Non mi piacciono retorica e propaganda…

Non sono solito commentare a caldo determinati fatti di cronaca e di solito cerco di evitare anche i commenti del dopo che spesso sono per l’appunto infarciti di retorica e di quel non so che di fasullo che a me lascia sempre molto da pensare.

Per cui non commenterò il recente atto terroristico di Dacca ma in qualche modo ne prendo spunto per riflettere su altro. A cominciare dalla mancanza di queste riflessioni nella stampa. Non ho letto e visto tutto ma quel che mi è arrivato non ha traccia di queste mie riflessioni il che mi sconcerta parecchio.

Prima di tutto mi cautelo contro l’imbecille del web che magari passa, legge senza nemmeno leggere e spara le sue conclusioni sconclusionate. Quindi, lo dico chiaro: non giustifico assolutamente nessun atto terroristico. Mai. Non giustifico nessun atto di violenza gratuita che si basi su fede o ideologia. Mai.

Chiunque ammazza persone,per qualunque motivo, fosse esso anche il più giusto avrà sempre il mio disprezzo e sarà sempre ai miei occhi un vigliacco oltre che un emerito idiota. Sempre.Un atto terroristico di eroico non ha nulla. Pur non condividendo la guerra rispetto di più due eserciti contrapposti che si ammazzano che non un terrorista.

Se non altro tra eserciti idioti che vogliono morire si combattono tra loro idioti che vogliono morire.Entrambi vanno e si riconoscono. Un terrorista no. Ammazza gente  sparando nel mucchio. Magari ammazza anche chi la pensa fondamentalmente come lui. Quindi nessun rispetto e nessuna pietà.Mai.

Fatta questa premessa doverosa vado oltre e guardo alle possibili cause per cui in determinate zone del mondo cresce e si diffonde un odio contro gli occidentali che è ogni anno che passa crescente. Ed in parallelo guardo alla retorica ed alla propaganda di questi giorni che ha presentato le vittime come eroici portatori di lavoro, pace e benessere.

Ok, sia ben chiaro, non punto il dito contro le vittime di cui non so nulla. Ma in qualche modo vorrei riflettere su ciò che loro rappresentavano e che a mio modo di vedere è lontano anni luce da ciò che invece è stato fatto credere agli italiani.

Portare lavoro in Bangladesh oppure andare in Bangladesh(ed in altri poti simili) perchè li puoi produrre a basso(bassissimo) costo ciò che poi rivenderai in occidente a costi alti se non altissimi fregandotene della sicurezza, della salute e dei salari di quei lavoratori?

Andare li dove quei diritti minimi non esistono(una sorta di ciò che vorrebbero anche qui?) e dove solo poco tempo fa un edificio che ospitava quelle belle fabbriche delocalizzate che tanto piacciono a certi imprenditori(Adler Modemärkte, Auchan, Ascena Retail, Benetton, Bonmarché, Camaïeu, C&A, Cato Fashions, Cropp (LPP), El Corte Inglés, Grabalok, Gueldenpfennig, Inditex, Joe Fresh, Kik, Loblaws, Mango, Manifattura Corona, Mascot, Matalan, NKD, Premier Clothing, Primark, Sons and Daughters (Kids for Fashion), Texman (PVT), The Children’s Place (TCP), Walmart e YesZee)crollò ammazzando 1130 lavoratori…

E tanto per dire il crollo di Rana Plaza fu prevedibile per via di certe crepe ma, mentre una banca  che pure era parte dell’edificio crollato venne evacuata(dio salvi il danaro!) agli operai tessili di quel comprensorio fu impedito di lasciare il lavoro.Furono costretti a lavorare.E a morire. In nome della produzione. Per arricchire i soliti noti.

Ecco, vorrei riflettere su queste condizioni di vita che queste grandi (grandi merde) imprese impongono in quei paesi. Condizioni che se ne fottono di salari, di orari, di diritti, di igiene, di sicurezza e che badano solo ed esclusivamente ai profitti e lo fanno con la complicità dei governi occidentali e di tutti noi perchè poi quelli che fanno i fighi con la maglietta Benetton, con l’i-phone e la borsa trendy siamo noi.

Ed allora quel che emerge è che se poi ti odiano in fondo in fondo non hanno mica tutti i torti se chi lavora li spaccandosi il culo da mattina a sera porta a casa alla fine del mese pochi dollari mentre tu, magari, quei pochi dollari te li sperperi in un attimo alle macchinette e poi vai sui social a far quello che siamo invasi dagli stranieri…

Quindi, per carità, chi è morto ammazzato non era magari responsabile di nulla ma almeno piantiamola con questa retorica del made in italy che va li a donare lavoro perchè li va a sfruttare e quel lavoro potrebbe essere fatto qui ma a qualcuno non conviene perchè invece di guadagnare 1000 contro 1 qui magari guadagnerebbe 1000 contro 100.

Avidità. Gente senza scrupoli a cui i governi, gli Stati ovvero noi dovremmo mettere freni e paletti. Vuoi andare a produrre in Bangladesh ? Ok mi sta bene ma se vendi qui vendi allo stesso prezzo che venderesti se la produzione avvenisse qui!E soprattutto li vai a produrre con gli stesi standard produttivi nostri.Applichi in sostanza gli stessi salari.Non ti conviene? E allora produci qui stronzo e fanculo ai Renzi ed ai Marchionne!

Altrimenti quello si chiama sfruttamento e per quanto mi riguarda va considerato come un qualcosa di criminoso. E se non capiamo ciò e non vi poniamo rimedio è poi naturale che quell’odio anti-occidentale continui a crescere ed a generare conflitti sociali. Ecco, mi sarebbe piaciuto ascoltare queste riflessioni invece della solita retorica.

 

 

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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6 risposte a Non mi piacciono retorica e propaganda…

  1. cuoreruotante ha detto:

    Sottoscrivo tutto, ma chi uccide, usando la scusante della religione, lo fa perché è un pazzo esaltato che non sa neanche chi va ad ammazzare, ma gli viene detto di farlo e lo fa.
    Per lo sfruttamento..ogni cosa che compriamo è Made in China, dove anche i cinesi si sfruttano tra di loro

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    • Demonio ha detto:

      Si, come ho detto trovo idiota sia la motivazione ideologica che quella religiosa ed infatti in questi casi si parla di fanatismo.E dietro il fanatico si nasconde sempre qualche altro interesse più o meno oscuro.Per quanto riguarda la Cina il discorso è più complesso perchè mafia a parte li alla fine, almeno in teoria vi è uno stato che dovrebbe almeno garantire dei diritti anche se poi, per ragioni di pecunia sono gli interessi mafiosi che alla fine prevalgono. Ma il guaio è che non è solo la Cina che noi occidentali sfruttiamo ma vi sono India,Corea,Cambogia,SriLanka,Bangadesh,Vietnam,Pakistan,Turchia praticamente tutto il sud America e svariati paesi africani.Purtroppo l’Occidente è questo.Sfrutta all’inverosimile il resto del mondo e lo fa nei modi più vili possibile salvo poi fare l’espressione afflitta quando poi qualcuno s’incazza…

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  2. Anonimo ha detto:

    Politicamente poco corretto…logicamente il ragionamento è giustissimo.Punto.

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    • Demonio ha detto:

      Non credo infatti che avrei mai potuto fare il politico!Che poi ultimamente credo che sia la politica in generale ad essere sempre meno corretta nei confronti di chi vota!

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  3. mattinascente ha detto:

    Aggiungerei una piccola considerazione. Gli imprenditori occidentali, che sicuramente non sono dei “missionari”, hanno creato comunque un’economia, delle strutture e un giro di affari, non potrebbe essere che ora, qualche potenza locale voglia sostituirvisi? Perché fare mangiare ad altri, quello che potrei mangiare io? I poveri operai cambieranno solo padrone, non la loro condizione di sfruttamento. Un saluto.

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    • Demonio ha detto:

      Diciamo che il tuo discorso non farebbe una piega se alla base del “giro” creato vi fosse una cosa che invece manca ovvero tutta una serie di discorsi etici. In pratica anche le mafie hanno creato un economia, delle strutture e dei giri d’affare(e che giri!) ma possiamo accettarlo? Detto ciò la storia insegna che a potere si sostituisce altro potere e gli oppressi tali erano e tali restano comunque. So di non poter cambiare nulla ma almeno se mi vengono a dire di applaudire questo sistema io semplicemente dico che non lo applaudo perchè non lo condivido.

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