La cucina italiana e i miti duri a morire

Incapsulo questo post tratto da BUTAC prendendo in prestito anche il titolo poiché leggendolo, oltre a trovarmi totalmente d’accordo mi ha anche ricordato che, nel mio piccolo, parlai anche io della nostra cucina quando (e figuriamoci!), venne alla ribalta la stupida polemica dei cibi etnici , kebab in testa, che minavano le nostre tradizioni mettendo in pericolo la nostra cultura e la nostra italianità!

La ricordate? Io si e tra l’altro ancora oggi in certi comuni vi sono ordinanze restrittive in tal senso. Una sorta di apartheid gastronomico concepito da talune menti malate incapaci di guardare al mondo come una cosa di tutti. Tra l’altro poco fa leggevo un post sul confronto tra tortelli bolognesi e i pelmeni russi e ho ripensato all’altra polemica idiota sui tortelli di pollo che sempre secondo questi primati-sti nazionali avrebbe recato enorme offesa alla tradizione bolognese!

Il post in questione, in cui raccontavo come gran parte di quel che mangiamo in realtà non ha nessuna origine italiana è questo: cibi stranieri che orrore (https://klaudiomi.wordpress.com/2015/11/24/cibi-stranieri-che-orrore/ )

e se vi va potete leggerlo altrimenti leggetevi questo reblog di BUTAC perché è comunque interessante e magari da ora in poi sarete meno talebani! Che poi…a dirla tutta ma chi se ne frega delle origini…se una cosa è buona o ci piace la si mangia altrimenti no…

Sono da sempre con BUTAC, ma da qualche tempo mi limito ad aiutare da dietro le quinte. Però oggi voglio scrivere questo pezzo per condividere con voi un pensiero, o un tentativo di pensiero. Mi sono imbattuto in un podcast che ho trovato estremamente interessante e che vi voglio consigliare. Si chiama DOI – Di […]

La cucina italiana e i miti duri a morire

PS e aggiungerei anche che mi piacerebbe capire quanto deve durare un periodo di tempo affinché qualcosa diventi sacra e tradizionale! No perché ad esempio con la carbonara sembra che esista da prima di Adamo ed Eva e che prima ancora della mela Eva mise dentro la pancetta al che Dio stesso sì incazzò perché ci andava il guanciale e li cacciò ̶d̶a̶l̶ ̶p̶a̶r̶a̶d̶i̶s̶o̶ ̶t̶e̶r̶r̶e̶s̶t̶r̶e̶ dalla cucina da cui poi il famoso epiteto col porco!

Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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2 risposte a La cucina italiana e i miti duri a morire

  1. Ehipenny ha detto:

    Al tema del tortellino mi è venuto da sorridere, perché sono bolognese e so bene quanto dura sia la faida sulla ricetta originale. Penso che alla fine molte tradizioni siano state tramandate per abitudine, perché ci piace lodarci in qualcosa che ci riesce bene, io stessa ignoro le vere storie che sono citate ma dev’essere davvero interessante scoprirle

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  2. Demonio ha detto:

    Qualcosa al riguardo ho letto e ne sono rimasto affascinato. Poi anche se guardiamo la storia ci accorgiamo che, solo poco più di mezzo secolo fa la maggior parte della popolazione più che mangiare diciamo che sopravviveva e c’era una forte denutrizione. Anche la stessa altezza media degli italiani è aumentata solo recentemente. Poi certo, nobili e clero non si facevano certo mancare nulla però, anche lì, spesso i cuochi che avevano venivano dai paesi dominanti e la nostra cucina è nata pezzo dopo pezzo grazie a mille innesti! Invece le tradizioni alla fine sono qualcosa di recente come detto nell’articolo: in tante famiglie povere da tramandare c’era più che altro la fame anche se, alcuni piatti di origine povera oggi sono diventati roba da ricchi!

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