La nostra rivoluzione

La nostra rivoluzione doveva iniziare l’indomani di quella risolutiva riunione, ormai eravamo pronti, avevamo ben chiari i nostri punti programmatici, i nostri obiettivi, sapevamo cosa serviva!Si doveva ridare la parola agli oppressi, ristabilire la giustizia e la legalità riportando i lavoratori ad un livello dignitoso.

Inoltre diventava una necessita’ storica la valorizzazione del ruolo del Parlamento per scongiurare il rischio di un distacco del paese reale delle istituzioni. La spinta propulsiva delle classi sociali oppresse doveva riprendere nuovo vigore!!

Così ci demmo appuntamento per l’indomani mattina presto perché una rivoluzione che si rispetti deve iniziare all’alba! Ma la mattina seguente c’ero solo io; così dopo un po’, infreddolito, chiamai a casa sua: non aveva sentito la sveglia!!

Si presentò con un ora di ritardo, ben vestito, un completo grigio ed una cravatta di buona fattura. Ma dove vai vestito così? Beh non sapevo come vestirmi…non ho mai fatto una rivoluzione…ho pensato che se dobbiamo parlare alla gente dobbiamo essere presentabili!! Non aveva tutti i torti. Così ci avviammo.

Era iniziata la rivoluzione. Poco dopo però ci fermammo ad un bar; non avevamo fatto colazione: una rivoluzione che si rispecchi inizia con un buona e sostanziosa colazione! Mentre il sole saliva in cielo cominciammo ad incontrare i primi lavoratori.

Li avremmo certamente coinvolti ed insieme avremmo marciato per le strade facendo la rivoluzione! Noi facciamo la rivoluzione per il vostro bene: dobbiamo impedire la ”svalutazione sociale” del lavoro, alla fine del quale ”e’ spuntata drammaticamente la precarietà come il male più terribile del nostro tempo”.

Un male ”intollerabile” che affligge alla radice lo sviluppo del tessuto sociale ed economico! Il primo lavoratore ci guardò attonito senza capire un gran che, il secondo ci disse che non arrivava a fine mese perché la moglie gli aveva fatto comprare la tv 3D iper HD  wifi moka espresso suka minchia come quella dei vicini e doveva lavorare per pagare il finanziamento della banca!

Il terzo ci disse di andare senz’altro avanti che ci avrebbe poi raggiunti. Il quarto disse che nella sua precarietà di lavoratore in prestito con contratto a termine non poteva scioperare perchè stava pagando le rate della sua nuova e fiammante auto. Un quinto assonnato ci disse che doveva prima chiedere il permesso alla moglie…

Ma noi eravamo ben decisi e non ci scoraggiammo. Incontrammo finalmente degli studenti, la linfa vitale del paese!! ”Vogliamo contare sulla scuola come una parte fondamentale della costruzione di una nuova convivenza”, bisogna ripartire dal lavoro degli insegnanti che è ”prezioso”, un ”patrimonio con cui lavorare a sconfiggere la peggiore delle selezioni di classe che può colpire nella giovane eta’ i ragazzi spingendoli all’esclusione”.

Quelli ci guardarono con aria stupita e ci dissero che avevano compito in classe di matematica e che avendo tutti i debiti formativi dovevano assolutamente recuperare. Un altro disse che per oggi non poteva, se ripassavamo domani forse si, ma oggi no, dopo la scuola andava a casa della compagna che lo faceva impazzire che i genitori non c’erano e forse rimediava un pompino!

Ne incontrammo altri ma erano tutti auricolati e non ci degnarono di uno sguardo! Più avanti altri invece giocavano sui loro i-cosi o messaggiavano come non vi fosse un domani!Ne trovammo altri alla fermata all’autobus ma l’avevano appena distrutta e non appena ci videro scapparono via!

Un po’ delusi continuammo il nostro cammino rivoluzionario ed incontrammo delle massaie! Ecco la vera spina dorsale del paese!! Ripetemmo i nostri discorsi enfatici ma ognuna aveva da fare, chi era in ritardo al lavoro perché l’autobus aveva fatto tardi, chi invece era intenta a conversare al cellulare con l’amante.

Alcune erano trafelate e si muovevano piene di buste della spesa barcamenandosi tra i negozi alla ricerca delle offerte migliori. Una ci disse che sarebbe venuta volentieri ma aveva appuntamento per fare il colore ai capelli perché voleva fare una sorpresa al marito!

Un altra invece dispiaciuta disse che si stava recando dall’estetista e non poteva rimandare assolutamente che l’estate era alle porte!Un altra ancora tutta policromatica in tuta ci disse che prima doveva perdere peso e stava andando in palestra con le amiche.

Sempre più delusi ci inoltrammo nel parco pensando di trovare almeno dei pensionati decisi a seguirci e svegliare le masse. Qualcuno sembrava ascoltarci con interesse ma scoprimmo che semplicemente non ci sentiva più tanto bene! Un altro ci disse che ai suoi tempi sì che sarebbe venuto ma ora aveva problemi di reumatismi e il medico gli aveva consigliato di stare un po’ al sole.

Un altro ancora disse che veniva volentieri ma doveva badare ai bambini della figlia. Un altro ancora era in balia di un enorme cane che lo trascinava di qui e di là! Trovammo un bar e vi erano dei pensionati che giocavano a carte ma ben presto scoprimmo che erano tutti ubriachi ed anzi, no erano nemmeno pensionati ma trentenni imbruttiti che ne dimostravano ottanta!

Fu così che si fece l’una e dopo tanto camminare e parlare ci accorgemmo che era ora di pranzo! Ci dicemmo che una rivoluzione a pancia piena è meglio di una a pancia vuota e così tornammo a casa per pranzo. Ci demmo appuntamento per il pomeriggio. Ma dopo pranzo a me prese un abbiocco tremendo e mi addormentai sul divano.

Quando mi svegliai chiamai il mio compagno rivoluzionario ma egli mi disse che ora non poteva perché la moglie gli aveva chiesto di montargli la nuova scrivania comprata all’Ikea e stava cercando da tre ore di capire come cazzo si montava quella roba!! E così la nostra rivoluzione fallì…

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Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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16 risposte a La nostra rivoluzione

  1. CriticaComunista ha detto:

    Finché non si rilancia la collettività, sarà difficile parlare di rivoluzioni in senso generico!
    La cultura individuale blocca questo tipo di progresso. Bel post comunque, grazie!

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  2. Anais ha detto:

    Un quadro perfetto!

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  3. Evaporata ha detto:

    Anch’io la immagino così la rivoluzione degli umani.

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