Quale morale?

Leggevo ieri un blog che ho trovato assolutamente condivisibile e di cui cito in particolare l’ultima frase:

“Una persona può scoparsi 99 partner diversi e dire di no al centesimo. Se il centesimo le mette le mani addosso allora è stupro. #nessunascusa.” cit. blog di agatagrop su wordpress

Dovrebbe essere una cosa del tutto naturale ed ovvia eppure spesso non lo è perché in molti casi quella che interviene è una pseudo morale che, di fatto, appellandosi ad una presunta “normalità” che verrebbe meno, tende a giustificare il crimine e condannare la vittima.

Il se l’è cercata…vestiva in modo succinto…aveva una condotta di vita libertina…ha denunciato una violenza ma dieci minuti prima aveva partecipato ad una gang bang…girava film porno…fa la puttana…era ubriaca ecc ecc sono tutte condanne pseudo morali che in qualche modo giustificano sempre e comunque l’aggressore a discapito della vittima.

Il fatto in se, l’essere comunque parte lesa passa in secondo piano per lasciare il posto all’ipocrisia di una società che distorce il concetto di moralità per giustificare ciò che invece è veramente immorale.

E’ come se uno si mettesse con una valigetta piena di soldi in piazza e desse ai passanti una parte di essi ed alla fine si tenesse una somma per se stesso. Arriva uno , lo picchia,minaccia e gli ruba quella somma e per giustificare il suo gesto dicesse: e ma fino a un minuto prima gli altri soldi li stava regalando!

Che cazzo di ragionamento sarebbe? Come nel testo citato se una donna vuole divertirsi ha il diritto di farlo ma ciò non significa che non abbia anche il diritto di dire no. Non è che perchè lascio la finestra aperta sei giustificato a passarci attraverso…

L’ha data a 99 prima di te? E allora? Il fatto che tu centesimo non ottenga nulla non ti pone in diritto di pretendere di violare la libertà di un altra persona. Fattene una ragione. Magari non gli piaci, magari è semplicemente stanca, magari ha i suoi motivi che a te non riguardano. Non hai nessuna scusa per pretendere nulla.

Ora quel che a me da ancora più fastidio è che se si arriva ad una sentenza di tribunale questa istituzione che dovrebbe occuparsi di fare (o cercare di fare…) giustizia, emette giudizi sulla base di una morale distorta e non si attenga ai soli fatti.

Te giudice devi giudicare i fatti attinenti al caso e non la vita della vittima ne tanto meno dell’imputato. A meno che in quella vita vi siano elementi che possono semmai aggravare il crimine proprio perché attinenti al reato stesso. Che so, se sei imputato per una violenza o una rapina o un omicidio il fatto che tu in passato già abbia commesso quei crimini diventa attinente al caso e dovrebbe rappresentare una aggravante.

Ma per l’appunto parliamo di crimini e non di comportamenti. Il fatto che la vittima conduca uno stile di vita che poi viene definito inappropriato non c’entra nulla.

Idem non c’entra nulla anche lo stile di vita dell’imputato. Se processo uno per omicidio è ininfluente sapere che questi sul suo pc ha filmati porno ad esempio.

Invece troppo spesso entra in gioco questa ricerca morbosa di particolari della vita privata delle persone che non c’entra nulla per cui una prostituta se viene stuprata chissenefrega…per esser riconosciuta vittima devi essere santa, magari vergine o madre o suora altrimenti…te la sei cercata.

Questa morale è ipocrita ed anche riprovevole.

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A mio avviso l’unica morale che dovrebbe guidare le nostre vite è quella che valuta l’impatto delle nostre azioni sulla libertà delle altre persone.

Facendo una determinata azione violi quella libertà? Fai un danno fisico o psicologico? Privi quella persona di qualcosa che le appartiene? Danneggi la società? Ecco…se la risposta è si quella cosa che stai facendo o vorresti fare è immorale. Punto.

Qualsiasi cosa che non danneggi persone o la collettività è perciò moralmente lecita quindi giudicare immorale una donna che ha tanti uomini è pura ipocrisia.

E di ipocrisia c’è n’è fin troppa in giro. Tutti sempre “belli” e forti della loro presunta superiorità morale a condannare chiunque si discosti dal proprio concetto di normalità e di rettitudine. Ancora peggio poi se dietro tali “morali” c’è un input religioso.

Bisognerebbe imparare a non giudicare troppo facilmente le condotte altrui. Spesso ciò che non piace a noi non ha nulla a che vedere con la morale ma semmai con altri aspetti della vita.

Qualcosa al massimo può essere ridicolo, inappropriato, comico, assurdo, disgustoso, esagerato, vistoso, pericoloso ma non immorale se non danneggia alcunché.

Ed invece il più delle volte questa pseudo morale fa schifo ed è il mezzo per giustificare le proprie nefandezze e tacitare le proprie coscienze o peggio le proprie frustrazioni. Si condanna moralmente qualcuno solo perché  non si è capaci di fare altrettanto!

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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14 risposte a Quale morale?

  1. Concordo in linea generale, mi permetto di fare un appunto sul comportamento da te citato.
    Posto alla base il discernere, da parte del giudice, fra delinquente abituale, professionale e con tendenza a delinquere, in aula si tiene presente anche l’art. 133 del Codice Penale, in cui si inserisce l’importanza della condotta e della vita del reo prima del reato nonchè di quella contestuale al fatto e susseguente ad esso 🙂 si tiene anche conto del suo carattere e del suo trascorso individuale e familiare.
    Tutto ciò per inquadrare meglio il perchè quella persona ritenuta rea abbia agito in un tal modo.
    La moralità della gente nel giudicare di facili costumi una donna che si fa i fatti suoi, per fortuna in un giudizio penale rientra poco o niente. Al massimo, in determinate circostanze, potrebbe essere avanzata da una difesa del reo in caso di presunto stupro, l’ipotesi di una provocazione da parte della vittima, ma ripeto, ogni caso è a sè e se non si considerassero i “comportamenti” antecedenti e non, non si sarebbe obiettivi nel giudizio e non parlo di giudizio morale ma processuale.

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    • Demonio ha detto:

      Innanzitutto grazie per la precisazione.Non ho studiato diritto ne conosco la materia a sufficienza per poter contraddirti!Sei un giudice?Un avvocato? Mi rimetto alla clemenza della corte!
      A parte gli scherzi, voglio sperare che sia come dici e che l’intento di ravanare in una vita privata sia solo per essere il più obiettivi possibile eppure, in tanti casi quel che ho visto è stato l’esatto opposto. Magari il processo non è stato solo in aula ma peggio ancora è stato mediatico. Insomma, mi posso sbagliare e non dispongo di statistiche però molte volte in caso di stupro gli imputati sono stati assolti e la vittima è passata per una poco di buono. E ricordo anche dei casi in cui imputati innocenti sono stati di fatto rovinati perchè scavando nelle loro vite e nei loro pc son venute fuori cose che li hanno inequivocabilmente fatti passare per mostri. Insomma…spesso trovo la giustizia un tantino ingiusta!

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      • Si, sono un avvocato che ha fatto anche studi da magistrato 🙂
        Il processo mediatico purtroppo andrebbe eliminato ma lo sai, la gente si nutre di queste cose, anche se lo nega. Molte cose non dovrebbero mai finire in mano a giornalisti o alle tv ma accade.
        A volte la Giustizia sbaglia, non sai quanti stupidi errori ho visto negli anni, per i quali ho dovuto presentare istanza di correzione ma questa è un’altra storia che aprirebbe lacune (comprese quelle di preparazione dei magistrati) di cui non mi va di parlare.
        Il “Giusto Processo” è sacrosanto diritto di tutti e nel caso di imputati assolti per stupro magari è stato bravo l’avvocato 😉

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      • Demonio ha detto:

        Devo stare attento allora che rischio grosso! 😀
        Però concordo con te che certe cose dovrebbero restare segrete o quanto meno non interessare l’opinione pubblica. Personalmente certe cose non le concepisco eppure gossip e morbosità sembra che siano le uniche cose che interessano. 😕

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  2. annaecamilla ha detto:

    Non puoi minimamente immaginare di come sia d’accordo con te! buona domenica!

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