Comunicando ieri e oggi

Parlando ieri con un amica su Whatsapp di cellulari ad un certo punto preoccupata per l’ennesima uscita economica in programma mi diceva appunto che dovrà comprare un nuovo smartphone per la figlia visto che quello che ha non si ricarica più.

Ed allora è nata questa discussione su come ormai le nostre vite siano imprescindibili dall’uso di questa tecnologia tanto che a 12 anni(ma si comincia molto prima!) i ragazzini sono tutti interconnessi sia ai loro genitori e sia agli altri amici tramite servizi come Whatsapp e similari.

E lo siamo tutti. La cosa in se non è negativa ed anzi, controllare mail, chiacchierare con persone lontane e poter fare tante cose è sicuramente utile. Certo, i tempi sono cambiati, sicuramente c’è chi ne abusa ma tutto sommato i vantaggi di questa tecnologia sono evidenti.

Però la cosa mi ha fatto pensare al fatto che io a 12 anni a stento avevo la calcolatrice come gadget elettronico! E che nell’età dell’adolescenza per comunicare vi erano ben poche alternative: o andavi sotto casa e citofonavi oppure usavi il telefono!

Oltre naturalmente alla classica lettera scritta, spedita o attesa con tempi random di consegna e la variabile buco nero delle poste che poteva anche significare che la lettera non arrivava mai o magari arrivava dopo anni!

Le attese insomma erano lunghe e tutti vivevamo in una dimensione temporale diversa.Le telefonate poi erano una tragedia. Per quelli che il telefono lo avevano a casa non era difficile trovarvi il lucchetto sulla rotellina della selezione numerica!

Inoltre il telefono era posto di solito in cucina o in soggiorno e il concetto di privacy era del tutto sconosciuto! Se volevi della privacy perché magari volevi invitare ad uscire quella ragazza che ti piaceva non restava che rifugiarsi in una cabina telefonica usando il mitico gettone!Tranne per chi riusciva a rubare le telefonate col trucco del filo in corto sulla cornetta…

Ma anche così le telefonate erano sempre un qualcosa di terrificante visto che di solito succedeva che :

  1. ti rispondeva la madre, noto agente della Cia che ti sottoponeva ad interrogatori sulla tua vita probabilmente usando una qualche macchina della verità per capire le tue intenzioni su sua figlia!

  2. ti rispondeva il padre, con voce incazzata perché gli stavi facendo perdere la telecronaca della partita o comunque aveva le palle girate a doverti passare sua figlia manco fosse una preziosa reliquia contenuta in una teca!

  3. ti rispondeva il fratello…che tu odiavi (o lui odiava te!) e se gli girava col cazzo che ti passava sua sorella inventandosi qualche palla del genere cattivo…

  4. ti rispondeva la sorella…e con fare da inquisizione anche lei sulle orme della madre ti faceva domande a trabocchetto per sapere i cazzi tuoi.

  5. ti rispondeva un altro familiare tipo la nonna o il nonno, sordi o rincoglioniti per cui alla fine rinunciavi meditando il suicidio tramite impiccagione con la cornetta della cabina telefonica!

Ma se ci riuscivi a parlare con la tipa vi erano altre variabili di stress come la mancanza di un numero sufficiente di gettoni(metà se ne andavano prima per farsela passare, altra buona parte per prendere il discorso alla lontana…) oppure il classico assembramento di persone spazientite a cui serviva la cabina telefonica visto che nel raggio di 100km era l’unica funzionante!

E infine vi era anche la pressione dall’altra parte della cornetta della serie…chiudi il telefono che se chiama qualcuno trova occupato!! Perché il telefono doveva sempre essere libero!Casa lucida a specchio e telefono libero e questa casa non è un albergo…E così niente…ste telefonate erano sempre una tragedia!

Eppure siamo passati attraverso questa epoca che pare remota ed oggi per contro vi è così tanta comunicazione a tutte le ore che c’è gente che invece perde la bussola se ad esempio leggi un messaggio su Whatsapp ma non rispondi entro 37 centesimi di secondo!

Al 38esimo già scatta la paranoia del ha letto ma non mi risponde…ha un altro…non mi vuole più parlare…roba che si sono rotti matrimoni e relazioni per cose del genere!Per non parlare poi dell’ora di accesso o della geolocalizzazione!

C’è gente che vive davvero male tutto ciò mentre, per noi vecchi dinosauri della comunicazione, noi che abbiamo conosciuto i gettoni ed i francobolli per noi è diverso;forse siamo vaccinati contro tutto ciò visto che prima se una lettera arrivava o meno non lo potevi mica sapere!

Non c’era la doppia spunta ad avvisarti e non restava altro che aspettare e sperare!

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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13 risposte a Comunicando ieri e oggi

  1. chiarachiarissima ha detto:

    Pensa che io, per fare la vintage, ho tolto le spunte azzurre.😉 Chi mi scrive non sa se e quando ho letto.

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    • Demonio ha detto:

      Io non lo so perché non ho mai controllato le impostazioni! Però chi mi conosce sa che rispondo sempre ma quando posso quindi magari subito e si fa conversazione o magari il giorno dopo! 😉

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  2. L’attesa. Era tutto così bello perché c’era lei. Nel frattempo potevi sognare, immaginare, “farti i film”. Noi abbiamo avuto un grandissimo dono: la pazienza (quella positiva). Siamo stati fortunati 🙂

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  3. Eller ha detto:

    I nostri tempi…tempi da un sapore diverso 😌 Beati noi!

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  4. quasi40anni ha detto:

    È tutta una ansia da prestazione. Le persone più in là con gli anni usano gli smartphone con atteggiamento più distaccato, mi dico dovrei fare anch’io lo stesso ma la nostra generazione è tecno-social dipendente. Ho fatto proprio una riflessione banale lo so.

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    • Demonio ha detto:

      No, perché?E poi solo per esserti letta tutti quei post ti meriteresti un premio! Alcuni tipo questo non li ricordavo e ho dovuto rileggerlo ma, il fatto che tu li legga mi fa davvero tanto piacere! Grazie!☺

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