L’Italia che mi piace!

Ora che si sono un po’ spenti i riflettori e che la maggior parte della gente è tornata a esaltarsi sul calcio dopo che tutti erano saliti sul solito carro dei vincitori (vincitrici in questo caso!) mi è venuta voglia di rendere a modo mio un tributo alla nostra squadra nazionale di volley femminile.

Chi mi conosce sa che se c’è uno sport che seguo un po’ da sempre e che mi appassiona come non pochi quello è il volley ed in particolare quello femminile. Ed infatti, non è nemmeno la prima volta che ne parlo. Lo avevo fatto anche in occasione di un altra finale purtroppo anch’essa persa nel World Grand Prix del 2017 (qui il post) e grosso modo adesso dovrei riscrivere più o meno le stesse cose.

Quello che dissi allora fu che queste fantastiche ragazze avrebbero continuato a vincere o a lottare per farlo. E ci avevo preso sbagliando la previsione solo su una ragazza (Guerra) e su Folie che in questo mondiale purtroppo non ha giocato perché infortunata ma che ha fatto esplodere la Danesi che l’ha sostituita e che si è rivelata fortissima avendo avuto una crescita personale magnifica.

Ricordo quando arrivò in nazionale: era una specie di brutto anatroccolo sperduto ed impaurito, timido, con l’aria di chi non crede di essere li tra le migliori del mondo ed ha paura quasi a disturbare! Torna con la consapevolezza di essere fortissima con grossi margini di miglioramento e a cui avrebbero dovuto dare il secondo premio come miglior centrale. Va beh…la prossima volta!

Comunque un applauso a queste magnifiche ragazze lo faccio di nuovo, chi volesse leggersi l’altro post avrà modo di conoscere meglio le loro caratteristiche. Rispetto quella squadra qui c’era qualche novità e qualche assenza. Tra le novità Elena Pietrini (futuro radioso anche per lei), pirotecnica schiacciatrice diciottenne, Sarah Fhar e Marina Lubian, due centrali che potranno far bene, entrambi diciottenni, Sylvia Nwakalor, un altra ragazzina diciassettenne dal grande potenziale e Carlotta Cambi, una palleggiatrice niente male!

Tra le infortunate vi era anche Caterina Bosetti ma c’era invece la sorella Lucia che devo dire mi ha stupito ed è stata una delle migliori. Il “settetto” titolare era Malinov al palleggio e in diagonale Paola Egonu entrambe premiate rispettivamente  come miglior palleggiatrice e miglior opposto del torneo. A seguire le due centrali erano Cristina Chirichella e Anna Danesi mentre schiacciatrici ricevitrici la esuberante Myriam Sylla (premio individuale anche per lei!) e appunto Lucia Bosetti.

Infine l’acchiappatutto Monica De Gennaro il libero premiata anche lei individualmente come la migliore. A chiudere in panchina l’altro libero Beatrice Parrocchiale e nel ruolo di seconda opposto Serena Ortolani, moglie del tecnico Davide Mazzanti e in veste di giocatrice anziana di esperienza. Età media della squadra 23 anni ma senza Ortolani che ne ha 31 sarebbe ancora più bassa!

Ok, fin qui il doveroso tributo, sarei voluto essere più sintetico ma come si fa? Adoro queste ragazze per tutta una serie di motivi. Ad esempio, Myriam Sylla, doveva giocare gli scorsi europei ma viene trovata positiva dall’antidoping. Era solo una contaminazione ma viene comunque fermata. I social si sono scatenati, se la sono mangiata, ne hanno dette di tutti i colori. Ha tenuto botta. Agli europei non c’era nemmeno Malinov infortunata.

La squadra è andata male. Di nuovo tutte le ragazze ed il tecnico sono stati messi ingiustamente sulla graticola. Tutti quelli che in questi giorni celebrano le ragazze terribili fino a solo un mese fa hanno lanciato a questo gruppo tanta di quella merda che la metà bastava. Inclusa la merda razzista di cui ho parlato anche qui e che anche in questi giorni è tornata a galla.  Ma tanto ci sarebbe da dire.

Su una cosa però voglio mettere l’accento e non è la loro vittoria in se, non sono i successi. E’ invece un parallelo politico con l’altra italia, quella con la i minuscola e che ci vede governati dal nulla cosmico. Il punto è questo: quello che mi entusiasma di questa squadra è che il percorso inizia da lontano ed è uno dei rari esempi di programmazione a lungo termine che questo paese sia stato in grado di fare.

Iniziò il guru del volley Julio Velasco quando gettò le basi per quello che sarebbe diventato il club Italia ovvero una squadra della federazione che potesse allevare e crescere giovani talenti. All’inizio le giocatrici che vi confluivano di fatto si allenavano solo insieme ma comunque gettarono le fondamenta per la prima generazione di talenti come la Lo Bianco tanto per dirne una. Piccola parentesi, un saluto alla scomparsa Sara Anzanello,una di quelle campionesse del mondo di quella squadra morta ieri a 38 anni per una epatite. Sigh.

Tornando al club, questi nel tempo si è evoluto ed ora, da qualche anno gioca anche nel campionato maggiore o di A2. Da li vengono tutte le attuali giocatrici. Una programmazione durata anni che da costantemente frutti. Di fatto rappresenta quello che per me manca. Una politica che programmi. Uno Stato che investe, forma e fa crescere i propri cittadini all’interno di imprese statali creando nuova occupazione. Da quando impera il liberismo sembra che sia un peccato mortale far ciò…

Se non ci fosse stato nel volley il Club Italia molte di queste ragazzine difficilmente sarebbero emerse perché le altre squadre (paragoniamole alle imprese private) perseguono altri interessi. Le squadre come le imprese italiane non sono tenute a fare “beneficenza” o ad investire perché ciò rappresenta economicamente parlando un costo. Il privato investe solo se vi è un surplus economico ma in tempo di crisi taglia e punta a massimizzare i profitti col minimo investimento.

Se assume prende gente già formata in grado di produrre prima di subito. Allo stesso modo le squadre mirano a raggiungere subito i loro obiettivi e la formazione di una giovane atleta non è una priorità a meno che possa servire per far cassa. Loro prendono campionesse già affermate. Ma il Club Italia invece essendo una squadra della federazione non persegue la vittoria come fine ultimo ma la crescita delle ragazze e lo può fare proprio per la sua diversità dal privato. Ma col privato si misura e solo così migliora.

Ecco, questo aspetto che, a mio avviso, è il più importante traguardo raggiunto è di fatto passato del tutto inosservato a tutta la politica italiana visto che abbiamo tra governo ed opposizione il fior fiore della meglio imbecillità italica supportato da una maggioranza ancora più imbelle attratta più da facili slogan e facili promesse oltre che da quel reddito di cittadinanza che fatto così è la cosa più inutile e stupida che si potesse fare.

Certo…nel breve periodo tutti contenti…avrete i vostri soldini da spendere…farete i vostri bei corsi inutili di formazione che faranno arricchire i soliti…farete dei lavori saltuari e tutto il paese complessivamente si ritroverà ancora e sempre fermo ma ancora più indebitato senza che venga creato un solo posto di lavoro.

Beh, io lo dico da anni, santo Keynes tu lo sai quanto ti prego…se come Stato non si fa una programmazione creando dei Club Italia ovvero delle imprese statali nei settori strategici che formino e creino oltre che occupazione anche know-how e a lungo termine anche profitti beh…allora continuerà a non esserci un futuro. Questa è la realtà. Invece per fortuna, nel volley il futuro, grazie a queste ragazze, ma anche alla federazione che ha saputo lavorare bene, sarà un bel futuro.

ITALIA - SERBIA

Da sinistra: Monica De Gennaro,Lucia Bosetti,Ofelia Malinov,Carlotta Cambi,Elena Pietrini,Marina Lubian,Sarah Fhar,Anna Danesi, Serena Ortolani,Paola Egonu, Myriam Sylla,Beatrice Parrocchiale,Sylvia Nwakalor, Davide Mazzanti e davanti il capitano Cristina Chirichella

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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14 risposte a L’Italia che mi piace!

  1. Lucy the Wombat ha detto:

    Non seguo il volley ma è un’ottima analisi!

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  2. Evaporata ha detto:

    Questa piace anche a me. 😊

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    • Demonio ha detto:

      Ne ero certo e del resto ci sono tutti gli ingredienti che servono: talento, sacrificio, crescita, competenza e costanza, il tutto diretto da una politica lungimirante! A volte penso cosa potrebbe essere sta nazione se si cambiasse radicalmente rotta…

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      • Evaporata ha detto:

        Io non ho ancora capito come mai gli italiani non riescono a cambiare. E non siamo un popolo ignorante, santizzio! 🤔

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      • Demonio ha detto:

        Non lo so neppure io.Si solo che ad un certo punto si è smesso di guardare a chi sa con rispetto e a questi si sono iniziati a preferire quelli che non sanno ma che essendo del popolo diventavano più graditi.E se non erano del popolo dovevano essere ricchi e bugiardi.Ed è iniziato il declino…ormai irreversibile temo.

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  3. cuoreruotante ha detto:

    Una bellissima analisi che si può dedicare ad una guerriera che da oggi non c’è più… Sara Anzanello

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  4. quasi40anni ha detto:

    La cosa bella dei tuoi articoli sai quale è? Che ti interessi di tutto, sport, politica , cinema …poliedrico e ferrato su un sacco di cose ! Complimenti

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  5. Paola ha detto:

    Grazie, gran bella analisi che condivido pienamente.

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