Tigro

Tornai da qualche lavoro arrivando a casa una notte di diciotto anni fa quando, parcheggiata l’auto e sceso per incamminarmi al portone di casa mi si avvicinò una palletta pelosa emettendo il suo miagolio inconfondibile. Pensavo appartenesse a qualche inquilino del condominio e gli feci una rapida carezza mentre zaino in spalla aprii il portone. Mi seguii…piccino piccino si fece tutte le scale…primo piano…secondo…terzo. Non sapevo che fare, entrai in casa e mi seguii. Va beh, se è di qualcuno domani si vedrà mi dissi. Restò la notte con me e di fatto non è mai più andato via!

Una volta, un mattino, rientrando a casa me lo trovai li davanti il portone, aveva il musetto insanguinato e mi guardò miagolando con la espressione di uno che dice ehi si, lo so…ho fatto una cazzata! Probabilmente era salito sulla ringhiera del balcone dove ho la veranda ma non era più riuscito a girarsi per tornare indietro e così semplicemente volò giù. Atterrando, nell’ammortizzarsi avrà sbattuto il muso ma a parte ciò non si fece nulla. Un bel volo davvero. Lo riportai a casa!

Ne ricordo tanti altri di episodi. Da perfetto gatto si lasciava amare ma ricambiava a modo suo. Certo, da piccolo era sempre alla ricerca del gioco, crescendo faceva il gatto. Quando però stavo male veniva sempre, si metteva vicino e restava tutta la notte accanto. Come un paio di anni fa quando un virus intestinale mi mise letteralmente ko tanto che ad un certo punto, mai successo in vita mia prima, di colpo svenni crollando a terra come un sacco vuoto. Quando mi ripresi e mi sdraiai a letto lui era li ad elargirmi le sue fusa ed il suo calore. Empatia pura, un dare senza pretendere nulla. Molto meglio di tanti esseri disumani…

Ieri mi ha lasciato. Mi stavo preparando alla cosa da tempo perché 18 anni li aveva e si vedeva. Quando era in perfetta forma era arrivato a pesare 7 chili e 400 grammi. Era enorme, era proprio a mia misura. Era il classico gatto buono che gli potevi fare di tutto perché aveva piena fiducia. Gli piaceva mordicchiarmi e gli piaceva che gli mettessi una mano sulle zampe così che lui la togliesse e mettesse sopra ed io facessi altrettanto fino a che, lo facevo vincere e lui restava così con la zampa sulla mia mano. E restava li tirando fuori la lingua per un pezzettino. Mi faceva troppo ridere quando si metteva con la lingua così.

Ma nonostante fossi preparato è difficile lo stesso. Certo, non è un parente o un amico che se ne va ma lui era di casa e la casa la riempiva ed era una certezza. Quando partivo sapevo che tornando l’avrei trovato li ad aspettarmi. Erano delle quotidianità consolidate come quando mi alzavo al mattino ed aprendo la porta della cucina lo trovavo li, mi fissava e mi faceva il suo saluto quotidiano. Era proprio un buongiorno perché magari tornavi dopo un ora e la scena non si ripeteva. Era il suo modo per dire…ehi…sto qua! E stamattina invece non c’era più e dovrò abituarmi a questa e tante altre cose che non saranno più le stesse. E’ la vita giusto?

Ieri sera dopo avergli fatto una cassetta ho scavato una buca non senza fatica tra pietre, terra dura e radici (solo nei film ci sono ste scene che ti scavano in un attimo buche di 2 metri per due di profondità come se nulla fosse…) e l’ho messo li. Sotto il ciliegio che ho davanti casa. E’ rimasto solo il corpo che ho carezzato per l’ultima volta dopo che ieri, anche per il caldo, ha smesso di esserci. Resta materia inanimata ma l’energia vitale chissà che fine ha fatto. Sono triste anche perché l’altro ieri ero stato dal veterinario e qualche speranza di averlo ancora l’avevo. Ma era davvero stanco e troppo smagrito da reggersi a fatica. E niente, ciao Tigrone e grazie per avermi scelto, siamo stati bene in questi anni.

Ps vi chiedo scusa, per questa volta il post sarà unidirezionale e non sarà possibile commentare e del resto che dovreste dire? E a me non va nemmeno di essere consolato o peggio compatito. Ma so che chi mi conosce capirà così come io so che mi avreste detto solo belle cose.

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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