Il peso delle parole

Tempo fa parlando con un amica ci siamo ritrovati a discutere di un argomento all’apparenza frivolo, ma che a mio avviso denota molte riflessioni di tipo sociologico.

Si parlava di parolacce ed in particolare,sono rimasto abbastanza colpito,quando ad un certo punto,a proposito di una di queste parole,ho notato un fortissimo imbarazzo,tanto che quasi aveva vergogna a scriverla.

Ora la prima riflessione che mi viene in mente è come la maggior parte delle cosiddette parolacce siano attinenti alla natura sessuale; già questa cosa è un segnale chiaro di come nella società il sesso e tutto ciò che ne è collegato, assuma un significato quasi negativo, praticamente confinante e confluente,in un ambito di “peccato”!!

Ho sempre pensato che le parole avessero una certa “neutralità” di fondo, che fossero cioè solo degli strumenti e che come tali non fossero in se  da considerarsi come brutte, cattive o buone.

Un coltello per la sua natura è uno strumento: usandolo per tagliarci il pane o la carne è un utensile che nelle mani di chi l’adopera è buono ed utile.

Ma lo stesso arnese se usato per tagliare una gola ed uccidere diventa un arma. Che si fa: si ritirano tutti i coltelli in circolazione perché qualcuno li usa come arma?

Allo stesso modo allora, credo che le parole assumono un tono volgare e negativo a seconda di chi e come le usa.

Resta però il fatto a mio avviso molto ridicolo che per descrivere ciò che di più bello esiste al mondo, per descrivere i nostri organi genitali e tutte le funzioni ad essi collegate, ci si ritrovi ad usare una miriade di parole.

Parole diverse per regione, nazione e tutte più o meno colorite, più o meno descrittive, più o meno simpatiche e tutto ciò però lo si faccia sempre con un senso di “quasi vergogna”,del si fa ma non si dice…come se tutto ciò indicasse davvero un comportamento riprovevole di cui si debba provare vergogna.

Allora mi sono anche chiesto come mai se per una cosa bella ci ritroviamo ad arrossire, a sussurrare o a far finta che noi non siamo li quando qualcuno dice una di queste parole…come mai invece per uno degli atti più osceni e riprovevoli che un uomo possa commettere come l’omicidio, non ci sia quello stesso atteggiamento di vergogna.

Nessuno trova le parole usate per descrivere azioni riprovevoli come uccidere, stuprare o rubare come volgari. Nessuno sussurra parole come ha ucciso, ha rubato, che definiscono comportamenti davvero orrendi e riprovevoli eppure esse non sono parolacce.

Quindi mi pare evidente che il linguaggio nostro sia influenzato da qualcosa che in un certo qual modo considera il sesso ed i piaceri ad essi connessi come un peccato…addirittura mortale…mentre l’omicidio per esempio lo condanna a parole…

Ma poi, con quattro ave maria e un padrenostro…suvvia figliolo vieniti pure a prendere l’ostiuccia in chiesa …ma se hai divorziato…se sei “contro natura”…beh…allora non c’è nessun perdono possibile.

Ecco perché secondo questa morale ci ritroviamo corrotti, ladri, assassini e mafiosi sempre in prima fila contro il peccato e vedrete come staranno tutti contenti a manifestare contro i dico prima, il gender adesso e così via!!

Ma comunque non c’è poi tanto da stupirsi visto che sin dalla Bibbia si insegna che padri “devoti” sacrificavano il loro figliolo al signore, che esistono uomini eletti da salvare ed altri più sfigati da poter uccidere: mentre il popolo di Mosè commetteva omicidi a catena, sin da Caino, chi veniva condannato …se non il povero abitante di Sodoma e Gomorra?

La morte è sempre stata considerata sin dal vecchio testamento come una necessaria purificazione(diluvio universale) e fino ad arrivare al povero Battista che perde la testa ed il povero Gesù che finisce crocefisso, la morte continua ad essere l’unico filo conduttore per giungere alla salvezza.

Invece il sesso è sempre stato visto come la causa di tutti i nostri mali tanto più che dal punto di vista teologico si arriva ad inventare l’inseminazione artificiale da parte dello spirito santo per preservare Maria da certe nefandezze.

E come non plus ultra tutti abbiamo sulla testa la spada di Damocle di questi 4 cavalieri dell’apocalisse che finalmente faranno giustizia separando noi immondi peccatori di sesso dal resto dell’umanità pia e destinata al paradiso.

Spero di non offendere nessuno,ma credo che grosso modo le cose stiano proprio così e noi ancora oggi,anno 2007 abbiamo certi argomenti che sono tabù…

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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36 risposte a Il peso delle parole

  1. pattykor122 ha detto:

    T’invito nella lettura del” Cantico dei cantici” antico testamento , ultimi scritti in canone della Bibbia… Vedrai che l’amore e l’atto sessuale é amato da Dio, non vietato o demonizzato! Poi mi dici… Tu hai scritto questo post bellissimo a parer mio, ma ti sei astenuto dal dire la parola incriminata …dilla!

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  2. Demonio ha detto:

    Non so che è successo…si è incasinato tutto 😕

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