T’illumino d’immenso ( parte seconda)

Il primo allestimento

Sulle indicazioni ricevute dal light designer , una volta che il materiale arriva nella sede designata per svolgere l’allestimento e le prove, si inizia il montaggio vero e proprio che, oltre allo schema del disegno dovrà seguire anche uno schema elettrico di distribuzione della corrente che da quel momento sarà sempre lo stesso. Infatti, per ottimizzare i tempi, verranno realizzate le cosiddette “fuste” ovvero dei cavi uniti insieme ad altri che formeranno dei serpentoni e che daranno alimentazione ai vari proiettori e che saranno facilmente individuabili nella zona cabina elettrica.

Ogni cosa verrà opportunamente segnata seguendo delle convenzioni che tutti possano capire. E già qui spesso vi sono incomprensioni…segnamo all’inglese o all’italiana? Gli inglesi infatti usano il metodo Stage Left/Right per cui tutto ciò che segnano lo fanno guardando l’audience cioè il pubblico. Noi al contrario guardiamo il palco dalla regia quindi la nostra destra diventa il loro stage left. Ma messi tutti d’accordo su ciò diciamo che ci si capisce!

In questa fase concorrono al montaggio diverse figure che poi ritroveremo anche in tour. Innanzi tutto i “riggher” che sono quelli che si occupano di tutto ciò che viene sollevato in quota per mezzo di motori elettrici. Questi sollevamenti vanno calcolati prima da un ingegnere strutturale in base al peso complessivo, ai tralicci utilizzati ed alla portata di ciò che dovrà sostenere il tutto. Se parliamo di teatri o strutture fisse queste dovranno fornire le opportune certificazioni ma in genere in un teatro ci puoi attaccare di tutto senza problemi perché ha delle graticce a norma di legge e realizzate per permettere un uso adeguato agli spettacoli moderni. Esistono però teatri che…sarebbe meglio chiudere o non aprire proprio…e questo è un altro discorso!

Se invece di luoghi al chiuso (quindi teatri, studi televisivi, sale convention, fiere) si lavorerà all’aperto o se il luoghi al chiuso non avranno la possibilità di poter appendere allora si dovranno realizzare delle strutture di supporto. Anche queste andranno dimensionate in base a calcoli fatti da ingegneri ed a seconda della tipologia andrannomontate da personale addetto, quindi scaffolder (montano le impalcature dette layer), sempre riggher con eventualmente l’utilizzo anche di gru o mezzi meccanici.

Ricreare un teatro in un palazzetto…

Che il disegno sia piccolo o grande alla fine si arriverà sempre al risultato finale di avere dei proiettori collocati in posizione che saranno “univoci” nel senso che ognuno di essi avrà una sua identità digitale ed apparterrà ad uno specifico universo DMX. E qui serve aprire una parentesi chiarificatrice altrimenti non mi seguirete!

Innanzitutto il proiettore può essere di diverse tipologie e servire per diversi scopi per cui è stato ottimizzato. Ogni proiettore ha dei “canali”che attraverso dei parametri ne determinano il funzionamento. Il numero minimo di canali è uno ed è ovviamente quello dell’intensità luminosa! Un proiettore per definirsi tale deve emettere luce e questa può avere diversi stati che vanno dallo zero (proiettore spento) al massimo (proiettore acceso al 100%) e i proiettori del genere (ad un canale quindi) a loro volta poi si differenziano per altre caratteristiche (fascio stretto, largo, fascio sagomabile ecc ecc) ed impiego d’uso (illuminazione zona, persona, fondale ecc ecc).

Capito che cosa intendiamo per canale e per parametri di controllo dello stesso veniamo ai proiettori che hanno più canali da controllare per cui, ad esempio, un proiettore oltre alla fonte luminosa avrà anche la possibilità di muoversi su e giù (tilt), a destra e a sinistra(pan) e a cambiare colori sia utilizzando una ruota di colori e sia utilizzando tre palette di colori con i colori complementari (ciano, magenta e giallo) da cui ricavare attraverso la loro miscelazione tutti gli altri. Altro metodo è usare i colori primari (rosso, verde e blu). Ognuno di questi colori quindi è un canale che come per il movimento ed il dimmer (luce) ha dei parametri che ne determinano il valore assoluto in un determinato momento. I proiettori che si muovono sono detti motorizzati e si dividono in proiettori a testa mobile e proiettori a specchio mobile.

Bene, dato che ogni proiettore può avere più di un canale come abbiamo visto, c’è da capire come fare per controllarli tutti! E qui entra in gioco lo standard USITT DMX (Digital Multiplex) che senza entrare nei dettagli fa si che per ogni linea (universo) ci siano a disposizione 512 canali ognuno dei quali è controllabile da 256 stati o valori. Questo numero è ottenuto dal fatto che i “pacchetti” di informazione digitale viaggiano a blocchi di 8 bit. Questo fa si che per ogni byte possiamo avere al massimo 2 elevato all’ottava quindi 256 stati che vanno da 0 a 255. Nel caso del dimmer, lo zero determinerà il fascio chiuso mentre il 255 il massimo della intensità.

Questo in breve per dire che i singoli proiettori ed i singoli canali dovranno essere controllati per mezzo di una consolle o di un software e che questi per poterlo fare devono sapere prima l’identificativo del proiettore ed il suo universo di controllo. Questa operazione in fase di pre allestimento viene fatta sulla consolle e si chiama patch. Il patch restituirà dei valori sequenziali che andranno assegnati a ciascun proiettore e per contro darà ad essi un identificativo numerico che permetterà di individuarli più facilmente. Questo viene in genere fatto attingendo a delle librerie che per ogni proiettore e marca forniscono l’opportuna fixture adatta.

Ora, supponiamo di avere 4 proiettori da un canale, 4 proiettori da 5 canali e due proiettori da 10 canali. Essi in totale andranno ad occupare 4 +(4×5) + (10x 2) = 24 canali quindi dato che un universo ne può contenere 512 ne resteranno liberi 488. Mettiamo invece che andremo a dover impostare 20 proiettori da 20 canali e 10 proiettori da 25canali otterremo la somma di 400 + 250 = 650 ovvero avremmo superatola soglia dei 512! Ecco, in questo caso bisogna giocoforza usare due universi e dividere i proiettori secondo la migliore soluzione possibile che può variare a seconda dei casi.

Quindi possiamo mettere 10 proiettori da 20 e 5 da 25 (325) oppure a seconda del disegno magari metterli tutti fino a che ci stanno e poi proseguire coi rimanenti sul successivo universo. Bene, ora che sapete cosa è un canale, un universo, i parametri di controllo, il patch capiamo anche l’assegnazione del singolo proiettore. Torniamo al primo esempio, quello più semplice…abbiamo i primi 4 canali a controllo singolo quindi da 1 a 4 abbiamo 4 proiettori singoli…e fin qui è facile! Il successivo proiettore quindi avrà, a disposizione la scelta di un numero che va da 5 (primo libero) a 512-5 (perché se per controllarlo ho la necessità di 5canali solo mettendolo ad un valore di partenza di 507 li avrà tutti a disposizione!

Diciamo che per praticità di esempio parto dal 5. Quindi il quinto proiettore ha come identificativo di partenza il numero 5. Il successivo partirà quindi dalla fine più uno di questo quindi dal numero 10. Il successivo ancora dal 15 e quello dopo dal 20. I due a seguire avranno quindi il primo assegnazione 25 mentre il secondo avrà assegnazione 35. Semplice no? Ecco, queste assegnazioni di fatto sono i nomi con cui l’operatore per mezzo della consolle “chiama” e controlla il tutto. In realtà in sede di patch ad ogni proiettore viene assegnato un ID identificativo per facilitarne l’uso!

Il patch determina una lista con il nome della fixture(proiettore) il suo Id, l’universo DMX a cui appartiene ed il numero di address(assegnazione ) Dmx.

Dalle librerie si sceglie la fixture adeguata controllando che i parametri siano uguali a quelli del proiettore da controllare

Il tipo di proiettore Mac 700 ha come prima fixture ID il numero 111 mentre l’ultimo della lista ha il 133. Questo perchè non necessariamente devono essere in sequenza ma devono rispondere a criteri di semplicità d’uso che l’operatore ritiene migliore. Il primo avrà DMX 1 , il secondo 32 e l’ultimo 249 e tutti sull’universo 2.

Una volta montate le strutture, i proiettori, cablata sia la corrente che le linee DMX di controllo, fatta l’assegnazione, sostituiti eventuali proiettori difettosi, provato tutto abbiamo terminato l’allestimento e i tecnici luce per il momento insieme ai rigger ed eventualmente agli scaff hanno finito l’allestimento. Ora si passa alla fase successiva, la programmazione.

continua….

T’illumino d’immenso (parte prima)

T’illumino d’immenso (parte terza)

T’illumino d’immenso (parte quarta)

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Informazioni su Demonio

Disilluso da tutto senza un futuro vivo in questo presente oscuro senza aspettarmi nulla.
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22 risposte a T’illumino d’immenso ( parte seconda)

  1. quasi40anni ha detto:

    Ci vuole una laurea per capire tutti sti funzionamenti!

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  2. Lucy the Wombat ha detto:

    Sto leggendo che è notte fonda e non sono lucidissima, ma è tutto interessantissimo, adoro queste cose 😍

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  3. Demonio ha detto:

    Nooo…per carità ci manca solo che mettano la laurea per fare lo spazzino e per fare il nostro lavoro e siamo a posto! 😀 La laurea lasciamola a chi come te fa lavori ben più importanti!

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  4. Demonio ha detto:

    Vengo ad accenderti le luci allora! Domani dovrei concludere con le restanti due parti! Era da un po’ che volevo farli ma ero un po’ titubante sia per la difficoltà di parlarne in modo semplice e sia per il fatto che non credevo potesse interessare a nessuno ma, visto che oggi fa un freddo boia e a casa non sapevo che fare…li ho buttati li! 😀

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  5. Lucy the Wombat ha detto:

    E hai fatto solo bene! Avresti potuto limitarti a citare Ungaretti e chiudere il post come fanno alcuni, invece hai scritto un sacco di cose interessanti che non si leggono tutti i giorni!

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  6. Demonio ha detto:

    E giusto Ungaretti potevo citare che già una poesia più lunga di due frasi e chi se la ricordava! 😀

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  7. quasi40anni ha detto:

    Ma che dici? Ogni lavoro è di grande importanza per tutti!! E chissà quanti concerti e spettacoli puoi guardare!

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  8. Demonio ha detto:

    Beh, converrai con me che un chirurgo o un pilota di aerei ha la necessità di avere una preparazione decisamente superiore a quella di altri lavori. Non è per sottovalutare il mio ma realisticamente parlando se io faccio una cazzatella al massimo resta al buio un attore…se la cazzatella la fanno altrove magari qualcuno ci rimette la vita! Tutto qui! 😉

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  12. cuoreruotante ha detto:

    Concordo con Quasi. Per una simile cultura occorre una laurea. Deve essere riconosciuto il tuo valore!

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  13. Demonio ha detto:

    Già così tra corsi e quant’altro non si lavora più come un tempo…facci pure laureare e faremo la fine di tutti gli altri!😂 In realtà al contrario io credo che troppi lavori andrebbero delaureizzati e che la laurea debba essere richiesta solo dove effettivamente è lo studio ciò che aggiunge quel di più che altrimenti non si potrebbe avere.Ma che so…non puoi pretendere la laurea per far il bibliotecario o il custode! Qui si sta esagerando…prima con le magistrali facevi la maestra ora di sto passo pur per far lo spazzino ci vorrà la laurea in scienze della raccolta dei materiali!

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  14. cuoreruotante ha detto:

    Oddio non farti sentire che se la inventano per davvero! Io ti darei la laurea ad horem per il culo che ti fai, soprattutto per tutelare la sicurezza altrui, mica è poco!

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  15. Demonio ha detto:

    Grazie cara, troppo gentile! Comunque sono solo un ingranaggio della ruota e nemmeno dei più importanti! Io mi accontenterei di avere solo più soldi e più lavoro!

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  16. cuoreruotante ha detto:

    Te lo auguro anche io 🤗
    (Ma quanto cazzo hai scritto in questi mesi 🙄)

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  17. Demonio ha detto:

    E tu te ne vai via!😬🤔 Che poi in realtà nemmeno tanto anzi, forse come cadenza molto meno del solito!

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  18. cuoreruotante ha detto:

    No no, hai scritto tantissimo in due mesi 😂

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  19. Demonio ha detto:

    boh…non me n’ero accorto! 😛

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  20. cuoreruotante ha detto:

    Ecco 😂

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  21. Demonio ha detto:

    😌

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