Proibizioni e conseguenze

Affronto un tema difficile e scivoloso e lo faccio sulla scia di una vicenda che, la notte della vigilia di Natale, ha coinvolto tragicamente una persona che conosco. Credo che, per questo argomento serva una visione molto neutra del mondo e per tanto credo anche che, se ad oggi,  non si è trovata una soluzione è proprio perché manca proprio questa capacità.

Prendiamola come sempre da lontano con qualche esempio.

Nella vecchia Unione Sovietica il commercio dei jeans occidentali o dei dischi in vinile di musica rock era proibito. Vi era addirittura una lista nera di musicisti, tra essi figuravano anche i Pink Floyd. Per dire.

Durante il periodo conosciuto come proibizionismo, negli Stati Uniti, tra il 1920 ed il 1933, era proibito il commercio dell’alcol in ogni sua forma, dal vinello ai distillati, dalle birre ai liquori non c’erano eccezioni: anatema!

In certi paesi islamici, a cominciare dall’Afghanistan e le proibizioni dei talebani, sono ad esempio vietati i cosmetici, rossetti, smalti ecc per le donne ( va beh, se sei donna ti è vietato praticamente tutto…) ma anche film o libri per non parlare delle immagini.

Ok, potrei continuare con altri esempi ma quello che intendo far capire è semplicemente il fatto che, a livello sociale, in certi contesti ed in certi periodi storici si arriva a porre dei divieti sull’uso e consumo di determinati beni che, non importa se voi ritenete giusti o sbagliati, sono beni che comunque qualcuno vuole.

Ora la domanda retorica che ognuno dovrebbe porsi è: con tutti questi divieti e proibizioni si è mai fermato il commercio di quei prodotti vietati? In URSS il contrabbando di tutto ciò che era vietato ha portato dietro la cortina tonnellate di prodotti arricchendo militari, politici e traffichini locali e ponendo le basi per quella corruzione che avrebbe poi disintegrato l’URSS.

Negli USA idem e durante il proibizionismo crebbero a dismisura le mafie. Si moltiplicarono locali clandestini, passaggi segreti e ipocritamente si fece una guerra che non poteva certo essere vinta.

Nell’Islam è uguale: all’apparenza le proibizioni ci sono ma anche lì, se appena appena si alza il velo si scoprono filiere di contrabbando. E ciò avviene in ogni paese del mondo dove qualcosa è proibito. Il commercio ha le sue leggi e le sue vie e ci sarà sempre qualcuno da corrompere per chiudere un occhio.

Bene, questa premessa era necessaria per far capire che puoi proibire quello che a te non piace ma se c’è qualcuno a cui piace quel qualcosa comunque verrà commercializzato e se non sarà alla luce del sole allora sarà la criminalità a gestire la cosa. Sarebbe ora di capirlo.

Veniamo alla vicenda a cui accennavo. La sera della vigilia, il fratello di una ragazza che ho conosciuto recentemente, secondo le cronache, si reca da una persona per comprare sostanze stupefacenti. Non so di cosa si trattasse ma non ha importanza. Quello che importa è che, l’incontro porta ad un diverbio e il fratello di questa amica viene accoltellato e muore.

Immaginate la location: piccola città di provincia dove praticamente non c’è criminalità evidente, dove tutti conoscono tutti in cui non succede mai nulla e dove all’improvviso ci si accorge che quello che tutti conoscevano per essere un bravo ragazzo viene ucciso perché comprava qualcosa di illegale.

Io mi chiedo: se invece di andare da un criminale senza evidenti princìpi questo ragazzo invece si fosse potuto recare in un negozio normale, in un supermercato, magari in una farmacia, fate voi, secondo voi sarebbe mai potuta succedere una cosa di questo genere? Chiunque di voi voglia acquistare una bottiglia di rum, una bottiglia di prosecco o qualunque altra cosa per rallegrare con amici e parenti una serata lo fa senza problemi.

Si, ok, mi potete dire che le canne o la coca o altro fanno male. Anche la grappa potrei rispondere. Perfino la cioccolata o lo zucchero fanno male. È evidente che non sono delle buone ragioni per proibirle. È evidente che certe cose hanno mercato perché c’è chi le compra ed è evidente che, se non stiamo a giudicare il chi, come e perché, l’unico dato certo è che, dietro a certe proibizioni ipocrite c’è un solo attore che gode: la criminalità.

Possiamo disquisire di tutto ma è ovvio che le proibizioni non fermano nulla e che arricchiscono solo persone senza scrupoli e creano le basi per l’esistenza di persone che poi delinquono e diventano socialmente pericolose. Questo è il punto. Negare ciò significa semplicemente essere complici delle mafie e significa essere colpevoli per ogni vicenda simile che, con un po’ più di buonsenso, si sarebbe potuta evitare.

E ripeto, non soffermatevi sul fatto che ah no, voi certe cose non le fate e non le tollerate perché voi siete voi ed altri sono altri e comunque nessuno vi rompe il cazzo quando siete li a farvi lo spritz o il prosecco giornaliero. Pensateci. Pensate agli anni del proibizionismo e a quei paesi in cui, ancora oggi, voi siete guardati esattamente come voi guardate con la pizza sotto al naso a quei ragazzi che al parco si stanno fumando quella canna.

A questo punto potrei anche concludere ma sento nell’aria una obiezione di chi potrebbe dirmi: ah ma allora tu accetteresti tutto, anche il traffico di esseri umani, di organi o di animali esotici? E la risposta sarebbe no, perché in certi traffici c’è evidentemente un problema etico dove c’è sempre almeno una vittima o una parte lesa. Quella e solo quella deve essere la linea di demarcazione tra un commercio lecito ed uno proibito.

In qualunque traffico del genere, sebbene vi possa essere anche una domanda la risposta deve essere netta e talmente decisa che diventerebbe impossibile per chiunque perseguire tali attività. In breve nessuno ci proverebbe perché il gioco non varrebbe la candela e anche tutti i soldi di questo mondo non impedirebbero di finire i propri giorni dietro le sbarre senza alcuna possibilità di sconti di pena o premi o agevolazioni.

Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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17 risposte a Proibizioni e conseguenze

  1. Ehipenny ha detto:

    Non sono d’accordo con te, ma fermarsi a questo senza argomentare non darebbe credito alla mia opinione quindi cercherò di spiegarmi. Rendere più accessibili tali sostanze non pensi che aumenterebbe il numero di chi ne fa uso? Con il rischio che aumentino le conseguenze sulle persone? Tu scrivi che non c’è sempre una parte lesa, ma sotto sostanze non si è sempre lucidi, si può diventare pericolosi, per se stessi e per gli altri. È vero, ad oggi la criminalità gestisce i traffici e il commercio, ma non penso che in tutte le zone rivolgersi a loro sia come entrare in farmacia.. Chiaramente il problema c’è, ma non sono dell’idea che liberalizzare il consumo possa effettivamente risolverlo, semmai sposterebbe solo i guadagni

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  2. Demonio ha detto:

    Innanzitutto ti ringrazio per essere in disaccordo ma soprattutto per averlo scritto!Credo che sia bellissimo poter avere opinioni diverse e poterne discutere!
    Detto ciò veniamo a noi! Ti farò una domanda: tu sei astemia? Conosci qualche astemio? Hai mai visto un astemio uscire da un supermercato con il carrello pieno di alcolici semplicemente perché gli scaffali del supermercato ne erano pieni?
    Non credo! E questo per rispondere alla tua prima obiezione sul fatto che avere una disponibilità legale di ciò che viene proibito ne aumenterebbe il consumo.
    A questo per altro potrei anche aggiungere diversi studi e statistiche al riguardo oltre al fatto che, sempre più paesi nel mondo stanno invece percorrendo politiche diverse proprio perché evidentemente hanno capito che le cose stanno diversamente!
    Invece veniamo all’altro punto da te sollevato ovvero quello per cui la presenza di certi prodotti sarebbe pericolosa per la società. Qui la cosa si fa complessa! E credo sia necessario distinguere tra “uso” ed “abuso”.
    Il bicchiere di vino a tavola rientra nell’uso…l’alcolizzato che inizia a bere dal mattino credo non sia sullo stesso piano del brindisi di mezzanotte a capodanno! La pericolosità credo rientra nel novero dei comportamenti che ciascuno di noi deve imparare a gestire in generale. Un auto è di per se pericolosa a prescindere…eppure nessuno si sognerebbe di proibirne l’uso semplicemente perché potenza e velocità sono concause di incidenti. Ciò rientra nell’abuso e tutto ciò che è abuso ovviamente va sanzionato e punito se causa conseguenze.
    Ultima obiezione riguardo al fatto che si debba risolvere un problema: il problema non lo si è risolto in un secolo di proibizione quindi evidentemente non è la proibizione la soluzione ma l’educazione alla consapevolezza che, ogni nostra vita deve essere vissuta in modo consapevole e responsabile e che, ogni atto che, basato sul menefreghismo e sulla mancanza di rispetto e responsabilità, avrà inevitabilmente delle conseguenze su noi stessi e sugli altri. Però, già spostare i guadagni a mio avviso sarebbe un enorme passo avanti: un guadagno di un criminale verrà reinvestito quasi sempre in altre cose criminali. Un guadagno dello Stato magari potrà essere investito in cose utili e positive. La differenza non mi sembra da sottovalutare…

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  3. Argomento controverso a cui non so dare una risposta definitiva

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  4. Demonio ha detto:

    Io penso che proprio per il fatto che tutti noi abbiamo molte posizioni poco chiare sia giusto almeno parlarne cercando di esaminare le cose nella maniera più obiettiva possibile. Magari non troveremo le risposte però forse avremo delle idee un po’ più chiare! Specie se provassimo a metterci nei panni di chi vive in società dove è proibito anche ciò che noi diamo per scontato! 🤷

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  5. Intanto penso di coltivare la cannabis nel mio giardino. Ora è legale per uso privato 😅😉

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  6. liza ha detto:

    Il Proibizionismo di (OGNI) genere
    NoN genera niente di buono.
    È un fatto.

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  7. Demonio ha detto:

    Mi trovi assolutamente d’accordo ma del resto non lo dico io come non lo dici tu: lo dice la storia. Peccato che l’essere umano ha quel particolare difetto che lo porta a non voler imparare dalla storia e dagli errori commessi. Sembriamo come quelle mosche che ripetutamente si schiantano contro il vetro di una finestra sebbene poco più in là ci sarebbe quello spiraglio per uscire!

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  8. Neda ha detto:

    A me è venuta in mente una cosa: l’Italia era un paese che produceva la maggior quantità di cannabis sativa, ovvero la canapa da cui si ricavava fibra per tessuti, olio e altre sostanze utili in vari campi. Dopo la seconda guerra mondiale, venne proibita la coltivazione di questa pianta in Italia, tra l’altro molto utile all’ambiente, perché danneggiava gli USA che ne erano coltivatori ed esportatori.
    Niente a che vedere con la cannabis indica, ovviamente. Però, c’è sempre da chiedersi che cosa ci sia dietro alle proibizioni e quanto servano in realtà, visto che, da che mondo è mondo, appena si proibisce qualcosa, c’è subito qualcuno che trova il modo per scavalcare la legge.

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  9. Demonio ha detto:

    Quello che ricordi è vero ed effettivamente è andata così: ormai non sono più illazioni ma è storia. C’era un mercato “vecchio” e c’era un mercato nuovo nascente fondato sul petrolio e i prodotti da esso derivati. Per fare largo a questi semplicemente venne montata ad arte una campagna che demonizzava il resto, falsificando studi scientifici, creando fake news e il risultato fu quel che dici: un intero pianeta rinunciò ad una cosa che per secoli non aveva fatto dei male a nessuno. Amen.
    Altra piccola cosa che aggiungo è: ma nessuno ha mai notato come nell’ultimo secolo tutto ciò che appare brutto sporco e cattivo viene definito tale sempre dalla cultura statunitense (e a ruota dai suoi vassalli!) e come per magia loro hanno sempre già pronta la soluzione alternativa?

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  10. admin1962 ha detto:

    Mamma mia Daemon, hai posto un tema che può tranquillamente riempire talk show per secoli!
    Ma ti ringrazio per la sua importanza e per aver dato la possibilità di parlarne.
    Per quanto mi riguarda sarò sintetico: propendo per la tua tesi e per la sua sperimentazione sociale, del resto il proibizionismo è stata sinora quasi l’unica soluzione e ne consociamo tutti gli effetti che tu hai ben descritto.
    Io voto per provare la soluzione alternativa illustrata da Daemon… dove devo firmare? 😉

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  11. Demonio ha detto:

    Eh… innanzitutto ti ringrazio per l’intervento e per quanto riguarda il firmare purtroppo ti dico che neanche tanti mesi fa c’era stata una raccolta di firme per un referendum ma…come sempre su questi temi c’è una parte politica che fa del terrorismo sociale e fa di tutto per affossare qualunque legge che possa modificare lo status quo. A pensar male…(ma noi non pensiamo male vero?) verrebbe da chiedersi a cui prodest…e la risposta che mi do è una ed una sola ovvero…guai a toccare gli affari di chi fa affari!

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  12. admin1962 ha detto:

    Già, infatti io aspettavo con ansia la realizzazione di quella parte del programma dei 5Stelle dove si proponeva di abolire il quorum nei referendum per evitare di lasciare il paese in mano a chi non gliene frega niente e vive soltanto sapendo tutto del Grande Fratello ma nulla della vita politica che riguarda tutti, ma abbiamo visto tutti com’è andata a finire…!

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  13. Demonio ha detto:

    Purtroppo riguardo i 5 stelle sono stato in tempi non sospetti una sorta di Cassandra e feci una previsione che risultò esatta. A distanza di anni credo che sia stata un’occasione persa dal paese e solo per l’orgoglio di Grillo si sia disperso un patrimonio enorme. Ormai è andata così, c’è poco da fare.

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  14. admin1962 ha detto:

    Già, un’occasione storica di cambiamento gettata nel cesso!
    Vabbè, comunque è avvenuta e ha dato uno scossone alle coscienze e al’impegno politico di questo popolo insipiente e oscitante. Un segno di vitalità che ci dice che il paziente non è ancora deceduto… e poi c’è ancora Di Battista! 🙂

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  15. Demonio ha detto:

    Ahimè ho smesso di credere ed illudermi su questo popolo da un pezzo ed il “andrà tutto bene” sbandierato nemmeno due anni fa da tutti i balconi non è stata che l’ultima conferma di come sappiamo presto dimenticarci dei buoni propositi! Ormai non si tratta più del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto…qui manca proprio il bicchiere!

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  16. Neda ha detto:

    Sulla “cultura” degli USA ci sarebbe molto, molto da dire, soprattutto come sono riusciti a influenzare tutto il resto del mondo, tenendo conto che la loro è una “civiltà” nata dal miscuglio di ex galeotti e puritani, trapiantati in quel territorio e che hanno distrutto le civiltà autoctone che erano lì prima di loro. Io li ho sempre considerati dei barbari moderni ammantati di ipocrisia.

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  17. Demonio ha detto:

    Ah beh guarda, il mio giudizio complessivo non è tanto differente al netto di quelle che sono le eccezioni. Diciamo che al netto come popolo non ha certo la mia simpatia incondizionata…

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