai nascosto. E no, non equivale a dire che sono dei PD visto che non ho mai votato per loro in quanto già da Veltroni segretario si capiva ciò che non erano. La presenza poi di gente come Franceschini, Rutelli, Binetti, Adinolfi, Minniti, Renzi, Boschi, Letta ed altri mezzi uomini del genere non fece altro che confermare le impressioni iniziali: ci avevano rubato l’ultimo partito di sinistra ed al suo posto ci avevano messo una nuova Democrazia Cristiana.

Orrore. Ma le cose stanno così. È un partito di centro, orientato a destra in fatto di economia e referenti istituzionali (banche, finanza, Confindustria), permeato da un cattolicesimo perbenista e moralista ma molto propenso agli affari in tradizione CL e finto progressista su alcune questioni sociali che difende solo a parole ma mai nei fatti. Inoltre è un partito che ha sposato il liberismo, le privatizzazioni e la macelleria costituzionale a cominciare dalla sciagura del federalismo regionale.

Insomma, non chiamatelo di sinistra e non offendetemi dicendo che sono dei PD.Ad ogni modo chi vincerà sta volta è l’estrema destra. C’è poco da fare. In cosa differiscono? Beh, lo vedrete presto. Quello che lascia le persone come me basite è che in questo paese manca un partito di sinistra vera che rappresenti lavoratori, operai, studenti, pensionati e precari. Purtroppo un partito così non c’è. E se non c’è è gioco forza che tutti gli interessi rappresentati dalle attuali forze saranno tutelati. I miei e quelli di milioni di italiani no.

E qui apro una parentesi. Ci sono tante ragioni per cui questo partito non esiste ma ce n’è una che è tra le più importanti: la sinistra non sa fare gioco di squadra. Su ogni questione, qualsiasi davvero, si dovrà sempre dividere in mille rivoli. Sempre. Vuoi parlare che so, del problema energetico?

Bene, ci sarà chi dice facciano centrali eoliche, chi invece dirà che no, rovinano il paesaggio, allora facciamo il solare, no il riciclo inquina, allora spegniamo la luce, no, i rigassificatori, ma no sei pazzo…ok, auto elettriche, ma no, a idrogeno, ma no, monopattini e biciclette, vai col pellet che è naturale…no inquina…facciamo un gasdotto…ma no, sei pazzo i terreni devastati…ok, e alla fine non si arriva a nulla.

Su ogni questione è così. Non c’è una visione d’insieme. Per la destra è facile, loro dicono meno tasse e via… significa che loro ne pagheranno meno tu di più. Fine discussione. La sinistra invece per ogni questione ha mille voci discordanti. Alla fine finisce che si litiga più con quelli di sinistra che con quelli di destra. Insomma non c’è speranza. Eppure un tempo la sinistra aveva la capacità di fare sognare un mondo diverso, migliore, innovativo, progressista dove non c’era la paura di innovare.

Che fine abbia fatto tutto ciò non lo so. Fatto sta che di fatto ci siamo ritrovati in un paese completamente spostato a destra dove o voti centrodestra o voti estrema destra. E metà dell’elettorato resta a guardare. Loro lavorano per i loro interessi e lo fanno benissimo. Non è un caso che in questi ultimi trent’anni i ricchi sono diventati sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Non è un caso che i primi controllano i mezzi d’informazione ed abbiano portato gli altri a prendersela con altri poveri e a lodare e ammirare i primi.

Siamo al paradosso che se uno ruba, corrompe, evade e fa la bella vita su yacht spaziali è visto con ammirazione. Se questi dicono che i giovani non vogliono fare sacrifici ( cioè lavorare gratis o quasi senza diritti) la gente da loro ragione. Non so ma tutto ciò è davvero sconfortante. Sembra di vivere in un mondo di una fiaba dove è stato fatto un immenso incantesimo e nessuno ha il potere per annullarlo. Servirebbe un potente Merlino. Servirebbe una nuova prospettiva di sinistra ma, se un tempo c’era il sole dell’avvenire oggi c’è la più lunga eclissi mai vista. E temo sarà buio ancora per tanti anni a venire…

Politici ed elettori
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Dove sta l’interruttore?

Sempre che ne abbia uno perché forse sono decisamente difettoso. E sì perché mentre archivio l’ennesima notte insonne ripenso a tanti amici e conoscenti che di questi problemi non ne hanno. Loro l’interruttore per spegnersi ce l’hanno eccome: un attimo sono svegli e quello successivo dormono che è una bellezza. On Off e senza alcuna difficoltà incontrano Morfeo. Una volta ho visto un collega dormire in piedi. Invidia totale!

A me no. L’interruttore di spegnimento non c’è. Non c’è mai stato. C’è una sorta di valvola che ogni tot giorni di stanchezza accumulata interviene. Di solito mi rotolo nel letto illudendomi che sia la ricerca di una posizione adatta il problema ma è appunto solo una illusione. No, non datemi consigli…le ho provate tutte e non ho intenzione di farmi ricoverare in qualche clinica del sonno per cercare una soluzione!

Che una poi che funziona bene c’è anche ma… l’hanno resa illegale e a me non va né di cercarla né di arricchire la malavita. Né tantomeno di finire in qualche retata e ritrovarmi nei guai o con uno stigma sociale dove uno che si fuma un po’ d’erba è considerato come il peggior criminale da evitare. Lascio perdere. Ogni tanto capita che sul lavoro qualche giovane collega me ne faccia omaggio e nulla, so che quelle rare notti dormirò bene e mi sveglierò fresco e riposato. Amen… succederà 2/3 volte l’anno.

Troppo poco ma come ho detto non c’è molto da fare. Fanculo a Salvini & company. Gente che non capisce un cazzo e parla. Va beh, la regola è invece dormire poco e male. Ogni notte è una battaglia tra me e il mio cervello che non smette di pensare. Non si spegne. Ho però dei micro crolli. Come stanotte. Qualcosa ho dormito se non che, erano le due che mi sono ritrovato in un sogno: stavo andando in una pizzeria che tutti consigliavano e dove c’era la fila per andare.

Questa era situata in cima ad palazzo le cui scale sembravano non aver fine ed avevano la caratteristica di stringersi sempre di più tra due pareti tanto che, ad un certo punto la fila di persone davanti si è bloccata ed avevo la fila di persone dietro che spingeva ed io ero di fatto incastrato lì e…mi sono svegliato! Guardo l’ora…parte la madonna d’ordinanza e riprovo a dormire…

Gira e rigira come il cestello di una lavatrice…di nuovo pensieri che arrivano e vanno e mi ritrovo di nuovo in un dormiveglia. Altro pseudo sogno. LStavolta sono in auto e percorro una strada in discesa con una certa pendeza in mezzo ad una strana città. Perplesso sono lì che dubito del navigatore e del fatto che questa stradina conduca da qualche parte. E del resto si stringe sempre di più, ormai ho i muri a solo pochi centimetri dagli specchietti…

Guardo avanti e ho la netta sensazione che si stringa ancora…lo sapevo…mi fermo…metto la retro e inizio la lenta risalita…mi viene il terrore di restare lì inchiodato da non poter neppure aprire la porta. E mi sveglio di nuovo! Ok, alle tre secondo giro di madonne. Realizzo che è meglio che non finisca in luoghi stretti ed angusti. Fortunatamente non sono uno speleologo…come cazzo fanno quelli? E ricominciano pensieri così…

Domande di questo tipo che mi si inchiodano in testa. Pensieri, riflessioni. Ma chi le vuole? Voglio solo dormire…nulla…sono le quattro, qualcuno nel condominio ha appena tirato lo sciacquone, fuori è passato un camion, il rumore di una tapparella…sento ogni rumore…mi torna in mente che mettendo una chiavetta USB nel nuovo router con dei film posso vederla dalla TV.

Ma se posso vederla dalla TV allora posso vederla anche dal PC o dal cel! E allora inizio a cercare come fare perché già so che quel pensiero non se ne andrà se non gli do una risposta. Quasi le cinque, so come fare, domani lo farò. Provo a dormire quel poco che rimane prima che la sveglia suoni. Ma che…cani che abbaiano, uccelli che cantano, porte che sbattono, tapparelle che si alzano, auto che si mettono in moto, rumore di tubature, di sciacquoni, mi giro e rigiro…il gatto borbotta che non lo faccio dormire…

L’ultimo micro crollo ma non dura molto, mezz’ora scarsa di un ultimo dormiveglia dove già la luce inizia a penetrare nella stanza e nel frattempo sento l’erezione del mattino che reclama il suo spazio e stare a pancia giù non è più possibile, è duro, preme e fa male. Va beh, se non altro sorrido al pensiero che la sotto sia tutto a posto, vediamo il lato positivo va. Oddio, non che ormai mi serva a molto…no no, via brutti pensieri…che ora è? 10 minuti alla sveglia, va beh, anche stanotte è andata… Scrivo sto post idiota, mi alzo e vediamo se trovo energie per correre un po’ almeno mi sfogo…

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Senza parole…

Catanzaro, avevano fondato un falso Stato in Antartide che prometteva tasse al 5%: 12 ai domiciliari, anche ex generale della Finanza – Il Fatto Quotidiano

Almeno 700 le persone che avrebbero preso “la cittadinanza” nello “Stato Teocratico Antartico di San Giorgio”, attirati dalle basse aliquote (tasse al 5%) e dai privilegi promessi. Gli indagati avrebbero raccolto illecitamente almeno 400mila euro che poi sarebbero stati riciclati a Malta

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/18/catanzaro-avevano-fondato-un-falso-stato-in-antartide-che-prometteva-tasse-al-5-12-ai-domiciliari-anche-ex-generale-della-finanza/6766114/

Truffa del resto neppure nuova! Infatti nel 1820, Gregor MacGregor, un avventuriero e truffatore britannico che si diede da fare combattendo varie guerre d’indipendenza in Sudamerica, rientrò in Inghilterra e si inventò uno Stato inesistente dell’America centrale facendo credere di esserne il principe. Allo scopo produsse vari documenti falsi con cui truffò diversi investitori offrendo loro titoli e terre da colonizzare!

Qui potete trovare la storia completa! Che dire? Certo allora il continente americano per tanti era un sogno e di certo non c’erano le opportunità di oggi riguardo la possibilità di informarsi! Insomma che allora ci cascassero era anche giustificabile ma oggi? Stato teocratico dell’Antartide?? Dai…a me viene da ridere al solo pensiero che esista gente tanto stupida e tanto avida da bersi praticamente qualunque cazzata. Prossimi stati su Luna e Marte?

Che poi, non per insistere sul valore di una scuola che dovrebbe firmare cittadini istruiti ma…ecco…se solo avessero studiato un minimo avrebbero saputo che sull’Antardide vige un trattato internazionale che esclude ogni possibilità di rivendicazione territoriale da parte di chicchessia e ne consente solo la presenza per fini di studio e ricerca scientifica…

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Non so se ridere o piangere…

Mi sono imbattuto in alcuni video. Ne vedo diversi e sempre più spesso. E del resto cose del genere le sento un po’ ovunque in TV, le leggo sui giornali, sui social, le ascolto dai politici e da tutta quella gente pagata come…opinionista che affolla radio e programmi TV e naturalmente la rete, da YouTube a Tick Toc e altro. È uno tsunami di stupidità che ci sommerge e pare inarrestabile.

Questi sono gli esportatori di democrazia, quelli la cui nazione col più potente esercito del mondo è stata messa in mano ad uno come Trump per poi finire ad uno come Biden: se mettevano Gianni e Pinotto era uguale. Gente che fa la guerra senza neppure conoscere chi combatte, dove vive e cosa pensa.

Non che in Russia poi stiano meglio con gente convinta di essere stata attaccata…

E naturalmente noi…certo non sfiguriamo. C’è da ridere o c’è da piangere? O forse c’è solo da incazzarsi? Non so, intanto rifletto e penso che un po’ tutto l’Occidente a me pare messo davvero male. Avrà avuto anche benessere, salute e surplus di ricchezza ma a me pare che in cambio si sia globalizzato l’analfabetismo funzionale. Perché stupirsi poi se al potere va gente come Putin o Trump o Berlusconi ( va beh, da noi la lista è lunga…) se la popolazione non sa neppure quelle cose che un tempo erano studiate alle elementari?

Cosa pesa di più? Un chilo di piombo o di piume? Giochetti che si facevano alle elementari. Ma alle elementari non votavi! Invece sta gente vota, ricopre incarichi, occupa posti di lavoro anche rilevanti. Troppe cose sono decisamente andate storte. Tra le tante l’affossamento della scuola è sicuramente una delle più importanti.

Ora, qui vado a sensazione, magari sbaglio, non ho elementi per avere certezze ma, ho la sensazione che, questo livello medio culturale sia abbastanza in fotocopia in gran parte dell’Occidente mentre in Oriente ed in Cina in particolare mi sa che non è così. Ripeto, magari sbaglio però se fosse così, anche questo spiegherebbe il successo in tanti settori della Cina. Ripeto, è una sensazione ma a naso mi sembra che lì siano meno inclini all’analfabetismo funzionale.

Magari sono più condizionati ideologicamente, più propensi a digerire bugie di Stato ma, secondo me, su cento cinesi se chiedi dove sta l’Italia o chi ha fatto l’autoritratto di Renoir almeno 99 ti ridono in faccia rispondendo come si deve. Qui e nel resto dell’Occidente le percentuali sono decisamente più basse. E questo mi porta a fare una considerazione: non è che forse sarebbe il caso di rendere la scuola un posto leggermente più “difficile” e impegnativo come del resto era?

E non è forse il caso di eliminare l’obbligo alle superiori consentendo e garantendo però il libero accesso a chiunque a patto che dimostri di volerci stare davvero? No perché se l’obbligo significa dare diplomi a tutti e il risultato è avere questa gente qui, a me, non pare che sia una gran cosa. Vuoi studiare? Bene, libri gratis, classi con poche persone, insegnanti motivati e uno studio reale dove impari anche a fallire per poi riprovare. Una scuola che ti prepara alla vita. Insegnanti che ti accompagnano nella maturazione e nella crescita.

Non vuoi studiare? Bene, non sei obbligato ma sappi che, perdi delle corsie preferenziali: se non ti diplomi non puoi andare all’università, non puoi votare e non puoi neppure prendere la patente. Però, a qualsiasi età potrai sempre ripensarci e lo Stato ti fornirà l’aiuto ma…senza regalarti nulla. Ecco, sto esagerando? Forse si. Forse no.

Eppure penso che ridare prestigio ad un diploma sia un passo necessario per avere un futuro un paese realmente moderno. Di sicuro così com’è non va e questo obbligo unito al fatto che sia tutto evidentemente troppo facile nemmeno. Intervenire sulla scuola significherebbe anche un domani non avere più una classe politica di un così basso livello. E finiamola con ste minchiate da psicologi da due soldi secondo cui poverino se un ragazzo prende un brutto voto o viene bocciato poi va in depressione per tutta la vita.

E finiamola anche col permettere ad alunni e genitori di far carne da macello degli insegnanti perché ho come l’impressione che si sia passati da una scuola di sergenti di ferro senza cuore ad una scuola dove alunni e professori scaldano le sedie e sfornano ste cime. Ovviamente so benissimo che ci sono insegnanti appassionati e competenti ma credo siano sempre meno e del resto se il livello è questo un problema deve esserci o no? Magari una vita di mezzo…

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Flat tax, come andrà

Leggevo questo articolo sul mantra del momento con cui l’estrema destra sta basando la sua campagna elettorale. Io non sono un economista né ho la capacità di leggere il futuro però, qualcosa mi dice che, a livello statale diminuirà il gettito , ovviamente i ricchi ne trarranno vantaggio e i poveri all’apparenza si troveranno qualche cento euro in più in tasca.

Ma…quello che nessuno dice è che finirà molto probabilmente così: per compensare la diminuzione di gettito Comuni e Regioni alzeranno il costo dei servizi erogati. Indovina dove finisce il cetriolo? E la cosa lampante è che, non si ha ben chiaro, in questo paese, la differenza tra imposte e tasse.

Ora, mentre l’estrema destra vuole ridurre le prime quindi per intenderci l’IRPEF che, secondo i dettami costituzionali è progressiva quelle che invece aumenteranno sono le tasse, come per esempio la TARI e per l’appunto tutte quelle tasse che finanziano direttamente dei servizi. Invece le imposte finanziano la cosa pubblica, cioè sanità, pensioni, infrastrutture, scuola, forze armate, sicurezza ecc.

Diminuendo il gettito come sarà prevedibile per forza di cose si dovrà tagliare il resto o, per l’appunto aumentare le tasse scolastiche, universitarie, i ticket sanitari ecc ecc . Ecco…ora riuscite a capire che quel centinaio di euro che risparmierete in busta paga in realtà poi lo dovrete ricacciare fuori con gli interessi per tutto il resto? E lo capite che, le tasse sono inique perché te che guadagni 1000 alla fine paghi come quello che guadagna 10 volte tanto solo che a lui non peserà tanto mentre a te si.

Ecco, questo è…mentre si parla del fatto che siano fascisti ( cosa per altro ovvia) non si sta parlando di questo. Se invece di avere una coalizione di centro destra (che si contrappone a questa di estrema destra) avessimo una coalizione di sinistra, invece di gridare ovvietà sul fatto che siano postfascisti si spiegherebbe agli italiani il pericolo del grande cetriolo che gli sta per arrivare nel culo.

Va beh, tanto io non sono nessuno e non conto nulla. Fate come cazzo vi pare. Per la cronaca questo di seguito era l’articolo che stavo leggendo e che, ovviamente è incompleto proprio perché non spiega una beata sega di quel che realmente succederà. Ma soprattutto nessuno sta spiegando che quello che è iniquo è il fatto che un operaio paghi le stesse tasse (spazzatura,acqua ecc) di un briatore qualsiasi ma, vi stanno convicendo che, il problema è che quest’ultimo paghi troppe imposte…

Flat tax, com’è andata nei Paesi che hanno introdotto la “tassa piatta”? I vantaggi solo per i più ricchi. Penalizzati redditi bassi e giovani

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/12/flat-tax-come-andata-nei-paesi-che-hanno-introdotto-la-tassa-piatta-i-vantaggi-solo-per-i-piu-ricchi-penalizzati-redditi-bassi-e-giovani/6757530/

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Lenti progressi…

Certo, ne sono passati di anni da quando, avendo il mio primo PC lo scambio di dati con altre persone avveniva di fatto a mano o meglio, copiavi dati o programmi su dei floppy disk e fisicamente li portavi a mano ad un amico! E del resto anche quando finalmente internet fu disponibile e le connessioni telematiche furono possibili queste costavano uno sproposito e non è che tutti potevano permetterselo!

Ma ci arrivai ed ebbi il mio primo modem. Velocità? Praticamente ancora si faceva prima a portarli a mano i file! Connessioni lente, per aprire una pagina ci volevano secoli e, se qualcuno alzava il telefono a monte del modem… semplicemente cadeva la connessione! Ma il fascino di sentire quel rumore mentre il modem 56k si connetteva al mondo era senza eguali!

Comunque di lì a poco ci fu finalmente un passo avanti: la linea ISDN che in pratica consentiva di avere sia il telefono e sia internet in contemporanea! Evviva il progresso! E passai anche a quella fase che dai 56k arrivava a 128. Nel frattempo il progresso non si arrestava e già all’orizzonte si profilava la rivoluzione della ADSL che prometteva connessioni veloci e avrebbe rappresentato il preludio alla rete globale di massa.

Ovviamente, all’inizio anche quella costava uno sproposito per cui, per averla aspettai la fine del monopolio SIP/ Telecom e, non appena i prezzi furono abbordabili passai anche a quella nuova era. Era però, di fatto una tecnologia già vecchia perché la terra promessa era la fantomatica fibra ottica! Ma sappiamo come andò…qualcuno decise di affossarla e ad oggi ancora ne paghiamo il ritardo. Vent’anni circa dove solo le grandi città videro realizzate le infrastrutture e il resto ciccia.

Poi piano piano anche grazie agli investimenti pubblici di Open Fiber qualcosa si è iniziato a muovere. Nella mia piccola città hanno dapprima cablato tutto il centro e successivamente le periferie. I lavori ad oggi procedono ancora ma, nella mia solita fortuna, gli scavi nella mia strada non saranno previsti fino al 2024. Che culo!

E niente, in attesa di avere anche io una FTTH, ovvero la fibra direttamente a casa, ho appena fatto quello che è un passaggio intermedio se non altro perché pagherò meno della vecchia ADSL che nel frattempo era diventata ADSL 2 con il miraggio di una connessione a 20 Mega. E così sono passato alla FTTC ovvero una finta fibra nel senso che arriva fino alla cabina ( ad una chilometrata) e da lì resta nel vecchio doppino di rame vecchio di cinquant’anni.

Miglioramenti? Mah…direi appena appena, forse più stabile ma, ben lontano dai 100 mega promessi e sbandierati. Unica cosa è che però essendo ora il router all’ingresso e il PC lontano, per navigare uso un extender WiFi e sicuramente pago pegno in termini di prestazioni. Per cui ora ho in programma di portare un cavo di rete dal nuovo router al PC sfruttando il corrugato della linea telefonica. E dovrò anche fare il ribaltamento della stessa.

Questo perché da ora in poi le telefonate saranno in VOIP cioè, se prima la voce era analogica ed arrivava a casa sul doppino quasi (non esattamente) in diretta dall’altro capo, ora invece viaggia tutta digitalmente rimbalzando tra i server della rete internet ed in pratica è finita un’era! Il problema è che ciò comporta che se prima potevi avere i telefoni in varie stanze in cascata ora li devi fare uscire dal router. E quindi tocca fare pure questo.

In attesa che, fra due tre anni, mi aspetta l’ennesimo cambio di tecnologia e di router sempreché, non finisca che nel frattempo, la tecnologia del 5G e la futura 6G non soppiantino del tutto le reti cablate o invece torneremo a comunicare coi piccioni viaggiatori quindi…boh… chissà…to be countinued…

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Nere riflessioni

Trovo la lettura di Luis Sepulveda sempre interessante e stimolante. Un po’ come in generale quella degli autori sudamericani ed in particolare di tutti quelli che, nel proprio paese hanno patito la dittatura, imposta e caldeggiata dalla più grande esportatrice di democrazia della galassia. E questo non è più neppure un qualcosa di opinabile viste le recenti dichiarazioni di John Bolton, ex consigliere per la Sicurezza nazionale di Trump.

Comunque, dicevo che mi piacciono gli scrittori sudamericani perché trasmettono un calore umano unico che trae origine dalla sofferenza e dal lottare contro tutto e tutti, subendo ingiustizie, rischiando in prima persona senza mai intaccare la loro convinzione di essere dalla parte giusta della storia. Mi piacciono perché sebbene spesso disillusi da questo mondo restano lucidi e coerenti. Ieri leggevo questo passaggio sul razzismo e l’ho trovato di una attualità unica:

Sono nato in Cile e in Cile non ci sono neri, ma chiamiamo con affetto gli amici negros; la gente umile, la mia gente, nel suo linguaggio affettuoso si dà del negro: «Che cosa vuoi mangiare, negrito?», «Quello che mangi tu, negrita». Invece le classi abbienti, e cioè i sostenitori di Pinochet mascherati da centrodestra, usano questa parola come un insulto: un operaio che chiede un salario migliore è un negro de mierda. Malgrado tutta questa confusione, in generale i deni amano i neri e li chiamano negritos. Se i peruviani, i boliviani e gli ecuadoriani, che sopravvivono in Cile facendo i lavori peggiori che iobkznquitos cileni si rifiutano di svolgere, fossero neri, non subirebbero tanto disprezzo e razzismo.Non facciamo fatica ad amare i neri e ne abbiamo motivo: l’uomo più brillante del xx secolo è un nero, Nelson Mandela. Uno dei personaggi cinematografici più nobili è stato impersonato da un nero: Sidney Poitier. Uno dei migliori romanzi che abbiamo letto è stato La capanna dello zio Tom, il più grande sportivo della storia si chiama Muhammad Ali, la voce perfetta per cantare l’amore era quella di Bola de Nieve, i migliori musicisti del secolo scorso si chiamavano Charlie Parker, Louis Armstrong e Miles Davis.Non facciamo nessuna fatica ad amare i neri, ma disgraziatamente ci sono neri che non si fanno amare. Come amare Michael Jackson? Un nero scolorito dalle pessime abitudini. Chi potrebbe amare Condoleezza Rice, la nera nascosta dietro modi Wasp che ha fatto carriera in politica vendendo la sua razza, rinnegando l’eredità di Martin Luther King, Miriam Makeba e Malcolm x? E chi diavolo proverà affetto per Colin Powell, il nero che è arrivato a impallidire in un consiglio di sicurezza dell’ONU mostrando un barattolino di sali da bagno e assicurando che era «un’arma di distruzione di massa irachena», il nero dai modi bruschi che con il suo sex appeal ha fatto impazzire Ana Palacio e che, pur potendo scappare nelle praterie dell’onestà come ogni degno schiavo fuggiasco, preferisce portare avanti il suo triste ruolo di servo della mafia di Bush?Forse è giusto dire che ci sono bianchi, neri e «gente di colore». Mandela è nero, splendidamente nero, luminosamente nero, invece Condoleezza Rice, Bush, WoIfowitz, Cheney, Rurnsfeld, Negroponte, Aznar, Berlusconi, Blair, Powell e Le Pen sono «gente di colore». Di un colore dubbio.

Tratto da Il potere dei sogni di Louis Sepulveda

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Simboli

Sarà perché sono sempre stato un solitario e sarà perché ho sempre pensato di appartenere a tutti e nessuno nel senso di non essere mai stato uno che per sentirsi qualcuno avesse la necessità di sbandierare una propia appartenenza che fosse una ideologia o una fede o una squadra o un gruppo o qualunque altro tipo di aggregazione che si identifichi in un simbolo o come i più moderni direbbero in un logo o meglio un brand.

Sarà per tutto ciò ma, ho sempre pensato che farlo non avesse senso e, talvolta fosse anche ridicolo. Un po’ come quella moltitudine di persone che sui social mostrano la loro italianità con il tricolore, che spesso tra l’altro è quello irlandese ma va beh! Ma a me non piace neppure l’alternativa arcobaleno della pace o del movimento LGBT. Non che io sia contro la nazione o la pace o i diritti…anzi…voglio bene alla terra in cui vivo, credo nei valori della convivenza civile tra popoli e persone e va da sé che sono contro le discriminazioni tout court.

Eppure non sento di dover indossare divise o bandiere. Mi piace la Nutella e pure la figa ma non per questo sento il dovere di doverlo rimarcare in continuazione a tutto il mondo e del resto non capisco perché al mondo dovrebbero interessare quelli che sono i miei gusti o le mie passioni o idee. Sono cose personali che posso eventualmente comunicare ad una ristretta cerchia di persone ove ve ne sia una occasione specifica di discussione. Ecco, trovo questo continuo desiderio di dire a tutti ciò che siamo ( o crediamo di essere) un tantino eccessivo.

Uno dei primi motivi di attrito con la sinistra a cui visceralmente mi sono sempre sentito di far parte pur conservando il mio spirito critico, era questo ricorrere continuamente ad una simbologia che non ritenevo utile. Non so se riesco a spiegarmi ma ho sempre creduto che, se stai facendo uno sciopero per i tuoi diritti l’obiettivo sono i tuoi diritti e manifestare con la kefiah, la bandiera della pace, la stella a 5 punte e la bandiera dell’URSS non fossero pertinenti e alla lunga indebolissero certe lotte proprio perché poi si finiva a parlare di altro.

Trovo insomma che usare per forza dei simboli non sia poi così tanto utile e spesso neppure intelligente. Ma credo anche che altrettanto spesso si tenda ad esagerare nel colpire i simboli ignorando poi i comportamenti. Un esempio riguarda una decisione della Finlandia che pare avrebbe cambiato il suo storico logo in quanto questi era una svastica e in tempi di battaglione azov e denazificazione putiniane pare che sto simbolo non vada più bene. Ultima polemica quella sul numero 88 delle maglie degli sportivi…va beh…

Ora, premesso che fascismi e nazismi non avrebbero proprio ragione di esistere a prescindere, quello che a me interessa, non è eradicare dei simboli ( che per altro hanno, spesso, profonde radici storiche e spesso anche nobili) ma la cultura distorta che si appropria di certa simbologia e che, proprio per mezzo dei simboli aggrega personaggi che, è evidente, non hanno una testa pensante capace di autosostenersi. In gruppo tutti si sentono più forti. Un’altro dei motivi per cui non ho mai amato questo genere di aggregazione…

Un’altro dei simboli che trovo orribile (e su cui credo in pochi realmente vi abbiano seriamente riflettuto) è il crocifisso. Sbandierato ovunque, brandito da politici di quart’ordine con velleità di comando, imposto nei luoghi pubblici ed esposto da chiunque tanto da ostentare anche il segno prima di un rigore, di una gara, di un comizio o di qualunque cosa tanto che, uno poi si chiede (cit.) se, in una gara, tra un credente e un ateo, qualora vinca il primo il secondo non debba denunciarlo per doping religioso! Cazzo, hai vinto con l’aiuto di terzi… Non sei sportivo, non vale! (Cit. ma non ricordo di chi!)

E se perdi? Che significa? Va beh, ci sarebbe tanto da dire ma l’altro giorno da qualche parte avevo letto sta cosa che mi ha fatto sorridere: fortuna che i romani i propri condannati li mettevano in croce…li avessero impalati che simbolo usereste ora? Un palo? E se l’avessero impiccato o ghigliottinato? Un cappio, una lametta? E fortuna anche che non c’era l’elettricità perché la simbologia di una sedia elettrica non so se sarebbe stata così efficace: invece del segno della croce che si faceva? La simulazione di una scossa?

Insomma, davvero, forse sono io che sono incapace di capire ma davvero trovo tutta sta simbologia inutile e spesso ridicola. Ma la trovo anche fine a se stessa e deleteria tanto che spesso i simboli finiscono poi per diventare negativi o inutili o dannosi o peggio ancora il pretesto per qualcuno di mettere al bando interi popoli come la stella di Davide lo fu per gli Ebrei nei campi di sterminio.

Simbolo che però è finito invece per diventare oppressivo verso un’altro popolo. E i triangoli massoni? Anch’essi oggi sono visti con sospetto eppure tutto il Risorgimento italiano vi poggia sebbene poi con la P2 abbia finito poi per incarnare tutt’altra valenza. Quindi, in conclusione quello che vorrei dire è che credo che non è tanto la simbologia ciò a cui si deve guardare ma alla cultura che di volta in volta si cela dietro a questi simboli: ed è questa cultura che spesso può essere deleteria e sbagliata.

Noi credo che, come individui, più che nasconderci dietro dei simboli abbiamo il dovere di tornare ad essere teste pensanti individuali che poi si aggregano sulle idee e non per la semplice appartenenza. Oggi ciò che manca è questa capacità e sbandierare una appartenenza non risolve alcuno dei nostri problemi mentre un aiuto ed un punto di partenza sarebbe comprendere quali sono quei problemi. Il resto poi…spesso è solo pura fuffa propagandistica, ben usata da chi sa come manipolare ed utilizzare grandi masse.

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Ricapitolando…

Non c’è alcun cambiamento climatico e seppur ci fosse è naturale e giammai causato dall’uomo! E del resto nel millenovecentodiciassei c’era stata una temperatura record quindi…tutte balle dei poteri forti per controllarci! Occheiii

Covid? Già prima non c’era e se c’era era un raffreddore o poco più e negli ospedali c’erano degli attori. Oggi? Come prima…nessun problema sono sempre gli stessi poteri forti che ci vogliono terrorizzare…buuu…pauraaaa…occhei…

I vaccini? Un gigantesco esperimento sociale dei poteri forti per vedere l’effetto che fa e controllarci tutti col cinqueggi quasi sei e a random ammazzare un po’ di gente che non lo vedi come muoiono da tutte le parti sti vaccinati che di colpo si accasciano e i poteri forti si divertono? Occheiii!

La guerra in Ucraina non c’è! E se c’è è perché l’Ucraina nazista ha invaso la Russia di quel sant’uomo di Putin! È tutto un film girato dai poteri forti per terrorizzarci al pensiero di spegnere condizionatore e riscaldamento! Occheiii

Sulla Luna ovviamente non ci ha mai messo piede nessuno perché ti pare che ci andavano che non c’avevano i PC adatto! E poi la Luna non esiste, è solo una proiezione dei poteri forti per farci dormire la notte e tenerci buoni!

La terra è piatta che lo ha detto il cugggino dell’amico del figlio del padre che lavora nei poteri forti ma è un segreto mi raccomando!

L’inquinamento? Ma va, altra bufala…lo dicono per terrorizzarci acque di mare sono buonissime anche da bere! E non raccontateci che non c’è acqua nei fiumi…l’acqua c’è ma i poteri forti la tengono chiusa nelle sorgenti ma noncelodicono!

Greta, la famosa bambina ormai ragazza guadagna ottanta milioni di dollari perché la gente che le crede non ha capito che lei lavora in realtà per i famosi poteri forti e lo fa con l’unico scopo di terrorizzarci tutti per controllarci! Occheiii!

I poteri forti anzi fortissimi comandano e controllano tutto loro…i governi? Li fanno loro! Il campionato di calcio? Lo decidono loro! Tutto loro fanno! Per fortuna ci siete voi, supreme menti illuminate che tutto avete capito e a cui nulla sfugge!

Mi resta solo un piccolo piccolissimo dubbio da chiarire: ma se sono così forti, così potenti, così dannatamente furbi, così attenti come mai non si curano del fatto che voi li avete smascherati e avete capito tutto del mondo e della vita perché voi siete liberi e noi siamo solo dei caproni illusi? Mah… vediamo se mi telefona un potere forte per spiegarmi tutto e dirmi cosa devo fare!

Che poi, ne ho anche un’altro di dubbio: ma com’è che tutti questi illuminati geni che, tutto sanno e tutto hanno capito, ogni qual volta che c’è una misera possibilità di colpire quei gruppi di potere, ad esempio con una patrimoniale o leggi sulla concorrenza o misure contro l’inquinamento ecc ecc…ogni volta questi geni compatti si schierano proprio con quei partiti che si oppongono a tutto ciò? Mah…misteri dell’intelligenza…

PS certo che ne girano di cazzate e di grandi pensatori!

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Maleducato a me?

Per fortuna non sono un violento e per fortuna anche se in certi casi sogno di poter disporre di un’arma fantascientifica tipo disintegratore molecolare da applicare in tutti quei casi in cui mi imbatto, mio malgrado, in un/a imbecille o peggio prepotente o convinto di essere il padrone del mondo e poter fare quel cazzo gli pare, alla fine, il più delle volte, lascio proprio perdere evitando discussioni e tirando dritto.

Stamattina avrei fatto lo stesso. E invece no, stavolta mi sono fermato…contato fino a 10 e risposto, tutto sommato anche con una certa classe credo. Ma quel maleducato detto a me proprio non potevo lasciarlo passare. E quindi alla signora in questione le ho risposto:

“vede signora, il fatto che io non mi sia spostato non è maleducazione, quella maleducata semmai è lei col suo comportamento. Il fatto che io cammini mantenendo la destra non dipende dalla mia volontà di essere prepotente né dal fatto che sono più grosso ma semplicemente dal fatto che in strada io segua delle regole e la regola dice che si tiene la destra. Punto. Lei è inglese per caso?

Se ognuno facesse come gli pare non si potrebbe avere un criterio per dire chi abbia torto o ragione invece così c’è. Il fatto che lei mi dia del maleducato perché seguo una regola invece indica che lei vuole fare come gli pare quindi in questo caso è lei la prepotente e no, il fatto che sia donna non significa proprio nulla e non le dà il diritto di pretendere che altri le cedano il passo solo per il suo sesso.

Penso di essere stato chiaro…ci rifletta. Arrivederci!” E vaffanculo ( ma questo non l’ho detto anche se l’ho pensato!) E così ho ripreso la mia corsa lasciandola lì a mugugnare sa cazzo che cosa. Il punto è che di tipi così ne incontro a tonnellate, sia a piedi e sia in auto e a quanto pare, sempre più gente è convinta che non esistano regole condivise ma esiste solo la legge del più furbo/forte/paraculo/stronzo.

Beh, a me iniziate veramente a starmi sulle palle. Specie se volete pure avere ragione facendo le vittime. E vediamo se almeno una sono riuscito ad educarla perché domani, se ti ritrovi di nuovo contromano non mi fermerò di botto come oggi venendo quasi allo scontro ( io faccio pur sempre 100kg e non è che mi fermo proprio all’istante…) nooo…ti passo proprio sopra! E vediamo un po’ se imparate a stare al mondo…

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Er nemico



Un Cane Lupo, ch’era stato messo
de guardia a li cancelli d’una villa,
tutta la notte stava a fa’ bubbù.

Perfino se la strada era tranquilla
e nun passava un’anima: lo stesso!
Nu’ la finiva più!

Una Cagnola d’un villino accosto
je chiese: – Ma perché sveji la gente
e dài l’allarme quanno nun c’è gnente? –
Dice: – Lo faccio pe’ nun perde er posto.

Der resto, cara mia,
spesso er nemmico è l’ombra che se crea
pe’ conserva’ un’idea:
nun ce mica bisogno che ce sia.

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Trilussa – Er nemico
TRILUSSA
Trilussa – Er nemico
Poesie scelte: TRILUSSA, Sonetti romaneschi (Roma, Enrico Voghera, 1909).

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Individui violenti

Solo ieri sera avevo guardato le immagini terribili di un degenerato (chiamarla persona o uomo quella cosa lì mi è difficile) che ha tolto la vita ad una persona in mezzo alla strada ed in mezzo alla gente, senza che ciò rappresentasse un ostacolo e senza che nessuno intervenisse. La vittima tra l’altro anche menomata visto che è stata picchiata usando la sua stessa stampella.

Ora…a differenza della solita stampa idiota non starò a parlare delle cause e dei pretesti come se una qualunque causa potesse rappresentare una giustificazione per l’assassino ed una aggravante per la vittima secondo il consueto canovaccio usato nei casi di stupro del “e ma allora se l’è cercata”… Ecco, se anche ci fossero cause e pretesti resta il fatto che un’assassino ha lasciato senza vita un uomo.

Ancora con quelle immagini in testa poco fa ne vedo altre simile ma per fortuna in questo caso non c’è stata alcuna uccisione anche se non sono meno cruenti. Ma la dinamica è la stessa: un imbecille aggredisce violentemente una donna in una palestra. Anche in questo caso evidentemente nessuna paura o remora su eventuali conseguenze o sul trovarsi tra altra gente.

Fanpage.it: Calci e pugni a una donna in palestra, ripreso da telecamere ma è libero: Intervenite o sarà tardi. https://www.fanpage.it/attualita/calci-e-pugni-a-una-donna-in-palestra-ripreso-da-telecamere-ma-e-libero-intervenite-o-sara-tardi/

La domanda che mi faccio, appurato che individui del genere sono palesemente degli idioti privi di cervello e raziocinio, è la seguente: ma questi esseri quanta cattiveria e quanto odio hanno dentro di loro e che razza di educazione hanno avuto per poter credere di poter risolvere qualsiasi diverbio o problema con la violenza?

Ho l’impressione tra l’altro che, questa gentaglia, manco a dirlo, sia sempre ben schierata politicamente da una certa parte e che viva costantemente nel mito del superuomo convinta di essere al di sopra della legge, ben voluta da un dio che evidentemente considera come razzista, misogino e sovranista ca va sans dire. E, guardando a questa ultima aggressione direi che hanno anche ragione a pensarlo.

Si perché, a quanto pare questi prodi eroi urbani che combattono contro la degenerazione, per la patria, la razza, i costumi, dio e tutte quelle stronzate lì, che le donne non le vogliono assolutamente col velo però meglio che stiamo a casa a figliare e cucinare e in silenzio a prender botte, questi esempi virili possono fare quel che vogliono a patto di non ammazzare che se per caso succede, mannaggia mannaggia qualche po’ di carcere te lo fanno fare ma tranquilli poi diranno che eri un bravo ragazzo!

Se invece le persone aggredite non crepano tutto a posto! Liberi di continuare a menar le mani. Che bello il loro mondo…possono prendere la gente a pugni, a sprangate, spezzare ossa, massacrare, menomare e nulla, se non ci scappa il morto a sti qua non succede nulla. Denunce? Diffide? Ma vaa…a loro tutto è consentito. Se poi come sempre più spesso accade indossano anche divise allora è il top, impunità quasi sempre garantita.

E niente, non so decidermi se questi tipi di soggetti mi facciano più pena per la loro evidente menomazione mentale (dentro la scatola cranica devono avere dei letame in fermentazione) o più schifo per la certezza che respirino la stessa mia aria e che sono ovunque ed in costante aumento e ognuno di noi potrebbe imbattersi in uno di loro. Il dubbio rimane ma intanto ho una certezza: senza costoro il mondo sarebbe senz’altro un posto migliore e meraviglioso…

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I clichè dei film

Non ce la posso fare… è più forte di me! Ci sono certi film che, tu sei lì che guardi e di colpo ti assalgono istinti omicidi verso gli attori, il regista e chiunque abbia avuto voce in capitolo. Mi riferisco a quelle scene senza senso o senza criterio per cui te, nei panni del protagonista dici: ma che sei scemo? Ma non funziona così! No dai…ma che cazz…e non puoi continuare a guardare perché ormai la magia è compromessa!

La lista delle cose che trovo irritanti è infinita. Tra le peggiori quelle scene dove i protagonisti entrano in una stanza buia, di solito un magazzino o un qualche laboratorio. Oh, appena accendono le luci c’è sempre quel rumore tipo tonfo di qualcosa e ste luci che si accendono un po’ alla volta. Ma che cazzo di interruttori hanno in America? Non lo sopporto.

I film americani poi sono sempre pieni di gomme che stridono…ma perché? E nelle scene di inseguimento? Oh, ma possibile che le auto li stanno sempre a decollare? Da noi si accartocciano…li appena si scontrano decollano! Poi, le esplosioni…se c’è un film americano quand’anche fosse ambientato nella preistoria prima o poi ci deve sempre essere qualcosa che fa il botto con enormi fiamme!

Ma che è? La lobbie degli effetti speciali non ti lascia girare un film se non ci metti almeno una esplosione? Va beh, sorvolo sulle armi da fuoco automatiche che possono bucare una corazza ma l’eroe si ripara dietro un tavolino e ne esce illeso! No no, lasciamo perdere perché ci sarebbe troppo da dire!

Scene e percorsi obbligati nei film orror/ thriller: scappano sempre verso il tetto (ok genio…arrivi sul tetto e poi? Voli?) o si infilano in tunnel misteriosi bui. Prendere e andarsene tra la gente no eh? Va beh…poi ci sono gli intrighi dove c’è sempre lo sfigato di turno coinvolto in qualcosa: oh, hanno sempre un amico haker capace di violare anche il pentagono, la Cia e qualsiasi satellite!

Oppure in alternativa hanno sempre l’amico ex truppe speciali di qualcosa nella cui casa ci trovi tutte le armi che vuoi incluso magari un carro armato in garage! Gente che sa fare tutto, dal pilotare un aereo o fare un intervento chirurgico o costruire la qualsiasi partendo da due graffette e del nastro adesivo! E non parliamo delle amiche…sempre gnocchissime all’ennesima potenza. Chi non ha amicizie così??

Poi ci sono le scene d’amore che sono di due tipi! Quelle caste dove scopano vestiti e zacchete, in un attimo senza che si siano levati o aperti nulla sono lì che ansimano come degli zulù e appena finito sono lì, vestiti e trucco e capelli impeccabili. Per non parlare delle scene sui tavoli dove…via… tutto giù per terra…che se hanno un portatile, lampade o altri oggetti che cadendo si distruggono a loro che gli frega…

Le altre invece prevedono la passione estrema…camice levate facendo saltare i bottoni, una furia che non prevede esitazioni, tessuti strappati che tu pensi: ma se lo avessi fatto io ad una che, ha speso cento euro dal parrucchiere, ha speso soldi per vestirsi carina per te comprandosi che so, un Valentino, che sotto indossa un intimo per cui ha fatto un mutuo trentennale…arrivo io e gli strappo tutto…ma quella minimo mi strappa le palle e di sicuro non me l’avrebbe data neppure fossi stato l’unico uomo dell’universo!

No dai, scene del tutto scollegate dalla realtà. E queste che si svegliano al mattino fresche come rose, capelli perfetti che tu dici: ma solo io mi svegliavo sempre con accanto una persona diversa da quella con cui ero andato a dormire la sera prima? Boh…capisco che la finzione è finzione ma dai…un minimo sindacale di realismo…non chiedo poi così tanto!

Poi ci sono i film in cui c’è sempre una squadra…e naturalmente sono sempre i migliori in quel che fanno! Cosa potrebbe andare storto? Beh ovvio… c’è sempre il traditore…e c’è sempre lo schizzato che se c’è un piano da seguire lui fa come cazzo gli pare! E c’è sempre un ex o una ex che ovviamente per magia diventano inseparabili perché se prima si erano lasciati non era mica perché qualcosa non andava!

Vogliamo parlare delle botte poi? Io capisco tutto…capisco che sei n superfisico campione di MMA, Kung fu, karatè e chi più ne ha più ne metta però…ti hanno sparato, ti hanno accoltellato, ti hanno tirato bombe a mano, hai sangue che esce a litri da ogni dove, hai preso ottocento cazzotti, testate sul naso, sediate e bottigliate in testa, sprangate e tu sei ancora lì in piedi? Possibile che solo io se prendo una sberla sto lì dolorante per una settimana? E dai su!

Altre cose poi riguardano la facilità nel trovare la password di un qualsiasi PC o sistema complesso…la facilità di trovare sempre un’auto aperta e con le chiavi vicino…la facilità di entrare nei posti più impenetrabili, di entrare nelle case altrui che a quanto pare le case americane sono tutte così: ingresso tutto blindato, videocamere ecc ecc ma tu fai il giro da dietro e c’è un cancelletto che ti porta a una porta che ovviamente è aperta!

Beh, a me inizia davvero a venire il dubbio che, le sceneggiature dei film le scrivano i tre di Boris altrimenti non si spiega! F4…invio…va in automatico…

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Scultura di Jago e ragazzi che la prendono a calci.

Sottotitolo: mi sono sentito piccolo piccolo

Devo fare qualche premessa. La prima è che, non conoscevo la persona che mi ha ispirato queste riflessioni e questo mi porta a credere che, sebbene io mi reputi una persona mediamente informata evidentemente non lo sono abbastanza. Potrei anche dire che forse è anche l’informazione a non fare il proprio mestiere e sappiamo tutto di Ilary e Totti ma tante altre cose non arrivano: forse è vero ma ciò non toglie il fatto che evidentemente ho delle lacune.

Un’altra considerazione riguarda sempre la mia persona. Non ho una formazione specifica in ambito artistico per cui tutto quel poco che conosco lo devo a quelle ore di educazione artistica fatte alle medie, quel po’ di storia, le visite fatte ai musei ogni volta che ne ho avuto la possibilità e qualche lettura sporadica qui e la o qualche documentario in tv. Insomma il mio approccio al mondo dell’arte è fatto in totale umiltà, non sono né un esperto né un critico e pertanto posso solo avere un personale approccio del tipo mi piace/non mi piace.

Detto ciò, l’altro giorno cercando altro, ad un certo punto, mi sono imbattuto in questo artista, uno scultore che mi ha da subito incuriosito: Jago. Non lo conoscevo, non sapevo della sua fama internazionale, non sapevo neppure avesse (grazie all’astronauta Parmitano) messo in orbita una sua scultura e non sapevo ovviamente che fosse italiano.

Immagine presa da: https://www.famigliacristiana.it/articolo/la-mia-pieta-volata-nello-spazio.aspx

E quindi incuriosito mi sono messo a cercare altro su di lui e direi che la mia curiosità è stata appagata. Ora, come detto nella seconda premessa, non ho alcun titolo per giudicare il suo lavoro, valutarne la tecnica o altro. Nessuno. Quello che posso dire è che quel che ho visto mi piace molto e mi ha portato a pensare che, se un artista moderno e contemporaneo fa qualcosa di bello o che a me piace evidentemente è perché ciò che ha prodotto è bello!

Potrebbe essere una banalità questa e però (anche se magari lui per primo non sarebbe d’accordo col mio pensiero) io penso ad altri artisti contemporanei che fanno opere e che…dite ciò che volete ma a me non dicono nulla. Non mi suscitano emozioni. Nulla. Opere che per “capirle” necessitano di qualcuno che ti dica che l’artista mentre sbatteva il mignolo del piede una mattina appena sveglio ha esclamato eureka e ha messo a muro con un cerotto un cetriolo per immortalare le sue emozioni!

Ecco, ripeto, con tutta la mia umiltà credo che l’arte diventa immortale e bella quando a chiunque suscita emozioni senza una spiegazione colta a latere. Poi, tra chi ne ha gli strumenti, magari l’opera la analizzi, valuti come hai dato una pennellata, come hai picchiato sullo scalpello ed altre varie ed eventuali ma, prima di tutto ciò che deve arrivare è una emozione. L’arte attuale, tranne rare eccezioni a me non dice nulla.

Vi starete chiedendo che c’entra il titolo a questo punto. Perché è ovvio che non è certo per questo che mi sono sentito piccolo. No no, semmai di fronte a queste persone eccezionali capaci di produrre bellezza mi sento fortunato a poterli ammirare. E penso che sarebbe bello se anche altri artisti esaltassero il bello che c’è: in questo momento storico ce n’è bisogno.

Invece, mi sono sentito piccolo e anche parecchio sbagliato quando, sempre cercando materiale su Jago mi sono trovato di fronte a questo:

“Jago e la sua scultura presa a calci a Napoli”

Segue il video che consiglio per farvi capire meglio;

Non ci giro troppo attorno: appena ho letto il titolo e appena ho visto le immagini mi sono trasformato in Hulk e se avessi potuto avrei preso a schiaffi ognuno di quei ragazzini. E scommetto che analoga reazione l’avrete avuta anche voi che leggete questo post. O almeno la maggior parte: dunque diciamo che siete in 10, almeno 9!

Poi però ho sentito le sue parole e visto cosa ha fatto dopo. Ed è lì che mi sono sentito un piccolo uomo meschino che, in fondo non è tanto diverso proprio da quei ragazzi pur con tutte le mie giustificazioni e motivazioni. Invece il gesto e le parole di questo artista sono state esemplari: quei ragazzi sono così perché nessuno li ha educati ad essere in modo diverso. Ecco, lui con il suo gesto credo abbia fatto qualcosa per cui quei ragazzi si saranno posti delle domande.

Più che la punizione (e non dico che comunque, specie in azioni più eclatanti non serva) quello che in questo periodo storico serve sono esempi ed esempi credibili ed autorevoli. Dire ad un ragazzo che ti ha preso a calci una tua scultura un ehi…vieni qui, prendi in mano lo scalpello e batti tu stesso sulla nuda pietra ha un valore incredibile. Quello uscito da lì avrà capito la fatica, la pazienza, il lavoro, la creatività ed imparato a rispettare tutto ciò.

Forse e dico forse, se al mondo vi fossero più esempi positivi e persone del genere il mondo sarebbe un posto migliore. Invece ci sono tante altre persone come me o anche peggio che forse pur essendo nel giusto di fatto agiscono nel modo sbagliato. Non so, io ho questo dubbio e se da un lato è vero che da ragazzino non avrei mai fatto nulla del genere è anche vero che questo periodo è diverso e forse la mia generazione e quella precedente non è stata in grado di essere da esempio. Io faccio il mio mea culpa e ammiro ancora di più questo artista che ho la vaga sensazione che sia anche un grande uomo.

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Un’altro di quei sogni assurdi

Era un bel po’ che non mi capitava di ricordarne uno visto che generalmente la mattina raramente ho traccia di quel casino che la mia capoccia combina la notte. In genere, quelli che poi ricordo sono sempre assurdi e non se se è questo non poteva essere certamente diverso. Unica cosa è che stavolta non c’è stata alcuna traccia di erotismo neanche solo abbozzata.

Sarà anche questo un altro segnale del fatto che sto proprio invecchiando e neppure nei sogni c’è più spazio per fantasie del genere? Va beh, ad ogni modo resta l’assurdità di situazioni del tutto impossibili ma percepite come reali tanto da lasciarmi con diverse emozioni e perplessità come quando ci capita di fare qualcosa di non voluto e inebetiti chiederci poi: ma che sto facendo… speriamo non finisca male!

Comunque, ero in questo luogo non luogo, sempre posti indefiniti e c’era sta casa da cui , dalla vetrata della finestra vedevo un gatto, un gatto bianco che a sua volta mi fissava. Allora mi sono avvicinato alla porta di quella casa e, senza bussare o suonare ho afferrato la maniglia e…la porta era aperta per cui sono entrato! E già sta cosa nella realtà per me sarebbe impossibile! Ad ogni modo, una volta dentro quella casa, sono andato incontro al gatto!

Non mi sono preoccupato se ci f fossero padroni o altre persone. Vado dal gatto e, da uno zainetto che avevo tiro fuori una scatola di cibo per gatti così…come se normalmente io me ne andassi in giro con scatolette! Al che mi siedo accanto al gatto che evidentemente ha gradito il pensierino e, mentre sono lì che lo accarezzo di colpo si apre la porta e…entra la padrona di casa!

Questa, che certamente non conoscevo non fa una piega! Non urla…non si spaventa…non chiede chi cazzo fossi e perché fossi entrato senza permesso in casa sua…non si spaventa! Nulla di nulla! Semplicemente mi fissa con un misto di stupore, curiosità e incredulità e non dice nulla. Io per contro sono terrorizzato! Ho paura che chiami qualcuno che mi picchi o mi spari o che chiami la polizia. Sono impietrito e incapace di dire nulla. Unica cosa che percepisco sono le fusa del gatto!Rrrrr…rrrrrr…Rrrrr

La signora, per altro bella donna che in altri sogni passati certamente avrebbe indirizzato il sogno verso altri finali ad un certo punto esce dalla stanza…eccallà mi dico…mo so cazzi miei…ma resto lo stesso immobile incapace di scappare per la vergogna di aver fatto una cosa del genere! E mentre sono lì che penso a un avvocato da chiamare la bella signora torna con tè e biscotti! E mi sono svegliato.

Che dire? Un po’ ho letto sui meccanismi della mente ed il perché sognamo. In effetti ripensando alla giornata di ieri c’erano state diverse informazioni immesse in memoria. Una ad esempio era un video su YouTube di un ragazzo americano che rispondeva a domande sul loro stile di vita, sul perché nei film le loro case fossero sempre aperte e questa deve essere stata la base di partenza.

Poi avevo letto sta notizia sull’Iran e sul fatto che avessero fatto una legge per punire il possesso di cani e gatti perché giudicati una corruzione occidentale e che aveva prodotto il ban commerciale sulla importazione di cibo per animali con un incremento del mercato nero. Secondo tassello! La signora non so da dove fosse uscita ma forse era la tipa della banca di mio padre con cui avevo parlato qualche giorno fa.

Insomma…da sti tre/quattro elementi la mente ha poi elaborato tutta sta storia assurda che però davvero sembrava reale o per lo meno lo erano tutte quelle emozioni che sentivo. A quel punto però ero sveglio, ho guardato l’ora ed erano quasi le sei… sapevo che non avrei più ripreso sonno e così mi sono alzato, fatta veloce colazione e me ne sono andato a correre.

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Sette ore

Appena terminata la EVA (attività extraveicolare) che ha visto protagonista la nostra astronauta italiana Samantha Cristoforetti. Il termine usato in genere è quello di passeggiata spaziale mutuato dallo space walk americano. Il termine però a me non piace perché, sebbene sia affascinante la parola passeggiata richiama qualcosa di leggero, quasi un ozioso divertimento.

Ed invece è tutt’altro che qualcosa di divertente e, sebbene è sicuramente una esperienza unica (e per pochi!) è un lavoro estremamente difficile oltre che pericoloso e rischioso dove ogni minima disattenzione può causare un disastro. Ora, immaginate di restare per sette ore dentro una tuta spaziale che, lasciando stare i film, pare più un sarcofago e forse potete iniziare a farvi una idea.

Mi sono guardato la diretta NASA e una idea me la sono fatta: sette ore li dentro, fuori nello spazio insieme al collega russo, parlando russo e mantenendo sempre la massima concentrazione. Sette ore durante le quali non è che ti fai una pausa se ti stanchi…niente pausa caffè o sigaretta…se ti viene da grattarti il naso non lo fai…un pannolone dentro la tuta e se devi fare plin plin te la fai inside!

No, decisamente non è per tutti. Oltre le doti fisiche e di preparazione tecnica (il suo ruolo è di ingegnere della missione) occorrono delle doti di infinita pazienza. Nulla a che vedere con quei film dove inevitabilmente c’è quello che sclera e inizia a sproloquiare! No, questa è gente con i nervi d’acciaio e una capacità di lavorare in gruppo fuori dal comune.

Il lavoro che dovevano fare prevedeva diverse cose a cominciare dal lanciare a mano 10 nanisatelliti per un esperimento di trasmissione radio. Poi dovevano assemblare un braccio robotico dell’agenzia europea e sistemare degli schermi protettivi. Hanno fatto quasi tutto perché il braccio robotico ha portato via più tempo del previsto. Dovranno quindi riuscire.

Un’altra cosa che mi ha molto colpito è stato il gran numero di moschettoni a cui ogni cosa è legata (loro inclusi) a filo doppio. In pratica, ogni azione è frazionata in metti gancio, togli altro gancio, spostati, ripeti operazione, prendi oggetto, togli gancio, metti gancio e così via! Tutto perché, mentre sei a 400km di altezza e viaggi a 36mila km/h, l’ultima cosa che vuoi è perderti qualcosa o finire nello spazio.

Quindi tutti movimenti lenti per altro fatti con quegli scafandri dove sì, nuovi braccia e gambe ma i movimenti sono limitati. Il casco ad esempio ti impedisce di piegarti: davanti o ai lati non vedi infatti hanno degli specchietti sulle maniche per ovviare al problema. E poi…hanno quei guantoni che mi chiedo come facciano ad avere la sensibilità del tatto e del tocco!

Insomma, è davvero un lavoro duro ed estremo considerando che sei nello spazio e solo pochi millimetri di quella tuta ti separano dai -100° all’ombra o 120° al sole che ci sono fuori. Tra l’altro, a differenza di Parmitano che usò una tuta americana e rischio di annegare per un problema del casco lei ha usato invece una tuta russa per cui non vedrete sue foto con la classica tuta tutta bianca.

Ah, altra cosa che stavo dimenticando: al tempo di lavoro fuori extraveicolare va aggiunto il tempo all’inizio ed alla fine in cui come per i sub fanno l’adattamento alla pressione che ci sarà nella tuta prima (dove respirano solo ossigeno) e nella stazione poi quando dovranno tornare a respirare aria. Quindi il tutto dura ben più di sette ore. Detto ciò, il primo Pirllon che mi viene a dire che le donne non sono adatte per le discipline tecniche direi che vince un vaffanculo tecnico senza ritorno: li vorrei proprio vedere certi fenomeni al posto della Cristoforetti!

Bene, ultima considerazione, giuro, ma considerando che è stata la prima donna europea a fare un lavoro del genere il mio entusiasmo direi che ci sta tutto e mentre qui a terra insulsi personaggi giocano a fare i grandi li, nello spazio c’è chi rende orgogliosi di sapere che esistono anche persone così che fanno la storia con i fatti e non a chiacchiere. Infinita stima per questa donna.

Dalla NASA
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Paragoni impietosi…

Ci sono stati diversi personaggi storici di grande spessore che, hanno, ad un certo punto della loro vita, magari per sottolineare un momento o per incitare ad una svolta, pronunciato delle frasi che sono rimaste nella storia e che sono addirittura diventate parte integrante del linguaggio come ad esempio “il dado è tratto” detto da Cesare o ” avrete lacrime e sangue” pronunciato da Churchill.

La storia direi che è piena di queste frasi celebri e citerò giusto quelle più famose che tutti conoscono:

  • È un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità.(Neil Armstrong)
  • Parigi val bene una messa (Enrico IV)
  • L’unica vera saggezza è sapere di non sapere nulla.(Socrate)
  • Qui si fa l’Italia o si muore (Giuseppe Garibaldi)
  • Io non so con quali armi sarà combattuta la terza guerra mondiale, ma so che la quarta sarà combattuta con pietre e bastoni.(Albert Einstein)
  • Chi ha mai sentito parlare di una rivoluzione in cui ci si prende tutti per mano e si canta “We Shall Overcome”(Malcom X)
  • Chi comanda dev’essere conciso, preciso. E sempre saldo al timone.(Charles de Gaulle)
  • Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.(Mahatma Gandhi)
  • Il fascismo non è un’opinione, è un crimine.(Sandro Pertini)
  • La patria è dove si sta bene(Marco Tullio Cicerone)
  • Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola(Giovanni Falcone)
  • Un’ingiustizia commessa in un solo luogo è una minaccia per la giustizia in ogni luogo(Martin Luther King, Jr.)
  • Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese(John Fitzgerald Kennedy)
  • Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto.(Thomas Jefferson)
  • Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto.(Nelson Mandela)
  • Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.(Winston Churchill)
  • Se non noi, chi? Se non ora, quando?(John Fitzgerald Kennedy)
  • Fa ciò che senti giusto nel tuo cuore, poiché verrai criticato comunque. Sarai dannato se lo fai, dannato se non lo fai.(Eleanor Roosevelt)
  • Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.(Jurij Gagarin)
  • “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela”.(Enrico Berlinguer)

Direi che basta così… Ognuna di queste frasi, detta da chi la pronunciò suona in un modo autorevole, carismatico perché quelle persone, ognuna di loro, avevano determinate doti, avevano competenza in ciò che facevano ed avevano indubbiamente una enorme caratura morale. Bene, credo che su questo possiamo tutti essere d’accordo giusto?

Ok, veniamo ai giorni nostri…

  • Gli oceani si stanno alzando? Avremo qualche casa vista mare in più». (Donald Trump)
  • Fine della citazione, ripeti la frase (Joe Biden leggendo il gobbo)
  • Cosa preferiamo la pace oppure star tranquilli con l’aria condizionata accesa tutta l’estate? (Mario Draghi)
  • La millenaria democrazia francese… ( Luigi di Maio)
  • Preferirei non avere un figlio gay. (G.Meloni)
  • Alla costruzione del tunnel tra il CERN e i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento…( Maria Stella Gelmini)
  • Macron piace a tutti quanti voi come se fosse Napoleone ma almeno quello combatteva sui campi ad Auschwitz e non nei cda delle banche d’affari”( Alessandro di Battista)
  • Vi porto i saluti di uno che si chiama… uno abbronzato… Ah, Barack Obama (Silvio Berlusconi)
  • Certo sono stata in Inghilterra, sono stata a Dublino…(Giorgia Meloni)
  • Qui le condizioni di un neo-rinascimento. Sono invidioso del vostro costo del lavoro (Matteo Renzi)
  • Io sono con Berlusconi: Berlusconi mi dice quello e io faccio quello. Io sono… Io sono un fan, dipendente e fanatico, ehm, chiamalo come vuoi (Antonio Razzi)
  • «Sono donna, madre e cristiana e non me lo toglierete»(Giorgia Meloni)

Ok… direi che può bastare no? C’è poco da aggiungere, il livello è questo. Potrete anche andare a votare una settimana sì e l’altra pure ma se vai in un campo di rape e ti aspetti di raccogliere orchidee la vedo difficile…

PS. Avrete notato che tra i grandi personaggi del nostro tempo non c’è neppure una citazione di mastro ciliegia alias felpa pig, colui che addirittura è entrato nel dizionario Treccani con il termine salvinate…roba di alto livello! Vero…ma che dire…mi sono trovato in difficoltà a sceglierne qualcuna tra le migliaia di salvinate appunto sparate ogni giorno: più che un post servirebbe una enciclopedia quindi umilmente ho lasciato perdere…

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Desideri inutili

L’altra mattina mentre correvo invece di metter su la mia playlist negli auricolari ho avviato l’app delle radio giusto per sentire qualcosa di diverso ogni tanto anche se, poi, di fatto, Virgin trasmette molta della musica che ho salvata. Ma va beh, ogni tanto qualche variazione c’è! Unico problema è che, anche se poca trasmette anche della pubblicità…

E così, ad un certo punto ascolto questo dialogo che riporto a memoria ma grosso modo uguale:

Dai caro, muoviti che andiamo da pincopalla! C’è la nuova promozione al 40% su tavolini, sedie e accessori da giardino! E lui che risponde: ma noi non lo abbiamo un giardino! Abbiamo solo un balconcino! ‘Ndo cazzo la mettiamo tutta sta roba! (Questo era implicito!)E la tipa di rimando: ma che ti frega, c’è la convenienza e poi c’è anche il balcone dei tuoi!

Ecco, mentre ascoltavo e correvo pensavo che dietro questo insulso dialogo c’è la perfetta fotografia di questo tempo dove le nostre vite sono vissute all’insegna del consumismo più insensato. Di pari passo c’è una corsa alla produzione che porta a produrre sempre di più nel minor tempo possibile affidandosi ad un marketing che crea desideri e bisogni spesso inutili.

La gente poi ne resta come ammaliata e scattano meccanismi anche di invidia perché se l’amico, il parente o il vicino ce l’hanno allora dobbiamo averlo pure noi ma migliore, più grande, più bello, più più più. Del fatto che di una determinata cosa non ne abbiamo realmente bisogno…non interessa…in fondo se ti dicono che te lo stanno vendendo al 40 o 50 o 80% di sconto è un affare!

Un affare del genere è un regalo e si è mai visto qualcuno rifiutare un regalo? E così, si continua a comprare e si continua a produrre per avere beni non necessari mentre, di pari passo, sempre più grandi fette di popolazione fanno invece fatica ad accedere ai beni primari e necessari dove, nessuno fa sconti tanto si sa…certe cose le devi comprare per forza.

Questo è il nostro tempo. Tutto basato su desideri indotti. Ed io mi sento sempre più lontano da tutto ciò con la mia auto del ’98, il mio portatile del 2012 e un armadio che, quando vi entra qualcosa di nuovo indice festa nazionale! E se non fosse che, oggi, tante cose sono congegnate per non durare o non essere riparate continuerei ad usare tantissime altre vecchie cose perché, sarò pure antiquato per certi versi ma finché qualcosa funziona e non è rotta o prossima a farlo non vedo perché cambiarla!

Certo, magari qualcosa ogni tanto mi piacerebbe anche averla però, valuto sempre attentamente se davvero mi serve. Di sicuro sono fuori target per i pubblicitari…potete ammaliarmi quanto volete ma con me non attacca anche perché non sono un invidioso e nemmeno amo esibire cose o vestiti. Uso ciò che mi serve e punto. Ora mi si dirà: ok, ma se tutti facessero come te l’economia crollerebbe! Mmmm…si… forse…ma siamo sicuri sicuri che questo sarebbe un male?

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Ma fatela finita!

Sembra che siamo diventati tutti bravissimi a polemizzare contro quelle che sono a tutti gli effetti polemiche inutili, spesso strumentali e altrettanto spesso ipocrite e inutili. A mio avviso il meccanismo sembra essere quello di chi, accetta di “schierarsi” con quella che al momento sembra essere la causa delle cause per cui alla fine ci si sente dalla parte giusta e via…che bello…coscienza a posto e passiamo alla prossima!

La grande causa del momento è quella di dare addosso a quell’evento itinerante che si svolge (orrore!) sulle spiagge italiane e che a quanto pare è quanto di più dannoso vi sia per l’intera umanità e la natura! Del cambiamento climatico, delle emissioni di CO2, dell’inquinamento, dei rifiuti, dei roghi (vedi Roma), di un modello di sviluppo incentrato sulla crescita continua, della salvaguardia vera del territorio con la realizzazione di strutture, della manutenzione degli alvei dei fiumi o dell’adeguamento antisismico, della costruzione di edifici abusivi ecc ecc diciamoci la verità: non frega un cazzo a nessuno!

Ma guai a creare un evento sulla spiaggia…signoraaaaaa le tamericiiii!! E già, come se poi non fossero sotto gli occhi di tutti le nostre città dove quegli stessi spazi per cui, a seguito di questa polemica, ci si strappa le vesti, non fossero lasciate naturalmente all’incuria ed al degrado e non fossero ricche di rifiuti abbandonati, di lerciume e di ogni cosa possibile ed immaginabile. Gente che nemmeno conosceva il nome di una pianta endemica che improvvisamente è diventata esperta botanica quando fino ad ieri, su quelle stesse piante al massimo ci lasciava una pisciata o ci portava il cane a cacare!

Ora, a me di Jovanotti non può fregar di meno. Non mi è mai piaciuto e ci sta perché ognuno di noi ha i suoi gusti. E ci mancherebbe. Però non è che ogni volta che qualcuno che non amiamo fa qualcosa bisogna dargli addosso per partito preso. E’ un comportamento simile a quello degli haters. Ho letto post ed articoli sulla vicenda nonché commenti e il meccanismo è sempre lo stesso: il punto focale è “l’artista” che non sa cantare, che si crede stocazzo, che fa il filosofo, che parla di ambiente ma poi lo calpesta e via dicendo. Cosa non ho mai trovato?

Non ho mai trovato fatti. Non ho mai trovato foto e video che documentino il prima ed il dopo del suo passaggio. Ho sempre invece trovato tutta una serie di accuse o di dubbi che sarebbero anche legittimi e giustificati se però posti in una maniera intelligente. A me non è sembrato che fosse così. Mi sono sempre sembrate polemiche fatte per partito preso. E non mi piacciono. Come non mi piacciono gli usi di determinate parole come ad esempio scempio, devastazione, distruzione ecc.

Avrei per altro capito gli allarmi se questi eventi si fossero svolti in aree protette e davvero delicate ma…cazzo…si svolgono in aree normalmente frequentate da gente che per altro normalmente si comporta da incivile lasciando monnezza ovunque. L’uso delle parole è importante. Io se uso la parola devastazione penso ad un evento traumatico di portata consistente. Un bombardamento, una esplosione, un grande incendio, un sisma, una alluvione sono tutte manifestazioni naturali e non che, cambiano radicalmente il territorio lasciandolo appunto devastato perché irriconoscibile.

In coscienza mi chiedo se dopo un evento del genere si possa davvero usare quel genere di parola soprattutto in un conteso dove mi pare ci abbiano messo la faccia dicendo che subito dopo puliranno e risistemeranno l’area. Cosa che per altro non avviene nella maggioranza di altre situazioni quotidiane. Ecco…questo è semmai da vedere dopo (non prima) ed eventualmente dire: ehi…hai raccontato un sacco di cazzate…guarda qui e qui…come la mettiamo? Invece non mi pare sia accaduto nulla di tutto ciò.

Certo, quando una moltitudine di persone si muove per eventi di massa, che siano concerti, eventi sportivi, religiosi, politici l’inciviltà spesso la fa da padrona e subito dopo resta lo schifo ovunque. Ma questo da chi dipende? E visto che ciò vale per ogni tipologia di evento di massa che facciamo? Li vietiamo tutti? O iniziamo ad imparare a gestirli? Oltre che a comportarci meglio! Gridare al lupo al lupo solo in determinate situazioni a me pare pretestuoso. Oggi con i social si montano in un attimo polemiche che sono spesso assurde. Ma ve lo immaginate se ci fossimo trovati nel 1969 a Woodstock o nel 1969 all’isola di Wight? Probabilmente quegli eventi memorabili non ci sarebbero stati…

Credo che si stia esagerando. Troppe polemiche farlocche. Non pretendo di avere la verità in tasca e magari qualcuno mi smentirà mostrandomi cose che non conosco però…non raccontatemi cazzate dicendo che una spiaggia normalmente aperta al pubblico dove avviene di tutto per mesi mette in pericolo quella tal specie o quella tal fauna perché non è credibile. E queste battaglie a me sembrano invece deleterie per la causa vera di cercare di avere un mondo migliore anche prendendoci davvero cura del nostro ambiente ad un livello macroscopico e non di qualche centinaio di metri quadrati che, non sono certo una riserva naturale o un area protetta.

Ma a quanto pare in questa epoca queste sono le grandi battaglie da social che prendono piede. Come l’altra finta polemica sui Maneskine ed il Covid. Polemica che ha ignorato mesi di riaperture di tutto, stadi, palazzetti, processioni, chiese, pali, eventi in ogni dove, campagne elettorali, comizi…Di colpo sembrava che il Covid fosse tutto concentrato lì al Circo Masimo! Ripeto,fino ad ora c’è stato di tutto di più ma il problema erano 4 ragazzi che, mica sono i Led Zeppelin o i Beatles! E grazie al cazzo che non lo sono! Gente che non ha fatto nulla, che fa solo cover! E allora? Anche i miti del rock prendevano spesso spunto coverando o riarrangiando brani della tradizione popolare e blues. Lo stesso Paul McCartney parlando dei Rolling Stones all’epoca disse “sono solo una cover band blues”! Per dire…

Insomma anche qui comportamenti infantili da haters e polemiche per partito preso. Ripeto, come Jovanotti a me nemmeno dei Maneskin frega nulla come non mi interessa della trapp o di altri generi ma non per questo mi sento in dovere di attaccare tutti loro ogni qual volta c’è un pretesto per farlo. Ignorarli va benissimo. Se uno mi chiede cosa preferisco dico la mia, se mi chiede un giudizio su queste persone dico la mia ma poi stop…la cosa finisce li dopo che ho argomentato. Non vado sui social a spargere veleno.

C’è ovviamente da dire che a tutto questo gioco si presta la solita stampa su cui stenderei un velo pietoso: da una parte alimentano a loro volta queste polemiche e dall’altra le creano e cavalcano quando o non c’è un cazzo da dire (perché prima o poi anche bevete tanta acqua e state all’ombra stanca!) o perché interessa alzare polvere e fumo per distrarre da altro cosa in cui siamo sicuramente campioni del mondo. Ecco, questo post sarà sicuramente impopolare ma sticazzi…io credo che sarebbe davvero il caso di farla finita di giocare al dagli addosso al capro espiatorio di turno…

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Io come Brad Pitt

No, non ho sicuramente il suo conto in banca! Non ho sicuramente la sua fama! Non ho certamente la sua (o meglio le sue!) casa! Non ho il suo fisico e il suo sex appeal! Non ho nemmeno una ex moglie come Angelina Jolie ed una storia con un’altra strafiga come Lykke Li o altre frequentazioni altrettanto gnoccherrime! No, nulla di tutto ciò! E allora? Cosa mi accomuna a lui?

Bene, a quanto pare in comune con lui ho una “malattia” o, per meglio dire una disfunzione (che a quanto pare non è stata però ancora diagnosticata) legata alla memoria visiva. Infatti leggevo che ha affermato di avere questo problema che lo mette in condizione di non riconoscere i volti delle persone:

ROMA – “Non riesco a riconoscere il volto delle persone“. A parlare è Brad Pitt, che in una lunga intervista a GQ si è aperto sulle sue condizioni di salute. L’attore ha raccontato di soffrire di prosopagnosia, un deficit percettivo che, in realtà, non gli è stato ancora diagnosticato. “Nessuno mi crede“, si è sfogato. La sua paura è quella di aver fatto la figura dell’uomo distaccato e superbo quando in passato ha ‘ignorato’ persone conosciute a causa del suo disturbo.

Qui l’articolo

Ecco, forse la sua forma è più grave della mia visto che, io almeno le persone a me vicine le riconosco! Ma con le altre è un casino. E la cosa mi ha sempre creato molto imbarazzo. Per me funziona così: se una persona la vedo sufficientemente spesso allora la “fisso” nella mia mente e non ci sono problemi ma se ciò non accade semplicemente il suo volto diventa nebuloso.

Se mi presentano una persona che, può essere una nuova conoscenza o un collega o una donna, anche conoscendone il nome se per caso la incontro dopo qualche giorno è molto probabile che io non la riconosca per cui, magari sto camminando per strada, incrocio la persona e…tiro dritto! Ovviamente chi non mi conosce bene potrebbe restarci male e pensare: ma guarda sto stronzo…mi ha visto e fa finta di non conoscermi!

Un’altra cosa che ho notato è che io tendo a contestualizzare le persone a determinati luoghi per cui è come se nella mia memoria potessero esistere solo in quei contesti! Al di fuori di essi è come se non mi aspettassi che qualcuno possa vivere per cui semplicemente non lo vedo. Un collega può esistere solo in un teatro, una conoscenza fatta che so in un pub può esistere solo lì e così via.

Ad esempio, quando vado a correre ai mattino incontro svariate persone a cui ho affibbiato dei nomignoli. Lì, in quel luogo riconosco sempre tutti perché sono volti quotidiani. Ma se qualcuno di loro lo incontrassi al supermercato o altrove 9 volte su 10 non lo riconoscerei anche perché poi subentra il fatto che lì, nel loro contesto, riconosco come sono vestiti. Ma magari, una donna che lì ha una tenuta sportiva se la incontro altrove, fuori dal contesto, vestita normale, magari truccata e pettinata…beh…allora nulla, vuoto totale!

Ho anche l’aggravante ulteriore che sono leggermente miope per cui, magari in un momento non ho gli occhiali, qualcuno mi saluta da lontano e io…faccio la figura dell’imbecille perché resto lì impalato a cercare di capire chi cazzo sia! Poi magari la persona si fa sotto e, pur vedendola bene non succede nulla…non la riconosco, il mio data base non fa la dovuta associazione viso-nome-altre informazioni. Insomma…figura di merda garantita!

Ovviamente non riesco neppure a riconoscere persone famose proprio perché se decontestualizzate dal loro ambiente naturale non esistono! E negli anni figure di merda colossali ne ho fatte a josa come quando non riconobbi Selen (la pornostar) e mi ci misi a parlare chiedendole come si chiamava tra le risate dei colleghi. C’è da dire che da vestita era proprio diversa! O quando scambiai Nicola Savino per un cameriere chiedendogli se mi portava del formaggio che naturalmente…mi portò tra le risate di tutti!

Che dire, negli anni la cosa è stata davvero imbarazzante. All’inizio cercavo di fingere…ciaoooo…come stai? Che ci fai qui? Da quanto tempo… aspe’dove ci siano visti l’ultima volta? Ecco…erano tutte domande di circostanza che a me servivano per dedurre chi cazzo avessi davanti! A volte ci riuscivo perché magari veniva fuori il nome di qualche conoscente comune oppure di una città e allora scattava quel clic che mi sbloccava tutto il data base!

Altre volte invece… buio assoluto! Dissimulavo ma mi sentivo una merda. E quando la persona andava via semplicemente restavo li come un ebete a chiedermi chi fosse quella persona senza ovviamente riuscirci. Brutto davvero. Poi c̶r̶e̶s̶c̶e̶n̶d̶o̶ invecchiando ho cambiato modo di fare. In fase di presentazione o di nuove conoscenze faccio subito la mia dichiarazione: oh…se mi vedete e non vi saluto è perché non riconosco le facce quindi…non prendetevela e se volete siate così gentili e pazienti da farlo voi!

Se invece sono persone magari marginali ma che magari mi riconoscono per qualche ragione (soprattutto in ambito lavorativo) allora, nel caso di un inizio di conversazione chiedo subito, spiegandone le ragioni, chi siano e dove mi hanno incontrato/conosciuto. Mi sembra più giusto e rispettoso fare così oltre al fatto che, mi evita di star lì a scervellarmi per ore senza arrivare a nessuna conclusione! In alternativa, se vedo qualcuno che non capisco chi sia e ci sono altre persone allora chiedo a loro.

E niente…caro Brad ti capisco! Ho letto che vorresti incontrare qualcuno come te…beh… fratè…eccomi qua…io ci sono… C’è solo un piccolo problema: è molto probabile che io non ti riconosca! Non è che poi ci resti male? Facciamo così, per non sbagliare diamoci appuntamento in un ascensore ok?! E oh…offri tu il pranzo naturalmente!

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Diabolik

Ho amato i fumetti ed i suoi personaggi. Ne avrò letti quasi 800. Un capolavoro ad opera di due donne, le sorelle Giussani, che hanno creato un genere in un’Italia che, negli anni 70, era così permeata di quel bigottismo e finto perbenismo borghese che il fumetto era sottoposto alla censura ed era vietato ai minori!

Ci furono tante polemiche ad opera dei soliti moralizzatori benpensanti ma, quelli, non mancano neppure ora! Gente così ottusa ed incapace di comprendere che, un opera, sia essa letteraria, cinematografica o appunto un fumetto rientra nel campo della fantasia e, sarebbe bene chiarirlo una volta per tutte, non ha nessun dovere educativo.

Un opera può piacere, può non piacere ma non può esserci nessun ente, stato, persona o organizzazione che debba decidere chi possa o non possa usufruirne. Va bene, questi preamboli per raccontare ciò che rappresentò Diabolik in quella Italia. Quello che invece in molti non hanno saputo cogliere è stato come questo fumetto abbia fotografato il cambio di costume di quell’Italia.

Partendo dai primi fumetti fino ad arrivare agli ultimi, si vede tutto ciò perfettamente. Un personaggio soprattutto è quello che si evolve ed è Eva Kant. Sebbene sin da subito la sua comparsa ha disegnato il carattere di una donna forte, intelligente e astuta all’inizio era praticamente di contorno, molto in secondo piano rispetto a Diabolik. Ma via via che passavano gli anni è diventata sempre più presente e protagonista cogliendo in pieno l’evoluzione della donna italiana.

E del resto erano gli anni del post sessantotto, del femminismo, delle lotte per il divorzio, l’aborto, contro il delitto d’onore e contro un certo conformismo che si rifletteva nel vestiario ad esempio. Insomma è stato un fumetto che fotografava un cambio. Bene, tutta questa premessa da appassionato per parlare invece del film dei Manetti Brothers che ho visto ieri.

Lo dico subito: nel complesso benino ma con un neo. Il protagonista. No, lui, Luca Marinelli, non mi è piaciuto per nulla. Semplicemente non ci azzecca con quello che è il volto ed il carattere del fumetto. Già quando presentarono il progetto la scelta la trovai azzardata però mi dissi che magari poi lo avrebbero truccato a dovere. Invece no. Delusione!

Ma anche la recitazione…eddai…stai interpretando un criminale leggendario, uno sicuro di sé, freddo come l’azoto liquido e te me lo interpreti con quell’aria da coniglio bastonato? Decisamente bocciato. Invece Miriam Leone nella parte di Eva Kant è perfetta e devo dire che è stata una bella sorpresa perché ha incarnato perfettamente il personaggio.

Bravo anche Mastandrea nel ruolo dell’ispettore Ginko. Non proprio somigliante nell’aspetto ma almeno ben caratterizzato anche se, va detto che l’ispettore originale è un po’ più deciso mentre Mastrandrea lo rende più compassato. Ma ci può stare. La fotografia non presenta quelle caratteristiche dei film d’azione patinati ma è più fumettistica e tutto sommato questa scelta non mi è dispiaciuta.

Sicuramente non era facile fare questa trasposizione però, protagonista a parte che proprio non digerivo,come ho detto, alla fine il film tutto sommato funziona e si è lasciato guardare nonostante conoscessi già la storia apparsa nel terzo fumetto. Credo si potesse fare molto meglio dal punto di vista dei dialoghi e della recitazione anche degli attori comprimari. Forse anche il ritmo poteva essere migliore. Insomma, a dargli un voto arrivo ad un sei meno meno. In definitiva però mi aspettavo di più nel senso che potenzialmente era un film da nove ed è stata un’occasione mancata.

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Auto nuove

Leggevo questi articoli sulla nuova normativa europea che dal 6 luglio obbliga i costruttori di auto ad implementare anche il sistema di controllo dei limiti di velocità e…ho maturato alcune perplessità in merito.

Ora, sebbene sia un vecchio automobilista vecchio stampo con alle spalle talmente tante migliaia di km percorsi che ormai pur di non mettermi più al volante farei guidare anche il mio gatto non sono affatto contrario a tutte quelle innovazione tecnologiche per aumentare la sicurezza che nel tempo si sono via via succedute.

Dal controllo della frenata (ABS) a quelli del controllo del mantenimento della corsia, della trazione, della frenata d’emergenza per ostacoli improvvisi ed altri che avendo un’auto vecchia neppure conosco li trovo utili. Qualcuno come l’assistente al parcheggio o alla partenza in salita li trovo per me non necessari ma ok, ci sta.

Non so se riuscirò ad abituarmi al cambio automatico quando prima o poi dovrò prendere una nuova auto ma, sarò contento di trovare tutta quella tecnologia sulla sicurezza che ora non ho. Ora però ho dei seri dubbi su questo nuovo dispositivo (ISA) che appunto interviene se, l’auto si accorge che hai superato i limiti di velocità.

Ora, qui apro una parentesi sul fatto che i limiti di velocità spesso sono assurdi perché probabilmente pensati per chi guidava un calesse. Altre volte invece sono cervellotici…50-70-80-50 tutto in magari mezzo chilometro! Altre volte sono delle vere e proprie trappole per fare cassa con gli autovelox ed altre volte ci sono ma non ci sono perché abbattuti, inghiottiti dalla vegetazione o sbiaditi. Insomma sono un casino.

Detto ciò leggendo di questo sistema che prima ti avvisa, poi ti fa vibrare il sedile e/o il volante e poi se sei restio interviene sul pedale dell’acceleratore spingendo al contrario… ecco…a me sta cosa non mi dà tanto motivo di vederci un aiuto alla sicurezza. Anzi…

Ora potrei sbagliare, potrei non aver capito e magari il dispositivo abbinato ad una AI riuscirà a valutare la cosa nel modo giusto però mi chiedo cosa succede se, su una strada statale o similare (non autostrada insomma) io inizio un sorpasso. Mettiamo che il limite sia 80. Il tipo da sorpassare mi va a 78! Io se lo passo a 80 ci metto una eternità! Allora accelero diciamo fino a 100!

Lo faccio per due ragioni: la prima è di concludere il sorpasso il prima possibile e quindi levarmi da una situazione di potenziale pericolo e la seconda perché magari nella corsia opposta sta sopraggiungendo un altro mezzo per cui meno ci metto e meno c’è il rischio che quell’altro mi si spiaccichi contro! Mi pare ovvio no?

Bene…se ci sarà questo sistema che succede? Volutamente mi rallenta fino a portarmi agli 80 per restare nei limiti? Se davvero lo facesse mi metterebbe in pericolo perché la mia valutazione della strada, del veicolo da superare e di un eventuale veicolo in lontananza sarebbe falsata non avendo più io alcun controllo.

Ecco, mi piacerebbe sentire qualche parere a riguardo. In attesa delle auto a totale guida automatica…a quel punto…uno alza proprio le mani e amen…fate vobis! Dubito che ne avrò mai una ma di certo quello sarà il futuro. Per ora però abbiamo queste e, sarebbe giusto che la gente sapesse guidarle…

https://tecnologia.libero.it/cos-e-isa-intelligent-speed-assistance-obbligatorio-6-luglio-2022-58672

https://www.repubblica.it/tecnologia/2022/07/05/news/obbligatorio_il_limitatore_di_velocita-356648901/

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Silvia, Beatrice, Lucia e le “brave ragazze”…

Le avete notate le virgolette? Spero di sì perché prendendo spunto da un post (questo) sulla pallosità di una figura femminile manzoniana come Lucia Mondello mi sono imbattuto poi in alcuni commenti in cui, parlando di donne è saltata fuori la frase “brave ragazze” che è indubbiamente un concetto distorto e legato a doppio filo alla religione e che per tanto a me proprio non piace.

Nella nostra letteratura la Lucia nazionale, così sottomessa e timorata di dio ( le manca solo di indossare un burka) non è sola e, non meno famosa, è la Silvia leopardiana che, è descritta come una spensierata fanciulla che cresce intenta a fare i tipici lavori femminili di casa per cui ovviamente è contenta sapendo anche che è quello il suo futuro! E vai, altre schiave ne abbiamo?

La Beatrice di Dante rappresenta la purezza dell’amore ideale ed etereo e quindi senza sesso mentre per contro una donna vera, perché sanguigna e passionale come Francesca è sbattuta senza se e senza ma all’inferno segno che, se appena appena sei sospettata di essere un po’ zoccola e di essertela cercata, certamente non sei una brava ragazza.

Ora se queste sono le donne su cui poggia la nostra letteratura a me verrebbe tanta voglia di costruire una macchina del tempo per darglieli due schiaffoni a queste menti illuminate e illustri! O in una fantasiosa intrusione entrare nel romanzo, chiamare Renzo e dirgli: a zii…lassa perde, quella tanto non te la da e pure se te la desse…non ne vale la pena!

Ma ci sarebbe anche da prenderle una per una e dire a ste ragazze: ahooo…ma che state a di, che state a fa? Non dovete essere per forza così, non siete obbligate ad essere ciò che gli altri vogliono! Sentitevi libere e, siate voi stesse! E se vi viene voglia di farvela ‘na scopata fatevela che non per questo vi dovrete sentire sporche o cattive ragazze! E a questi uomini, al Papa, ai Pillon o Adinolfi di turno mandateli semplicemente affanculo!

Ora, per carità, capisco che erano tutti scrittori immersi in tutt’altra epoca dove la differenza tra noi ed i talebani o i sauditi o certi statunitensi non era poi così tanta e però…sicuramente nessuno di loro ha fatto nulla per cambiare di una virgola la condizione femminile. Nulla. Quindi, vero che quella era la realtà, quella la cultura ma anche loro un bel po’ maschilisti lo erano.

Che poi, io non ho mai capito questi uomini che hanno questo desiderio di controllo e anelano ad una donna sottomessa, inadatta per certi lavori, istruita nelle faccende di casa e come si diceva un tempo senza tanti grilli per la testa! Della serie volete delle bambole praticamente? Donne soprammobile che dove le metti stanno? Boh…ma non sarà che questo rispecchia solo il fatto che siete ottusamente limitati e intellettualmente castrati?

Non so, forse sono io che vedo tutto diverso ma io una come Francesca, vittima di femminicidio tra l’altro, fossi stato in Dante l’avrei collocata nel paradiso e magari nel posto più alto e all’inferno ci avrei mandato ben altri peccatori a cominciare proprio dal Boss! Sarai pure il creatore ma hai una mente malata e sadica se per te una scopata vale l’inferno e in terra lasci che ci si distrugge da milioni di anni e spesso in tuo nome!

All’inferno ci dovresti essere tu a bruciare e non Giordano Bruno o tante donne accusate di stregoneria! E va beh, sto bestemmiando lo so ma per chiarimenti se esisti sai sempre dove trovarmi! Nel frattempo te spiegami perché impedire l’aborto è una tua volontà con la scusa della salvaguardia della vita mentre gli stessi che hanno pronunciato quelle parole altre vite le spezzano. Ecco, quando mi avrai spiegato o avrete spiegato questa logica poi ne parliamo.

Fino ad allora continuo a credere e pensare che, una brava ragazza non debba essere come tradizione vuole ma brava ragazza lo è chiunque usa la propria libertà e la propria testa per vivere la propria vita al meglio delle proprie possibilità senza causare danni ad altre persone o a cose. Esattamente lo stesso principio che vale per il genere maschile. Questo è essere brave persone. La religione, la “purezza” sessuale non c’entrano proprio nulla. E sarebbe anche ora di fissarlo una volta per sempre questo concetto.

Di sicuro ecco, rimpiango il fatto che, ai tempi della scuola non avevo né la giusta sfrontatezza, né la giusta testa, né la giusta arguzia per presentarmi ad una interrogazione e ad una domanda su Lucia o Silvia o Beatrice e aver il coraggio di rispondere: queste donne sono una palla! Una donna così non la vorrei mai. Una donna così di ideale non ha nulla se non quello di un concetto distorto che è basato su un rapporto di subalternità dove, la donna è in una teca, su un piedistallo, da proteggere, ammirare ma pur sempre madre, santa e angelo. Una donna così rispecchia solo una visione maschilista che per secoli è stata tramandata come unica possibile.

Ora mi chiedo solo quanti professori di fronte ad una risposta del genere avrebbero premiato quel ragazzo! Secondo me nessuno o in una piccolissima percentuale. Non sarà anche per questo che la scuola non è in grado di insegnare a sviluppare un proprio pensiero autonomo? Non sarà che anche perché ci si aspetta che vi siano solo delle risposte preconfezionate che poi, di fatto, questa società rimane ineluttabilmente impaludata ed incapace di progredire ed anzi, sembra sul punto di tornare clamorosamente indietro?

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Scene di film irripetibili oggi!

Stravaccato sul divano lasciando scorrere il tempo facevo zapping sulla TV cercando di trovare qualche film che non avessi visto o che se già visto mi potesse far venire voglia di rivederlo. Ad un certo punto c’era sta scena in un film di qualcuno che doveva chiamare aiuto con il telefono ma…il cattivo di turno aveva tagliato i fili! Ta ta…e mo?

E niente ho pensato a quanto oggi questa scena sia desueta! Per carità, esistono ancora i vecchi telefoni con il cavo ma è innegabile che uno stanno scomparendo e due…nessun cattivo di oggi si metterebbe a tagliare i fili nella cassetta fuori della casa o proprio sull’apparecchio poiché…tutti oggi hanno un cellulare e con quello chiamerebbero chiunque!

Certo, ci sarebbe il cattivo tecnologico che disturba o annulla i segnali radio ma… insomma vuoi mettere la classica scena del tipo che prende il telefono e c’è il filo tagliato? Insomma, il mondo cambia, ci pensavo l’altro giorno quando commentando un blog dove si parlava di quelli che “sgasano” su auto e moto mandando su di giri i motori ho risposto che, tra qualche anno anche questa sarà una scena sempre più rara da vedere man mano che le auto saranno tutte dotate di motori elettrici!

Presente tutti quei film con scene di gente che sgasa? Ecco…non ci saranno più scene analoghe alla fast & furious o al sorpasso! Poi ci sono quelle direttive dettare dal politically correct e li, a seconda del momento potranno non essere mostrate scene dove si bevono alcolici (il latte di arancia meccanica non ha insegnato nulla!) o si fuma o non si usa il burro per mantecare il risotto! Ma questo del politically correct è un aspetto idiota della cosa e ora non mi interessava più di tanto.

Invece mi ero fissato proprio sull’aspetto tecnologico che cambia il mondo circostante e di colpo ci pone in un contesto dove certe cose semplicemente non si possono più fare perché semplicemente non è più possibile! Ad esempio una scena iconica che, sebbene già al tempo fosse “falsa” e frutto di un artificio narrativo è questa:

Ecco, pensate ai treni di oggi: i finestrini non si aprono più! Non ci si affaccia più per salutare con la manina i nostri accompagnatori! E cosa dire del prendere il treno in corsa? Impossibile oggi, le porte di bloccano su tutto il treno! Discorso analogo è salire sui treni…fermo restando che, già in Europa la quasi totalità dei treni è elettrica, e quindi salire su significa restarci folgorato…ecco, anche in quelli a gasolio le porte non si aprono in corsa (fanno tra l’altro ancora l’annuncio del non aprire le porte!) e non so sui treni di Hollywood ma qui sui tetti di treni in marcia non c’è modo di andarci! Poi c’è l’India ma quello è un caso a sé stante…

E niente, vi vengono in mente altre scene che nei nuovi film non potranno più essere ripetute (a meno di far film sul passato ovviamente!) a causa del mutare delle cose che ci circondano? Sempre parlando di auto ad esempio sarà impossibile vedere tirare il freno a mano per mettere l’auto di traverso! Le auto nuove lo hanno elettronico!

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Capigliature

Parlando con una mia amica poco fa, in procinto di recarsi dalla parrucchiera, per aggiustarsi il taglio che, comunque ne sono sicuro, poi non le piacerà e ancora più sicuro nessuno poi noterà, essendo quasi mai interventi radicali, netti, evidenti ma in genere millimetrici mi sono venute in mente diverse considerazioni.

La prima che mi è venuta in mente è sul quanto mediamente queste costino e, per carità, non voglio certo sminuire una professione e neppure sindacare sulla loro bravura e professionalità però…a me viene in mente una conoscente di mia sorella che, si è attrezzata per ricevere a casa e non fa ovviamente fattura. Ora, non dico che siano tutte così però in un paese di evasori credo che tra loro vi siano tante e tanti che fanno davvero tanti soldi chiamiamoli facili…

Altra considerazione invece riguarda la “fortuna” che hanno le donne di poter continuamente cambiare. Voi donne in testa non avete dei semplici capelli ma una sorta di tela o composto che si può dipingere o scolpire! Corti, lunghi, ricci, lisci, colorati, decolorati, a caschetto, a scalare e chi più ne ha più ne metta! Sono centinaia le possibilità. Ecco, va detto che in questo non c’è molta somiglianza tra il mondo maschile e quello femminile.

Certo, qualcosa magari negli ultimi anni è anche cambiato però, artisti e persone stravaganti a parte è difficile vedere un uomo con i capelli blu recarsi in ufficio senza che mezzo mondo gli rida dietro mentre se lo fa una donna è normale! Diciamo che per la maggior parte gli uomini ancora vanno dal barbiere, una sfoltita e via!

Altra considerazione è che sono la persona meno indicata al mondo per trattare l’argomento visto che, ormai da diversi anni ho eliminato il problema…alla radice! E si, verso i trenta la stempiatura stava diventando troppo putiniana nel senso di invadente e visto che creme e lozioni erano inutili e che un trapianto non potevo permettermelo e che certamente non sono tipo né da riporto né tantomeno da parrucchino ho optato per un taglio definitivo a zero.

Non ne sono pentito. Certo li per lì fu un po’ traumatico. Lo ammetto. Però poi mi ci sono abituato, ho risparmiato la rottura di palle di dover periodicamente andare dal barbiere cosa che portava con sé diverse cose che non mi piacevano come il dover sempre aspettare il turno tra sconosciuti, il sopportare una persona che mi toccasse forzando con le mani la mia testa ad andare su/giù/destra/sinistra e dover pagare soldi per cui non mi è stata mai fatta una fattura.

Certo, in inverno non avere quella protezione naturale si fa sentire ma un bel cappellino di lana o pile non manca mai e si risolve anche quello. Di bello inoltre c’è che a differenza dei miei amici e colleghi io ora sembro più giovane mentre loro sono tutti ingrigiti! Prima erano loro che mi sfottevano adesso prendo la mia rivincita! Certo, ogni due tre giorni ho la rottura di coglioni della lametta però dai…alla fine ci metto 5 minuti, nemmeno più ci faccio caso.

Invece ho fatto caso ad una donna che ho visto l’altra mattina mentre correvo. Si accompagnava ad un’altra donna, presumo fosse la figlia perché molto più giovane. Loro camminavano ma l’incedere di questa donna era stanco, col braccio si teneva all’altra. Aveva però due occhi molto belli e profondi di un bel blu. Anche il viso era molto bello. Avrà avuto sui 45 anni ma mi ha colpito più di quello della figlia che infatti neppure saprei descrivere.

Aveva una bocca sottile ma ben disegnata, un viso con qualche ruga ma nel complesso bello e armonioso. Una gran bella donna insomma molto somigliante a questa:

Forse le rughe erano un po’ più accentuate ma siamo lì. Ahoo, io poi correvo, tutta questa mia “scansione” sarà durata 10-15 secondi mentre mi venivano incontro. Poi sono andato per la mia direzione contraria quindi ci sta che possa aver commesso qualche errore. Però siano li ecco, non sbaglio di molto. Unica cosa è che, questa donna era totalmente priva di capelli. Praticamente era come me: totalmente a zero!

Beh, devo dire che, a parte qualche film (Demie Moore, un personaggio in Star Trek) di persona non mi era mai capitato di incrociarne una. Quindi ovviamente la cosa mi ha colpito. E però, se da un lato ho subito pensato che, stesse affrontando una qualche devastante lotta con un qualche tumore e che il suo aspetto fosse condizionato dalla terapia (chemio presumo) dall’altro lato ho pensato che, spero vinca la sua battaglia e che intanto era bellissima anche così.

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Vipere e altro

Qualche giorno fa mia sorella era fuori nel suo giardino per cogliere le ciliegie ma la cosa non è andata a buon fine perché deve aver disturbato e spaventato una vipera che, ha reagito nell’unico modo in cui, spesso, un animale spaventato reagisce: mordendola. Due bei forellini precisi precisi distanziati di poco più di un centimetro sulla sua caviglia. Come nella seguente foto.

Foto presa dal web

L’ho portata al pronto soccorso e lì se la sono tenuta in osservazione tutta la notte perché ho poi appreso, oggi non danno più il siero immediatamente ma valutano caso per caso e solo alla comparsa di determinati sintomi. Questo per due ragioni credo. La prima è che il siero può essere a sua volta nocivo e causa di altre reazioni non simpatiche per cui si evita se si può.

La seconda è che, a quanto pare il veleno per una vipera è qualcosa di prezioso che usa con parsimonia solo se necessario per la sua predazione e nutrizione per cui, spesso, si limita a mordere ciò che non percepisce come preda senza usare le sue ghiandole velenifere e quindi senza iniettare veleno.

Resta però il dolore e comunque il morso di un animale che può quindi lasciare batteri comunque dannosi e pericolosi. Insomma, ti tengono li e valutano il da farsi mentre vieni monitorato e si analizza il sangue. Fortunatamente in questo caso non deve esserci stato nessun veleno iniettato per cui alla fine è poi stata dimessa senza nessun siero. Non è da escludere che nel mordere mia sorella sia deceduta la vipera!

Invece mia sorella era parecchio incazzata. Mi diceva: ma cla, da piccoli abbiamo giocato in mezzo alla campagna, nell’erba alta, tra alberi e terra e non c’è mai successo nulla e mo, dove mi deve succedere…a casa praticamente! E beh, se ripenso alla mia infanzia e ai pericoli potenziali, in effetti, sembrerebbe che o abbiamo avuto un culo pazzesco a sopravvivere oppure non si spiega!

Comunque leggevo qualche giorno fa di quella sfortunata donna morta in seguito al morso di una zecca e notavo come subito i media si siano buttati a fionda con esperti a dare consigli e il risultato che mo tutti hanno il terrore delle zecche. Purtroppo temo che in questi casi si tenda a perdere facilmente la razionalità. Un caso su 46 milioni non dovrebbe rappresentare un allarme.

Alla fine, zecche, ragni, vipere, vespe e quant’altro esistono e ogni tanto qualcuno è più sfortunato e muore. Fare allarmismo non serve mentre magari fare una corretta informazione, ad esempio nelle scuole, potrebbe essere più intelligente. Invece di quell’inutile ora di religione spiegare come minimizzare i rischi di incontri pericolosi, come riconoscere i vari morsi/punture e anche le eventuali cose da fare e non fare.

Ad esempio, mia sorella la prima cosa che ha fatto è stata disinfettarsi con alcool. Bene, anzi male. Ho scoperto che nel caso di morso di vipera la ferita va solo sciacquata, niente alcool, al limite acqua ossigenata. Non usare lacci emostatici. Ecco: voi lo sapevate? Io no. E come questa quante altre cose ignoriamo che invece ci sarebbero potute essere insegnate a scuola invece di inutili favolette su esseri immaginari?

Va beh, era una delle mie tante considerazioni su quello che potrebbe essere un mondo migliore. Pazienza. Non ci resta che Google e i consigli degli esperti che però…non è detto che poi lo siano davvero quindi un po’ come certe notizie anche questo genere di consigli andrebbero presi con le molle. Ad ogni modo, ieri sono andato sotto casa a prendere le mie ciliegie e, prima di iniziare ho falciato tutta la cazzo di erba e fatto un casino della madonna della serie: ahooo… c’è qualcuno? Sto entrando…levatevi dalle palle per favore! E così è stato! 🤷😈

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L’HuffPost: L’indignazione di Giorgia Meloni: “Qui finisce che un matto mi fa fuori…”

L’HuffPost: L’indignazione di Giorgia Meloni: “Qui finisce che un matto mi fa fuori…”. https://www.huffingtonpost.it/politica/2022/06/16/news/l_indignazione_di_giorgia_meloni_qui_finisce_che_un_matto_mi_fa_fuori_-9620657/

Tra le cose che dice la signora che poverina si è sentita offesa c’è questo passo:

Ovviamente sono il prezzo del successo elettorale in una nazione nella quale c’è una sinistra che non avendo più argomenti ha bisogno di utilizzare questi metodi”

Allora… tanto per cominciare non c’è alcun successo elettorale…non c’è stata alcuna elezione politica ma solo delle elezioni comunali dove, spesso vi sono logiche completamente diverse da quelle nazionali e i risultati dei due voti raramente sono sovrapponibili e interscambiabili. Poi anzi, ci sono stati dei referendum promossi proprio dalla sua parte politica che sono andati non male…di più quindi…fly down…ancora non sei capo di nulla!

Inoltre…continui a tirare in ballo una fantomatica sinistra che semplicemente non c’è. Perché vedi mia cara urlatrice se ci fosse stata realmente una forza di sinistra milioni di persone sarebbero scese in piazza per protestare davvero contro quel tuo spocchioso modo di discriminare le persone perché di quello ti si accusa: tu hai urlato al mondo che per te esistono persone che sono e devono restare ai margini della società e che va benissimo se vengono insultate, discriminate, picchiate e costrette magari ad ammazzarsi. Di questo si tratta.

Poi per carità, qualcuna ti ha chiamato buffona e per questo ti sei offesa? O poverina…beh…resta comunque il fatto che tu in questi anni non abbia fatto nulla per dimostrare di non esserlo e, mettersi ad urlare in quel modo, ad un partito di estrema destra non è che possa proprio considerarsi un exploit intelligente da premio Nobel sebbene anche quello ormai lo danno a cani e porci…

Non le va poi giù che qualcuno pensi che lei sia pericolosa. Ebbene, lo stesso discorso lo si faceva per Berlusconi ed i fatti hanno poi dimostrato che avevamo ragione visto come ha ridotto la politica, la nazione e la cultura. Ma lo si è detto anche di Renzi prima e di quell’altro con le felpe. Pericolosa perché ha idee retrograde, perché spesso parla (URLA) di cose di cui non sa evidentemente NULLA e pericolosa perché va a pescare i suoi voti tra la peggiore feccia e delinquenza che c’è.

E se ora, lei è preoccupata perché, poverina, dopo tante critiche ci potrebbe essere qualche matto che decide di accopparla, beh, sappia che di gente così, pronta a menar le mani ( e non solo) è piena il suo elettorato quindi, prima di gridare al lupo al lupo guardi prima di tutto alla sua matrice visto che ancora pare non l’abbia riconosciuta.

Considerando poi che, quello che continua a difendere è anche un mondo dove i loro più grandi pensatori hanno, nel nome della tradizione e cristianità quel concetto di donna per cui Merkel, culona inchiavabile (cit. Berlusconi), non ti stuprerei perché non te lo meriti ( cit. Bolsonaro), le donne bisogna prenderle per la figa ( cit. Trump) per arrivare a uno come Putin che, ha depenalizzato il reato di percosse in famiglia poiché la donna zitta e muta deve stare!

Ecco, questo si critica di te, il tuo essere allineata a quelle posizioni, ad appartenere a quel mondo, ad averlo difeso e a rilanciare le accuse verso chi cerca solo di ottenere dei diritti sacrosanti che VOI volete non solo negare ma che PRETENDETE pure siano nell’ordine naturale delle cose. Ecco, querela chi ti pare ma resta il fatto che questo è ciò che sei, questo è ciò che rappresenti e quella è la merda con cui ti accompagni. Quindi in conclusione direi semplicemente un ma vattene affanculo, te e chi ti vota, voi siete la rovina di questo paese e del mondo e fare gli offesi perché qualcuno, fa semplicemente notare ciò è sì un atteggiamento buffonesco.

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Sabbie mobili

Quando si finisce nelle sabbie mobili c’è poco da fare: agitarsi non fa che peggiorare le cose accelerando l’inevitabile fine. L’unica è restare immobili sperando in un aiuto o nel classico miracolo o accettare una fine lenta ma inesorabile. Io non ho ben capito (pare un incubo in effetti) come sia stato possibile finirci dentro ma di fatto, questa nazione, e non solo lei, è di fatto precipitata nelle sabbie mobili.

In questi anni ha alternato momenti di inutile agitazione che hanno solo peggiorato la situazione a momenti di un inutile immobilismo che ha solo procastinato l’inevitabile. Fa rabbia e c’è tanta amarezza e delusione nel constatare che l’energia vitale di questo paese siano in tale stato comatoso.

Poco fa leggevo un post ironico sul prezzo della benzina che ha ampiamente sfondato i 2 € al litro. Ho commentato dicendo che quel che fa strano è che nessuno protesta o dice nulla. Dai nostri “grandi pensatori” indomiti presenti in ogni trasmissione ai partiti, dai sindacati alle associazioni, i vari movimenti tanto attivi e imbufaliti contro mascherine e green pass e perfino il Codacons delle cause perse…tutto tace!

A quanto pare le vere preoccupazioni degli italiani (non ci dormono la notte!) riguardano i magistrati e la magistratura tanto da richiedere ben 5 referendum! Strano che gli unici due richiesti dalla gente (firmai anche io) siano invece stati bocciati! Eh sì…mi raccomando fermi… immobili…non cambiare nulla!

Sempre a proposito di immobilismo, visto che volevo anche parlare delle dichiarazioni farneticanti di un noto imbecille con le velleità da leader politico, copincollo un post che riassume perfettamente la situazione in questi ultimi anni ricordando che nel frattempo abbiamo un debito del 150%, continuiamo a dare soldi a pioggia per sostenere il solo commercio e non sia mai, guai a chi li tocca, i balneari e guai a toccare nulla! Il post:

 aguarax

2015 la BCE inizia il programma di acquisto titoli di stato QE.

BCE 2015: “Fate le riforme approfittando dei bassi tassi d’interesse

ITALIA 2015:😏

BCE 2016: “Fate le riforme”

ITALIA 2016: 😴

BCE 2017: “Le riforme…”

ITALIA 2017: 😴😴

BCE 2018: “RIFORME”

ITALIA 2018: 🤣🤣🤣

BCE 2019: “…”

ITALIA 2019: 😴 😴 😴

BCE 2020: “in questo momento straordinario di pandemia estenderemo la possibilità di fare debiti per fare le riforme”

ITALIA2020: 🤑🤑🤑

BCE 2021: ” I TASSI NON RESTERANNO BASSI PER SEMPRE. AVANTI CON I PROGETTI DEL PNRR”

ITALIA2021: 🤗

BCE 2022: “L’inflazione è troppo alta per questo inizieremo ad alzare i tassi di 25 punti base”

ITALIA 2022: 🤬🤬🤬LA BCE DA UN GIORNO ALL’ALTRO COME UN FULMINE A CIEL SERENO ALZA I TASSI. CHIARO ATTACCO ALL’ITALIA VOGLIONO FARE COME LA GRECIA E PORTARE VIA IL MALLOPPO🤡🤡🤡

Ecco, direi che non c’è molto altro da aggiungere se non che, sempre il solito imbecille e quell’altra che tra non molto vi rappresenterà nel mondo perché la manderete al governo, l’altro giorno si sono inviperiti perché è stato deciso lo stop ai motori termici. Un favore alla Cina hanno detto! Che poi il più grande produttore di auto elettriche sia statunitense è un dettaglio…ma razza di idioti…vederla come un’opportunità di crescita e investimenti per un paese dipendente dal petrolio no eh?

Ultima chiosa per un altro noto imbecille che all’approssimarsi delle elezioni regionali si vede arrestare due candidati per mafia e non trova nulla di meglio da dire che i magistrati (ecco perché oggi andate a votare!) potevano aspettare dopo il voto! E certo, l’avessero fatto dopo avrebbe poi tuonato che i magistrati vogliono cambiare le decisioni popolari! Che siate invece per caso solo dei fascisti anche leggermente mafiosi non è da considerare vero? Ok…contenti voi! Meglio che taccio!

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Bontà e confini

Qualche giorno fa circolava un meme che polemizzava sul blocco di una partita di grano in Russia e sulle lamentele di un pastificio che commercializza i suoi prodotti (alcuni) come derivati da grano al 100% italiano. Per la precisione questo:

Ora, non mi interessa la polemica in sé e nemmeno questo meme che per me diventa solo lo spunto per parlare di un’altra cosa che, a me ha sempre dato abbastanza fastidio ovvero il parallelismo tra un certo tipo di marketing ed un certo tipo di consumatori che, sembra non possano vivere senza che tutto venga etichettato come al 100% italiano e di conseguenza essendo migliore poi essi stessi si sentono appagati!

Li trovo ridicoli questi atteggiamenti anche perché non tengono conto di alcune cosette:

  • da tempo non siamo più un paese a vocazione agricola e la produzione di alcuni prodotti sono limitate e non congrue a quelle che sono produzioni di prodotti di massa che oltre sui mercati italiani vanno in tutto il mondo.
  • il fatto che qualcosa come il grano o le olive o le arance o qualsiasi altro prodotto siano italiani non necessariamente sono garanzia di miglior qualità
  • la qualità di un prodotto dovrebbe essere sempre garantita a prescindere dalla provenienza ed è questa l’unica cosa veramente importante che dovrebbe interessare il consumatore
  • altra cosa su cui invece occorrerebbe ragionare è il rapporto qualità-prezzo che dovrebbe derivare dai produttori (nazionali e non) e non dai giochi del mercato e della borsa.

Quest’ultima cosa a mio avviso è fra le più importanti e trovo che sia intollerabile che, il valore di mercato di un prodotto non sia fatto da chi realmente produce ma è fatto da chi sulla terra nemmeno ci mette mai un piede. In definitiva avviene che a New York o Hong Kong o in qualunque altra borsa, qualcuno in pochi secondi decide quando deve costare qualcosa.

Dire che qualcosa prodotto qui è necessariamente migliore di un identico prodotto coltivato altrove non ha senso soprattutto se come spesso accade, i nostri italianissimi prodotti sono coltivati in luoghi inquinati o se entrano a far parte di certi meccanismi di sofisticazione alimentare che puntualmente ogni tanto vengono smascherati.

È per questo che al terzo punto dico che a me non frega nulla se un grano è stato coltivato qui o altrove ma quello che mi interessa è che, chi poi trasforma quel prodotto si accerti della sua qualità e a sua volta si assicuri che ciò che ne deriva sia di buona qualità. Questo è importante. Su questo dovremmo focalizzarci.

Poi certo, ora c’è la moda del km zero, del biologico e del aiutiamo a mantenere produttivi i nostri connazionali. E ci potrei anche stare se non fosse che, spesso, proprio quei connazionali ti dicono: ehi, compra le mie cose al 100% italiane! Salvo poi scoprire che, te le fanno pagare di più mentre, non essendoci materia prima a sufficienza in realtà loro comprano a prezzi molto inferiori altrove vendendoti delle fandonie.

Questo lo trovo scorretto. E a proposito di filiere e di km zero non credo che tutto ciò sia conciliabile con grandi produzioni industriali. Possono e debbono esserlo (ma più per l’assurdità di merci che fanno il giro del mondo inquinando inutilmente!) per prodotti locali e circoscritti a piccole produzioni.

Un chiaro esempio (ma ne posso fare a centinaia) sono le mozzarelle di bufala: oggi si trovano ovunque ma, quanti sono realmente le bufale allevate in Italia? Quanti caseifici ci sono? Quanto latte producono? Come fanno a inviare tutte ste mozzarelle ovunque? Va da sé che è impossibile quindi o qualcuno sta barando oppure se volete quelle mozzarelle andate a  Mondragone o Battipaglia o in zona e rinunciate a comprarla a Milano a meno che non abbia un evidentemente sovrapprezzo e la si trovi solo raramente!

Altrimenti c’è un’altra alternativa e cioè quella di dire ok, ci siamo inventati un prodotto che piace ma quel prodotto ora accettiamo che anche altri lo facciano senza che necessariamente partano crociate contro la lesa maestà del made in Italy. In definitiva se qualcun altro da domani fa mozzarelle di bufala in Francia o altrove va bene, basta saperlo, basta che siano garantite la qualità e l’etica e che non si perculi il consumatore.

Sarà questi poi a decidere cosa comprare e se c’è scelta e consapevolezza non vedo dove sia il problema così come non vedo perché un contadino o un allevatore straniero dovrebbero avere minore dignità di uno italiano. Poi, per carità, certe caratteristiche organolettiche tipiche di certe zone e certi climi danno prodotti appunto tipici e su quello non si discute ma, ripeto, non possono essere parte di grandi produzioni industriali.

Se comprate il pesto genovese lo dovete sapere che la costa ligure quella è e tutto sto basilico tipico non potrà mai produrlo per sostenere migliaia di tonnellate di confezioni di pesto che tutti i giorni trovate su tutti gli scaffali di tutti i supermercati di tutte le città! Poi ahoo, se volete vivere l’illusione di sentirvi migliori, se volete fare come l’idiota che polemizzò sulle nocciole turche, se siete quelli con la bandierina dell’Irlanda sul vostro profilo social, se vi sentite patriottici e sovranisti e inorridite per ciò che non è italiano…che dire… contenti voi!

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La fantascienza di Herbert

Amo molto il genere fantascienza e trovo che nella letteratura sia a torto visto come un genere di serie “B” , adatto insomma a ragazzini o nerd ma non certo tale da essere considerato serio. Il fatto che io amo il genere però non fa di me un esperto ne un grande conoscitore e quello che ho letto è decisamente molto poco. Un po’ meglio è andato col cinema ma non abbastanza da considerarmi un esperto!

Perché questa premessa? Beh, perché ho appena finito di leggere tutta la saga di Dune, scritta appunto da Frank Herbert per un totale di 6 volumi e confesso che, non lo conoscevo! Sebbene prima del film recente proposto da Villeneuve avessi visto il precedente film di Lynch, non avevo approfondito sull’autore e di fatto ignoravo ciò che c’era dietro. Ignoranza colmata…o quasi!

Perché dico quasi? Perché leggendo i libri e informandomi un po’ ho scoperto che Frank Herbert era deceduto senza completare il suo lavoro che successivamente è stato ripreso dal figlio (basandosi sui suoi appunti) Brian insieme allo scrittore Kevin J. Anderson per cui ora devo leggermi ancora due volumi e, volendo, poi ce ne sarebbero almeno altri tre di prequel che vanno a delineare meglio certi personaggi e certe fazioni.

Foto presa dal web

Insomma… è una saga complessa le cui tematiche vanno dal potere alla religione passando per l’ecologia, la sociologia e le domeniche tra uomini e donne. Il tutto spalmato su diversi millenni e si, nonostante la difficoltà iniziale nell’approcciarmi ad uno stile non proprio facile poi mi è piaciuto e mi sono letto tutto.

Dicevano che questo autore aveva influenzato Lucas nella realizzazione dell’altra saga famosa della fantascienza e credo sia senz’altro vero. Le due storie però differiscono molto con questa che è sicuramente meno “spettacolare” nel senso che è meno incentrata sulle battaglie, sui laser (anzi, qui proprio non ci sono!), sulle navi spaziali e udite udite non ci sono neppure androidi o robot!

Ma, non ci sono neppure come nell’universo di Star Trek altre civiltà aliene in guerra o conviventi con la nostra. Insomma solo esseri umani se si eccettua un vermone gigante che sta su questo pianeta e che produce questa sostanza/droga chiamata spezia attorno a cui gira tutto! Qualche similitudine invece l’ho trovata con la descrizione di Asimov nel suo ciclo delle fondazioni soprattutto per la capacità di analizzare le dinamiche sociali ed i giochi di potere che muovono i fili.

Ma i due autori partono da ciò e sviluppano due analisi totalmente differenti e per questo da amante di Asimov non ho potuto non apprezzare Herbert per aver fornito altri punti di vista su quello che potrebbe essere l’essere umano in futuro. Se il primo vedeva l’umanità migliorarsi grazie a computer, robot, tecnologia, energia il secondo invece cancella radicalmente tutto ciò e ripropone un universo fatto di caste, controllo religioso e militare/economico.

Ecco…a guardare questo mondo mi commuovo all’ottimismo di Asimov ma temo che sia più l’universo di Herbert che ci attenderà. Poi certo, anche in Asimov non sembrava esserci spazio per la democrazia o un universo di mondi federati ma piuttosto immaginava un impero monolitico dove semplicemente le masse tutto sommato stavano bene ma non contavano più di tanto (come oggi?) mentre Herbert sembra proprio immaginare quasi un ritorno al feudalesimo. Insomma…brutti futuri ma non così irreali.

Un po’ ottimista invece Herbert lo è con il genere femminile che diventa quasi il motore propulsivo con le donne del Bene Gesserit che nell’ombra manovrano per dirigere il potere. Ma oltre loro anche le Matres onorate loro rivali, le ittiointerpreti e varie altre figure mi sa che un po’ troppo ottimisticamente sono collocate in cima alla piramide sociale: non so, personalmente in un mondo feudale, dominato da vecchie e nuove religioni, trovo la cosa alquanto improbabile. Ma questa forse è l’unica critica che posso fare a questa opera.

Per chi fosse eventualmente incuriosito questi i volumi da leggere nel loro ordine:

Poi ci sono i due che concludono il ciclo:

E, se si vuole strafare ci sono poi tutte le storie prequel che andrebbero lette prima di tutto il resto ma va bene anche dopo o ignorarle di vive lì stesso ( credo!):

  • Dune: House Atreides, 1999 : House Atreides, 1999.Pubblicato in Italia in due volumi: Il preludio a Dune: Casa Atreides, 2001, e Il preludio a Dune 2: Il duca Leto, 2003
  • Dune: House Harkonnen, 2000 Pubblicato in Italia in due volumi: Il preludio a Dune 3: I ribelli dell’impero, 2003, e Il preludio a Dune 4: Vendetta Harkonnen, 2004.
  • Dune: House Corrino, 2001. Inedito in Italia.

E ancora:

Legends of Dune

Seconda trilogia di Brian Herbert e Kevin J. Anderson ambientata agli albori della civiltà di Dune durante il periodo di guerra contro le macchine pensanti denominato Jihad Butleriano. Inedita in italiano.

Cit. Da Wikipedia

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Perché siete così?

Qualche giorno leggevo questa notizia che ha dell’assurdo se non fosse che se non altro si è conclusa bene. Si ok, ma quanta fatica e a quali costi? E soprattutto questa volta è andata a buon fine ma quante altre volte invece questi errori sono irrimediabili? Ad ogni modo, questa la vicenda:

Bonifico su conto errato,Poste Vita rimborserà risparmitrice | ANSA.it

Leggi l’articolo

Ora, quello che mi domando è: perché il funzionario o i funzionari delle poste si sono comportati così? Cosa cambiava loro se fossero stati sin da subito gentili ed avessero aiutato la signora a rimediare ad un errore?

A me viene solo da pensare che in casi del genere ci si lascia vincere dalla burocrazia che magari nel caso specifico non prevede dei passaggi rapidi per risolvere questi problemi. Ma, se questa può essere una parziale scusante resta sempre il fatto che per ogni sistema poi vi sono delle persone in carne e ossa che lo gestiscono.

E possono farlo in maniera umana o da stronzi. In questo caso per me lo hanno fatto da stronzi perché, anche immaginando che, il sistema bancario non preveda la possibilità di annullare un bonifico del genere se c’era la volontà magari si contattava l’ignaro beneficiario e gli si chiedeva gentilmente di fare un operazione verso il conto della signora.

Poi, certo, se quest’ultimo si fosse rifiutato, e se “il sistema” non poteva giustamente andare nel conti di qualcuno e cancellare una entrata, a quel punto ecco che si poteva ricorrere alla giustizia. Ma dall’articolo mi pare di capire che l’azienda bancaria non ha fatto assolutamente nulla per aiutare l’anziana signora e questo credo sia uno dei tanti sintomi di come la società è sempre più pregna di una indifferenza disumana dove ognuno è lasciato solo.

E mi chiedo: perché così tanta cattiveria? Perché questa indifferenza? Ma ad essere appena appena un po’ più gentili cosa vi costa? Tipo l’altro giorno. Me ne stavo andando a prendere l’autobus: svolto l’incrocio e lo vedo lì fermo alla fermata a 50 metri. Corro per andargli incontro, il semaforo poco più avanti è rosso. Tra l’autobus e il semaforo nessuna auto.

L’autista mi vede e mi ignora mettendo in moto il mezzo per fermarlo dopo pochi metri. Gli faccio segno di farmi la cortesia ma lui imperterrito nemmeno mi guarda: non apre la porta e al verde parte. Cosa gli costava essere gentile ed attendere 2 secondi in più alla fermata, visto che era anche rosso e farmi salire evitandomi un’attesa di più di venti minuti?

Invece no, lui come i tipi delle poste hanno deciso di essere stronzi e tirar dritto per la loro strada. Io non so che genere di persone siate però mi piacerebbe tanto chiedervi: ma ad essere così come vi sentite? Cosa provate ogni volta che potendo scegliere senza alcuna esitazione scegliete di essere degli stronzi???

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Ho provato a guardare l’Eurovision…

Ma non ci sono riuscito! Prima di venire pesantemente insultato dico subito una cosa: non critico la manifestazione, non critico i cantanti (che spesso neppure conosco e che non ho visto) e non critico neppure il format. Nulla di tutto ciò. Alla fine sono convinto che sia un bell’evento che conterrà momenti che ad alcuni piaceranno e ad altri no e che se proprio non ti piace non lo guardi e fine.

E allora mi direte…cazzo vuoi? E mo Ve lo dico! Il mio attacco ha un bersaglio che se potessi, prenderei, appenderei per le palle in una stanza buia illuminata da 100 luci stroboscopiche da 1000 watt l’una non sincronizzate con un loop di voci registrate di Mike Bongiorno che ripete allegria. Il mio bersaglio mi porta (cit) a rivalutare la mia posizione sulla pena di morte. Ecco.

Di chi parlo? Parlo del regista televisivo di questo evento ma il mio anatema va verso tutti i suoi colleghi di trasmissioni simili che evidentemente sono convinti di essere degli artisti, dei geni, dei veri fenomeni se la loro regia segue questa regola: non far capire un cazzo, cambiare inquadratura ogni 2,4 centesimi di secondo, utilizzare effetti di dissolvenza, di zoom a mitragliatrice. A cazzo.

Ma che cazzo c’avete in testa? Ma nemmeno uno col Parkinson arriverebbe a proporre immagini così caotiche e frenetiche! Cosa credete di ottenere in questo modo? Di creare “movimento”? Ma perché?  Che è tutta sta frenesia? Io non vi  sopporto…vorrei potervelo dire in faccia uno per uno. Vi credete degli artisti della regia ma voi state dimenticando che dovreste essere lì, pagati per far vedere, esaltare il contesto e non per giocare col mixer video e i cameramen. Ma vaffanculo!

Ecco perché non ho guardato la trasmissione. Ci ho provato ma dopo pochi secondi avevo già il mal di testa. Io già mal sopporto i primi piani insistiti anche perché, mi piace guardare il lavoro di chi fa le luci specie se son ben fatte ma con sti registi del cazzo si vedono solo frammenti, esplosioni che durano pochi frame e non si capisce né si apprezza il lavoro che c’è dietro. Manca l’insieme.

Ecco, questo tipo di Regia televisiva la ritengo irrispettosa vero chi ha lavorato duramente alle luci per dare emozioni e vestire le canzoni al meglio. Tutto ciò non si vede mai rovinato da sta gente col ballo di San Vito e una psiche evidentemente distorta. Così so bravo pure io a fare il regista…anche uno scimpanzé che preme cose a caso sarebbe meglio…

Che poi, a dirla tutta la cosa, deve proprio essere una moda visto che identico concetto lo applicano agli eventi sportivi tutti giocati sui primi piani. Ma così non si educa allo sport, non si fanno apprezzare le dinamiche di squadra. Posso capire se riprendi il pattinaggio, la boxe o il tennis ma negli sport di squadra proprio no.

Prendiamo il volley. Questi piazzano sta camera in asse con la rete e la muovono a 45 gradi di qua e di la. Cosa capisci? Nulla. Invece, andrebbe inquadrato il campo da dietro a chi riceve e le altre camere le usi per replay o dettagli di gesti tecnici. Ma se vuoi mostrare il gioco di squadra, far vedere come un opposto corre dietro per andare a colpire in posto due o come si muovono i ricevitori schiacciatori le riprese le fai da fondo campo e al limite dall’alto. Stesso discorso per il calcio: inquadrate in campo aperto…

Insomma… boh…forse sono io che non capisco ‘na mazza però, dipendesse da me tutti questi registi li manderei a zappare. Non li sopporto più… già la TV non la guardo di mio per l’ottusità con cui certi programmi sono condotti, per l’insulsaggine di certi ospiti e per quel modo scostumato di interrompere o parlare sopra o di urlare…se poi ci mettiamo anche tutto il resto…vaffanculo…meglio mettersi a leggere…

Zummolo…strignilo…de più…de meno…allargalo…
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Le 4 M della vispa Teresa

L’avete ascoltata la n̶o̶s̶t̶r̶a̶ ̶e̶r̶o̶i̶n̶a̶ vispa Teresa che si candida ad essere la nuova (nuova? Si va beh…) leader del centrodestra? Io a fatica sì. E mi sono davvero dovuto impegnare per ascoltare così tante banalità ma tanto, in questo panorama politico ormai ci sono abituato e credo di essere diventato abbastanza masochista.

Comunque… l’ho voluta ascoltare perché volevo vedere se avesse qualcosa da dire di, non dico intelligente, ma almeno interessante! Ovviamente sono rimasto non dico deluso (è come quelle partite di fine campionato tra squadre di centro classifica che finiscono 0-0 : già lo sai prima come andrà!) ma poco sorpreso.

Ad ogni modo un’altro motivo per questo autolesionismo era quello di capire se avrei potuto evitare di guardare il suo lato oscuro che per altro tutti conosciamo e che né lei né i suoi c̶a̶m̶e̶r̶a̶t̶i̶ certo nascondono: insomma, son fascisti punto, non lo negano né lo rinnegano. È un dato di fatto. Inutile polemizzare su qualcosa di assodato. Quello che invece volevo era capire di cosa parlano e come intendono metterla nel culo agli italiani.

Ovviamente per italiani si intendono gli altri perché chi vota questi sa benissimo perché lo fa e quali sono i veri interessi da difendere solo che…a volte, diciamo che sono un tantino inconfessabili anche se, prima o poi ci arriveranno a dire: votatemi e potrete tranquillamente continuare a evadere le tasse, a truffare, ad assumere in nero e a costruire abusivamente!

In attesa di quel giorno la signora, con fare istrionico a metà tra una comica ed una presentatrice di tali show popolari si è presentata alla nazione sulla base di questo rivoluzionario programma basato, udite udite, sulle 4 M che, non sono solo le iniziali del suo cognome ma i pilastri di quella che sarà la sua prossima campagna elettorale. Contenti loro!

Comunque eccole le 4 M: Mamma, merito, mare e marchio. Roba che Kennedy levati proprio!

Già la prima dice tutto: il nemico contro cui combattere è questa società di madri snaturate che se ne vanno 6 mesi in orbita lasciando i figli a casa! Il ruolo della madre, oggi attaccato dall’ideologia gender: ”L’identità femminile è sotto assedio, si vuole distruggere la forza simbolica della maternità”. E ancora: ”L’ideologia gender ha come obiettivo la scomparsa della donna in quanto madre…”.

Cioè capite? Non la difesa della donna in quanto persona, non la difesa di diritti acquisiti, non la rivendicazione di quelli mancanti…non la condanna di una cultura maschilista che conduce ai femminicidi…noooo…lei rivendica il ruolo della donna in quanto madre! Ti devi stare a casa a fare figli per la patria e zitta! Bel programma eh? Ma andiamo avanti …se ci riuscite! Che poi io ancora devo capire come dei diritti possano attaccare un qualcosa che se uno sceglie lo fa per scelta appunto…

Arriviamo al merito: ”La scuola italiana deve tornare a valorizzare il merito. Decenni di dominio post sessantottino sulla nostra scuola hanno prodotto un livellamento verso il basso che ha devastato il merito ma il merito è la benzina di ogni società”. E ancora ha attaccato il marxismo come causa di tutti i nostri mali in quanto avrebbe ignorato il merito!

Ora io non so in quale Italia abbia vissuto o pensi di vivere ma, la signora ignora volutamente direi, come,semmai il merito, in questo paese, sia andato a puttane a causa di quella politica che lei rappresenta fatta di raccomandazioni e compartimenti stagni dove se non mostri una certa appartenenza politica o una certa accondiscendenza col cazzo che lavori o fai carriera o vai avanti.

E in questi ultimi trent’anni di neo liberismo in cui lei e la sua parte berlusconiana hanno governato paese, regioni e comuni, occupando tutte le istituzioni, dai giornali alle TV, enti, fondazioni ecc ecc tu, proprio tu mi vieni a parlare di merito? Ma la tua classe dirigente la conosci? Con quale merito certi personaggi occupano certi posti? Marxismo un par di palle… Qui se c’è qualcuno che il valore di un curriculum lo ha trasformato in carta da culo quelli siete voi…

”Da tempo proponiamo un ministero del Mare che possa mettere in relazione tutte le attività del mare, dalla pesca alla nautica, al turismo balneare. Continueremo a difendere i nostri balneari, non accetteremo supinamente che 30mila aziende italiane vengano espropriate per calmare gli appetiti delle multinazionali straniere e il servilismo del governo italiano”. E la montagna allora?

Qui verrebbe da ridere se non fosse che, leggendo tra le righe è evidente a chi si sta rivolgendo: cari Briatore & company, cari palazzinari e albergatori che per quattro soldi avete avuto le spiagge italiane ricavandone enormi fortune, cari palazzinari pronti a costruire su spiagge e parchi votatemi e la pacchia continua! Il discorso sulle multinazionali invece va letto così: venite nel mio nuovo ministero che ci metteremo senz’altro d’accordo e al momento giusto agli italiani dirò che ho creato posti di lavoro…si, sottopagati e senza diritti naturalmente…basta pagare (a noi, Bannon docet) il giusto!

Ed infatti, per chi non lo avesse capito poi lo ribadisce meglio parlando della quarta emme, quella di marchio fingendo di voler difendere il brand ‘Italia’ e il made in Italy: ”Mentre tutti volevano comprare i marchi italiani, noi li svendevamo…” e dimenticandosi che, quei marchi di cui parla, semplicemente spesso sono andati all’estero a cercare sedi dove pagare meno tasse o dove cercare mano d’opera e materie prime a costi minori e che, chi ha venduto ai cattivi stranieri, spesso lo ha fatto semplicemente perché non era capace ed ha fatto fallire aziende create da padri e nonni e che, invece di innovare ed investire i soldi, spesso di Stato, se li finiva per sputtanare tra feste, casino, festini, yacht, auto, ville mentre operai per mesi restavano senza stipendio.

Ecco, questa è la paladina della destra che sta attirando a se sempre più italiani e che ambisce a sostituire il vecchio puttaniere, l’ammiratore di rinascimenti arabi, il re delle fiere e del cibo a scrocco nonché del Papete: non c’è che dire! L’elettorato quello è e certo non rimarrà deluso. Ma gli altri? A me viene solo da dire: che pochezza…che tristezza…che brutto futuro….

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La cucina italiana e i miti duri a morire

Incapsulo questo post tratto da BUTAC prendendo in prestito anche il titolo poiché leggendolo, oltre a trovarmi totalmente d’accordo mi ha anche ricordato che, nel mio piccolo, parlai anche io della nostra cucina quando (e figuriamoci!), venne alla ribalta la stupida polemica dei cibi etnici , kebab in testa, che minavano le nostre tradizioni mettendo in pericolo la nostra cultura e la nostra italianità!

La ricordate? Io si e tra l’altro ancora oggi in certi comuni vi sono ordinanze restrittive in tal senso. Una sorta di apartheid gastronomico concepito da talune menti malate incapaci di guardare al mondo come una cosa di tutti. Tra l’altro poco fa leggevo un post sul confronto tra tortelli bolognesi e i pelmeni russi e ho ripensato all’altra polemica idiota sui tortelli di pollo che sempre secondo questi primati-sti nazionali avrebbe recato enorme offesa alla tradizione bolognese!

Il post in questione, in cui raccontavo come gran parte di quel che mangiamo in realtà non ha nessuna origine italiana è questo: cibi stranieri che orrore (https://klaudiomi.wordpress.com/2015/11/24/cibi-stranieri-che-orrore/ )

e se vi va potete leggerlo altrimenti leggetevi questo reblog di BUTAC perché è comunque interessante e magari da ora in poi sarete meno talebani! Che poi…a dirla tutta ma chi se ne frega delle origini…se una cosa è buona o ci piace la si mangia altrimenti no…

Sono da sempre con BUTAC, ma da qualche tempo mi limito ad aiutare da dietro le quinte. Però oggi voglio scrivere questo pezzo per condividere con voi un pensiero, o un tentativo di pensiero. Mi sono imbattuto in un podcast che ho trovato estremamente interessante e che vi voglio consigliare. Si chiama DOI – Di […]

La cucina italiana e i miti duri a morire

PS e aggiungerei anche che mi piacerebbe capire quanto deve durare un periodo di tempo affinché qualcosa diventi sacra e tradizionale! No perché ad esempio con la carbonara sembra che esista da prima di Adamo ed Eva e che prima ancora della mela Eva mise dentro la pancetta al che Dio stesso sì incazzò perché ci andava il guanciale e li cacciò ̶d̶a̶l̶ ̶p̶a̶r̶a̶d̶i̶s̶o̶ ̶t̶e̶r̶r̶e̶s̶t̶r̶e̶ dalla cucina da cui poi il famoso epiteto col porco!

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Azioni e conseguenze

Come ogni notte sono lì che affronto mille pensieri, elucubrazioni e ricordi. Spesso da questi poi nascono associazioni come in questo caso. Il ricordo è legato a una infanzia sempre più lontana ma le cui azioni si sono tanto radicate da essere poi inglobate in quello che è il mio carattere ed il modo di vedere le cose.

Ero con gli altri ragazzini in un cortile e si giocava a pallone. Ad un certo punto, sul più classico dei contrasti il pallone devia dalla traiettoria voluta e a gran velocità va a colpire il vetro di una finestra sul balcone al primo piano. Risultato? Vetro rotto con gran rumore e…fuggi fuggi generale. Tutti. Tranne uno. Me.

La conseguenza è stata che, la padrona di casa venisse fuori e iniziasse a urlarmi contro con me ovviamente mortificato. Ora…non è che mi aspettassi un premio per non essere scappato ma, visto che ero rimasto lì ad aspettare assumendomi la colpa dell’accaduto e dicendo che ovviamente avrei avvisato i miei e fatto ripagare il vetro, almeno mi sarei aspettato un minimo di comprensione…

Ed invece no. Sebbene per un ragazzino di nemmeno dieci anni avessi dimostrato una bella maturità e senso di responsabilità oltre che di correttezza le conseguenze furono nell’ordine: signora inviperita, botte a casa, conseguente punizione e, compagni di gioco che mi prendevano pure per il culo ivi compreso quello che col contrasto aveva almeno il 50% di responsabilità ma di cui non feci mai il nome. Bene…

La lezione che imparai, sebbene in futuro avrei continuato a comportarmi in quel modo fu che, nella società non conta la correttezza e che se tu fai qualcosa di sbagliato le opzioni sono le seguenti: nascondersi e in caso di accuse negare sempre tutto. Al limite riversare le colpe su qualcun altro. È inutile fare gli ipocriti perché il mondo va così. Si nega sempre, anche di fronte l’evidenza e fra poco vi farò vedere come ciò avvenga ad ogni livello.

Questa cosa la compresi allora. E posso anche capirla. Attenzione, ho detto capirla non accettarla o farla mia. Questo proprio non riesco a farlo. Ma il mondo va così, non posso cambiarlo io e pazienza…me ne sono fatto una ragione.

Quello che però mi fa incazzare è l’ipocrisia e la faccia tosta di chi fa qualcosa di sbagliato, magari anche più e più volte e, anche dopo che l’evidenza ti ha sbugiardato, pretende pure di venire lì a fare quello che poi fa la morale o pretende di insegnare agli altri come vivere.

Ecco, sta cosa proprio non la capisco. Devi per forza farlo? Con quale autorevolezza pretendi di farlo? Ripeto…posso capire che, per mille ragioni, ti nascondi, neghi e fingi di nulla ma, nel momento in cui vieni beccato, non credi che avresti un maggior beneficio se semplicemente ti assumessi le tue responsabilità e magari semplicemente chiedessi scusa?

Prendiamo gli Stati Uniti ad esempio. Io capisco che sono la potenza dominante, capisco che difendano degli interessi (non necessariamente del loro popolo…ma questo è un’altro discorso), capisco che per farlo compiano a volte azioni non proprio lecite. Lo hanno fatto tutti, da Atene a Roma fino alle città stato italiane, le repubbliche marinare, le monarchie e financo il Vaticano. La storia insegna.

Ma, se vieni beccato o meglio ancora, se qualcuno dei tuoi soldati viene beccato a fare qualcosa di sbagliato, ingiusto e criminale a che pro negare, coprire, insabbiare o peggio ancora andare a prendersela non con chi ha sbagliato ma col giornalista che ha smascherato la cosa? Come, dopo ciò, puoi ergerti a paladino della giustizia quando ad ingiustizia (morte documentata di civili innocenti per puro divertimento di un paio di teste di cazzo) sommi altra ingiustizia con la richiesta di arresto di Assange?

Come pretendi poi di passare per quello che va a criminalizzare altri che stanno facendo la stessa identica cosa? Perché poi noi si dovrebbe scegliere tra due parti ( in realtà ne sono di più…) tutte ugualmente colpevoli di svariate nefandezze? Ecco, questo proprio mi fa incazzare. Vuoi essere l’alfiere della libertà? Bene, Assange lo lasci stare, al limite lo raccomandi caldamente per il Pulitzer, i soldati/piloti convinti di essere in un video games li mandi alla corte marziale e condanni all’ergastolo, chiedi scusa al mondo ed ai familiari delle vittime e, li risarcisci.

Questo si che ti metterebbe in tutt’altra luce. Ma, se critichi bombe a grappolo e le hai usate anche tu, se fai cadere funivie ma te ne fotti della giustizia, se usi armi all’uranio impoverito per cui muoiono poi anche i tuoi stessi soldati, se intrattieni rapporti con terroristi o dittatori o se addirittura sei tu che ce li metti e poi questi ti si rivoltano contro beh…io se fossi in te, caro Rambo, qualche piccola domandina del perché tutto il mondo ti odia me la farei.

Detto ciò non posso non pensare anche a quei casi in cui le forze dell’ordine nostrane si sono macchiate di crimini e nefandezze e che in questi anni hanno sempre visto una impressionante copertura sia da parte dei vertici che della politica. Il caso Cucchi è solo l’ultimo di una lunga serie. Bene: con che autorevolezza si pretende poi di parlare di giustizia, democrazia, libertà quando i primi, se non a dover dare proprio l’esempio dovrebbero per lo meno accettare le proprie responsabilità e ripulire i propri ambiti da tutti coloro che sono indegni?

Politici che hanno rubato, che hanno tenuto rapporti con mafiosi, criminali , forze dell’ordine al limite dell’eversione per non parlare poi dell’ultima moda ovvero di pseudo imprenditori che piangono perché poverini non trovano lavoratori e poi si scopre che oltre ad offrire compensi da fame è tutta gente che ha evaso o truffato lo Stato in ogni modo.

Ecco, la lista nel mondo ed in Italia è lunga ma, assodato (eppure noi lo si diceva anche prima mentre per tanti era ed è ancora un grande amico…) che Putin è un criminale e che non sia neppure tanto intelligente e che spero che i primi che gliene chiederanno conto saranno i russi stessi (stra ingannati e obnubilati da una propaganda schifosa) che si stanno ritrovando in uno stato di povertà sempre più diffusa oltre che senza tanti ragazzi mandati a morire per nulla, ecco…quello che semplicemente vorrei, fine della/e guerra/e a parte sarebbe una cosa: smetterla di ascoltare tutti questi predicatori di democrazia e libertà che, al momento non ne hanno i titoli.

Nessuno escluso. Perché la verità è questa, mandate le armi, fate come vi pare tanto lo fate comunque e nessuno di noi conta un cazzo…ripeto…c’avete i vostri interessi…ognuno si guarda i cazzi suoi…lo so…questo è il mondo, è sempre stato così e sempre lo sarà ma…almeno abbiate la decenza di non essere ipocriti e di non giocare a fare gli angioletti se prima ognuno di voi non avrà almeno iniziato a fare i conti con le proprie coscienze sporche. Ecco. Almeno questo. Poi annientatevi pure…se è ciò che vi riesce meglio…

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Altro tour finito

Arrivo un po’ tardi a scriverne ma complice tutta una serie di cose non ne avevo trovato il tempo prima. E niente, due settimane fa a Trieste è andata in scena l’ultima replica di uno spettacolo che devo dire, senza temere di essere accusato di fare pubblicità (tanto è finito!) era davvero un gran bel musicall e, va anche detto che non era certo facile riuscirci.

Dal Sito ufficiale Instagram:

Mi restano però diverse considerazioni da fare. Ad esempio sono convinto che molti nemmeno fossero a conoscenza dell’esistenza di questo spettacolo né di cosa esso offrisse. Sì, magari la gente vedeva i cartelloni pubblicitari ma poi tirava dritto perché si sa, in Italia se non c’è il grande nome specchietto per allodole è difficile attirare l’attenzione. Alla fine potevano esserci più date e città. Peccato.

Di sicuro ha influito la pandemia. Voglio dire… nell’anno delle celebrazioni di Dante per i 700 anni della sua dipartita tu hai in mano uno spettacolo sulla sua opera e che ti succede? Nulla…il mondo si ferma! Se non è sfiga questa! Quindi capisco che per la produzione non è stato semplice riprendere il tour e concluderlo con l’incognita di ciò che sarebbe potuto succedere. Mi ripeto: peccato davvero per chi non lo ha potuto vedere.

E un po’ mi dispiace anche il non aver incontrato nessuno di quelli che mi seguono qui. Ok, sono pochi ma qualcuno mi sarebbe piaciuto incontrarlo o invitarlo: nulla. Nessuno ha mostrato il ben che minimo interesse! Chissà, forse anche loro hanno pensato fosse una roba noiosa, uno spettacolo teatrale di quelli per fini intellettuali con la puzza sotto al naso! Certo è che quando facevo le Winx o il mondo di Patty le richieste di biglietti omaggio fioccavano! Così va il mondo! 🤷

Altra considerazione è però da fare su quelli che invece sono andati a vederlo per altro riempiendo sempre le sale di Tolentino, Torino, Reggio Calabria, Bologna, Milano, Roma, Genova, Padova e appunto Trieste: nonostante le due ore non è mai mancata la standing ovation finale di almeno dieci minuti e, tanti, uscendo applaudivano e si complimentavano con noi della regia riconoscendo di aver assistito ad un lavoro impeccabile dei reparti audio video e luci.

Beh, che dire…sono cose che fanno piacere anche perché non sono frequenti. Faccio questo lavoro da una vita ma così tanta gente che si complimentasse per le luci non l’ho mai vista! Beh, sono umano anche io e, seppur in imbarazzo soprattutto perché non abituato, alla fine ne ero contento. Contento perché non è stato facile ma nonostante diversi problemi sono riuscito a fare un buon lavoro! Ecco, tutto ciò mi mancherà di sicuro!

Ovviamente per quanto mi riguarda, l’essere riuscito a fare quello che dovevo è dipeso anche e soprattutto dal resto della squadra. In primis Yuri ed Enrico, i miei elettrici, Giampaolo, il rigger che fisicamente si sono occupati del montaggio. Ma poi un grazie ai macchinisti, Angelo, Rocco e Leo senza il cui lavoro non avrei avuto scene su cui puntare. Ed infine Carlos, Francesco e Matteo che, il primo per i video e i secondi per la fonica hanno sempre interagito con me aiutandomi quando era necessario. Loro mi mancheranno.

Tecnici del disagio…da sx: Francesco, Rocco, Matteo, Luisa, Federica, Enrico, Consuelo, Carlos, Angelo, Giampaolo, Lara, Yuri, Federica, Leo, un tipo strano, Matteo

Poi oh, tra loro io sono il più asociale e però credo che alla fine hanno imparato a conoscermi e anche se non andavo quasi mai in giro con loro per locali (non ho più l’età e la forza per alzarmi poi al mattino!) mi mancheranno i vari modi di dire e fare, quelle frasi diventate nostre, come i tecnici del disagio che alla fine ha pure avuto il suo murales dedicato!

E come dicevo al regista, che scherzando mi aveva chiesto se fossi felice che fosse finita io gli avevo risposto che non era certo la mia prima volta dell’ultima replica di uno spettacolo quindi, vero che vi fossi abituato e però, si, mi dispiaceva proprio perché so che, finito l’ultimo, dal giorno dopo sai che tutta quella routine, quelle frasi, quelle litigate non ci saranno più. Farai altre cose, farai altri spettacoli con altre squadre ma sarà diverso. Ogni volta è diverso e ogni volta si stratigrafa un nuovo ricordo.

A volte capita che con alcuni tecnici ti rincontri subito o dopo qualche anno per qualche altro lavoro. Altri invece non li vedrai mai più. Altri ancora lì sentirai nominare da altri che li conoscono e allora scatterà la telefonata…guarda con chi sono…e giù risate e ricordi. Andrà così anche questa volta. C’est la vie! Andiamo avanti e vediamo che ci riserva il futuro: probabilmente in autunno ci sarà uno spettacolo su Van Gogh, carino anche quello ma molto più piccolo come allestimento. Boh, vedremo…basta che non ci si ritrovi tutti al fronte…

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La strada delle buone intenzioni…

In questi giorni a tenere banco è la solita orgia mediatica (dai social alle TV, agli immancabili balconi pieni di bandiere) della ostentazione delle buone intenzioni e del finto essere persone migliori preoccupate per le sorti degli altri e del mondo. Si certo…come no…a parole è facile e come due anni fa era tutto un andrà tutto bene… diventeremo migliori e bla bla bla adesso è tutto un potpourri di gente fintamente buona pronta ad ostentare pace e buone intenzioni.

Ora, non escludo che fra i tanti, pochi autentici ci siano davvero ma, poi, ascolti certe notizie e ti ricredi subito poiché conosci le leggi dei grandi numeri e sai benissimo che, quando in un micro contesto osservi dei comportamenti è inverosimile pensare che, gli stessi comportamenti non sarebbero stati osservati se al posto di certe persone ce ne fossero state altre. O perlomeno questa è la mia sensazione. Sbaglierò? Può essere…

Ad ogni modo, penso che tutti hanno ascoltato la notizia del treno su cui dovevano salire un gruppo di disabili ed i loro accompagnatori che avevano prenotato i posti su un vagone ma che, hanno trovato quei posti occupati e pertanto si sono visti negare un diritto. Bene, fermo restando che, da viaggiatore seriale conosco le deficienze di Trenitalia, che in primis le responsabilità sono evidentemente del capotreno e del capostazione e che quel treno non lo si doveva far partire fino a che gli aventi diritto non fossero saliti a me resta un’altra considerazione da fare.

Ed è questa: posso capire che anche gli altri passeggeri avessero il biglietto e che quindi era colpa di Trenitalia se non c’era posto per tutti, cosa che per altro accade, sui regionali, tutti i giorni ma…questa gente, molti dei quali, sono sicuro, saranno seriamente preoccupati per le sorti dell’Ucraina, del mondo, dell’ambiente e di chissà cos’altro …questa gente esattamente da chi e come è stata educata???

No, perché non so voi ma io appartengo a quella generazione educata al rispetto dei più deboli o sfortunati o disagiati. A me da bambino hanno insegnato che, se c’era una persona anziana, se c’era una donna incinta, se c’era un disabile, una madre con un neonato, una persona ferita ecc ecc, anche se tu avevi il tuo diritto al posto ti alzavi e cedevi il tuo posto a chi ne aveva più bisogno. Ecco, io sono stato educato così. E ho continuato a seguire quei principi di educazione e di una moralità incentrata sul rispetto e sulla legge dell’umanità ma, per contro, osservo che, questi princìpi sembrano essere in disuso. E non da ora.

Ecco perché io trovo finti tutti questi appelli, questi social pieni di bandierine come i balconi delle case. Li trovo finti e fasulli perché poi, all’atto pratico vedo invece in giro sempre più prepotenza, menefreghismo, maleducazione e prevaricazione. Hai voglia a dire che sei per la pace del mondo quando non sei nemmeno in grado di rispettare dei disabili e i loro diritti su un cazzo di treno.

E fanculo, potevi anche avere ragione ma non te la prendi con chi è più debole. Semmai te la prendi con Trenitalia. Al limite fai loro causa ma non metti in scena la riedizione della legge del più forte dove tu non ti alzi e dei poveri ragazzi sfortunati restano senza posto. Ecco, il mondo di oggi va a puttane anche e forse soprattutto per queste cose. Per le piccole guerre di tutti i giorni, per un parcheggio, per un sorpasso, per una fila. Poi certo, a Natale e sui social, tutti buoni, la colpa, quando le cose vanno male datela sempre agli altri, ai politici, agli immigrati e a chiunque vi faccia comodo però, per me, restate sempre dei grandissimi ipocriti.

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E Zorro?

Le aziende che non vogliono più avere la Z nei loro loghi

https://www.ilpost.it/2022/04/13/aziende-cambiano-logo-z-russia/

Per carità, giusto prendere le distanze ma qui si sta un tantino esagerando e tutto ciò, a mio modo di vedere non fa che dimostrare ancora una volta come si stia vivendo in un periodo folle. Si è totalmente persa la capacità di contestualizzare, di discernere, di valutare ogni cosa per ciò che è o non è.

Non ci si ferma più a riflettere e i social non fanno altro che amplificare questa dicotomia tra buoni e cattivi posti su schieramenti contrapposti. Ormai basta un attimo…una parola al posto sbagliato, una frase mal riuscita, una battuta o peggio ancora un qualcosa estrapolato da un qualcosa di più grande per ritrovarsi tra i cattivi, tra i bannati.

Il prossimo passo quale sarà? Rimuovere da ogni piattaforma di streaming i film di Zorro, eliminare dal web tutte le sue foto in cui disegna la zeta sui pantaloni del povero sergente perché ciò è inequivocabilmente un gesto filo Putin??

No davvero…stiamo rasentando il ridicolo e chi prende queste isteriche decisioni, a mio avviso non sta tanto bene con la testa…

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Disinformation


11 ex corrispondenti di guerra italiani scrivono contro l’informazione sull’Ucraina


Undici tra i più importanti inviati italiani degli ultimi decenni hanno scritto una lettera, pubblicata sul quotidiano online Africa ExPress, nella quale criticano duramente la maniera in cui i media stanno trattando la guerra in Ucraina. La riflessione di questi “pesi massimi” del giornalismo contemporaneo si concentra sull’approccio superficiale dei mezzi d’informazione attuali, che riportano notizie non verificate con l’unico scopo di veicolare i sentimenti e la commozione dell’audience, indirizzandola verso una acritica presa di posizione. I giornalisti lanciano quindi un appello: è necessario che il giornalismo agisca in quanto mezzo per acquisire consapevolezza, fornendo analisi profonde che consentano una maggiore comprensione dei fatti. Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera.

“La guerra di propaganda fa un’altra vittima eccellente: il giornalismo

Corrispondenti di guerra, 1° aprile 2021

Osservando le televisioni e leggendo i giornali che parlano della guerra in Ucraina ci siamo resi conto che qualcosa non funziona, che qualcosa si sta muovendo piuttosto male.

Noi siamo o siamo stati corrispondenti di guerra nei Paesi più disparati, siamo stati sotto le bombe, alcuni dei nostri colleghi e amici sono caduti durante i conflitti, eravamo vicini a gente dilaniate dalle esplosioni, abbiamo raccolto i feriti e assistito alla distruzione di città e villaggi.

Abbiamo fotografato moltitudini in fuga, visto bambini straziati dalle mine antiuomo. Abbiamo recuperato foto di figli stipate nel portafogli di qualche soldato morto ammazzato. Qualcuno di noi è stato rapito, qualcun altro si è salvato a malapena uscendo dalla sua auto qualche secondo prima che venisse disintegrata da una bomba.

Ecco, noi la guerra l’abbiamo vista davvero e dal di dentro.

Proprio per questo non ci piace come oggi viene rappresentato il conflitto in Ucraina, il primo di vasta portata dell’era web avanzata.

Siamo inondati di notizie ma nella rappresentazione mediatica i belligeranti vengono divisi acriticamente in buoni e cattivi. Anzi buonissimi e cattivissimi. Ma non è così. Dobbiamo renderci conto che la guerra muove interessi inconfessabili che si evita di rivelare al grande pubblico.

Inondati di notizie, dicevamo, ma nessuno verifica queste notizie. I media hanno dato grande risalto alla strage nel teatro di Mariupol ma nessuno ha potuto accertare cosa sia realmente accaduto. Nei giorni successivi lo stesso sindaco della città ha dichiarato che era a conoscenza di una sola vittima. Altre fonti hanno parlato di due morti e di alcuni feriti. Ma la carneficina al teatro, data per certa dai media ha colpito l’opinione pubblica al cuore e allo stomaco.

La propaganda ha una sola vittima: il giornalismo.

Chiariamo subito: qui nessuno sostiene che Vladimir Putin sia un agnellino mansueto. Lui è quello che ha scatenato la guerra e invaso brutalmente l’Ucraina. Lui è quello che ha lanciato missili provocando dolore e morte. Certo. Ma dobbiamo chiederci: ma è l’unico responsabile?

I media ci continuano a proporre storie struggenti di dolore e morte che colpiscono in profondità l’opinione pubblica e la preparano a un’inevitabile corsa verso una pericolosissima corsa al riarmo. Per quel che riguarda l’Italia, a un aumento delle spese militari fino a raggiungere il 2 per cento del PIL.

Un investimento di tale portata in costi militari comporterà inevitabilmente una contrazione delle spese destinate al welfare della popolazione.

L’emergenza guerra sembra ci abbia fatto accantonare i principi della tolleranza che dovrebbero informare le società liberaldemocratiche come le nostre. Viene accreditato soltanto un pensiero dominante e chi non la pensa in quel modo viene bollato come amico di Putin e quindi, in qualche modo, di essere corresponsabile dei massacri in Ucraina.

Noi siamo solidali con l’Ucraina e il suo popolo, ma ci domandiamo perché e come è nata questa guerra. Non possiamo liquidare frettolosamente le motivazioni con una supposta pazzia di Putin.

Notiamo purtroppo che manca nella maggior parte dei media (soprattutto nei più grandi e diffusi) un’analisi profonda su quello che sta succedendo e, soprattutto, sul perché è successo.

Questo non perché si debba scagionare le Russia e il dittatore Vladimir Putin dalle loro responsabilità ma perché solo capendo e analizzando in profondità questa terribile guerra si può evitare che un conflitto di questo genere accada ancora in futuro.

Massimo Alberizzi ex Corriere della Sera

Remigio Benni ex Ansa

Giampaolo Cadalanu – Repubblica

Tony Capuozzo ex TG 5

Renzo Cianfanelli Corriere della Sera

Cristano Laruffa Fotoreporter

Alberto Negri ex Sole 24ore

Giovanni Porzio ex Panorama

Amedeo Ricucci RAI

Eric Salerno ex Messaggero

Giuliana Sgrena Il Manifesto

Claudia Svampa ex Il Tempo

Vanna Vannuccini Ex Repubblica

Angela Virdò ex Ansa”


Il testo integrale è stato ripreso dal sito Africa ExPress.


L’indipendente on-line [di Valeria Casolaro]

Nulla da aggiungere se non che in questi ultimi anni, al crescere esponenziale dei canali di informazione ( TV decuplicate, internet, social ecc) è seguita una decrescita culturale generale col risultato che, invece di avere gente più e meglio informata abbiamo l’esatto contrario. E conseguenza di ciò porta a nuovi populismi, nazionalismi e… conflitti sia sociali che fra nazioni. Qualcosa deve essere andato storto…

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Ultime visioni

Ultimamente ho fatto lunghi viaggi in treno e quindi mi sono potuto guardare diverse cose che avevo nel mirino. Bene, qualcosa di ciò mi ha colpito, qualche altra cosa meno e pensavo di parlarne qui per vedere se ci sono altri che la pensano come me o se no cercare di capire i punti di vista diversi. E del resto…non sono certo un critico cinematografico…dico solo ciò che mi resta dopo aver visto qualcosa!

Il primo film in questione è Parasite. Si, mi è piaciuto. Non mi dilungo molto visto che a suo tempo se ne parlò tanto e raccolse anche diversi premi tra cui l’Oscar. Una storia surreale, ambientata in Corea ma la cui tematica è universale ovvero quella storia poteva essere ambientata ovunque e il tema di fondo non sarebbe cambiato: esistono nel mondo due società che convivono e di base si ignorano.

Da una parte i ricchi, alienati da problemi futili, viziati, con vite perfette dove col danaro tutto è possibile. Dall’altra i poveri, i cui problemi quotidiani sono concreti e ci si arrangia cercando di andare avanti. Due mondi inconciliabili dove i secondi sono inevitabilmente portati a pensare che sarebbe bello prendere il posto dei primi. Non necessariamente però se ciò accade il risultato è quello sperato.

Il secondo film dove anche qui vi è un pretesto sociale per lo sviluppo della trama è Windfall. Ecco, anche qui come in Parasite vi è una location che in qualche modo è protagonista ovvero una ricca villa dove quello che solo all’apparenza è un ladro viene sorpreso dai suoi proprietari. Il finale è decisamente inaspettato: ok, forse rispetto al precedente film è più lento ma secondo me merita di essere visto anche lui.

Il prossimo è un film di cui si è parlato tanto e che probabilmente non mi troverà d’accordo con la maggior parte delle persone che lo hanno visto. Infatti lo dico subito: non mi è piaciuto, non mi ha entusiasmato, non mi ha lasciato proprio nulla sebbene vi abbia partecipato un bel cast. Condenso ciò che penso del film con una frase detta proprio nel film: ma tu che cosa hai da dire?

Ecco, sto parlando di È stata la mano di Dio, di recente anche candidato all’Oscar. Ebbene, io cosa volesse dire questo film non l’ho capito. Si, ok, si è cercato di ricordare cosa sia stato Maradona per Napoli ma…e allora? Vero che in quel periodo rappresentò una sorta di riscatto per tutti i napoletani ma, non è che in altre città altri “eroi” calcistici non abbiano fatto altrettanto: probabilmente era anche un periodo storico così, a Roma c’era Falcao, a Udine Zico e così via. Ogni città viveva la propria fantasia e il proprio sogno.

E le vicende di questa famiglia messa sotto l’obiettivo della telecamera per raccontare di Maradona non dicono nulla: sono vicende che migliaia di altre famiglie hanno vissuto e vivono con i figli che crescono e non sempre sono fortunati. Non so, ribadisco che non sono un critico ma a me sto film tanto osannato non ha lasciato nulla. Magari qualcuno mi darà qualche altra chiave di lettura per capirlo meglio ma resta il fatto che non è certo uno di quei film che salverei se dovessi sceglierne qualcuno da portare in un bunker antiatomico!

Un discorso a parte lo faccio sull’ultimo visto: Life. Film di fantascienza. Non parlerò proprio del film che comunque non mi è piaciuto. Certo non lascerà il segno come a suo tempo lo lascio Alien : in entrambi i film il tema era l’incontro con un alieno distruttivo ma quel film lasciò il segno perché seppe dire cose, e tanto per dirne una, in un panorama di eroi maschili ( Rambo, Rocky ecc ecc) seppe proporre una eroina al femminile che per i tempi era inimmaginabile. Per dire…

No, quello che volevo dire prendendo spunto da questo film è: ma perché nelle trame dei film attuali (di fantascienza ma anche di azione/guerra ecc) quando c’è una qualche squadra che deve compiere una qualche missione già dall’inizio si sa che moriranno tutti? Perché deve sempre esserci quello spavaldo, quello nervoso, quello ipocondriaco, quello che non rispetta le regole ecc ecc? Se si parla poi che so di una rapina… immancabilmente qualcuno tradirà. Se sarà una storia di fantascienza o militare alla fine ci sarà sempre una spia o una missione che solo qualcuno conosceva bene e gli altri no.

Ecco, sti film così mi hanno stufato. Visto uno visti tutti. Non lasciano emozioni o suspence. Nulla. Ora, io spesso seguo le notizie degli astronauti sulla ISS, tra poco vi tornerà la nostra Cristoforetti: sono persone estremamente qualificate, razionali, pacate, riflessive: nessuna di queste persone agirebbe come si agisce in questi film dove più che professionisti sembra che a svolgere determinati compiti prendano gente a caso in strada. E su…

Va beh, ne avrei altri di cui parlare ma…mi dimentico dei titoli! Se mi verranno in mente ne parlerò in futuro. E poi già è uscito fuori sto pippone che come al solito leggeranno in pochi e commenteranno ancora in meno! Però io che sono abbastanza contrario alle serie TV ne volevo invece segnalare due molto carine che mi sono piaciute: Carnival Row su cui però avrei anche una perplessità e Love, Death & Robot.

La prima è una serie fantasy la cui tematica è quella della inclusione sociale verso i profughi ed il razzismo che ne deriva: il tutto però trasposto in un mondo dove vi sono gli umani ed i fatati con questi ultimi che, in fuga dalla guerra (degli umani!) vanno ad occupare i più bassi gradini della società venendo schifati da tutti. Unica perplessità è che l’intento è lodevole ma, qui ci sono effettivamente delle razze diverse se non addirittura specie mentre nel mondo reale il razzismo è costruito sulla base di razze diverse inesistenti: la razza umana è una sola.

Detto ciò, ripeto, è una serie fantasy, capisco il messaggio ma forse è un tantino pretestuoso pensare che effettivamente tra specie diverse vi possa essere qualcosa di più che una normale inclusione sociale un po’ come avviene nei mondi di Star Wars o Star Trek. Per farla breve non è che necessariamente un essere umano si debba accoppiare con un cavallo o un coccodrillo!

L’altra serie invece è di animazione. Ci racconta soprattutto del futuro e della tecnologia ma non solo. Ogni episodio, per altro breve è a se stante. Alcuni li ho trovati geniali. Un po’ in stile Black Mirror per chi ama il genere. Sono episodi mai banali, a volte anche ironici, finali che spiazzano e riflessioni che scaturiscono a gogò! Ve la consiglio!

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L’uomo di plastica

Ho letto questa notizia (cliccando leggete l’articolo) :

“Trovate per la prima volta microplastiche nel sangue umano”: lo studio olandese solleva un caso.

e ho fatto alcune riflessioni e considerazioni. La prima è un’autocritica. Sì, perché oggi alla luce di quello che sappiamo è facile fare gli ecologisti ma è molto più difficile capire le nostre scelte passate. Ebbene, il punto è questo: oggi sappiamo che la plastica, nelle sue diverse forme, così com’è è dannosa per l’ambiente e se oggi si legge che microparticelle di esse sono state trovate nel sangue umano già avevamo letto di come essa venga assimilata dagli animali (inclusi quelli di cui ci nutriamo) insieme ad altre sostanze.

Ma prima lo sapevamo? No. Almeno io personalmente no. Alla luce di quello che sapevamo avremmo rifatto la scelta di puntare sulla plastica? Ecco, a questa domanda è difficile rispondere senza essere ipocriti. Perché se da un lato ha permesso a milioni di individui di accedere ad un certo benessere dall’altro lato mi pare ovvio che se n’è fatto un uso esagerato oltre che sconsiderato e basta poi guardarsi intorno per vedere plastica abbandonata ovunque. Ma sinceramente io credo che non mi sarei opposto al suo uso.

Ora il problema è che, se prima non sapevamo che un contenitore di plastica perde nel tempo microparticelle che poi andranno disperse nell’ambiente e ingerite da noi e dagli animali adesso lo sappiamo. Un po’ come per le tubature di piombo dei Romani: le usavano senza sapere che il piombo era tossico. Noi abbiamo sostituito le tubature di piombo con quelle in plastica. E ora?

La plastica è praticamente ovunque: come facciamo? Ecco, questa è una domanda epocale a cui la scienza dovrà fornire le giuste risposte (è comunque dannosa se presente nel sangue? Avrà conseguenze? Ripercussioni? Porterà a nuove malattie?) e fornire eventuali alternative industriali. Sarà possibile gestire tutto ciò a livello planetario? O diventeremo una sorta di nuova specie homo plasticus?

Ecco, di sicuro questa mi sembra una delle tante sfide da dover affrontare insieme come quella energetica e quella sul cambiamento climatico. Ma ce ne sono altre a cominciare dalla pandemia (mica è finita…) passando per la redistribuzione delle risorse ecc ecc. Sono tutte sfide enormi, globali, impossibili da risolvere da soli e che richiederebbero una consapevolezza totale da parte della gente il che si traduce poi in una conseguente classe politica capace di affrontare queste sfide.

E di fronte a tutto ciò invece cosa fa l’attuale classe politica? Ah beh, interessante…visto che dobbiamo salvare l’ambiente e noi stessi riducendo le emissioni prospetta di riaprire le centrali a carbone, quelle nucleari a fissione, investe sull’incremento degli armamenti, bombarda depositi di carburante, produce e alimenta guerre (di cui quella in Ucraina è solo l’ultima arrivata) e soffia sul fuoco dei nazionalismi. Ottimo direi…mi pare che abbiamo tutto sotto controllo…non c’è che dire!

Giusto per ricordarvi dove e come finiscono le armi prodotte…

E niente, proprio non vogliamo capirlo che, viviamo tutti sullo stesso pianeta, che l’aria che respiriamo, l’acqua, gli animali non hanno confini e che siamo solo noi così idioti da credere che chi stia da una parte di una linea immaginaria sia migliore o superiore a quelli che stanno dall’altra parte di quella linea immaginaria! I problemi che abbiamo e che stanno diventando sempre più urgenti e gravi non hanno bisogno di tutto ciò.

Il pianeta è uno. Il confine è uno e coincide con la nostra atmosfera. Quello che serve è cooperazione, pace, consapevolezza del nostro posto nell’universo. Serve investire in ricerca per la vita e non per creare morte. Sembrano concetti così ovvi e banali eppure che cazzo stiamo facendo per cambiare? A me pare che non siano facendo proprio nulla… pandemia, temperature fuori controllo, plastica nell’uomo, ghiacciai in ritirata…ma si giochiamo a fare la guerra…

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Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…

Non lo so se ancora vale questa regola. Un tempo di sicuro si e, almeno certi genitori mettevano una sorta di barriera tra quelle che potevano essere amicizie consentite ed altre no. Ok, non era un mondo perfetto nemmeno allora e un certo bigottismo c’era, non lo nego però dai, quella “regola” tutto sommato impediva di avere brutte frequentazioni. Oggi ciò vale ancora? A livello politico mi sa proprio di no…

Anzi… sembrerebbe proprio il contrario e più hai amicizie imbarazzanti, più ti accompagni a brutta gente e più vieni apprezzato nella convinzione che, i politici debbano essere come noi…non migliori…non degli esempi da seguire e a cui ispirarsi ma proprio come noi che, diciamola tutta…chi non darebbe la mazzetta per quel posto, per fare carriera, per quel favore, per quella multa?

Ed allora preso atto di ciò perché stupirsi se i nostri eroi si accompagnano senza vergogna e senza pentimento alcuno alla peggior feccia esistente? In un mondo ideale tutto ciò non accadrebbe e pseudo politici come i nostri verrebbero immediatamente spazzati via dalla vita politica. Ma non ora. Non qui. Non è certo questo il tempo… Però a memoria d’uomo mi piace ricordarle certe cose…

Dell’Utri, condannato per mafia, Vittorio Mangano, mafioso, pluriomicida, lo stalliere di Arcore
Putin…ora sembra Satana in persona per tutti eppure …ancora fino a pochi mesi fa era l’esempio da seguire, il più democratico del mondo…
Uno che regolarmente veniva ospitato a casa…
E si, quanti amici italiani…quando Poltrone e Divani gongolava…
Quando lui era un esempio ed uno come Gino Strada o le ONG venivano trattati da criminali…
Sempre lui? L’uomo dalle mille giravolte oltre che infime figure di merda? Per un pugno di rubli?
Uno sempre coerente…
E la vispa Teresa? Poteva mancare la regina del pensiero moderno? Colei che è in politica da decenni e che ha votato le peggiori porcate e si presenta candida come Biancaneve in cerca di una matrice?
Ma fossero solo i topi di fogna col braccio teso il suo problema …
Steve Bannon, se non sapelte chi sia e per cosa è stato arrestato beh… allora lasciate perdere e continuate pure a credere alle favole…
A cena con Casa Pound…Belle personcine…
Scusi lei spaccia?
Sempre l’altro fenomeno in evidenza…cercando rinascimenti nel deserto…
Ricordi d’annata…come rendere ridicola una intera nazione…

Ecco, tutte cose vere, nulla di inventato, trovate tutto con qualunque motore di ricerca ed altro ancora perché se cercate altre simpatiche personcine a modo, da Orban a Bolsonaro passando per Le Pen e tanto altro ancora l’enciclopedia è bella piena. E per non farci mancare nulla ricordiamo anche quello che volevano santo e che certo non si vergognò di un certo Pinochet…

Ora…provate a guardare i sondaggi politici odierni e quelli di qualche anno fa: ve la risparmio la fatica… Sono pressoché identici…si qualche fluttuazione…ora è primo uno poi l’altro…ma la minestra è sempre la stessa… Una intera classe politica immobile e immutata da anni, una divisione tra un centro destra e una destra che continua a difendere posizioni di privilegio ad oltranza affossando il paese. Una sinistra scomparsa ridotta a macchietta di se stessa che non arriva neppure al 3%…

Questo è. E continuando a votare questa gente poi vi stupite se tutto va a puttane, se le scuole sono allo sfascio, se gli ospedali chiudono e se per le armi i soldi si trovano sempre? Vi stupite se ciò che accade qui è accaduto anche negli altri paesi e il risultato sono barriere, muri, dazi, sovranismo su chi ce l’ha più lungo ed infine guerre? Vi stupite davvero? Davvero credete di non avere colpe? Beh…io qualche domandina me la farei…

PS mi si potrebbe accusare di essere pro M5S per non aver messo loro personaggi ma…li reputo marginali, politicamente un grande bluff, gente convinta di cambiare il mondo con un monopattino incurante del fatto che i giochi li conducevano altri…che vuoi dire di gente così?

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Priorità e risorse: forse è il caso di cambiarle…

Mi ha appena chiamato mia sorella: le sono entrati i ladri in casa. Ora, a parte che mia sorella non è certo ricca e non dovrebbe rappresentare un obiettivo succulento per dei ladri in cerca di gloria e che alla fine, dopo aver buttato all’aria mezza casa si sono portati via il solo Folletto, forse perché interrotti, lasciando tutti i miei regali (PC, portatile, tablet, HiFi, Nintendo) ho diverse considerazioni da fare.

La prima. Di ordine politico. E sì perché le forze dell’ordine impiegate sul territorio seguono degli obiettivi e delle direttive che partono dal ministero degli interni. Se la direttiva è di contrastare determinate cose probabilmente altre non avranno medesima attenzione poiché, quelle direttive rispondono anche a dei budget.

Quindi alla fine come hanno detto gli agenti a mia sorella sul territorio ci sono solo due volanti, una della polizia e una dei carabinieri a contrastare furti e rapine. Praticamente inutili. Da me però, ogni giorno leggo invece di continui arresti per droga. Per lo più ragazzi o insospettabili professionisti di mezza età beccati con un po’ di polvere.

Bene, mi chiedo: al cittadino comune se l’avvocato si va a comprare mezza Colombia o il gruppo di amici per fare serata si compra qualche grammo di fumo cosa cambia? Per me proprio nulla. Si faranno del male? Ok, cazzi loro. Ma ognuna di queste azioni di per sé non ti sfonda porte, non ti rompe finestre, non ti invade casa, non ti minaccia la tua incolumità. O sbaglio?

Eppure la famosa “emergenza” droga è sempre al primo posto di tutti gli ultimi governi. Il che significa che vengono impiegati sul territorio diverse squadre, telecamere, intercettazioni, appostamenti, pedinamenti, informatori ecc ecc e tutto, badate bene, non per catturare il Pablo Escobar di turno…nooo…per arrestare delle figure ininfluenti che non cambiano di una virgola il fatto che c’è un mercato e chi lo gestisce alza miliardi esentasse.

Ecco, le cose stanno così mentre per i crimini contro le persone o contro le proprietà le risorse a disposizione sono al minimo. Ma a nessuno sembra fregare un cazzo. Non sarà magari il caso di decidere di cambiare le nostre priorità? Non sarà magari il caso di dirottare tutte quelle forze che ogni giorno producono il sequestro di una canna o di qualche bustina senza scalfire minimamente le cose per impiegarle altrove?

Tra l’altro io vivo in un territorio che è scarsamente popolato: persone non del posto saltano subito all’occhio, una attività di controllo e investigativa molto facilmente produrrebbe risultati in brevissimo tempo. Ma se hai solo due volanti che di fatto poi passano il loro tempo a raccogliere denunce e stilare rapporti è difficile che questi prendano qualcuno.

Io fossi in voi, quando prossimamente andrei a votare starei attento alle priorità di chi si candida perché se le priorità sono, droga, immigrati e prostituzione poi non stupitevi se vi entrano in casa o vi rubano l’auto o il nuovo scooter! E ah, non mi fate l’obiezione che quelli sono tossici perché i tossici rubano in modo estemporaneo, non si mettono a fare appostamenti e sopralluoghi per sapere quando non sei in casa.

E non date la colpa agli immigrati perché questa è gente italianissima che sa muoversi sul territorio avendo la tranquillità di passare inosservata. E poi…questi vanno da dei ricettatori e quindi è ovvio che c’è una rete locale. Ce lo vedete un tossico o un immigrato che va in giro a tentare di vendere un folletto senza per altro la confezione? E su…

Altra considerazione invece riguarda sti ladri: come ho detto, mia sorella non è ricca. Mio cognato ha un buono stipendio ma c’è solo quello. Da poco hanno preso una casetta tra altre villette a schiera con un bel mutuo…secolare credo. Hanno una vecchia Peugeot 105 scassata e una Renault Megane non tanto meglio (nemmeno gli alza cristalli vanno perché non riescono a trovare i soldi per ripararli!) e che non siano ricchi si vede.

E niente, guardando sti due che idea si saranno fatti per mettersi a spostare quadri cercando una inesistente cassaforte?? Questi a stento arrivavo a fine mese con quel pur buono stipendio e non è infrequente che a volte mi chiedano un prestito: a me viene solo da pensare che è gente altrettanto disperata che pensa di vincere facile sapendo che, con un piede di porco scassini facilmente la porta e non vai a rischiare nella villa di Briatore.

E allora l’ultima considerazione sociale è : ma davvero non ci vogliamo rendere conto che, se non si redistribuisce verso il basso la ricchezza, se non si creano opportunità di lavoro, se non si rimette mano all’ascensore sociale il rischio è che costantemente poveri lotteranno con altri poveri per la pura sopravvivenza. Davvero volete ancora tollerare questi politici che invece di tassare i ricchi vi stanno di fatto strangolando e questo già succedeva anche senza questa nuova guerra?

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L’amor che move il sol e l’altre stelle…

Da due giorni ero al corrente di questa cosa visto che la produttrice mi aveva chiamato e mi aveva detto: Clà, sabato ci hanno chiesto di far leggere a fine spettacolo una lettera a cui sarebbe poi seguita una richiesta di matrimonio. Vedi un po’ di fare qualcosa: poi ti dico i posti dove staranno seduti. Occhei, e facciamo sta cosa!

E così sono passati due giorni in attesa dei quali è partito il toto scommesse! La poveraccia accetterà? E se non accetta? Miii…che sputtanamento per lui! E tutti a cercare di immaginare la situazione e che tipi fossero sti due! Di sicuro è una cosa inusuale: di solito ai saluti, sipario e tutti corriamo via per andare a cena e considerando che già andiamo tardi questa cosa avrebbe ritardato il tutto ulteriormente.

Va beh, alla fine è andata! Ora dire se sia andata bene o male non lo so nel senso che io di matrimoni che durano ne vedo sempre meno e l’incognita di ritrovarsi a vivere con una persona che solo poi inizierai a conoscere davvero è bella grossa! Certo, da orso asociale refrattario a tutto ciò gli auguro ogni bene.

Poi però penso anche che io non riuscirei mai a fare qualcosa del genere. A parte la mia naturale mancanza di ogni briciolo di romanticismo o quel che è (ve l’ho sempre detto che sono una brutta persona!) si sarebbero comunque sommate una certa dose di timidezza, di ritrosia nel condividere qualcosa che, nel caso, riterrei strettamente personale!

Inoltre ci sarebbe anche quella sorta di timore di ricevere un no e rimanere lì come un fesso cercando il modo di dimenticare il più in fretta possibile una serata che avrei voluto finisse diversamente! Insomma ecco…ste cose non fanno per me! Poi tra l’altro avrei avuto ah anche remore nei confronti della compagna: e se non le piace la sorpresa?

Insomma, probabilmente tra le tante ragioni del perché io sono rimasto single questa è una di quelle: difficilmente una donna potrebbe aspettarsi una sorpresa da me e, del resto, ogni volta che ho fatto qualcosa del genere è intervenuta la legge di Murphy a rovinare tutto oppure la lei di turno aveva altri piani!

E niente, alla fine però come avete visto la lei ha detto sì e il seguito dovrebbe essere un e tutti vissero felici e contenti! Come ho detto glielo auguro. A me però lei è sembrata un po’ fredda che pure io sono più espansivo ed è tutto dire! Insomma…ok il covid ma che cazzo ormai la frittata l’avete fatta e un bel bacio bocca su bocca senza mascherina ve lo potevate anche dare! Mmmm…ok tutta sta sceneggiata però mi auguro che a letto facciano più faville di così perché ahooo… l’amor che move le stelle ok, sì va bene però alla lunga quello sfuma!

E niente, chissà cosa ne pensate voi! Io inizio a pensare che oggi è l’ultima replica e da Firenze è tutto: a seguire si smonta e domani si torna a casa: un paio di giorni di ricarica e via si riparte di nuovo per un trittico che sarà impegnativo e faticoso più del solito.

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On the road again

Bello tornare a vedere le sale piene, bello tornare a lavorare a pieno regime, con tutta la passione che ci contraddistingue, con tutte le bestemmie di chi continuamente risolve problemi ma che poi trova sempre il modo di tornare a sorridere.

Ancora tre repliche e lasciamo anche Torino. Mi piace questa città, un po’ meno il teatro che come la maggior parte dei teatri italiani andrebbero ristrutturati o ricostruiti da zero ma tanto non frega un cazzo a nessuno e lo sappiano. Ieri sono riuscito anche a fare il turista avendo finalmente una mattina libera. Sono anche andato al museo egizio e me ne sono andato a zonzo. Volevo salire anche sulla Mole ma c’era troppa gente ed io odio le file.

Mi è piaciuto ritornare al museo. Ci ero stato tanti anni fa da bambino in una gita scolastica ma devo dire che rispetto ad allora questa è tutta un’altra cosa. C’è stato un ottimo uso della tecnologia per dare molte più informazioni. Inquadri un QR code col cel et voilà sai tutto!

Comunque bella città davvero. Mi piace il suo ordine architettonico, i suoi palazzi del centro e quei lunghi viali. Una delle mie preferite in cui torno sempre volentieri. Altri due giorni ancora e si ritorna a casa per ripartire di nuovo, si ricomincia…on the road again.

Altre foto…

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Ennesima sconfitta

Dovrei esserci abituato. Eppure mi rode. Per tante ragioni. Avrei così tante cose da dire che un semplice blog non basterebbe per analizzare lucidamente tutto. E del resto chi leggerebbe un post del genere, inevitabilmente chilometrico? Viviamo nell’epoca degli slogan e delle frasi ad effetto: riflessioni circostanziate sono fuori moda. Ci rinuncio.

Dicevo della lunga lista di sconfitte, dal federalismo all’abolizione del voto per le province passando per il finanziamento pubblico alla politica e la riduzione dei parlamentari oltre a modifiche costituzionali e legge elettorale. E tanto altro. Un lungo percorso che ha visto sgretolarsi ogni rappresentanza di sinistra.

Sconfitto ripetutamente. Amen. Forse porto sfiga. Non so. Eppure quando parlo con gente simile a me per condizione sociale sembra che tutti diciamo le stesse cose. Tutti che si lamentano degli ospedali, del costo della vita, della mancanza di lavoro, opportunità ecc ecc. Eppure evidentemente tutto ciò non si traduce in forza politica capace di pesare alle urne. Oppure la gente con cui parlo mente. Non sono mai riuscito a capirlo sin dai tempi di una DC che nessuno votava eppure vinceva sempre. Misteri irrisolti.

Una cosa però l’ho capita e dovrebbe essere chiara: chi vota destra o estrema destra non è necessariamente un cretino. Quella spocchia da pseudo intellettuali una certa parte della sinistra dovrebbe togliersela. Chi vota a destra lo fa a ragion veduta. Lo fa perché difende il suo status, lo fa perché si aspetta un condono, di pagare meno, perché si aspetta meno controlli, perché si aspetta di poter assumere a nero o con contratti senza tutele. Lo fanno per essere liberi di fare i propri comodi a scapito della comunità. Insomma hanno le loro ragioni.

Mi chiedo solo come mai chi ha le stesse mie ragioni non abbia una controparte che non si vergogni di dirlo. Una sinistra che negli anni ha inseguito la destra spostandosi progressivamente prima a centro e poi a destra è di fatto sparita. Ed ora una forza che è minoranza nel paese che vince con un 26% di un 46% su una base di votanti del 64% governerà con una maggioranza schiacciante lasciandoci ancora una volta macerie e conti da pagare. Questo mi rode. Poco meno di sette milioni di italiani deciderà del futuro di tutti gli altri.

Bene…ora vorrei semplicemente che tutti gli altri semplicemente tacessero. Diritti sociali, aborto, scuola, sanità, clima e tutti gli altri problemi? Non esistono. Non lamentatevi. Comandano loro e punto. A voi non resterà che pagare il prossimo conto. Tra due/tre anni al massimo ci saranno le prime pugnalate tra loro…avremo l’ennesimo governo tecnico di unità nazionale…e tutto continuerà come sempre in un paese che, senza una sinistra ed una coscienza sociale è semplicemente fottuto e alla mercé di questa minoranza che allegramente tra una festa al Twiga, una sciata a Cortina ed un orgia ad Arcore se ne fotte di chi a fine mese davvero non ci arriva.

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Proposte indecenti

Ultimamente ho letto diverse cose a proposito di un ritorno al nucleare nel nostro paese nonostante ben due referendum e nonostante un bel mucchio di evidenze che ne mettono chiaramente in dubbio la sua utilità. Poco fa leggevo questo articolo che affronta la questione soprattutto dal punto di vista economico. Visto che domani si andrà alle urne e tra alcuni dei maiali che si candideranno vi sono diversi tifosi del nucleare (da fissione) mi sembrava giusto condividerlo sintetizzando anche quei costi in paragone ad altre fonti.

Energia dal nucleare costa 5 volte quella dal fotovoltaico. Ma allora, perché ci ingannano? – Il Caffe

Costi reali per la produzione dell’energia elettrica:

3,7 centesimi di dollaro/kWh per il fotovoltaico,

4,0 centesimi di dollaro/kWh per l’eolico,

11,2 centesimi di dollaro/kWh per il carbone

16,3 centesimi di dollaro/kWh per il nucleare.

Sono dati della banca d’affari americana Lazard…

Ok, se avete letto aggiungo qualche mia osservazione personale. La prima è quella di chi parla da “esperto” essendo magari un fisico o un ingegnere. Ecco, io non sono nulla di tutto ciò ma non lo sono neppure berlusconi, salvini, calenda, renzi e la futura ducetta meloni. Eppure questa gente qua, con la stessa faccia da culo di una Wanna Marchi qualsiasi, finge di esserlo e vi sta ingannando con l’aria solenne di chi recita la parte dello statista preparato.

Bene, come ho detto loro non lo sono ma neppure io anche se sospetto che mentre io una vaga idea della tecnologia della fissione ce l’ho questi neppure quella. Ma questa è una illazione. Parliamo di fatti. E accettiamo pure il parere di esperti (fisici, ingegneri e tecnici) che garantiscono che le loro centrali sono sicurissime ed efficientissime. Tecnicamente parlando non posso smentirli quindi do loro ragione.

Ok, però come abbiamo visto nell’articolo ci sono anche altri punti di vista sulla questione che possiamo valutare dove non occorre essere necessariamente esperti. E questi punti di vista derivano da fatti e non da ilazioni o supposizioni. No, fatti conclamati e incontrovertibili. Come appunto i costi. E vediamoli. (PS questa che segue è una risposta data ad una discussione per altro civile sul tema. Dato che mi ripeterei la copincollo)

Penso che l’umiltà sia una bella cosa e di certo non mi metterei mai a discutere con un fisico nucleare o un ingegnere a proposito di questioni tecniche con uno di loro. E però penso anche che, si può invece prendere in considerazione di analizzare diversi fatti da un punto di vista storico, economico e sociale per arrivare, non tanto ad un ragionamento di pancia quanto invece ad una valutazione d’insieme.

Uno di questi fatti è certamente quello storico e riguarda tutti quei paesi che. costruirono tanti reattori ma contemporaneamente, sfruttando la produzione di plutonio, divennero anche potenze nucleari produttrici di testate. Loro direttamente o i paesi sotto il dominio di queste potenze come ad esempio Germania, Giappone ed Italia. Stesso discorso per il campo avverso.

Tra l’altro, pochi conoscono la storia del piano italiano per dotarsi di armi nucleari. Venne anche progettato e testato un vettore balistico che avrebbe dotato l’incrociatore lanciamissili Vittorio Veneto di queste testate. Insomma, la costruzione delle centrali nucleari aveva in quegli anni anche e soprattutto una spinta militare che ne assorbiva i costi. Non è un caso invece che molti di questi paesi successivamente abbiano iniziato a ridurre o a chiudere diversi impianti.

Non vorrei dilungarmi troppo, ma il tema merita. Parlavo prima dei costi. Le centrali nucleari (a fissione, di questo si parla) hanno costi notevoli che stranamente non vengono mai menzionati dai pasdaran del costruiamo millemila centrali ed abbiamo risolto tutti i nostri problemi! Invece il costo c’è. Costi di progettazione, di realizzazione, di mantenimento e di approvvigionamento. Riguardo quest’ultima voce è un fatto che in Italia così come non abbiamo enormi giacimenti di gas o petrolio o carbone ne abbiamo zero di uranio. E l’uranio costa. E’ un fatto anche questo.

Che un paraculo come salvini voglia far credere agli italiani che avendo una centrale nucleare la bolletta della luce sarà più conveniente è una panzana colossale. Un altro fatto di cui sempre l’esimio fisico di cui sopra insieme al puttaniere di Arcore spacciano per verità è un ipotetico nucleare di quarta generazione che però non esiste! E questo è un fatto. Lo dicono fisici mica io! Esiste l’attuale generazione su cui semmai si sta ragionando o sul fatto di realizzare reattori più piccoli (tipo quelli che sono sulle mega portaerei statunitensi) oppure di passare all’uso di un combustibile diverso dall’uranio come mi pare il Torio. Ma di pronto chiavi in mano non c’è nulla.

Un’altro fatto di questi giorni è che in Francia (che per scarsità di acqua ha metà dei reattori fermi, la compagnia EDF che gestisce le centrali sta venendo nazionalizzata a fronte di enormi perdite economiche. Non è un bello spot per chi continua a citare la Francia come modello. In sintesi: la società privata rischia di fallire e lo Stato francese si accolla debiti e perdite! Ma che bello il capitalismo col culo degli altri!

Un altro fatto riguarda lo stoccaggio delle scorie. Bene, al contrario delle altre nazioni dove siti preposti allo scopo ci sono (non giudico il come) qui non riusciamo neppure ad individuare un sito che possa accogliere i rifiuti radioattivi prodotti dagli ospedali! Figuriamo un sito che dovrà restare per secoli! E questo è forse la questione più facile e meno pericolosa!

Sempre legato alla storia del nostro paese c’è da considerare che, qui, anche per realizzare una semplice strada o ferrovia le difficoltà sono infinite! E non parlo di difficoltà ingegneristiche! No, è proprio il fatto che, tra progettazione, valutazioni, modifiche al progetto, ri valutazioni, ri modifiche, varianti, gare d’appalto, espropri, ricorsi, cambi di governi, campagne elettorali permanenti (oggi A dice si perché B dice no, domani cambieranno le parti e A sarà per il no mentre B per il si!) sempre che nel frattempo si sia individuato un sito…beh…ecco…passano decenni! Dire che vinciamo noi e risolviamo il problema col nucleare è una stronzata perché mentono sapendo di mentire. In Finlandia e sottolineo Finlandia, l’ultima centrale costruita doveva essere pronta nel 2009 ed è stata consegnata nel 2020. Costi triplicati… Ripeto in Finlandia.

Un altro fatto è che, a parte salvini, tutte le più grandi menti della fisica, ingegneri, studiosi e tecnici di tutte le nazioni (stranamente collaborative all’unisono) sono da anni impegnate nella realizzazione/studio di centrali nucleari da fusione e ormai sembra proprio che i risultati siano alla portata nei prossimi due decenni. Ora credo valga la pena di domandarsi se convenga investire danaro per una tecnologia che sta diventando obsoleta, mal vista dalla popolazione ecc ecc quando, nello stesso arco temporale dovrebbe invece arrivare l’altra. Questo non è un fatto ma vale la pena di ragionaci su!

Invece un altro fatto è che, nonostante le centrali a fissione siano sicurissime (e io che non sono nessuno non posso contraddire ingegneri e fisici che ne tessono le lodi!) storicamente ci sono stati tre grossi incidenti a Three Mile Island, a Chernobil e a Fukhuscima. Sarà stata sfortuna. Eppure solo per citare la Francia ne ricordo almeno un’altra mezza dozzina dove sono solo avvenuti degli sversamenti di acqua radioattiva nei fiumi. Incidenti che spesso, specie nel periodo di guerra fredda, venivano tenuti nascosti. Però le centrali a fissione sono sicurissime. Va pure considerato un altro fatto: ben due referendum hanno decretato che quel tipo di centrali non piace. C’è da tenerne conto credo…

Un altro fatto riguarda invece la morfologia del nostro paese che è notoriamente un paese ad elevato rischio idrogeologico. Ora, io non saprò confutare una equazione fatta da uno di questi esperti né potrei contestare ad un ingegnere le caratteristiche del calcestruzzo impiegato però…ecco…siamo di nuovo come al punto sopra: dove la/le costruiamo? Come la convincete la gente? Non so, magari una idea che potrebbe piacervi è quella di fare città di soli immigrati, magari anche di gay e comunisti e percettori di RDC e lì costruirci un impianto! Vuoi vedere che sti ingrati protestano pure?

Infine c’è un’altra considerazione sulla tecnologia in generale. Sebbene i terroristi pro nucleare che strillano al lupo al lupo, spaventando la gente che teme di restare domani senza la corrente per ricaricare lo smartphone, a me pare che si ignorino i progressi tecnologici che invece vanno in direzione dell’ usare meglio l’energia che abbiamo, consumandone meno! E questo non significa che devi spegnere le luci ma che, ad esempio, se dieci anni fa per illuminare una stanza usavi una lampada da 100 Watt oggi fai lo stesso con una da 15 Watt e ti cambia pure i colori! Ho fatto un esempio banale ma oggi tutti i nuovi elettrodomestici consumano molto meno paragonati ad anni fa. E si può fare ancora meglio. Certo, gli asciugacapelli consumano sempre uguali…fate come me…radeteli a zero e il problema è risolto alla radice!

Ecco, scusate per la lunghezza, ma, pur non avendo alcuna competenza specifica sulle centrali nucleari pensavo che il tema valesse la pena di essere affrontato da altre angolazioni e permetterci di poter valutare la questione usando questi argomenti. Insomma, vero che non ci capisco una cippa nemmeno di meccanica ma non per questo qualcuno mi deve dire che auto comprare senza che io ne possa valutare i costi, i benefici, l’estetica e la comodità. Vero è che c’è chi si comprò la Duna però…anche senza essere un ingegnere meccanico credo che chiunque potesse dire che era una macchina obbrobiosa senza paura di essere smentito!

https://ilcaffe.tv/articolo/183391/energia-dal-nucleare-costa-5-volte-quella-dal-fotovoltaico-ma-allora-perche-ci-ingannano

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Di regine, Putin, elezioni e si ride per non piangere

E niente, 1977, tratto da Animals, Pigs (three different ones) sempre più attuale e sovrapponibile ad ogni latitudine ed epoca fotografa perfettamente il potere, il suo rapporto con le masse che lo giustificano seppur subendolo (tanto da glorificarne monarche scomparse) e chi, emanazione del potere lo protegge accontentandosi delle briciole. Maiali, cani e pecore, mentre i primi godono i secondi controllano i terzi affinché nulla cambi.

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La verità è che…

La verità è che la maggior parte della gente su questo pianeta ( e l’Italia non fa certo eccezione) della libertà, del vivere in uno stato civile, laico e moderno non sa che farsene. La verità è che starebbero benissimo a tirar blocchi di granito per la piramide di qualche faraone. La verità è che buona parte di questa gente ama essere comandata a frustate da chi li sfrutta. La verità è che le dittature piacciono.

Il Cile boccia la nuova Costituzione, resta in vigore quella di Pinochet

https://www.repubblica.it/esteri/2022/09/05/news/il_cile_boccia_la_nuova_costituzione_resta_in_vigore_quella_di_pinochet_il_paese_a_rischio_caos-364238706/

E ora c’è ancora qualcuno che si stupisce se tra poco l’estrema destra tornerà al potere anche da noi?

La verità è che ci vorrebbero due pianeti, uno fatto per questo 60/70% di persone soggiogate e felici al potere. Ed un’altro pianeta per il resto che sogna semplicemente di vivere in un mondo migliore, diverso, pacifico, ugualitari, fatto di diritti, un mondo dove non vi sono discriminazioni di nessun tipo, dove le religioni non esistono se non come fatto privato, un mondo dove si investe per il futuro ed il bene di tutti e non di pochi.

La verità purtroppo è che un’altro pianeta non esiste. Abbiano solo questo dove la maggioranza se ne frega di tutto e tutti e a noi minoranza non resta altro che prendere atto che tristemente non cambierà mai nulla.

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