Quale femminismo

Ho da un pò di tempo questo argomento in testa e avrei così tante cose da dire che non so se riuscirò a dare forma chiara a tutti questi pensieri. Ci provo.

Immagino sarà un post lungo per cui, chi è allergico ai post lunghi farà meglio a fermarsi al prossimo punto e ad accontentarsi della mia seguente affermazione: io sono femminista.

Ok, ma cosa vuol dire essere femminista? Soprattutto oggi ha ancora senso parlare di femminismo? E quanti tipi di femminismo ci sono? Sono tutti positivi?

Per essere d’accordo con una certa visione della società basta svegliarsi la mattina dell’otto Marzo e comprare tonnellate di mimose da regalare a pioggia?

Quante domande eh?! Allora cominciamo dall’ultima. Per come la vedo io non è certo una festa che rende diversi ed anzi, un pò come la bontà natalizia anche l’8 Marzo spesso è solo puro esercizio di ipocrisia.

Me ne fotto dell’8 Marzo (salvando la valenza simbolica della commemorazione) ma sono quel genere di persona che rispetta a priori (fino a che quel rispetto te lo meriti) chiunque e non sto a guardare se sei donna, uomo, etero, omo, biondo, nero, verde o blu.

Ti rispetto in quanto persona. Punto. Non sto a giudicarti o a valutarti perché dovremmo imparare ad essere tutti un pò meno giudici. 

Preferisco rapportarmi a te persona e stabilire se sei compatibile con me, se in ambito lavorativo sai fare bene o male, se dai affidamento, se ti comporti onestamente.

Ho avuto colleghe(rare nel mio campo) di una bravura estrema. Ricordo Fiamma, era un drago. Ricordo Adriana e Enza, precise, puntuali, affidabili.Ricordo una portoghese, una macchina da guerra! Le rispettavo perché donne? No, le rispettavo perché brave e capaci. Punto

Ce n’è stata qualcun altra di cui nemmeno ricordo il nome che non lo erano per nulla. Erano capre, erano presuntuose. Come tanti altri uomini con cui ho avuto la sfortuna di lavorare. In ambito lavorativo non conta il sesso che hai tra le gambe. Conta ciò che sai fare, conta la voglia che hai e basta.

E qui ovviamente scatta uno dei motivi per cui sono femminista allo stesso modo in cui  sono palestinese, sono nero, ebreo, immigrato, malato, sfrattato, disoccupato, omosessuale, sfruttato o qualunque altra condizione per cui un qualunque individuo rispetto ad altri ha minori diritti.

Fai un lavoro. Devi spostare X da punto A al punto B. Ok, chiunque lo faccia deve avere uguali diritti ed uguale retribuzione. Mi sembra un ovvietà. E’ così?

No, non è così. Non dovrebbe esserlo per cui io starò sempre dalla parte di chi ha minori diritti. Donne comprese la dove non ne hanno.

Chiarito ciò veniamo alla domanda su quanti tipi di femminismo ci sono e se sono tutti positivi. Io ne ho individuati grosso modo 5 e, solo con uno di essi mi identifico totalmente mentre con gli altri proprio no. Provo ad elencarli:

  • Il femminismo di contrapposizione

  • Il femminismo moralista

  • Il femminismo di sostituzione

  • Il femminismo di differenziazione

  • Il femminismo dei diritti

– Il primo è quello in cui vi è la tendenza a considerare vero l’assioma secondo cui una donna è decisamente sempre e comunque migliore dell’uomo per cui in ogni campo scatta una vera e propria contrapposizione che porta ad una competizione spesso senza senso.

Vi sono dei lavori dove occorre fare squadra e certe competizioni tra donne e uomini (a anche tra donne e donne) sono deleterie. E’ un femminismo sterile che prescinde dal contesto per cercare solo rivincite inutili.

– Il femminismo moralista è quanto di più stupido vi sia sopratutto nei confronti di altre donne. Vi è questa tendenza a voler ergersi a detentrici morali di verità. Vi è l’errore di considerare l’insieme delle donne come un insieme univoco, risultato di uno stampo seriale in cui ciò che va bene per chi si arroga il diritto di decidere debba andar bene per tutte le altre.

Ed il risultato di ciò è che si condannano moralmente quei comportamenti ritenuti immorali. E si sfocia nell’assurdo di chi dice: ti sei vestita da zoccola, ti hanno stuprata…te la sei cercata e meritata.

Sono quelle per inciso che vogliono salvare sempre(anche chi non deve) convinte che se fai qualcosa che per loro è sbagliato lo fai perché sei succube dell’uomo, sei soggiogata e non hai la testa in grado di decidere. 

Decisamente stupide. Sono donne che sono nemiche di altre donne perché ritenute indegne, ingenue, sfacciate, puttane e che se stanno li è perché son buone solo a far pompini e a compiacere il maschio sempre e comunque prevaricatore.

– Il femminismo di  sostituzione è simile al primo ma sfocia nel fanatismo più estremo. Sono quelle per cui tu uomo sei comunque un nemico a prescindere. Hai il cazzo? Sei un potenziale stupratore sempre e comunque. Il potere deve andare a loro.

Loro devono sostituirsi all’uomo di cui in sostanza possono fare a meno. A queste vorrei dire: ma che problema avete?! D’accordo che per milioni di anni le donne sono state  quasi sempre trattate da schiave ma cazzo, io rispondo per me, qui, oggi.

Io non c’ero un milione di anni fa, neppure mille anni fa e non è detto che in quanto uomo sono per forza uguale agli altri. Nemmeno noi siamo fatti in serie! Ma con queste non ci ragioni!

Queste sono quelle che se una donna ammazza un uomo ha fatto bene punto e basta…sicuramente lui era un porco e se lo meritava. Beh…vaffanculo…voi non state bene per nulla!

– Il quarto è un femminismo strano invece. E’ frutto di una specie di riflusso storico per cui ci sono donne che in sostanza dicono che proprio perché sono donne sono diverse e per tanto vanno sempre protette, privilegiate( tipo quote rosa, corsie preferenziali ecc) e che il ruolo naturale dell’essere madri va sostenuto sempre e comunque.

Sono un pò fascistelle nel senso che quella è l’area politica di riferimento con la famiglia che viene prima di tutto sempre al primo posto. Son quelle che vedono nel gender un nemico e che difendono quei ruoli di genere tradizionali. Aberrante direi.

Infine c’è il femminismo dei diritti che è l’unico che condivido e rispetto perché come ho già detto prima  lotta contro le ingiustizie e le ineguaglianze e le sue rivendicazioni sono sovrapponibili ed adattabili a qualsiasi altro contesto in cui vi sia una palese discriminazione sociale.

Le donne in questione sono in genere donne forti, intelligenti ma non necessariamente antifemminili.

Rispettano le scelte di vita delle altre donne e non ne fanno delle vittime del maschio sempre e comunque perché se è vero che ci sono ad esempio donne sfruttate in mezzo alla strada( non comunque solo e sempre da uomini) esistono anche donne che certe professioni le scelgono consapevolmente ed anche loro dovrebbero avere gli stessi diritti e lo stesso rispetto.

In quest’ottica rispondendo all’ultima domanda si, ha senso ancora parlare di femminismo se appunto ancora oggi a parità di lavoro corrispondono salari diversi, se a parità di bravura nella scelta  fra uomo e donna tra chi promuovere si preferirà il primo e così via.

Detto ciò va anche detto che in determinati contesti (affidamento figli, casa, mantenimento) la legislazione italiana ha creato delle situazioni paradossali in cui se c’è uno che è discriminato sempre e comunque quello è l’uomo. Ecco, anche queste situazioni andrebbero riconsiderate in un ottica di riequilibrio di diritti.

Infine, una questione che usando una parola bruttissima frutto più di una visione mediatica delle cose che non di una vera volontà di comprendere i problemi e che è attinente al femminismo è il cosiddetto femminicidio.

Questa parola non la sopporto perché non vuol dire nulla. E’ usata da un certo fanatismo per mettere sempre e comunque l’uomo nella stanza dei cattivi a prescindere.

Ma non è così che dovrebbe essere perché, al di la delle statistiche bisognerebbe invece guardare caso per caso e cercare di comprendere meglio cosa porta a verificarsi di una tragedia.

Non fraintendetemi. Quello che voglio dire è che in certe situazioni non è che l’uomo di turno agisce secondo uno schema preordinato in cui come un automa nella sua mente compaiono le parole: tu donna…io uomo…io ti uccido.

Spesso dietro queste tragedie ci sono situazioni più disparate. Odi e rancori accumulati nel tempo, litigi improvvisi, situazioni al limite in cui muoiono donne ma in cui altrettante volte muoiono anche uomini.

Non voglio giustificare sia chiaro, solo dire che sono tragedie frutto di tante cause ma non certo di quella per cui vi è la volontà di uccidere in quanto l’altra persona è donna.

Il più delle volte poi la causa di certe azioni sta invece nella morbosità di certi rapporti in cui non vi è sin dall’inizio un rapporto paritario ma invece vi è un rapporto di possesso basato su una gelosia estrema.

Ed in quei contesti se all’improvviso l’altro/a vuole finire il rapporto nella controparte scatta il meccanismo del e no, tu sei mio/a , tu non vai da nessuna parte, o ti avrò io o non ti avrà nessuna/o.

Quindi, se si analizzassero meglio certi eventi tragici ci accorgeremmo che l’unica cosa che appunto possiamo augurarci di fare e di costruire una società in cui nessuno possegga nessuno ma in cui semplicemente ci si rispetti tutti.

Ed il rispetto vorrei aggiungere non ha nulla a che fare con quei comportamenti che vengono sempre più giudicati come maschilisti. Se passi per strada e c’hai un bel culo te lo guardo va bene?! E se te lo guardo e magari lo desidero non necessariamente significa che sono uno stupratore!

Insomma, per dire che posso anche mettermi a fare lo scemo ma avere comunque sempre il rispetto per te e che se mi piaci magari ci provo fermo restante il fatto che se dici no io accetterò che per te no è no.

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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31 risposte a Quale femminismo

  1. m3mango ha detto:

    Avercene uomini femministi! Anche se lungo gran bel post.

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  2. eda ha detto:

    praticamente è la mia visione di vita.. che poi non vuol dire essere femministi ma semplicemente rispettare il prossimo, chiunque esso sia, indipendentemente da sesso, razza, religione, convinzioni politiche, preferenze sessuali e così via.

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  3. Mariantonietta ha detto:

    Felice di saperlo. 🙂

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  4. pattykor122 ha detto:

    Quello che ho letto in questo lungo , ma bel post??? L’esaltazione dell’essere umano in quanto tale e nulla piú! Qui non c’ entra il femminismo o maschilismo, solo la voglia di essere quello che si é e la voglia di conoscere l’ altro per quello che é ,a prescindere se uomo o donna. Ci siamo e c’intendiamo alla perfezione, ne parlo anch’io in alcuni post. La persona in quanto tale si deve guardare,difendere,apprezzare , conoscere, null’ altro! Bravo!

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    • Demonio ha detto:

      Grazie!Sai, l’argomento era abbastanza spinoso e temevo di non essermi spiegato bene ma sono contento che invece pare che sono stato capito!
      Poi purtroppo la storia dell’umanità è sempre stata una storia di poteri e purtroppo di fronte al potere sono sempre i più deboli a pagarne le conseguenze. Ed infatti la dove le donne hanno potere poi finiscono per comportarsi esattamente come gli uomini.

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      • pattykor122 ha detto:

        Non sempre , il lato femminile rimane sempre, certo le eccezioni ci sono sempre! Il potere logora e cambia tutti o quantomeno la maggior parte!

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      • Demonio ha detto:

        Bè,insomma…diciamo che farei fatica a trovare un lato femminile in una come la fu Tatcher o in tante assassine che le cronache recenti ci hanno mostrato. Come ho detto credo che alla base c’è sempre ciò che è la persona.

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      • pattykor122 ha detto:

        Erano delle brutte persone , donne !

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      • Demonio ha detto:

        E’ torniamo sempre li…il sesso non determina un bel nulla!Io quando sento certe persone affermare che le donne hanno femminilità, istinto materno, bontà d’animo a prescindere…beh…mi dico che forse non conoscono il mondo!Certo, in una società arcaica arretrata dove le donne erano sottomesse e controllate era più difficile che certi comportamenti venissero alla luce. Ma metti uomini e donne nelle stesse condizioni e avremo stronzi e cattivi equamente distribuiti. Ne sono convinto!

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      • pattykor122 ha detto:

        Ho detto erano brutte “Persone” aggiungendo ,in questo caso donne. Beh che le donne abbiamo piú grazia e femminilità o che abbiamo l’istinto materno su questo non puoi opinare!!! Non tutte sono cosí esistono anche le eccezioni, ma in maniera molto inferiore rispetto alla maggioranza. É un discorso molto compplicato da affrontare con 4 battute. Di stronzi e cattivi hai voglia ne é pieno il mondo!

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      • Demonio ha detto:

        Invece opino!Verrebbe troppo facile citare la Franzoni (ma non sarebbe certo l’unica divenuta famosa) o citare tante madri che cattive dentro maltrattano i loro figli. Come hai detto il discorso è molto complicato ed è troppo facile cadere nell’errore delle catalogazioni per cui diciamo che speriamo sempre di incontrare persone buone e sane di mente!

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  5. Anubi ha detto:

    Concordo con pattykor122, al mondo ci sono troppi “ismi”. Dovremmo capire che siamo tutti uguali e comportarci come tale..

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  6. Pingback: Chiacchiere primaverili | Blog di Demonio

  7. Anais ha detto:

    Post lungo e molto interessante.
    Condivido tutto. Non posso aggiungere niente hai detto tutto tu. Mi è rivenuta in mente la birra e le chiacchere 🙂 buona domenica

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  8. quasi40anni ha detto:

    Gli apprezzamenti per strada sono il motivo per cui adoro la classe operaia dei muratori.

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