La neve di un tempo

Qui il rischio è quello di fare la solita parte del vecchio nostalgico (la posso usare ‘sta parola?) che parlando dei suoi ricordi finisce col dire il solito eh…ma ai miei tempi però! Il problema però è che in effetti qualcosa è cambiato. Ieri ero sceso e guardavo le figlie del mio amico di infanzia ormai pisano d’adozione tornato qui per le vacanze. Ha nevicato ed erano a giocare sulla neve.

Tenuta delle gemelline: tutina da neve livello Antartide con cappuccio aderente e fessura occhi di 4 cm tipo celata armatura medioevale e visibilità laterale pari a zero! Sotto avevano anche un cappello di un qualche materiale sintetico, scarponcini da montagna livello Himalaya, guanti impermeabili di tessuto spaziale e va beh, il tutto corredato da due bob da neve rossi in plastica dal peso a occhio e croce intorno i 3 kg circa o poco più!

Bene…ricordo la mia tenuta da neve più fantozziana forse ma anche a quei tempi abbastanza standard! Pantaloni in velluto marrone a righine strette (non so se mi spiego bene), maglioncino di lana a rombi (marrone e beige), giacchino stile eschimo con bottoni da 45 giri, capelli esposti agli elementi, polacchine grigio topo e guanti di lana che, alla terza palla da neve che confezionavi per lanciare, diventavano più fradici della topa di una vergine all’appuntamento con Rocco Siffredi!

Bob comprati? No, io lo avevo costruito utilizzando la lamiera bianca smaltata di una stufa buttata in qualche discarica abusiva con rinforzi di tavole di legno opportunamente segate a dare la forma di uno scafo per fare la parte laterale, ed altre tavole intermedie a rinforzare la struttura. Il tutto tenuto da chiodi arrugginiti recuperati qui e la in qualche casa in costruzione. La sagra del tetano praticamente! Lamiera che tagliava più della katana di Gaemon e peso totale dell’artefatto, comunque velocissimo, sui 20kg almeno!

Ecco…così ad occhio noto qualche leggera differenza! Ma oltre a ciò notavo anche qualche altra cosa. Quando ero bambino io, appena nevicava si scendeva tutti giù per strada (va beh, anche se non nevicava!) ed eravamo una mandria di ragazzini urlanti che si divertivano. Adulti? Banditi! Non c’erano! Non servivano! E nemmeno si preoccupavano di venire a controllare…cazzo dovevi controllare? I tempi di discesa?

Invece ieri, e anche oggi, osservavo le bimbe e qualche altro bambino ed ognuno di loro aveva il suo guardiaspalle. Bambini che comunque stavano tutti separati tra loro…guai a farli socializzare…e raggio d’azione limitato a pochi metri. Noi facevamo chilometri! E tra l’altro ricordo anche un altro fatto: allora le scuole non chiudevano! Ricordo una volta che uscimmo da scuola senza che nessun suv ci venisse a prendere tra l’altro con la neve che veniva giù a bufera. Visibilità praticamente nulla e in strada mezzo metro!

Ebbene, noi da scuola a casa, a farci, con i nostri abiti da neve di allora, i due chilometri da scuola fino alle nostre case. Era normale. Oggi per un allerta meteo di pioggia chiudono, per due cm di neve chiudono…i docenti dicono…se non riescono ad arrivare che fanno i bimbi da soli? Beh…io alle elementari avevo una vecchia maestra che anche con un metro di neve è sempre arrivata! Cazzo era Mary Poppins? Hilander?

Ma anche se per caso non fosse arrivata a noi ci avrebbero distribuiti tra le classi, al limite un bidello ci avrebbe dato una guardata col direttore che ogni tanto si sarebbe affacciato e nessuno avrebbe detto nulla…era la normalità. Tra tutti questi pensieri che facevo ad un certo punto ho visto le bambine tornare dal padre e dire: possiamo tornare a casa? Siamo stanche!! Siamo stancheeeee??? A Nove anni???

Ma a noi per riportarci a casa dovevano mandare una squadra della SWAT per recuperarci! Ci dovevano catturare vivi e con l’inganno…poi riscendi…ti ho preso la cioccolata…domani non vai a scuola! La stanchezza? E chi la sentiva! Ricordo che su questa strada dove ancora abito con una pendenza del 7-8% quando giocavamo a pallone su un terrazzo in cima e il pallone veniva giù…poi dovevi correre a riprenderlo!

E tornavi su e continuavi a giocare e di nuovo giù…e passavi d’estate ore e ore a correre. Oggi sento calciatori professionisti che dopo due partite in una settimana sono stanchi poverini…noi non ci stancavamo mai ma nemmeno se per qualche ragione stavamo male…e chi ci teneva! E per quella strada innevata facevamo sopra e sotto con i nostri slittini artigianali una continuazione…mani che diventavano d’acciaio resistenti al freddo, facce arrossate e corpi sudati e pantaloni e calzini bagnati ma noi…imperterriti non sentivamo nulla!

Noi non avremmo mai detto ad un genitore se potevamo rientrare a casa…primo perché il rientro non era contemplato…secondo perché sarebbe stato visto dagli altri come una resa o un tradimento e terzo perché noi eravamo semplicemente indistruttibili! Bambini come noi non ne nascono più! Unico rimpianto che ho è che a quei tempi non c’erano i cellulari e non ho nemmeno una foto ricordo a documentare tutto ciò. Ve l’ho detto…i genitori in mezzo a noi manco col binocolo venivano!

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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27 risposte a La neve di un tempo

  1. quasi40anni ha detto:

    Ricordo che da bambina andammo in vacanza nei paesi del nord. Mamma e papà con il piumino, no in realtà giubbotto dell’epoca , io temeraria in costume perché se non facevo un bagno nel mare del nord non mi avrebbero contenuta più per tutta la vacanza. L’oceano era grigio, la sabbia nera, temperatura acqua forse 10 gradi… ma di fronte al gioco e all’avventura si diventava temerari. Bei tempi Cla, infatti mi sa che spegnerò tablet e cell per qualche giorno per ricordarmi della mia vita di prima.

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    • Demonio ha detto:

      Per i miei ricordi non è necessario spegnere nulla anzi…a volte riaffiorano proprio in seguito ad una lettura di un post, ad un commento o come in questo caso semplicemente perchè ero sceso a far due chiacchiere con il mio amico!
      E comunque bambina o meno si vede che tu avevi l’antigelo nel sangue! 😀

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  2. Sara Provasi ha detto:

    Cavoli è vero! Forse ai miei tempi era già un po’ meno così, ma razzolavo parecchio considerando che ero la bambina più timida e mammona della classe! Tante uscite non controllata, e tutti i pomeriggi da qualche amichetta, alle elementari accompagnata e alle medie da sola! Ora è molto diverso, salvo buone eccezioni fanno socializzare molto meno i bambini, escono poco al pomeriggio e stanno meno tra loro, iniziano verso la terza media!

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    • Demonio ha detto:

      E si stancano!!Io lo vedo anche con mia nipote che ha la stessa età di quelle bimbe…si stanca…io non conoscevo il concetto di stanchezza! Quindi boh…a volte mi chiedo se noi fossimo di un altra specie!

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  3. cuoreruotante ha detto:

    Eppure sei sopravvissuto lo stesso! Forse sono i loro genitori ad avere perso un’infinità di ricordi e a farli diventare iper protettitivi. 🤷🏻‍♀️

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    • Demonio ha detto:

      Boh non so però noto che sembrano proprio due epoche e due mondi completamente diversi.Eppure quel che faceva la mia generazione non credo fosse tanto diverso da ciò che i bambini hanno fatto per millenni mentre in nemmeno mezzo secolo vi è stato un cambio così radicale che a me lascia perplesso.

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  4. The Butcher ha detto:

    Io vengono dalla generazione anni ’90 però i cambiamenti che hai detto non li ho visti, quando ero piccolo. Più o meno alla mia età facevo tutte le cose che facevi tu e mi ricordo la difficoltà di molti genitori nel tentare di riportare i propri figli a casa.
    Forse noto che qualcosina è cambiato ma fidati vedo ancora bambini che dire iperattivi è dir poco. Non saprei ma almeno dalle mie parti queste vecchie abitudini sono rimaste. E posso dire che sono delle vecchie abitudine molto buone.

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    • Demonio ha detto:

      E forse qualche isola felice ancora è rimasta.Probabilmente nei posti di periferia o di provincia è così. Si bambini iperattivi ci sono…solo che oggi vengono considerati strani! E talvolta lo sono per disturbi comportamentali ma il più delle volte secondo me son normalissimi bambini che vorrebbero giocare ma non lo sanno!😬

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  5. Lucy the Wombat ha detto:

    La descrizione della tua tenuta invernale da piccolo è identica alla mia!😂 I costumi unisex!😂
    Ora che mi ci fai pensare anch’io ero sempre in giro a correre e fare da bambina, soprattutto con il bel tempo o con la neve (ed ero pure tranquilla eh, eravamo proprio tutti così). Oggi non so bene perché salvo occasionalmente mi tengo ben lontana dagli ambienti dove razzolano bambini, ma dai racconti che mi fanno, e ora includo anche il tuo post, sembra che si sia davvero perso qualcosa in queste nuove infanzie. 🤔

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  6. Paola ha detto:

    Tanti cambiamenti, vero. Con piacere noto che, per esempio, sta tornando di moda il riciclo dei vestiti non solo tra fratelli, ma anche tra gli amici, cosa assolutamente normale “ai miei tempi” (roba del millennio scorso)

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    • Demonio ha detto:

      Ah si? Non sapevo fosse tornata in auge questa cosa però mi sembra un ottima notizia, forse più dovuta alla mancanza di soldi che ad altro ma è giusto così!

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      • Paola ha detto:

        Forse la crisi ha innescato il percorso, ma io trovo sia un’ottima pratica. I bambini piccoli non arrivano a consumare gli abiti, molto meglio riciclarli, molto meglio NON SPRECARE 😉

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  7. Hai ragione in tutto! Cavoli, ma come siamo passati da un’estremo all’altro senza nemmeno accorgermene? Anche io ero indistruttibile è ancora lo sono, con qualche pecca da età!

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    • Demonio ha detto:

      Ah guarda non lo so! Però sospetto che la colpa sia tutta dei genitori della nostra generazione che per qualche ragione di sono rincoglioniti!😂😂😂

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