Sognando ricordi

Appartengo a quella sparuta schiera di persone che raramente ricorda i sogni e questa cosa devo dire mi sta parecchio sulle balle perché tante volte è capitato di trovarmi in conversazioni dove qualcuno racconta il suo sogno, qualcun altro risponde col suo e io…nulla…sempre escluso! Qualche volta però accade e non ho capito il motivo e nemmeno se esiste una procedura standard da attivare affinché la mia capoccia si attivi e mi faccia leggere i miei film notturni. Boh.

Qualche volta però, come dicevo accade e qualcuno di questi li ho anche poi trascritti qui. Sogni strampalati, senza ne capo ne coda, spesso infarciti di un erotismo comico o altre volte pieni di mondi alternativi. Stanotte invece ne ho fatto uno diverso dal solito. Non era neppure lineare ma piuttosto era una serie di flashback della mia prima infanzia o per essere più precisi ancora si riferivano all’età di 5 anni e mezzo. Fu un periodo particolare per me.

I miei avevano deciso di tornare in Italia ed io che ero nato in Svizzera e che parlavo praticamente solo francese e qualche parola di italiano venni catapultato in una realtà che non capivo ma che mi incuriosiva perché tutto era così maledettamente nuovo, diverso ed incomprensibile. Mentre casa che i miei avevano comprato in città ancora non era pronta si andò a vivere nel paesotto del nonno, classico paese del centro Italia scarsamente popolato se non di vecchi, con un dialetto incomprensibile e che anche un bambino ingenuo vedeva che sapeva di povertà e del resto, passare da Ginevra/Losanna a li…vorrei vedere se non la vedevi la differenza!

Ecco, in questo contesto si sono depositati quei ricordi che nel sogno son tornati fuori riesumando sensazioni, odori, paure e tanta curiosità. Primo flash riguarda la piazza di questo paese, con una vasca dentro cui stavano dei pesci (credo trote) che io non avevo mai visto e che guardavo incuriosito tentando di prenderli infilando la manina in un acqua gelida e mentre ero intento a far ciò restavo impietrito e paralizzato dalla voce di una guardia che mi urlava contro.

Mmmm…ho iniziato sin da piccolo a non sopportare l’autorità costituita…Va beh, da questa scena sono passato all’interno del bar del paese. Ricordo i suoni, il vociare sovrapposto, i rumori della pallina del biliardino contesa tra i giocatori urlanti, il movimento scattoso dei polsi. E ricordo la sala attigua, fumosa, un biliardo a centro e quella stecca che colpisce palla e birilli mentre birre Forst vengono vuotate una dietro l’altra. L’ingresso principale, con una sorta di tenda a fili colorati di plasticagomma che attraversando ti portavi dietro!

Ricordo il Juke box, misterioso oggetto a cui ragazze e ragazzi più grandi si avvicinavano con sorrisi maliziosi che non capivo. Musica a tutto volume che si sovrapponeva al resto. Risate, urla. Urla che provenivano dai tavolini quadrati, rossi, sedie metalliche luccicanti, interminabili partite a carte di tressette con carte scaraventate giù con la forza di un macigno, altri tavoli dove a tener banco era un altro gioco, la passatella, fiumi di birra che scorrevano tra risate e imprecazioni.

Ricordo del primo gelato, cornetto su cui campeggiavano tre palline vaniglia, crema e fragola…sensazione di freddo…gelato che cola sul cono e sulle mani che diventano appiccicose…sapore forte, intenso…buono da leccare…meglio non mangiarlo…troppo freddo! Una moneta, 5 o 10 lire, non ricordo bene…no forse erano 50 lire…una macchinetta contenente palline colorate…metti moneta…giri pomello…esce pallina…gomma da masticare!

La casa del nonno, l’odore della cantina, odore di muffa e di animali, la paura di quel mulo enorme, grigio compatto. Le botti del vino, i bottiglioni enormi, di vino e di olio un soffitto pieno di cose appese…salsicce e soppressate, pomodori secchi…peperoncino. La chiave enorme della porta che tenevo con due mani. La porta che dava all’orto. L’orto, l’albero dei fichi…mani impiastricciate e appiccicose. La gabbia dei conigli…le orecchie dei conigli! Galline che grugniscono (non so, come si chiama il verso delle galline?) e si azzuffano tra una beccata e l’altra.

Il bagno. Non dentro casa. per le scale. Freddo. Come le lenzuola di lino bianco dentro cui entravo. Fredde. Niente riscaldamento. Un braciere. Un pitale. Un altro mondo. In cucina il camino, sempre acceso. Una stufa a legna, anelli concentrici su cui cucinare, mani curiose non informate. Ustione, grida, dolore, pianto, botte, olio di oliva messo sulle mani, meglio non toccare la stufa, adesso lo hai imparato.

era proprio così!

E niente, flash finiti così, col ricordo di una bruciatura. Ne avrei avute tante altre metaforiche nella vita ma quella resta indimenticabile. Un sogno come ho detto inconsueto, non dei miei, mi ha lasciato malinconico e pensieroso. Ricordo di un epoca che non c’è più che si è persa nei ricordi di chi non c’è più. Ricordi di una Italia rurale, povera travolta in pochi anni dal benessere e dal consumismo che ha seppellito le nostre radici. Nostalgia? No, nostalgia no ma tanta consapevolezza si.

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L’astronauta di Salamanca

Guardiamo la foto seguente…c’è poco da dire…è chiaramente la scultura di un astronauta con la sua tuta spaziale…gli scarponi…il suo casco spaziale e il suo zainone con l’apparato di respirazione. Bene…e allora? Che c’è di strano vi starete chiedendo giusto? Beh, di strano, a parte che è una scultura non ci sarebbe nulla se non fosse per un particolare: tale scultura la trovate sul portale della cattedrale di Salamanca (foto successiva) che ha uno stile barocco-gotico, e che fu costruita tra il 1513 e il 1733!

Eccolo qui il tema adatto ad una di quelle trasmissione in stile Voyager dove per qualsiasi cosa che all’apparenza non abbia una spiegazione razionale la si butta in caciara tirando fuori le ipotesi più strampalate condite da mistero (tipo chi ha costruito le piramidi?), complotti o soprannaturale! Roba da vomito! Ora, se però ci riprendiamo dallo stupore e ci mettiamo a cercare magari evitiamo di sparare cazzate! Infatti la spiegazione di tutto ciò è allo stesso tempo semplice e curiosa.

In pratica è successo semplicemente che la Cattedrale nel 1992 ha subito un intervento di restauro e come da tradizione in Spagna , a quanto pare, i restauratori aggiungono quando compiono dei restauri degli elementi di contemporaneità. In questo caso lo scultore Miguel Romero si è divertito ad inserire questo elemento insieme ad un altro poco lontano che ritrae un drago che mangia…un gelato! Et voià, mistero risolto! Tra l’altro a quanto pare anche altrove sono accadute cose analoghe come al Duomo di Milano dove una statua raffigura il pugile Primo Carnera!

Va da se che, se uno l’avesse vista dal vivo senza conoscerne i retroscena sarebbe rimasto indubbiamente spiazzato ed io stesso quando ho visto la fotografia, prima di conoscere il resto sono rimasto un tantino interdetto! Sicuramente però ho evitato di prendere per buone le due ipotesi più strampalate che ho escluso a priori: no, non poteva sicuramente essere stata realizzata da qualcuno che avesse viaggiato nel tempo e no, di sicuro non c’è mai stato nessun alieno che è sbarcato a Salamanca per farsi ritrarre! Ecco, queste sono le classiche spiegazioni che di solito vengono fatte intendere in quel tipo di trasmissioni di cui parlavo.

Quello francamente lo trovo un pessimo modo di fare informazione e sta decisamente contribuendo a tirar su una massa di idioti non pensanti che diventa incapace di ragionare con la propria testa cercando spiegazioni plausibili. Che per inteso uno non necessariamente può trovare ma, se anche qualcosa non fosse spiegabile( e ce ne sono di cose non spiegabili!) non possiamo certo rifugiarci come facevano gli antichi nel soprannaturale o nell’esoterico. E di certo non possiamo credere a spiegazioni fantascientifiche perchè noi non vogliamo mica assomigliare a Borghezio vero?


E del resto, l’ho spiegato in altri post quanto siano enormi le distanze nello spazio! Ma davvero vogliamo credere che una civiltà che è riuscita a superare quei problemi, che ha trovato il modo di viaggiare più veloce della luce (cosa che per le nostre conoscenze e la nostra fisica è semplicemente impossibile!) e che quindi dispone di una tecnologia inimmaginabile (paragonabile ad un cavernicolo con la clava ai giorni nostri…) se venga qui viene per farsi fare un selfie di pietra in una cattedrale o venga per spiare i padani avendo paura della nostra tecnologia nucleare??? Ma dai…siamo seri!

Tra l’altro, sempre in tema di complottari e gente che ha capito tutto (avete presente? Quelli che concludono sempre con meditate gente…la cura c’è ma non ve la vogliono dare…certo…aspettavamo tutti te imbecille!) mi sono imbattuto in una surreale discussione dove si sosteneva che nelle coordinate della piramide di cheope il valore fosse identico a quello della velocità nella luce! Woooowww…sti egizi si che la sapevano lunga…loro si che erano avanti! Peccato che anche li se si mette in moto qualche neurone si va a demolire tutto!

Innanzitutto…le coordinate si riferiscono solo alla sola latitudine (29.979155 in decimali 29° 58′ 45″ in gradi) mentre la velocità della luce è di 299,792,458 metri al secondo. Ok, vi è una coincidenza nei primi valori ma c’è qualche piccolo problemino: gli egizi non usavano il metro quindi non potevano in alcun modo, anche conoscendola, esprimerla in una unità di misura che è recente e che per altro usiamo nemmeno tutti in quanto nel mondo anglosassone la si esprime col sistema imperiale ed è di 187,500 miglia/s! Ma c’è di più infatti c’è un altra cosa che è del tutto recente ovvero il sistema di notazione delle coordinate!

Gli Egizi non lo avevano e nemmeno avevano idea che esistesse l’Inghilterra dove 5000 anni fa nemmeno esisteva il villaggio di  Greenwich da dove arbitrariamente è stato deciso alcuni millenni dopo di far passare il meridiano 0 da cui poi si susseguono gli altri meridiani che “tagliano” la terra a spicchi! Per loro la terra era addirittura piatta e comunque abbastanza circoscritta a ciò che conoscevano. Insomma…sono solo coincidenze e con i numeri qualunque cosa può coincidere con qualunque altra cosa. Le Piramidi son belle per ciò che sono ma non hanno alcun risvolto segreto di natura pseudoscientifica, non c’entra un cazzo l’allineamento delle stelle, delle costellazioni o di qualunque altra cosa…semplicemente chi le ha costruite le ha messe li per i suoi motivi…magari per comodità o a cazzo! Il resto son solo coincidenze e fregnacce per i fessi e di quelli vi è una abbondanza di cui bisognerà iniziare a preoccuparsi prima o poi!

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Voglia di mare?

Hanno riaperto…finalmente si è ritornati a lavorare…

https://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/denunciamo/338214-litorale-domitio-agnena-liquido-nero/

Da oggi pomeriggio sta facendo il giro del web una foto aerea scattata alla foce del canale Agnena e pubblicata su Facebook dalla pagina Lo strano Oz. Una grossa macchia nera si è riversata nelle acque del mare del Litorale Domitio, tornato pulito durante il periodo di lockdown stabilito a causa del coronavirus. Le disposizioni del governo avevano imposto la chiusura di tutte le attività. Una volta iniziata la Fase 2 però sono ricominciate le operazioni criminali, perché tali vanno definite quelle che hanno l’effetto di devastare l’ambiente. Anche il Sarno, dove erano stati avvistati dei piccoli pesci, è tornato a essere vittima degli scarichi inquinanti.Per verificare l’autenticità della foto abbiamo contattato Lo strano Oz. L’amministratore, che afferma di essere un giornalista, ci ha assicurato che si tratta di un foto vera pur senza volerci riferire il nome dell’autore. Da un’altra fonte abbiamo avuto conferma dell’autenticità dell’immagine, apprendendo inoltre che sarebbe stata scattata all’incirca alle ore 11:00 di oggi, 6 maggio 2020.

Ps: per quanto è nei miei mezzi ho controllato che non fosse una bufala e la foto in questione sembrerebbe davvero autentica. Ma anche se non lo fosse è indubbio che l’impatto delle attività “produttive” del mondo, dove il profitto va sempre a scapito dell’ambiente, ha un impatto devastante sulla natura, sulle acque, sulle falde acquifere e sull’aria e le foto scattate nei giorni scorsi hanno invece dimostrato come, in assenza di attività umane la natura torna a rifiorire e l’inquinamento diminuisce in maniera drastica. Bene…siamo davvero sicuri che è questo ciò che vogliamo? Siete davvero sicuri che è quello il mare in cui non vedete l’ora di tuffarvi?

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Sei proprio cretina!

Può una frase contenere il potere di distruggere qualcosa? Si, può. Una sola frase e tutto quel che avevi creduto fino a quell’istante si polverizza in un attimo! Come la frase in questione presa da un film che in qualche modo ha lasciato il segno. Allora, il film (L’arrivo di Wang) è un film di fantascienza…italiano. E già qui uno storcerebbe il naso di fronte agli Alien, Odissea 2001, Star Wars e quant’altro! Ed in effetti il confronto non è nemmeno ipotizzabile. Un film fatto con un budget evidentemente limitato.Però è dei Manetti Brothers, gli stessi della serie Coliandro, una garanzia.

Ha secondo me qualche pecca sulla recitazione e i dialoghi. Un po’ come far parlare Segal e Alvaro Vitali. Ok…stroncato totalmente? No perché quel che ho trovato interessante di questo film è la tematica che viene sviluppata e che ci porta durante il film a rafforzare tutta una serie di nostri stereotipi fino a prendere delle posizioni per poi, sul finale, ricevere un cazzotto ed azzerare il tutto facendoti fare la figura del cretino appunto. Se non volete saperne altro perché incuriositi volete vederlo fermatevi qui!La trama è questa: una interprete di cinese viene chiamata per un lavoro urgente e misterioso.

Finisce in una caserma dei servizi segreti in una stanza buia con un agente incaricato di fare un interrogatorio a questa misteriosa persona che, parla solo cinese e che viene tenuta celata alla vista dell’interprete. Poi, data la piega strana dell’interrogatorio questa vuole capire chi ha di fronte e scoprirà che è un alieno che parla solo cinese in quanto, dopo aver osservato il nostro mondo ha imparato quella che statisticamente è la lingua più parlata. Solo che a Roma non gli è stato di grande aiuto!Catturato vien ora tenuto prigioniero perché i servizi sospettano delle sue intenzioni.

E durante l’interrogatorio l’alieno continua a ripetere di essere venuto in pace per fare uno scambio tra civiltà. Ma l’agente dei servizi non accetta questa spiegazione e fa torturare con scariche elettriche l’alieno portando l’interprete sull’orlo dei nervi poiché non accetta la tortura, i toni usati dall’agente e crede nella buona fede dell’alieno. Ad un certo punto con una scusa lei tenta la fuga per chiamare Amnesty ma in quel momento suona un misterioso allarme, tutti vanno via e lei dopo ave avuto una colluttazione fortunosa con un agente in stile buttafuori coatto da discoteca, va a liberare l’alieno.

Liberatolo arriva ad una stanza in cui, dalla finestra assiste impaurita ed incredula ad una invasione aliena che sta distruggendo Roma! E mentre si gira l’alieno con fare beffardo le dice (ci dice) sei proprio cretina! Il film finisce così, con questo cazzotto. Nessun colpo di coda eroico di qualcuno che salva il mondo. Nessuna eroina che imbraccia un M16 e spacca la faccia all’alieno bastardo…lei resta impietrita e fine. Il cattivo che con disprezzo e sarcasmo interrogava con voce grossa l’alieno alla fine aveva ragione lui…Noi che indubbiamente stavamo parteggiando per l’alieno avevamo torto!

L’alieno che sembrava indifeso ed inerme era un pezzo di merda (con buona pace del buonismo alla ET) e l’interprete che credeva nei valori di pace, uguaglianza, accoglienza e dialogo fa la figura della cretina perché tutto ciò in cui credeva le si sgretola sotto il naso e, per colpa sua l’umanità soccomberà. Crudo. Senza appello.
Alla fine uno si chiede se, in un caso del genere quale sarebbe la posizione da prendere. Un eventuale altra forma di vita intelligente si comporterebbe come la nostra tentando di sopraffarci? Chi dovrebbe prendersi la responsabilità di parlare con loro e decidere?

Mi rendo conto che ET un po’ ci ha fuorviati. E se Alien alla fine tutto sommato lo consideriamo più come un animale fuggito dallo zoo o un dinosauro redivivo mentre in Avatar i cattivi siamo noi e in Star Wars buoni e cattivi sono equamente divisi tra umani ed alieni pochi hanno ipotizzato un alieno proprio cattivo intenzionato a conquistarci anche con l’inganno. Lo è stato fatto in chiave satirica (Mars Attack) o in chiave propagandistica in stile anticomunista da diversi film ma mai in una chiave che ci facesse riflettere sul ruolo di certe istituzioni che, normalmente siamo tenuti a considerare malvagie. Certo, il famoso “L’invasione degli ultracorpi” lo aveva sostenuto che potessero essere cattivi ma li a mio avviso più che altro c’era una forte propaganda antisovietica dove occorreva un nemico.

Certo, uno se pensa ai servizi segreti, da Cia all’ex KGB, passando per il nostro vecchio o Sismi e compagnia bella difficilmente pensa ad istituzioni pure di cui potersi fidare. Di cappellate e imbrogli troppi ne hanno fatti. servendo spesso più degli interessi personali che generali. Quindi i dubbi sui comportamenti da tenere restano. Certo è che, se una civiltà aliena disponesse della tecnologia necessaria per arrivare sin qui sarebbe di sicuro avanti la nostra di milioni di anni. Sarebbe come mettere un cavernicolo ai tempi nostri. Quindi di fronte ad una civiltà nettamente inferiore potrebbe avere solo due atteggiamenti: o di curiosità scientifica tipo umano che guarda un formicaio oppure di conquista delle risorse.

Difficilmente vedo plausibile l’ipotesi di chi viene a farsi un selfie! Intanto gli esopianeti scoperti sono circa 4000 e si è appena cominciato a scrutare tra miliardi di stelle in miliardi di galassie lontane. Per ora gli alieni li vediamo solo al cinema ma un domani…chissà…e soprattutto chissà se guardandoci diranno che siamo dei cretini mentre radono al suolo tutto sempre che nel frattempo non lo avremmo già fatto da soli il che è sempre meno inverosimile.

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Follower dove siete?

L’altro giorno, 3 Maggio ho avuto un picco enorme di visitatori (per me!) e così incuriosito mi sono messo a guardare un po’ le statistiche per capire da che cosa dipendesse visto che non avevo scritto nulla e quindi non c’era alcun motivo palese per avere tutto questo afflusso! E niente, alla fine l’afflusso improvviso è stato determinato dalla ricorrenza del 3 Maggio e della festività che si celebra precisamente a Frosinone (e dintorni credo) e su cui qualche anno fa ci avevo fatto un post perché avevo scoperto questa cosa e non potevo che non esserne incuriosito! In effetti credevo fosse una bufala ed invece no, il 3 Maggio da quelle parti effettivamente festeggiano Santa Fregna!

Ecco quindi che, tanta gente, incuriosita, quel giorno, ed in parte il giorno prima e dopo si sono messi, come me quando scrissi il post, a googolare cercando notizie al riguardo. E proprio dal motore di ricerca di Google molti sono stati reindirizzati al mio vecchio post facendo impennare le visite al mio blog! Blog che per altro se non fosse per i motori di ricerca e determinate cose che vengono cercate e di cui ho scritto in passato, vedrebbe davvero poche visite al giorno. Ad oggi ufficialmente ho 430 follower ma di fatto, a quanto pare, a parte una decina di persone più o meno costanti con cui parlo regolarmente del più e del meno ed un altra decina più sporadica, tutti gli altri non si è capito dove siano! Cosa la seguite a fare una persona se non vi interessa? Boh…

Comunque a parte ciò ho potuto anche vedere come vi è stato un clamoroso sorpasso nella classifica dei post più letti con “il sesso delle lumache” che ha incredibilmente sorpassato “Lo strano caso delle mamme pancine”! In ogni caso tutti i post più letti sono appunto vecchi post letti da esterni di WordPress attraverso Google mentre i post più recenti, con titoli magari meno cercati o meno interessanti sono tutti grosso modo letti da una media di una trentina di persone che sono poi i follower interni con qualche raro caso in cui si arriva alla cinquantina o poco più se si aggiunge anche qualche visita esterna. Ed ecco la classifica dei primi cinque post per quest’anno:

  1. Il sesso delle lumache tot: 813
  2. Lo strano caso delle mamme pancine tot: 741
  3. L’ultima lettera tot: 187
  4. Nudi e crudi tot: 113
  5. Santa Fregna tot: 110

se siete incuriositi e non li avete letti basta cliccare sui titoli!

La cosa divertente è che nessuno di questi post è tra i miei preferiti! Si, sicuramente la riproduzione delle lumache è interessante, le mamme pancine sono un fenomeno assurdo e ci si ride tanto, l’ultima lettera è culturalmente qualcosa di commovente e la storia è sempre un bell’argomento, Nudi e crudi dovrebbe far riflettere e Santa Fregna…si, divertente, simpatico e magari curioso da sapere ma boh, probabilmente tanti altri post con altri argomenti avrebbero meritato maggior considerazione! Di sicuro ho capito che tutto ciò che riguarda il sesso o fa pensare al sesso o parla di sesso va per la maggiore. Dite che ne dovrei parlare di più?

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Il bell’Antonio

Parlando di profili psicologici qualche giorno fa avevo raccontato una storia di una persona che aveva finto non solo di essere un altra persona ma addirittura aveva inscenato la sua morte. Parlandone qui avevo alla fine considerato quella persona come una personalità disturbata, malata quindi. Mi era stato chiesto se avessi conosciuto altre persone del genere e in un primo momento dissi di no ma poi mi sono ricordato di un collega con cui lavorai anni fa e con cui condivisi diversi viaggi insieme avendo per necessità lavorative noleggiato insieme una macchina dividendo così le spese.

Ora non so se anche lui fosse malato. Non sono uno strizzacervelli e non ho le necessarie competenze per emettere giudizi. Quel che posso dire è che nei suoi confronti spesso provavo un misto di rabbia ed incredulità. Ma a rifletterci su bene, in realtà ciò non lo provavo neppure tanto per lui quanto per le persone che con lui avevano relazioni. E di relazioni ne aveva tante. E tutte in contemporanea. Antonio, che poi non è che fosse tutta sta bellezza a mio parere evidentemente invece piaceva. E pure tanto visto il numero di donne con cui si accompagnava.

No, non ero e non sono moralista! Figuriamoci! E neppure invidioso anche perché in quel modo sarebbe una fatica! Per carità…già stare con una donna è un super impegno…averne così tante è un lavoro! Lui era tra l’altro anche sposato quindi già aveva una donna ufficiale a casa. Oltre la moglie poi aveva le altre. E questo un po’ mi faceva incazzare perché pensavo: ma che cazzo…a chi tanto e a chi niente? Non è giusto! Ad ogni modo era così e non ci potevo far nulla. Ero in tour e tra una tappa e l’altra macinavamo chilometri su e giù per il paese.

Per lo più guidavo io. Odio guidare in città ma mettimi su un autostrada e guido all’infinito. Io guidavo e la sua compagnia era praticamente inesistente visto che tutto il tempo lo passava al telefono con queste donne. Ed io quindi sentivo tutto. Sentivo come con ognuna di loro impersonava un uomo differente che calzasse a pennello alla donna in questione. Con una faceva il tenerone, con l’altra faceva il menefreghista, con un altra ancora era il curioso, il duro, il serio, il porco, il pauroso, il prudente. Era pazzesco. Una macchina. In ogni città aveva la sua donna, tutte diverse, tutte innamorate.

Che lo vedevi proprio quando le incontrava. Una roba che tu stavi li e dicevi: mah…ma davvero queste non si rendono conto di quanto le stia prendendo per il culo? Però non erano cazzi miei e di qualcuna magari pensavo anche che sapeva tutto ma ne era comunque contenta. In ogni caso, ripeto, non erano affari miei! Per certi versi poi un po’ lo ammiravo anche in quanto indubbiamente gli riconoscevo una padronanza della situazione invidiabile soprattutto per uno smemorato come me: vederlo ricordare per ogni donna tutto ciò che diceva, che loro dicevano, ricordare date, compleanni ecc ecc era qualcosa di talmente al di fuori delle mie capacità che non potevo non ammirare la cosa.

Il suo capolavoro lo fece in un locale a Roma. Eravamo nel 2003. Il gruppo che seguivo era stato chiamato in questo locale per un concerto. E lui trovò il modo di portare a questo concerto tre di queste donne facendo in modo che non si incontrassero, che nessuna sospettasse minimamente di nulla mentre lui, come un’ape operaia che si posa di fiore in fiore si alternava tra Jessica, Francesca e Maria. Tutte contente di guardarsi il concerto, tutte contente di avere le attenzioni del bell’Antonio. Maria me la parcheggiò in regia, bella ragazza, alta, slanciata, mora, anche simpatica. Ogni tanto le portava qualcosa da bere, una slinguazzata, due palpatine e per motivi di “lavoro” poi la mollava perché lui, essendo il tour manager doveva stare con la band…

La Francesca era bionda, capello corto, altezza normale, tette aggressiv, romanaccia verace, posizionata in prima fila oltre le transenne, vicino ai buttafuori dove poteva gustarsi dal vivo il concerto stando ad un passo dagli artisti. E chi meglio di lei! Jessica la intravidi soltanto da lontano, arrivò per ultima e la tenne praticamente sempre con se nel back stage. Chissà cosa le aveva detto ma di sicuro l’aveva convinta che stare li in mezzo al gruppo doveva essere una gran bella cosa. E del resto li tra un autografo, un bicchierino e il buffet non c’era da annoiarsi! Maria tra me e il fonico forse fu quella più trascurata ma tutto sommato si vide il concerto e non se la passò mica male!

Insomma, in quelle tre ore queste non si sono mai incontrate, ogni volta che ne lasciava una era perché stava lavorando e ovviamente alla fine del concerto non poteva intrattenersi con nessuna tranne con Maria che, rimasta in regia fino alla fine si guardò anche lo smontaggio fino a che poi lui se la portò in albergo. Le altre due le salutò prima e le spedii a casa con chissà quali promesse e tanta gratitudine per averle fatte sentire così importanti e privilegiate! Ahooo…che dire…contente loro contenti tutti! Ora, come ho detto all’inizio io non so se il comportamento di Antonio fosse quello di una persona disturbata dalle personalità multiple ma di certo era un grande attore e, non gli mancava di sicuro anche una buona dose di fortuna. Era un gran paraculo…questo di sicuro!

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Regole e interpretazioni

Partiamo da tutto il gran polverone della passata settimana nato dall’ultimo decreto e da quel “congiunti” su cui ancora si discute. Chi sono sti congiunti? Cosa ci da diritto ad essere definito un congiunto? Bene, non mi interessa…è solo uno spunto…ne parlano tutti e mi sembra del tutto inutile aggiungermi al coro. Quel che invece volevo dire è che, a mio parere tutto è dannatamente sbagliato. A cominciare dal nostro modo di intendere il vivere civile in una società. Troppe paure e troppe regole. Spesso inutili come in questo caso perché vaghe ed interpretabili.

E questo è uno dei problemi di questa nostra epoca. Le nostre paure e le nostre insicurezze ci spingono a desiderare una società che controlli tutto, che dia ad ogni singola azione un “valore” (giusto-sbagliato, vero-falso, legale-illegale) che venga uniformato e con il quale poi possiamo rapportarci per decidere se rispettare tale norma, se violarla, se interpretarla. Tutto ciò lo trovo assurdo. Semplicemente per un motivo: non è possibile dare ad ogni cosa un valore netto. Esistono le sfumature. Le eccezioni alla regola. La vita presuppone una elasticità che le norme da sole non possono controllare. Quindi cosa manca?

Manca il buonsenso. Fondamentale. Senza di quello una società non sarà mai libera perché o vi sarà un eccesso di regole applicate in modo ferreo che, uguali per tutti, porteranno ad inevitabili discriminazioni e ingiustizie oppure vi sarà una società senza regole dove le regole le faranno i forti, i furbi e il risultato sarà sempre lo stesso ovvero vi saranno discriminazioni ed ingiustizie. Una società basata sul buonsenso, che altro non è la capacità di cercare di fare sempre la cosa giusta senza recare danni a terzi, è una società che può far a meno di regole precise poiché ognuno fa la cosa giusta.

Mi spiego meglio. Sappiamo che c’è in atto un contagio e che non abbiamo un vaccino per cui l’unico modo di rallentare il contagio è quello di evitare di stare a contatto con altre persone sconosciute soprattutto in luoghi chiusi. E sappiamo che, poiché vi possono essere persone contagiate (inconsapevoli) ma non ammalate per evitare che queste inconsapevolmente trasmettano l’infezione ad altri è necessario indossare le mascherine quando purtroppo è necessario recarsi proprio in quei luoghi dove si possono trovare altre persone. Stop. Questo è. Perché nel 2020 che ci si debba lavare non credo sia una cosa che è il governo a dovervelo dire…

Bene, se è quello il punto, il buonsenso, alla svedese diciamo, ci dice che bene…se vado a fare la spesa metto la mascherina, se prendo un mezzo pubblico metto la mascherina. Ecc ecc. Se me ne vado solo soletto per i cazzi miei tenendomi lontano dalla gente o me ne sto in auto guidando mettere la mascherina è inutile. Quindi a cosa serve dover specificare che puoi uscire solo per andare da un congiunto? Nulla. Non cambia nulla rispetto a ciò che già sapevamo. Ci andremo se riteniamo necessario andarci. Metteremo la mascherina dove serve. E a seconda di cosa sarà il congiunto per noi quella mascherina decideremo insieme se tenerla o no. Non mi sembra così difficile.

E non vedo come lo Stato possa comunque intervenire. Tizio esce e va dall’amante. Per tizio l’amante è un congiunto e per tizia lo è anche lui. Che facciamo discorsi morali? NO. sono affari loro. Tizio magari sta con moglie ma moglie per tizio è meno di zero mentre amante è tutto. Ripeto, sono affari loro. Se tizio esce e viene fermato perché dovrebbe essere sanzionato da uno Stato che entra nella sua vita privata? E che dovrebbe fare poi lo Stato? Seguirlo e vedere dove va e con chi va? E su questo punto sono certo che molti sarebbero anche contenti…uno Stato protettivo in perenne controllo di tutto e tutti che sa sempre dove vai, con chi, quando come e perché. E’ questo che volete? Rinuncereste davvero alla libertà per una vita sicura al 100%?

Non so, francamente a me una cosa del genere farebbe paura davvero. Altro che Orwell. Da brividi. Soprattutto perché poi questo controllo totale verrebbe affidato a delle forze dell’ordine che, fatemelo dire, in questi mesi hanno ampiamente meritato il titolo dei peggiori esseri umani in assoluto. Quello a cui abbiamo assistito è qualcosa di indecoroso, indegno e vergognoso. Gente che il buonsenso non sa minimamente cosa sia. Gente che impietosamente ha elargito multe salate a povera gente che usciva per lavorare o per andarsi a curare o perché aveva mille altri validi motivi. E quando non è stato l’uso eccessivo delle sanzioni vi è stato un uso indegno e spropositato della forza.

A questi qui dovremmo delegare le nostre vite? Un uso così eccessivo di mezzi e uomini non si era mai visto. Droni usati a profusione per ricercare pericolosi runner ma mi chiedo…dove erano tutti sti droni e mezzi quando ladri svaligiavano case e auto? Dove erano tutti sti mezzi quando venivano compiuti atti illegali di corruzione o di usura? E crimini ambientali? E dove erano e dove sono questi mezzi quando vi è gente sfruttata da altra gente sulle strade o nei campi? Così per dire. Bene, non se ne parla di tutto ciò ma prima o poi qualcuno lo dovrà fare quando tanti ricorsi arriveranno tutti insieme in tribunale. Troppe ingiustizie commesse.

E se il precedente ministro degli interni era palesemente un nullafacente incompetente in perenne campagna elettorale quello attuale a mio avviso se sta avallando tutto ciò è colpevole e dovrebbe dimettersi. Insieme al ministro della Difesa. Ed ai vertici di polizia e carabinieri, ai loro prefetti e comandanti regionali oltre ai governatori delle regioni. E andrebbe licenziato seduta stante chiunque in questi giorni ha avuto comportamenti indegni di un Stato di diritto. Perché una norma è una norma e va bene ma tu devi anche avere del buonsenso e la capacità di dire che no, non li multi i medici albanesi che sono venuti a fare volontariamente cure e che stanno per ripartire.

Non la multi una persona che ha il figlio malato di leucemia. Non le multi tre persone che facendo assistenza ai senza tetto tornano semplicemente a casa. Non la multi una infermiera a cui non parte l’auto e cerca dei cavetti. Non la multi in diretta televisiva una persona che è sola in una spiaggia dove nel raggio di chilometri non c’è anima viva. E potrei continuare. Ogni giorno storie del genere. Regole si, ma tu, se indossi una divisa dello Stato, se prendi uno stipendio grazie anche ai miei soldi, tu devi avere rispetto di me, della divisa che indossi e devi avere un atteggiamento totalmente differente da quello mostrato. Prima regola, prima ancora delle leggi è il rispetto, quindi il buonsenso. In un contesto generale poi dove complessivamente tutti si sono comportati più che dignitosamente e le foto delle città deserte le abbiamo viste.

Tutti tranne loro. Gente di cui personalmente non ho alcuna stima, ne fiducia ne tantomeno rispetto. Poi certo, esistono anche nelle forze dell’ordine le brave persone. Non lo nego. Ma un conto è parlare dei singoli ed un altro e parlare dell’atteggiamento di corpi che se dai vertici non ricevono indirizzi diversi significa che è quello l’atteggiamento generale. Atteggiamento poi che ha radici lunghe e profonde e che tanti casi di cronaca anche prima della pandemia ce lo hanno confermato. Quando e se vedrò un netto cambio di indirizzo, quando e se vedrò ministri dare precise direttive per cambiare questa vergogna, quando vedrò destituiti comandanti e prefetti e licenziati in tronco (no che li trasferisci, li copri e poi li promuovi anche…come da prassi) ecco, solo allora potrò forse tornare ad avere un po’ più di fiducia in questo Stato. Al momento è sotto zero.

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La lady d’Arbanville

Ieri leggevo una storia assurda riguardo la morte di un medico che era diventato noto, famoso e molto “ricercato” sulle pagine di FB che all’improvviso era venuto a mancare causando dolore e dispiacere in tutte le persone che lo conoscevano o che credevano di conoscerlo. Peccato solo che, questa persona in realtà non fosse mai esistita e tutto era una invenzione. L’articolo se vi interessano i casi umani lo trovate qui! Bene, la cosa mi ha riportato alla memoria una storia che tanti anni fa era capitata proprio a me. Non posso essere sintetico, il racconto sarà lungo…se non vi interessa non leggetelo…se volete sapere semplicemente come va a finire andate alla fine!

Personaggi: Io: nella parte di me stesso, blogger curioso sempre in giro! Lady d’Arbanville: la protagonista La stagista misteriosa: l’elemento strano Monica: amica mia e della lady D Barbara: altra amica mia ed ex amica della protagonista Location: le vicende si intrecciano tra Netlog (luogo in cui tutto ha inizio, un social network che non esiste più) Msn (luogo di conversazioni allora usato al pari di whatsapp oggi) e il cellulare…

Come ho sempre fatto passavo spesso il mio tempo leggendo blog di persone che mi sembravano interessanti. Tra le mie prime conoscenze vi fu Barbara,di Lecco, donna intelligente e parecchio sfortunata per via di diversi problemi di salute ma sempre allegra e sorridente. L’ho anche conosciuta di persona! Amica anche di Monica tra l’altro. Comincio da qui perché lei la sentivo anche al di fuori di Netlog compatibilmente coi suoi impegni di famiglia e di lavoro. E si parlava di tante cose.

Un giorno mi ritrovai sulla pagina di questa Lady D (abbrevio da ora in poi!) e lasciai come spesso faccio un commento se sento di poter dire la mia. Tempo dopo vidi che la Lady aveva visitato le mie pagine ed aveva risposto al commento. Ok, a mia volta risposi e la cosa finì li. Poi scrisse un altro post ed ancora una volta mi ritrovai a commentarci sopra. E la Lady rispose e si creò uno di quei botta e risposta scherzosi che spesso mi piaceva fare. Ma la cosa anche stavolta finì li. Non ci furono contatti privati ne da parte mia ne da parte sua.

Passò qualche mese, del resto lavoravo e stavo via per parecchio tempo e non avevo tempo. Un giorno entrò in scena una persona che da subito mi lasciò perplesso. Della serie: ma che minchia vuole questa mo da me? Da dove salta fuori? E niente, in pratica mi contattò privatamente (su quel social si potevano lasciare messaggi privati) dicendo che, aveva visto il mio scambio di battute con la Lady e aveva pensato che fossimo amici e per quello mi aveva contattato. Le risposi che non parlavo di terze persone con sconosciuti. Le chiesi che cosa voleva. Sono parecchio orso e diffidente e non lo maschero in questi casi.

Mi disse che lei faceva la stagista e lavorava alla Fiera di Milano ed aveva riconosciuto quella che era il suo “capo” ovvero Lady D. Mi disse che adorava quella donna e che avrebbe voluto lavorare ancora con lei ma il suo contratto stava per terminare e magari, io, se ero suo amico potevo intercedere affinché la tenesse.Le dissi che non ero amico di questa Lady D, che non la conoscevo, che neppure sapevo fosse di Milano e che ci avevo solo conversato sul blog come con tanti altri. In ogni caso specificai che anche se l’avessi conosciuta non avrei mai fatto nulla del genere. Le consigliai semmai di parlare col suo capo e di dire a lei che il lavoro le piaceva e che avrebbe voluto continuare. Se c’era una che poteva aiutarla questa era lei…

Sparì…

Nel frattempo mi ritrovai di nuovo a cazzeggiare con la Lady su un ennesimo post e sul suo libro ospiti, che era una sorta di chat pubblica inerente il profilo. Sembrava comunque simpatica per cui non mi meravigliai più di tanto quando mi contattò privatamente. E mi chiese come mai non le avessi chiesto l’amicizia. Le dissi che non la ritenevo una cosa fondamentale e non la chiedevo a nessuno. Ma accettavo le richieste senza problemi. Da tenere presente che allora non c’erano i diari (una sorta di pagina in cui tener tracia dei tuoi amici) per cui avere o meno l’amicizia dava veramente pochi vantaggi tipo quello di poter commentare blog privati. Ma se erano pubblici…era uguale. Unica cosa è che se gli amici scrivevano qualcosa ti arrivava l’avviso.

Va beh, accettai e cominciammo a parlare anche privatamente del più e del meno. Notai che in privato scriveva in maniera diversa dal pubblico. Era come se avesse qualcosa da nascondere…come se volesse dire qualcosa ma poi non la diceva…e la cosa ovviamente mi incuriosiva…Dopo un paio di mesi ricomparve anche la stagista! Messaggio in privato, di nuovo a parlarmi della sua Lady. Ed io di nuovo a bastonarla dicendo che si, ora ero amico ma non avevo piacere di parlare di lei. Se voleva parlare con me ero ben contento di farlo ma a patto che non si parlasse di Lady D o di nessun altra persona. Cazzo…se devo parlare con te prima voglio capire chi sei!!

Si adeguò e disse che non ne avrebbe più parlato. Ma nonostante ciò la conversazione poco fluida, della serie vediamo dove vuole andare a parare. Però un giorno mi diede il numero di telefono, senza che lo chiedessi! Un giorno, un po’ per curiosità la chiamai…in fondo che mi costava…e del resto se almeno al telefono fosse stata simpatica visto che a Milano andavo spesso avrei potuto proporre un incontro. La tipa addirittura mi mandò anche una sua foto. Non era nemmeno male…ci furono poi un altro paio di telefonate ma alla seconda mi fece incazzare perché tornò di nuovo a cercare di parlare di Lady D.

Smisi di interessarmi a sta ragazza e nel frattempo continuavo la conoscenza di Lady D che però ad un certo punto mi disse che si sarebbe dovuta assentare per qualche giorno ma non mi diede altre spiegazioni del perché. Ed io non chiesi…Passò un mese e ricomparve di nuovo la stagista! Privatamente mi disse che era sconvolta perché aveva saputo che il suo capo si era assentata dal lavoro per sottoporsi a delle cure. Era insomma malata e lei avrebbe voluto andarla a trovare per cui mi chiese se sapevo come contattarla! Minchia…mi dispiace le dissi ma non ne sapevo nulla e no, non so come contattarla…non ho che Netlog. Al momento ancora non avevo altro.

Sparì di nuovo.

Tempo un paio di mesi fa la ricomparsa Lady D. Come se nulla fosse mi ricontatta e ricominciamo a parlare. Lei sempre con quell’aria di te lo dico ma non te lo dico ed io sempre in attesa di qualcosa che ormai sapevo ma non sapevo. Nel frattempo un giorno mi ero sentita con Barbara e le avevo raccontato di questa Lady D conosciuta su Net. E lei mi disse che un tempo erano state amiche ma poi l’aveva lasciata perdere perché aveva ritenuto che fosse una persona scorretta che si inventava le cose. Li per li non ci feci tanto caso e pensai che magari come spesso accade si litiga e semplicemente non si vuole avere più nulla a che fare con quella persona. Barbara da persona corretta e buona com’è non mi disse molto altro, solo che si erano spesso sentite al telefono ma poi l’amicizia appunto finì. Ma la cosa evidentemente restò latente nel mio subconscio.

Ok, in fondo se loro non erano più amiche non erano affari miei. Mi dissi che potevo benissimo continuare la conoscenza con sta Lady. E fu così che passammo da Netlog a MSN e finalmente anche al telefono…Ma la musica nel suo atteggiamento non cambiava…pareva proprio che “non si fidasse” di me!! Ed io da parte mia non potevo mica andare da lei e dire: senti, ho parlato con una che lavora con te e mi ha detto che sei malata…come stai? Son cose personali e delicate. Ed infatti non lo feci. Continuai a cazzeggiare e nel frattempo sempre su Netlog feci la conoscenza di Monica anche se con lei i rapporti rimasero sempre molto neutri.

Lei comunque era proprio “amica” con Lady D e spesso si sentivano al telefono. Una sera Lady D organizzò una chat a 3 su Msn con me e Monica. E cazzeggiammo per un po’ parlando del fatto che sarebbe stato bello andare in Friuli a trovare Monica visto che noi non ci eravamo mai stati. Cose così. Alla fine Monica mi diede il telefono e scambiammo 4 chiacchiere anche con lei. Ok…arriviamo al periodo di Natale (non ricordo l’anno ma era intorno al 2005 credo) quando la Lady D mi dice che dovrà assentarsi di nuovo, che partirà per New York dove trascorrerà le vacanze di Natale con suo padre che vive li e che insomma non ci sentiremo più per un pezzo…E dico che mi dispiace ma che si diverta…beata lei…

E passa il Natale …e se non ricordo male il giorno 29 Monica mi manda un sms in cui mi dice che un amico di Netlog le ha mandato un messaggio in cui comunicava che Lady D era morta in seguito ad una Leucemia!! Minchia…la cosa ovviamente mi lasciò a bocca aperta. Anche perché la vicenda si sommava a quella di una mia amica argentina la quale stava lottando con un tumore ed a quella della mia ragazza di allora che aveva scoperto di avere una malattia degenerativa ed a quelle di Barbara che si era operata ad un ovaia per asportare un tumore. Insomma…minchia…era davvero troppo. Non mi vergogno a dire che piansi. Mi sentivo davvero devastato. Che portassi sfiga?

Poi arrivò la notte.

E la notte è spesso foriera di idee. I neuroni lavorano per i fatti loro e scattano meccanismi che difficilmente scattano di giorno. Ed a me scattarono i seguenti click mnemoci: persona scorretta che si inventava le cose e era insomma malata, due frasi rimaste li da tanto nel subconscio. Ed al mattino mi alzai con questi due pensieri scollegati ed in apparenza del tutto dimenticati in testa. Presi quasi inconsapevolmente il cellulare e mandai un sms alla stagista di cui avevo ancora il numero. Le scrissi che avevo appena saputo che Lady D era morta.

E lei mi rispose che aveva saputo e che era disperata

A questo punto la testa ebbe una illuminazione. Presi il cellulare e inviai un messaggio ad Monica: senti, una curiosità…tu quando ti sentivi con lei la chiamavi con questo numero…e le diedi il numero che io avevo della Lady. Risposta: no, veramente io non lo conosco questo numero!

Io: non è che per caso allora la chiamavi con questo numero: e le diedi il numero…della stagista!

Tataaaa…squillo di tamburi e rullate di trombe!!!

Risposta: si, ci sentivamo sempre a questo numero!

Io: bene…allora la morta mi ha appena risposto dall’aldila!

E le spiegai tutto e ovviamente s’incazzò realizzando tutte le menzogne che le aveva raccontato. Nel frattempo feci quello che non avevo mai fatto: presi le foto che la morta mi aveva mandato e le cercai in Google. Non ce n’era una sola che fosse sua! Risultò essere una serie di foto ritraenti la moglie di Abramovich, una strafiga russa regina del mondo mondano…tale Dasha Zhukova. Lo dissi a Monica che avevo avuto questa ulteriore conferma: la morta non solo non era morta ma non era lei ed aveva impersonato due persone (almeno) e probabilmente anche altre.

Infatti parlai della cosa con Barbara e mi confermò che si, lei ci aveva litigato perché aveva scoperto che la Lady D aveva creato un profilo da uomo con cui la aveva contattata. Ma lei che stupida non è, e che lavora in ambito di recupero motorio dei ragazzi disabili, aveva riconosciuto alcuni elementi nella scrittura che l’avevano messa in guardia e così l’aveva sgamata e per questo ci aveva poi litigato. Ne parlai quindi con Monica che pure parlò con Barbara e nel frattempo la cosa venne a galla anche su Netlog…i post che santificavano la scomparsa della morta si trasformarono in post di sputtanamento e la morta…cancellò la sua pagina facendo perdere le sue tracce.

Ecco, questo è il ritratto di una pazza che sembrava del tutto normale e che ingannò decine di persone ma che commise l’errore di darmi due numeri di telefono senza ipotizzare che avrei mai potuto smascherarla in quel modo. Per altro la cosa avvenne in modo casuale e fu solo a causa di questi intrecci di conoscenze che potei scoprire la verità. Naturalmente ebbero un ruolo fondamentale Barbara che mi insinuò nella mente mesi prima quel tarlo e Monica che aveva parlato con lei ma con l’altro numero. Ah…la domanda che molti mi fecero è: ma tu avevi sentito al telefono la presunta “stagista” ed anche la Lady D…non ti sei accorto che era la stessa persona? Che avevano la stessa voce?

No. Non me ne sono accorto per varie ragioni. La prima è che passarono mesi tra le due telefonate con la stagista e quelle nell’interpretazione della lady. La seconda è che mentre nel primo caso parlava molto velocemente, tipo mangiandosi le parole,con marcato accento milanese nel secondo caso parlava lentamente, quasi senza inflessioni e mai ebbi alcun sospetto almeno a livello del mio conscio. E terzo non avevo nessun motivo per sospettare fossero la stessa persona: in fondo chi se non un pazzo farebbe cose del genere? Ecco…appunto…una pazza!

E questa è la storia che potrebbe benissimo essere la trama di una commedia dell’assurdo e che invece è maledettamente vera! Persone che vivono consapevolmente o inconsapevolmente (questo non lo posso sapere…roba da psichiatri credo) vite parallele, interpretano ruoli, tessono reti sociali con altre persone, le ingannano, sembrano del tutto vere ma non lo sono. Il recente caso del fantomatico dottore è identico al caso della lady…stesse dinamiche…chissà magari è di nuovo la stessa persona! Certo, all’epoca ci rimanemmo tutti male ma non denunciammo la cosa visto che, a parte prenderla per pazza, tutto sommato ci aveva rubato tempo, emozioni e sentimenti ma non vi eran state truffe e danni economici. Ci aveva solo preso per il culo tutti quanti ma pare che solo quello non sia un reato.

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Cosa non dire mai a cena alla prima uscita

Post semiserio (anche scemo!) nato in seguito ad un divertente scambio di battute su un mio post tra due simpatiche lettrici (Emanuela e Jessica…visto che me li ricordo i nomi?!) a proposito di quel che un maschietto non dovrebbe mai dire nella malaugurata ipotesi che decidesse di invitare una gentile donzella ad una cena. Se poi doveste invitare una di loro o entrambe (catastrofe garantita!) un ulteriore consiglio volto alla saggezza sarebbe quello di portarsi anche l’avvocato…non si sa mai!

Il vademecum non vorrà essere una guida, cosa del resto che sarebbe del tutto impossibile fare data la vastità dell’argomento! Diciamo che è un tentativo per limitare i danni, uno sporco lavoro che qualcuno doveva pur fare nel tentativo disperato di salvaguardare la specie che diciamocelo…parte decisamente svantaggiata per limiti strutturali propri e che, in un confronto uomo-donna esce sempre e comunque sconfitto a priori! Puoi anche essere Brad Pitt o il più granfigo dell’universo ma, stai pur tranquillo, qualche difetto te lo troveranno sempre!

E si perché in una cena tra uomo e donna, alla prima uscita, l’uomo che già parte in soggezione nel disperato tentativo di far colpo avrà al cospetto una persona che è investigatrice, studiosa, psicologa, psichiatra, giudice, giuria, corte d’appello, cassazione, boia e non passerà nemmeno un secondo a godersi cena e compagnia ma in ogni istante sarà li a valutare ogni tua mossa, ogni tuo comportamento, ogni tua frase che per quanto nelle tue intenzioni poteva essere insignificante verrà percepita come una cruciale dichiarazione da mettere agli atti! Siete spacciati!

Metteteci poi anche il fatto che lei ha passato tutta la settimana a scegliere con cura tutti i suoi vestiti da indossare, le scarpe e che è già nervosa di suo per aver litigato con 3578 commesse, metteteci che ha rischiato l’incriminazione per tentato omicidio dopo esser stata dall’estetista, metteteci che sta indossando 3-4 taglie in meno per far colpo e quindi respira a fatica ed ha giusto lo spazio per una foglia di insalata ed un sorso di vino sebbene non tocchi cibo da 9 giorni ed ha una fame che mangerebbe pure il tavolo, considerate le sue insicurezze che la portano a vedersi come un cesso pure se è una gnocca da paura…ecco…meglio non accendere la miccia!

Quindi, ecco, se sapete ciò ma siete comunque così temerari e masochisti da voler comunque provare l’esperienza allora almeno evitate di toccare alcuni argomenti che, a meno di eccezioni eccezionali non porranno di certo a vostro favore. Della serie…evitate di parlare di calcio a meno che di fronte non abbiate una ultras della Lazio nel qual caso ecco, se proprio dovete parlare di calcio non nominatele Totti! Tenete presente anche che, nel suddetto caso, se vi trovaste di fronte una interista la sorte vi è venuta in aiuto e vi ha chiaramente detto: mollatela li e scappate il più lontano possibile!

Bene, cominciamo da una certezza riguardante proprio il discorso introduttivo fatto con le due wordpersiane (questo è un errore ma lo lascio!) di cui sopra! Ad una cena con una donna meglio non parlare del proprio lavoro a meno che tu non sa Brad Pitt, un astronauta o uno sceicco. Anche Trump o Berlusconi ciò non vale a quanto pare. In ogni caso ecco, se proprio te lo chiede e tu sei un naturalista, un veterinario, un professore di biologia…ecco…non le parlare mai del sistema riproduttivo degli opossum! Catastrofe assicurata e il risultato è che non te la farà vedere mai, non la vedrai nemmeno se usassi il più potente telescopio spaziale!

Bene, il vademecum lo considererei un workinprogress quindi…ditemi altre cose da non dire e le aggiungerò! E daje…aiutiamoli sti poveri maschietti!

  1. Non parlate della vostra ex. Credo sia un classico
  2. Non parlate della vostra auto. A meno che di fronte non abbiate una pilota,una meccanica…
  3. Non parlate del vostro antivirus preferito, di computer, informatica ecc ecc!
  4. Non parlate di quanto sollevate e quante ripetute fate…a meno di non trovar di fronte una più palestrata e sbalestrata di voi!
  5. Evitate di parlare di politica a meno che non abbiate di fronte una rediviva Giovanna D’Arco!
  6. Non parlate delle vostre amiche!
  7. Non parlate di sesso!
  8. Non provare mai a parlare dei suoi abiti lasciando intravedere che la trovate leggermente eccessiva per quel completo tutto leopardato!
  9. Evitate di tirar in ballo i gusti culinari tanto su 10 cose che a voi piacciono a lei sicuramente non ne piaceranno nove o ne sarà allergica o intollerante!
  10. Non guardate nemmeno per sbaglio altre donne nel raggio di dieci km!
  11. Non presentatevi senza soldi!
  12. Non parlare delle tue esperienze passate!
  13. Evitare di fare gli sboroni che sono sempre i primi in tutto!
  14. Non raccontatele del vostro santino autografato di PadrePio o del vostro cammino spirituale alla ricerca dell’illuminazione! Se lo facesse lei ovviamente scappate!
  15. Non parlate assolutamente di storia, geografia o qualunque materia da professoroni!
  16. Non provate minimamente a raccontare palle a meno che non siate dei veri artisti del campo!
  17. Non parlate ovviamente come ho fatto nel precedente post del granchio a ferro di cavallo e del suo sangue blu!
  18. A naso eviterei anche di raccontare della vostra collezione di francobolli, soldatini, tappi di bottiglia o similari a meno che non abbiate una collezione di Van Gogh o una autorimessa piena di Ferrari, Bugatti e Lamborghini!
  19. Non parlate della vostra scheda clinica e delle vostre ipocondrie!

Ovviamente tutte queste cose da non dire potrebbero essere riassunte da un unico punto zero cioè non parlate proprio! Potrebbe essere l’unica vostra salvezza!

Ps tutto quel che ho scritto va letta in chiave ironica così come anche i meme messi. Se doveste interpretare la cosa in un modo sbagliato…beh…son problemi vostri!

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Il sangue blu del granchio a ferro di cavallo

No, non parlerò di reali, di araldica e di nobiltà in generale. Invece parlerò di qualcosa che sono certo la maggior parte di voi non conosce. E del resto fino a ieri neppure io ne sapevo assolutamente zero! Ma il bello di internet è anche questo: tra migliaia di tweet deficienti, di fake news, di sparate squinternate sui più disparati argomenti vi è ancora la certezza che, vi sia , a volerlo, ancora la possibilità di accedere alla più grande enciclopedia che mai sia stata realizzata e quindi, quando uno è consapevolmente ignorante come lo sono io, esiste la concreta possibilità di apprendere continuamente cose nuove ed interessanti. Una di queste riguarda l’esistenza del granchio a ferro di cavallo.

Per l’esattezza del limulo. Questo essere è un artropode ed è considerato un fossile vivente per essere sopravvissuto sulla Terra per 450 milioni di anni. Ha due particolarità che lo rendono estremamente interessante. La prima è che il suo sangue arriva a costare 15.000 euro al litro e la seconda è che il suo sangue è blu. E detta così uno potrebbe anche dire: embeh? E a noi che cazzo ce ne frega se sto animale ha il sangue blu? E prima che cominciate a pensare a cose del tipo succo di viagra naturale o a specie aliene tipo la saga di Alien vi racconterò la storia di questo essere che ahimè è anche a rischio di estinzione.

Tutto ebbe inizio quando Frederik Bang , un patologo fece una ricerca. Il suo studio era indirizzato alla comprensione del funzionamento del sistema immunitario dell’animale che ha resistito per migliaia di anni sul nostro pianeta. In questi esperimenti testò il sangue dell’animale e le sue proprietà. Bang iniettò acqua di mare infetta con batteri e poi la stessa iniezione, ma bollita per 5-10 minuti, per capire come avrebbe reagito il sangue. Il risultato fu strabiliante: in entrambe le prove il sangue creava degli accumuli di “masse dure”, dei coaguli che portarono il ricercatore a sospettare che ciò fosse un meccanismo di difesa naturale che proteggeva il corpo del granchio a ferro di cavallo da un agente patogeno invasore.

Nel 1956, la ricerca fu pubblicata ed inoltre riuscì ad identificare la molecola responsabile di questa difesa, il LAL (Lysate degli amebociti). In pratica ciò che Bang scoprì già negli anni ’50 divenne un elemento di sicurezza fondamentale della medicina moderna. Infatti con la scoperta del LAL, gli scienziati medici ebbero a disposizione un infallibile test con cui immediatamente potevano apprendere se un farmaco sarebbe stato tossico per gli esseri umani. Bastava mettere la sostanza nel sangue del granchio a ferro di cavallo e se questo non si coagulava allora non c’erano tossine.

Il test messo a punto e standardizzato permetteva in pochi minuti di provare nuovi farmaci accelerando così la ricerca. E qui iniziano i guai per questo sorprendente animale visto che la continua ricerca di nuovi farmaci e di conseguenza di nuovi test hanno richiesto sempre maggior quantitativi di questo prezioso liquido e di conseguenza la pesca si è moltiplicata a dismisura portando il granchio sull’orlo dell’estinzione.

Per l’estrazione del sangue, in una sorta di catena di montaggio, i granchi dopo essere stati puliti vengono preparati alla raccolta con l’inserimento degli aghi nel loro corpo. Il litro di sangue, come abbiamo già detto, secondo il rapporto The Atlantic, costa circa 15.000€ e i kit LAL possono costare fino a 1.000€ per unità.

Pare che annualmente l’industria farmaceutica esegua 70 milioni di test e che in circa 400.000 granchi a ferro di cavallo, loro malgrado diventano donatori di sangue. Ora, immaginiamo in questo periodo di corsa a chi arriva prima a trovare una nuova cura o un nuovo vaccino anti covid-19 l’incremento dei test.

Ora da quello che ho capito, questo prezioso liquido, viene estratto dai limuli senza provocarne la morte. O almeno questa è l’intenzione anche perché ahoo…se li ammazzi poi che ti testi più? In pratica dopo la loro pesca una volta in laboratorio si inseriscono gli aghi nel tessuto attorno al loro cuore e viene drenato circa il 30% del sangue. Non so se dopo gli danno anche cappuccino e cornetto ma pare che a processo completo, i malcapitati donatori vengano rimessi in acqua, in posti diversi da quello della loro raccolta in modo che non corrano il rischio di essere ripresi una seconda volta.

Che vitaccia…donatori inconsapevoli e pure sfrattati da casa. Ad ogni modo, riacquistata la libertà recuperano il volume di sangue in circa una settimana ed in 2/3 mesi tornano bestemmiando ad una vita normale. Secondo altri studi però una percentuale compresa tra il 10 ed il 30 % non sopravvive ma in definitiva è anche grazie al loro inconsapevole sacrificio se continuiamo a sopravvivere noi sebbene di molti di noi se ne potrebbe fare tranquillamente a meno. E del resto se c’è chi pensa che il 5G sia veicolo di un virus o la candeggina sia la cura…mavaffanculo…lasciamo il sangue blu li dove sta ed estinguiamoci.

Fonti:Limulo: il salasso di sangue blu dei granchi reali per la sicurezza dei farmaci – GreenMe.it

Il sangue blu di questi granchi ci salva la vita

Animali a sangue blu: la «nobiltà» dipende dal rame

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