E tu hai dei segreti?

Domanda retorica a cui la risposta ovvia è si…chi non ne ha! Ma l’aspetto che più mi interessa non è tanto il fatto che ognuno di noi ha i propri segreti quanto il fatto che pur avendoli molta gente sembra non comprendere che il rispetto per i segreti altrui dovrebbe far capire che così come noi non vorremmo che fosse invasa la nostra privacy sarebbe giusto ed opportuno non invadere quella altrui e che, soprattutto, al riguardo occorrerebbe non essere ipocriti e non mettersi a giudicare gli altri…

Parlo di ciò poiché, in un periodo in cui ho visto diversi film che non mi hanno minimamente colpito e che anzi, ho immediatamente cestinato, l’altro giorno invece mi sono imbattuto in un film che mi ha letteralmente spiazzato. Il film in questione è Assassination Nation. Magari non sarà un capolavoro assoluto ma l’ho trovato ben fatto, belle inquadrature e foriero di riflessioni. Ok, se non l’hai visto fermati qui perché ne parlerò raccontandone molto. Nel film si racconta della vita di quattro ragazze statunitensi che vivono in una classica cittadina dove tutti vivono delle vite “recitate” e si comportano in pubblico come gli altri vorrebbero che ci si comportasse secondo dei copioni immutabili.

Quello che succede però è che ad un certo punto, in prossimità delle elezioni, il politico locale viene hackerato e, la sua vita privata si rivela essere l’esatto opposto di quel che in politica persegue. Infatti, se in politica è amato e seguito perché è un fiero oppositore dei diritti LGBT, paladino della famiglia tradizionale e tutto il cucuzzaro di chi incarna il perfetto conservatore reazionario statunitense si viene poi a scoprire che ha invece una doppia vita ed in quella vita si traveste da donna! Apriti cielo…lo scandalo è servito e la sua credibilità e la sua carriera sono travolte.

A questo caso, che si conclude tragicamente, se ne aggiunge un altro in cui il preside della scuola, che in realtà era una gran brava persona, finisce sulla graticola mediatica poiché nel suo telefono, tra le tante foto hard, vi sono anche delle foto della sua bambina (foto di età inferiore ai 4 anni) al naturale, foto innocenti come ne esistono di ognuno di noi mentre ci facevano il bagnetto o similari. Ma tanto basta per farlo diventare immediatamente un pedofilo e far imbestialire la gente che ne chiede la testa ed il licenziamento senza neppure provare ad ascoltare le sue ragioni…

La cosa non finisce qui ed anche le quattro ragazze finiscono presto nel mirino. Una di loro in particolare, che intratteneva una relazione virtuale, con invio di foto e video dal contenuto hard, presto diventa per tutti una puttana da poter insultare e la conseguenza di ciò è che addirittura la sua famiglia le volge le spalle. Ma davvero hai fatto ciò? Davvero sei tu in quelle immagini? Si…vai fuori…via da casa…manco avesse commesso chissà quale crimine…la poverina si ritrova sola e con una vita rovinata.

A nessuno sembra importare del fatto che ipocritamente hanno condannato socialmente delle persone ma per le stesse cose o per cose magari peggiori ognuno di loro potrebbe subire la stessa sorte. E ad un certo punto questa paura prende in effetti il sopravvento solo che quel che succede non è tanto il prendere atto della cosa e dire ok…non giudichiamo più gli altri e amen…no…quel che accade è che serve un colpevole e serve che questo colpevole paghi pesantemente. Il colpevole guarda un po’ diventa proprio la ragazza dei video che sola e braccata si rifugia dalle amiche, le uniche in grado di capirla e di non giudicarla.

Qui succede la svolta ed il film prende una piega drammatica ma anche surreale infatti tutte le protagoniste vengono braccate, e catturate da una folla inferocita che desidera solo ammazzarle in quanto a loro dire incarnazione del male, dell’essere delle poco di buono e non conformi ai canoni di donne di brava famiglia allevate per essere silenziose e compiaciute mogli e madri. L’ipocrisia vince e certe cose le brave ragazze non le fanno…ci mancherebbe!

Sembrerebbe la fine ma il finale invece riserva una sorpresa che solo all’apparenza è frivolo e ricco di violenza gratuita. In realtà il regista usa il finale per prendere in giro altri film, spesso al maschile, dove un eroe, alla fine, come in un gioco sparatutto, vince sempre lasciando una scia di morti ammazzati. In una inquadratura la protagonista, di spalle ricorda la silhouette di Deadpool. C’è un po’ di tutto insomma ma alla fine i bersagli sono proprio l’ipocrisia americana, un certo cinema e la società stessa che vengono derise e smascherate.

Ma soprattutto, quel che viene sottolineato è come, quando in una società di diritto, questo viene messo da parte, e ciò che resta è il prevalere della legge del più forte, degli istinti animaleschi, del branco, della massa che diventa cieca, fredda, sanguinaria, assetata di giustizialismo alla ricerca di colpevoli e se questa massa è anche armata, se anche chi dovrebbe incarnare la giustizia come le forze dell’ordine diventano giustizieri allora quel che ne può scaturire non può che essere il caos. A quanto pare però nel caos…qualcuno ci si trova bene ed anche qui da noi non è difficile riconoscere certi segnali di chi, invece della giustizia cerca decisamente altro…

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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8 risposte a E tu hai dei segreti?

  1. The Butcher ha detto:

    Il nostro problema è che tendiamo a voler sapere tutto degli altri e poi siamo pronti a giudicare quando scopriamo qualcosa di sconvolgente o che potrebbe essere sconvolgente. Anche perché a volte tendiamo a distorcere la verità. L’esempio perfetto l’hai fatto con il personaggio del professore.
    Un articolo molto interessante e riflessivo.

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    • Demonio ha detto:

      Si vero, vogliamo (vogliono…Io no!)sapere degli altri perché c’è una componente morbosa dietro.In più sembra quasi che tanta gente veda come una sorta di premio il beccare qualcuno per potersi sentire migliore.Internet e la sua velocità poi fanno il resto per cui una volta diventati vittime se ne viene travolti senza scampo. E non c’è soluzione se non lavorare sull’educazione al rispetto ed al non considerare più riprovevoli cose che non lo sono.Sarà dura…

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  2. Evaporata ha detto:

    Io trovo molto faticoso ficcare il naso degli affari altrui. Già è un problema gestire la mia vita, figurati mettere il becco in quella degli altri…

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  3. Sara Provasi ha detto:

    Sul concetto finale ne parlavo oggi, e spesso lo faccio: secondo me sotto la patina di mondo moderno ecc la civiltà è sempre la stessa, e si basa sugli “odori” di chi è il più forte e sulla prepotenza… quando non è così è solo perché i prepotenti sono clementi!

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