E’ una cagata pazzesca!

Avete presente la scena di Fantozzi quando, costretto insieme a tutti i suoi colleghi, a guardare dal loro superiore cineasta il film “La Corazzata Potemkin”, in quanto ritenuto un capolavoro cinematografico indiscusso, ad un certo punto, esasperato se ne esce, nel tripudio generale con la sua famosa esclamazione?

Scena al minuto 12:49

Bene, a questo punto voglio fare una piccola premessa sulla mia persona. Quello che voglio dire è che non penso di avere una chissà quanto grande cultura o preparazione ma più modestamente credo di avere quella che si potrebbe definire una cultura media. Nella mia vita sono tantissime le cose che non ho letto, ad esempio sono certamente carente sui classici greci e del resto non ho fatto il classico quindi questo ha influito.

Però probabilmente penso di aver letto abbastanza, magari un paio di migliaia di libri, forse qualcosina di più, quindi tutto sommato, pur nella consapevolezza di dover ancora tanto leggere, posso comunque dire di aver letto a sufficienza per possedere una discreta visione d’insieme certo migliore dell’elettore medio leghista che magari già è tanto se ne ha letto un paio di libri in tutta la sua vita! Insomma, so di essere ignorante ma non così tanto come altri.

Ok, adesso arrivo al punto. Recentemente ho guardato due film che avevo da anni salvati e che non avevo mai avuto occasione di vedere. Entrambi ritenuti dalla critica dei capolavori indiscussi e quindi, visto che tali erano ritenuti, mi sembrava giusto guardarli. I due film nell’ordine sono “Blow Up” di Michelangelo Antonioni e “Strade perdute” di David Lynch.

Ebbene…ripeto, magari non ho quegli strumenti culturali per esprimere un giudizio da esperto, magari ho dei miei limiti ma per entrambi i film il mio giudizio personale è lontano anni luce da quello che ne ha dato la critica ed in parte anche il pubblico. A me nessuno dei due film è piaciuto, nessuno dei due mi ha lasciato nulla, nessuno dei due ha arricchito minimamente ne la parte emotiva che quella culturale.

Niente di niente…averli visti non mi ha minimamente reso migliore del prima della visione. Zero assoluto. Due film che ho trovato noiosi, banali, forzati, si, magari onirici ma tutt’altro che dei capolavori. Per carità, ottima tecnica sulle inquadrature, buona fotografia ma nulla di più. Il secondo l’ho trovato sconclusionato, senza senso, senza ne capo ne coda tenuto a galla dalla presenza di una bella Patricia Arquette e da una bella colonna sonora ma certo non credo basti questo per definirlo un capolavoro.

Quello di Antonioni, al massimo mi può aver lasciato una maggiore consapevolezza del mondo londinese degli anni sessanta ma a parte ciò? La storia di un fotografo che si trova per le mani un potenziale scoop e che se lo lascia sfuggire salvo poi a fine film dubitare del fatto che la sua storia l’abbia realmente vissuta e non solo sognata e immaginata dopo aver fatto serata in una festa tra alcol e droga. Beh? Che avrebbe di capolavoro?

Ecco, lo chiedo a voi in generale se vi è mai capitato di aver tra le mani un libro o un film ritenuti capolavori e poi alla fine rimanere delusi!Io immagino debba essere un po’ come se uno si ritrovasse a letto con una donna superlativa salvo poi scoprire (tipo la moglie del soldato!) che è una donna…con la sorpresa! O invitare a cena una donna, preparare tutti i nostri piatti forti e scoprire che è vegana, astemia e per giunta timorata di dio per cui non ve la darà mai!

A me è capitato abbastanza (parlo di film e libri!) e soprattutto in ambito letterario spesso sono rimasto proprio deluso a tal punto che mi sono posto delle domande del tipo: ma che avevano fumato tutti per dare ‘sti giudizi? Ad esempio un classico osannato oltre modo è Siddharta. Finito di leggere rimasi li tra me e me a dire boh?! Ma anche altri, alcuni penso di averli addirittura rimossi dalla memoria!

Ora quel che mi chiedo, partendo da quella premessa di prima è se magari, oltre a ciò il giudizio su qualche opera artistica a volte è “falsato” dal periodo storico e sociale in cui queste vengono giudicate e se, all’interno di questi meccanismi non sia spesso scattato anche quel meccanismo che non saprei come definire ma che in pratica porta qualcuno a dire che qualcosa è bello solo perché lo ha detto qualcun altro e magari non si vuole sfigurare e così via, con un effetto valanga dove nessuno osa contestare ciò che altri hanno detto per non sentirsi in disagio.

Ovviamente sovente anche per le stroncature avviene ciò per cui molte volte quel che era stato definito brutto invece si è dimostrato decisamente piacevole! E questo è uno dei motivi per cui personalmente non leggo mai (prima) le critiche e preferisco guardare le cose nuove a distanza di tempo dalla loro uscita in modo da subire il minimo possibile l’influenza esterna e giudicare semplicemente in base al mio “sentire”.

Poi è ovvio che certamente molto nel giudicare qualcosa dipende dal proprio gusto personale però, almeno per ciò che mi riguarda credo di riuscire anche a cogliere il valore complessivo delle cose e magari ecco, quel che ho letto o visto non l’ho ritenuto una gran cosa però comunque mi ha lasciato qualche interrogativo, qualche spunto di riflessione, qualche ricordo ecco! Ma quando qualcosa non lascia proprio nulla possiamo dire di aver avuto tra le mani una tafanata galattica?

 

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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58 risposte a E’ una cagata pazzesca!

  1. PindaricaMente ha detto:

    Dan Brown.
    Ecco uno che trovo parecchio sopravvalutato. Dal Codice Da Vinci in poi è stato un crescendo di acclamazione da parte di critica e pubblico e io invece ho trovato i suoi libri un’accozzaglia di banalità e pressappochismo.
    Ah, e poi trovo sopravvalutato, ma assai assai, Carlo Cracco.
    Ecco, l’ho detto.
    Un’ultima cosa: ho fatto il classico. 😎

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  2. wwayne ha detto:

    Un altro film di David Lynch (Mulholland Drive) è il più brutto che abbia mai visto, quindi probabilmente è proprio lui ad essere sopravvalutato.

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    • Demonio ha detto:

      Si, lo ricordo quel film! Nemmeno quello effettivamente mi aveva entusiasmato ma Strade perdute è decisamente peggiore! 😀
      E comunque concordo: forse è un tantino sopravvalutato!

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      • wwayne ha detto:

        Non ho visto Strade perdute, ma essendo dello stesso regista non ho dubbi sul fatto che si tratti di un escremento orribilmente fetido, dal quale è opportuno tenersi distanti almeno un chilometro. Grazie per la risposta! 🙂

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      • Demonio ha detto:

        Ahahahahah ecco, a proposito di cagate pazzesche siamo li! 😀
        Figurati, appena posso rispondo sempre volentieri! 🙂

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  3. silviatico ha detto:

    Già il fatto che tu abbia sentito la necessità di scriverne tanto, vuol dire che non erano poi così”cagata pazzesca”, non credi? A me son piaciuti entrambi e pure un sacco: tutta questione di gusti, più che di intellettualità. Io amo questo tipo di narrazioni: frammentarie, sospese tra realtà e oniricità. Esse richiedono un linguaggio che sento a me molto vicino. Un linguaggio che cerchi di andare oltre i soliti schemi, nell’intento di cogliere qualcosa di più e restituirlo allo spettatore. E su questo Linch è sempre stato un maestro, uno dei più grandi della storia del cinema(chiaramente è sempre un parere molto personale).
    Tutto qua. E non dipende nemmeno dalla formazione scolastica. E’ solo questione di sensibilità rispetto a certi linguaggi: siano essi cinematografici o letterari. Certo, trovare qualcuno che sia in grado di commentare e spiegare le opere in modo comprensibile e dunque fruibile, sarebbe una gran cosa. Ma questa è forse la cosa più difficile, dal momento che, in genere, i critici amano rifugiarsi in tecnicalità astruse e queste si incomprensibili ad essi stessi. Ci manca una capacità divulgativa che renda comprensibile certi linguaggi artistici che rivoltano e ricostruiscono il concetto stesso di arte.
    Anche capolavori come “l’Ulisse” di Joice O “L’urlo e il furore” di Faulkner, per non dire della “Cognizione del dolore” di Gadda, oppure per il teatro dell’assurdo di Beckett in aspettando Godot, potrebbero essere definiti delle”cagate pazzesche. Tanto per restare nell’ambito fantozziano che io ammiro e rispetto, ma senza farlo diventare dogma della mia esistenza(infatti guardo e leggo di tutto senza preclusione alcuna) .

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    • Demonio ha detto:

      Beh, mi segui da un po’ quindi sai che di preclusioni non ne faccio( guarda ti dico pure che mi sono anche letto un paio di libri di Fabio Volo!:-D) proprio perchè mi piace sempre giudicare dopo aver visto o letto con i miei occhi! Perchè ne ho parlato? Non perchè mi abbiano lasciato qualcosa (a meno di considerare anche il vuoto un qualcosa!) ma solo perchè è capitata questa coincidenza di aver visto uno dietro l’altro due film ritenuti belli e non averli trovati di mio gradimento. Certo, hai ragione nel dire che il gusto personale conta tanto però boh…non so, di film con linguaggi visionari ed oltre gli schemi ne ho visti e mi piacciono ma in questo caso non sono proprio riuscito a trovare neppure quel qualcosa che si celasse dietro! Strade perdute ad esempio…ok…due storie con due protagonisti che vivono storie parallele e complementari con in comune degli elementi( il personaggio misterioso, le due donne, il proprietario della villa e il gangster) ma lo scopo di questa trama qual’è? Immaginare un potere soprannaturale che gioca coi destini? E se si allora perchè solo accennarlo? Perchè ridurre tutto a dei forti mal di testa e dei vuoti di memoria? Mi dirai per lasciare allo spettatore un alone di mistero…beh…no…io non lo voglio il mistero e se c’è una strada me la devi indicare tu affinchè io possa decidere se seguirla o meno! Altrimenti il film me lo giro da solo! No no, così non funziona…è come se uno va al ristorante, ordina un piatto , il cameriere te lo porta e ti dice: ecco il piatto, ora vada in cucina e se lo finisca di cucinare lei! 😀

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      • silviatico ha detto:

        Alla base del discorso linchiano c’è quasi sempre il cinema e la ricerca espressiva. Dunque, come dicevo, l’esigenza di elaborare un nuovo linguaggio. In strade perdute c’è proprio questo: è un discorso cinematografico sul cinema. Non per nulla, alla fine, il protagonista seguita a vedere gli sviluppi su un, mi pare, piccolo riproduttore d’immagini. Quindi più che la storia è importante la scelta visiva e la filosofia che la sottende. E’chiaro che non può interessaree tutti. Ma, del resto, certo cinema commerciale o meno, non è che debba interessare tutti, vero?… Comunque: il nulla ha di certo una sua valenza, dal momento che dicono che la natura aborra il vuoto. E il tuo vuoto si è trasformato in esigenza di dirne e riempire quel vuoto… Per il resto, non è che si tratta di subire un simile invito da parte di un cameriere. Bensì di apprezzare o meno certe storie che hanno pari dignità di altre: un autore può dare un finale, oppure diversi finali, come pure non darne. E qua subentra, come già detto, il gusto personale: c’è chi preferisce il finale preconfezionato e chi invece una chiusa che gliene faccia immaginare di diversi. Sarai d’accordo con me che un’opera artistica la si considera tale soprattutto quando induce alla riflessione, oltre che alla contemplazione…

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      • Demonio ha detto:

        Certo, su quello siamo senz’altro d’accordo! Però forse non mi sono spiegato bene! Non è che preferisca un finale preconfezionato ma pretendo che vi sia un finale che dia modo a tutto il resto di trovare un senso! Allora quando trovo ciò so di trovarmi di fronte qualcuno che mi sta dicendo qualcosa e con cui poi posso essere d’accordo o meno, che mi può piacere o meno ecc ecc. Ma se non mi dici nulla su che ragiono? Certo…tu mi dirai che i suoi film sono sperimentali e bisogna capire la sua testa ed il suo modo di ragionare…ok…ci sta però, a mio modo di vedere un film per essere considerato un capolavoro dovrebbe avere altre caratteristiche. Ti faccio un esempio musicale scemo! Però rende l’idea! E ti cito parole non mie ma dette dagli stessi artisti di cui parlo. I primi album dei Pink Floyd. Alcune canzoni in particolare. Sperimentali, oniriche, a tratti anche interessanti ma non certo belle, non certo dei capolavori. Lo hanno detto proprio loro, Gilmour ma anche Waters a proposito di certi loro brani hanno detto…noi li suonavamo…la gente era strafatta, forse nemmeno ascoltava…potevamo anche smettere di suonare (tipo Barret) che avrebbero continuato ad applaudire! Ecco…la ricerca l’hanno fatta, ma i capolavori sono stati altri!

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      • silviatico ha detto:

        Il tuo esempio non è per niente scemo, anzi: è esemplare di come gli artisti tendono a
        confondere le acque, quando si tratta di entrare nell’intimo del loro lavoro.C’è una sorta di pudore, forse anche di recalcitranza naturale. Ma è un po’ come cercare di spiegare una poesia da parte di chi la scritta: ci si rinuncia, perchè non ce la si fa.Dunque capisco i Pink floyd che, reticenti, mirano a confondere le acque, mascherando il tutto con l’alibi della droga e degli sballi. Ma, fossero stati onesti, avrebbero dovuto spiegare il desiderio di sperimentare, di trovare una loro strada, di esprimere qualcosa che sentivano dentro e che non trovava sfogo nei linguaggi musicali a loro contemporanei.Dunque hanno dovuto trovarsene uno proprio.E per farlo hanno smosso mari e monti, percorrendo sentieri di musicalità sperimentale.Il tutto per arrivare alla fine a quella musica che li ha resi immortali e che anche tu apprezzi moltissimo. Ma, loro, per arrivarci, hanno dovuto passare attraverso brani come Astronomy domine, Carefull that axe Eugenie, the scarecrow, See Emily play…Questo per dirti che, per arrivare a quel che si è all’oggi, c’è tutto un percorso di maturazione alle spalle. Non ci fosse stato un Syd Barrett pazzo a scrivere musiche ancor più folli ed allucinate, non ci sarebbero i Pink floyd di oggi,vero?
        Io, personalmente, amo alla follia i vecchi Pink: quelli di The piper and the gate of down, di Ummagumma, Atom Heart mother, della colonna sonora del film”More” o di Zabriskye point. A saucerfull of secrets… Insomma: saranno stati strafatti, ma la voglia di suonare e sperimentare era così forte da invogliare anche chi li ascoltava a non accontentarsi, a cercare qualcosa di diverso attraverso nuove strade e nuovi inizi.
        Così è ed è stato per la cinematografia: David Linch ha accomagnato a pellicole di successo come Velluto blu o Cuore selvaggio, anche altre allucinate ed all’apparenza sconclusionate, come
        Inland empire o Strade perdute,Eraserhead… con film quale Una storia vera: film struggente e visionario d’infinita dolcezza…
        Alla fin fine, come dicevo all’inizio: l’arte è legata alla sensibilità dell’individuo, quindi fa si che essa assuma le caratteristiche che la persona ad essa affida. Perchè essa ha una funzione a partire dalla soddisfazione del bisogno insito nella persona.
        Perdona se mi sono dilungato, ma sono sempre stato un patito sia dei Pink floyd che di David Linch… E pure del regista Ejzenstejn, quello della cagata pazzesca… Ricordo che, da bambino, facevano spesso i suoi films in televisione. E ricordo anche dell’emozioni profonde che essi mi hanno suscitato, spingendoni ad approfondire le storie e ad essere sempre più aperto ala conoscenza. Quando mi capitò di vedere al cinema il primo Fantozzi ci risi come un matto alla rivolta dei forzati del cineforum aziendale: contraddizione in seno al popolo?
        Ciao e grazie per la sana discussione

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      • Demonio ha detto:

        Non so se rispetto alcuni brani volessero confondere le acque! 😀 Io credo dicessero il vero poi va beh, alcuni dei vecchi brani, diciamo praticamente tutti quelli suonati nel live a Pompei restano comunque dei gran pezzacchioni ma non credo si riferissero a quelli! Comunque dai, alla fine credo che ci siamo capiti e penso che al di la di tutto ci stia anche che un artista possa anche fare qualcosa non al livello di altre sue cose! Comunque, come dicevo in un altro commento, il film di Fantozzi non attaccava il film( ne cambiò pure il nome!) quanto una certa schiera di critici! E prima o poi me lo guarderò anche io! 🙂
        Ed infine grazie a te per aver alzato il livello del post, per non aver avuto (lo dico agli altri: non mordo!) timore ad esprimere un pensiero discordante e per avermi comunque dato modo di avere un confronto costruttivo su delle convinzioni mie che oggi magari sono queste ma che chissà , magari un giorno potrebbero anche cambiare!

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  4. quasi40anni ha detto:

    La buonanima di mia nonna un giorno mi chiese di accompagnarla in un supermercato appena aperto e osannato da tutti. Rimase delusa e mi disse :” a mare avantato, non andare a pescare “ ( avantato sta per vantato, osannato ) . Ci sono un sacco di cose così nella vita, tipo i ristoranti stellati Michelin che quando esci vorresti correre a casa a mangiare una rustica pasta e fagioli. In generale trovo tanta cinematografia sopravvalutata, a volte mi chiedo addirittura se sia una vera forma d’arte. Certo poi guardo un Matrimonio all’italiana e capisco come la bravura possa rendere l’arte di semplice fruizione per tutti.

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    • Demonio ha detto:

      Con la pasta e fagioli rustica hai vinto! Non posso dirti nient’altro! 😀
      Però, per quanto riguarda la forma d’arte penso che essa si manifesti quando il racconto riesce a coinvolgere ed è ovvio che un bravo attore ed uno che non lo è daranno due prestazioni diametralmente opposte influenzando il giudizio. Allo stesso modo anche la sceneggiatura se ben scritta è sicuramente funzionale così come anche la regia, la fotografia e la cura dei dettagli. Io personalmente penso che su 100 film realizzati magari i capolavori possono essere uno o due, poi vi saranno ottimi film, film buoni e film discreti che tutti insieme saranno una decina per poi avere una trentina di film decenti, da passarci il tempo ma usa e getta diciamo e il resto pura spazzatura inutile di cui mai nessuno sentirà la mancanza! 😛

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      • quasi40anni ha detto:

        Condivido appieno ! Ti inviterei stasera, pasta e ceci e cozze se ti piacciono i legumi

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      • Demonio ha detto:

        Aggiungi un posto a tavola…mi sono già avviato!! I legumi? Marooo e che te lo dico a fare…pasta ceci e cozze…stupende! Come le prepari?

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      • quasi40anni ha detto:

        Con tanto olio aglio e pepe…si vede che non sono tipa da cuisine française?! 😉

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      • Demonio ha detto:

        La cucina francese non la sopporto quindi evviva la cucina di sostanza ma ugualmente ricca di odori e sapori! Ma i ceci ad esempio come li cuoci? A me per esempio mi piacciono buttati dopo che ho fatto sciogliere delle alici in olio e rosmarino fresco e lasciati a cuocere a fuoco medio per un bel po’ e facendone diventare una parte una purea grezza con il cucchiaio.Ecco , mi chiedevo se poi unisci le cozze cotte a parte direttamente alla pasta oppure segui un altra via!😂

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      • quasi40anni ha detto:

        I ceci li faccio col solito metodo: 12 ore ammollati in acqua, poi cottura lenta con alloro salvia aglio e scalogno. Per il sughetto soffriggo aglio e olio, calo le cozze sgusciate crude, tanto pepe, un minuto di cottura e aggiungo i ceci con un pochino della loro acqua di cottura, altri 4 minuti e spengo fiamma. Poi scolo la pasta, unisco il tutto e bon. Ma la tua ricetta delle alici la proverò sicuramente!

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      • Demonio ha detto:

        Mi è venuta fame!😂 E mo me la segno la tua che prima o poi la sperimento!

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  5. annaecamilla ha detto:

    Mi è capitato tantissime volte, mio marito ha una cultura fuori norma per libri film storia e politica oltre ad essere un fisico. Mi costinge a vedere dei film pazzeschi. Alcune volte sono belli ma altre delle cagate mostruose. Ti capisco e sono vicina al tuo dolore. 😂😂😂

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  6. cuoreruotante ha detto:

    “Memorie di una Geisha” ! Non so se mi sia piaciuto di più il libro o il film 😊

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    • Demonio ha detto:

      Beh anche quello non lo definirei proprio un capolavoro.Il film lo vidi e l’ho completamente dimenticato il che significa che non mi ha minimamente dato nulla e si che il Giappone e la sua cultura mi hanno sempre affascinato!

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  7. Paola ha detto:

    Non so Lynch (ma a me Mulholland Drive era piaciuto). Quanto a Blow Up, penso che sia proprio un problema “di tempo”. Sai quanti film che avevo apprezzato tantissimo, rivisti ora non mi dicono più niente? Perchè ora, partendo da quel film, l’arte si è evoluta, è cresciuta, si è adattata alla storia presente. Ma è partito tutto da lì. Blow Up è un film degli anni ’60, quando era in corso una frattura profondissima tra la cultura precedente e quella che sarebbe nata allora, e che in sostanza prosegue tutt’ora, evolvendosi. L’idea finale della partita a tennis senza pallina ti apre un milione di interrogativi; basta quello (che ha fatto il regista? Ha solo tolto una pallina) per far sì che chi guarda si faccia mille domande e cerchi le risposte. E’ vero, non è vero? Discussione interessante, comunque, grazie di averla aperta.

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    • Demonio ha detto:

      Sicuramente la tua è una buona chiave di lettura di cui bisogna tenere conto. Di sicuro a me piace guardare i vecchi film, anche in bianco e nero e tanti film che per l’epoca erano considerati capolavori visti da me , con gli occhi del mio tempo, hanno mantenuto le loro promesse e mi son piaciuti.Altri invece no.Quindi forse sono io che ho un mio personale canone estetico. Boh…però i critici devo dire che ci mettono del loro per farsi ritenere insopportabili!😬

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      • Paola ha detto:

        Beh, poi diciamo anche che ognuno è libero di pensarla come vuole 🙂

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      • Demonio ha detto:

        Questo è vero ma la cosa che più mi piace è cercare di capire chi la pensa diversamente e per questo trovo che un blog è un ottimo strumento di confronto!☺

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      • wwayne ha detto:

        Hai perfettamente ragione amico mio: il confronto con gli altri è il lato più bello dell’essere un blogger. E infatti quando pubblico un nuovo post non me ne frega una minchia delle visualizzazioni e dei likes, ma spero sempre di ricevere una carrettata di commenti: poche cose al mondo mi stimolano più di una conversazione nel mio salotto virtuale. 🙂

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      • Demonio ha detto:

        Ecco, questo è lo spirito giusto che purtroppo con l’avvento di Fb e similari si è praticamente perso.Un tempo su Internet eravamo in pochi ma c’era tanta curiosità e voglia di confrontarsi con gli altri.Poi…nulla tutto questo ha lasciato posto alla ricerca del like, alla caccia del follower e ad un narcisismo smodato che ha reso tutto banale.E complice anche tweetter si è perso il gusto di leggere e scrivere per inseguire brevi slogan e frasi fatte disabituandosi al confronto. Ed alla fine tutto è diventato pollaio, tifo da stadio, o con me o contro di me e via con insulti ecc ecc. La gente ormai già è tanto se legge i titoli…lo vedo nel mio blog…spesso nemmeno 10 secondi dopo aver pubblicato qualcosa vedo comparire dei mi piace…cazzo sei…uno scanner che in così poco tempo hai già letto tutto? E così, pensando di farmi chissà quale piacere mettono like ma, per me, il vero piacere sono i commenti che rappresentano l’occasione per confrontarsi o anche scherzare con altri.Il resto…sticazzi!😛

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      • wwayne ha detto:

        Sono totalmente d’accordo. Vale lo stesso discorso per quelli che entrano nel mio blog e lasciano likes all’impazzata, anche 5 o 6 nel giro di pochi minuti: è impossibile che tu abbia letto tutti quei post in così poco tempo, quindi è evidente che sei venuto a lasciarmeli alla cazzo, magari nella speranza che anch’io per ricambiare ti bombardassi di likes a tutto spiano. Che ce faranno poi co’ tutti sti likes… grazie per la risposta! 🙂

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      • Demonio ha detto:

        😂😂😂 Di credo che la maggior parte della gente da social mette like più per cercare un ritorno che per reale interesse.Ormai me ne sono fatto una ragione e non ci faccio più tanto caso. Personalmente lì metto seguendo delle mie personali regole:
        1) Ho letto e mi è piaciuto quello che ho letto ma non ho tempo o voglia per lasciare a mia volta un commento
        2) ho letto, mi è piaciuto e lascio anche un commento
        3) non lo metto per varie ragioni ma comunque commento se ho qualcosa da dire
        4) non ho nulla da dire, ma se mi è piaciuto il post magari lo metto oppure lo metto a qualche commento che avrei potuto scrivere io
        5) Non metto like a chi ha il blog chiuso ai commenti o a chi censura/cancella
        Insomma faccio un po’ come mi pare essendo a volte anche un po’ scorbutico e asociale però…quando ho voglia o non dormo mi piace curiosare in giro mentre leggo sempre tutto di chi ho deciso di seguire!☺

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      • wwayne ha detto:

        Io metto il like quando il blogger riesce a raccontare una storia interessante, oppure a creare una bella atmosfera: è quello che cerco di fare anch’io in ogni mio post, talvolta riuscendoci, talvolta no.
        Comunque alla tua watchlist aggiungi anche Bent – Polizia criminale: è di gran lunga uno dei migliori film usciti nel 2018. Grazie ancora per la piacevole chiacchierata “spalmata” su 2 blog diversi! 🙂

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      • Demonio ha detto:

        Grazie a te, mi pare di avere anche lui! 😀

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      • Paola ha detto:

        anche a me piacciono i confronti, quando fatti bene

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      • Demonio ha detto:

        Non so se li faccio bene perché a volte forse tendo a perdere di vista alcuni aspetti ma…insomma…ci provo!😬

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      • Paola ha detto:

        Finchè c’è educazione e rispetto, sono fatti bene

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      • Demonio ha detto:

        😀 il rispetto c’è sempre, almeno fino a quando è meritato! Ma se finisce io smetto semplicemente di rispondere ed ignoro chi lo ha perso! Invece…sulla maleducazione…mmmm….per qualcuno potrei essere maleducato per i termini che uso però non sono cattivo! 😀

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  8. Paola ha detto:

    E scusa, vorrei anche aggiungere che i mezzi cinematografici di allora non erano quelli di oggi

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    • Demonio ha detto:

      Su quello non ci sono dubbi però è anche vero che certi registi sapevano essere geniali con quel che avevano.Ad esempio, tempo fa sono rimasto estasiato da una immagine Gif relativa ad un film di Hitchcock se non erro( o era Chaplin? Marooo non mi ricordo!)in cui si vede una persona andare contro il parapetto e cadere di sotto.Poi la successiva immagine apre il campo e si vede la camera messa dietro l’immagine in miniatura della stanza col parapetto e la persona cadere in realtà su un materasso.Ovviamente in camera tutto appare reale mentre in realtà era tutta un’illusione prospettica! Non so se mi sono spiegato ma quella Gif è troppo bella!😀

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  9. alessialia ha detto:

    Eh non li ho visti, quindi su di loro non posso risponderti…
    Magari dico che a volte si legge, o si guarda un film per moda…
    Tipo, io non riesco a leggere Baricco… ups… non je la fo. O fabio volo, che non è un autore, pero si chiama fabio volo, e allora…

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