Nudi e crudi

L’altro giorno non avendo connessione mi son messo a far un pò di zapping televisivo quando ad un certo punto mi sono imbattuto in questo programma che appartiene al filone dei reality.

Ma questo se non altro è diverso e mi ha dato modo di riflettere molto sulla complessità della nostra società che è arrivata ad un punto di non ritorno, oltrepassando quella linea di demarcazione che, divide una civiltà legata alla terra su cui vive ed una totalmente slegata da quel contesto che, basa la sua esistenza sulla complessità tecnologica.

Il guaio è che questa complessità, nessuno se non pochissimi, sa come funziona. Ad esempio, tutti sanno usare un moderno smartphone giusto?

Ok, lo smartphone è un prodotto tecnologico complesso che, anche se è di uso comune, per la sua realizzazione ha bisogno di un processo produttivo complesso per cui occorre che qualcuno lo progetti innanzitutto!

Ma poi occorre realizzare le componenti.I chip ,lo schermo, la batteria, l’antenna, il microfono, la telecamera ecc ecc.

Ognuna di queste componenti per essere realizzata ha bisogno a sua volta di qualcuno che le progetti, che le realizzi partendo da altre componenti. E quelle componenti a loro volta necessitano di processi di estrazione, lavorazione specifici di cui ogni settore ha degli esperti che, se devono realizzare il chip di memoria sanno tutto su quello ma non come si realizza la batteria o lo schermo.

Ogni settore è confinato e specifico ed a sua volta fa capo ad altri settori. In parole povere tutti sanno che un chip lo fai dal silicio cioè dalla sabbia ma quale sabbia si usa? Come la si usa? Cosa ti serve per far diventare del silicio o del nichel o qualsiasi altro elemento della terra un qualcosa che alla fine di tanti processi produttivi porta ad un prodotto finito?

Quindi in concreto ognuno di noi usa oggi oggetti di cui nessuno conosce il come si fa. Nessuno oggi potrebbe riprodurre nulla partendo da zero.

Una società semplice invece ha quelle capacità o se non altro sono molto più diffuse ed alla portata di tutti.

Dove voglio arrivare? Semplice! Nel programma si prendono due persone, un uomo ed una donna e, li si mette completamente nudi in un ambiente isolato, incontaminato e, li si lascia a sopravvivere nella natura selvaggia per 21 giorni.

Ok…pensateci. Tu sei nudo come un verme e già camminare scalzo tra pietre,rami ecc ecc inizia ad essere un problema per chi ha i suoi calzini, le comode scarpe e cammina tutti i giorni su superfici lisce. Provaci ad andare scalzo in un bosco!

Ma poi, sei comunque nudo, metti che come in questi giorni arrivi un freddo boja che ti porta la temperatura a 5-6 gradi(e sono buono!) te che già sei vestito apri l’armadio e tiri fuori la felpa! E’ li, bella e pronta e te la metti.

La notte ti infili a letto e ti rimetti una coperta in più! Anche la coperta è li, bella e pronta, come il letto e la casa in cui vivi che ha porte e finestre e rispetto a fuori è comunque più calda.

Fallo in mezzo al nulla! Te sei nudo, arriva sto freddo e tu che ti metti?

Poniamo che riesci a resistere al freddo. Li giustamente mettono un uomo ed una donna…ok…scopate tutto il tempo perchè voi siete meglio di Rocco e Moana! E riuscite a riscaldavi. Bravi!

Ma poi? Come vi nutrite? Come reintegrate le calorie che avete consumato per scopare e scaldarvi ? Non avete un supermercato! Non c’è il frigo e la dispensa! Dovete trovarvi del cibo! Pescare, cacciare o raccogliere vermi!

E trovare dell’acqua. Sperando che sia una sorgente tipo ruscello di montagna perchè se non è così c’è il rischio concreto di bere dell’acqua che avrà batteri che vi porteranno malattie ed infezioni!

Ma anche pescare non è facile. E cacciare poi! Con cosa? Con le mani nude? Dovreste costruirvi delle armi, degli utensili da usare per poter nell’ordine cacciare o pescare quindi pulire,tagliare e…cucinare!

E serve quindi saper accendere un fuoco. Fatelo senza accendino! Bisogna raccogliere legna e tutte queste attività comunque comportano altro dispendio di energie che se non reintegrate con cibo e acqua portano all’indebolimento. Non è affatto facile.

Poi dovete tener conto che non site animali e per la sopravvivenza dovrete anche proteggervi dagli elementi naturali e dagli animali. Vi serve un riparo, una capanna. Non avete ne Ikea ne Brico, non avete seghe, asce, chiodi e nemmeno corde. Non avete un cazzo tranne la natura.

Ecco dove voglio arrivare. L’uomo di oggi nudo e crudo in mezzo alla natura non se la saprebbe cavare. Altro che 21 giorni! Il 99% dell’umanità che vive in una società complessa non durerebbe una settimana.

Invece sono certo che chi appartiene ad una società semplice, di tipo rurale o pastorizia avrebbe molte più probabilità di cavarsela rispetto a noi.

Chi viene dalla campagna saprebbe cacciare e con quel che caccia saprebbe ricavarci cibo ma anche un vestiario sommario e per esempio, metti che ti vuoi costruire un arco sapresti ricavarne i tendini come facevano nell’antichità prima che, un piccolo grado di complessità portasse qualcuno a raccogliere il lino e quindi filarlo per ricavare una corda.

Inoltre chi appartiene ad una società semplice conoscerebbe o saprebbe meglio riconoscere piante, bacche e radici commestibili senza rischiare avvelenamenti.

Alla fine il succo del discorso è che, la nostra società complessa è ormai del tutto scollegata dal pianeta e nemmeno ne comprende più la logica naturale. Avvenisse un qualcosa di irrimediabile la maggior parte dell’umanità non riuscirebbe a far altro che un selfie prima che muoia il cellulare.

Nel frattempo però, questa complessità ci ha resi ciechi e il modello sociale che è determinato dalla ricerca smodata del profitto di pochi sta lentamente uccidendo il pianeta e tutto quel che la maggior parte della gente sa fare è di inveire con chi fugge da quella miseria che le nostre società complesse hanno contribuito a creare.

Un giorno tornerà la glaciazione e la vecchia opulenta Europa finirà sotto i ghiacciai costringendo i popoli futuri ad emigrare verso l’Africa cercando condizioni di vita migliori. Ecco, li vorrei esserci quando i pro pro pro nipoti di Salvini verranno ricacciati in mare e qualcuno gli dirà: vaffanculo…arrangiati!

Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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16 risposte a Nudi e crudi

  1. May ha detto:

    Anche io conosco quella trasmissione e la penso esattamente come te!

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  2. Demonio ha detto:

    Chissà se il futuro dell’umanità continuerà ad essere slegato dal pianeta su cui vive o ci sarà un cambio!

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  3. alessialia ha detto:

    uh mamma mia! che anzia! porelli!
    …ma io non sopravvivo neanche davanti ad uno smartphone! haha!!!
    nudo come un verme… gran bella definizione! certo è che non parteciperei mai!

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  4. alessialia ha detto:

    …ansia!

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  5. Demonio ha detto:

    beh nemmeno io!Ma non per il fatto di essere nudo quanto per la consapevolezza che non riuscirei a sopravvivere!

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  6. alessialia ha detto:

    …manco io!

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  7. Demonio ha detto:

    poveri noi!

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  11. Gravantes ha detto:

    Ho visto anch’io quel reality, e sul momento mi lascio prendere, poi mi rendo conto che cé un cameraman e quanto sia vero, non lo so. Però sono d’accordo su ciò che dici e mi viene da pensare una cosa: se un giorno il sole, dovesse provocare una tempesta magnetica tale da mettere fuori uso tutta la nostra tecnologia smart, cosa succederebbe?

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  12. Demonio ha detto:

    Eheheh succederebbe che la civiltà come la conosciamo finirebbe e io stimo che solo una piccola percentuale della civiltà occidentale o dei paesi sviluppati sopravvivrebbe a lungo andare. Da noi sicuramente i contadini e tutti quelli legati ancora alla terra. Ma per le città la vedo dura…

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  13. Gravantes ha detto:

    Già!! ogni tanto mi chiedo quale possa essere il nostro punto di arrivo come civiltà. A parte la tecnologia, mi sembra che umanamente, ignoranza e strafottenza nel mondo, siano aumentati.

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  14. Demonio ha detto:

    Quello senza dubbio! Ma poi il guaio della nostra attuale civiltà è l’estrema complessità che richiede una specializzazione tale che per tante cose di uso quotidiano nessuno sa ne come son fatte ne come eventualmente ripararle…figuriamoci ricostruirle. Tutto è praticamente usa e getta. Un tempo molte cose erano riparabili e spesso alla portata di tutti mentre oggi non più quindi in una ipotetica fase di sopravvivenza, se certi lavori e certe fabbriche ipertecnologiche si fermassero nel giro di una generazione nessuno saprebbe rimetterci mano. Asimov, nel ciclo della fondazione trattò la cosa ed immaginò pochi eruditi che erano visti da tutti gli altri come se fossero degli stregoni capaci di magie che è un po’ quello che penso io se porto la macchina dal meccanico!😄

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  15. Gravantes ha detto:

    Hai ragione, in quanto ad Asimov ne ho letti, ma on il ciclo della fondazione. Come ti è sembrato?

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  16. Demonio ha detto:

    Fantastico! Però per chiudere tutta la quadra sarebbe giusto leggersi prima il ciclo dei robot, poi quello dell’impero ed infine quello della fondazione perché leggendo l’ultimo, fondazione e terra si dà tutto un senso al resto. Comunque il ciclo in sé è basato su una idea: c’è un impero in decadenza e se lasciato a se stesso prima che torni l’ordine passeranno migliaia di anni. A questo punto uno “scienziato” si chiede come diminuire questo periodo di caos e barbarie ed inventa la psicostoria ovvero una predizione precisa sul futuro partendo da variabili note e affida il lavoro a due fondazioni, una nota che si occuperà di preservare il sapere scientifico e tecnologico e una misteriosa di cui non si conosce nulla, nemmeno l’ubicazione! Tutto molto “reale” pensando alla disgregazione di tanti imperi, a partire da quello Romano. Tutto molto bssato sulla psicologia, la sociologia e i componenti sociali. Niente alieni o battaglie epiche alla starwars. Io però avessi avuto soldi avrei portato tutto al cinema! 😅

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