Incivile a chi?

Sebbene nessuno ci fa caso o ci pensi la storia della civiltà, intesa come la intendiamo noi (citaz. da Treccani: civiltà s. f. [dal lat. civilĭtasatis, der. di civilis «civile»]. – 1. La forma particolare con cui si manifesta la vita materiale, sociale e spirituale d’un popolo (eventualmente di più popoli uniti in stretta relazione) – sia in tutta la durata della sua esistenza sia in un particolare periodo della sua evoluzione storica – o anche la vita di un’età, di un’epoca. ) è qualcosa di molto recente e, in relazione all’età dell’umanità anche assai breve visto che contrapponiamo solo un diecimila anni (millennio più millennio meno!) ai milioni di anni precedenti di “inciviltà”!

Il passaggio dall’età della pietra con il suo ultimo periodo neolitico all’età “moderna” e civile attraverso il succedersi di una evoluzione tecnologica legata all’età del ferro e del bronzo culmina in quella che storicamente è la prima civiltà riconosciuta ovvero quella Sumera che ebbe origine nella Mesopotamia. Ricordate si? La mezzaluna fertile, il Tigri, l’Eufrate ecc ecc! Altre civiltà si susseguirono e si sovrapposero come la Babilonese, quella egizia fino ad arrivare all’origine della nostra attuale grazie alle civiltà greco romane. Sono volutamente impreciso e sintetico perché non è questo il punto. La storia la conoscete e nel caso pigliate un libro e ristudiatevela! In sintesi più o meno andò così!

Ora c’è un punto a mio avviso che separa nettamente l’essere parte di una civiltà ovvero un popolo con una collocazione territoriale, un insieme di leggi, una autorità, città e possedimenti da ciò che invece non era “civile” ovvero appartenere a popoli nomadi, non strettamente legati ad un territorio e di fatto più “animali” che umani e dicendo ciò non sto dando alla cosa un tono dispregiativo…anzi! Questo punto è fotografato dalla parola sfruttamento. E vi spiego perché.

I popoli primitivi erano costituiti da nuclei familiari, spesso più nuclei insieme costituivano delle tribù e ciò che facevano era semplicemente procurarsi del cibo in varie forme diverse (pesca, caccia, allevamento, raccolta magari anche furti…ci stavano i furbi pure allora!) ma ognuna di queste attività era sempre funzionale al sostentamento della famiglia. Stop. Non vi era insomma uno sfruttamento di altri individui per accumulare benessere e ricchezze. C’era una sorta di ugualitarismo. Ciò di cui si aveva bisogno per sopravvivere bastava. La natura era il teatro e l’uomo vi recitava. Non che ciò fosse tutto rose e fiori ma vi era una sorta di equilibrio che è quello che hanno con essa gli animali.

Traccia di ciò le ritroviamo nelle tribù amazzoniche, aborigene o africane che sono rimaste ad un livello simile a quello dell’uomo pre civilizzato. Cosa accadde ad un certo punto? Accadde che per qualche ragione queste tribù si trasformarono in città-stato. Sintetizzo anche qui ma il concetto è quello. Da piccoli nuclei si passa a nuclei più grandi in cui vi è una organizzazione sociale e di colpo fa la comparsa un sovrano che arriva e dice: wee…quello è mio…quello pure…è tutto mio…ma tu chi sei? Sono dio (o sono suo cugino o suo parente nelle varianti) e voi mi dovete obbedire!

Ed ecco la civiltà! Il re inizia a decidere non perché la tribù deve mangiare ma perché egli ha deciso che è tutto suo e dato che lo dice dio tutti zitti e chi si ribella pussa via se ti va bene oppure morto ammazzato così t’impari a fare incazzare il tuo dio! Ovviamente a questo prepotente subito si affiancano due figure che ancora oggi resistono ovvero il sacerdote e tutta la casta sacerdotale e il soldato. Entrambi capiscono che stare col più forte porterà loro vantaggi e così il re si rafforza ulteriormente.

E quel rafforzarsi porta inevitabilmente ad un altro passo della civiltà che è il desiderio di averne sempre di più. Le città stato iniziano a diventare piccoli regni, grandi regni e addirittura imperi. Il sostentamento ha lasciato il passo all’avidità di pochi. La natura inizia ad essere soggiogata, non si prende da essa solo il necessario ma inizia lo sfruttamento. E lo strumento usato per ottenere ciò è la guerra. I vicini hanno una miniera d’oro? Bene…andiamo e prendiamocela che dio ha detto che è nostra!

Il risultato di tutto ciò è in quasi tutte le civiltà la nascita della schiavitù. I prigionieri di guerra diventano schiavi e forza lavoro per gli aristocratici e le caste dominanti. Iniziano così ad ottenere beni e servizi sfruttando il lavoro di altri a cui per contro danno come premio la vita e del cibo a patto che stiano zitti e buonini altrimenti…morto uno schiavo ne prendo un altro! Tra le varie civiltà di cui ho conoscenze più o meno sufficienti solo quella cinese non aveva una schiavitù di guerra. Ma credo solo perchè di fatto, essendo una civiltà geograficamente isolata non aveva interessi ad espandersi. Comunque aveva una sorta di schiavismo interno simile ai servi della gleba. Insomma schiavi anche li.

Questo modello culturale ha resistito per secoli fino in termini storici a l’altro ieri si può dire e quando la schiavitù dei popoli bianchi è finita si è susseguita quella dei popoli africani sfruttati sia come forza lavoro per secoli e sia sfruttati come terre da cui prendere la qualsiasi. Civiltà dunque…più o meno palese ed evidente ma comunque presente in tutti i popoli ed attraverso cui numerose famiglie hanno accumulato ricchezze e fortune.

Poi qualcosa all’apparenza è cambiato…ehi…non siamo più schiavi…vogliamo essere liberi e pagati! E così è stato. Prima si sono liberati gli schiavi poi anche se il processo è ancora in atto è toccato alle donne che per millenni sono state schiave anch’esse anche se il loro signore e padrone non necessariamente era un sovrano ma più umilmente un pezzente ma questo è stato con la benedizione sempre di qualche dio sempre sia lodato!

E arriviamo ai giorni nostri in cui in assenza di una schiavitù diretta e palese è stata instaurata una schiavitù subdola della serie tu non hai padroni, tu sei libero ma alla fine decido io che cazzo devi fare e cosa mi serve. Se non mi servi t’attacchi! Giusto? Ok, ora però siamo alle soglie di un altro cambiamento epocale (già in atto a dire il vero) e questo pone delle domande e dei problemi che sarebbe bene risolvere in anticipo prevedendone già sin da ora effetti e correttivi.

La rivoluzione in atto è quella tecnologica dei robot che porterà a sostituire via via tutta la forza lavoro attuale con macchine o AI. Cazzate? Fantascienza? Non lo dico io, anche se da parecchio mi interesso alla cosa visto che sono pur sempre cresciuto coi romanzi di Asimov! No, chi lo dice è gente come Bill Gates, Elon Musk e fra gli ultimi il direttore ingegneristico di Google. Insomma non esattamente dei cazzari da social network…e se volete avere un idea qui trovate un articolo ma se cercate ne trovate anche altri.

Il punto della questione è: se nell’immediato futuro i robot sostituiranno la gran parte degli esseri umani nei lavori primari lasciando a questi solo lavori concettuali o artistici che ne sarà di tutti quei milioni di esseri umani rimasti senza lavoro? Ma soprattutto, ed è questa credo la preoccupazione maggiore dei su citati signori, se questi non avranno più un lavoro come potranno essere consumatori e continuare ad arricchire i primi?

Per essere ricco occorre che vi siano dei poveri a cui togliere ma se questi non avranno più nulla il ricco stesso rischia di rimanere si contornato di robot a cui non paga stipendi e ferie e contributi e pensioni ma anche preda della inevitabile fame di chi non avendo più nulla andrà a prendersela a forza! Insomma in poche parole è una cosa che non conviene a nessuno se non guidata e governata sin da adesso nel modo più lungimirante possibile.

Qualcuno di loro ha proposto di tassare le imprese che si avvarranno di questa nuova forza lavoro e di destinare questi proventi per l’istituzione di un reddito universale da dare a tutti. Una sorta di reddito di cittadinanza di salvaguardia della ricchezza insomma! Il risultato? Il ritorno ad una società di tipo schiavista come lo furono quelle precedenti la nostra. Tipo antica Roma! Nessun cittadino romano lavorava nei campi perché lo facevano gli schiavi al posto loro! Ed essi si dedicavano alle arti o al gioco o ad altro. Torneremo a quel modello di società?

Nessuno lavorerà più perché ogni lavoro sarà automatizzato o svolto da robot salvo che a tutti verrà garantita la sopravvivenza con quel reddito e contemporaneamente la continuazione di un modello economico capitalista dove i consumatori sono la linfa vitale di chi ha in mano la proprietà della produzione di beni e servizi? E tutto ciò avverrà ovunque o vi saranno nazioni in cui avverrà prima (domanda retorica!) ed altre in cui non avverrà affatto con conseguente aumento della pressione migratoria?

Insomma, a me sembra una questione abbastanza seria che meriterebbe riflessioni politiche di un certo spessore (e non certo questi buffoni attuali!) per governare due fenomeni sociali che sono per altro entrambi non solo in atto ma inevitabili. I robot ormai non sono più fantascienza e le automazioni le vedete da voi…un tempo se chiamavi la compagnia telefonica ti rispondeva un essere umano…oggi lo fa un computer…un pedaggio lo pagavi al casellante…ora passi col telepass o paghi ad una cassa automatizzata. Le fabbriche sono automatizzate ma questo è solo stata la prima parte.

La seconda promette sconvolgimenti epocali perché l’umanoide te lo ritroverai come medico, come cassiere al supermercato, come insegnante, custode, le auto si guideranno da sole e pure altri mezzi lasciando a piedi autisti e tassisti per non parlare di soldati e del mestiere più antico del mondo! In Giappone esiste già un centro agricolo completamente robotizzato, altre ricerche procedono a gran passo nella direzione delle intelligenze artificiali. Sono stati investiti miliardi di dollari in tutto ciò e chi lo ha fatto non lo ha certo fatto per diletto ma perché sa che domani quei soldi torneranno…

La domanda è: noi  (o meglio voi giovani che io dubito di vivere così a lungo anche se si parla del 2030-2040 come di un periodo già cruciale! ) come ci poniamo di fronte a tutto questo? Beh, io la risposta temo di averla e credo che come al solito semplicemente subiremo tutto senza far nulla ritrovandoci alla fine a mettere qualche pezza qui e la salvo che appena prima di raggiungere un punto di rottura sarà dato quel reddito che intanto già da ora si inizia a pre-configurare giusto per capire quanto è il minimo indispensabile per poter sopravvivere ed essere anche un consumatore!

Ps sui robot ed il loro uso sessuale scrissi pure questo post qui in chiave ironica.

 

Uno sguardo ai titoli dei miei post precedenti? Vai qui

 

Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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14 risposte a Incivile a chi?

  1. Lucy The Wombat ha detto:

    Perfetto, vado a dormire più serena! 😁😱👾

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  2. Paola ha detto:

    Questo è il vero problema di oggi. Ma l’AI non potrà fare proprio tutto, chi è competente e ha professionalità non potrà essere sostituito da una macchina. La vedo dura, invece, per i lavori meno specializzati

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  3. Demonio ha detto:

    La luce te la spegnerà un robot!😂😂😂

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  4. Demonio ha detto:

    Non ne sono del tutto sicuro.Certamente i primi prodotti non potranno mai reggere il confronto ma tra 50,100 anni chi sa? Certamente in ciò che richiede fantasia e creatività l’essere umano difficilmente potrà perdere il confronto sebbene…insomma…certi bipedi politici non mi sembra siano proprio degli Einstein! Invece temo che competenza e professionalità non importino tanto si fini statistici.Mi spiego.Paola è competente nel suo lavoro perché lo conosce bene ed ha esperienza.Ed è professionale nel senso che lo fa al meglio, cerca di non commettere errori, ha una sua etica deontologica e garantisce una certa produttività.Ok…ognuna di queste cose può essere emulata ma la parte che concerne errori può essere del tutto azzerata e questo alla fine è ciò che farà scegliere.

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  5. Paola ha detto:

    E’ una bella discussione. Diciamo che io, guardando il tempo, mi fermavo fra 20 o 30 anni. In ogni modo hai ragione, come possiamo prevedere quello che sarà? Quando ero giovane si diceva che le macchine avrebbero svolto molto lavoro manuale, gli uomini avrebbero lavorato meno ore, percependo però uno stipendio intero. Non è andata proprio così 😉

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  6. Demonio ha detto:

    Infatti quello è il problema attuale! Ad oggi i posti di lavoro diminuiscono e nessuno ha affrontato davvero il problema! Già oggi di potrebbe benissimo dimezzare le ore lavorate da un singolo per far lavorare tutti e considerando che la ricchezza detenuta da quella piccola percentuale è talmente tanta non morirebbero certo di fame se si ridistribuisse un po’ ed intanto si programmerebbe un passaggio graduale e guidato verso la nuova era.Succederà?😬Figurati! Ognuno per se e chi non ce la fa…s’attacca!

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  7. Paola ha detto:

    Il problema è proprio la ridistribuzione. Io sono di idee aperte al sociale e volentieri rinuncerei a qualcosa per vedere tutti stare meglio, ma siamo una minoranza. Anche perchè, vatti a fidare …

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  8. Demonio ha detto:

    Già, ormai nessuno si fida più di nessuno!E per ora la vedo nera!

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  9. Paola ha detto:

    Intendevo dire che se ci fosse un’equa distribuzione delle risorse, ci vorrebbero anche governanti onesti che la facessero davvero equa

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  10. Demonio ha detto:

    I nostri più che equi sono equini, anche equestri e di solito equivoci! 🙄

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  11. Demonio ha detto:

    😂😂😂

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  12. francescodicastri ha detto:

    Giusta analisi. Quello che tu chiami sfruttamento io chiamo dominio del più forte sul più debole. E nasce con la nascita dell’uomo.

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  13. Demonio ha detto:

    Certamente quella componente c’è sempre stata però, l’uomo preistorico non accumulava e non usava la sua forza per sottomettere le masse, diciamo che il capo tribù aveva i suoi vantaggi ma poi finiva li ed era più simile all’essere il soggetto alfa di un branco di lupi che un potente dei giorni nostri!

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