L’ovetto, quando ancora si rammendavano i calzini!


Ancora rido per il racconto che una mia amica mi ha fatto stamattina.Ed immaginavo la sua espressione! Era in un negozio di casalinghi e cercava uno di quegli oggetti che, mi rendo conto, probabilmente i giovani nemmeno conoscono e che forse solo le generazioni dai quaranta in su conoscono ed hanno usato ovvero quell’ovetto che si usava infilare nei calzini per rammentare il famoso buco!

Ed in effetti la commessa le dice: no, i calzini non li rammenta più nessuno!A meno che…non serve per altro!
E guardandola negli occhi, come solo certe commesse sanno fare le dice: dovresti provare le palline da ping pong…le trovi nei negozi sportivi!

E subito mi è tornata in mente la scena del musicall tratto dal film Priscilla in cui Chintia a mo di caricatore inserisce le palline nel suo “cannone” personale per poi “spararle” sugli avventori del locale di Broken Hill!Ed ho immaginato che evidentemente la commessa era una fans del musicall o del film ed aveva copiato la scena consigliando alla mia amica di fare altrettanto!

Ora, al di la di tutta la comicità della situazione in cui si è trovata la mia amica rimane comunque una riflessione seria su come sia profondamente cambiata la nostra società dove ormai tutto è usa e getta. Nulla è fatto per durare nel tempo.Una volta si riparava tutto, dai calzini alle sedie piuttosto che i vestiti. Le cose avevano un valore ed averle significava anche essersele conquistate.
Guardavo un programma su LaEffe l’altro giorno(mi sa che solo io guardo questi canali!)in cu per contro si parlava di Shanghai(città davvero affascinante in cui mi piacerebbe andare un giorno) dove invece ancora si ripara di tutto, addirittura per strada!Vi sono interi quartieri di riparazioni all’istante!

Qui invece siamo entrati in un era in cui tutto è effimero.Le apparecchiature elettroniche seguono il ciclo dell’ obsolescenza programmata(in Francia hanno proposto di renderla reato e non sarebbe male!),le auto passano con la scusa dell’inquinamento da un euro x ad un euro y per costringere gli utenti ad aver sempre nuovi modelli e i vestiti se non sono all’ultima moda finiscono nel dimenticatoio. A un euro trovi calzini scadenti che semplicemente butterai…ripararli?Non conviene. Salvo poi riflettere sulla convenienza di questo modello di sviluppo e di vita in cui, ormai non resta che buttare anche l’uomo, magari sostituito da futuri androidi che non devono essere pagati, che non chiederanno ferie , non si ammaleranno, a cui non servirà l’articolo 18, non sciopereranno mai e lavoreranno 24 ore al giorno!

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Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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