Picchieresti una donna?

Ecco una domanda che spesso ho ascoltato fare.Qualche volta anche io mi sono ritrovato in discussioni da bar con amici e questo argomento è stato posto come la più classica delle domande retoriche perché, parliamoci chiaro,chi è che risponderebbe di si?Eppure la domanda è mal posta. Fatta così è, per usare una delle parole che va di moda oggi, indubbiamente sessista perché sottindende che se picchi una donna in quanto donna allora ti metti su un piano di superiorità per cui essendo la vittima di sesso femminile non puoi picchiarla in quanto faresti del male a qualcuno considerato inferiore.Quindi, poiché ti ritieni superiore dici…nooo…io non picchierei mai una donna!

Beh, il ragionamento è appunto ipocrita in partenza. La domanda corretta dovrebbe essere se picchieresti qualcuno e la risposta corretta scevra da ipocrisie è: no, non picchierei nessuno a meno che questi inizi a picchiare me nel qual caso non porgerei affatto l’altra guancia ma mi difenderei. Ecco,io ragiono così.Sono una persona pacifica e credo nel rispetto e nell’uguaglianza.Non voglio imporre le mie idee a nessuno con la forza.Non sono attratto dalla sopraffazione dei più deboli ed anzi spesso sono io stesso un debole che insieme ad altri in questi anni è stato sopraffatto e reso costantemente sempre più debole. E’ il risultato è che sempre più spesso ci si fa la guerra tra poveri ovvero tra deboli.

Compito dello Stato ovvero di un potere che sia per volontà e interesse di tutti noi sarebbe appunto quello di tutelare il più debole sempre e comunque.Ma questo non avviene più se non quando il debole di turno torna comodo a qualcuno per nascondere qualche altro fine. Spesso ultimamente attraverso i media alcuni deboli fanno più notizie di altri.Il femminicidio è trattato come se fosse il problema mentre si finge di non vedere che è solo parte di una complessità di problemi.Spero di non venir frainteso.Non giustifico nessuno.Quel che voglio dire è che per quanto mi riguarda non faccio differenza se la vittima è donna. Per me una vittima è vittima.

Che sia donna o uomo, che sia italiana o straniera, che sia di colore o che sia minore non fa alcuna differenza. Non fa alcuna differenza se il carnefice è donna o uomo,italiano o straniero, bianco o non,adulto o minorenne. La vittima la considero sempre e comunque vittima ed il carnefice sempre e comunque carnefice. Senza i se e senza i ma di chi, spesso solo perché entra in un meccanismo politico o mediatico vuole cavalcare determinate vicende umane prendendosela di volta in volta con l’uomo o con lo straniero o con le gang di minori solo perché in quel momento torna utile a qualcuno che sia così.Magari per distogliere lo sguardo da altro.E si usano le notizie cicliche.Delle discoteche,dei cassonetti,degli sbarchi,delle rapine…

Questo per dire che, poi, ogni caso deve essere esaminato a parte. In uno Stato giuridico sono i processi ad entrare nel merito delle questioni.Ma essi possono anche sbagliare e questo dovrebbe sempre essere chiaro.Per cui bisognerebbe innanzi tutto finirla di parlare di sessismo e femminicidio ed iniziare a parlare di diritti mancati e di Stato che spesso non funziona correggendo i malfunzionamenti. Probabilmente in uno Stato che funziona se una potenziale vittima è debole e chiede garanzie le ottiene.Ma se qui si fa, per dire la prima che mi viene, ostruzione per ostacolare il divorzio breve o se una denuncia un convivente perché violento e quello viene messo agli arresti domiciliari insieme alla vittima di che stiamo a parlare?

E perché vogliamo abbassarci a catalogare sempre e comunque le cose anche quando seguono logiche all’apparenza diverse. Esempio provocatorio.Sto con una, si litiga(succede…siamo umani purtroppo)e lei che all’apparenza è debole insulta e ti lancia contro qualcosa,prende un coltello e cerca di accoltellarti,ti difendi e nella lotta finisce che ci resta secca. In questa dinamica si tratterebbe di difesa personale ma per come stanno oggi le cose finirebbe che darebbero la notizia catalogandola come l’ennesimo femminicidio compiuto dall’ennesimo mostro.Senza entrare nel merito ed esaminare i fatti.Ecco, è questa la logica a cui vorrei sfuggire.Bisognerebbe imparare a guardare le cose in un altro modo.

Ad esempio, ieri un fatto di cronaca mi ha colpito.Madre di una ragazza di 23 anni che ha una relazione con un uomo di 49 che insegna al conservatorio fa irruzione nella scuola perché non approva la relazione e spara all’uomo. Silenzio mediatico. Fosse stato il contrario sarebbe stato diverso.Eppure in questo caso la vittima non fa notizia. E non la fa nemmeno la ragazza che è vittima essa stessa del “possesso” materno che pretende di decidere per lei cosa sia meglio e cosa no. Altro caso, donna che occupa una casa viene sgombrata con la forza.Piccolo particolare era incinta e perde il bambino. Non fa notizia. Orde di femministe il giorno prima erano indignate per una camicia ma in questo caso mute. Perché?

Ovvio, perché in questo momento serve dare un immagine decisionista di un governo che decide e fa e che “ripulisce” dal disordine creato da chi genera problemi.Fa nulla se quel problema è creato da chi non l’ha saputo risolvere prima, fa nulla se sei stato costretto a vivere come un reietto.Fa nulla se vieni picchiato da quello stesso stato che dovrebbe tutelarti. Ecco, questi sono i meccanismi di chi ad arte gestisce l’informazione ed ad arte usa le vittime a proprio piacimento.In questo momento se sei straniero, derelitto non frega un cazzo a nessuno perché hanno deciso che quello è il problema quindi se sei in quel contesto e sei donna e vieni picchiata dallo stato pochi dicono qualcosa e al massimo sono un fastidio.

Altro caso quello della infermiera che ha pare ucciso diversi pazienti e che ci si faceva anche le foto. Molte vittime sono state donne. Se fosse stato maschio il carnefice si sarebbe di nuovo parlato di femminicidio.Ma è una donna quindi che le sue vittime siano anche donne è un dettaglio secondario e non primario.Ancora una volta a seconda dei casi ci si dimentica del fatto che da una parte c’è stato un carnefice e dall’altra delle vittime che erano semplicemente deboli ed indifese. E’ questo che bisognerebbe guardare e come Stato combattere. Bisognerebbe difendere sempre il più debole sempre e comunque e per farlo bisogna smetterla di prestarci sempre a quelle ondate mediatiche che ci vogliono divisi.E’ solo l’unione tra deboli che li rende forti e questa unione è stata frantumata.

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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