La guerra di Schwarzenegger

Ammettiamolo, al giorno d’oggi ,almeno nell’occidente la comprensione di cosa sia una guerra ce l’hanno in pochi.

Sono pronto a scommettere qualsiasi cosa sul fatto che, il 99% delle schiere di professori di storia, che in questi giorni si son divertiti a massacrare la miss per quel che ha detto o che non ha saputo dire, in realtà ne sanno quanto lei su cosa sia accaduto nel mondo durante la seconda guerra mondiale.

E del resto la memoria storica non è mai stato il nostro forte perchè anche gli avvenimenti successivi se fai delle domande avranno delle risposte lacunose e prive di ogni fondamento. 

La guerra che la maggior parte delle persone credono di conoscere è quella di Schwarzenegger, di Rambo, quella di effetti speciali o quella asettica in stile CNN che mostrava fuochi d’artificio su sfondo verde delle incursioni su Baghdad.

E del resto anche quella studiata non è che sia poi tanto esauriente nel raccontare e far capire cosa sia una guerra o cosa sia una dittatura.

Me lo ricordo quando, in quinta elementare, un pò perchè il gioco della guerra tra bambini era uno dei tanti ed un pò per la visione di vecchi film, decisi di fare l’esame di quinta facendo una ricerca sulle due guerre.

Si, conoscevo le forze in campo, le statistiche, le date, gli avvenimenti ma in realtà non sapevo nulla. Era una guerra studiata sulle enciclopedie di casa molto parziale, una guerra trattata in modo epico che non ti dava nessuna consapevolezza.

Ed anche successivamente alle medie le cose non è che fossero migliorate di molto. Solo crescendo ed avendo una maggior comprensione della realtà iniziai davvero a capire qualcosa. Molte letture da Fenoglio a Silone, Hemingway, Levi, Bocca solo per citare i primi che mi vengono in mente  mi iniziarono a dare quel qualcosa di più che nei libri di testo non trovi.

E i racconti degli anziani che l’avevano vissuta naturalmente. Perchè solo in questo modo puoi farti un idea di cosa sia stata e cosa sia in realtà la guerra. E capisci che non ha nulla a che vedere con le finzioni spettacolari di certi film da botteghino.

Capisci che la guerra è un abominio dell’umanità in cui gente che non si conosce viene mandata a morire ammazzata per interessi che nulla o poco hanno a che fare con il tuo vissuto quotidiano.

Capisci che la guerra è fame, è freddo, sono malattie. Capisci che quando hai tutto ed il tuo problema è quale mascara scegliere al mattino ti è difficile immaginare di sopravvivere in condizioni estreme.

Vivere tra malattie, epidemie, senza poterti lavare, vivere nel dolore di aver perso i tuoi cari, di aver perso tutto, di non avere più intorno a te nessun punto di riferimento, non un lavoro, non un futuro. Questa è la guerra che non trovi sui libri.

Capisci che quando hai tutto e fai lo schizzinoso sul mangiare ti è difficile capire che quando c’è una guerra finisci per mangiarti qualsiasi cosa, dai topi alle radici come ben sanno quelli che a San Pietroburgo stettero a far ciò per tutto il periodo del loro accerchiamento.

I tanti che si sono scagliati contro la miss le cui lacune non sono nemmeno tutte colpa sua quanto ne sanno di più?

E quanti di tutta questa gente da social è poi la stessa che di fronte ai profughi che le guerre le stanno vivendo davvero sulla loro pelle…quanti di questi hanno detto in questi giorni cazzate ancora più grandi come quella tanto diffusa dell’aiutiamoli a casa loro?

A casa loro? Imbecilli…quando uno una casa non ce l’ha più perchè te l’hanno sventrata, quando non hai da mangiare, quando non hai nemmeno due medicine essenziali per i tuoi figli, tu che i tuoi li porti dal pediatra anche per un raffreddore…tu che fai tanto il professore cosa ne sai dei motivi che spingono qualcuno a scappare per sopravvivere?

Nella nostra opulenza noi abbiamo dimenticato di avere una coscienza. Noi che ci si incazza per una partita di pallone cosa ne sappiamo di cosa sia una guerra? La verità e che non sappiamo un cazzo e nemmeno vogliamo saperlo perchè oltre ad aver perso la coscienza, oltre a non avere una memoria storica abbiamo perso la capacità di ascoltare.

Una sola cosa accomuna tutta questa gente ed è la capacità di unirsi nei linciaggi da web solo perchè quelli da piazza non ci sono più. Come tante iene stanno li, silenti, pecore tra pecore e non dicono nulla, non fanno nulla, non ascoltano nulla.

Aprono le loro pagine di Facebook e condividono, “followano”, “laikano”. Questo fanno. Gente che scrive banalità del tipo o che bella scorreggia che ho fatto, ho che bella maglietta che ho messo che riceve migliaia di condivisioni! Wow…che bello! Informarsi un pò? Naaaa….

Poi ecco, arriva la bomba e via, le pecore si trasformano in lupi e di colpo tutti si sentono in dovere di dire la loro quando loro per primi non sanno un cazzo.

E’ un pò come ai tempi di Craxi o di Andreotti o di Berlusconi. Tutti pecore, qualcuno controcorrente che diceva guardate che quello ruba…quell’altro vi fotte…quell’altro si fa i cazzi suoi ma nessuno ascoltava. Tutti prostrati.

Poi ecco che cadono in disgrazia e di colpo tutti lupi! Aspetto con pazienza di rivederli all’opera quando i Renzi e i Salvini faranno la loro fine ma intanto quanti di questi hanno messo una firma per dei referendum, quanti di questi si preoccupano per le novità della Lorenzin? Quanti di questi applaudono all’ormai nemmeno più tanto nascosto tentativo di abolire il diritto di sciopero?

La maggior parte è silente. La maggior parte è solo capace di lanciare sassi contro una ingenua ragazza ma la verità è che, mentre altrove, la guerra c’è qui, forse dovrebbe arrivare per risvegliare le coscienze di un popolo che ha perso ogni contatto con la realtà ed ha solo un immenso odio per chiunque gli mettano davanti col ruolo di vittima sacrificale.

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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11 risposte a La guerra di Schwarzenegger

  1. chiarachiarissima ha detto:

    In parte condivido il tuo post.In concreto però, come proponi di aiutare i profughi?

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    • Demonio ha detto:

      Tanto per cominciare non respingendoli via.Inoltre rendendo loro più facile scappare in modo sicuro attivando le varie ambasciate e consolati in modo da toglierli dalle mani della criminalità. Il resto invece sarebbe cambiare noi il nostro stile di vita abbattendo quei poteri che governano il mondo (a cominciare dalle banche) e smetterla di finanziare o prendere parte a guerre. Questo alla lunga aiuterebbe loro ma aiuterebbe soprattutto noi prima che diventiamo del tutto schiavi di questo sistema assurdo.

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  2. Lemniar ha detto:

    Io andai in Kosovo nel 2003. Ogni giorno che ho passato là è stato fondamentale e me ne dovrei ricordare ogni giorno al mattino appena sveglia per capire che quello che provo quando mi sento giù è: na cazzata.
    Sai quando mi sono sentita davvero stupida? Quando ad un bambino di tre anni volevo far soffiare il naso nei fazzoletti di carta, ho aperto il pacchetto e credeva ci fosse qualcosa da mangiare. Scappato via si è smoccicato nella maglia. Se vivi in una tenda, in campo, che cazzo te ne frega dei fazzoletti?

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    • Demonio ha detto:

      Ecco, hai colto in pieno l’essenza di questo post.Riuscire a capire che quel che certa gente da per scontato perchè abituata ad avere tutto per gran parte del mondo non è affatto scontato. Lo vorrei proprio vedere un Salvini qualsiasi con una casa bombardata ed una città distrutta…

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