Un viaggio chiamato Pink Floyd

Credo davvero che sia difficile ed ingiusto fare delle classifiche su quale sia il loro lavoro più bello perché hanno il maledetto difetto di essere tutti a loro modo originali e tutti ugualmente degni di essere ascoltati. L’altro giorno però ho letto un articolo che ha fatto qualcosa di diverso prendendo tutti i loro album, dal primo all’ultimo per fare si una classifica ma citando per ogni singolo album una sola canzone. Bene, la classifica non la faccio e se volete l’andate a cercare qui. Grosso modo comunque mi trova d’accordo anche se per me è Dark side of the moon l’album migliore di sempre, quello in assoluto più perfetto. Detto ciò prendo spunto da quell’articolo e ripercorro la loro discografia citando quello che per me è il brano preferito di quell’album. Difficile ma già meno “crudele” verso gli esclusi!

Ok, cominciamo….primo album, 1967, The Piper at the Gates of Dawn, band composta da Syd Barret (l’artefice dell’epoca), Roger Waters, Nik Mason e Richard Wright. Ero indeciso tra Astronomy Domine e Lucifer Sam e così ho scelto See Emily Play!

1968, A Saucerful of Secrets, ultimo album in cui troviamo ancora Barret e con la contemporanea presenza già di David Gilmour. Tra i brani preferiti da me vi è sicuramente Remember a Day per non parlare della pazzesca Set the Controls for the Heart of the Sun che tra l’altro è uno dei brani iconici del famoso live a Pompei. Io però andrei sulla meno conosciuta Let there be more light dove sin dalle prime note è il basso di Waters a dettare il ritmo per poi amalgamarsi col resto della band.

Passa un anno e realizzano la colonna sonora del film More e l’omonimo album. Tra le canzoni più note Cymbaline e Green Is the Colour. Per me More è forse uno dei meno riusciti, diciamo che è stata una fase in cui stavano accordando gli strumenti! Scelgo la seconda:

Sempre nel 1969 viene pubblicato Ummagumma. Album particolare, decisamente sperimentale con metà dei brani realizzati in studio e l’altra meta live. Scelgo senza dubbio Grantchester Meadows:

1970 ed esce Atom heart mother. Il primo pezzo Atom Heart Mother Suite, di ben 23 minuti e rotti è storico e non c’è altro da dire che non sia stato già detto!Mentre scrivo me lo riascolto in sottofondo. Vediamo invece di mettere qui qualche altro brano meno iconico ma ugualmente suggestivo. Sono indeciso tra If e Summer ’68 e scelgo quest’ultima con una punta di malinconia legata alla mia nascita:

Meddle arriva nel 1971. Anche qui dovrei mettere l’iconica One of this day…ma chi di voi non la conosce anche se non è un ascoltatore dei Pink Floyd? E quindi lasciamola da parte!Però quel rif di basso è spettacolare! Ma in questo caso scelgo un altro brano iconico, Echoes (part 1) nella versione live a Pompei e lo faccio per un semplice motivo, adoro il duetto di voci tra Gilmoure e Wright e penso che l’importanza di quest’ultimo sia sempre stata sottovalutata, non certo da Gilmoure che lo ha sempre sostenuto e difeso.Ma c’è anche un altro motivo per cui è uno dei miei preferiti:è un brano in cui non c’è una prevalenza di uno dei componenti ma tutti e quattro apportano la loro creatività in egual misura. Da ascoltare e ascoltare e ascoltare ancora!

Obscured by Clouds vede la luce nel 1972 ed è un altra colonna sonora. Anche qui scelta difficile. When You’re In ha un gran sound, Burning Bridges è delicato, The Gold It’s in the… molto rock settanta ma credo che forse Wot’s… Uh the Deal sia il brano più riuscito ma scelgo il primo:

Ok, 1973…che te lo dico a fare…The Dark Side of the Moon…come fai a sceglierne una? Le dovrei mettere tutte. E del resto anche qui, anche chi non ha i Pink Floyd tra le band di riferimento conoscerà ogni singolo accordo di questo album. Non vi sto nemmeno a scrivere i titoli. Scelgo Money che come anche Us and them ha delle stupende parti di sax di Dick Parry che potremmo definire quasi il sesto della band!

Wish You Were Here è del 1975 ed anche questo al pari del precedente è un capolavoro assoluto, leggermente sotto ma unico. Wish You Were Here non credo vi sia chitarrista al mondo che non l’abbia suonata almeno una volta su una spiaggia. Shine on crazy diamonds…è un brano che non ha bisogno di presentazioni, Welcome to the Machine esprime tutto il disagio sociale che ancora oggi viviamo. Alla fine metto questa versione live che è del 1974, quindi precedente a quella del disco ed utile a capire come i loro pezzi evolvessero di continuo fino ad arrivare alla perfezione!Ed altro omaggio a Wright anche se Gilmour con quella chitarra è ormai diventato immortale.

Arriviamo ad un altro album iconico, Animals del 1977. Quello del maiale volante, un omaggio alla Fattoria degli Animali di Orwell. Qui inizia a prendere decisamente il sopravvento Waters ma vengono comunque realizzati gran bei brani. Sheep è quello che vi propongo ma Pigs On The Wing meriterebbe anche lui con quel filmato del maiale che se ne andò veramente in giro per Londra creando curiosità! E che dire di Pigs (Three Different Ones)? Di Sheep adoro il tappeto di basso con la voce che prima cresce e poi va a spegnersi mentre tastiere e chitarre crescono fino a fondersi!

E siamo al 1979. The Wall. Uno degli album più conosciuti al mondo. E’ un concept nel senso che ogni canzone è legata alle altre in un disegno unico. Qui decisamente è Waters a far praticamente tutto anche se il brano migliore lo ha scritto decisamente Gilmour con l’immortale Confortably numb ed a seguire anche Run like hell live del 1980. Ma Waters è entrato nella storia con il rif di basso di Another Brick In The Wall, e con Mother ha scritto una stupenda canzone. Un cenno va al tour omonimo (che purtroppo non ho visto) che rappresentò qualcosa di memorabile e mai visto con una band che mentre eseguiva i suoi brani veniva letteralmente murata e nascosta al pubblico. Immaginate essere li e assistere a tutto ciò…solo loro potevano concepire qualcosa del genere…

E arriviamo alla pagina più nera, quella che non avremmo mai voluto vedere. Siamo nel 1983, The Final Cut. Qui Waters supera ogni limite relegando gli altri a ruolo di comparsa, Wright subisce l’umiliazione di venire estromesso dalla band e ne esce un concept dai toni tristi, con un paio di buone canzoni ma nel complesso musicalmente poco pinkfloydiano. Tutti i brani sono cantati da Waters e Gilmour ha un solo momento di coinvolgimento in Not now Jhon che per altro vi propongo. L’altra canzone da salvare credo sia The gunner dreams.

Dopo la lite e l’estromissione di Waters, Gilmour e Mason (l’unico ad esserci sempre stato in tutti i lavori) riprendono in mano il progetto e tornano a far musica in modo corale. Wright viene in qualche modo di nuovo tirato dentro e partecipa al tour seguente. 1986, A Momentary Lapse of Reason, titolo ironico come a dire…scusate abbiamo un attimo perso la testa ma siamo ancora qui! Album sottovalutato dai puristi che vedono nella mancanza di Waters un limite. Invece musicalmente parlando è un ottimo lavoro. Learning To Fly, One Slip e Sorrow meritano sempre un riascolto ma su tutte scelgo On The Turning Away che torna ad essere un pezzo armonico, testo forte ma non preponderante sulla musica. Ah, dimenticavo…tour magnifico e stavolta lo vidi! Indimenticabile. E ancora adesso ricordo la corista Rachel Fury di cui mi innamorai con quel suo caschetto nero e quel corpo snello!Va beh, scusate…divagavo, nel video seguente la vedete insieme ad uno splendido assolo finale di Gilmoure!

1994, siamo a The Division Bell. Stavolta anche Wright è dentro a tutti gli effetti anche nella parte realizzativa. Stesso discorso del precedente. Album sottovalutato soprattutto da una certa critica ed invece non solo è musicalmente ottimo ma contiene dei brani davvero indimenticabili. Soprattutto dal punto di vista musicale che quando è ben scritta può anche far a meno delle parole mentre il contrario è già decisamente più difficile. Ad ogni modo, Marooned è evocativa come poche, A Great Day For Freedom malinconica, Wearing the Inside Out rilassante e di nuovo un duetto Wright -Gilmoure!Notevole sicuramente High hopes ma non dimenticherei Keep talking che propongo. I testi in gran parte sono della moglie di Gilmour, la scrittrice Polly Simon. Anche qui tour visto e a mio avviso rimane il tour del secolo, impossibile far meglio.

Ultimo atto (a meno di una improbabile retromarcia di Waters) è l’uscita dell’album The Endless River che più che altro è un tributo omaggio alla memoria di Richard Wright che aveva lasciato diversi nastri e composizioni in studio e da cui è stato poi realizzato il disco.Talkin’ Hawkin sembra essere quasi una costola di Keep Talking. Unica traccia cantata la seguente che per altro è anche un gran bel brano.

É più forte delle parole
la somma delle nostre componenti
il battito dei nostri cuori
É più forte delle parole

E niente, un lungo percorso con una track list niente male a mio avviso! Buon ascolto!

Uno sguardo ai titoli dei miei post precedenti? Vai qui

Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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13 risposte a Un viaggio chiamato Pink Floyd

  1. Bene, se metti anche i link delle canzoni le ascolto volentieri perché con titoli e nomi dei cantanti sono sempre stata negata, le canzoni le conosco, poche in proporzione a quante c’è ne sono in giro, però le ascolto!

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  2. Nulla, come non detto, mi ha caricato l’articolo a metà sono tornata indietro ed ho visto i link! Le vado ad ascoltare! Scusa per il commento precedente

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  3. Demonio ha detto:

    Ma li ho messi! Praticamente tutte quelle che ho citato, cliccandoci su riportano al link in automatico mentre le altre 15 sono già ascoltabili cliccando su play!

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  4. Demonio ha detto:

    Ah ecco…mi sembrava strano!😌

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  5. Infatti non mi erano comparse la prima volta, poi son tornata sul post dopo il commento ed ho visto tutti i link ed ho ascoltato le canzoni mentre pulivo e me le sono gustate!

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  6. Demonio ha detto:

    Bene! Mi fa davvero piacere! Soprattutto le più vecchie sono poco note!

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  7. Infatti non ne conoscevo nessuna 😅 ma è stato un piacere conoscerle

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  8. Demonio ha detto:

    Azz davvero? Eppure anche se non siamo coetanei non sei neppure una ragazzina e pensavo che qualcosa magari ascoltata in film, documentari o trasmissioni varie l’avessi ascoltata. Allora è stato utile fare questo post!

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  9. Per me si! Non siamo tutti figli degli stessi lp io ero già alle musicassette 😉

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  10. Demonio ha detto:

    Ne avevo tante anche io! 😌

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  11. Demonio ha detto:

    🤟

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