Gradi di libertà

Libertà. Bella parola. Tanto bella quanto anche abusata negli ultimi mesi forse perché, in tanti che la usano, non ne hanno mai compreso appieno il significato. In tanti infatti, credo che tendano a confondere il significato della parola con quello di una cosa che equivale al puro menefreghismo e che anzi è inteso proprio con il faccio come cazzo mi pare.

Ecco, quello nella foto è un uomo libero. O quasi. Ci sono aree geografiche del nostro pianeta dove vivono uomini in zone poco urbanizzate, zone impervie o con condizioni di vita sfavorevoli dove per tanto non tutti potrebbero o riuscirebbero a vivere/sopravvivere.

In queste zone chi ci vive ha un grado di libertà molto ampio: il vivere nel deserto o al polo o nella foresta consente indubbiamente di poter agire in un certo modo. Ed è logico che sia così: prendi ciò che la natura ti offre, ti sposti dove vuoi, se devi fare un bagno o i tuoi bisogni li fai dove capita, non devi rendere conto a nessuno delle tue decisioni, non devi pagare luce, acqua, tasse ecc ecc.

Certo, vivi pur sempre sul pianeta Terra per cui il tuo grado di libertà tende al massimo ma comunque non sarà nemmeno in quel caso del 100%. Non è che se vivi da solo puoi costruirti un ordigno nucleare e farlo detonare giusto perché ti va! Ci saranno in quel caso delle limitazioni alla tua libertà. Chiaro no? Diciamo che, almeno che uno non vada a vivere su Marte sei libero sì ma fino ad un certo punto.

Bene, diciamo che, o per scelta o per necessità c’è chi ha un modo di vita quasi totalmente libero. Ora però veniamo a noi che viviamo per scelta o necessità in un altro tipo di contesto sociale basato sull’urbanizzazione e su quello che si definisce società: persone che condividono spazi comuni e che partecipano al mantenimento di essi godendone di tutti i vantaggi.

Ecco, questi siamo noi. Camminiamo su strade lastricate, asfaltate, abbiamo scuole, ospedali, mezzi pubblici di trasporto, abitiamo in città affollate, ci rechiamo in posti di lavoro e viviamo in abitazioni fornite di diversi servizi. Bene. La vedete la differenza? A me pare ovvia. Nel secondo caso la convivenza forzata con altre persone implica necessariamente l’accettazione di una serie di regole e compromessi che inevitabilmente limitano il nostro grado di libertà.

Potrebbe essere diversamente? No. Non potrebbe. O così o sarebbe il caos. Se decidi di vivere in questo contesto devi adeguarti. Non puoi andare a 200 all’ora in piazza, non puoi parcheggiare in doppia fila o al posto di un disabile, non puoi buttare la spazzatura per strada, non puoi non pagare le tasse. Non puoi decidere di non vaccinarti. Insomma non puoi fare come cazzo ti pare.

È dittatura questa? No cazzo, non lo è! È condivisione degli spazi comuni. Nessuno ti impone di restare però. Se resti accetti un compromesso ed il tuo grado di libertà si riduce di un po’ ottenendo in cambio altre cosette come istruzione, sanità, sicurezza, pulizia, servizi. Ma se non ti sta bene, puoi sempre fare i bagagli e andare in uno di quei posti dove sarai più libero di così. Certo, se ti senti male sappi che nel deserto o in mezzo la giungla le ambulanze non arrivano…

Sappi che se vuoi mangiare non trovi tutto sotto casa ma te la devi sudare. Sappi che sarai sì libero ma la tua vita sarà ben diversa da quella che pensi. Però, ripeto…puoi andartene quando vuoi. Nessuno te lo vieta.

Ecco…ora che hai appreso questa banale ovvietà sappi anche un’altra cosa: in una dittatura questa scelta non ce l’hai. Tu che ti riempi la bocca di quella parola sappi che in una dittatura sì che il tuo grado di libertà tende allo zero. In una dittatura non vivi in una società di condivisione ma di sottomissione ai voleri e ai capricci di qualcuno.

Ecco la differenza.

E a ben guardare, qui di capricciosi ci siete solo voi che parlate di dittatura e sputtanate la parola libertà solo perché, questa è la verità, siete delle persone egoiste, narcise, prepotenti, maleducate, ignoranti e pretendete di dover vivere in una società dove vorreste fare quel che cazzo vi pare senza dover dare conto a nessuno. Beh, no, non è così che funziona…

E sarebbe anche ora che qualcuno inizi a farvelo capire.

Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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11 risposte a Gradi di libertà

  1. Papillon, il Blog ha detto:

    Che dire, sposo tutto al 100%.

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  2. Demonio ha detto:

    In effetti sono cose talmente ovvie che non ci dovrebbe neppure essere bisogno di sottolinearle! Mi chiedo come sia possibile esserci ritrovati a questo punto!🤔

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  3. liza ha detto:

    Ancora bisognava spiegarlo eh?
    Che tristezza 😔

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  4. Demonio ha detto:

    Eh, a quanto pare ci sono ancora giornalisti coglioni che continuano a dare voce a sta gente senza che mai uno di loro li cacciasse fuori a calci in culo come meriterebbero.

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  5. silviatico ha detto:

    La cosa più tragicamente ridicola è sentire abbaiare i nazifascisti contro la dittatura sanitaria. Invece quella più drammaticamente miserabile è non sentire tanti, che si imbrodano liberali e per le libertà personali, non prenderne le distanze .

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  6. Demonio ha detto:

    Ecco si, questa cosa mi manda in bestia: per una volta mi piacerebbe questi idioti venire finalmente zittiti e messi alla berlina. Invece non accade mai e queste tdc continuano ad avere uno spazio mediatico esagerato…

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  7. Neda ha detto:

    Buona notte Demonio. Non riesco a dormire e sto riflettendo sulla “libertà”. A me avevano insegnato che la mia libertà è condizionata dai miei doveri e che i miei diritti finiscono là dove iniziano i diritti degli altri. A pensarci bene, nemmeno l’essere, umano o animale, che vive “libero” nella foresta, è veramente libero, perché è condizionato da regole imposte dalla natura, da altri animali e da altri esseri umani e dall’ambiente in cui vive, se vuole restare vivo. Il nostro problema attuale è che il malcontento è cavalcato dai furbetti della politica che cercano di tirare acqua al proprio mulino, e il malcontento fa sempre comodo a questi perché possono giocarci, promettere anche l’impossibile e fregarsene altamente delle conseguenze, tanto non le pagano loro.
    Poiché i nostri politici, o buona parte di essi, sono i primi a non rispettare le regole, il popolo pensa di poter fare ciò che vuole, l’esempio viene dall’alto. Da più di vent’anni il centro-destra ha insegnato, propagandato, mostrato tramite i media, che solo i furbi, i disonesti, gli arruffapopoli, i maneggioni possono avere successo e la massa si è sempre intruppata dietro a questi. In più gioca anche molto l’ignoranza di molti che credono di sapere tutto solo perché sanno usare uno smartphone e l’arroganza che accompagna sempre l’ignoranza.

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  8. Demonio ha detto:

    Si, esatto, infatti parlando di gradi di libertà avevo detto che anche l’uomo che vive isolato nella natura è libero fino ad un certo punto e nessuno sarà mai libero al 100%! Per il resto oltre al buonsenso dovrebbe sempre valere quella regola che hai citato ma a quanto pare è andata in disuso e sicuramente sappiamo, come hai ben detto, a chi dobbiamo dare la colpa per quella deriva che gli ultimi vent’anni hanno portato a ciò.

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  9. mariluf ha detto:

    Sono pienamente d’accordo.

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  10. Demonio ha detto:

    Come dovrebbe essere tra persone di buonsenso! 😉

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