L’Isis, l’informazione e la percezione della massa

index Non c’è amico o collega o parente che, in questo momento, parlando del più e del meno non tiri fuori il discorso dell’Isis, del terrorismo e del fatto che siamo in guerra.

Tranne rare eccezioni questa è l’opinione diffusa. Questo è quel che la nostra informazione ci dice.

E tutti hanno certezze. Poi si vedono programmi altrettanto terroristici che mostrano eventi eclatanti e per contro si intervista l’uomo della strada che già incazzato di suo te lo mettono a parlare con qualche musulmano che vive in italia ed il gioco è fatto: vattene…non ti vogliamo…siete degli assassini…e se quel poveraccio prova a dire qualcosa la folla inferocita lo insulta e gli intima di andarsene via.

Visto e sentito facendo zapping qualche giorno fa su un programma in prima serata.

Non c’è scampo…i media hanno dato alla gente le loro certezze, il loro nemico. E nessuno ha il minimo dubbio che sia così.

images

Io invece sulla gestione mediatica dell’informazione, più che dubbi, ho la certezza sul fatto che il maggior numero di vittime ad opera dei criminali dell’isis siano cittadini islamici.

Migliaia di cittadini di religione musulmana ammazzati trucidati, città rase al suolo, bambini trucidati, donne schiavizzate, ma tutto ciò sembra non esistere.

Quel che appare è che tutto l’Islam è in guerra contro l’occidente. Manco fossimo ai tempi delle crociate.

Esistono tanti milioni di islamici pacifici e moderati, lessi un bellissimo articolo ad esempio sulle donne tuareg ma anche altre realtà mostrano esempi di tolleranza e progresso civile. Nulla…costoro all’occhio della nostra informazione non esistono.

Si considerano dei delinquenti (questa gente non ha nulla di religioso, non sono nemmeno fanatici, non possono essere paragonati ai Pasdaran di Khomeini tanto per capirci) alla stregua di tutto un mondo islamico che è variegato e che, spesso è solo una estrema povertà ed ignoranza che li rende estremamente diversi da noi.

La dove invece si sono create condizioni di vita migliori c’è ed è in corso un progresso di emancipazione culturale. Sono centinaia di milioni di persone mentre i delinquenti dell’Isis sono poche migliaia. Queste cose vanno spiegate.

Penso siano queste realtà a dover  essere incoraggiate. E protette, non derise e cacciate, specie se in fuga proprio da quei delinquenti.

Eppure la nostra disinformazione si guarda bene dal fare ciò quasi che volesse per forza farci odiare un nemico. E noi abbocchiamo…dimenticandoci così che,  noi, loro abbiamo tutti un nemico comune che è questa finanza che tutto può e che nessuno ferma.

L’isis fa solo comodo a quel potere. Fin tanto che è utile viene lasciato fare, quando non lo sarà più verrà spazzato via in un batter di ciglia. Come Al Quaeda, come tutti i nostri vecchi dittatori amici da Saddam a Gheddafi.

Il resto è tutto fumo e propaganda. Sarà bene che cominciate a capirlo prima di ritrovarvi davvero in una guerra che non è la nostra guerra.

tv

Annunci

Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
Questa voce è stata pubblicata in blog, Blog su politica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a L’Isis, l’informazione e la percezione della massa

  1. Pingback: Vecchi post | Blog di Demonio

  2. Mariantonietta ha detto:

    Che non è la nostra guerra l’ho sempre pensato anch’io. E poi la religione non c’entra, è solo roba di pecunia.

    Mi piace

  3. pattykor122 ha detto:

    Si sa che il pregiudizio nasce proprio dalla cattiva informazione. Quella che ci propinano con i mass media è solo un’attenta disinformazione, spaventarci ,impaurirci creare il nemico. Per i loro tornaconto!

    Mi piace

    • Demonio ha detto:

      Esatto. Ultimamente ho fatto caso a una cosa. Nei tg ogni servizio che riguarda gli sbarchi o i naufragi parla di migranti. Bene, l’uso di questa parola è non solo sbagliata perché non si tratta di migranti che sono un altra cosa ma di profughi e in minima parte di richiedenti asilo.Ma è errato usarla perché il termine evoca invasione e da modo ai populisti di far credere che vengono a fregare il posto di lavoro. Invece quella è gente che fugge dalla guerra per disperazione. Il migrante arriva con permesso di soggiorno, in aereo o nave ed è completamente un altra cosa.

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...