Senz’acqua…

Capita che per qualche ragione si rompa l’acquedotto principale e che all’improvviso ci si ritrovi senza quello che è non solo un bene primario ma uno dei pilastri su cui si basa la civiltà umana moderna. E si, perché a ‘ste cose nemmeno ci si presta più tanta attenzione ma, restare senz’acqua corrente a casa significa aver problemi seri a partire dall’igiene personale. Ora, escludendo quelli che non si lavano a prescindere…diciamo che ipotizzare di vivere senza sarebbe un po’ un ritorno al Medioevo. E lo so…qualcuno mi potrebbe fare delle obiezioni al riguardo…

Ma, temo siano obiezioni deboli perché a grandi linee il popolino medio aveva un concetto di igiene particolare ed anche le classi nobili o altolocate avevano delle consuetudini che a noi oggi ci farebbero inorridire! Poi ovviamente figuriamoci se la Chiesa non poteva metterci il carico da novanta lasciando intendere che lavarsi nei bagni pubblici (quelli c’erano…il bagno in casa non esisteva!) era contro la morale e causa di depravazione e promiscuità. Lavarsi, alla fine, diventa più una misura purificatrice, piuttosto che di misura igienica…

Non aiutava nemmeno il concetto secondo cui lavarsi aiutava ad aprire i pori della pelle da cui poi si assorbivano influssi maligni e nefasti che conducevano poi a pestilenze e altre malattie. Insomma a grandi linee ci si lavava poco e male, sporadicamente alcuni e si passò da una organizzazione romana con acquedotti e terme ben sviluppata dove era normale lavarsi ad un periodo in cui gli acquedotti andarono in disgrazia non essendoci più una manutenzione regolare.

Tra i nobili ci si lavava in tinozze comuni, prima il capofamiglia, poi i figli in ordine di successione, poi la moglie, le figlie ed alla fine i neonati. Tutti nella stessa acqua! Immaginate il povero neonato in quell’acqua lurida…se vi cadeva dentro nemmeno lo vedevi infatti c’era il detto  «Non gettare il bambino assieme all’acqua sporca»!Fino al secolo scorso e non ovunque, l’andazzo era questo. La regina Isabella di Castiglia si dice che abbia fatto il bagno solo due volte in 50 anni! Stessa cosa si dice del Re Sole…nobili zozzoni!

Luigi XIV poi sbrigava le sue funzioni di Stato e quelle fisiologiche dall’alto del suo trono circondato dagli alti funzionari del palazzo. “Il diritto di sedersi sul vaso” era un privilegio che solo gli aristocratici potevano avere. Solo quelli “con una licenza” potevano usarlo. (Primi Visconti). I monaci invece, a seconda anche dell’ordine di appartenenza avevano precetti variabili ma solitamente si lavavano periodicamente con acqua fredda in locali comuni adibiti allo scopo usando le stesse vesti per diversi giorni.

Il “trono” di Luigi XIV, il re sole

In generale, un po’ tutti invece di lavarsi, affidavano la loro pulizia ai vestiti, che come spugne dovevano assorbire lo sporco e le impurità della pelle! Nacquero dei galatei dove si raccomandava di cambiare la camicia una volta al mese! Gli arabi con il medico Ibn Botlan nell’undicesimo secolo ci provarono anche a dire che forse lavarsi di più era meglio. Nel Regimen Sanitatis Salernitanum, (scuola medica salernitana) vi sono dei suggerimenti:si consiglia di lavare le mani e gli occhi al mattino con acqua fresca e pura, di pettinarsi e “purgare” i denti. Da prescrizione II, De confortatione cerebri (per il benessere del cervello)

La prescrizione XXIII, De lotione manuum (lavare le mani), raccomanda di lavarsi le mani dopo aver mangiato, conseguendo il doppio beneficio di mondarle e, pulendosi gli occhi con esse, rendere la vista più acuta. Insomma qualcuno ci provò anche, venne pure inventato il sapone ma per molto tempo aveva un pessimo odore essendo fatto con grasso animale. Poi sostituito da olio di oliva e essenze profumate. Non oso immaginare gli aliti visto che nemmeno i denti ci si lavava…

Comunque la situazione era quella, le fogne se c’erano erano carenti ma per lo più come accade ancora oggi in posto degradati come le periferie delle grandi metropoli, delle favelas senza piani urbanistici adeguati, erano fogne a cielo aperto che scaricavano direttamente nei fiumi dove per altro si scaricava di tutto ma ci si lavava anche (in India pare sia ancora così!) e pare fosse consuetudine riversare direttamente in strada i vasi da notte. Celebre la scena di Non ci resta che piangere:

Come detto alla Chiesa non piaceva tanto che ci si lavasse visto che “avrebbe stimolato la lussuria” e in parte qualcosa di vero c’era anche se come scrive Boccaccio nel Corbaccio, nel 1365, dove si legge:

uno si meraviglierebbe se sapesse “quante e quali solennità” da parte della donna “si servavano nell’andare alle stufe e come spesso”. Della città tedesca di Erfurt nel XIII secolo si diceva: “i bagni di quella città saranno per voi molto piacevoli. Se avete bisogno di lavarvi e amate le comodità, potete entrarvi con fiducia. Sarete ricevuto gentilmente. Una graziosa ragazza vi massaggerà onestamente con la sua dolce mano. Un barbiere esperto vi raderà senza lasciar cadere la minima goccia di sudore sul viso. Stanco del bagno, troverete letto per riposarvi. Poi una donna graziosa, che non vi dispiacerà, con aria verginale vi accomoderà i capelli con abile pettine. Chi non le carpirebbe dei baci, se lui ha voglia e lei non rifiuta? Vi si chiede pure un compenso, un semplice denaro basterà…”8 . Non era un caso isolato.I bagni si trasformavano allora in locali per feste e banchetti, allietati da suonatori e da donne facili, caratterizzati da “una singolare licenza di fronte alle comuni leggi di moralità”, dove “ci si mostrava nudi e con tutta libertà si faceva all’amore”
Le Locande di Erasmo
Erasmo da Rotterdam (1466-1536) in uno dei suoi “Colloquia familiaria”, dal titolo “Locande”, comparso a Basilea nel 1523, sottolinea la differenza tra il comportamento delle persone nelle locande tedesche e in quelle francesi, molto più “civile” in queste ultime. Nella camera da pranzo di una locanda tedesca molti uomini e donne d’ogni età siedono accanto gli uni agli altri, sia popolani, sia ricchi e nobili e tutti soddisfano le proprie necessità alla presenza degli altri, come togliersi gli stivali e mettersi in ciabatte, cambiarsi la camicia, stendere vicino alla stufa i vestiti fradici di pioggia, ravviarsi i capelli, asciugarsi il sudore, pulire le calzature. Il locale è surriscaldato, tutti sudano, gridano, si spingono, gli odori sono disgustosi, per i rutti che sanno d’aglio, le ventosità del ventre e il fetore degli aliti. Per chi voglia lavarsi le mani è pronta dell’acqua, “ma di solito è così pulita che dopo averla usata devi chiederne dell’altra per nettarti dalla prima abluzione”. La promiscuità è notevole e i pericoli grandi. “La maggior parte ha sicuramente il mal spagnolo o, come altri dice, il morbo gallico, dato che è comune a più nazioni” e “costoro rappresentano un pericolo non inferiore a quello dei lebbrosi”. Dopo la descrizione dei cibi, delle bevande e del servizio (tovaglie “che sembrano vele di canapa staccate dall’albero di qualche nave” ), si accenna alle camere da letto, in cui esiste “un letto e null’altro che possa servirti”. E la pulizia? “La stessa che a tavola. I lenzuoli, per esempio, vanno al bucato una volta ogni sei mesi”.

Le nobildonne europee indossavano grandi gonne per nascondere i vasini che portavano sotto e facevano abbondante uso di profumo. L’invenzione del profumo in Francia è spesso correlata alla storica mancanza di igiene in Europa. Strade sudicie, fogne a cielo aperto, poca igiene personale erano un mix pazzesco ed ovviamente le malattie come la peste erano all’ordine del giorno.

La vicenda del medico Ignaz Philipp Semmelweis (Budapest, 1818 – Vienna 1865) fu emblematica del come non si percepiva proprio il nesso tra mancanza di igiene personale e malattie. Questi notò come occupandosi di partorienti, se dopo ogni intervento si lavava le mani per contro si otteneva un significativo aumento della natalità. Ma le sue conclusioni vennero derise e giudicate strampalate e di fatto tutta la comunità lo mise in condizione di non poter più lavorare. Ovviamente ancora non era stato inventato il microscopio e scoperti virus e batteri…

Insomma…l’acqua ancora non è tornata e, mancando soltanto da ieri ha già mandato tutti in crisi…prova un po’ a cucinare o a lavare i piatti dopo! E che dire dello sciacquone del bagno che se non hai magari un secchio già pieno prima so dolori! E non farsi la doccia o almeno il bidet? Naaa…io ne sono certo…nel Medioevo non sarei sopravvissuto oppure come Benigni e Troisi sarei diventato un inventore e avrei inventato doccia, bidet, cesso e fogne e…di sicuro sarei finito al rogo!

Ps questo post fa un po’ il paio con quest’altro sugli zozzoni scritto in chiave semiseria qualche tempo fa: Storia semiseria dei “zozzoni”

Citazioni e approfondimenti presi da:

https://it.quora.com/Come-si-pulivano-il-sedere-le-persone-nel-passato

http://www.perinijournal.it/Items/it-IT/Articoli/PJL-39/Corpo-e-igiene-nellOccidente-medievale

http://www.festivaldelmedioevo.it/portal/igiene-daltri-tempi/

https://www.my-personaltrainer.it/Foto/Igiene/Igiene_nel_Medioevo.html

Uno sguardo ai titoli dei miei post precedenti? Vai qui

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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89 risposte a Senz’acqua…

  1. quasi40anni ha detto:

    Ho gradito moltissimo questa lettura e tante informazioni che non sapevo. In passato chiedevo spesso alle mie nonne come fossero i comportamenti igienici negli anni 20 e 30. Bellissimo articolo Cla, buona domenica!

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    • Demonio ha detto:

      È la storia del vissuto che certo non ci insegnano a scuola.Poi certo, magari tra le righe dei Promessi Sposi o di altri romanzi una idea uno se la poteva fare ma certi dettagli li ho appresi solo di recente! Quella del medico invece l’avevo sentita forse in una puntata di Quark.Invece ricordo la casa dei nonni e ricordo che il famoso pitale c’era! Poi ricordo un documentario sui sassi di Matera dove si raccontava come ancora nel dopoguerra la gente viveva con gli animali in casa.Insomma facendo 2+2 e congetture una certa idea di come fosse l’avevo ma senza il sostegno di letture specifiche. Grazie e buona domenica anche a te!

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  2. Evaporata ha detto:

    Neppure io sarei sopravvissuta nel Medioevo. Ci avrebbero arrostiti insieme.

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  3. Evaporata ha detto:

    E’ un articolo stupendo!

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  4. Pingback: Senz’acqua… — Blog di Demonio – Evaporata

  5. Sara Provasi ha detto:

    Meraviglioso, pieno di perle che non sapevo! 😯
    Quella del neonato che viene lavato per ultimo è fantastica 😅
    Ecco per me un girone dell’inferno sarebbe un mondo senza acqua e sapone 😂

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  6. cuoreruotante ha detto:

    A pensare che è tutto vero mi vengono i brividi. Ma è vero anche il detto di non buttare il bambino con l’acqua sporca? 😳
    Ok per “gli altri tempi”, ma che scusa hanno oggi tutti quelli che, nonostante possano usufruire di tutti i confort, non li usano? 😰

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  7. Misteryously ha detto:

    Si si lo sapevo.

    Epoche molto particolari fra puzza e profumo pensa che schifo

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  8. Demonio ha detto:

    Uh, anche tu sei stata colpita dal cattivo WordPress e sei finita nello spam!😬 Ti rimetto subito a posto…tutto bene? Fatta male?😂

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