Parole, libertà e “giustizia”

La giustizia è una bella parola certo ma esprime un concetto che non esiste. Non in senso neutro almeno. Dipende da chi la esercita ed essendo l’uomo quello che la esercita essa dipende da mille variabili.

Dipende dal periodo storico in cui essa è esercitata ad esempio. Nel periodo fascista non era reato denunciare un ebreo e mandarlo in campo di concentramento ma era reato nasconderli ed aiutarli tanto per fare un esempio.

Negli stati come il Sudafrica o l’Australia ma anche negli Stati Uniti il razzismo non era reato. In italia fino a qualche anno fa c’era nel codice il delitto d’onore che in qualche modo poneva la donna al di sotto dell’uomo.

Nel medioevo impiccare o bruciare una donna accusandola di stregoneria era cosa buona e giusta. Potremmo continuare con infiniti esempi. La giustizia non è mai stata giusta.

Altre variabili a cui è soggetta sono il potere ed il danaro. Rispetto ad un uomo di potere ed uno che non conta nulla la giustizia opera in modi molto differenti. Un Cucchi qualsiasi ancora oggi rischia di morire prendendo botte ma mettiamo che venga arrestato un politico o un importante uomo d’affari…beh…sfido chiunque a dirmi che riceverà lo stesso trattamento.

La giustizia è quindi un termine per lo più astratto ma la realtà dice che non esiste. Sia le leggi che chi le applica non sono mai neutri. Gli uomini hanno opinioni che variano a seconda degli stati e delle epoche e delle culture. Ammazzare può essere ammesso e per una canna puoi finire impiccato.

E gli uomini sono anche corruttibili.  Insomma tutto ciò fa si che questa giustizia sia un ideale abbastanza utopico. E’ un qualcosa che sarebbe bello avere, per cui vale la pena lottare ma che credo non sarà mai raggiunto.

Un concetto molto ingiusto perchè sta passando dall’essere un qualcosa di concreto a qualcosa di aleatorio ad esempio è quello dell’istigazione a delinquere.

Concretamente uno potrebbe pensare che l’istigazione debba presupporre un ricatto fisico o morale: se non fai questo per me io ti faccio questo. Se non ti prostituisci non ti ridò il passaporto e ti faccio rispedire indietro dove troverai i tuoi familiari in una bara. Se non fai finta di non aver visto i miei reati ti faccio perdere il posto ecc ecc.

Per me istigazione è questa.

Ma oggi sta passando il pericoloso concetto che istigazione è anche esprimere un opinione. Dire delle frasi. Pronunciare delle parole. Che poi queste magari vengono decontestualizzate poco importa. Sta venendo meno il diritto alla libertà di parola. E di informazione per quanto riguarda la stampa.

Il principio del io non sono d’accordo con quel che dici ma mi batterò affinché tu abbia la possibilità di dirlo è semplicemente morto e sepolto. Questi sono i germi di un possibile ritorno a stati fascisti ed autoritari. E sono germi pericolosi.

Dire su un blog ad esempio che io mi augurerei che gli attuali politici vengano eliminati mi metterebbe nella condizione di istigatore a delinquere perché se domani uno legge questo post e armato di mitra va alla Camera e fa fuori dei politici qualcuno potrà dire che io sono il mandante.

Poco importa che la parola “eliminare” possa essere usata in senso letterale come sinonimo di ammazzare ma che possa anche significare in un contesto democratico tolti dalle loro poltrone e sostituiti con altri migliori. Nello sport una sfida ad eliminazione diretta non significa che vince chi ammazza l’altro.

Le parole vanno capite mi pare. Ma poi esiste comunque la responsabilità personale che pare non esista più. Tutto viene fatto apparire come causa ed effetto. Vai in discoteca, ti droghi…colpa della discoteca. Responsabilità individuale? Chissenefrega…l’opinione pubblica, la ragion di stato ecc ecc vogliono dei capri espiatori. Sempre. 

Io non sono un lettore di Erri De Luca. Non ho mai letto nulla di suo tranne infinite citazioni nei blog che forse per questo mi hanno reso indigesto.

Ma se egli esprime un opinione anche se è contraria alle mie idee essa va ascoltata e difesa. Dire che la Tav va sabotata può benissimo significare che va ostacolata. E’ la sua opinione e va rispettata non perseguita.

Personalmente sono contro il modo in cui le opere come la Tav vengono progettate ,gestite e realizzate e non contro l’idea in se. Fosse per me esisterebbero linee ferroviarie veloci ovunque e sarebbero statali e non di privati.

Ma sicuramente sono molto più vicino a chi le contesta partendo da dati di fatto che non a chi le difende a spada tratta per poi fare quello che cade dal pero quando anni dopo si scoprono tutti i reati. Cosa tipica degli appalti italiani.

Credo che ci siano due modi di fare le cose. Giusto o sbagliato . Quello giusto all’apparenza è il più costoso. Realizzi un opera tenendo conto dei rischi, delle migliori conoscenze attuali e ti avvali dei migliori professionisti per ottenere un risultato quanto più possibile rispettoso dell’ambiente. Soprattutto la fai per un interesse della collettività. Che bel concetto antiquato…

Poi c’è il modo sbagliato che se ne frega dell’ambiente, sceglie i professionisti amici di, scavalca pareri e perizie con tangenti e che finisci per pagare due tre volte perché l’opera nel tempo dovrai ri-proggettarla, rifarla ecc ecc. E dove le cose le fai perchè le decide qualcuno per i suoi interessi che se ne frega della collettività Il sistema italia insomma.

Beh, in questo sistema c’è qualcuno che non è d’accordo e che lo dice e per questo viene perseguito dalla giustizia. Non so a voi ma a me sta cosa fa parecchio pensare e a dirla tutta fa anche paura.

E fa paura perché si inserisce in questo contesto storico in cui lo sciopero diventa il nemico, il dissenso diventa oggetto di ritorsione ed in cui se ancora esisteva qualche giornalista libero con le ultime leggi bavaglio si guarderà bene dal dare fastidio. 

Questo è un paese in cui veri delinquenti hanno fintamente scontato pene ai domiciliari o in case di riposo. Calunniatori di professione, personaggi che hanno occultato e depistato non hanno mai pagato ed invece gente che esprime ciò che ancora è sancito dalla Costituzione viene accusata e processata.

E poi ti tocca anche ascoltare i sermoni degli esportatori di democrazia e giustizia…come se fossimo poi tanto diversi da certi tribunali che tanto detestiamo. La verità è che nell’anno 2015, qui sul pianeta Terra, la giustizia non è pervenuta e l’essere umano si dimostra ancora una volta ben lontano dall’essere evoluto.

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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