Simboli

Sarà perché sono sempre stato un solitario e sarà perché ho sempre pensato di appartenere a tutti e nessuno nel senso di non essere mai stato uno che per sentirsi qualcuno avesse la necessità di sbandierare una propia appartenenza che fosse una ideologia o una fede o una squadra o un gruppo o qualunque altro tipo di aggregazione che si identifichi in un simbolo o come i più moderni direbbero in un logo o meglio un brand.

Sarà per tutto ciò ma, ho sempre pensato che farlo non avesse senso e, talvolta fosse anche ridicolo. Un po’ come quella moltitudine di persone che sui social mostrano la loro italianità con il tricolore, che spesso tra l’altro è quello irlandese ma va beh! Ma a me non piace neppure l’alternativa arcobaleno della pace o del movimento LGBT. Non che io sia contro la nazione o la pace o i diritti…anzi…voglio bene alla terra in cui vivo, credo nei valori della convivenza civile tra popoli e persone e va da sé che sono contro le discriminazioni tout court.

Eppure non sento di dover indossare divise o bandiere. Mi piace la Nutella e pure la figa ma non per questo sento il dovere di doverlo rimarcare in continuazione a tutto il mondo e del resto non capisco perché al mondo dovrebbero interessare quelli che sono i miei gusti o le mie passioni o idee. Sono cose personali che posso eventualmente comunicare ad una ristretta cerchia di persone ove ve ne sia una occasione specifica di discussione. Ecco, trovo questo continuo desiderio di dire a tutti ciò che siamo ( o crediamo di essere) un tantino eccessivo.

Uno dei primi motivi di attrito con la sinistra a cui visceralmente mi sono sempre sentito di far parte pur conservando il mio spirito critico, era questo ricorrere continuamente ad una simbologia che non ritenevo utile. Non so se riesco a spiegarmi ma ho sempre creduto che, se stai facendo uno sciopero per i tuoi diritti l’obiettivo sono i tuoi diritti e manifestare con la kefiah, la bandiera della pace, la stella a 5 punte e la bandiera dell’URSS non fossero pertinenti e alla lunga indebolissero certe lotte proprio perché poi si finiva a parlare di altro.

Trovo insomma che usare per forza dei simboli non sia poi così tanto utile e spesso neppure intelligente. Ma credo anche che altrettanto spesso si tenda ad esagerare nel colpire i simboli ignorando poi i comportamenti. Un esempio riguarda una decisione della Finlandia che pare avrebbe cambiato il suo storico logo in quanto questi era una svastica e in tempi di battaglione azov e denazificazione putiniane pare che sto simbolo non vada più bene. Ultima polemica quella sul numero 88 delle maglie degli sportivi…va beh…

Ora, premesso che fascismi e nazismi non avrebbero proprio ragione di esistere a prescindere, quello che a me interessa, non è eradicare dei simboli ( che per altro hanno, spesso, profonde radici storiche e spesso anche nobili) ma la cultura distorta che si appropria di certa simbologia e che, proprio per mezzo dei simboli aggrega personaggi che, è evidente, non hanno una testa pensante capace di autosostenersi. In gruppo tutti si sentono più forti. Un’altro dei motivi per cui non ho mai amato questo genere di aggregazione…

Un’altro dei simboli che trovo orribile (e su cui credo in pochi realmente vi abbiano seriamente riflettuto) è il crocifisso. Sbandierato ovunque, brandito da politici di quart’ordine con velleità di comando, imposto nei luoghi pubblici ed esposto da chiunque tanto da ostentare anche il segno prima di un rigore, di una gara, di un comizio o di qualunque cosa tanto che, uno poi si chiede (cit.) se, in una gara, tra un credente e un ateo, qualora vinca il primo il secondo non debba denunciarlo per doping religioso! Cazzo, hai vinto con l’aiuto di terzi… Non sei sportivo, non vale! (Cit. ma non ricordo di chi!)

E se perdi? Che significa? Va beh, ci sarebbe tanto da dire ma l’altro giorno da qualche parte avevo letto sta cosa che mi ha fatto sorridere: fortuna che i romani i propri condannati li mettevano in croce…li avessero impalati che simbolo usereste ora? Un palo? E se l’avessero impiccato o ghigliottinato? Un cappio, una lametta? E fortuna anche che non c’era l’elettricità perché la simbologia di una sedia elettrica non so se sarebbe stata così efficace: invece del segno della croce che si faceva? La simulazione di una scossa?

Insomma, davvero, forse sono io che sono incapace di capire ma davvero trovo tutta sta simbologia inutile e spesso ridicola. Ma la trovo anche fine a se stessa e deleteria tanto che spesso i simboli finiscono poi per diventare negativi o inutili o dannosi o peggio ancora il pretesto per qualcuno di mettere al bando interi popoli come la stella di Davide lo fu per gli Ebrei nei campi di sterminio.

Simbolo che però è finito invece per diventare oppressivo verso un’altro popolo. E i triangoli massoni? Anch’essi oggi sono visti con sospetto eppure tutto il Risorgimento italiano vi poggia sebbene poi con la P2 abbia finito poi per incarnare tutt’altra valenza. Quindi, in conclusione quello che vorrei dire è che credo che non è tanto la simbologia ciò a cui si deve guardare ma alla cultura che di volta in volta si cela dietro a questi simboli: ed è questa cultura che spesso può essere deleteria e sbagliata.

Noi credo che, come individui, più che nasconderci dietro dei simboli abbiamo il dovere di tornare ad essere teste pensanti individuali che poi si aggregano sulle idee e non per la semplice appartenenza. Oggi ciò che manca è questa capacità e sbandierare una appartenenza non risolve alcuno dei nostri problemi mentre un aiuto ed un punto di partenza sarebbe comprendere quali sono quei problemi. Il resto poi…spesso è solo pura fuffa propagandistica, ben usata da chi sa come manipolare ed utilizzare grandi masse.

Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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12 risposte a Simboli

  1. Gravantes ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo con te. Anche se riconosco che i simboli hanno una loro valenza, nemmeno io avrei tolto un logo perché da fastidio, la trovo una grasso stronzata, come la Z di cui si parlava tempo fa. Il politically correct ha rotto. NOn mi riconosco in nessuna ideologia , oggi più che mai. Se un volta potevo definirmi comunista, oggi, tale aggettivo lo trovo obsoleto, come trovo obsolete tutte le idelogie in atto, che vengono strumentalizzate dalla politica più becera. Penso a me stesso come un essere umano circondato da tanti esseri umani con le loro problematiche e dinamiche umane. Dobbiamo ragionare in termini terrestri.

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  2. Gravantes ha detto:

    PS: La sinistra? tu la vedi più in giro?

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  3. Demonio ha detto:

    E io sono d’accordo con te! Aggiungo solo che è l’uso che se ne fa dei simboli che spesso è malsano. Il politically correct poi ci è decisamente sfuggito di mano insieme alla par condicio ed al revisionismo storico. Alla fine siamo al punto in cui non si può dire nulla ed ogni cosa diventa pretesto per polemiche. In definitiva si finisce a discutere del nulla.

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  4. Demonio ha detto:

    Da mo! Purtroppo è stata una delle prime vittime del famoso piano della P2 che intendeva far fuori il PCI e sostituirlo con una pseudo sinistra controllata dall’establishment. Ma del resto già quando in quella forza comandava Rutelli (no dico Rutelli!!) per poi approdare naturalmente a Renzi imbarcando gentaglia di ogni genere come Adinolfi o Binetti o Minniti le cose erano abbastanza lampanti. Spiace solo che, a fronte di tutto ciò non vi sia stata una reazione di quel popolo. E spiace che, quello che poteva essere un embrione di reazione come il M5S sin da subito venne ingabbiato nel famoso non essere ne di destra né di sinistra che, la storia insegna che equivale ad essere di destra. Occasione persa. L’ennesima.

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  5. Demonio ha detto:

    PS e comunque piacerebbe un giorno saper fare un orto!

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  6. Neda ha detto:

    Se pensi che la ditta danese che fa i “disoccupati”, cioè quelle caramelline gommose alla liquirizia, molto piccole che hanno la forma di oggetti, animali, ecc, ha dovuto togliere dalla produzione la caramellina che rappresentava un faccino con un cappellino di forma triangolare, perché secondo i più rappresentava un cinese….siamo diventati tutti troppo sensibili, troppo suscettibili, incazzevoli e anche idioti, per la verità.

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  7. Gravantes ha detto:

    Fa bene all’anima.

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  8. Demonio ha detto:

    E pure alla salute e al portafoglio!😅

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  9. Gravantes ha detto:

    Soprattutto 😂😂😂😂al portafoglio

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  10. Demonio ha detto:

    E lo so che di sto passo per andare dal fruttivendolo bisogna accendere un mutuo!

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  11. Gravantes ha detto:

    🤣🤣🤣 soprattutto al nord.

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  12. Demonio ha detto:

    Mi era sfuggito questo commento e pure la notizia ma ovviamente concordo in toto!

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