Disinformation


11 ex corrispondenti di guerra italiani scrivono contro l’informazione sull’Ucraina


Undici tra i più importanti inviati italiani degli ultimi decenni hanno scritto una lettera, pubblicata sul quotidiano online Africa ExPress, nella quale criticano duramente la maniera in cui i media stanno trattando la guerra in Ucraina. La riflessione di questi “pesi massimi” del giornalismo contemporaneo si concentra sull’approccio superficiale dei mezzi d’informazione attuali, che riportano notizie non verificate con l’unico scopo di veicolare i sentimenti e la commozione dell’audience, indirizzandola verso una acritica presa di posizione. I giornalisti lanciano quindi un appello: è necessario che il giornalismo agisca in quanto mezzo per acquisire consapevolezza, fornendo analisi profonde che consentano una maggiore comprensione dei fatti. Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera.

“La guerra di propaganda fa un’altra vittima eccellente: il giornalismo

Corrispondenti di guerra, 1° aprile 2021

Osservando le televisioni e leggendo i giornali che parlano della guerra in Ucraina ci siamo resi conto che qualcosa non funziona, che qualcosa si sta muovendo piuttosto male.

Noi siamo o siamo stati corrispondenti di guerra nei Paesi più disparati, siamo stati sotto le bombe, alcuni dei nostri colleghi e amici sono caduti durante i conflitti, eravamo vicini a gente dilaniate dalle esplosioni, abbiamo raccolto i feriti e assistito alla distruzione di città e villaggi.

Abbiamo fotografato moltitudini in fuga, visto bambini straziati dalle mine antiuomo. Abbiamo recuperato foto di figli stipate nel portafogli di qualche soldato morto ammazzato. Qualcuno di noi è stato rapito, qualcun altro si è salvato a malapena uscendo dalla sua auto qualche secondo prima che venisse disintegrata da una bomba.

Ecco, noi la guerra l’abbiamo vista davvero e dal di dentro.

Proprio per questo non ci piace come oggi viene rappresentato il conflitto in Ucraina, il primo di vasta portata dell’era web avanzata.

Siamo inondati di notizie ma nella rappresentazione mediatica i belligeranti vengono divisi acriticamente in buoni e cattivi. Anzi buonissimi e cattivissimi. Ma non è così. Dobbiamo renderci conto che la guerra muove interessi inconfessabili che si evita di rivelare al grande pubblico.

Inondati di notizie, dicevamo, ma nessuno verifica queste notizie. I media hanno dato grande risalto alla strage nel teatro di Mariupol ma nessuno ha potuto accertare cosa sia realmente accaduto. Nei giorni successivi lo stesso sindaco della città ha dichiarato che era a conoscenza di una sola vittima. Altre fonti hanno parlato di due morti e di alcuni feriti. Ma la carneficina al teatro, data per certa dai media ha colpito l’opinione pubblica al cuore e allo stomaco.

La propaganda ha una sola vittima: il giornalismo.

Chiariamo subito: qui nessuno sostiene che Vladimir Putin sia un agnellino mansueto. Lui è quello che ha scatenato la guerra e invaso brutalmente l’Ucraina. Lui è quello che ha lanciato missili provocando dolore e morte. Certo. Ma dobbiamo chiederci: ma è l’unico responsabile?

I media ci continuano a proporre storie struggenti di dolore e morte che colpiscono in profondità l’opinione pubblica e la preparano a un’inevitabile corsa verso una pericolosissima corsa al riarmo. Per quel che riguarda l’Italia, a un aumento delle spese militari fino a raggiungere il 2 per cento del PIL.

Un investimento di tale portata in costi militari comporterà inevitabilmente una contrazione delle spese destinate al welfare della popolazione.

L’emergenza guerra sembra ci abbia fatto accantonare i principi della tolleranza che dovrebbero informare le società liberaldemocratiche come le nostre. Viene accreditato soltanto un pensiero dominante e chi non la pensa in quel modo viene bollato come amico di Putin e quindi, in qualche modo, di essere corresponsabile dei massacri in Ucraina.

Noi siamo solidali con l’Ucraina e il suo popolo, ma ci domandiamo perché e come è nata questa guerra. Non possiamo liquidare frettolosamente le motivazioni con una supposta pazzia di Putin.

Notiamo purtroppo che manca nella maggior parte dei media (soprattutto nei più grandi e diffusi) un’analisi profonda su quello che sta succedendo e, soprattutto, sul perché è successo.

Questo non perché si debba scagionare le Russia e il dittatore Vladimir Putin dalle loro responsabilità ma perché solo capendo e analizzando in profondità questa terribile guerra si può evitare che un conflitto di questo genere accada ancora in futuro.

Massimo Alberizzi ex Corriere della Sera

Remigio Benni ex Ansa

Giampaolo Cadalanu – Repubblica

Tony Capuozzo ex TG 5

Renzo Cianfanelli Corriere della Sera

Cristano Laruffa Fotoreporter

Alberto Negri ex Sole 24ore

Giovanni Porzio ex Panorama

Amedeo Ricucci RAI

Eric Salerno ex Messaggero

Giuliana Sgrena Il Manifesto

Claudia Svampa ex Il Tempo

Vanna Vannuccini Ex Repubblica

Angela Virdò ex Ansa”


Il testo integrale è stato ripreso dal sito Africa ExPress.


L’indipendente on-line [di Valeria Casolaro]

Nulla da aggiungere se non che in questi ultimi anni, al crescere esponenziale dei canali di informazione ( TV decuplicate, internet, social ecc) è seguita una decrescita culturale generale col risultato che, invece di avere gente più e meglio informata abbiamo l’esatto contrario. E conseguenza di ciò porta a nuovi populismi, nazionalismi e… conflitti sia sociali che fra nazioni. Qualcosa deve essere andato storto…

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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14 risposte a Disinformation

  1. The Butcher ha detto:

    Il problema è che purtroppo nel nostro giornalismo in pochi tendono a fare analisi accurate. Quel che ho sentito dire sono estremismi tra chi dice che è tutta colpa di Putin e chi dice che è tutta colpa della NATO (mi sorprendo di vedere tanti filo-putiniani). È giusto fare un’analisi profonda della situazione e le dinamiche di questa guerra sono profonde, molto più vecchie di quanto si pensi. Ovviamente tutti hanno le loro colpe ed è importante che le persone si assumano le loro responsabilità. Certamente parte della colpa è anche dell’Occidente ma mi disgusta vedere chi, per questo motivo, difende a spada tratta Putin, dicendo che la sua guerra è giusta. La guerra non è mai giusta e questo conflitto non farà altro che distruggere una nazione e la sua popolazione e noi ne pagheremo le conseguenze. Purtroppo la Russia sta facendo un sacco di propaganda becera ma lo stesso vale per Ucraina e Occidente. Io spero che questa guerra possa finire presto, ma quel che temo è che Putin non la smetterà fino a quando non avrà almeno uno degli obiettivi che si era prefissato. Lui ha troppo da perdere e certamente una sconfitta, dopo tutta la campagna che ha fatto su quanto fosse forte l’esercito russo, gli costerà la faccia e non solo.

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  2. Demonio ha detto:

    Sono d’accordo con te su tutto. Aggiungo solo che se è vero che il nostro “giornalismo” è in uno stato pietoso credo che altrove non sia poi tanto diverso e tutto si è americanizzato in un modo ridicolo. Non si fa più giornalismo per capire e far capire ma per vendere un prodotto che possa attirare quanta più gente possibile e dividere sempre i buoni dai cattivi aiuta ciò. Il problema è che come in questo caso non si riesce a comprendere che i cattivi sono tanti. Detto ciò ovviamente è vergognoso che vi sia gente disposta a considerare Putin come una persona per bene quando da anni è palese che è solo un lurido delinquente della peggior specie.

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  3. Neda ha detto:

    Nel 2018, Il Giornale di Brescia, aprì un’inchiesta sulle polmoniti batteriche che imperversavano nella bassa valle del Chiese (1200 ricoverati e un’ottantina di morti in autunno) e scrisse che la legionella era un virus. Telefonai chiedendo spiegazioni: se io, casalinga, ero a conoscenza che la legionella era un batterio, come mai lo scrivente, con tanto di laurea, non sapeva usare una enciclopedia?. Del resto, l’allora assessore alla sanità lombarda, Gallera credo si chiamasse, aveva anche pontificato che il “botulino” trovato nelle acque dei canali comunicanti con il Chiese, non era dannoso (nonostante la moria di una sessantina di anitre selvatiche nella Fossa Magna di Carpenedolo). Io avrei voluto vederlo cibarsi di una scatoletta di salsa di pomodoro infettata dal botulino, ma forse lui si riferiva al botox usato dalla sua signora. Sai che c’é, c’è che con Internet chiunque può dire ciò che vuole e chi non usa il cervello ci casca dentro e creda a tutto.

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  4. Neda ha detto:

    Scusa, ti ho messo qui sopra i link degli articoli che riguardano appunto il caso “legionella”. Se hai voglia di leggerli, altrimenti li puoi cancellare.

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  5. Demonio ha detto:

    Ecco, quello che manca è la sana capacità di controllare e se magari chi lavora e non ha tempo può essere giustificato di certo non può esserlo né chi di mestiere fa il giornalista né ovviamente chi è pagato per amministrare. Fatto sta che se un muratore o un meccanico fanno un lavoro pessimo difficilmente verranno richiamati mentre giornalisti e politici incompetenti continuano a restare indefessi al loro posto ed anzi, accrescono anche la loro fama e influenza. C’è decisamente qualcosa che non va…

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  6. Demonio ha detto:

    Ma scherzi? Hai fatto benissimo! Che poi va beh, sono cose che bene o male conosco anche se non nei dettagli e sono cose che poi sono state fatte un po’ ovunque sul nostro territorio tanto alla fine non paga mai nessuno e l’impunità regna sovrana…

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  7. Neda ha detto:

    Perché sono ben pagati da qualcuno che ha tutto l’interesse di convogliare le masse su un’idea precostituita. Televisioni e giornali sono in mano a pochi.

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  8. Demonio ha detto:

    Si, e per quanto riguarda l’Italia se si vanno a guardare le proprietà editoriali i nomi sono i soliti noti: Agnelli, Berlusconi, Caltagirone, Cairo, Confindustria e la millenaria santa sede…difficile credere che questi siano interessati a non avere una categoria asservita…

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  9. admin19 ha detto:

    Ottimo servizio di informazione che divulgo sui miei social,
    grazie Daemon! 😉

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  10. Demonio ha detto:

    Sono piccole voci isolate che proprio per quello ascolto sempre volentieri. Grazie a te anche per tutti gli altri commenti!

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